Teoria della letteratura

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Come diventare vivi. Un vademecum...

Montesano Giuseppe
Bompiani

Disponibile in 3 giorni  
MANUALI LINGUISTICA

10,00 €
"Non abbiamo tempo? E allora leggiamo in treno, in aereo, nella metro, a letto, sotto il tavolo, sotto il banco. Leggere per vivere vuol dire attingere a quell'energia che fa essere la realtà diversa da una prigione, e dobbiamo diventare lettori selvaggi proprio ora che non abbiamo tempo": Giuseppe Montesano parte dal suo Lettori selvaggi per distillare un appassionato pamphlet che compendia un'intera visione dell'uomo e della conoscenza e si propone come rifondazione di un umanesimo contemporaneo. Montesano parla a ciascuno di noi: a chi gli si siede vicino in metropolitana, a chi rifugge ogni slogan e certezza, a chi non teme la propria ignoranza perché sa trasformarla in sete di conoscenza. Con le pagine di questo libro partiamo per un viaggio attraverso le conquiste delle neuroscienze che si ribellano alla dittatura digitale, siamo investiti dal grido di chi non accetta le semplificazioni sciocche spacciate per progresso, e siamo colti dallo stupore sprigionato da una poesia letta ad alta voce e condivisa parola per parola. Montesano argomenta e racconta, e ci ricorda che aprire un libro vuol dire entrare nel regno della libertà. Il lettore disposto a lasciarsi cambiare dai libri che incontra, pronto a nascere e ad amare di nuovo a ogni pagina, è un lettore selvaggio: nell'avventura ha da perdere solo la sua prigionia, e ha tutta la vita da guadagnare. "Lettori selvaggi si può diventare a qualsiasi età, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Leggere per vivere è sempre possibile. Basta volerlo: e cominciare."

Una vita in parole. Dialogo con I....

Auster Paul
Einaudi 2019

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

20,00 €
Ogni libro per Paul Auster possiede una sua musica segreta la cui partitura affiora insieme alle parole. Ma di chi sono le dita che muovono i tasti da cui la musica si sprigiona? Nessuno può dire da dove arrivi un libro, e può dirlo meno di tutti il suo autore. Scrive così Paul Auster in "Leviatano", ed è ancora convinto che sia la verità. E infatti quando lui e I. B. Siegumfeldt s'incontrano la prima volta, sembra scettico all'idea di concederle una lunga intervista che ripercorra l'intera sua carriera. Ma, come è noto quando si tratta di Auster, la verità ha molte sfumature, e così alla fine decide che forse è giunto il momento di parlare della propria arte, e apre alla sua interlocutrice le porte della sua casa e della sua immaginazione. È l'inizio di due anni d'interviste, che ci restituiscono una biografia costruita libro su libro eppure piena di vita. Un appassionante viaggio letterario e umano attraverso l'ispirazione, le ossessioni e le passioni che abitano l'opera di un grande scrittore. "Una volta Nabokov disse che divideva la letteratura in due categorie: i libri che avrebbe voluto scrivere lui e i libri che ha scritto davvero. Nella prima categoria io ci metto i libri di Paul Austen". (Umberto Eco)

Diligenza e voluttà. Ludovica Ripa...

Contini Gianfranco
Garzanti Libri 2019

Disponibile in 3 giorni  
VERITA NARRATIVA

20,00 €
Nel settembre 1988, poco più di un anno prima della sua scomparsa, Gianfranco Contini si offre con sincerità e affetto alle domande di Ludovica Ripa di Meana: dall'incontro tra due persone così distanti per origini, età e indole nasce questa singolarissima biografia intellettuale, punto di approdo di una vita straordinaria interamente dedicata all'arte e alla letteratura. Con lucidità e acume si rivive l'infanzia felice e solitaria a Domodossola agli inizi del secolo scorso, la formazione a Pavia e poi in Svizzera, la fugace epopea della repubblica partigiana nella Val d'Ossola fino alla cattedra alla Normale di Pisa. Nella sua infaticabile attività di studioso e docente, Contini ha conosciuto e frequentato i maggiori intellettuali europei, e in pagine di grandissima prosa si è segnalato come insostituibile testimone della sua epoca. La vita privata e quella professionale si intrecciano a formare un ritratto unico di uno dei più grandi studiosi italiani che nelle curiosità, nelle domande, nei dubbi di Ludovica Ripa di Meana riconosce l'interlocutrice ideale per ripercorrere le tappe di un'esistenza dedicata con inesorabile «diligenza» alla «voluttà» dello studio.

Il fanciullino

Pascoli Giovanni
Feltrinelli 2019

Disponibile in 3 giorni

7,00 €
È possibile parlare, poetare, pensare, oltre la lettera, oltre la morte della voce e della lingua? È l'interrogativo che si pone Giorgio Agamben nel saggio che introduce "Il fanciullino" di Giovanni Pascoli, uno dei testi più profondi, significativi e misconosciuti del decadentismo italiano. Per il fanciullino il linguaggio è una riserva di oggetti che "furono vivi" e che stanno come congelati sull'orlo della vita, in attesa di essere "animati". L'opera poetica è dunque, in primo luogo, un tentativo di restituire la vita alle cose morte che si sono depositate nella lingua, in una lingua che appare così essa stessa lingua morta: la poesia diventa allora una sorta di attraversamento della morte, una "complicità con la morte", che lega questo testo pascoliniano ai grandi testi del "moderno".

Atque. Critica del vissuto

Moretti & Vitali 2019

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
"A partire dal fatto che «atque» rivolge la propria attenzione verso la psicoterapia ponendola in stretto rapporto con i contributi delle discipline scientifiche e la riflessione contemporanea, questo fascicolo intende criticare l'idea di "vissuto" come accesso privilegiato alla mente e, confutando le nozioni di io e di soggettività che tale idea veicola, intende altresì evidenziare come l'individuo sia fondamentalmente un teatro di processi oggettivi, dove i relativi significati vengono costituiti in modo congiunto dai partecipanti nel corso dei progetti che concretamente accadono all'interno dei sistemi delle norme collettive. Con questa critica si vuole non già negare gli enti o gli stati mentali bensì far uscire dalla sterile separatezza in cui finirebbero col trovarsi: lo spiegare e il comprendere, il quantitativo e il qualitativo, la natura e la cultura, i fatti e i valori, ma anche l'esteriore e l'interiore, il tempo esteriore e quello interiore, la superficie e il profondo, l'ordinamento oggettivo e quello soggettivo del passato. E facendo decadere tali distinzioni solo apparentemente alternative, si vuole per l'appunto mostrare il loro vivo coinvolgimento e la loro reciproca (co)determinazione, come accade quando le cose si danno a vedere da un punto di vista sistemico. Allontanandoci criticamente dalla separazione tra scienze della natura e scienze dello spirito, e dal contesto coscienzialistico della fenomenologia di Husserl, intendiamo affrontare una serie di questioni che nella vita collettiva, nella vita privata e in quella "cura parlata" che è il trattamento psicoanalitico e più in generale psicoterapeutico, sono tra loro intrecciate, per esempio: la storia, la memoria, l'esperienza e il linguaggio." (Fabrizio Desideri e Paolo Francesco Pieri)

Ctrl+C, ctrl+V (scrittura non...

Goldsmith Kenneth
Produzioni Nero 2019

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
E se a reinventare la letteratura fossero proprio quelle tecniche di scrittura rimaste a lungo escluse dal suo campo d'azione, come l'elaborazione testi, la programmazione e la crittografia? Se a dare nuova sostanza all'atto creativo fossero il plagio, l'appropriazione, il furto e quindi, in fin dei conti, la non originalità? In questo libro/manifesto - veloce, provocatorio, a tratti irriverente, ma ricco di riferimenti storici - Kenneth Goldsmith tenta di ripensare la figura dello scrittore (ma anche del lettore) contemporaneo. Non più un genio romantico e isolato, ma un programmatore di linguaggio, un pensatore interconnesso che predispone e si prende cura di una complessa «macchina da scrittura». Il linguaggio è ormai ovunque, i testi si moltiplicano, persino le nostre immagini, i nostri video, la nostra musica, sono fatti di lettere. Di fronte a questa proliferazione, dobbiamo per prima cosa imparare a negoziare e gestire l'enorme quantità di testo a cui siamo esposti. Partendo dal modo in cui le arti visive hanno reagito all'avvento della fotografia, Goldsmith tenta di ripensare la creatività dal suo apparente azzeramento, tracciando una narrazione che attraversa, intrecciandoli, gli ultimi cento anni di storia della letteratura e delle arti visive: dalla poesia concreta fino ai più recenti esperimenti post-internet, dal situazionismo alla videoarte, passando per James Joyce, Walter Benjamin, Jonathan Lethem e Cory Doctorow.

Storiografie parallele. Cos'è la...

Marchese Lorenzo
Quodlibet 2019

Disponibile in 3 giorni

24,00 €
La non-fiction è oggi la forma scritta che racconta la realtà concreta e immediata della cronaca con gli strumenti della letteratura. Il termine ha assunto nei decenni significati contraddittori, che hanno in parte precluso una lettura centrata delle cosiddette "storie vere". Attraverso un discorso saggistico che alterna inquadramenti per generi e temi a letture di testi italiani e stranieri degli ultimi trent'anni, in questo libro la non-fiction viene riletta sotto una nuova (doppia) luce. Da un lato, come storiografia autoptica, drammatica, tipica, in un recupero inattuale del paradigma storiografico premoderno. Dall'altro, come forma di concorrenza sleale della letteratura nei confronti di una storiografia percepita ormai come discorso inerte. Riflettere sulla non-fiction diventa così una via per riflettere su alcune caratteristiche salienti della prosa contemporanea: l'impegno etico, l'esigenza di autenticità, la cronaca come laboratorio di miti d'oggi.

Corpi affetti. Il Sudafrica di...

Mattoscio Mara
Mimesis 2019

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
Prendendo in esame alcuni testi chiave di Nadine Gordimer e i relativi adattamenti cinematografici, a cui la scrittrice riservò un interesse finora trascurato dalla critica, questo studio traccia le traiettorie di corpi individuali e collettivi plasmati dalla violenza dell'apartheid sudafricano e al contempo continuamente riorientati, nella loro capacità di intervento sul mondo, dalla circolazione degli affetti e dei desideri. Se le relazioni tra corpi privilegiati (di uomini bianchi) e corpi sotto attacco (femminili e di colore) si mostrano in quest'analisi in tutto il loro squilibrio, il confronto tra testi letterari e testi filmici evidenzia anche il potenziale sovversivo insito nell'ostinato desiderio delle protagoniste di entrare in relazione di prossimità con corpi proibiti, e in questo modo di riarticolare almeno temporaneamente il movimento e lo spazio pubblico del corpo sociale sudafricano. Il volume dimostra come Gordimer, sceneggiando personalmente alcuni suoi racconti all'insegna di una poetica della condensazione, abbia postulato la carica trasformativa di una corporeità complessa che include nel suo orizzonte affetti e oggetti.

Interartes. Diegesi migranti

Brignoli Laura
Mimesis 2019

Disponibile in 3 giorni

30,00 €
Il volume presenta una serie di studi che indagano da un punto di vista testuale, socio-culturale, enciclopedico, editoriale, economico-produttivo, il reimpiego consapevole di tematiche e soggetti tratti dai grandi classici moderni in opere ascrivibili alle categorie di riscrittura, plagio, suite o continuazione, trasposizione intersemiotica.

Il copista come autore

Canfora Luciano
Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
Questo del filologo e storico (ed elegante scrittore) Luciano Canfora è un libro sui libri che stimola la riflessione: quali, quanti e in che modo si sono «conservati» i testi degli scrittori antichi? E che cosa è in realtà un «originale» e che significa dire che esso sia «esistito»? In questa nuova edizione Canfora ha aggiunto un capitolo: «L'inesausta ricerca di testi antichi suscita da sempre la tentazione di creare ciò che è andato perduto, e che vorremmo resuscitare. Anche in questo campo l'attività di copia è lo strumento. Perciò nel riproporre queste pagine, abbiamo ritenuto necessario aggiungere un nuovo capitolo: Il falsario come autore. E abbiamo scelto di parlare di uno di loro: grandissimo e temutissimo».

Un ragionevole uso...

O'Connor Flannery
Minimum Fax 2019

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

16,00 €
«A parer mio quasi tutti sanno cos'è una storia, fino a che non si siedono a scriverne una». Così afferma Flannery O'Connor in uno dei suoi saggi. E considerazioni analoghe, sulla scrittura, sui suoi dilemmi e sul mistero della creatività, si possono trovare in molte delle lettere nelle quali discute della sua opera e chiede consigli ad amici del calibro di Robert Lowell o Elizabeth Bishop. "Un ragionevole uso dell'irragionevole" (che raccoglie in un solo volume Nel territorio del diavolo e Sola a presidiare la fortezza) si rivolge tanto a scrittori che non hanno mai provato a raccontare una storia quanto a quelli che lo fanno abitualmente, per cercare di scoprire qual è la natura e qual è lo scopo di questo mestiere. E se nei saggi l'autrice, pur rifiutando ogni degenerazione moralista, mette apertamente in campo la sua profonda religiosità cattolica e ci offre esempi cristallini di teoria letteraria in cui i concetti di grazia e di mistero acquistano forza e fascino, nelle lettere ci guida in un mondo popolato da autori, lettori, critici e agenti, intrecciando alle riflessioni letterarie un florilegio di osservazioni amare, ma sempre ironiche, su ogni aspetto del reale, compresi fatti di cronaca dell'epoca. Prefazioni di Christian Raimo, Fatica Ottavio.

Tentazioni contemporanee. Parabola...

Romanini Giulia
Diabasis 2019

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
Nell'ambito degli studi applicati di teoria della letteratura, largo spazio è stato recentemente concesso alla critica tematica: questa si occupa di comparare i temi, i miti e i luoghi più fecondi e più ricorrenti nelle opere letterarie. Indagare il tema-mito permette dunque di comprendere da dove veniamo; il postmodernismo pare senta l'urgenza di "catalogare" le riscritture e le manifestazioni dei temi perché questi, essendo realmente espressione di un sentire fondamentale all'uomo, siano resi riconoscibili e non vengano inghiottiti dal delirio odierno di sovrapproduzione e sovrapposizione di contenuti. Ora, il soggetto qui scelto è ascrivibile a ben due tra i grandi miti della letteratura e delle arti tutte: da una parte il tema del diavolo, presenza più o meno figurata, che interviene nelle vicende umane dei personaggi letterari; dall'altra il mito che si sviluppa a partire dalla figura del Faust, protagonista dell'omonima opera di Johann Wolfgang Goethe.

Il libro a venire

Blanchot Maurice
Il Saggiatore 2019

Disponibile in 3 giorni

27,00 €
Proust e Artaud, Musil e Hesse, Joubert e Rousseau: questi alcuni degli autori scandagliati nel "Libro a venire". Qui Maurice Blanchot affronta di petto le questioni primarie della scrittura: l'oscura esigenza di scrivere e la morte a cui è condannato ogni autore - quella cui si consegnò Blanchot stesso -; l'antica necessità di mettere l'infinito in una parola e la lotta contro il demone della vocazione; l'incontro con l'immaginario e lo scontro con le leggi segrete del racconto; la metamorfosi del tempo in spazio narrativo e l'insufficienza del linguaggio; il dolore della lettura e l'incomunicabilità della critica letteraria. Soprattutto affronta la domanda ineludibile: dove va la letteratura? Blanchot prova a immaginare la morte dell'ultimo scrittore, col quale sparirebbe il piccolo mistero della scrittura. Non è improbabile: l'era senza parola è già stata e sarà ancora realtà. Un'epoca in cui non solo non esisteranno nuove opere, ma sarà vieppiù impossibile rifugiarsi nelle antiche, perché i signori di quel tempo decreteranno il rogo della Biblioteca di Alessandria, di tutti i libri e di tutti i saperi. Allora l'arte sarà morta, e sorgerà una nuova dittatura. Oppure verrà il Libro: quello premeditato da Mallarmé nel 1866, che Blanchot descrive come un libro a più facce - una rivolta verso il Nulla, un'altra verso la Bellezza. Un libro senza autore, impersonale. Un libro assente, che poggia sul riconoscimento dell'irrealtà, che non sussiste davvero, non si può tenere in mano: un passato inconsumato e un avvenire impossibile. Un libro senza lettore. Raccolta di brevi saggi pubblicati a partire dal 1953 sulla Nouvelle Revue Franoise sotto il titolo «Recherches» e apparsi in volume nel 1959, "Il libro a venire" è fedele alla propria ispirazione originaria: mantenere aperta la ricerca in quel territorio in cui trovare è mostrare tracce e non inventare prove. Frutto dell'età aurea della letteratura, della critica e della filosofia francesi del Dopoguerra, è un'opera che sa nominare l'innominabile, dotata di una forza che supera passaggi di secolo, mutamenti sociali e tecnologici, declino delle arti. Il capolavoro di uno dei massimi teorici novecenteschi della letteratura, che non cessa di parlarci.

Teoria e forme del testo digitale

Carocci 2019

Disponibile in 3 giorni

24,00 €
L'avvento del mezzo digitale ha profondamente trasformato tanto le dinamiche di produzione e diffusione del testo letterario, quanto la relativa prassi editoriale. Nonostante ciò, le questioni di fondo che pone la filologia conservano tutta la loro importanza: la volontà d'autore, la conservazione dei documenti, le modalità di pubblicazione sono sempre al centro di un dibattito che si è rivelato particolarmente vivace Oltreoceano. Il volume, che raccoglie saggi pubblicati dagli autori più influenti in materia, introduce alle principali questioni poste dalle varie forme della testualità digitale e dalla circolazione dei testi letterari nel mondo attuale. La digitalizzazione di massa, le nuove dinamiche di lettura, l'obsolescenza dei supporti digitali e le nuove forme di didattica e ricerca collaborativa sono solo alcuni dei temi qui affrontati.

Marginalia

Poe Edgar Allan
Adelphi 2019

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

14,00 €
Queste pagine, in parte giornalistiche, in parte da diario segreto, ci consentono di penetrare nell'officina del sommo maestro americano, «meraviglioso cervello sempre all'erta» da cui Baudelaire diceva di aver imparato a pensare. Capzioso e oltranzista, impasto di razionalità ancora settecentesca, ruvido pragmatismo «di frontiera» e geniale nevrosi già tutta moderna, Poe, con lo sguardo implacabile di «un anatomista che sezioni un gatto» (D.H. Lawrence), impugna il bisturi e scruta all'interno di un cuore, di un personaggio, di una poesia, di un verso, di una parola, anche solo di una lettera dell'alfabeto. Così armato, va «al massacro delle banalità», allora come adesso troneggianti, e proprio l'inconsistenza di tanti nomi che qui s'incontrano, bersagli contro cui si scaglia, mostra per contrasto l'entità della battaglia da lui combattuta. Per questa azione di guerriglia usa la misura quanto mai elastica della nota in margine, che va da poche righe a qualche foglio, dall'aforisma-lampo al mini-saggio, e può così lasciarsi andare a bizze e ghiribizzi, plausi e insofferenze, fantasie, satire e paradossi. Per suadente contagio il lettore proverà, come scriveva Giorgio Manganelli, «la delizia maniacale del perdersi nel margine del libro, muoversi accanto alle idee».

I roghi dei libri

Löwenthal Leo
Ist. Enciclopedia Italiana 2019

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

10,00 €
Accatastare libri scaraventandoli dagli scaffali di una biblioteca, poi giù in strada per dare loro fuoco, tra le urla scomposte di un entusiasmo delirante. Ma cosa significa davvero bruciare i libri. È solo il gesto violento di una censura o nasconde di più? Testimone diretto del rogo nazista del maggio 1933, Löwenthal traccia in questo saggio, scritto dopo il suo ritorno in Germania alla fine della seconda guerra mondiale, un percorso che dalla Cina del III secolo a.C. arriva fino ai giorni nostri. Come ricorda Giuseppe Montesano nel suo saggio che accompagna le pagine di Löwenthal, dare fuoco alla cultura, alla conoscenza e alla memoria (anche sotto forma di piccoli atti quotidiani di rimozione, scintilla apparentemente innocua ma facilmente infiammabile) si rivela più che mai come il gesto simbolico di un'autodistruzione. Punta di un iceberg che dalle pagine dei libri arriva dritta al corpo vivo dell'umanità.

Sul racconto. Una conversazione...

Barthes Roland
Marietti 2019

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

8,00 €
Se il telefono suona, ci troviamo di fronte a due possibilità: James Bond può staccare il ricevitore oppure no, cosa che può indirizzare il racconto in due direzioni completamente diverse. In questa conversazione inedita con Paolo Fabbri, registrata a Firenze nel dicembre del 1965, Roland Barthes affronta il tema dell'analisi strutturale dei racconti a partire dalle intuizioni diVladimir Propp, che suscitarono un dissidio teorico tra Lévi-Strauss e Greimas. E così, dall'Odissea a Sherlock Holmes, da Don Chisciotte a Flaubert, il racconto viene esaminato come un'architettura, una stratigrafia di sequenze. «La problematica narrativa - osserva Fabbri - è passata da un iniziale negazionismo all'accettazione acritica dello storytelling. Negli anni del dominante paradigma dialettico e retorico, logico e stilistico, il racconto rappresentava ma non pensava. Solo lentamente si è venuta affermando la sua semantica trasformativa, la sua argomentazione "figurativa", la sua forza persuasiva».

I russi sono matti. Corso sintetico...

Nori Paolo
UTET 2019

Disponibile in 3 giorni  
MANUALI LINGUISTICA

15,00 €
Quando per un viaggio organizzato si ritrova nel ruolo insolito di guida tra le strade di San Pietroburgo, Paolo Nori scopre che i turisti sono più interessati a visitare la casa dove nella finzione abitava il protagonista di "Delitto e castigo" che non la sede della polizia dove Dostoevskij fu nella realtà processato. E d'altra parte è per noi più reale Anna Karenina delle sue contemporanee in carne e ossa, perché come diceva Sklovskij: «Quello che c'è scritto in Anna Karenina è più vero di quel che scrivono sui giornali e nelle enciclopedie». Così, dopo quarant'anni di frequentazione, tra libri letti, amati e tradotti, Nori scrive il suo "Corso sintetico di letteratura russa", che di accademico ovviamente non ha nulla. Esilarante e rocambolesco, sbilenco e a suo modo intimo, passa in rassegna le idiosincrasie e il genio dei grandi autori: da Puskin che per primo e forse per caso abbandona l'aristocratico francese per scrivere «nella lingua dei servi della gleba», creando di fatto il romanzo russo, a Erofeev che in piena dissoluzione dell'Urss riempie di bestemmie un capitolo del suo Mosca-Petuski, mettendo però cortesemente in guardia le lettrici; da Tolstoj che in una lettera dice di non poterne più di scrivere «la noiosa, la triviale Anna Karenina» a Dostoevskij che si considera «un uomo felice che non ha l'aria contenta»; da Gogol' che dopo ogni (supposto) fiasco fugge all'estero fino a Brodskij che si fa dettare dall'agente del Kgb il motivo della sua stessa richiesta di espatrio. Eppure se anche davvero "I russi sono matti", hanno creato in appena due secoli una delle più grandi letterature mai esistite, capace di cogliere l'umorismo tragico dell'esistenza e di togliere l'"imballaggio" alle parole, restituendo loro tutta la forza poetica perduta nell'uso, di cogliere l'intraducibile byt (diciamo per semplicità: la vita) nel suo farsi, di costruire romanzi pieni, come diceva un detrattore di Puskin, di «scenette insignificanti da vite insignificanti», ma che forse proprio per questo ancora oggi ci sembrano più veri del vero. Con e-book scaricabile fino al 31 dicembre 2019.

Teoria del romanzo

Lukás György
SE 2019

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
«Lo scoppio della guerra del 1914 - l'effetto prodotto dalla posizione interventista della socialdemocrazia sull'intellighenzia di sinistra - fu l'occasione che determinò la nascita della Teoria del romanzo. La mia posizione radicale si esprimeva in un veemente, globale e, specie all'inizio, poco articolato rifiuto della guerra, in particolar modo dell'entusiasmo che l'accompagnava. [...] In questo stato d'animo cresceva il primo abbozzo della Teoria del romanzo. Inizialmente avevo pensato a una catena di dialoghi: un gruppo di giovani si isola di fronte alla psicosi della guerra alla maniera dei narratori di novelle del Decamerone di fronte alla peste; i loro dialoghi, improntati a una reciproca intesa, avrebbero esplicitato grado a grado i problemi trattati nel libro, fino a gettare uno sguardo sul mondo di Dostoevskij. A un ripensamento più attento questo piano fu abbandonato e la Teoria del romanzo assunse la sua attuale configurazione. Essa crebbe così in un clima di permanente disperazione sulle sorti del mondo. Solo l'anno 1917 mi portò la risposta alle questioni che fino allora mi erano parse insolubili. [...] La problematica della forma del romanzo è qui l'immagine riflessa di un mondo fuori dai suoi cardini. Perciò la "prosa" della vita è solo un sintomo fra i tanti del fatto che la realtà offre d'ora in poi un terreno sfavorevole per l'arte; donde la liquidazione artistica di quelle forme conchiuse e totali emananti da una totalità dell'essere in sé compiuta, di quei mondi di forme in sé perfettamente immanenti - è il problema centrale della forma del romanzo. E questo non per ragioni artistiche, ma filosofico-storiche: "Non c'è più alcuna spontanea totalità dell'essere" afferma l'autore della Teoria del romanzo con riferimento alla realtà del presente. Qualche anno dopo Gottfried Benn esprime così questo stato di cose: "la realtà non esisteva più, rimaneva la sua smorfia"»

Lettore

Giovannetti Paolo
Luca Sossella Editore 2019

Disponibile in 3 giorni

9,00 €
C'è un percorso che enfatizza le caratteristiche intrinseche di un insieme di parole, eppure quel percorso non è realizzabile se fuori non agisce qualcosa d'altro, un'identità dotata di riconoscibilità, psicologica e sociale. In gioco troviamo due opposti: il lettore in quanto funzione dell'opera; e il lettore come colui che, solo, consente all'opera di attivarsi nel modo giusto. Questo saggio non fa altro che tentare di sciogliere questa contrapposizione. L'odierna fisionomia della duplice tensione in gioco ha preso forma nella lunga epoca che chiamiamo modernità, di cui oggi riusciamo a cogliere meglio certe caratteristiche. Da quasi tre secoli entro quella forbice dobbiamo stare, magari prendendo posizione per una delle due lame - quella del lettore, nel nostro caso -, tuttavia sapendo sempre che l'orizzonte concettuale è quello. Un orizzonte instabile, e che proprio per questo chiede definizioni il più possibile chiare.

L'umorismo

Pirandello Luigi
Mondadori 2019

Disponibile in 3 giorni

10,00 €
Composto nel 1908, "L'umorismo" getta luce su buona parte della produzione artistica precedente (a cominciare dal Fu Mattia Pascal, al cui protagonista il saggio è dedicato) e di quella successiva di Pirandello, che in queste pagine distingue la categoria dell'umorismo dalle altre poetiche del riso, dal comico all'ironico, al satirico. Ciò su cui si basa l'umorismo è infatti il "sentimento del contrario" che sorge nel lettore quando il primitivo "avvertimento del contrario", grazie alla riflessione, lascia il posto a una reazione più complessa, ambivalente, un'amarezza sospesa tra il riso e il pianto. Scritto ai fini della nomina a professore ordinario, "L'umorismo" finisce così per essere forse il testo più autobiografico di Pirandello, il tormentato attraversamento dei modelli di una vita.

Antropologia e letteratura

Buttitta Antonino
Sellerio Editore Palermo 2018

Disponibile in 3 giorni

18,00 €
«Lo scrittore, cercando l'uomo, trova gli uomini; l'antropologo, ma anche il sociologo, lo storico, etc., osservando gli uomini, troppo spesso perdono l'uomo. Il mondo si trasforma in un regno di astrazioni quantitative. I vivi e i morti si contano in numeri e dispare quanto di attese e passioni, gioia e pena, sostanzia e rende reale la loro esistenza. Si perde insomma l'identità e si dissolve la tensione invisibile che, pur occultandosi nei loro atti, di fatto li anima e li fa vivere. Si tratta però di rare eccezioni. Quale antropologo, ma anche sociologo, storico ha restituito la società russa o centro e sudamericana, di un preciso tempo, come Gògol e Tolstoj, Carpentier e García Márquez? Nel generale dissenso ho spesso affermato che gli uomini non producono e consumano cose ma simboli. È questo il segreto inarrivabile della loro specificità in quanto umani. Resta da capire che cosa è il simbolo» (A. Buttitta). Sono raccolti in questo libro (l'ultimo del grande antropologo ideato insieme al figlio Emanuele) gli scritti di Antonino Buttitta sul tema che maggiormente lo ha appassionato e interpellato negli ultimi anni: il rapporto tra antropologia e letteratura, ovvero come gli umani raccontano di sé, ovvero come provano a vincere la morte. Un interesse in cui si esprimeva l'immenso, ironico e tollerante, scettico e simpatetico amore che lui sentiva per tutte le manifestazioni del vivere. Realizzato attraverso la capacità di spaziare nella cultura e nelle culture con acutezza e invenzione, e "cercare connessioni tra cose tra loro lontanissime" (Vico). E, dunque, "un libro che testimonia - scrive il figlio Emanuele - la sua ricerca di senso, per tutta la vita, nella letteratura". Questo "Antropologia e letteratura" è il primo volume pubblicato dopo la morte di Antonino Buttitta nella collana da lui fondata e diretta per oltre quarant'anni.

La scrittura o la vita. Dieci...

Benini Annalena
Rizzoli 2018

Disponibile in 3 giorni  
MANUALI LINGUISTICA

20,00 €
"Dagli altri voglio sapere come si cammina con il fuoco dentro, voglio riconoscere quel fuoco, e anche l'unicità della vocazione, contare le cose infrante lasciate per terra, e voglio che il fuoco degli altri faccia divampare il mio. Per questo ho cercato dieci scrittori italiani: vicini alla mia idea di vocazione e anche disposti a spiegarla, a raccontare di questo mestiere che è il loro padrone e a individuare il momento in cui sono riusciti a dire: "Io sono uno scrittore". Percorrono tutti strade differenti e non si sono immersi in un filone letterario ma mi sembra abbiano creato qualcosa di nuovo, facendo un passo in avanti nel cammino della letteratura italiana. Negli scrittori, nelle loro vite, ma credo in tutte le persone, io cerco sempre questa specie di follia che a volte è molto bene addomesticata, a volte quasi invisibile, ricoperta di strati di ragionevolezza, doveri, vita dei giorni, sesso, famiglia, inciampi, successo, imbarazzo, cinismo, paura, ironia, vergogna (ma credo che uno scrittore, quando scrive, debba liberarsi della vergogna). Mi entusiasma scoprire che esiste sempre un nucleo di passione che non può essere scalfito da niente, e che non è socievole né affidabile, perché è una concentrazione costante su qualcos'altro, è un pensiero altrove." (Annalena Benini)

Com'è la poesia

Mengaldo Pier Vincenzo
Carocci 2018

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
Questo libro non intende mettere a fuoco l'essenza stessa della poesia, già impresa di molte opere, prima fra tutte la mirabile Estetica hegeliana. Intende invece, più frammentariamente, documentare alcune funzioni o punti di fuga della poesia stessa che ne testimoniano la ricchezza. Ad esempio il suo rapporto con la metrica, il suo vivere entro varianti, la quantità delle ripetizioni che l'abbrunano, il fenomeno della traduzione che l'arricchisce, terminando coi rapporti interpretativi della poesia stessa con le arti figurative e con la musica. Piuttosto che l'intensione ne viene così documentata la varietà, il suo non essere una ma molte.

Lezioni di letteratura

Nabokov Vladimir
Adelphi 2018

Disponibile in 3 giorni  
MANUALI LINGUISTICA

26,00 €
«Il mio corso è, tra le altre cose, una sorta di indagine poliziesca sul mistero delle strutture letterarie». Del detective - e dello studioso - Nabokov possiede la passione bruciante per il dettaglio. Ma anche una voracità linguistica che lo guida a inseguire, negli scritti altrui, astuzie e trucchi verbali rivelatori; e una felice insistenza nella ricostruzione dei luoghi, degli spazi - dai mobili di una stanza a una città, e una regione - in cui si manifestano le storie. Sa bene, e lo ripete provocatoriamente, che utili insegnamenti e buoni propositi nulla hanno da spartire con la letteratura. Che è invece composta, in parti uguali, di esattezza e incantamento: «la precisione della poesia e l'intuizione della scienza». E questo insegna Nabokov nelle sue "Lezioni di letteratura": a leggere con occhio penetrante, ma disposto alla magia. A non guardare soltanto alle storie, ma al modo in cui sono raccontate. A riconoscere, al tempo stesso, il genio individuale dello scrittore e l'architettura dei testi. Rischiarati da un'intelligenza appuntita e beffarda, sfilano sette capolavori delle letterature occidentali, da Mansfield Park di Jane Austen all'Ulisse di Joyce. E lui, il professor Nabokov - docente a Wellesley e quindi alla Cornell tra il 1941 e il 1958 -, li racconta agli studenti americani, e a noi, con il brio conversevole, il coinvolgimento, l'attenzione minuziosa che, dalla sua viva voce, approdano direttamente a queste pagine. Introduzione di John Updike.

Senza fine. Sequel, prequel, altre...

Meneghelli Donata
Morellini 2018

Disponibile in 3 giorni

18,50 €
Per raccontare una singola storia - ha scritto Calvino - qualunque narratore "allontana da sé la molteplicità delle storie possibili". Oggi, però, le cose vanno diversamente, e ogni storia sembra esistere proprio in virtù degli innumerevoli sviluppi, variazioni, moltiplicazioni, supplementi che le gravitano intorno o che è capace di generare. Sullo sfondo di quella che viene spesso definita cultura del riciclo e di un'esperienza del testo dilatato, espanso, centrale nella nostra contemporaneità, questo libro si concentra su un particolare tipo di operazione testuale - la continuazione - cercando di distinguerla rispetto ad altre pratiche (riscrittura, adattamento, remake...), ma anche cogliendone i punti di oscillazione, gli slittamenti e le ambiguità. La continuazione è analizzata nella sua forma classica, il sequel, nella sua forma per certi versi paradossale, poiché marcia all'indietro invece che avanti, il prequel, e in una terza forma che necessita ancora di essere messa a fuoco e concettualizzata, e che qui va sotto il nome di paraquel o continuazione parallela. Che prendano una direzione o un'altra, che procedano in lungo o in largo, si tratta comunque di strategie che consentono di negoziare con la fine, di dilazionare o revocare l'ultima sequenza, l'ultima parola, l'ultimo fotogramma.

Letteratura e darwinismo....

Cometa Michele
Carocci 2018

Disponibile in 3 giorni

18,00 €
La teoria letteraria ha dovuto di recente prendere atto del superamento della tesi delle "due culture", quella scientifica e quella umanistica, e ha cominciato a interrogarsi sull'interazione tra evoluzione biologica ed evoluzione culturale degli ominidi. Dopo un'ampia analisi della svolta bioculturale, il libro si sofferma sul cosiddetto Literary Darwinism, sia nella sua versione ortodossa, sia nelle forme che attingono alle scienze della mente, alle neuroscienze e all'archeologia cognitiva. Si delineano così i tratti fondamentali di una biopoetica, la disciplina che si propone di far convergere scienze del bios e teoria letteraria nel contesto più ampio di uno studio del comportamento narrativo e della nicchia ecologica dell'Homo sapiens.

Le parole necessarie. Tecniche...

Pontiggia Giuseppe
Marietti 2018

Disponibile in libreria  
NOVITA NARRATIVA

9,50 €
"Noi viviamo sotto la suggestione superstiziosa del linguaggio scritto. Apparentemente, la nostra è una società della comunicazione orale in cui c'è larga diffusione della televisione, della radio, del cinema. Ma in realtà noi non sappiamo molto parlare, e non sappiamo neanche molto scrivere. Prendiamo ad esempio gli intellettuali. Quando parlano sembrano libri stampati. Dunque non parlano. Non si servono della parola con energia e convinzione. Restano in una specie di vuoto pneumatico senza guardare in faccia l'interlocutore."

La medicina ne «La montagna magica»...

Cagli Vito
Armando Editore 2018

Disponibile in 3 giorni

8,00 €
La "Montagna magica" (o incantata nelle precedenti traduzioni italiane) è il romanzo di Thomas Mann in cui i temi medici ricorrono con maggior frequenza e profondità. Le vicende di cui si narra si svolgono, infatti, in un sanatorio di montagna, nei sette anni immediatamente precedenti allo scoppio della prima guerra mondiale (1914). Il saggio che qui proponiamo analizza i numerosi aspetti medici presenti nel libro di Mann, mantenendoli, per quanto possibile, nel contesto entro cui erano stati collocati, in modo da non cancellare completamente i loro nessi narrativi. Questa analisi può essere ricondotta a tre aspetti. Anzitutto: in quale modo è percepita la malattia da chi la vive e la soffre? Come una condizione umanizzante o disumanizzante? Come una possibile via alla conoscenza? In secondo luogo: in quale modo la malattia modifica gli atteggiamenti psicologici del malato e quale aiuto, a meglio comprenderli, possono venire dagli scritti di Freud? E, infine: rispetto ai problemi più strettamente medici, fino a che punto le idee e i concetti espressi da Mann sono in accordo con la letteratura scientifica dell'epoca? Emergono così la profondità della riflessione sulla malattia soggettivamente vissuta e patita offertaci da "La Montagna magica", la grande vicinanza, per non pochi aspetti, tra il pensiero di Mann e quello di Freud, e la particolare competenza del romanziere sui temi della medicina. Anche se i messaggi di cui si è detto provengono da un mondo ormai scomparso, essi mantengono buona parte del loro interesse per gli uomini e per i medici di oggi.

Cultura e umanità di Ezio Raimondi

Curi Fausto
Mucchi 2018

Disponibile in 3 giorni

6,00 €
Questo libro offre al lettore un insieme di descrizioni e di analisi degli aspetti più significativi della cultura di Ezio Raimondi e una serie di cronache, microstorie, rievocazioni biografiche, dialoghi, giudizi, confessioni, ritratti che hanno sempre Raimondi come nucleo centrale del racconto.

La memoria vegetale e altri scritti...

Eco Umberto
La nave di Teseo 2018

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

16,00 €
"Abbiamo una memoria organica, registrata, custodita ed elaborata dal nostro cervello, e sin dalle origini l'uomo si è affidato a una memoria minerale, incidendo pietre o tavolette d'argilla - sino alla memoria di silicio dei nostri computer attuali. Accanto a queste due memorie si è sviluppata una memoria vegetale, dai papiri sino alla carta di stracci e alla carta tratta dal legno che si usa ai giorni nostri. Ed esempio principe di memoria vegetale è il libro, l'amore del quale si chiama bibliofilia. Che cosa vuole dire collezionare libri, antichi o in ogni caso di pregio? Il bibliofilo vive un piacere solitario perché, se raccogliesse porcellane cinesi, le terrebbe nel soggiorno e i visitatori ne rimarrebbero estasiati, mentre non sa mai per chi tirar fuori da scaffali segreti i propri esemplari più preziosi. I non bibliofili non capiscono perché un libercolo secentesco in dodicesimo, dai fogli arrossati, possa rappresentare l'orgoglio di chi è l'unico ad averne l'ultima copia ancora in circolazione. E se apprezzano un incunabolo dalle pagine ancora bianche e crocchianti, splendidamente miniato o rubricato, ne sfogliano alcune pagine ma non sono sensibili alla storia che quel libro narra, talora attraverso i suoi pochi segni di usura o le annotazioni manoscritte a margine, di pari antichità. Gli scritti di questo libro sono usciti in varie occasioni e dedicati ai bibliofili. Ma, tranne forse il saggio sulla Hanau 1609 (ormai entrato in tutte le bibliografie specializzate, e la cui lettura richiede gusto antiquario, passione filologica e profondo amore per il libro antico), gli altri sono stati scritti anche per sedurre, o almeno liberare da tanti complessi, anche i non bibliofili, o i bibliofili futuri, o i bibliofili che s'ignorano. I quali saranno trascinati dalle visitazioni di classici come Kircher, dagli elenchi di bibliofili folli, di ladri compulsivi di libri o di biblioclasti (coloro che i libri li distruggono, li bruciano, li censurano), da una serie di variazioni fantascientifiche sui libri di ieri e di domani, e da tante altre esplorazioni vagabonde di sterminate biblioteche vere o immaginarie." (Umberto Eco)

L'ombra della scrittura. Racconti...

Amigoni Ferdinando
Quodlibet 2018

Disponibile in 3 giorni

24,00 €
Dagherrotipi, stampe e negativi fotografici, gigantografie, cartelloni, insegne luminose, specchi, schermi, vetrine riflettenti nell'incerto lume dell'imbrunire, opacità, trasparenza, anamorfosi: nel corso degli ultimi due secoli il visuale sembra avere sostituito il reale, in nome di un delirio ormai quasi globalizzato di onnipotenza panottica. Dal subatomico all'interstellare, tutto sembra offrirsi al nostro bulimico occhio, mentre il soggetto umano si scopre scisso, guardato, disperso in un oceano di sguardo che gli preesiste e, quasi senza avvedersene, lo inghiotte. Si potrebbero considerare i saggi raccolti in questo volume come un percorso, arbitrario e rabdomantico, nell'infinito bosco delle storie generate dall'incontro tra affabulazione e immagine. È stato detto che l'invenzione della fotografia ha causato una discontinuità radicale nella storia, paragonabile all'apparizione dell'alfabeto: certo, sin dall'etimologia del suo nome, la fotografia - luce che scrive - si è confrontata con il linguaggio e con il racconto, provocando le meno prevedibili sovversioni.

Utopie mascherate. Da Rousseau a...

Ilardi E.
Meltemi 2018

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
A partire dagli anni Novanta del secolo scorso è esploso un nuovo e fortissimo interesse, soprattutto tra le nuove generazioni, verso gli universi utopici e distopici. Ciò probabilmente è dovuto, come era avvenuto anche in epoche precedenti, a quel radicale cambio di paradigma tecnologico che ha visto l'avvento e la straordinaria diffusione delle tecnologie digitali applicate a ogni aspetto dell'umano: comunicazione, trasporti, produzione di energia, agricoltura, medicina, armi ecc. Il forte ritorno negli ultimi anni di un genere come la fantascienza (in romanzi, film, serie TV, videogame di grande successo) che, tra giravolte decostruzioniste e roboanti proclami sulla fine della Storia, sembrava aver esaurito la sua funzione di immaginare e testare il futuro, ne è un'ennesima conferma. Ma utopia e distopia hanno una storia antica e hanno sempre funzionato come straordinari grimaldelli interpretativi sia delle dinamiche del presente che delle loro derive future. Questo grazie alla loro estrema duttilità e capacità di essere declinate in tutti i possibili aspetti della società: politico, economico, tecnologico, di razza, di genere. Questo libro rappresenta un tentativo di mostrare la grande adattabilità dei concetti di utopia e distopia, strumenti indispensabili per comprendere il periodo storico in cui viviamo e immaginare quello successivo.

A libro aperto. Una vita è i suoi...

Recalcati Massimo
Feltrinelli 2018

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

16,00 €
Qual è il segreto che custodisce un libro? Quali sono i libri che non abbiamo dimenticato e perché? Come può un libro essere un incontro? Cosa significa leggere un libro? In che modo l'inconscio può aprire un libro? Tutti questi interrogativi tracciano le vie lungo le quali Massimo Recalcati ci accompagna verso una nuova teoria della lettura con il racconto dei libri che hanno segnato la sua formazione umana e intellettuale, dall'Odissea agli "Scritti" di Lacan. Ne scaturisce un'opera teorica e intima insieme, uno spaccato autobiografico di cosa può significare per una vita l'esperienza della lettura, un elogio del libro in un'epoca che vorrebbe decretarne la morte.

La miglior parte della mia anima....

D'Annunzio Gabriele
Archinto 2018

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
Molte furono le donne amate da D'Annunzio, e molti i carteggi amorosi che il poeta ci ha lasciato. Ma una sola fu la moglie, e pochi epistolari hanno l'importanza e la ricchezza di queste lettere, inedite e finora ignote agli studiosi. La parte più interessante che qui si offre, quella del decennio 1883-1893, è una vera e propria miniera di dati biografici, psicologici, culturali, e spicca per l'intrinseca qualità letteraria della scrittura. Sposando la diciannovenne Maria Hardouin dei duchi di Gallese, il ventenne e rampante Gabriele conta di affermarsi nel bel mondo romano, di essere nella vita l'Andrea Sperelli del "Piacere", il raffinato aristocratico destinato a diventare il personaggio esemplare dell'estetismo italiano. La fuga concertata, il «peccato di maggio» subito comunicato al gossip mondano, otterranno l'effetto opposto: il duca romperà per vent'anni i rapporti con la figlia, e Gabriele comincerà il suo penoso pellegrinaggio che, malgrado il crescere della sua fama letteraria, lo vedrà vagare tra Roma, l'Abruzzo e Napoli, perennemente in fuga dai creditori. Egotista da sempre e ben presto fedifrago, D'Annunzio sí mostra però anche padre affettuoso verso i tre figli che Maria gli dà. E quante confessioni nelle lettere: la passione divampante dell'inizio, la tenerezza verso Maria e la madre, la pena del servizio militare, la preoccupazione di salvare dai pignoramenti i capi eleganti e gli oggetti d'arte che gli stanno a cuore, il dramma dei tradimenti e dei turbamenti familiari, compreso il suicidio tentato da lei e ventilato da lui. Ma anche momenti gioiosi con i commossi e divertiti ritratti del piccolo Mario, le distese descrizioni della bellezza del paesaggio adriatico e della terra d'Abruzzo. Nelle lettere sentiamo solo la voce del poeta; ma attraverso le sue parole emerge anche la figura di Maria: bella, innamorata ma lucida, presto consapevole dei tradimenti di Gabriele eppure sempre dignitosa e generosa. Lui non vorrà mai risposarsi, e anche nel dorato esilio del Vittoriale la vorrà accanto a sé, riservandole sempre un'ospitalità regale e affettuosa nella sua casa e nel suo cuore.

In territorio selvaggio

Pugno Laura
Nottetempo 2018

Disponibile in 3 giorni

10,00 €
Cosa chiediamo ancora a un libro, noi lettrici e lettori? Vogliamo solo, come recita un mantra editoriale raccolto dallo scrittore e scout Giulio Mozzi, che sia "lineare, ben scritto, con un/a protagonista in cui ci si possa identificare senza indugi, che affronti difficoltà che fanno parte dell'esperienza quotidiana, e che contenga alla fine un messaggio di conforto"? O i libri possono essere ancora per noi guide verso un territorio selvaggio? Chiediamo ai nostri romanzi (e a noi stessi) di essere solo giardini? Tagliamo fuori tutto ciò che è bosco, perdersi, fare esperienza dell'oltre? In questo quaderno di appunti, che segue liberamente l'andamento delle idee che si cercano e si rispondono, Laura Pugno, autrice de La ragazza selvaggia (finalista Premio Campiello 2017), cerca di rispondere a queste domande, e lo fa partendo dal corpo, dalla sua lingua incapace di mentire.

La responsabilità del romanziere e...

Norris Frank
La Vita Felice 2018

Disponibile in 3 giorni

13,50 €
"The Responsibilities of the Novelist and other literary essays" fu pubblicato postumo nel 1903 dall'editore newyorkese Doubleday, Page & Company. Si tratta di una serie di brevi saggi (poco più di una ventina) in cui l'autore sostiene che lo scrittore ha una grande responsabilità, se non addirittura decisiva: quella di raccontare la verità. La verità intesa non come cosa astratta, bensì come cosa di ogni giorno, concreta, pratica, reale. I cronisti la trovano tutti i giorni tra le pieghe della vita vera: scendono in strada e fiutano la "storia"; perché allora, si chiede Norris, non dovrebbe cercarla anche un romanziere baciato dalla fama? Il presente volume raccoglie tutti i saggi, a eccezione di "Salt and Sincerity", l'ultimo del volume, davvero poco interessante per il lettore italiano, inseriti nell'edizione pubblicata subito dopo la morte dell'autore. Si tratta di un affresco del mondo letterario americano alla fine del Diciannovesimo secolo con le sue manie, le sue invidie e le sue utopie.

Letteratura. Teorie, metodi, strumenti

Bertoni Federico
Carocci 2018

Disponibile in 3 giorni

28,00 €
La letteratura non è affatto morta, nonostante gli annunci di tanti profeti di sventura. Ancor oggi resiste serenamente ai suoi presunti nemici - non lettori, civiltà delle immagini, rivoluzione digitale. E anzi la sua grande vitalità che fa risaltare la progressiva agonia degli studi letterari. Da qui occorre ripartire, traducendo lo smarrimento del presente in nuovo spirito critico: consapevoli che l'umanesimo è tramontato, che le vecchie categorie sono diventate inservibili e che bisogna ripensare su nuove basi il senso dell'educazione letteraria. Per farlo, questo libro si attesta su uno degli ultimi avamposti del pensiero illuminista, la teoria della letteratura: fa il punto su un antico sapere tramandato nei secoli e ne misura il valore cognitivo non sulla dottrina astratta dei manuali, ma sulle sfide concrete del mondo in cui viviamo. Che cosa significa, oggi, studiare e insegnare letteratura? Quali nozioni, metodi e strumenti ci permettono di capire meglio quei formidabili dispositivi di lettura del mondo che sono i testi letterari? L'auspicio è quello formulato a suo tempo da Italo Calvino: «l'unica cosa che vorrei insegnare è un modo di guardare, cioè di essere nel mondo».

L'arte poetica-Consigli a un...

Jacob Max
Elliot 2018

Disponibile in 3 giorni

9,00 €
"I suoi demonietti bretoni, la sua malalingua, il suo cuore d'oro, li amo, li ammiro e tutti gli dobbiamo qualcosa" scriveva Jean Cocteau a proposito di Max Jacob, figura eccentrica e profetica dello spirito dei tempi moderni. "Arte poetica" (1922) è una costellazione di pensieri folgoranti in bilico tra classicismo ed Esprit Nouveau, una riflessione sulla poesia che si fa essa stessa poesia; "Consigli a un giovane poeta" (1945) può essere considerato il testamento letterario dell'autore, scritto "per formare un probabile poeta dell'avvenire (di cui non conosco un solo verso e neppure una lettera)". Entrambi gli scritti hanno in comune la forma frammentata, priva di manifesti programmatici, in cui ogni aforisma custodisce un riflesso della varietà inesauribile dell'oggetto rappresentato: la poesia e il suo rapporto con l'emozione.

Teoria & poesia

Giovannetti P.
Biblion 2018

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
16 settembre 2017: una quindicina fra poeti e critici si ritrovano a Milano, nell'accogliente spazio della Libreria Claudiana, a discutere di poesia e teoria, fuori da ogni schema prefissato. «[...] ci è parso utile e importante invitare gli studiosi di letteratura e i poeti stessi non tanto a esibire i discorsi - le teorie - che dovrebbero dare ragione dei testi, ma a verificare gli armamentari concettuali - più o meno coerenti - di cui ci serviamo nell'avvicinare un testo poetico, sia nella fase di lettura e interpretazione sia in quella di scrittura e creazione. Lo scopo [...] era potenziare l'incontro con il testo, anche in termini di conflitto, di mancata corrispondenza, di scarto tra quello che si dice che il testo sia, e quello che il testo silenziosamente fa».

L'angelo necessario. Saggi sulla...

Stevens Wallace
Abscondita 2018

Disponibile in 3 giorni

22,00 €
Nel settembre 1949 Wallace Stevens acquistò una natura morta di Pierre Tal-Coat e se ne innamorò al punto da darvi un titolo di sua invenzione: "Angelo circondato da paesani". Pochi giorni dopo da quel titolo nacque una poesia, in celebrazione di un angelo invisibile che annuncia ai pastori non una nascita divina ma una rivelazione terrestre: «sono l'angelo necessario della terra,/ perché la terra nel mio sguardo rivedete,/ libera dalla sua dura e ostinata maniera umana». È l'angelo della realtà che si limita a indicare la via del mondo, ma è necessario, perché il mondo rivive solo in quello sguardo. Lo sguardo della poesia. Questo volume raccoglie le riflessioni di poetica di Wallace Stevens, dirigente di una grossa compagnia di assicurazioni e insieme interprete tra i più fecondi e imprevedibili che la modernità abbia avuto. Flemmatico ed elegante uomo di legge, Stevens non perde mai la calma ed evita i toni enfatici, spesso ha battute di umorismo particolarissimo. Eppure insegna che l'angelo è necessario, scrive cioè una disincantata apologia della poesia per i nostri tempi. Da poeta, nei saggi evoca immagini. Parla della metafora, dell'immaginazione, dei rapporti tra poesia e pittura, in modo originale per stile e contenuto, riprendendo la questione dalla base, con semplicità e raffinatezza.

Sei passeggiate nei boschi narrativi

Eco Umberto
La nave di Teseo 2018

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

13,00 €
I sei interventi tenuti da Eco nel 1992-93 in occasione delle Norton Lectures - che si svolgono ogni anno alla Harvard University hanno una leggerezza affabulatoria insolita per un saggio letterario. Eco sapeva di rivolgersi a un pubblico vasto e vario, ma in questa particolare scelta espressiva possiamo forse cogliere anche la sua volontà di affrontare la riflessione sulla narratività partendo proprio dall'esperienza del lettore. Svariando da Omero a Spillane, da Cappuccetto Rosso a Nerval, Eco indaga aspettative e modalità con cui leggiamo i romanzi, procedendo in modo errabondo, come una serie di passeggiate appunto. Ma passeggiare per i boschi romanzeschi espone a sconcertanti scoperte: c'è davvero qualcosa in comune tra Manzoni e Agatha Christie, tra Molly Bloom e Milady? Soprattutto, ciò che Eco ci mostra è quanto il romanzo - non a caso definito "il fratello carnale della Storia" - si intrecci con la vita e la vita con il romanzo.

Un «osservatore e testimone...

Mucchi 2018

Disponibile in 3 giorni

30,00 €
Questo volume interroga l'opera di Remo Ceserani come pietra di paragone di un quarantennio di storia culturale, di dibattiti critici e di teoria letteraria. Non vuole semplicemente raccogliere le testimonianze di chi ha conosciuto l'uomo; vuole soprattutto indagare i vari aspetti della sua opera, mettere alla prova la tenuta delle sue proposte: sulla storia della letteratura e le sue periodizzazioni, sul rapporto fra letteratura e tecnologia, sul postmoderno, sulla critica tematica, sulle contaminazioni fra la letteratura e gli altri saperi - senza dimenticare Il materiale e l'immaginario, il libro decisivo su cui si è formata un'intera generazione. Ne esce un primo bilancio sulla figura di Remo Ceserani, corredato da una bibliografia che da sola basterebbe a testimoniare l'importanza, e la stupefacente ricchezza, dell'insegnamento che ci ha lasciato il maestro della comparatistica italiana.

Aspetti del romanzo

Forster Edward Morgan
Garzanti Libri 2018

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

12,00 €
In "Aspetti del romanzo", che raccoglie alcune conferenze tenute a Cambridge nel 1927, Forster indaga le tecniche e gli strumenti dell'arte del narrare. Le categorie che propone sono semplici e fondamentali, e insieme sommamente precise: «storia», «persone», «intreccio», «fantasia», «profezia», «modello e ritmo». Spiando gli scrittori al lavoro, Forster porta alla luce analogie inattese tra i procedimenti di Richardson e di James, di Dickens e di Welles, di Sterne e della Woolf. E al lettore regala preziose intuizioni: come quando individua la prerogativa dell'autore nel conoscere «la vita nascosta» delle sue creature - privilegio che quasi mai è concesso nel mondo reale - o quando teorizza, in largo anticipo sui tempi, la natura aperta del romanzo: «L'espansione: ecco l'idea a cui i romanzieri devono rifarsi, non la completezza». Libro di culto per generazioni di narratori, questo piccolo capolavoro incarna tutta la sapienza critica e l'intelligenza di una delle grandi voci del Novecento.

Colonie letterarie. Immagini...

Tonzar Barbara
Carocci 2017

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
Il libro analizza, in una prospettiva postcoloniale, alcune rappresentazioni letterarie delle colonie italiane nella fase storica intercorrente fra il tramonto del sogno imperiale, culminato nella perdita dell'"impero" durante il secondo conflitto mondiale, e gli anni Sessanta, in corrispondenza della fine dell'amministrazione fiduciaria italiana in Somalia (1960). Le modalità di narrazione e contronarrazione del colonialismo emergenti dai testi oggetto dell'indagine, tra cui Mohamed divorzia (1944) di Paolo Cesarmi, Tempo di uccidere (1947) di Ennio Flaiano, Il deserto della Libia (1952) di Mario Tobino e Settimana nera (1961) di Enrico Emanuelli, sono messe in relazione, da un lato, con la tradizione orientalista e l'immaginario coloniale degli italiani, persistente in forme diverse anche nel contesto postbellico, dall'altro con il mito degli "italiani brava gente" e le complesse dinamiche di rimozione e autoassoluzione caratterizzanti il discorso ufficiale dell'Italia repubblicana.

Il romanzo-saggio

Ercolino Stefano
Bompiani 2017

Disponibile in 3 giorni  
MANUALI LINGUISTICA

13,00 €
Il romanzo-saggio emerse in Francia nell'ultimo quarto dell'Ottocento e raggiunse la piena maturità in Austria e Germania nel periodo tra le due guerre. Discutendo autori come Dostoevskij, Tolstoj, Zola, Huysmans, Strindberg, Proust, Mann, Musil e Broch, Stefano Ercolino inquadra l'emergenza del romanzo-saggio nell'ambito della crisi ideologica che si abbatté sull'apparato simbolico della modernità negli ultimi decenni dell'Ottocento e che raggiunse il culmine a seguito dei disastri della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Genere cruciale per una rinnovata comprensione della storia letteraria europea e della varietà dello spettro morfologico del modernismo, il romanzo-saggio costituisce l'ultimo e decisivo capitolo del discorso letterario sulla modernità.

Con parole precise. Breviario di...

Carofiglio Gianrico
Laterza 2017

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

11,00 €
Non è possibile pensare con chiarezza se non si è capaci di parlare e scrivere con chiarezza. Sono parole del filosofo John Searle, teorico del rapporto fra linguaggio e realtà istituzionali. Le società vengono costruite e si reggono essenzialmente su una premessa linguistica: sul fatto cioè che dire qualcosa comporti un impegno di verità e di correttezza nei confronti dei destinatari. Non osservare questo impegno mette in pericolo il primario contratto sociale di una comunità, cioè la fiducia in un linguaggio condiviso. L'antidoto è la scrittura civile, cioè quella limpida e democratica, rispettosa delle parole e delle idee. Scrivere bene, in ogni campo, ha un'attinenza diretta con la qualità del ragionamento e del pensiero. Implica chiarezza di idee da parte di chi scrive e produce in chi legge una percezione di onestà.

La letteratura dal punto di vista...

Stanco M.
Il Mulino 2017

Disponibile in 3 giorni

27,00 €
La storia della critica letteraria è stata generalmente esaminata dal punto di vista degli studiosi di teoria. Manca, a tutt'oggi, una visione d'insieme che esamini in maniera sistematica la critica letteraria dal punto di vista interno, ovvero degli autori stessi. Muovendo da tali premesse, il volume propone un'articolata analisi dei «discorsi» sulla letteratura prodotti da scrittori di lingua inglese, dalla seconda metà del Cinquecento a oggi. Allo scopo di dare ordine a una materia ampia e frastagliata, sono state individuate tre principali tipologie discorsive, o forme testuali, attraverso cui gli autori hanno dato voce alle proprie idee sulla letteratura. A tali tipologie discorsive corrispondono le tre sezioni in cui è stata suddivisa la materia critica del volume. La prima sezione, «Saggi e paratesti», esamina le teorie letterarie esposte in forma di saggi, prefazioni, commenti da parte dell'autore. La seconda sezione, «Disseminazioni», analizza le idee sulla letteratura sparse all'interno di romanzi, drammi, poesie. La terza sezione, infine, «Maschere d'autore», si concentra sulle teorie letterarie la cui esposizione è affidata a un alter ego dello scrittore, ovvero a una maschera parzialmente autobiografica. Ne emerge un quadro ricco e composito all'interno del quale teoria e prassi letteraria si arricchiscono reciprocamente, fino a fondersi in una più complessa unità i cui confini appaiono labili, indefiniti, negoziabili.

Elogio della letteratura

Bauman Zygmunt
Einaudi 2017

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

16,00 €
Questo libro esamina la controversa questione della relazione tra la letteratura (e le arti in generale) e la sociologia [o quel ramo delle scienze umane che pretendono di avere uno status scientifico). Mentre molti vedono letteratura e sociologia come vocazioni radicalmente differenti, Bauman e Mazzeo sostengono che siano connesse da un obiettivo comune e condividano lo stesso ambito d'indagine. Bauman aveva detto che, se fosse stato costretto a trasferirsi su un'isola deserta con un solo libro, avrebbe scelto un romanzo di Musil o Calvino. E aveva testimoniato il suo debito nei confronti di Freud. Il libro intreccia dunque la letteratura con la sociologia, la psicoanalisi con la pop culture, Franzen, Musil, Littell e Proust con la cultura karaoke. Nonostante le molte differenze nei metodi e nel modo di presentare i risultati, i romanzi e i testi di sociologia non hanno scopi diversi. A dire il vero, sono precisamente le loro differenze che le rendono reciprocamente indispensabili e complementari.