Testi sacri induisti

Active filters

Il Mahabharata

Luni Editrice

Disponibile in libreria in 3 giorni

145,00 €
Composto fra la seconda metà del II secolo a.C. e l'anno zero, il Mahabharata, "Il grande (poema) dei discendenti di Bharata", è fra le opere capitali della letteratura d'ogni tempo e paese. Dentro la vicenda epica che ne costituisce l'ossatura, che occupa la metà circa dell'opera, sono intrise altre vicende mitiche ed epiche secondarie, genealogie divine e umane, novelle, ma soprattutto trattazioni teologiche, filosofiche, etiche, geografiche, scientifiche ante litteram e perfino frammenti di enigmistica. Ed è esattamente proprio questo assetto che al gusto attuale ne fa un capolavoro unico. Il centro della riflessione sfaccettata che vi si sviluppa è il dharma, la "legge sacra" o l'"ordine sociocosmico". L'opera si autodichiara sorgente di luce spirituale - con al centro la Bhagavadgita, "Il canto del Signore", che si può considerare il Vangelo di centinaia di milioni di hindu -, proseguimento della rivelazione sacra e fonte di autorità in ogni campo. Una strofe molto famosa, collocata al principio e alla fine del Mahabharata proclama che quello che nel poema si trova riguardo al dharma e ai fini dell'esistenza si può anche trovare altrove, ma quello che lì non si trova non c'è da nessuna parte. In altre parole: l'opera racchiude e dischiude in ogni aspetto e dimensione la sacra legge eterna. Il lavoro di Kerbaker, riveduto dai suoi successori, offre al lettore oltre un sesto del poema. La scelta per la versione dell'ottava ariostesca è naturalmente intonata al metro usato per l'epica nella grande tradizione italiana. Al lettore contemporaneo le strofe kerbakeriane, molto scorrevoli, offrono con il loro linguaggio dovizioso un sapore inconfondibile, con immagini poetiche felici e lampi di folgorazione potente. Senza nulla perdere della caratteristica originaria, lo stile di Kerbaker vi aggiunge la grazia orecchiabile e lo stupore incantato di una infinita, fantasmagorica fiaba.

La terra squarciata. Dall'epopea...

Bohumil

Non disponibile

12,00 €
Otto traduzioni dal sanscrito del Mah?bh?rata e del R?m?ya?a, i due grandi e vastissimi poemi epici indiani. Otto traduzioni fatte a distanza anche di anni una dall'altra e fatte soprattutto (al modo antico) da chi sanscritista non è. Vari saggi di traduzione che provano a restituire, quasi ogni volta diversamente, il verso ?loka di 32 sillabe. Una Terra squarciata concepita o meglio risultata quale un'unica, ideale, narrazione epica che raccoglie, o riflette come in uno specchio, in un unico libro i due poemi maggiori.

Bhagavad Gita

Tawasul Europe

Non disponibile

10,00 €
Il Bhagavad Gita - traducibile letteralmente come "Il canto del divino Krishna" - è considerato il testo induista che, insieme agli Upanishad, è stato maggiormente tradotto, studiato e analizzato in maniera approfondita dagli studiosi occidentali. Pur facendo parte del poema Mahabharata, viene considerato come un'opera a sé stante nell'ambito dello studio dei suoi insegnamenti teologici, morali e filosofici, e per questo viene pubblicato come opera separata. Proprio questo suo carattere profondamente filosofico, teologico e morale, che lo distanzia e distingue notevolmente dal poema generale di cui è parte, ha indotto alcuni studiosi a ritenere che probabilmente non debba essere considerato originariamente parte del Mahabharata, ma che sia stato inserito in un'epoca successiva, prima della quale era circolato per qualche tempo come opera indipendente.

L'Upanisad nel gran libro anacoretico

Brhadaranyaka
SE

Disponibile in libreria in 3 giorni

19,00 €
«La suprema felicità umana è di esser ricco e di aver successo tra gli uomini, di imperare sugli altri e largamente disporre di tutti gli umani godimenti. Orbene, cento gioie umane equivalgono a una sola gioia dei Mani che hanno raggiunto la loro sede, e cento gioie dei Mani giunti alla loro sede equivalgono a una sola gioia del mondo dei Gandharva. Cento gioie dei Gandharva equivalgono a una sola gioia degli dèi per merito, in quanto ottengono la divinità in virtù delle buone opere, e cento gioie degli dèi per merito equivalgono a una sola gioia degli dèi per nascita, (la quale è premio) del brahmano sincero e privo di desideri. Cento gioie degli dèi per nascita equivalgono a una sola gioia del mondo di Prappati, (la quale è premio) del brahmano sincero e privo di desideri, e cento gioie del mondo di Prappati equivalgono a una sola gioia del mondo del brahman, (la quale è parimenti premio) del brahmano sincero e privo di desideri. E questa è la suprema beatitudine, o gran re; questo è il mondo del brahman».

I dialoghi di Krishna sull'anima

Tranchida

Non disponibile

12,00 €
"Le tue parole hanno dissipato il mio smarrimento", è la voce dell'anima di Arjuna il guerriero che, rivolto al suo interlocutore, Krishna, parla a nome di tutta l'umanità. Ed è anche il messaggio centrale di questo dialogo dell'anima con se stessa e con l

Brhadaranyka Upanisad

SE

Non disponibile

19,00 €
"La suprema felicità umana è di esser ricco e di aver successo tra gli uomini, di imperare sugli altri e largamente disporre di tutti gli umani godimenti. Orbene, cento gioie umane equivalgono a una sola gioia dei Mani che hanno raggiunto la loro sede, e c

Upanishad

Book Time

Disponibile in libreria in 5 giorni

9,50 €
"Upanishad" (parola sanscrita, "sedere ai piedi di un maestro", "sottostare a un insegnamento") è la denominazione comune a un complesso di testi indiani, di varia ampiezza e di varia forma, contenenti dottrine esoteriche e considerati come appendici degli

Bhagavadgita

Astrolabio Ubaldini

Disponibile in libreria in 3 giorni

24,00 €
La Bhagavad-Gita, o Canto del beato, costituisce con le Upanishad e il Brahma Sutra il cosiddetto triplice canone dell'ortodossia hindu. È un'opera in versi - di alto valore letterario e filosofico - inserita, in un'epoca imprecisata, nel grande poema epic

Bhagavad-gita. Il canto del...

San Paolo Edizioni

Non disponibile

40,00 €
La Bhagavad-gita è, insieme con le Upanisad, l'opera dell'antica letteratura religiosa indiana in sanscrito più largamente conosciuta in tutto il mondo. Considerato una sorta di Vangelo da milioni di hindù, questo testo fondamentale del pensiero religioso brahmanico è, con le sue settecento strofe, "solo" un piccolo episodio del Mahabharata, la gigantesca epopea che narra, secondo l'interpretazione tradizionale, la storia leggendaria dei principali antenati del popolo hindù. Composta probabilmente attorno all'inizio del II secolo a.C., e fissata nella redazione nota come vulgata dal grande filosofo Sankara, la Bhagavad-gita contiene un insegnamento "divino" e "segreto" sui due aspetti fondamentali dell'esperienza religiosa: quello speculativo (la conoscenza del Brahman, cioè della Realtà assoluta) e quello pratico (la disciplina dello yoga, che conduce all'esperienza dell'unità). Il tema centrale, che è anche il filo conduttore dell'intero Canto, individua nell'azione priva di attaccamento ai suoi frutti - e, quindi, priva di desiderio - il vero yoga, cioè la via maestra che consente all'uomo di vivere la propria esperienza terrena senza esserne contaminato, e di raggiungere così la perfetta unione con il glorioso Signore, che è suprema pace. Oltre all'eccezionale richiamo che questo testo esercita per chiunque voglia intraprendere un cammino spirituale di meditazione introspettiva, di rinuncia e di amore devoto di Dio, il Canto del glorioso Signore...

La Bhagavadgita

Yogi Ramacharaka
Libraio

Disponibile in libreria

12,90 €
"Il canto del beato" rappresenta uno dei testi più sacri e importanti di tutta l'umanità. Il Poema è uno dei capitoli della Mahabharata e ci riporta l'insegnamento e il Vangelo di Sri Krishna. Egli si manifesta nel mondo affinché gli uomini lo imitino. La condotta umana, quando è "mondana", è governata da attaccamenti/desideri nei confronti del potere, del piacere e della ricchezza. Questo è causa di sofferenza. L'alternativa consiste nel rifiuto di condurre una vita "mondana", scegliendo una via ascetica, priva di desideri. L'insegnamento "divino" della Bhagavadgita consiste nel rifiutare anche questa seconda opzione, rinunciare anche alla "rinuncia" e vivere nel mondo offrendo i risultati, i frutti della propria condotta e delle proprie azioni, non ai propri interessi personali ma al Dio a cui si è devoti.

La Bhagavad Gita

Yogi Ramacharaka
StreetLib

Non disponibile

6,99 €
La Bhagavad Gita, o "Canto del Beato", è uno dei testi più sacri e per molti aspetti affascinante della storia dell'umanità. L'opera che sta all'India come il Vangelo alla nostra civiltà.

Contributi allo studio...

Bozzolan Alessandro
StreetLib

Non disponibile

12,99 €
Questo testo, che era in origine una tesi di laurea, in primo luogo analizza le informazioni riguardanti l'Adhyatma Ramayana, celebre opera sacra ramaita, semisconosciuto nell'Occidente europeo e americano. Quindi vi sono presenti alcune conclusioni, che smentiscono diverse ipotesi riguardo l'autore e riguardanti la presunta età. In seguito la traduzione dal sanscrito di sei sarga, o capitoli, del testo originale. Il glossario poi è stato colmato di citazioni, significative nel contesto della bhakti, o devozione, ramaita, e in relazione all'importanza di questa divinità, Rama, in seno alla società indiana, e non solo.

Frammenti vedici dai Brahmana

Lorenzoni Alessandro
Youcanprint

Non disponibile

12,00 €
Quali insegnamenti sono racchiusi nei testi dell'India vedica, trasmessi solo da brahmaná a brahmaná, e concepiti solo per il brahmaná, per lo ksatríya? In questo libro, i frammenti delle testimonianze vediche in prosa sono riuniti in modo tale da far emergere un'originale conoscenza della natura divina (e umana). Infatti, Prajapati genera, «emette» le creature, le «geniture». Ma le geniture sono solo il cibo, per Prajapati. Le geniture sono solo per Prajapati. Per il sraísthya. Così, Prajapati emette gli armenti. Per sottometterli. Inoltre, il brahmaná, lo ksatrá conseguono Prajapati. Così, sono soltanto gli armenti, la vís (la «moltitudine»), solo per il brahmaná, per lo ksatrá. E gli uomini - una volta per il rajanyá - sono come gli armenti. Perciò, alla fine, il brahmaná intraprende la 'rinuncia': «Quindi, piuttosto, dato tutto, erra» (SBK, 4, 9, 1, 10).

Luci dalla Bhagavad-Gita

Gupta Basant K.
Laksmi

Non disponibile

16,00 €
Con una scrittura immediata e figurata, Fautore ci propone una collezione di versi da uno dei capisaldi della filosofia indiana, la Bhagavad-gita e ne mostra la bellezza e l'insegnamento senza tempo. Il testo ci indica come affrontare le sfide della vita con chiarezza mentale e determinazione, emergendo vittoriosi dai conflitti incessanti che avvengono in ciascuno di noi e ricordandoci che proprio una mente libera da ogni sorta di paura e conflitto è il terreno fertile per la realizzazione della conoscenza spirituale. Si alternano versi, citazioni di saggi, immagini suggestive e aneddoti esemplificativi che lasciano in ciascuno un suggerimento per l'azione.

L'astronomia avanzata nel Bhagavata...

Caimmi Roberto
Aracne

Non disponibile

8,00 €
Il volume identifica tracce di astronomia avanzata nella cosmologia puranica, prospettando ulteriori connessioni tra le regioni di Bhu-mandala, lo strato di universo dove alloggiano gli esseri umani, e i luoghi del perigeo e dell'apogeo delle orbite geocentriche del Sole e dei pianeti. Nel corso della ricerca viene dimostrato come le larghezze dei continenti e degli oceani siano descritte dalla legge empirica di Titius-Bode, fino a interpretare l'intera rappresentazione come un messaggio proveniente da una scienza antidiluviana, il cui ricordo si sarebbe preservato nelle tradizioni dei popoli.

Bhagavad Gita. Con un commento del...

Scarabelli P.
Mimesis

Disponibile in libreria in 3 giorni

22,00 €
La Bhagavad Gita consiste in un dialogo tra maestro e discepolo, Krsna e Arjuna, che avviene sul campo di battaglia dove si fronteggiano gli eserciti armati dai due rami della stessa famiglia regnante; il colloquio comincia con la crisi di coscienza di Arjuna, schierato in una delle due fazioni, sgomento dinanzi alla prospettiva di dover massacrare amici e parenti per affermare i suoi diritti. Di là del significato letterale del testo, nelle parole di Arjuna si scorge il lamento dell'anima impegnata in un conflitto esistenziale che sembra sopraffarla e al quale, in qualche modo, cerca di sottrarsi: egli è l'emblema dell'uomo che, nel momento cruciale della battaglia contro se stesso, rappresentata nel testo da una guerra fratricida, tende a tergiversare, a fare un passo indietro; non vorrebbe abbandonare, per una sorta di attaccamento o di timore, quelle negatività che pure riconosce come tali, ma che considera anche parte di sé, cioè suoi "parenti", vale a dire i suoi difetti, i suoi vizi, le sue cattive abitudini, la sua debolezza nei confronti dei piaceri sensoriali; difetti con i quali ha sviluppato nel corso degli anni una grande familiarità e dai quali una parte di sé, inconsciamente, non vorrebbe separarsi. Per dirla con le parole di san Paolo, Arjuna deve deporre l'uomo vecchio, con la sua condotta, e rivestire l'uomo nuovo; ma per arrivare a questo deve imparare ad agire senza attaccamento, cogliendo in ogni azione, anche la più semplice, un significato che l'uomo vecchio, dedito esclusivamente alla soddisfazione del proprio ego, non riusciva a scorgere: la sacralità di ogni azione compiuta nell'adempimento dei propri doveri quotidiani, anche i più semplici, quando questa sia concepita come un'offerta al Maestro interiore, e non motivata dal proprio personale tornaconto.

La collana delle visioni

Padmasambhava
Il Leone Verde

Disponibile in libreria in 5 giorni

10,00 €
Scritto fondamentale del notissimo maestro indiano del VIII secolo, in cui si espone, in modo semplice ed essenziale, i principi delle nove vie della tradizione buddhista tibetana. Il commento del Lama Lodro Gyatso, oltre che teorico, ha una forte valenza pratica ed esperienziale.