Elenco dei prodotti per la marca Ombre Corte

Ombre Corte

Sguardi interculturali. Pearl S....

Gennero
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 5 giorni

18,00 €
L'ottantesimo anniversario del premio Nobel per la letteratura assegnato a Pearl S. Buck (1938), scrittrice statunitense cresciuta in Cina in una famiglia di missionari e nota soprattutto per i suoi romanzi di ambientazione cinese, è stato il punto di partenza di una serie di iniziative - convegni, mostre e presentazioni - che hanno coinvolto i tre curatori e che confluiscono nei contributi presenti in questo volume. Sguardi interculturali. Pearl S. Buck e la Cina si propone di collocare l'operazione artistica e culturale di Buck in una prospettiva transnazionale. I saggi qui raccolti offrono una lettura innovativa dell'eredità letteraria della scrittrice, mettendo in primo piano la ricezione transnazionale della sua opera e il ruolo svolto dalla letteratura nella percezione occidentale della Cina repubblicana. Viene inoltre presentata per la prima volta una selezione di ben quattro saggi di studiosi cinesi. Anche in Cina infatti Pearl S. Buck è oggi al centro di una riscoperta critica dopo anni di oblio, e questo rende particolarmente importante questa pubblicazione, in cui letteratura, storia culturale e teoria della traduzione contribuiscono a illuminare un percorso artistico di straordinaria attualità.

Sguardi interculturali. Pearl S....

Gennero
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 5 giorni

18,00 €
L'ottantesimo anniversario del premio Nobel per la letteratura assegnato a Pearl S. Buck (1938), scrittrice statunitense cresciuta in Cina in una famiglia di missionari e nota soprattutto per i suoi romanzi di ambientazione cinese, è stato il punto di partenza di una serie di iniziative - convegni, mostre e presentazioni - che hanno coinvolto i tre curatori e che confluiscono nei contributi presenti in questo volume. Sguardi interculturali. Pearl S. Buck e la Cina si propone di collocare l'operazione artistica e culturale di Buck in una prospettiva transnazionale. I saggi qui raccolti offrono una lettura innovativa dell'eredità letteraria della scrittrice, mettendo in primo piano la ricezione transnazionale della sua opera e il ruolo svolto dalla letteratura nella percezione occidentale della Cina repubblicana. Viene inoltre presentata per la prima volta una selezione di ben quattro saggi di studiosi cinesi. Anche in Cina infatti Pearl S. Buck è oggi al centro di una riscoperta critica dopo anni di oblio, e questo rende particolarmente importante questa pubblicazione, in cui letteratura, storia culturale e teoria della traduzione contribuiscono a illuminare un percorso artistico di straordinaria attualità.

Attraverso Deleuze. Percorsi...

Bassetti Chiara
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

13,00 €
A partire da una serie di confronti, realizzati in gran parte dallo stesso Deleuze, il libro presenta l'opera complessiva di un filosofo tra i più letti e apprezzati del nostro tempo. Essi riguardano studiosi e temi, non solo della cultura filosofica, che risultano imprescindibili per afferrare al meglio un percorso di ricerca che altrimenti rischia di rimanere sfocato e talvolta frainteso, quando non consegnato a presunte parole d'ordine teorico di carattere spesso sibillino, sfuggente. Ecco allora Deleuze che si rapporta a David Hume, Ernst Bloch, Michel Foucault, oppure che si rivolge a Marcel Proust e Antonin Artaud, tra gli innumerevoli altri, in modi tali da rendere poi possibile anche il collegamento a figure particolarmente significative della cultura novecentesca come Elias Canetti e Walter Benjamin. Da questo insieme di confronti e di incontri scaturisce l'immagine di un filosofo senz'altro singolare, radicalmente estraneo a ogni dogmatismo dottrinale: un pensatore imprescindibile per qualunque tentativo di delineare, nel nostro presente, delle nuove vie di ricerca per un'impresa teorica che si voglia radicalmente critica e non cristallizzata nelle abituali e un po' aride forme della settorializzazione disciplinare/accademica. Per il pensatore francese vale infatti ancora l'idea, da riprendere oggi con piena convinzione, che la sperimentazione filosofica sia strettamente collegata alla individuazione di nuove direzioni per l'avvenire, in un senso che si vuole effettivamente pratico.

Attraverso Deleuze. Percorsi...

Bassetti Chiara
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

13,00 €
A partire da una serie di confronti, realizzati in gran parte dallo stesso Deleuze, il libro presenta l'opera complessiva di un filosofo tra i più letti e apprezzati del nostro tempo. Essi riguardano studiosi e temi, non solo della cultura filosofica, che risultano imprescindibili per afferrare al meglio un percorso di ricerca che altrimenti rischia di rimanere sfocato e talvolta frainteso, quando non consegnato a presunte parole d'ordine teorico di carattere spesso sibillino, sfuggente. Ecco allora Deleuze che si rapporta a David Hume, Ernst Bloch, Michel Foucault, oppure che si rivolge a Marcel Proust e Antonin Artaud, tra gli innumerevoli altri, in modi tali da rendere poi possibile anche il collegamento a figure particolarmente significative della cultura novecentesca come Elias Canetti e Walter Benjamin. Da questo insieme di confronti e di incontri scaturisce l'immagine di un filosofo senz'altro singolare, radicalmente estraneo a ogni dogmatismo dottrinale: un pensatore imprescindibile per qualunque tentativo di delineare, nel nostro presente, delle nuove vie di ricerca per un'impresa teorica che si voglia radicalmente critica e non cristallizzata nelle abituali e un po' aride forme della settorializzazione disciplinare/accademica. Per il pensatore francese vale infatti ancora l'idea, da riprendere oggi con piena convinzione, che la sperimentazione filosofica sia strettamente collegata alla individuazione di nuove direzioni per l'avvenire, in un senso che si vuole effettivamente pratico.

Raccolta differenziata. Tutte le...

Tomiolo Alberto
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 5 giorni

28,00 €
Viaggi, scorribande, letture e scrittura: una traversata sulla zattera della poesia nella vastità, culturale e morale, della seconda metà del "secolo breve". E le difficoltà, che possono apparire insormontabili, del tremento approdo nel nuovo millennio.

Raccolta differenziata. Tutte le...

Tomiolo Alberto
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 5 giorni

28,00 €
Viaggi, scorribande, letture e scrittura: una traversata sulla zattera della poesia nella vastità, culturale e morale, della seconda metà del "secolo breve". E le difficoltà, che possono apparire insormontabili, del tremento approdo nel nuovo millennio.

Oltre il lavoro domestico. Il...

Chist? Lucia
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

15,00 €
Questo libro, uscito nella prima edizione nel gennaio 1979, voleva essere un contributo all'analisi dei temi legati al lavoro delle donne nei risvolti che parevano essenziali nella peculiare congiuntura sociale, economica e politica agli sgoccioli del decennio. Il presupposto era che tale condizione dovesse essere sempre situata e che non fosse quindi possibile, in un'ottica di liberazione, prescindere dall'indagine del sistema capitalistico, suo connotato storico. Un punto di vista dichiarato. 'Liberazione' perché il nostro discorso non mirava all'inserimento a pieno titolo in un sistema qualificato dal potere maschile, introducendovi semplicemente figure femminili; l'analisi voleva essere critica dell'intero meccanismo sociale dello sfruttamento. La messa in discussione dei rapporti tra i sessi si traduceva in una pratica politica antagonista nei confronti dei ruoli che le donne da sempre, almeno nella cultura occidentale, erano state costrette a incorporare. In questo avverbio temporale c'era una lunga storia sociale che si voleva disvelare (dalla Prefazione alla nuova edizione). Postfazione di Giulia Bonanno, Giovanna Di Matteo, Greta Meraviglia, Bruna Mura (Non Una di Meno Padova).

Vivere non è un reato. Lavoro...

Avallone Gennaro
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

12,00 €
Il commercio ambulante è un lavoro. Non è né un'emergenza di ordine pubblico né un'attività residuale. In Italia è svolto da un poco più di 200 mila persone, di cui circa la metà di cittadinanza straniera. Nonostante la sua rilevanza e l'ampio numero di operatori e consumatori che coinvolge, troppo facilmente chi lo esercita non è riconosciuto come lavoratore/lavoratrice autonomo. E altrettanto facilmente, soprattutto se si tratta di cittadini stranieri o di persone dalla pelle scura, questa attività è denigrata se non criminalizzata e definita con un lessico e azioni che non attengono alle politiche del riconoscimento e della regolamentazione, ma a quelle della pubblica sicurezza: controlli, repressione, sgomberi, allontanamenti, sequestri. Il lavoro ambulante, in particolare se esercitato da stranieri, chiama in causa il diritto alla città, la sua definizione e la possibilità di esercitarlo. Al tempo stesso, richiama l'attenzione sulla natura delle politiche urbane e sulle loro finalità, sempre più volte a favorire alcune forme di consumo e turismo a svantaggio dell'inclusione e della democrazia. L'insieme delle conoscenze e delle esperienze di vita che si condensano in questo libro, in parte esito di un percorso più ampio, costituiscono un contributo importante per comprendere le condizioni oggettive e soggettive del lavoro ambulante, oggi particolarmente colpito dalla pandemia in corso. Assumendo, quindi, un punto di vista solitamente ignorato dalle cronache e dai discorsi ufficiali, membri di associazioni senegalesi e ambulanti immigrati, ricercatrici e ricercatori giovani e meno giovani, attivisti e attiviste ne propongono una lettura che si intreccia con un'analisi delle politiche urbane e dei dispositivi di razzismo sociale e istituzionale che governano le società contemporanee, compresa la nostra.

«Desidererai un mondo nuovo». La...

Botta Enrico
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
Desiderai un nuovo mondo analizza una serie di testi letterari e cinematografici ambientati durante la Ricostruzione, il periodo che negli Stati Uniti seguì la conclusione della Guerra civile e si protrasse fino al 1877. A partire da The American, il romanzo che Henry James scrisse e ambientò in quegli anni, lo studio si concentra su lavori più o meno canonici della letteratura americana che arrivano fino alla contemporaneità e che condividono un forte impulso internazionale e ideologico nel descrivere quella drammatica fase storica. Il volume si propone di affrontare un campione di opere diverse per genere e periodo di pubblicazione che interpretano la Ricostruzione come la fondazione di un nuovo paese. E proprio in questi anni che la nazione inizia a definirsi in termini imperialisti, mentre si cristallizzano le contraddizioni che tuttora la condizionano: le differenze razziali, lo sterminio dei nativi, l'intrico dei contrasti sezionali fra Nord e Sud, Est e Ovest. Oltre che nel romanzo di James, in alcune poesie di Walt Whit-man e di Herman Melville, nei romanzi di John Williams e di Matthew Pearl, così come nella serie televisiva Hell on Wheels dei fratelli Gayton e nel film The Hateful Eight di Quentin Tarantino, la Ricostruzione vede gli Stati Uniti imporsi sullo scacchiere mondiale come un impero che supera le rovine e le divisioni interne causate dalla guerra attraverso la conquista e l'espansione.

Decolonizzare la follia. Scritti...

Fanon Frantz
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
Nell'opera di Frantz Fanon, racchiusa in un periodo di pochi anni (1951-1961), prendono voce temi decisivi che non smettono d'interrogare il dibattito sulla condizione postcoloniale: le contraddizioni delle borghesie nazionali negli anni dell'indipendenza, lo spettro del razzismo e la sua oscura riproduzione nello Stato moderno, la costruzione della soggettività africana. Con l'ostinazione di chi aveva scritto "Ci sono troppi imbecilli su questa terra, e poiché lo dico, si tratta di provarlo", nei lavori qui raccolti, per buona parte mai tradotti in italiano, Fanon ripercorre con altrettanta sistematicità le teorie psichiatriche e psicanalitiche dell'epoca. La sua è urìar-cheologia sovversiva che, di quelle teorie, rivela limiti e paradossi: un'etnologia critica dell'Occidente. Con toni a tratti profetici, i suoi scritti disegnano una fenomenologia politica del corpo coloniale nella quale affiorano molti dei problemi con i quali si misurano oggi l'etnopsichiatria e l'antropologia mèdica critica: la violenza quotidiana e invisibile che secerne la sofferenza dei dominati, il difficile incontro fra il clinico occidentale e il corpo inquieto dell'immigrato, Yeconomia morale delle sue menzogne. La psichiatria, chiamata da Fanon a riconoscere che è "impossibile guarire" in un contesto di oppressione e di arbitrio, è invitata in queste pagine a interrogare conflitti e omissioni, e a confrontarsi con l'enigma politico della differenza, della malattia e della cura.

Il lavoro una cosa «seria»....

Pierazzuoli Gilberto
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

17,00 €
Quando il rapporto capitale-lavoro investe l'intero tempo di vita, quando il processo di valorizzazione pervade ogni istante dell'esistenza, non ci sono più luoghi e momenti per la festa, l'ozio, il gioco o il riso. Non solo queste attività vedono rarefarsi gli spazi in cui si possono esercitare, ma subiscono anche tutta una serie di trasformazioni che portano alla perdita dei valori e delle funzioni che le caratterizzavano, ad esempio, all'interno di modi di produzione non mercantili, di società strutturate sullo scambio simbolico, il dono e la reciprocità, sui quali si fondava la loro tenuta sociale. La festa, il gioco, il comico, il piacere, sono figure liminali della nostra cultura occidentale. Tra loro corre una parentela di non facile definizione, ma di cui si può ravvisare un tratto nel loro disagio a rapportarsi con termini quali "utile" e "serio". In effetti, utile e serio esprimono un valore opposto al senso che assumono o è attribuito ad alcune di esse. Il piacere, la gioia, il riso, il gioco, pur riscuotendo un alto livello di considerazione teorica, vengono oggi ridimensionati nella vita quotidiana e messi in secondo piano di fronte all'imperiosità dell'utile e alla solennità del serio, in quanto attributi del "pensieroso", non certo dello "spensierato". La spensieratezza, infatti - come si può leggere nei dizionari -, è spesso connotata come un difetto, una mancanza di responsabilità, una superficialità; una leggerezza, ma anche una azione da sconsiderati, superficiali e negligenti. Occorre allora rompere questo "dispositivo della colpa" per ritornare a giocare e fare festa, a oziare spensierati e a riempire di "godimento" le lotte a venire.

Abitare la frontiera. Lotte...

Giliberti Luca
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
La Val Roja, piccola valle francese al confine con l'Italia, a partire dal 2015, con la chiusura di diverse frontiere interne all'Europa, si ritrova al centro di una inedita rotta migratoria che va verso il nord Europa. Migliaia di migranti restano bloccati a Ventimiglia e, nel tentativo di varcare la frontiera, finiscono per attraversare territori rurali e alpini, nonostante la capillare militarizzazione. Una parte importante della popolazione della valle si mobilita nella solidariet offrendo ospitalit cura e supporto ai migranti in transito. Si tratta di quella parte della popolazione - i cosiddetti "neorurali" - che, dalla fine degli anni Settanta a oggi, alla ricerca di uno stile di vita alternativo all'insegna della decrescita, della sostenibilitrurale e di valori solidali, sceglie la Val Roja come luogo per abitare. Un'altra parte della popolazione, legata alle famiglie native tendenzialmente conservatrici, si oppone all'azione solidale, dando origine a conflitti che rafforzano le frontiere sociali preesistenti nella valle. Confini politico-territoriali che irrompono in Europa e confini sociali entrano in collisione: i neorurali della valle, oltre ad abitare la frontiera tra due Stati, si ritrovano ad abitare la frontiera sociale che li divide da un universo culturale opposto. Frutto di una lunga e intensa ricerca etnografica, il presente volume racconta l'Europa della crisi dell'accoglienza, con le sue frizioni, i movimenti solidali dal basso e i processi di trasformazione sociale che ne derivano. Prefazione di Luca Queirolo Palmas.

Maestri ribelli. Pensatori e...

Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
Vi sono "maestri" i quali insegnano il compromesso con la realtà e vi sono "maestri" i quali avviano i propri discepoli verso forme di ribellione le quali si esprimono soprattutto in stili di pensiero e di vita fuori da ogni schema convenzionale. Essi attraggono con passione e coinvolgono con forza nelle loro esperienze estreme molti giovani studiosi. Il fatto principale è che in loro il pensare non ha nulla di fiacco, al contrario è vissuto e praticato sotto il segno di una convinta intensità spirituale; non vi è alcunché nella filosofia di questi intellettuali che faccia pensare alla stanca celebrazione e conservazione del passato oppure a una adesione acritica al presente. Il forte sentire di cui sono portatori ha quale presupposto principale la riconsiderazione del pensiero quale esercizio flagrante, per tale motivo si possono definire "maestri ribelli". Sono raccolti nel volume saggi su: Pierre Klossowski, Emil Cioran, Michel Foucault, Mario Perniola, Beau Brummell, Giacomo Leopardi, Pitagora, Thomas Bernhard, Nick Land. Contributi di Sergio Benvenuto, Enea Bianchi, Gioele P. Cima, Antonella Del Gatto, Vincenzo Di Marco, Ugo di Toro, Aldo Marroni, Giuseppe Patella, Giuseppe Zuccarino.

Femminismo senza frontiere. Teoria,...

Mohanty Chandra T.
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

22,00 €
Da Mumbai a Occupy Wall Street: questo l'ideale filo rosso che Chandra Talpade Mohanty traccia nella prefazione all'edizione italiana del suo Feminism without Borders. Dal sud al nord del mondo, le donne sono protagoniste dei movimenti di lotta nati per denunciare e combattere gli effetti perversi dei processi di globalizzazione economica. Le loro battaglie contro lo sfruttamento, la privatizzazione dei beni comuni, la riproposizione di assetti patriarcali costituiscono il terreno di nuove forme di soggettivitfemminile, ma anche di costruzione di solidariettransnazionali, di legami fra i femminismi del nord e del sud del mondo, dopo che si sono svelati i meccanismi che hanno riproposto, anche nei rapporti fra donne, dinamiche di potere caratterizzate da logiche di classe, razza ed etnia. Proprio a partire dalle tensioni e dal riconoscimento delle asimmetrie di potere che storicamente hanno attraversato i movimenti delle donne a livello globale, infatti, si possono individuare per Mohanty nuove forme di solidarietche hanno come sfondo comune l'anticapitalismo e l'antimperialismo. I saggi qui raccolti discutono quindi questioni cruciali della politica e della riflessione teorica femminista contemporanea: il rapporto tra riconoscimento delle differenze e ricerca di un nuovo universalismo; il nesso tra riflessione teorica e attivismo femminista; le lotte delle donne del sud del mondo contro le politiche neoliberiste e la ricerca di nuove pratiche di resistenza e di solidarietfra donne; la relazione esistente, infine, fra politiche della conoscenza e pratiche politiche femministe transnazionali.

Divenire invertebrato. Dalla Grande...

Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

15,00 €
Viviamo in un mondo fuori controllo. Il pianeta, che ci ha ospitato finora, in ebollizione e minaccia la nostra stessa esistenza. Un numero di specie al limite della nostra capacitdi comprensione si avvia ogni giorno verso l'estinzione, per non parlare del millenario sfruttamento e dell'incessante messa a morte di miliardi di "animali da reddito" perpetrati con mezzi sempre piosceni. Di fronte a questo scenario, da un lato le correnti maggioritarie dell'antispecismo non sembrano in grado di fornire risposte adeguate, dal momento che, pur nella variabilitdelle loro proposte, hanno continuato a ruotare attorno a politiche dell'eccezionalismo umano. Dall'altro lato, la teoria critica, restando saldamente ancorata a modalitdi pensiero obsolete e inefficaci, non ha fatto caso - o finge di non fare caso - che il nostro rapporto con le specie non umane ormai completamente insostenibile e ingiustificabile. Per iniziare a muoversi verso un antispecismo e una teoria critica non antropocentrici, questa antologia raccoglie un bestiario di saggi che trae ispirazione da alcune fra le pivitali e vivaci correnti del pensiero contemporaneo - dal realismo speculativo alle teorie materialiste derivate dal decostruzionismo derridiano, dal multiculturalismo prospettivista alle ontologie immanentiste di stampo deleuziano. Questo libro va letto come la prima mappa alternativa disegnata per orientarci nel territorio inesplorato della nostra convivenza con il resto del vivente. Saggi di Claudio Kulesko, China Miille, Eugene Thacker, Karen Barad, Eva Hayward e Jami Weinstein, Bogna M. Konior e Yvette Granata, Dagmar Van Engen. Prefazione di Alessandro Dal Lago.

Husserl e Frege

Pantaleone Luca
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 5 giorni

14,00 €
Nel 1894 Gottlob Frege scrive una durissima recensione contro la Filosofia dell'aritmetica di Husserl del 1891, accusando il testo di contenere evidenti tracce di psicologismo. Ciò è dovuto principalmente all'utilizzo - da parte di Husserl - del termine "psicologia descrittiva", e al tentativo di far scaturire il concetto di numero dall'astrazione ideante di una molteplicità, da lui chiamata "aggregato" (Inbegriff). Il rischio individuato da Frege è che abbracciando l'idea psicologista, che vede il concetto di numero come ricavabile da mucchi di cose attraverso un mero procedimento mentale di astrazione, venga meno il concetto di oggettività, necessario per stabilire la verità o la falsità di qualsiasi giudizio, sia matematico che logico. Il presente volume si occupa di analizzare i motivi dell'accusa fregeana, restituendo un ritratto delle idee dei due pensatori utile a ricavarne differenze e analogie, con uno sguardo rivolto in particolare al rapporto tra senso, significato, verità e alla differenza di metodo che porterà alla nascita della divisione tra filosofi analitici e continentali.

Antropologia della citt?

Agier Michel
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

15,00 €
In un momento in cui la cittsi sfalda e scompare in vaste e sconfinate conurbazioni, lo sguardo antropologico si rivela piche mai necessario per ritrovare, senza pregiudizi nmodelli precostituiti, le origini e i processi che creano lo spazio condiviso della citt L'antropologo Michel Agier sostiene e descrive un approccio situazionale e dinamico che sviluppa le tre tradizioni di indagine urbana della scuola di Chicago, della scuola di Manchester e dell'antropologia francese del contemporaneo. L'etnografia urbana e riflessiva consente di ripensare la citta partire dai cittadini e delle logiche sociali, politiche e culturali che le danno origine e la trasformano. La questione del "fare-citt cosal centro di una riflessione che si basa su ricerche condotte nei quartieri periferici, nelle "favelas" e negli accampamenti nell'Africa nera, in Brasile, in Colombia e pirecentemente in Europa. Il "fare-citt un mezzo con cui spingere oltre la rivendicazione del "diritto alla citt ed esercitarlo qui e ora. Le pratiche conflittuali o minoritarie rivestono quindi un significato radicale per il pensiero della citt perchmettono in luce un desiderio e un "appello" verso l'orizzonte di una cittsognata, virtuale o ideale, che va ben oltre la sua mera attualito le sue specifiche conseguenze. Esso riguarda tutta la citt concepita come il nome di un movimento in un contesto segnato dalla disuguaglianza. un punto di dibattito che lega l'epistemologia (il "fare-citt) e la politica (l'agire urbano) e che l'autore propone a tutti coloro che s'interrogano non solo sull'attuale stato della citte del mondo, ma anche sul loro divenire.

Lo spazio e la norma. Per una...

Capone Nicola
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

12,00 €
Nell'esperienza giuridica c'spesso la tendenza a considerare lo spazio come un oggetto a priori, un dato assunto come presupposto non dimostrato e non pensato. Eppure una norma valida, efficace ed effettiva sempre e solo in un determinato spazio e per un certo tempo. Nonostante questa intima necessit lo spazio sembra non avere alcuna rilevanza nel processo di produzione giuridica. Recentemente questo approccio pare essere messo in discussione dall'ecologia politica, che considera lo spazio come prodotto della continua interazione fra la dimensione ecologica della spazio naturale e la dimensione politica ed economica dell'agire umano, dimensione quest'ultima entro cui le norme sono prodotte e rese operative. In questa prospettiva, lo spazio non piconsiderato come un supporto passivo su cui si proiettano gli ordinamenti giuridici, ma piuttosto come un loro fattore costitutivo e di conseguenza la norma abbandona la sua astratta autonomia, per farsi dispositivo ermeneutico imbricato nella dimensione terrestre del vivere. Lungo questa linea interpretativa lo spazio e la norma si co-implicano aprendo alla possibilitdi pensare e reimmaginare un nuovo nomos della terra. Saggio introduttivo di Salvatore Settis.

Al di qua e al di l? dei confini....

Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

16,00 €
I saggi raccolti in questo volume mirano ad approfondire e a chiarire la complessitdei fenomeni migratori attraverso un ripensamento critico delle nostre narrazioni sulla migrazione, delle nostre modalitdi trattare la differenza culturale e una messa a fuoco degli scenari sociali, politici ed economici in cui le vite di milioni di persone migranti prendono forma. Questo ripensamento si impone per almeno due ordini di ragioni: la prima riguarda l'attribuzione di senso e la possibilitdi realizzare una diagnosi non "fallace" del disagio psichico, in quanto per comprendere le sofferenze e le sintomatologie di chi emigra necessario analizzare in modo rigoroso gli scenari economico-sociali entro i quali si strutturano e ai quali spesso rappresentano una reazione, sebbene soggettivamente mediata; la seconda una ragione epistemologica, che riguarda la nostra relazione con l'alterite, in particolare, il ruolo che attribuiamo alle teorie e ai concetti di altre culture (concezioni dei legami sociali, dell'identit dei ruoli genitoriali, del corpo, della malattia e della sua cura). Quale statuto attribuiamo agli spiriti dell'acqua, ai rituali di possessione, al vud Quanto siamo disposti ad "assumerli per intero" e a considerarli veri e propri dispositivi teorici per pensare la realt O quanto, al contrario, tendiamo a trattarli come credenze che devono essere superate e dissolte una volta entrate a contatto con le nostre categorie culturali? (Dalla Presentazione del ciclo di seminari).

Il corpo del Caribe. Le politiche...

Calandra Benedetta
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

24,00 €
Ancora poco esplorato nella storia delle relazioni interamericane durante il XX secolo risulta il tema del controllo delle nascite e della popolazione, al crocevia tra interessi pubblici e privati. La ricerca centrata sulle politiche della riproduzione a Puerto Rico, un contesto marginale nella storiografia americanistica italiana a dispetto della sua singolarit costituisce uno scenario privilegiato di osservazione dei rapporti tra Stati Uniti e America Latina sin dal 1898. Microcosmo politicamente ambiguo dato il suo status semi-coloniale, lacerato tra un'identitlatina e cattolica e la tensione verso il colosso imperiale, l'isola rappresenta un laboratorio sociale sul quale l'amministrazione statunitense esercita precocemente quella "ossessione modernizzatrice" che investirtutta la regione sottostante. Attraverso fonti statunitensi e portoricane, questo studio indaga su come, dagli anni Venti agli anni Ottanta del Novecento, diversi attori sociali hanno interagito, negoziato e sono stati coinvolti in intense polemiche su due tematiche che segnano la peculiaritdella storia insulare e incendiano il dibattito pubblico: le sterilizzazioni femminili e i primi esperimenti su ingenti dosaggi ormonali al fine di commercializzare le prime pillole anticoncezionali. Scandiscono la narrazione le vicende biografiche di tre donne particolarmente significative per la storia della pianificazione familiare e per quella dell'isola caraibica: Margaret Sanger e Katharine Dexter McCormick, attiviste statunitensi, ed Helen Rodruez-Trs, dottoressa portoricana tra New York e San Juan.

Per una teoria generale dello...

Delphy Christine
Ombre Corte

Disponibile in libreria

13,00 €
Le nostre società si reggono in gran parte su due pilastri interconnessi: il modo di produzione capitalista e il modo di produzione patriarcale (o domestico). L'estorsione del lavoro, salariato o no, ne è un fondamento. Se l'uno va a vantaggio dei capitalisti, l'altro opera a beneficio degli uomini. Il lavoro domestico è sia una palese manifestazione della disuguaglianza di genere sia una sfida per le strategie dell'uguaglianza, poiché l'azione militante vi trova spesso il suo limite. In effetti, l'"ineguale divisione" dei compiti domestici - un ossimoro che indica l'assenza di condivisione - non sembra obbligata, ma il risultato di accordi amichevoli tra due adulti liberi. Tuttavia, non appena due persone di sesso diverso formano una coppia e vivono insieme, la quantità di lavori domestici svolti dall'uomo diminuisce mentre aumenta quella della donna. E il lavoro gratuito è lo sfruttamento economico più radicale. Vedendo lo sfruttamento solo dove c'è un plusvalore, la teoria marxista, che si voleva di liberazione, ha prodotto concetti che non solo non rendono adeguatamente conto dello sfruttamento salariale, ma sottovalutano anche altri tipi di sfruttamento, sia esso lo sfruttamento domestico, la schiavitù o il servaggio. Il modo di produzione capitalista, nella misura in cui serve il modo di produzione patriarcale, non è puramente capitalista, ma anche patriarcale. Da qui, per l'autrice, la necessità di rivisitare la teoria marxista mediante una teoria generale dello sfruttamento.

Futuri testardi. La ricerca sociale...

Pellegrino Vincenza
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

15,00 €
In questo volume, dedicato al tema del futuro come "prodotto culturale", Vincenza Pellegrino discute i risultati della ricerca sociale attuata attraverso la rivisitazione del metodo "Future Lab". Si tratta di un tipo di ricerca-azione di lunga durata, basata sulla alternanza tra stimoli art-based, brainstorming collettivi e argomentazioni a base tematica, che favorisce un passaggio collettivo dal risentimento a forme di critica sociale. Nello specifico, la ricerca coinvolge diversi gruppi di giovani chiamati a immaginare l'evoluzione del presente in chiave prima distopica e poi utopica, per discutere infine quali trasformazioni possano "gettare ponti" verso i mondi auspicati. Ne emerge un immaginario complesso, ma espresso con rappresentazioni ricorrenti tese al superamento delle "crisi" prodotte dell'economia tardo capitalista. Vengono evocati ad esempio nuovi ordini post-statuali, forme di cittadinanza globale come diritti/doveri d'accoglienza; nuove istituzioni democratiche pipropriamente "g-locali", con la federazione tra cittstato; forme di co-gestione concreta e quotidiana delle istituzioni, a partire da una scuola "orizzontale", da nuove forme di social housing basate sulla convivenza tra generazioni e cosvia. Costrutti complessi - ritenuti solitamente appannaggio di ite intellettuali e rimossi dal dibattito pubblico e mediatico - rivelano invece un immaginario sul "dopo-sviluppo" vivo in questi giovani, che nutrono forti aspirazioni a un mondo migliore. Prefazione di Vando Borghi. Postfazione di Claudio Conte.

Il lavoro e le macchine

Panzieri Raniero
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 5 giorni

10,00 €
Se anche Raniero Panzieri, come qualunque altro teorico marxista, va difeso da ogni canonizzazione, non c'è dubbio che il suo lascito politico e intellettuale - prodotto delle "lotte più avanzate" degli anni Sessanta - rimane un punto di riferimento fondamentale per la comprensione critica del nostro presente. Nelle nostre società ad alto contenuto tecnologico, tornare a riflettere sulle orme di uno dei fondatori dei "Quaderni Rossi" significa riappropriarsi di uno sguardo critico di fronte alle forme di sfruttamento che, a partire dalla fabbrica, invadono ormai l'intera società, i corpi e le relazioni affettive. Ieri come oggi, nella stagione del neocapitalismo come in quella dell'automazione, dei Big data o della condivisione social, le intuizioni di Panzieri ci ricordano, a partire da Marx, che le macchine, la scienza, la tecnologia e l'innovazione agiscono e si determinano all'interno di rapporti di potere che impediscono loro di divenire strumenti di liberazione. Gli scritti qui raccolti propongono un percorso di lettura multidimensionale. Nelle parole con cui Panzieri affronta il tema della crisi delle organizzazioni del movimento operaio dopo il XX Congresso del Pcuss si possono cogliere alcune possibili anticipazioni utili per cogliere le ragioni delle crisi politiche di oggi. Mentre i due saggi sul Capitale e sul macchinismo ci offrono uno strumento indispensabile per analizzare la società ormai immersa nella cosiddetta industria 4.0.

La Rivoluzione haitiana. Scritti...

Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

16,00 €
La ribellione degli schiavi scoppiata nell'agosto del 1791 nella colonia francese di Santo Domingo, con cui si indica convenzionalmente l'inizio della Rivoluzione haitiana, distrusse l'ordine coloniale fondato sulla schiavite le gerarchie razziali, giminato dalla lotta dei liberi di colore che dal 1789 rivendicavano l'inclusione nei diritti di cittadinanza sanciti dalla Rivoluzione francese. L'insorgenza degli schiavi costrinse la Repubblica giacobina ad abolire la schiavitnel 1793-94. In seguito, il tentativo di Napoleone di riprendere il controllo della colonia e reintrodurre la schiavit segnato anche dalla destituzione del generale e leader politico Toussaint Louverture, trasformla rivoluzione in una guerra anticoloniale per l'indipendenza nazionale, conclusa nel 1804 con la nascita di Haiti, unico Stato delle Americhe governato da uomini neri e in cui la proprietprivata di esseri umani e la disuguaglianza fra le razze erano formalmente abolite. Il libro propone una selezione di testi che permettono di ricostruire il pensiero politico espresso dai diversi soggetti che animarono la Rivoluzione: dalla lotta dei liberi di colore all'insurrezione degli schiavi, dall'ascesa politica e militare di Toussaint Louverture fino alla guerra d'indipendenza. L'antologia rende cosla complessitdella Rivoluzione, percorsa anche da numerose lotte interne che condizionarono la storia di Haiti per tutto l'Ottocento, in particolare il conflitto tra l'ite rivoluzionaria, intenzionata a mantenere il sistema di piantagione, e gli ex schiavi africani, che continuarono a insorgere contro le nuove forme di lavoro forzato.

Discorso sul colonialismo. Seguito...

Césaire Aimé
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

12,00 €
Discorso sul colonialismo sicuramente uno dei testi politici pisignificativi del Novecento. Apparso per la prima volta nel 1950, ma ristampato a Parigi nella sua versione pinota nel 1955, il discorso di AimCaire ha profondamente influenzato diverse generazioni di attivisti in tutto il mondo. La sua denuncia del sistema di dominio economico e culturale alla base del colonialismo costituinfatti un punto di riferimento fondamentale non solo per le lotte anticoloniali in Africa, in Asia e nei Caraibi, ma anche per i movimenti politici piradicali degli anni Sessanta e Settanta nel continente latinoamericano coscome per i gruppi maggiormente impegnati negli Stati Uniti nella conquista dei diritti civili e nello sviluppo del Black Power. Ma non solo. Portando alla luce la "concezione ristretta e limitante, parziale ed esclusiva e, tutto sommato, odiosamente razzista" dell'uomo alla base di molti dei testi piimportanti della cultura umanistica europea del suo tempo, Discorso sul colonialismo finiva per gettare le basi di quello che qualche anno dopo sarebbe diventato un nuovo tipo di pratica critica e di analisi testuale: la "teoria del discorso coloniale". Principale ispiratore della poetica della negritudine, autore di importanti studi storici sulla schiavite sul colonialismo e di originali opere teatrali, AimCaire sicuramente uno dei protagonisti principali del pensiero anticoloniale del Novecento e un anticipatore di molti dei temi oggi al centro della critica postcoloniale. Postfazione di Baubacar Boris Diop.

Un mondo estinto. La comunit?...

Tiburzi Antonella
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

15,00 €
Tra i sei milioni di ebrei assassinati ci sono anche i nove mila abitanti della importante e. antica comunitdi Brody, che tra il 1941 e il 1944 furono quasi totalmente annientati nelle strade della loro citt e poi nel ghetto, nelle loro abitazioni, nelle loro scuole, nelle sedi delle loro associazioni giovanili, nei campi di lavoro forzato e nei campi di sterminio dBeliec e Majdanek. Cifu possibile anche grazie al fondamentale collaborazionismo degli ultranazionalisti ucraini, animati da un antico e radicato antisemitismo. Nelle ultime settimane di guerra, i superstiti ebrei organizzarono una resistenza all'interno del ghetto volta ad accelerare la ritirata dell'occupante nazista, ma le Einsatzkommando delle SS risposero compiendo uno dei pigrandi massacri della storia della Shoah, che non risparminemmeno i ragazzi e le ragazze che si erano nascosti nei rifugi. I pochi superstiti di Brody lasciarono l'Europa orientale perchancora nuovamente vittime dell'antisemitismo del secondo dopoguerra. Tra Israele e gli Stati Uniti costituirono il gruppo degli "Ex residenti di Brody" e diedero vita al progetto "Yitkor Sefer shel Brod" ("Il libro della memoria di Brody"), un testo indispensabile non solo per ricostruire i fatti avvenuti tra il settembre 1941 e il luglio 1944, ma anche per cogliere il profondo legame dei sopravvissuti con la loro comunit Ripercorrendo minuziosamente le operazioni che portarono alla distruzione della comunit l'originale lavoro di Antonella Tiburzi descrive la pianificata ferocia dei nazisti e dei loro complici ucraini, facendo contemporaneamente emergere il mondo culturale e intellettuale di quella humanitas che si estinta con la Shoah. Prefazione di Carlo Saletti.

Ai margini del lavoro....

Capello Carlo
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
Se la disoccupazione - uno dei principali problemi del nostro tempo - è spesso al centro del dibattito pubblico, dei disoccupati si parla invece molto poco. E quando lo si fa, a prevalere è una rappresentazione che tende ad accusarli delle loro stesse difficolta?, a colpevolizzarli e a renderli invisibili. In opposizione a questo rappresentazione, il libro, che si basa su una prolungata ricerca sul campo a Torino, intende ridare voce ai disoccupati per comprendere che cosa significa perdere il lavoro al tempo della deindustrializzazione e della stagnazione economica globale. Dalle storie e dalle testimonianze qui raccolte, la figura del disoccupato si delinea, antropologicamente, come "liminale" - priva di status e di riconoscimento sociale oltre che di reddito, in attesa e alla ricerca di qualcosa, un vero lavoro, che sembra sempre più difficile da trovare. La condizione dei disoccupati si configura così come l'emblema della Torino post-fordista - anch'essa priva di status e bloccata nell'attesa - e come l'incarnazione piu? piena delle contraddizioni del tardo capitalismo neoliberista. Contro ogni riduttiva lettura individualista del fenomeno, le parole e le storie delle persone incontrate sul campo ci ricordano che la disoccupazione e? un vero "dramma sociale". Queste pagine sono un tentativo di narrare questo dramma e di afferrarne, grazie agli strumenti di un'antropologia critica e militante, tanto le dimensioni politico-economiche quanto quelle relazionali e simboliche.

La vanit? metafisica dell'amore

Fascetti Milosh Filippo
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

10,00 €
Quale la natura proibita dei nostri desideri? a questa spinosa e idealizzata domanda che il libro intende dare una risposta originale, articolando una traiettoria analitica che, sorretta da solidi argomenti filosofici postulati per brevi capoversi, percorre temi, scuole e discipline differenti, da Lacan al maschilismo, dalla psicoanalisi relazionale alle origini del romanticismo, fino alla critica cinematografica, alla musica e alla letteratura. L'oggetto d'amore storpio e precario, la giovinezza fuggevole o la malattia - la cortina che non si deve oltrepassare. I mutilati di guerra, la bellezza verginale, un amore la Celine... a volte sono questi gli unici modi, deteriori e minoritari, per provare sentimento e un po' d'eccitazione nelle nostre vite. In un percorso suggestivo e dissacrante, decostruendo cautamente un certo pensiero dell'affermazione in voga nella tradizione filosofica, l'autore ci invita a gettare nuova luce su alcuni aspetti del discorso forse pirilevante e antico della nostra civilt "Io non mi basto", afferma l'innamorato. "Tu non mi servi a niente", egli grida. E si domanda: "Ma allora perchsto con te?". Proprio per quello, risponderemo noi. Come l'arte, il desiderio fine a se stesso. E come il bello, esso esiste solamente se sciolto nella materia dell'esteriorit

Il punto zero della rivoluzione....

Federici Silvia
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

15,00 €
Come provo a mostrare in questo libro, oggi un femminismo radicale deve operare su vari fronti, ma senza mai limitarsi a una pratica puramente difensiva. La ricostruzione del tessuto sociale, la determinazione di nuovi rapporti di solidarietà capaci di procurare subito, nel presente, nuove risorse e nuovi rapporti sociali, sono la prima condizione non solo per la sopravvivenza ma anche e soprattutto per aprire un processo di riappropriazione della ricchezza e per recuperare il controllo sui mezzi della nostra riproduzione. Abbiamo davanti un lavoro immenso, se si pensa alle condizioni disastrate - ambientali, economiche, sociali - in cui siamo costrette a vivere. Dall'educazione alla salute, dall'ambiente alla costruzione di nuove forme di (ri)produzione: si può davvero dire che dobbiamo mettere il mondo sottosopra, perché la bancarotta del sistema capitalistico è tale che ormai da esso ci si può aspettare solo crisi, miseria e violenza (Silvia Federici). "Finalmente abbiamo un volume che raccoglie i numerosi saggi che in un periodo di quattro decenni Silvia Federici ha scritto sulla questione della riproduzione sociale e sulle lotte delle donne su questo terreno. Oltre a fornire una potente storia dei cambiamenti nell'organizzazione del lavoro riproduttivo, Il punto zero della rivoluzione documenta lo sviluppo del pensiero della sua autrice su alcune delle questioni più importanti del nostro tempo: la globalizzazione, le relazioni di genere e la costruzione di nuovi beni comuni" (Mariarosa Dalla Costa). "Con pensatrici e attiviste ecofemministe, Federici sostiene che la protezione dei mezzi di sussistenza ora diventa il terreno chiave della lotta e invita le donne del Nord e del Sud a unirsi per costruire nuovi beni comuni" (Ariel Salleh).

Velocit? e attesa. Tecnica, tempo e...

Fadini Ubaldo
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

14,00 €
Tante sono le formule impiegate per raffigurare in maniera effettivamente incisiva la societcontemporanea: societdel rischio, societdella prestazione, societdell'accelerazione. quest'ultima ad apparire come assai convincente, proprio perchcoglie la predominanza, particolarmente evidente oggi, di tutto ciche risulta rapido, appunto sempre piaccelerato, veloce. Tale predominanza stata analizzata con grande maestria intellettuale da Paul Virilio, l'ultimo esponente di una generazione di studiosi che ha annoverato tra le sue fila autori di riconosciuta fama internazionale come Gilles Deleuze, Michel Foucault, Jacques Derrida, tra gli altri. stato infatti merito di Virilio, con il suo percorso pluridecennale di ricerca, aver indagato con strumenti assai sofisticati gli effetti, accanto ai suoi supporti tecnologici, della velocificazione complessiva dei modi di vivere, che riguardano soprattutto la nostra sensibilit la nostra intelligenza e capacitdi comprensione della realt Questo libro vuole appunto presentare una vicenda intellettuale tra le piaffascinanti del nostro tempo, contraddistinta da una profonditd'analisi e di individuazione delle principali tendenze di sviluppo della societodierna, di ciche appare disegnato dall'ultimo "assoluto" ancora vigente: la velocit

Pratiche di inchiesta e conricerca...

Ombre Corte

Disponibile in libreria in 5 giorni

13,00 €
L'iper-industrializzazione insita nel funzionamento della macchina digitale tende a indirizzare in senso prestazionale non più solo la forza-lavoro di marxiana memoria, ma l'intera capacità umana attiva puntando a performare la soggettività in tutti i campi dell'agire sociale. In un tale contesto, in che modo la conricerca può, o non può, dirsi ancora attuale? Riprendendo l'approccio di Romano Alquati, il volume intende proporre una disamina critica della conricerca come pratica per la produzione di conoscenza orientata criticamente e potenziale strumento di trasformazione sociale. Non riducibile a una metodologia di ricerca sociale, essa punta a trasformare tanto l'"oggetto" di ricerca quanto il "ricercatore". Non in astratto ma in relazione alle differenti fasi dello sviluppo capitalistico con la composizione di classe di volta in volta data, con le sue dimensioni tecnica e politica in perenne tensione verso quello scarto che permette, a volte, il costituirsi di soggettività non sottomesse al suo apparente determinismo. Focalizzando la questione della produzione del soggetto neoliberale e della precarizzazione diffusa nell'"industrializzazione dell'agire", il volume vuole aprire un confronto a partire da alcune inchieste e conricerche che insistono su ambiti significativi, dal lavoro mediato da piattaforme digitali alla condizione dei freelance nell'editoria, alla situazione precaria dei ricercatori universitari, a movimenti sociali di nuovo tipo come il No Tav, nei quali fa capolino e si fa faticosamente strada una soggettività altra.

Il cine-capitale. Il cinema di...

Fujita Hirose Jun
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

13,00 €
Il denaro è il rovescio di tutte le immagini che il cinema mostra e monta al dritto, scrive Gilles Deleuze nel secondo torno del suo dittico sul cinema. Da sempre il capitale sta dietro e accompagna l'avventura cinematografica. È quindi una lettura marxista di "L'immagine-movimento" e di "L'immagine-tempo" che si propone in "Il cine-capitale". In che modo il cinema fa lavorare le immagini, traendone un plusvalore? Come e in quale fase della sua accumulazione il cine-capitale integra nel suo processo di valorizzazione il lavoro degli spettatori? Ejzengtejn e Hitchcock non hanno forse anticipato l'arrivo della new economy degli anni Novanta, dematerializzando le immagini da un lato e finanziarizzandole dall'altro? Quando e come le immagini hanno cominciato a ribellarsi contro lo sfruttamento cine-capitalistico? Come organizzano il processo della propria autovalorizzazione? Perché il cinema politico, dopo Straub e Huillet, ha smesso di preferire le riprese in riva al mare? Cosa permette a Deleuze di dire che Ozu, molto criticato dai comunisti giapponesi del tempo per il suo amor fati, è un regista di sinistra? Il nostro mondo sarà un giorno godardiano? La moneta-immagine si socializzerà un giorno, abolendo insieme la moneta-denaro e la moneta-parola? Questi sono alcuni dei temi discussi in questo libro, il cui intento è di fondare una teoria critica del modo di produzione cine-capitalistico, che vorrebbe rivolgersi non solo a chi vuole andare oltre le interpretazioni normative della filosofia deleuziana o impegnarsi in un progetto collettivo di riattivazione della teoria generale del cinema, ma anche a chi gira o vuole girare dei film. E questo perché la questione fondamentale non è altro che quella della scelta di campo: o si diventa un agente del cine-capitale o ci si allea con le immagini che insorgono contro di esso. Prefazione di Ubaldo Fadini.

La (in)traducibilit? del mondo....

Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

13,00 €
La traduzione, declinandosi nei vari ambiti in cui prende forma, si presenta come un "atto di cultura". Da cideriva l'insostenibilitdi un'idea di traduzione basata su principi di universalite neutralit a cui si preferisce quella di una "capacitd'agire" della traduzione che vive nel e del costante cambiamento e riposizionamento, o riterritorializzazione, di una cultura rispetto a un'altra. L'interazione tra la pluralitdi pratiche di espressione, siano esse linguistiche, corporali, emotive o esistenziali, definisce una complessitdi processi che attraversano le nostre vite fin dalla nascita, ci pongono sempre "in traduzione", ci modificano, nel momento in cui le nostre espressioni vengono codificate per essere trasferite e comunicate ad altri. Costituendoci coscome soggetti inter-individuali, la traduzione svolge una funzione politica nel senso pieno del termine, definendo norme - e con esse l'anomalia, la devianza - per la traducibilito l'intraducibilitdelle nostre parole, atti, emozioni. Da qui l'urgenza di ridefinire i concetti di intercultura, cittadinanza e universalit differenza, separazione e negoziazione: il "terzo spazio", lo spazio vuoto del "tra" quello in cui questi concetti assumono una connotazione piena; questo spazio diviene l'ambito d'azione per eccellenza. Universale, confine, resistenza, verit soggettivit produzione: questi i significanti con cui entra in rapporto la traduzione nei testi contenuti nel volume, pensato anche come uno strumento per il variegato mondo degli operatori socio-culturali, dell'attivismo e di tutti coloro che fanno della critica radicale la propria pratica quotidiana. "Senza traduzione il concetto autentico di universalitnon puvarcare i confini linguistici che rivendica di poter varcare. [...] senza traduzione, il solo modo perchun'asserzione di universalitvarchi un confine l'adesione a una logica coloniale ed espansionistica" (Judith Butler).

La soggettivazione. Corso su Michel...

Deleuze Gilles
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
Con questo terzo volume si completa la traduzione italiana del Corso che Gilles Deleuze dedicò a Michel Foucault nel 1985-86. Dopo aver analizzato nelle precedenti lezioni l'intreccio tra sapere e potere, Deleuze coglie per primo l'apparizione di un nuovo concetto fou-caultiano: la soggettivazione. Sarà infatti solo anni dopo, con la pubblicazione dei Corsi al Collège de France e la raccolta integrale degli scritti sparsi e delle interviste, che cambierà l'immagine che alla metà degli anni Ottanta si aveva di Foucault, rendendogli giustizia: un "nuovo" Foucault che Deleuze, analizzando i materiali sui greci e alcune interviste e conferenze, coglierà in modo sorprendente. Il passaggio dal "rapporto di forze" al "rapporto a sé" consentirà a Foucault di superare l'impasse in cui si era venuto a trovare alla metà degli anni Settanta, dopo la pubblicazione di La volontà di sapere, e di proporre una nuova lettura del soggetto come prodotto dall'intreccio di processi di assoggettamento, ma anche di resistenza al potere. È il soggetto greco che consentirà di cogliere questo intreccio: un soggetto che si costituisce in quanto libero, che cerca di governare se stesso, secondo uno stile di vita che è anche un'estetica. A questo processo di soggettivazione si oppone il potere, che non cessa di creare apparati di cattura e di coercizione per ricondurlo all'interno del rapporto di forze, o delle forme del sapere. La lettura di Deleuze anticipa quel regolamento di conti con Heidegger che Foucault espliciterà nelle sue ultime lezioni sui cinici, e porta alla luce l'importanza di Blanchot e Bichat: una genealogia altra del nichilismo occidentale che si oppone alla lettura della storia come destino, in favore di un pensiero orientato alla trasformazione del mondo. Viene così a costituirsi un asse concettuale che coniuga la piegatura del pensiero (Deleuze) con il pensiero del fuori (Blanchot) e la vita come resistenza alla morte (Bichat).

L'ascesa del femminismo neoliberista

Rottenberg Catherine
Ombre Corte

Disponibile in libreria in 5 giorni

18,00 €
Negli ultimi anni, sempre più donne di successo e di potere si dichiarano pubblicamente femministe, trovando un'ampia eco nei media popolari. Dopo una lunga stagione in cui si era dato per esaurito il suo compito storico, il femminismo sembra in effetti guadagnare una nuova visibilità e persino una certa urgenza. Tuttavia, studiando questo fenomeno con gli strumenti della critica letteraria e dell'analisi testuale, Catherine Rottenberg rivela che una particolare variante del femminismo è arrivata a dominare il panorama culturale, introducendo nell'immaginario popolare un nuovo lessico che a parole come giustizia sociale, uguaglianza, emancipazione e liberazione, che caratterizzano il femminismo tradizionale, sostituisce concetti quali farsi avanti, autostima, responsabilità, conciliazione carriera/famiglia, e felicità. Un lessico chiaramente individualista, in linea con la visione del soggetto imprenditore di sé che consente a questo strano femminismo di aderire all'ideologia neoliberista e di distogliere lo sguardo dalle disuguaglianze sociali ed economiche. Rottenberg sostiene che il neoliberismo, riducendo tutto a calcoli di mercato, in realtà ha bisogno del femminismo per "risolvere" le questioni spinose legate alla riproduzione e alla cura. Mostra come le donne di colore, le donne povere e immigrate spesso svolgano lavori di cura non riconosciuti che consentono alle donne in carriera di raggiungere l'equilibrio, sostenendo che il femminismo neoliberista legittima lo sfruttamento della stragrande maggioranza delle donne mentre disarticola qualsiasi tipo di critica strutturale. Non sorprende, quindi, che questo nuovo discorso femminista converga con le forze conservatrici che, in nome della parità di genere e dei diritti delle donne, promuovono programmi razzisti e anzi-immigrazione o giustificano gli interventi nei paesi a maggioranza musulmana. Rottenberg conclude quindi sollevando domande urgenti su come riorientare e rivendicare con successo il femminismo come movimento per la giustizia sociale. Prefazione di Brunella Casalini.