Pene e punizione

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Carcere senza fabbrica: povert?,...

Caputo Giuseppe
Pacini Giuridica

Disponibile in libreria

25,00 €
La teoria e la storia della moderna penalitsono riconducibili a due letture che si presentano come antitetiche: quelle riformiste e quelle revisioniste. Quelle riformiste vedono nella nascita della prigione, basata sulla pratica del lavoro forzato, una tappa centrale per l'adozione di un sistema punitivo "umano" volto alla correzione morale e sociale dei condannati. Quelle revisioniste considerano il carcere-fabbrica un laboratorio per la trasformazione del povero ozioso in operaio docile, individuando nel lavoro forzato carcerario uno dei tratti distintivi della penalitmoderna, un dispositivo di generalizzazione della cultura borghese lavoro-centrica. Entrambi gli approcci convergono nell'enfatizzare il ruolo del lavoro carcerario, ma cadono nell'errore di privilegiare lo studio della retorica che ha accompagnato il modello di carcere rieducativo, rispetto all'esame della concretezza giuridica e sociologica del fenomeno che ha indubbi riflessi anche sul suo inquadramento teorico. "Carcere senza fabbrica", attraverso una articolata genealogia storica e socio-giuridica del lavoro forzato carcerario dallo Stato liberale ad oggi, mostra come il progetto correzionalista di assimilazione del carcere alla fabbrica sia rimasto, nel caso italiano, un dogma ideologico, presente nella retorica di alcuni dei riformatori, ma non recepito nella legislazione e tantomeno nelle pratiche di governo. Ne emerge un idealtipo di penitenziario molto lontano da quello elaborato dalla critica foucaultiana e dalla storiografia revisionista. Il sistema legale dell'esecuzione penale italiano, ieri come oggi, appare volto, secondo l'intramontabile principio di deterrenza, a perseguire, con modalitconsiderate come economiche ed umane, lo scopo della punizione della povert piuttosto che quello della sua correzione.

Pericolose. Il mio diario dal carcere

Hermans Delphine
Comicout

Disponibile in libreria

16,90 €
Fuori da cliche retorica, una storia vera e profondamente umana, raccontata in modo diretto dalla stessa protagonista, Z Le due giovani autrici hanno incontrato a lungo Valie Z uscita dalla sua nona detenzione, e finalmente cosciente e autonoma. La prigione non un hotel per delinquenti, questo appare chiaro durante tutto il racconto. Z tossicomane con un figlio, attraversa il dolore, l'impotenza, la furia, la solitudine e lo scambio. L'amore per il figlio la fa riflettere sulla sua dipendenza. Dopo un lungo soggiorno coatto, che il lettore vivrin prima persona, entrando in un mondo chiuso che, per quanto se ne parli, ci resta sconosciuto, Zcon il supporto di un'Associazione, ha un incontro importante, la nascita di un'amicizia tra donne, e la sua svolta definitiva. Un libro per capire molti temi del nostro tempo, la prigione, la droga, le dipendenze, i meccanismi sociali di segregazione, raccontati con voce ferma e sincera. In prima persona.

Io non assolvo

Stanzione Vincenzo
Le Parche

Non disponibile

15,50 €
"Io non assolvo" è la storia di un uomo coinvolto in un caso di malagiustizia. Ho scritto questa storia per far sentire la mia voce, affinché il mio grido di dolore sia udibile da chi ancora non ha capito che l'ingiustizia va curata con la giustizia. Ecco perché io non assolvo, perché tutto si è consumato nella più completa freddezza e con tanta tristezza, in una completa desolazione. Le vittime di errori giudiziari sono migliaia in questo paese e io sono una di quelle... ma la mia voce adesso ha un solo grido: "Io non assolvo".

La questione carceraria. Una...

Biondi Francesco
Youcanprint

Non disponibile

10,00 €
L'entrata nel campo delle scienze dei moderni saperi determinò, sul finire dell'Ottocento, un momento di crisi per la scienza penalistica classica. La concezione del diritto penale basata sul razionalismo dovette misurarsi con una nuova lettura della società, fondata su paradigmi diversi. Le sedi privilegiate di tale dibattito furono le Riviste penalistiche, sulle quali si alimentò un flusso continuo di contributi che non risparmiò la "questione carceraria". L'intenzione di questo libro è, quindi, quella di mettere ordine alle posizioni divergenti, non trascurando i punti comuni, per ricostruire la contesa senza perderne il ritmo.

Carcere e capitale: il ruolo del...

Biondi Francesco
Youcanprint

Non disponibile

10,00 €
L'azione punitiva su quali presupposti fonda le sue ragioni? Se il potere crea diritto, è esso stesso un presupposto dell'azione punitiva? Perché punire attraverso un sistema segregativo? Da queste domande nasce l'idea di ricostruire sotto la prospettiva del politico e dell'economico il percorso che ha condotto il carcere a imporsi quale istituzione segregativa per eccellenza. Il tentativo è dunque quello di proporre una lettura critica alla "costruzione delle istituzioni", al loro essere non solo lo strumento di garanzia per il mantenimento della "pace sociale" ma anche consapevoli emanazioni del sistema produttivo capitalista.

Venga con noi. Dagli attentati del...

Mazzanti Clara
Colibrì Edizioni

Disponibile in libreria in 3 giorni

14,00 €
Aprile 1969, Clara Mazzanti viene prelevata dalla sua casa, portata all'Ufficio Politico della Questura di Milano e interrogata dal Commissario Calabresi e dalla sua squadra. Novembre 1969, viene arrestata e rinchiusa nel carcere milanese di San Vittore con il suo compagno, Giuseppe Norscia. L'illusione che si fosse trattato di un equivoco si dissolve velocemente. Viene processata per strage come possibile esecutrice di uno degli attentati dinamitardi avvenuti nel 1969. Il processo vede incriminati, Norscia, gli anarchici Tito Pulsinelli, Paolo Braschi, Paolo Faccioli e Angelo Pietro Della Savia; Giangiacomo Feltrinelli e la moglie Sibilla Melega sono accusati di falsa testimonianza. I personaggi sono tanti, il giudice Antonio Amati, Antonino Scopelliti, pubblico ministero, Enzo Tortora e tanti altri. Nella sezione femminile del carcere di San Vittore Clara prende gradualmente coscienza delle dinamiche e della condizione delle detenute, documentando un'epoca che precede le prime vere cronache sulle donne carcerate e ci rende partecipi, oltre che del suo calvario, di uno spaccato della società e dei costumi dell'Italia degli anni '50 e '60.

Storia della legislazione e del...

Cirone Rosa
Helicon

Disponibile in libreria in 3 giorni

20,00 €
(...) Con il trascorrere del tempo si è sempre più capito che "il penitenziario accoglie l'uomo, il delitto resta alla porta". Solo riconoscendo tale verità, al carcere spettro e specchio di una società in disgregazione, potrà contrapporsi un'istituzione capace di collaborare in modo concreto al ripristino di quei valori fondamentali che il consorzio umano riconosce da sempre come propri, nel pieno rispetto delle leggi che regolano uno stato civile.

Uomo del silenzio. Diario di prigione

Labañino Salazar Ramón
Edizioni Efesto

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
"Uomo del silenzio. Diario di prigione" di Ramón Labañino Salazar, è un libro che scuote. Come descrive Ramón, sopravvivere alle condizioni delle prigioni negli Stati Uniti fu un esperienza molto difficile: «per noi era molto importante imparare a convivere per arrivare al giorno successivo, e era tanto importante perché ce lo eravamo proposto fermamente, dovevamo uscire migliori di come eravamo entrati, e questo, anche se non lo sembra, è una sfida». Ramón descrive la convivenza con altri prigionieri, il traffico di droga, la violenza, gli assassini, il "buco", la tubercolosi e le altre malattie infettive contagiose, le liti, la mafia e altri fenomeni tipici delle prigioni. In questa situazione, che durò quasi sedici anni, la famiglia, la solidarietà, la patria e Fidel furono per Ramón - Luis Medina era il suo pseudonimo - le molle principali per resistere e vincere.

Chi trase a Montefusco

Dente Emilia
Youcanprint

Non disponibile

6,50 €
La storia dell'antico Carcere di Montefusco, dai secoli delle torture alla chiusura nel 1922, raccontata attraverso le voci e le lettere dei protagonisti che attraversano il tempo in una narrazione.

Libero di rinascere. Dall'attentato...

Preiti Luigi
18,00 €
Roma - Palazzo Montecitorio, 28 aprile 2013. È una domenica mattina come tante, la capitale pullula di turisti curiosi e il sole è caldo. Gino impugna la sua calibro 7,65 e spara, spara all'impazzata, spara un'infinità di colpi, spara senza guardare. All'improvviso è il caos: gente che grida, corre, e le sirene assordanti. Gino ora si ritrova con la faccia a terra, immobilizzato da decine di agenti. La sua vita, d'ora in poi, cambierà per sempre. Luigi Preiti (Gino) si trova oggi nel carcere di Rebibbia. Traccia con parole semplici il ricordo particolareggiato e nitido dei fatti comuni e drammatici che hanno segnato la sua vita. Racconta di come è scivolato nel dramma della depressione, ai tempi della crisi del 2008, e dell'angoscia e della rabbia che lo inducono a mettere a punto quella sparatoria, un gesto plateale e dimostrativo. È tutta colpa dei politici, ripete, colpa loro se c'è la crisi e gli italiani si ammazzano. Credeva di andare a morire Gino, quella domenica, era convinto lo avrebbero fatto fuori. E invece va diversamente. L'arresto, il ricovero, le minacce, la massima sicurezza, i processi, la condanna. Ma soprattutto la consapevolezza, un nuovo inizio.

Il diritto alla speranza....

Dolcini Emilio
Giappichelli

Disponibile in libreria in 3 giorni

48,00 €
Se il fine della pena è la risocializzazione del reo, la reclusione in carcere non può essere senza fine: ecco perché, da sempre, l'ergastolo è e resta un nodo giuridico da dibattere e da sciogliere. Il presente volume intende farlo, nella condivisa prospettiva di un suo definitivo superamento. La Sezione I della Parte Prima ospita i contributi più rilevanti che, nel tempo, gli autori hanno dedicato al tema, restituendo così un quadro d'insieme delle vicende ordinamentali della pena perpetua, considerata in tutte le sue tipologie. La Sezione II della Parte Prima riproduce due amici curiae, presentati a Strasburgo nel caso Viola v. Italia n. 2, decidendo il quale la Corte europea dei diritti umani si è pronunciata - per la prima volta - sull'ergastolo ostativo. E lo ha dichiarato in violazione dell'art. 3 della Convenzione, quindi, della dignità umana, la quale, secondo le puntuali parole della Corte, situata al centro del sistema creato dalla Convenzione, impedisce di privare una persona della sua libertà, senza operare al tempo stesso per il suo reinserimento. L'intera Parte Seconda, invece, offre una silloge delle sentenze più rilevanti riguardanti il regime giuridico della pena perpetua, pronunciate dalla Corte di Cassazione, dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti umani (tra le quali la recentissima Viola v. Italia n. 2, qui tradotta in lingua italiana). Vista nel suo insieme, si tratta di una giurisprudenza che, dal 1956 ad oggi, ha sferrato duri colpi alla perpetuità dell'ergastolo, senza tuttavia colpirlo in modo definitivo. Anche per questo, la Sezione II della Parte Seconda ospita tre atti di promovimento alla Consulta con i quali è stata posta, ed è ora riproposta, la questione di costituzionalità sulla variante del carcere a vita che più delle altre nega la speranza, l'ergastolo ostativo. Altro non è il diritto alla speranza, se non la presa d'atto che, dietro a qualsiasi perpetuità e a qualsiasi automatismo, esiste una persona, che - per la Costituzione - non è mai persa per sempre. Prefazione di Mauro Palma.

Contro la tortura. Trent'anni di...

Marchesi Antonio
Infinito Edizioni

Non disponibile

14,00 €
Sono passati trent'anni da quando l'Italia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Durante questi tre decenni la tortura è stata negata, i fatti e le responsabilità occultati, la nozione stessa di tortura rimossa. L'impunità per fatti di tortura è dovuta in larga parte agli effetti della mancata introduzione del reato specifico nel nostro codice penale. Ora quel reato c'è, ma la sua definizione è formulata in termini restrittivi e oscuri, al punto da suscitare dubbi sulla sua effettiva idoneità a comprendere il fenomeno della tortura nella sua dimensione attuale. Questo libro racconta vicende di tortura che, in un modo o nell'altro, negli ultimi tre decenni hanno coinvolto l'Italia e le sue istituzioni politiche e giudiziarie: da quella del "tipografo delle Br", condannato per calunnia per avere denunciato le torture subìte, a quella del cappellano militare che non sarà estradato in Argentina; dai fatti della Somalia a quelli di Genova; dalla extraordinary rendition di Abu Omar in Egitto ai respingimenti verso la Libia; fino alla storia della ricerca di verità e giustizia per Giulio Regeni. Prefazione di Riccardo Noury, introduzione di Mauro Palma.

Decollati. Storie di ghigliottinati...

Mugno Salvatore
Navarra Editore

Disponibile in libreria in 5 giorni

12,00 €
Necessario complemento delle "storie" dei ghigliottinati, le sentenze qui raccolte costituiscono un dossier raro con cui le vicende dei "giudicabili" si coniugano con i più ampi contesti ed eventi culturali e storici in cui esse si calano. Scovate dall'autore, con straordinaria pertinacia, in lunghi anni di ricerche, tra migliaia di analoghi atti giudiziari, spesso di ardua decrittazione e trascrizione, presso gli Archivi di Stato di Trapani e di Palermo, esse costituiscono lo sfondo "scientifico" entro cui è maturato il suo lavoro saggistico e narrativo. Tali documenti, ricchi di informazioni sotto vari profili - giuridico, sociologico, linguistico, medico-legale - sono materia degna di preservazione e, soprattutto, di ulteriore studio. Il volume contiene anche una "descrizione tecnica" della ghigliottina che consente di conoscerne ogni dettaglio della fattura e del funzionamento.

Decollati. Storie di ghigliottinati...

Mugno Salvatore
Navarra Editore

Disponibile in libreria in 3 giorni

16,00 €
Decollati. Storie di ghigliottinati in Sicilia è una raccolta di racconti relativi alle vicende e ai reati che condussero, nella Sicilia dell'Ottocento, nell'arco di un cinquantennio, a ventiquattro esecuzioni capitali. Si tratta del primo studio sull'uso della ghigliottina in Sicilia, sui tempi e sui luoghi in cui questo terribile strumento veniva utilizzato e sulle storie giudiziarie dei condannati, nel testo sono riportati i documenti unici relativi ai processi. Ne emerge un ampio e minuzioso affresco delle condizioni sociali, economiche, culturali e politiche della Sicilia borbonica e sabauda e, più in generale, del Regno delle Due Sicilie, prima, e del Regno d'Italia, dopo. Una particolare attenzione è dedicata inoltre alla lingua usata dal volgo e dal potere, sia nelle aule di giustizia che nel contesto civile, intrisa di barocchismi e latinismi. Prefazione di Renzo Paris.

Storia della tortura. Strumenti e...

Laterra Giovanni
Rusconi Libri

Disponibile in libreria

14,00 €
Pali, seghe, gabbie, asce, funi, chiodi, ruote, carrucole: la storia della tortura parte da qui, con l'uso di attrezzi che fanno assomigliare ridicolmente il boia a un fabbro o a un falegname. Più avanti, col trionfo della tecnologia, a un elettricista o a un maldestro cavadenti, il tutto supportato da una conoscenza assolutamente scientifica dell'anatomia. Le tecniche più efferate, sviluppate e perfezionate nell'arco di secoli, rivelano scopi sempre legati a un potere che, legalizzato o no, cerca la confessione, la conversione o semplicemente la sottomissione della vittima. Un dolore che dura secoli narrato senza moralismi, forse solo con un pizzico di ironia per non finirne travolti.

Mai. L'ergastolo nella vita quotidiana

Mele Annino
Sensibili alle Foglie

Non disponibile

12,00 €
"L'assenza di un fine pena certo può essere considerato il primo basilare dispositivo su cui si fonda l'istituto dell'ergastolo, ed è questa durata infinita della pena che la rende specifica nella sua quotidiana esecuzione. Si potrebbe dire che se con la pena di morte lo Stato toglie la vita a una persona, con l'ergastolo se la prende". Così Nicola Valentino introduce alla lettura di questo libro nel quale Annino Mele racconta l'esperienza quotidiana del carcere, vissuta da un uomo il cui fine pena è fissato al 99/99/9999. Mai. Una narrazione che svela senza reticenze il falso mito della funzione rieducatrice del carcere e quello della presunta virtualità dell'ergastolo nel sistema penale e giudiziario attuale. Come se questa pena non fosse realmente scontata dagli ergastolani. Un libro che descrive i dispositivi del carcere, le sue banali violenze quotidiane (che si possono tradurre in un dispetto o in un suicidio), i suoi misteri irrisolti (come l'epidemia di febbre Q nel carcere del Bassone e le voci che sotto a quelle fondamenta sia stata sepolta la diossina di Seveso). L'interrogativo che questo libro vuole porre è se non sia giunto il momento di abolire la pena dell'ergastolo.

Diario di bordo. Un anno di scuola...

Ferri Antonella
Tullio Pironti

Disponibile in libreria in 3 giorni

12,00 €
Gli autori di questo volumetto, scritto da «tante penne e matite», hanno nomi diversi: c'è una "prof", animata dalla passione per un lavoro cui è giunta quasi per caso, e ci sono detenuti diventati studenti, in virtù o "per colpa" degli errori commessi; da un lato, dunque, una persona che non smette di interrogarsi sul senso della propria azione quotidiana quale strumento rieducativo, dall'altro uomini e ragazzi che attraverso pensieri - talvolta ironici, talvolta seriosi - si rivolgono a qualcuno che sentono come punto di riferimento. Nasce così l'idea del diario di bordo, una strategia didattica che diventa gioco con l'intento di mantener vivo un rapporto educativo, ma soprattutto umano, compromesso dall'imprevisto avvicendarsi dei docenti. Il diario diventa allora un mezzo "leggero" attraverso cui raccontare a più voci un anno di scuola in carcere, di vite in bilico tra momenti di disagio e serenità rubata alle celle, attraverso pagine che mettono in luce gli intenti tanto di chi insegna che di chi impara. "Diario di bordo" racconta la volontà di ri-costruzione, le aspettative non sempre ripagate, le attività che spingono alla crescita personale e gli abbandoni. È la testimonianza della solitudine di scelte sbagliate e quella di un mestiere che si confronta anche con chi ritiene ingenua fatica insistere sulla via della conoscenza con chi ha imparato troppo presto la ferocia della strada. Le parole diventano così specchio, anche dal punto di vista ortografico, di un mondo troppo spesso ignorato, mostrando quanto sia importante educare alla tolleranza, al senso civico e alla legalità, magari anche alla comprensione della bellezza che può rendere qualsiasi uomo libero.

Il male dell'ergastolano. Ovvero il...

Mele Annino
Sensibili alle Foglie

Disponibile in libreria in 3 giorni

12,00 €
L'ergastolo è sentito da chi lo sconta come una condanna a morte, perciò l'uscita dal carcere resta un miraggio durante i lunghi anni di detenzione. Ma quando, per la decisione discrezionale di un giudice, si muovono i primi passi fuori dalle mura, ci si accorge subito che niente è come lo si era immaginato o desiderato. Anche una cosa di poco conto, una delusione, una promessa disattesa, può evocare l'ombra della morte. Ci si affaccia a un mondo che non si conosce più e da cui non si è riconosciuti. Elaborare questo passaggio diventa allora indispensabile per non perdersi. Da qui l'urgenza di raccontare le esperienze, proprie e di altri, per mettere a fuoco quel momento delicatissimo in cui il detenuto si trova rigettato nel mondo senza alcuna preparazione per ciò? che lo attende. La corazza che lo aveva protetto per molti anni può allora incrinarsi. E la soglia del passaggio dal carcere all'esterno può? rivelarsi un momento di dolore.

Il tritacarne. Una voce dal carcere...

Guillen Karl Louis
Ass. Multimage

Disponibile in libreria in 3 giorni

12,00 €
Il Tritacarne l'allegoria con cui Karl Guillen racconta l'orrore disumano del sistema carcerario statunitense di cui lui stesso rimasto vittima per oltre vent'anni, rischiando perfino di essere condannato a morte. Un sistema in cui non contano le persone ma i soldi. Questa denuncia autobiografica stata oggetto di una campagna contro la pena di morte e per la giustizia quasi venti anni fa, quando uscita la prima edizione di questo libro. Tantissime persone hanno diffuso e venduto questo libro con lo scopo di aiutare Karl e di consentirgli un processo giusto. La seconda edizione, con le nuove introduzioni dell'Autore e del Portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, vuole riproporre l'attualitdi quella denuncia, ma anche il messaggio profondo che Karl lancia con la sua esperienza: ogni essere umano pudare una risposta evolutiva, di amore e di rinascita, di impegno e speranza, indipendentemente dalle condizioni in cui gli toccato vivere. Karl Louis Guillen nasce a Los Angeles, il 25/08/1967. A 20 anni viene ingiustamente incarcerato. Dopo una lunga vicenda giudiziaria finalmente uscito il 09/08/2013. Prefazione di Massimo Carlotto.

Venice secrets. Crime & justice...

Busato D.
Lunargento

Disponibile in libreria in 3 giorni

15,00 €
Enigmi e segreti tra i più nascosti della storia sono svelati in "Venice secrets. Crime & justice", il catalogo della mostra veneziana di palazzo Zaguri. Una mostra che racconterà con reperti unici e suggestive ricostruzioni la storia di Venezia attraverso la Santa Inquisizione, sfatandone i miti e rivelandone i segreti; un catalogo che attraverso le storie di Giacomo Casanova, il doge Francesco Foscari e il Conte di Carmagnola ripercorre la memoria del lato oscuro, misterioso e molto spesso indecifrabile della giustizia e della vita quotidiana degli uomini del medioevo e dell'età moderna.

Come il fondo del mare

Turello M.
Campanotto

Disponibile in libreria in 10 giorni

18,00 €
Nella cella numero 27 si intrecciano le vicende di cinque detenute, accomunate dal bisogno di rielaborare il proprio vissuto, di aprirsi, di condividere il presente e di mantenere un orizzonte di vita futura degna di essere vissuta e autentica. I sentimenti e gli affetti sono per esse le basi su cui ricostruire pur nella sofferenza che comporta ripercorrere le tappe drammatiche che le hanno portate alla carcerazione. "...il carcere stata per me una cornice necessaria tuttavia non un libro che parla del carcere, parla piuttosto della condizione femminile nei suoi estremi di vitalite di angustia, liberazione e oppressione, gioia, perdita e del ritrovamento, delle galere esteriori e interiori che possono anche essere la porta che conduce alla libert..".

Le istituzioni dell'agonia....

Valentino Nicola
Sensibili alle Foglie

Non disponibile

12,00 €
Nel mondo, una parte dell'umanità vive una condizione di agonia, non a causa di una malattia terminale, ma perché viene ridotta in agonia attraverso due istituti dei sistemi penali che sono la pena di morte e l'ergastolo. Di queste pene capitali è qui delineata la sostanziale similitudine, attraversando le esperienze delle persone nei bracci della morte e di quelle condannate "fino alla morte del reo". Le 1677 persone attualmente all'ergastolo in Italia costituiscono una presenza luttuosa per quelle porzioni di società che non vogliono che una persona possa essere condannata fino alla morte. Vestire il lutto per l'esistenza di una morte sociale da pena capitale può costituire un modo per rendere palese ciò che viene celato istituzionalmente e culturalmente giustificato attraverso la mostrificazione dei condannati. È sollecitato anche uno spostamento lessicale rispetto all'uso di parole che celano la crudezza della condizione. Solo l'abolizione dell'ergastolo e l'attestarsi del sistema penale sulle pene temporali che già esistono può rimettere in gioco parole abusate come il termine speranza. La sua simbologia può avere senso solo se è scritta in sentenza una data di fine pena.

La pena tradita. Il sistema penale...

Petitto Carlo
Rubbettino

Non disponibile

12,00 €
Il testo realizza una analisi critica dell'evoluzione d sistema penale. ricostruito il passaggio dalle pene corporali alle prime strutture detentive - in coincidenza col sorgere del capitalismo - sino alla centralitdel carcere. Sono prese in esame le varie teoriche relative alla funzione della pena, passando dal Regno d'Italia sino alla Costituzione repubblicana. La ricerca approfondisce le ragioni della mancata attuazione dell'articolo 27 della Costituzione e le torsioni repressive del diritto penale con l'avvento della Zero Tolerance. Momento centrale la riflessione sulla funzione criminogena del carcere - caratterizzato dal sovraffollamento oggetto anche di condanna internazionale - e la sua connessione alle dinamiche sociali. Nonostante sia piche mai urgente ripensare il diritto penale, cosda intenderlo quale extrema ratio, continua a prevalere un utilizzo dello stesso finalizzato alla ricerca del consenso elettorale. Costituiscono un chiaro esempio di tale visione ideologica i recenti decreti Minniti e la riforma Orlando.

Villarbasse, la cascina maledetta

Marcoccia Sergio
Becco Giallo

Non disponibile

13,00 €
4 marzo 1947, ore 7.41. Nel poligono militare alle porte di Torino tre uomini vengono fucilati per avere commesso un crimine orrendo. La Guerra è finita da poco. La Giustizia, per l'ultima volta nella storia italiana, ricorre alla pena di morte. Un anno e mezzo prima, in una cascina a Villarbasse, a 20 chilometri da Torino, i tre uomini hanno massacrato dieci persone a colpi di bastone. Il processo è rapido, la sentenza irrevocabile: fucilazione. Pochi mesi più tardi, in dicembre, il Parlamento italiano abolisce la pena di morte introdotta nel 1926 da Benito Mussolini.