Pene e punizione

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Non mi avete fatto niente

Corona
Mondadori Electa

Disponibile in 3 giorni  
TELEVISIONE SPETTACOLO

16,90 €
In un'aula bunker del tribunale di Milano c'è un magistrato che attacca, un giudice con in mano una penna che ha il potere di decidere: sbarre o libertà. Poi c'è Fabrizio Corona che sorride e urla: "I miei soldi me li sono guadagnati in modo onesto. Vergogna. Non torno in galera per due stronzate dette in tv e i soliti reati fuffa!". Dopo ben sei carcerazioni l'uomo più discusso d'Italia sta aspettando di capire come finirà la sua ennesima partita con la giustizia. Prima di scoprirlo ha deciso di mettere nero su bianco tutti i segreti - o meglio i misteri - legati ai suoi ultimi, travagliati, feroci anni. Corona si leva il cerotto dalla bocca e parla di tutto: rapine subite e malavita, sequestri e denunce, arringhe e odio, calciatori e cacciatori di denari, soldi rubati e tradimenti, ingiusta giustizia e politica, regole e regolamenti di conti fuori e dentro la galera, carcere e lacrime, dolore e amore, come quello per suo figlio Carlos Maria che ha chiesto al papà di poter essere presente in questo libro con una lettera aperta, molto toccante, in cui spiega chi è per lui quel padre che ha sempre chiamato solo "Fabrizio". In queste pagine Corona svela il perché del suo addio a Silvia Provvedi, la donna che per tre anni lo ha accudito tra carcere e arresti domiciliari, senza mai allontanarsi e che, a un certo punto, lui ha cominciato a odiare, dubitando di lei e non solo. E perché allora quelle scuse in diretta tv, scuse tra l'altro mai accettate, respinte, rifiutate con forza dalla ragazza. Perché? Che cosa c'è dietro e dentro a questa storia che non era più una storia d'amore ma di intrecci pericolosissimi per la vita di Fabrizio? E ancora: Corona racconta cosa si cela realmente dietro al litigio con Ilary Blasi, consumato davanti alle telecamere e trascinatosi, per i magistrati, in un'aula di tribunale senza nessuna denuncia! "Solo in Italia succede questo. O forse solo con me", sbraita Corona. E quali sono oggi i suoi reali rapporti con Francesco Totti? Un suo, inaspettato, amico... E sempre inaspettatamente ecco citati anche i "Ferragnez" nel racconto di un Natale trascorso con Fedez e di un rapporto d'amicizia poi interrotto per una rissa tra i due, mai raccontata prima, a causa di un motivo eclatante. Fabrizio, scrive tutto, scrive la sua verità. Anche a proposito della sua love story con Asia Argento, consumatasi nell'arco di poche settimane. Amore o business tra i due? Ogni dubbio... non sarà più un dubbio ma solo clamorose rivelazioni, rigo per rigo. Parola per parola, tutto d'un fiato.

Storia della tortura. Strumenti e...

Laterra Giovanni
Rusconi Libri 2019

Disponibile in libreria  
MANUALI STORIA

14,00 €
Pali, seghe, gabbie, asce, funi, chiodi, ruote, carrucole: la storia della tortura parte da qui, con l'uso di attrezzi che fanno assomigliare ridicolmente il boia a un fabbro o a un falegname. Più avanti, col trionfo della tecnologia, a un elettricista o a un maldestro cavadenti, il tutto supportato da una conoscenza assolutamente scientifica dell'anatomia. Le tecniche più efferate, sviluppate e perfezionate nell'arco di secoli, rivelano scopi sempre legati a un potere che, legalizzato o no, cerca la confessione, la conversione o semplicemente la sottomissione della vittima. Un dolore che dura secoli narrato senza moralismi, forse solo con un pizzico di ironia per non finirne travolti.

Il colore dell'inferno. La pena tra...

Curi
Bollati Boringhieri 2019

Disponibile in libreria  
DIRITTO

16,00 €
«Dove mai avrà termine, dove mai placata cesserà la furia di Ate?» L'interrogativo angoscioso di Eschilo non smette di risuonare dopo migliaia di anni. Abbiamo forse dimenticato il nome della funesta divinità greca che prima induceva gli uomini in errore e poi ne esigeva inclemente la punizione, ma della sua vendicatività rimane un'impronta nell'idea di giustizia a cui è ispirata l'attuale civiltà giuridica. La rassicurante contrapposizione tra vendetta e barbarie da un lato - la violenza sommaria del «sangue chiama sangue» - e giustizia e civiltà dall'altro tradisce infatti una infondatezza che sgomenta. Scrutando nel cono d'ombra dell'azione penale con lo sguardo penetrante di chi coglie ambivalenze e fratture nella presunta rotondità dei concetti, Umberto Curi vi rintraccia l'aspetto arcaico e irrisolto che tinge ancora il dispositivo della pena del «colore dell'inferno», secondo l'espressione di Simone Weil. Lungo il tragitto a lui familiare, che dalla grecità dei filosofi e dei tragici arriva a Nietzsche e al pensiero contemporaneo, Curi testa la resistenza, e la fragilità, del principio di giusta «retribuzione» del reato attraverso un castigo adeguato. L'equità che intende garantire era invocata anche dall'ingiunzione biblica «frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente» e dalla legge del taglione fissata dalle XII Tavole romane, ossia dai meccanismi che prevedevano la reciprocità del danno. Infliggere sofferenza al colpevole, sia per ristabilire l'ordine cosmico infranto sia, più modernamente, a scopo rieducativo o preventivo, oscilla tra una concezione sacrale della pena come espiazione e una visione compensativa che rimanda all'antica relazione tra debitore e creditore. Impostazioni che, tuttavia, sortiscono l'effetto-paradosso di assolvere la colpa, una volta estinto il debito con la pena, senza alleviare il dolore della vittima. Proprio alla fuoriuscita dalla logica del paradigma retributivo e di quello pedagogico lavora oggi la giustizia riparativa, che mette invece al centro il rapporto tra offensore e offeso. Perché si possa, infine, sottrarre alla crudele Ate l'insidioso terreno in cui prospera.

Giocarsi la vita. Storie di...

Guozheng
Officina Libraria 2019

Disponibile in 3 giorni

45,00 €
Niu Guozheng è ormai un signore in pensione, nato e vissuto nella regione dello Henan, la più popolosa della Cina, ma a lungo esclusa dallo sviluppo economico delle città costiere. Spinto da un grande e autentico afflato egualitario e da un profondo senso della giustizia, Niu Guozheng per più di trent'anni scelse di testimoniare realtà "impresentabili" del suo paese, certo dell'importanza e del valore della memoria. Impiegato nei ranghi della Pubblica Sicurezza a Pingdingshan, il capoluogo di una zona mineraria molto attiva, entrò presto in contatto con alcune situazioni che il suo senso della giustizia riteneva ingiustificabili. Si dedicò quindi, con un profondo e assai raro senso di responsabilità storica, a registrare le vicende umane all'interno di alcune case mandamentali (in cinese shoushensuo , istituti, ormai quasi tutti dismessi, nei quali sono detenute le persone in attesa di giudizio per reati lievi, oppure condannate a pene fino a un anno), ritenendo che il trattamento riservato ai detenuti non facesse onore al suo paese. La sua attività di poliziotto munito di macchina fotografica, accettato o tollerato dai colleghi e dai detenuti, è durata quasi dieci anni, e deriva dalla convinzione che solo la conoscenza dei fatti possa portare alla soluzione dei problemi. Scegliere questa posizione equivale però a rinunciare alla visibilità, in un paese in cui le notizie che non abbiano un lieto fine non vengono rese pubbliche. Infatti la serie sulle case mandamentali a tutt'oggi non è mai stata pubblicata in Cina ed è stata mostrata solo una volta, per breve tempo, all'Accademia di Belle Arti di Beijing (CAFA). La fine della sua attività di testimone nelle case mandamentali coincide con la chiusura delle stesse perché le loro condizioni sono state riconosciute ai margini della legalità. Le immagini di Niu Guozheng, crude e sconvolgenti in alcuni casi, teneramente poetiche in altri, denotano un occhio che affianca all'intento documentario una qualità estetica molto accentuata che ci rimanda ai classici della fotografia. Il suo anacronismo, dovuto all'isolamento del suo paese in quegli anni, ci fa meglio capire la realtà di un'epoca appena trascorsa che sembra ormai molto lontana.

Il coraggio e l'amore. Giustizia...

Cucchi Ilaria
Rizzoli 2019

Disponibile in libreria  
INCHIESTE

19,00 €
Ci sono voluti dieci anni per scoprire la verità sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre 2009 mentre era in stato di arresto per detenzione di stupefacenti. Stefano aveva 31 anni, era un ragazzo sano e frequentava la palestra: nulla poteva far pensare che fosse in pericolo di vita. Il suo decesso fu comunicato alla madre con inqualificabile insensibilità chiedendole di firmare l'autorizzazione all'autopsia. Da quel momento, alla famiglia disperata che esigeva una spiegazione furono date risposte inaccettabili: una caduta dalle scale, la conseguenza di un precedente stato di malattia. La sorella Ilaria non si è mai rassegnata a queste versioni di comodo e, sempre affiancata dall'avvocato Fabio Anselmo, ha intrapreso una battaglia giudiziaria che è già storia d'Italia. "Il coraggio e l'amore" documenta ufficialmente questa battaglia. Ilaria e Fabio, compagni di lotta e oggi anche di vita, raccontano con le loro vive voci ogni singolo momento del durissimo percorso in cui si sono dovuti districare tra menzogne e depistaggi, trappole e ingiurie. Giorno dopo giorno, ora dopo ora, rievocano i fatti con estrema lucidità e rigore, ma allo stesso tempo restituendo al lettore tutte le emozioni dirompenti che hanno vissuto nella prova di tenacia e coraggio affrontata in questi lunghi anni. Solo l'incrollabile amore per Stefano, e per la verità, hanno dato loro la forza per arrivare fino in fondo, rendendo l'Italia un Paese migliore e dimostrando che la giustizia è davvero uguale per tutti.

Venga con noi. Dagli attentati del...

Mazzanti Clara
Colibrì Edizioni 2019

Disponibile in 3 giorni

14,00 €
Aprile 1969, Clara Mazzanti viene prelevata dalla sua casa, portata all'Ufficio Politico della Questura di Milano e interrogata dal Commissario Calabresi e dalla sua squadra. Novembre 1969, viene arrestata e rinchiusa nel carcere milanese di San Vittore con il suo compagno, Giuseppe Norscia. L'illusione che si fosse trattato di un equivoco si dissolve velocemente. Viene processata per strage come possibile esecutrice di uno degli attentati dinamitardi avvenuti nel 1969. Il processo vede incriminati, Norscia, gli anarchici Tito Pulsinelli, Paolo Braschi, Paolo Faccioli e Angelo Pietro Della Savia; Giangiacomo Feltrinelli e la moglie Sibilla Melega sono accusati di falsa testimonianza. I personaggi sono tanti, il giudice Antonio Amati, Antonino Scopelliti, pubblico ministero, Enzo Tortora e tanti altri. Nella sezione femminile del carcere di San Vittore Clara prende gradualmente coscienza delle dinamiche e della condizione delle detenute, documentando un'epoca che precede le prime vere cronache sulle donne carcerate e ci rende partecipi, oltre che del suo calvario, di uno spaccato della società e dei costumi dell'Italia degli anni '50 e '60.

La ghigliottina. Riflessioni sulla...

Camus Albert
Medusa Edizioni 2018

Disponibile in 3 giorni

13,00 €
È del 1766 il discorso dell'avvocato generale al Parlamento di Grenoble, Servan: «Drizzate le forche, accendete i roghi, portate il colpevole nelle pubbliche piazze, chiamatevi il popolo a gran voce: voi l'intenderete allora applaudire alla proclamazione dei vostri giudizi, come a quella della pace e della libertà: voi lo vedrete accorrere a questi terribili spettacoli come al trionfo della legge». Alla perorazione dell'avvocato, ripresa in seguito nei fatti e nel tono dal Terrore rivoluzionario, Albert Camus contrappone l'appello all'Europa: «Senza la pena di morte Gabriel Péri e Brasillach sarebbero forse ancora tra noi, e noi potremmo emettere senza vergogna un giudizio su di loro, secondo la nostra opinione, mentre invece sono essi che ora ci giudicano, e noi dobbiamo tacere». Sì, per il grande scrittore francese i condannati a morte ci giudicano, loro che già sono stati giudicati da una giustizia che si vuole definitiva e risarcitoria, senza comprendere che la simmetria degli omicidi annulla la possibilità stessa del risarcimento e della necessaria prevenzione dei delitti. La pena di morte non scoraggia gli assassini, si limita a moltiplicarli. A tal punto che «non è più la società umana e spontanea che esercita il suo diritto alla repressione, ma l'ideologia che, regnando, esige i suoi sacrifici umani». Un testo, quello di Camus, la cui attualità è vivissima, oggi che l'erogazione della morte per mano del boia è del tutto scomparsa in Europa ma rimane ancora nella piena disponibilità di Stati e comunità nei quali l'irriducibilità della vita umana sembra perdere il valore che aveva acquistato subito dopo l'immensa carneficina delle guerre mondiali.

Venice secrets. Crime & justice...

Busato D.
Lunargento 2018

Disponibile in 3 giorni

15,00 €
Enigmi e segreti tra i più nascosti della storia sono svelati in "Venice secrets. Crime & justice", il catalogo della mostra veneziana di palazzo Zaguri. Una mostra che racconterà con reperti unici e suggestive ricostruzioni la storia di Venezia attraverso la Santa Inquisizione, sfatandone i miti e rivelandone i segreti; un catalogo che attraverso le storie di Giacomo Casanova, il doge Francesco Foscari e il Conte di Carmagnola ripercorre la memoria del lato oscuro, misterioso e molto spesso indecifrabile della giustizia e della vita quotidiana degli uomini del medioevo e dell'età moderna.

Io non avevo l'avvocato. Una storia...

Rossetti Mario
Mondadori 2018

Disponibile in 3 giorni

13,00 €
«Guardia di Finanza, apra subito.» 23 febbraio 2010, 5.00 del mattino. Mario Rossetti viene arrestato per l'inchiesta Fastweb-Telecom Italia Sparkle su una maxifrode da due miliardi di euro. Quattro mesi di carcere tra Milano e Roma, arresti domiciliari, tre anni di processo, 147 udienze, beni sequestrati, drammatici e imprevedibili risvolti umani e familiari: in questa edizione aggiornata Rossetti racconta la sua odissea kafkiana, fino al riconoscimento dell'errore giudiziario e della totale estraneità ai reati. La sentenza di primo grado del 17 ottobre 2013, infatti, e quella d'appello del 27 settembre 2017, non impugnata dall'accusa, riconoscono, dopo otto anni, la totale estraneità ai reati contestati e mettono fine all'incubo. Ma chi gli ridarà indietro la vita e gli affetti perduti? Un'ingiustizia di cui nessuno risponderà e che per Rossetti non è semplicemente figlia di un terribile errore, ma è la conseguenza delle tante anomalie del nostro sistema giudiziario. L'autore invoca così una radicale riforma della giustizia e un profondo ripensamento delle carceri, affinché si trasformino, da gironi infernali, in luoghi di reinserimento sociale degni di un Paese civile.

Riflessioni sulla pena di morte

Camus Albert
Bompiani 2018

Disponibile in 3 giorni  
CONTROVERSIE ETICHE

9,00 €
Questo pamphlet nacque come saggio da pubblicare unitamente a uno scritto di Arthur Koestler, promotore di una campagna per l'abolizione della pena capitale nel Regno Unito, intitolato "Reflections on hanging", che Manès Sperber aveva fatto tradurre in francese. Pubblicato nel giugno e luglio 1957 sulla Nouvelle Revue Française, il testo di Camus non rappresenta soltanto un testamento morale lucidissimo ma anche le domande e i dubbi di un intellettuale di fronte a un tema cruciale che non cessa di essere d'attualità.

I supplizi capitali. Origine e...

Cantarella Eva
Feltrinelli 2018

Disponibile in libreria  
STORIA ANTICA

14,00 €
Questo libro di Eva Cantarella, completamente rivisto per questa nuova edizione, si è guadagnato lo status di assoluto riferimento in un settore, quello sulle pene capitali, da sempre prodigo di riflessioni. L'autrice incrocia ogni tipo di fonte, dalla letteratura ai testi giuridici, dalle pratiche religiose al semplice uso comune, riuscendo a delineare un quadro completo di quali fossero le motivazioni, le modalità e i limiti della pena di morte nella Grecia antica e a Roma. L'epoca classica, spesso idealizzata come "luogo arcadico" della storia dell'uomo, o al contrario utilizzata dall'industria dell'intrattenimento come teatro grand guignol, rivela qui finalmente tutta la sua complessità e le sue sfaccettature, in un intreccio continuo di razionalità e ferocia. E il tema della pena di morte viene spogliato dei luoghi comuni e delle banalità, anche grazie al penetrante saggio introduttivo che guida il lettore in un excursus storico degli intellettuali e delle scuole di pensiero che della "morte di Stato" si sono occupati da vicino.

Le istituzioni dell'agonia....

Valentino Nicola
Sensibili alle Foglie 2017

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
Nel mondo, una parte dell'umanità vive una condizione di agonia, non a causa di una malattia terminale, ma perché viene ridotta in agonia attraverso due istituti dei sistemi penali che sono la pena di morte e l'ergastolo. Di queste pene capitali è qui delineata la sostanziale similitudine, attraversando le esperienze delle persone nei bracci della morte e di quelle condannate "fino alla morte del reo". Le 1677 persone attualmente all'ergastolo in Italia costituiscono una presenza luttuosa per quelle porzioni di società che non vogliono che una persona possa essere condannata fino alla morte. Vestire il lutto per l'esistenza di una morte sociale da pena capitale può costituire un modo per rendere palese ciò che viene celato istituzionalmente e culturalmente giustificato attraverso la mostrificazione dei condannati. È sollecitato anche uno spostamento lessicale rispetto all'uso di parole che celano la crudezza della condizione. Solo l'abolizione dell'ergastolo e l'attestarsi del sistema penale sulle pene temporali che già esistono può rimettere in gioco parole abusate come il termine speranza. La sua simbologia può avere senso solo se è scritta in sentenza una data di fine pena.

Oltre il muro dell'omertà. Scritti...

Borsellino Paolo
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli 2017

Disponibile in 3 giorni

13,00 €
Paolo Borsellino è uno dei simboli della lotta alla mafia e dell'impegno civile, un esempio di vita che cancella le forme d'indifferenza e di prevaricazione ancora oggi imperanti. Eppure, per la sua dedizione assoluta al lavoro, e per il suo carattere schivo, furono rarissimi i suoi interventi scritti, nonostante l'intensa attività oratoria, e la personalità complessa e umanissima. In questo volume sono presentati gli scritti privati e gli appunti di Borsellino, dimenticati per troppo tempo e invece fondamentali per comprenderne il pensiero. Una raccolta di riflessioni originali, redatte con energia e fiducia, sulle problematiche civili affrontate da Borsellino durante la carriera, contesti ancora oggi di urgente attualità: la sicurezza personale dei cittadini, la rete del traffico di droghe, le implicazioni tra mafia e lavoro, e tra mafia e cultura popolare. Ma anche scritti più personali - come la durissima commemorazione dell'amico Giovanni Falcone - che ci restituiscono finalmente tutta la forza, la sensibilità e il coraggio di un grande magistrato.

La tortura in Italia. Parole,...

Gonnella Patrizio
DeriveApprodi 2013

Disponibile in 3 giorni

15,00 €
La tortura è un crimine contro la dignità umana. Eppure non ovunque e non sempre è proibita. La sua interdizione legale è tutto sommato storia recente. Forse anche per questo assistiamo a frequenti smottamenti. E non è un caso che con l'11 settembre del 2001 ci si sia spinti fino a riproporne la legittimità. Con la progressiva riduzione della sovranità economica e politica degli Stati, assistiamo a un paradossale rafforzamento del loro potere punitivo che man mano si fa arbitrario e indifferente al sistema costituzionale e internazionale dei diritti umani. Come se la "sanzione punitiva" fosse l'unica prerogativa statuale rimasta. Da cui una diffusa impunità dei torturatori, che ha le proprie premesse nella necessità di segnare la vittoria del potere politico su tutto il resto. Costruito a partire dalle "parole chiave" che scandiscono l'universo della tortura, questo libro si propone come un'analisi della violenza pubblica intrecciata a quella dei concetti, delle norme e delle vicende individuali. La tortura non si consuma unicamente quando una persona è sottoposta a sofferenze e la sua pratica spesso non è riconducibile all'arbitrio di un "eccesso" di potere o a uno stato di eccezione. Per questo occorre allargare lo sguardo al sistema complesso che la produce, che la promuove, che la protegge. Prefazione di Eligio Resta. Postfazione di Mauro Palma.

La giustizia punitiva

Mead George H.
Kurumuny 2012

Disponibile in 3 giorni

10,00 €
La psicologia della giustizia punitiva (1918) è un testo nel quale Mead riflette sul senso e sull'efficacia della pena, in una fase nella quale lo sviluppo e l'attività dei tribunali giovanili pongono il problema di una sua considerazione rinnovata, svincolata da una dimensione meramente remunerativa e deterrente, e dai suoi risvolti apparentemente aggregativi della comunità. L'analisi del rapporto tra la comunità e le sue relazioni interne, al presentarsi di un "nemico", è occasione di riflessione, come in altri interventi simili, anzitutto sul contributo che l'approccio scientifico può offrire all'interpretazione e alla soluzione dei problemi sociali. Nel caso delle istituzioni "del diritto criminale", come le chiama Mead, una loro riforma, in rapporto con la dinamica razionale degli individui e delle comunità, è mezzo per uno sviluppo positivo dell'organizzazione sociale. Nel modificarsi e determinarsi delle condizioni sociali che lo rendono possibile, sta la verifica del successo di questa politica.

Le voci del silenzio. Storie di...

Polese Fabio
Eclettica 2012

Disponibile in 3 giorni

13,00 €
Quanti connazionali conoscono la condizione cui sono costretti a vivere circa tremila italiani che sono detenuti all'estero, talvolta in spregio al diritto internazionale e nell'inadempienza dei consolati patri? In quanti immaginerebbero mai che il "sogno

Tra prevenzione e repressione. Il...

Fozzi Daniela
Carocci 2010

Disponibile in 3 giorni

33,00 €
All'indomani dell'Unità d'Italia l'esecutivo ha di fronte a sé un'emergenza: il brigantaggio meridionale. Tra i vari strumenti messi in atto per affrontarlo vi è anche il domicilio coatto. Si tratta di una misura di pubblica sicurezza che consiste nell'obbligo di dimorare in un luogo designato dal ministro dell'Interno, per un tempo determinato e sotto una particolare disciplina, a cui è sottoposto chi viene considerato pericoloso a causa delle sue tendenze antisociali, o presunte tali. Questo strumento, introdotto per la prima volta con una legge eccezionale del 1863, se inizialmente viene utilizzato come provvedimento straordinario di ordine pubblico, poco dopo diventerà un mezzo preventivo ordinario previsto dalla prima legge unitaria di pubblica sicurezza del 1865. Da questo momento in poi il domicilio coatto verrà utilizzato come strumento sia ordinario sia straordinario di pubblica sicurezza. Verrà applicato a lungo nonostante le polemiche; resterà in vigore, infatti, per circa 60 anni, fino a quando le leggi fasciste lo sostituiranno con il confino di polizia. Il volume ricostruisce la storia di questo istituto fin dalla sua introduzione, con un'attenzione particolare alla formazione delle leggi che lo hanno contemplato e disciplinato e alla sua concreta applicazione.

Magistrati dietro le sbarre. La...

Marcheselli Alberto
Melampo 2009

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
Un viaggio nella (in)giustizia penale in Italia, scritto da un testimone oculare, un magistrato di sorveglianza che ha finalmente deciso di rompere il muro del silenzio. La forma è quella, gradevole, spigliata e spesso venata di ironia, di una successione di sapidi aneddoti ricavati dal dietro le quinte, tanto veri e nitidi quanto stupefacenti e capaci di fissarsi nella memoria del lettore come parabole argute, alternate a brevi riflessioni. In un momento in cui la professione di magistrato viene "manipolata" da più parti, e in cui di giustizia e pena si tratta in termini scandalistici, ecco un racconto onesto e ficcante di un mondo di cui troppi disquisiscono, spesso senza conoscere nulla. Un mondo dove non sempre si possono distinguere i buoni dai cattivi, dove ci si imbatte tutti i giorni in crudeli infamie e commoventi eroismi.

Riflessioni sulla pena di morte

Camus Albert
SE 2006

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
"Il senso d'impotenza e di solitudine del condannato incatenato, di fronte alla coalizione pubblica che vuole la sua morte, è già di per sé una punizione inconcepibile. E anche per questo sarebbe preferibile che l'esecuzione avvenisse pubblicamente. L'attore che è in ogni uomo potrebbe allora venire in soccorso dell'animale terrorizzato, e aiutarlo a ben figurare, anche di fronte a se stesso. Ma la notte e la segretezza sono senza appello. In questo disastro, il coraggio, la forza d'animo, persino la fede rischiano di essere affidati al caso. Generalmente l'uomo è distrutto dall'attesa della pena capitale molto tempo prima di morire. Gli si infliggono due morti, e la prima è peggiore dell'altra, mentre egli ha ucciso una volta sola. Paragonata a questo supplizio, la legge del taglione appare ancora come una legge di civiltà. Non ha mai preteso che si dovessero cavare entrambi gli occhi a chi aveva reso cieco di un occhio il proprio fratello".

Diario di bordo. Un anno di scuola...

Ferri Antonella
Tullio Pironti 2019

Non disponibile

12,00 €
Gli autori di questo volumetto, scritto da «tante penne e matite», hanno nomi diversi: c'è una "prof", animata dalla passione per un lavoro cui è giunta quasi per caso, e ci sono detenuti diventati studenti, in virtù o "per colpa" degli errori commessi; da un lato, dunque, una persona che non smette di interrogarsi sul senso della propria azione quotidiana quale strumento rieducativo, dall'altro uomini e ragazzi che attraverso pensieri - talvolta ironici, talvolta seriosi - si rivolgono a qualcuno che sentono come punto di riferimento. Nasce così l'idea del diario di bordo, una strategia didattica che diventa gioco con l'intento di mantener vivo un rapporto educativo, ma soprattutto umano, compromesso dall'imprevisto avvicendarsi dei docenti. Il diario diventa allora un mezzo "leggero" attraverso cui raccontare a più voci un anno di scuola in carcere, di vite in bilico tra momenti di disagio e serenità rubata alle celle, attraverso pagine che mettono in luce gli intenti tanto di chi insegna che di chi impara. "Diario di bordo" racconta la volontà di ri-costruzione, le aspettative non sempre ripagate, le attività che spingono alla crescita personale e gli abbandoni. È la testimonianza della solitudine di scelte sbagliate e quella di un mestiere che si confronta anche con chi ritiene ingenua fatica insistere sulla via della conoscenza con chi ha imparato troppo presto la ferocia della strada. Le parole diventano così specchio, anche dal punto di vista ortografico, di un mondo troppo spesso ignorato, mostrando quanto sia importante educare alla tolleranza, al senso civico e alla legalità, magari anche alla comprensione della bellezza che può rendere qualsiasi uomo libero.

Io non avevo l'avvocato. Una storia...

Rossetti Mario
Mondadori

Non disponibile

11,00 €
"Guardia di finanza, apra subito." Sono le cinque del mattino del 23 febbraio 2010, l'alba di una delle tante giornate di lavoro di un professionista milanese, quando il suono del citofono interrompe bruscamente i suoi ultimi momenti di riposo. L'incredulità, le febbrili perquisizioni, una gigantesca ordinanza di custodia cautelare, il trasferimento in caserma e poi in carcere. Inizia così la vicenda kafkiana di Mario Rossetti, raccontata in prima persona dal protagonista, ex direttore finanziario di Fastweb, coinvolto nell'inchiesta Fastweb-Telecom Italia Sparkle su una maxifrode da due miliardi di euro. Intanto incomincia l'odissea carceraria, tra San Vittore e Rebibbia, le asprezze del penitenziario, temperate dalla solidarietà dei compagni di cella, i "concellini". Una "terra di nessuno", con le tante assurdità che ne scandiscono le giornate, come le celle da sei adattate a nove persone, gli innumerevoli ostacoli per ottenere qualsiasi cosa, anche un colloquio. Quattro mesi di carcere tra Milano e Roma, gli arresti domiciliari, tre anni di processo, 147 udienze, il sequestro di ogni bene, persino dei ricordi più cari. Si arriva così alla sentenza di primo grado del 17 ottobre 2013, che, riconoscendo la totale estraneità ai reati contestati, mette fine all'incubo. Un'ingiustizia di cui nessuno risponderà e che per Rossetti non è semplicemente figlia di un terribile errore ma è la conseguenza delle tante anomalie del nostro sistema giudiziario. Prefazione di Massimo Mucchetti.

Decollati. Storie di ghigliottinati...

Mugno Salvatore
Navarra Editore 2019

Non disponibile

16,00 €
Decollati. Storie di ghigliottinati in Sicilia è una raccolta di racconti relativi alle vicende e ai reati che condussero, nella Sicilia dell'Ottocento, nell'arco di un cinquantennio, a ventiquattro esecuzioni capitali. Si tratta del primo studio sull'uso della ghigliottina in Sicilia, sui tempi e sui luoghi in cui questo terribile strumento veniva utilizzato e sulle storie giudiziarie dei condannati, nel testo sono riportati i documenti unici relativi ai processi. Ne emerge un ampio e minuzioso affresco delle condizioni sociali, economiche, culturali e politiche della Sicilia borbonica e sabauda e, più in generale, del Regno delle Due Sicilie, prima, e del Regno d'Italia, dopo. Una particolare attenzione è dedicata inoltre alla lingua usata dal volgo e dal potere, sia nelle aule di giustizia che nel contesto civile, intrisa di barocchismi e latinismi. Prefazione di Renzo Paris.

Carcere e rieducazione. Da istituto...

Telesca Donato A.
Aras Edizioni 2019

Non disponibile

22,00 €
Il carcere, oggi, si trova in una crisi di sistema significativa, poiché corrispondente a un concetto di esecuzione penale autoreferenziale e anacronistico. Il saggio parte da una riflessione attenta della parola 'educazione', di ciò che significa e rappresenta, per poi declinarla nell'ambito del carcere e, fuori dal carcere, con la riabilitazione in società. L'idea che si vuole sostenere è quindi di adottare un sistema rieducativo che desti le coscienze delle persone detenute per un possibile vero cambiamento. Occorre, dunque, un approccio culturale nuovo tale che l'orientamento al lavoro in carcere non diventi un mero sussidio alla vita detentiva, ma un approccio che si risolva come: cultura del lavoro, traducibile come impegno, responsabilità, rispetto e coerenza, come cultura delle regole; cultura della conoscenza e non soltanto come diritto allo studio volto a istruire con i programmi dedicati, tuttavia importanti per le persone detenute; cultura delle religioni, con approcci volti alla conoscenza della storia religiosa e secolare, all'incontro, alla tolleranza e valenze sincretiche possibili. Prefazione di Silvia Cecchi.

Nulla è cambiato? Riflessioni sulla...

Bononia University Press 2019

Non disponibile

40,00 €
Il volume raccoglie gli atti del Convegno internazionale di studi "Nulla è cambiato? Riflessioni sulla tortura", organizzato dall'Associazione "Franco Bricola" di Bologna e dal Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara, svoltosi a Ferrara, presso l'Aula Magna del Dipartimento, nei giorni 9 e 10 marzo 2018.

Il mio territorio finisce qui. Vite...

Spagnoletti Maria T.
Ediesse 2019

Non disponibile

13,00 €
Una umanità sconosciuta: ridotta a fatti di cronaca, dove spesso vince la curiosità del dettaglio più crudo, il richiamo all'allarme sociale, la reazione delle vittime e dei loro parenti, le sentenze più o meno condivise dei giudici. In queste pagine quella umanità assume il volto di persone, storie individuali, percorsi di vita che si intrecciano con la vita di chi le racconta: una giudice del Tribunale dei minorenni di Roma, Maria Teresa Spagnoletti, che per decenni ha incontrato nelle aule di giustizia e nelle carceri minorili centinaia di questi ragazzi invisibili ai nostri occhi. Ce li racconta con un linguaggio asciutto, talvolta duro come le loro vite, profondo ma mai con un cedimento alla retorica o alle banalità del senso comune. È un magistrato che giudica i fatti commessi, non le persone, ed anzi non si rassegna, data la loro giovane età, alla ineluttabilità di un destino che per molti di loro appare a prima vista già segnato ed immodificabile. Per questo, nel suo lavoro, ascolta, scommette sulla fiducia, su quanto una buona esperienza scolastica, un impegno nel volontariato e il lavoro solidale di tanti operatori possano accendere nuovi interessi e visioni della vita. Crede in loro anche quando chiunque al suo posto avrebbe molti dubbi; ma non si arrende neanche di fronte agli insuccessi, che ci racconta con realismo, passione, mai rassegnazione. Un libro che è testimonianza di un impegno e di una cultura che non cede al pregiudizio sociale e alla deriva autoritaria che affiora nelle pieghe della società. Prefazione di Don Gino Rigoldi e Luigi Berlinguer.

Decollati. Storie di ghigliottinati...

Mugno Salvatore
Navarra Editore 2019

Non disponibile

12,00 €
Necessario complemento delle "storie" dei ghigliottinati, le sentenze qui raccolte costituiscono un dossier raro con cui le vicende dei "giudicabili" si coniugano con i più ampi contesti ed eventi culturali e storici in cui esse si calano. Scovate dall'autore, con straordinaria pertinacia, in lunghi anni di ricerche, tra migliaia di analoghi atti giudiziari, spesso di ardua decrittazione e trascrizione, presso gli Archivi di Stato di Trapani e di Palermo, esse costituiscono lo sfondo "scientifico" entro cui è maturato il suo lavoro saggistico e narrativo. Tali documenti, ricchi di informazioni sotto vari profili - giuridico, sociologico, linguistico, medico-legale - sono materia degna di preservazione e, soprattutto, di ulteriore studio. Il volume contiene anche una "descrizione tecnica" della ghigliottina che consente di conoscerne ogni dettaglio della fattura e del funzionamento.

Contro la tortura. Trent'anni di...

Marchesi Antonio
Infinito Edizioni 2019

Non disponibile

14,00 €
Sono passati trent'anni da quando l'Italia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Durante questi tre decenni la tortura è stata negata, i fatti e le responsabilità occultati, la nozione stessa di tortura rimossa. L'impunità per fatti di tortura è dovuta in larga parte agli effetti della mancata introduzione del reato specifico nel nostro codice penale. Ora quel reato c'è, ma la sua definizione è formulata in termini restrittivi e oscuri, al punto da suscitare dubbi sulla sua effettiva idoneità a comprendere il fenomeno della tortura nella sua dimensione attuale. Questo libro racconta vicende di tortura che, in un modo o nell'altro, negli ultimi tre decenni hanno coinvolto l'Italia e le sue istituzioni politiche e giudiziarie: da quella del "tipografo delle Br", condannato per calunnia per avere denunciato le torture subìte, a quella del cappellano militare che non sarà estradato in Argentina; dai fatti della Somalia a quelli di Genova; dalla extraordinary rendition di Abu Omar in Egitto ai respingimenti verso la Libia; fino alla storia della ricerca di verità e giustizia per Giulio Regeni. Prefazione di Riccardo Noury, introduzione di Mauro Palma.

Le torture in Sicilia al tempo dei...

Raffaele Giovanni
I Buoni Cugini 2019

Non disponibile

11,00 €
Il governo borbonico in Sicilia negò sempre di usare la tortura nelle carceri e soprattutto di usarla sui prigionieri politici, ma Giovanni Raffaele dal 1850 al 1860, tramite delle corrispondenze alla stampa inglese, ne denunziò l'utilizzo sistematico anche mediante la raffinata costruzione di appositi strumenti come la cuffia del silenzio, la muffola, lo strumento angelico. Le sue corrispondenze, riportate in questo volume sono anche uno spaccato dell'obbrobriosa giustizia borbonica e trattano nello specifico anche dei processi farsa, con relativa fucilazione, del barone Francesco Bentivegna di Corleone e del patriota Salvatore Spinuzza di Cefalù, oltre alle torture applicate su i patrioti della provincia di Palermo: Giuseppe Maggio, Giuseppe Lo Re, Salvatore Bevilacqua, Vincenzo Sapienza, Santi Cefalù e sua figlia, Salvatore Maranto e Antonio Spinuzza, tutti eroi finiti nell'ingiustificato dimenticatoio della collettività.

Il diritto alla speranza....

Dolcini Emilio
Giappichelli 2019

Non disponibile

48,00 €
Se il fine della pena è la risocializzazione del reo, la reclusione in carcere non può essere senza fine: ecco perché, da sempre, l'ergastolo è e resta un nodo giuridico da dibattere e da sciogliere. Il presente volume intende farlo, nella condivisa prospettiva di un suo definitivo superamento. La Sezione I della Parte Prima ospita i contributi più rilevanti che, nel tempo, gli autori hanno dedicato al tema, restituendo così un quadro d'insieme delle vicende ordinamentali della pena perpetua, considerata in tutte le sue tipologie. La Sezione II della Parte Prima riproduce due amici curiae, presentati a Strasburgo nel caso Viola v. Italia n. 2, decidendo il quale la Corte europea dei diritti umani si è pronunciata - per la prima volta - sull'ergastolo ostativo. E lo ha dichiarato in violazione dell'art. 3 della Convenzione, quindi, della dignità umana, la quale, secondo le puntuali parole della Corte, situata al centro del sistema creato dalla Convenzione, impedisce di privare una persona della sua libertà, senza operare al tempo stesso per il suo reinserimento. L'intera Parte Seconda, invece, offre una silloge delle sentenze più rilevanti riguardanti il regime giuridico della pena perpetua, pronunciate dalla Corte di Cassazione, dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti umani (tra le quali la recentissima Viola v. Italia n. 2, qui tradotta in lingua italiana). Vista nel suo insieme, si tratta di una giurisprudenza che, dal 1956 ad oggi, ha sferrato duri colpi alla perpetuità dell'ergastolo, senza tuttavia colpirlo in modo definitivo. Anche per questo, la Sezione II della Parte Seconda ospita tre atti di promovimento alla Consulta con i quali è stata posta, ed è ora riproposta, la questione di costituzionalità sulla variante del carcere a vita che più delle altre nega la speranza, l'ergastolo ostativo. Altro non è il diritto alla speranza, se non la presa d'atto che, dietro a qualsiasi perpetuità e a qualsiasi automatismo, esiste una persona, che - per la Costituzione - non è mai persa per sempre. Prefazione di Mauro Palma.

Libero di rinascere. Dall'attentato...

Preiti Luigi
Compagnia Editoriale Aliberti

Non disponibile

18,00 €
Roma - Palazzo Montecitorio, 28 aprile 2013. È una domenica mattina come tante, la capitale pullula di turisti curiosi e il sole è caldo. Gino impugna la sua calibro 7,65 e spara, spara all'impazzata, spara un'infinità di colpi, spara senza guardare. All'improvviso è il caos: gente che grida, corre, e le sirene assordanti. Gino ora si ritrova con la faccia a terra, immobilizzato da decine di agenti. La sua vita, d'ora in poi, cambierà per sempre. Luigi Preiti (Gino) si trova oggi nel carcere di Rebibbia. Traccia con parole semplici il ricordo particolareggiato e nitido dei fatti comuni e drammatici che hanno segnato la sua vita. Racconta di come è scivolato nel dramma della depressione, ai tempi della crisi del 2008, e dell'angoscia e della rabbia che lo inducono a mettere a punto quella sparatoria, un gesto plateale e dimostrativo. È tutta colpa dei politici, ripete, colpa loro se c'è la crisi e gli italiani si ammazzano. Credeva di andare a morire Gino, quella domenica, era convinto lo avrebbero fatto fuori. E invece va diversamente. L'arresto, il ricovero, le minacce, la massima sicurezza, i processi, la condanna. Ma soprattutto la consapevolezza, un nuovo inizio.

Chi trase a Montefusco

Dente Emilia
Youcanprint 2019

Non disponibile

6,50 €
La storia dell'antico Carcere di Montefusco, dai secoli delle torture alla chiusura nel 1922, raccontata attraverso le voci e le lettere dei protagonisti che attraversano il tempo in una narrazione.

Una stagione nell'inferno di...

Occhionero Francesca Maria
Aracne 2019

Non disponibile

16,00 €
"Il volume, attraverso una sorta di monologo interiore, racconta un fatto realmente accaduto. Nelle intenzioni non fu scritto per essere dato alle stampe, ma per aiutarmi a sopravvivere, per darmi la forza di svincolarmi da quell'ambiente terribile che è il carcere, un posto che mi era completamente estraneo sino alla fatidica data del 9 gennaio 2017. Quella del carcere è un'esperienza che non auguro a nessuno, che, se sei fortunato, non ti lascia nessun segno esteriore, ma una profonda cicatrice per ricordarti lungo tutta la vita che quel passato è esistito davvero. Io nell'inferno di Rebibbia ho passato ben nove mesi, e tuttora non mi spiego come sia sopravvissuta alle malattie, alle liti, alle botte e alla depressione; quello che so con certezza è che per il caso EyePyramid, in cui sono rimasta coinvolta, non si è trattato di un errore giudiziario ma di un complesso disegno progettato molto tempo prima e che ha visto coinvolti più soggetti, da esponenti di primo piano delle forze dell'ordine a quelli della magistratura, fino, forse, a soggetti appartenenti ai servizi di sicurezza della Repubblica. Questo non vuole essere solo un libro sulla sofferenza e sugli accadimenti, ma anche un libro di denuncia contro uno strumento, quello della carcerazione, fin troppo abusato in Italia, le cui misure restrittive sulla libertà personale dovrebbero essere applicate solo laddove strettamente necessarie e vengono invece utilizzate quale mezzo di coercizione per ottenere prove (o presunte tali), confessioni e patteggiamenti. Vorrei che ciò che è successo a me e a mio fratello Giulio non capitasse mai più a nessun altro, ma so che questa è una mera utopia." (L'autrice)

Uomo del silenzio. Diario di prigione

Labañino Salazar Ramón
Edizioni Efesto 2019

Non disponibile

18,00 €
"Uomo del silenzio. Diario di prigione" di Ramón Labañino Salazar, è un libro che scuote. Come descrive Ramón, sopravvivere alle condizioni delle prigioni negli Stati Uniti fu un esperienza molto difficile: «per noi era molto importante imparare a convivere per arrivare al giorno successivo, e era tanto importante perché ce lo eravamo proposto fermamente, dovevamo uscire migliori di come eravamo entrati, e questo, anche se non lo sembra, è una sfida». Ramón descrive la convivenza con altri prigionieri, il traffico di droga, la violenza, gli assassini, il "buco", la tubercolosi e le altre malattie infettive contagiose, le liti, la mafia e altri fenomeni tipici delle prigioni. In questa situazione, che durò quasi sedici anni, la famiglia, la solidarietà, la patria e Fidel furono per Ramón - Luis Medina era il suo pseudonimo - le molle principali per resistere e vincere.

Storia della legislazione e del...

Cirone Rosa
Helicon 2019

Non disponibile

20,00 €
(...) Con il trascorrere del tempo si è sempre più capito che "il penitenziario accoglie l'uomo, il delitto resta alla porta". Solo riconoscendo tale verità, al carcere spettro e specchio di una società in disgregazione, potrà contrapporsi un'istituzione capace di collaborare in modo concreto al ripristino di quei valori fondamentali che il consorzio umano riconosce da sempre come propri, nel pieno rispetto delle leggi che regolano uno stato civile.

Carcere e capitale: il ruolo del...

Biondi Francesco
Youcanprint 2019

Non disponibile

10,00 €
L'azione punitiva su quali presupposti fonda le sue ragioni? Se il potere crea diritto, è esso stesso un presupposto dell'azione punitiva? Perché punire attraverso un sistema segregativo? Da queste domande nasce l'idea di ricostruire sotto la prospettiva del politico e dell'economico il percorso che ha condotto il carcere a imporsi quale istituzione segregativa per eccellenza. Il tentativo è dunque quello di proporre una lettura critica alla "costruzione delle istituzioni", al loro essere non solo lo strumento di garanzia per il mantenimento della "pace sociale" ma anche consapevoli emanazioni del sistema produttivo capitalista.

Punire. Una passione contemporanea

Fassin Didier
Feltrinelli 2018

Non disponibile

19,00 €
Negli ultimi decenni le nostre società sono diventate più repressive, le leggi più severe, i giudici più rigidi, e questo senza che ci sia alcun legame diretto con la criminalità. Didier Fassin si sforza di cogliere, con un'analisi genealogica ed etnografica, la posta in gioco di questo momento punitivo. Per farlo, è necessario aggiornare quello che sappiamo sulla stessa "strana pratica, e la singolare pretesa, di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni" di cui parlava Foucault. Quella nuova tecnologia chiamata punizione. Che cosa c'è da punire? Perché abbiamo bisogno di imporre punizioni? E contro chi? Queste tre domande disegnano il campo di un dialogo critico tra la filosofia morale e le teorie del diritto. Con un'indagine sulle diverse configurazioni della punizione nella storia e nelle nazioni, Fassin mostra che non sempre il crimine è stato disciplinato da sofferenze inflitte per legge e che non necessariamente la punizione appartiene a logiche razionali, usate per legittimarla. Per di più, l'inasprimento delle pene e la disuguaglianza nella loro distribuzione rendono la società meno sicura e meno giusta. Quello di Fassin è un saggio attualissimo in tempi di trionfo del populismo, perché offre gli strumenti per una revisione delle premesse che alimentano la passione punitiva e invita a ripensare la sua collocazione nel mondo contemporaneo.

Il male dell'ergastolano. Ovvero il...

Mele Annino
Sensibili alle Foglie 2018

Non disponibile

12,00 €
L'ergastolo è sentito da chi lo sconta come una condanna a morte, perciò l'uscita dal carcere resta un miraggio durante i lunghi anni di detenzione. Ma quando, per la decisione discrezionale di un giudice, si muovono i primi passi fuori dalle mura, ci si accorge subito che niente è come lo si era immaginato o desiderato. Anche una cosa di poco conto, una delusione, una promessa disattesa, può evocare l'ombra della morte. Ci si affaccia a un mondo che non si conosce più e da cui non si è riconosciuti. Elaborare questo passaggio diventa allora indispensabile per non perdersi. Da qui l'urgenza di raccontare le esperienze, proprie e di altri, per mettere a fuoco quel momento delicatissimo in cui il detenuto si trova rigettato nel mondo senza alcuna preparazione per ciò? che lo attende. La corazza che lo aveva protetto per molti anni può allora incrinarsi. E la soglia del passaggio dal carcere all'esterno può? rivelarsi un momento di dolore.

Tempo rubato

Jacobs Sunny
Neos Edizioni 2018

Non disponibile

23,00 €
Un'autobiografia che basta da sola a convincere chiunque che la pena di morte è una sentenza che non deve più essere pronunciata, in nessun Paese del mondo.

Violenza sessuale. Diniego e...

Rossi-Renier Matteo
Alpes Italia 2016

Non disponibile

12,00 €
Molti aggressori sessuali, anche di fronte a evidenze probatorie, si ostinano a negare di avere commesso il fatto o comunque a minimizzarne la gravità. Questo fenomeno - il diniego e la minimizzazione nei sex offenders - è problematico rispetto alla presa in carico trattamentale. Poiché è ormai comprovato che immettere il sex offender in un percorso terapeutico già all'interno del carcere è utile per prevenire la recidiva, si pone il problema di come agire nei confronti dei deneganti: ammetterli o no? Per scegliere in tal senso, è necessario comprendere a fondo natura e funzione di diniego e minimizzazione. Gli autori, dopo aver esaminato diversi modelli teorici del fenomeno e varie esperienze di presa in carico dei sex offenders in carcere, giungono alla conclusione che inserire nei percorsi terapeutici anche i deneganti sia una scelta di successo. Non risulta dunque opportuno usare il diniego come fattore discriminante e non appare necessario, ai fini della riuscita del trattamento, che l'aggressore sessuale sia passato dal diniego all'ammissione.

Liberi dall'ergastolo. Porta un...

Valentino Nicola
Sensibili alle Foglie 2016

Non disponibile

16,00 €
Questo libro racconta l'esperienza che un gruppo, sempre rinnovato, di viaggiatori e viaggiatrici compie ogni anno dal 2011, recandosi al cimitero degli ergastolani del carcere di Santo Stefano (Ventotene) dismesso dal 1965. Un luogo simbolico che consente di vedere ciò che l'ergastolo, ancora oggi, sentenzia: la condanna di una persona a morire in carcere. Il progetto si intitola "porta un fiore per l'abolizione dell'ergastolo" e il viaggio si svolge in modo ricorrente nel mese di giugno in relazione con la giornata mondiale dell'ONU contro la tortura nel mondo. Liberi dall'ergastolo costituisce una iniziativa che il gruppo ha promosso sollecitando, attraverso l'adozione di un logo, singole persone, gruppi, associazioni, enti a dichiararsi liberi dall'ergastolo e indisponibili a condividere la permanenza nel mondo di questa pena. Il libro si conclude con alcune considerazioni del curatore sui dispositivi dell'ergastolo contemporaneo come pena capitale al pari della pena di morte: se con la pena di morte lo Stato toglie la vita ad una persona, con l'ergastolo se la prende.

Dei delitti e delle pene 2.0

Meluzzi Alessandro
Eurilink 2016

Non disponibile

20,00 €
Cesare Beccaria pubblicava il suo libro più famoso nel lontano 1764. "Dei delitti e delle pene" è stato scritto oltre due secoli fa e alcune cose sono cambiate. Alcuni delitti sono rimasti gli stessi, altri sono mutati insieme alla società. Ecco perché vogliamo riproporre un saggio con lo stesso titolo con l'aggiunta di 2.0. Scrivendo il manuale, ci siamo resi conto però che l'eredità beccariana non è mutata nel tempo: "perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev'essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti, dettata dalle leggi". Dicevamo che alcuni delitti sono rimasti gli stessi, come la violenza contro le donne o l'abuso di minore, ma sono cambiati gli approcci giuridici nei loro confronti. Tuttavia, non si può pensare che il carcere sia l'unica istituzione che si occupa dei carnefici. Al di là della psichiatria e della psicopatologia forense, servono nuovi metodi per riabilitare i colpevoli, anche quelli che vengono considerati convenzionalmente esclusi da una possibile e funzionale riabilitazione, come i tossicodipendenti, i femminicidi e i pedofili. Insomma, "Dei delitti e delle pene 2.0" propone una disanima dei crimini attuali e avanza una proposta concreta per l'alternativa al carcere, che è oggi l'ultima istituzione totale.

Io non avevo l'avvocato. Una storia...

Rossetti Mario
Mondadori 2015

Non disponibile

18,00 €
"Guardia di finanza, apra subito." Sono le cinque del mattino del 23 febbraio 2010, l'alba di una delle tante giornate di lavoro di un professionista milanese, quando il suono del citofono interrompe bruscamente i suoi ultimi momenti di riposo. L'incredulità, le febbrili perquisizioni, una gigantesca ordinanza di custodia cautelare, il trasferimento in caserma e poi in carcere. Inizia così la vicenda kafkiana di Mario Rossetti, raccontata in prima persona dal protagonista, ex direttore finanziario di Fastweb, coinvolto nell'inchiesta Fastweb-Telecom Italia Sparkle su una maxifrode da due miliardi di euro. Intanto incomincia l'odissea carceraria, tra San Vittore e Rebibbia, le asprezze del penitenziario, temperate dalla solidarietà dei compagni di cella, i "concellini". Una "terra di nessuno", con le tante assurdità che ne scandiscono le giornate, come le celle da sei adattate a nove persone, gli innumerevoli ostacoli per ottenere qualsiasi cosa, anche un colloquio. Quattro mesi di carcere tra Milano e Roma, gli arresti domiciliari, tre anni di processo, 147 udienze, il sequestro di ogni bene, persino dei ricordi più cari. Si arriva così alla sentenza di primo grado del 17 ottobre 2013, che, riconoscendo la totale estraneità ai reati contestati, mette fine all'incubo. Un'ingiustizia di cui nessuno risponderà e che per Rossetti non è semplicemente figlia di un terribile errore ma è la conseguenza delle tante anomalie del nostro sistema giudiziario. Prefazione di Massimo Mucchetti.

La pericolosità sociale. Vecchie...

Caputo Alice
Aracne 2015

Non disponibile

10,00 €
La legge n. 81 del 2014 porta gradualmente a compimento il processo di superamento delle misure di sicurezza detentive dell'OPG e della CCC previste per i soggetti non imputabili o semi imputabili e socialmente pericolosi e, allo stesso tempo, riapre l'ann

Il potere che uccide. La pena di...

Ortner Helmut
EGA-Edizioni Gruppo Abele 2015

Non disponibile

16,00 €
"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinano un pubblico assassinio" (Cesare Beccaria). Eppure la pena di morte esiste ancora oggi, 250 anni dopo quel limpido giudizio. E continuano a intrecciarsi le domande. Come è cambiato nel corso dei secoli l'esercizio della pena capitale? Per quali ragioni la morte "giusta" è ancora diffusa in molti Paesi? Quali conseguenze - anche psicologiche e sottese alla spettacolarizzazione pubblica della morte - ha il potere di uccidere nel rapporto tra Stato e cittadini? È possibile abbandonare definitivamente la cultura della vendetta e promuovere una società pienamente civile?

La pena di morte nel mondo....

Nessuno tocchi Caino
Reality Book 2015

Non disponibile

18,00 €
Il Rapporto 2015 di Nessuno tocchi Caino, curato da Elisabetta Zamparutti, giunto alla sua 15ma edizione, fotografa i fatti più importanti relativi alla pena di morte avvenuti nel mondo nel corso del 2014 e nei primi sei mesi del 2015. Si conferma l'evoluz