Previsioni economiche

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Immortali. Economia per nuovi highlander

Palmarini Nicola
EGEA - 2019

Disponibilità Immediata

21,00 €
Perché Gillette ha deciso di lanciare un rasoio per gli uomini che non si possono radere da soli? E come mai Allure ha scelto di bandire la parola «anti-age» dal proprio magazine rischiando di perdere gli investitori pubblicitari del settore beauty? A chi ammiccano le nuove sfarzose residenze nel centro della City londinese, dotate di servizi sanitari da far invidia alle migliori cliniche del pianeta? Qual è l'età media del più numeroso cluster di clienti Apple? E dei clienti di Tesla? Sono forse i primi, isolati, segnali che qualcosa sta succedendo al concetto di vecchiaia per come l'abbiamo da sempre interpretato e narrato? E, se così è, quali conseguenze ha tutto questo sul sistema economico e finanziario globale? Di fronte a noi si apre uno scenario in cui i consumatori avranno desideri da realizzare (e una capacità di spesa) che non avremmo mai pensato di associare agli over 70 e che forse, come una nascente industria nata dalla fusione di life science e tecnologia lascia intuire, potrebbero esistere in eterno. Solo pochi brand iniziano timidamente a mostrare il loro interesse per questo target ricco ma lo fanno mascherandolo, perché temono di danneggiare la propria immagine, fermamente convinti di doversi mantenere «freschi» e quindi connessi ai giovani. E quelli che nel passato hanno creato prodotti ad hoc sono caduti nella trappola degli stereotipi, dell'analisi dei bisogni anziché dei desideri, accecati da una narrativa centrata sulla patologia e la sua cura anziché, per esempio, sul piacere e la sua soddisfazione. Come se si trattasse di scommettere su un futuro il cui rendimento è tutto da dimostrare invece che su una miniera d'oro a cielo aperto che non chiede altro di essere esplorata.

Reinventare capitalismo nell'era dei big data

Mayer-Schönberger Viktor; Ramge Thomas
EGEA - 2018

Disponibilità Immediata

24,00 €
Il capitalismo sta morendo. I profitti crescono mentre la disuguaglianza aumenta e l'innovazione rallenta. Qualcosa deve succedere. La fusione tra big data e intelligenza artificiale porterà, secondo gli Autori, a un nuovo tipo di capitalismo: quello fondato sui dati. Nel corso dell'ultimo secolo la storia del capitalismo è stata la storia di un mercato dominato da denaro e imprese. Usiamo il prezzo per valutare i beni e la cifra che siamo disposti a pagare indica fino a che punto riteniamo valido un prodotto. Le imprese, dal canto loro, coordinano attività complesse, come la produzione di massa delle automobili, controllando il flusso delle informazioni e centralizzando il processo decisionale, e garantendo al tempo stesso un livello di occupazione stabile. Ma il capitalismo dei dati è un'altra cosa: i dati che noi generiamo su noi stessi e quelli che le imprese generano relativamente ai loro prodotti permettono ad appositi algoritmi di collegare acquirenti e venditori in modo molto più efficiente rispetto ai mercati basati sul sistema dei prezzi. Queste stesse forze rendono superfluo il controllo rigido delle informazioni, consentendo a gruppi di persone di dimensioni sempre più ridotte di coordinarsi efficacemente senza dover ricorrere a un'infrastruttura elaborata. In definitiva, le grandi imprese centralizzate potrebbero ridursi a nulla più che un individuo e il suo computer. Un capitalismo incentrato sui dati potrebbe significare un'economia più sostenibile e più equa, ma la fine dell'impresa - e, con essa, la fine del lavoro stabile - comporta anche grossi rischi. "Reinventare il capitalismo nell'era dei big data" ci spiega come il cambiamento tecnologico in corso stia uccidendo il capitalismo che siamo abituati a conoscere e che cosa lo rimpiazzerà.

La classe compiaciuta. Come abbiamo smesso di...

Cowen Tyler
Luiss University Press - 2018

Disponibilità Immediata

22,00 €
Progresso e innovazione sono parole care a molti, immancabili nei piani industriali e onnipresenti nelle dichiarazioni dei politici. Ci siamo talmente abituati all'idea di cambiamento da ritenerla indelebilmente iscritta nel DNA delle civiltà occidentali, e da pensare a noi stessi come a una società in perenne movimento. Eppure, a prestare maggiore attenzione, le cose non sembrano stare proprio così: se pure, spesso, ci lamentiamo del fatto che crescita economica e benessere non ci hanno in fondo portato proprio tutti i benefici che ci aspettavamo, siamo in realtà così soddisfatti di quanto abbiamo ottenuto da non accorgerci che, di fatto, lavoriamo alacremente per evitare il cambiamento. Secondo Tyler Cowen, economista alla George Mason University e autore di "Marginal revolution", uno dei blog più letti al mondo, mentre nei primi cinquant'anni del Ventesimo secolo ogni area della vita è radicalmente cambiata in meglio, nel periodo successivo ci siamo limitati a conservare quanto ottenuto, favorendo una "cultura del matching" che ci ha dato il facile appagamento dell'incontrare sempre il proprio simile, ma che sta in realtà lavorando per distruggere tutto ciò che abbiamo creato. Atto d'accusa, indagine sociale e studio economico, La classe compiaciuta è l'opera più lucida di un pensatore tanto irriverente quanto acuto, che punta il dito verso la pancia piena dell'America e dell'Occidente, e ci mette davanti a una inquietante verità: chi non accetta più le sfide e si illude di poter eliminare qualsiasi rischio dalla propria esistenza è destinato a una rapida rovina.

Intervista sulla Cina. Come convivere con la...

Marazzi M. (cur.); Ciarrocca L. (cur.)
Gangemi - 2018

Disponibilità Immediata

16,00 €
Il ruolo di Roma nell'aggressiva strategia commerciale cinese. L'Italia si trova al centro di profondi cambiamenti economici e politici. Geopolitica ed economia influenzano il nostro futuro, nella dialettica competitiva che vede protagoniste i blocchi del potere globale: Stati Uniti, Unione Europea e Cina. L'espansione del capital/comunismo di Pechino in aree geografiche ed industrie tradizionalmente presidiate da aziende italiane ed in generale europee è un rischio oppure un'opportunità di crescita economica, a seconda della strategia scelta. Il progetto "Belt and Road Initiative", conosciuto anche come "nuove vie della seta", avrà come effetto un potenziamento degli scambi commerciali e di investimenti che coinvolgerà non solo l'Europa e l'Italia, ma anche il Medio Oriente, la Russia e l'Asia Centrale. I grandi cambiamenti in atto, accelerati e sistemici, possono rimettere in discussione le tendenze più recenti di politica estera e commerciale italiana ed europea. È urgente riconsiderare in toto le relazioni tra Roma e l'Oriente, sia al livello di governo e parlamento, che delle aziende del "made in Italy" che daranno lavoro alle nuove generazioni. Luca Ciarrocca (ex corrispondente del Giornale, ANSA e L'Espresso da New York, autore di "I padroni del mondo", Chiarelettere, Founder e CEO di Wall Street Italia) intervista Marco Marazzi, presidente e fondatore del think tank Easternational, partner di Baker Mckenzie, quasi 25 anni di esperienza in Oriente, già vice presidente Camera Commercio Europea in Cina a Shanghai.

Lupi e agnelli. Società capitaliste e vie d'uscita

Vigliarolo Francesco
Jaca Book - 2017

Disponibilità Immediata

14,00 €
Capitalismo vs democrazia. Una battaglia che si combatte prima di tutto dentro ognuno di noi. Se la libertà individuale è un valore assoluto, altrettanto lo è la costruzione di un'identità sociale centrata su valori comuni nei quali tutti devono poter «essere» per autodeterminarsi. Ma fino a quando l'interesse individuale teso all'accumulazione illimitata prevarrà sui valori comuni le democrazie saranno fortemente a rischio. E in tale prospettiva che questo libro affronta la forte tensione esistente nelle società capitaliste animate da una competizione estrema e guidate da una logica razionale positivista, come una lotta tra lupi e agnelli. In tale scenario vengono individuate anche delle vie d'uscita, come un approccio fenomenologico all'economia per uscire dal positivismo economico, dove la relazione con la materialità è un concetto, un'idea, una funzione potenziale del nostro essere che si iscrive nella coscienza e definisce «la domanda di diritti umani e sociali». Per queste ragioni afferma che solo un cambio dell"«io» che si apre al mondo e costruisce il «noi», come flusso di coscienza comune, potrà permetterci di superare le società capitaliste che hanno ormai perduto ogni capacità di portare avanti una costruzione comunitaria.

Il costo della corruzione e dell'evasione...

Baldassarri M. (cur.)
Rubbettino - 2016

Disponibilità Immediata

14,00 €
Questo è il secondo volume della Collana Centro Studi Economia Reale diretta da Mario Baldassarri. Nella prima parte di Analisi viene presentata una stima del Costo della Corruzione e dell'Evasione fiscale, ottenuta come differenza tra l'andamento storico dell'economia italiana dal 2002 al 2014 e quello che si sarebbe realizzato qualora si fossero adottati a inizio decennio tagli di sprechi, malversazioni e ruberie su specifiche voci di spesa pubblica corrente e si fosse fatta una concreta lotta all'evasione tale da recuperare almeno dieci miliardi all'anno. Se quelle risorse fossero state utilizzate per sostenere la crescita e l'occupazione, l'Italia avrebbe avuto a fine 2014 un livello reale di Pil maggiore di circa 240 miliardi, 140 miliardi dovuti alla corruzione e 100 miliardi all'evasione fiscale. Su queste cause "interne", si sono poi aggiunti gli effetti "masochistici" del super euro che ci ha fatto perdere un altro 10% di Pil. Di conseguenza, il raddoppio della disoccupazione non si sarebbe verificato e l'economia italiana avrebbe di fatto rispettato tutti i parametri europei, compreso il famigerato Fiscal Compact e non avrebbe corso alcun rischio di crisi da debito sovrano. Nella seconda parte di Previsioni si nota che nel 2015 l'economia italiana mostra una ripresa della crescita al +0,6%. Tale ripresa però appare molto fragile e dovrebbe consolidarsi attorno ad un modesto 1% negli anni successivi.

Il dragone rampante. 182 voci del potere cinese

De Filippo Francesco
Castelvecchi - 2016

Disponibilità Immediata

13,50 €
Le Borse occidentali crollano e le economie non si risollevano, ma il mondo si sorprende perché la Cina è cresciuta nel 2015 "solo" del 6,9%. Pechino conquista il mondo: il progetto commerciale planetario Silk Road - terrestre e marittima - non ha precedenti nella storia; per realizzarlo finanzia con centinaia di miliardi di dollari infrastrutture in Africa, America Latina e Asia. Intanto, la Cina acquista: gli studios Usa Legendary (produttori di Batman e Jurassic Park) per 3,5 miliardi dollari e la compagnia petrolifera Nexen per 15,1 mld; i diritti Tv della serie A del calcio italiano, il debito pubblico Usa (primo detentore con 1,261 mld) e la Pirelli. E in attesa della ratifica a "economia di mercato", che brucerebbe 3,5 milioni di posti di lavoro solo in Europa, fonda la Aiib, versione asiatica della Banca Mondiale.

Prevedere per decidere. Dalle leggi di Belmus...

Galleri Marco
Diogene Multimedia - 2016

Disponibilità Immediata

35,00 €
Prevedere il futuro è fuori dalla portata umana, eppure ci tocca farlo tutti i giorni. Nelle organizzazioni gli sforzi più importanti riguardano la strategia e le innovazioni, nelle aziende anche le vendite. Tra il rischio e l'incertezza ci sono di mezzo le probabilità. Un metodo razionale, alcuni semplici ma preziosi strumenti e molta pazienza favoriscono l'efficacia delle previsioni; si devono però evitare diverse insidiose trappole percettive, emotive e cognitive. Questo è un saggio multidisciplinare: va dalla filosofia alla tecnica e viceversa, con escursioni in diverse materie. Presenta dieci semplici formule e una settantina tra tabelle e figure per descrivere una cinquantina di strumenti pratici, alla portata di tutti.

Un piano per l'Europa. Sviluppo stostenibile e...

Majocchi Alberto
Il Mulino - 2015

Disponibilità Immediata

17,00 €
L'Europa non è ancora uscita dalla crisi e le prospettive di crescita restano modeste. Dopo le elezioni europee del maggio 2014 è emersa prepotente la necessità di andare oltre il consolidamento fiscale e di avviare un piano di sviluppo, anche per ricreare

Gli economisti: indovini o scienziati? Come e...

Fini Roberto
Hoepli - 2015

Disponibilità Immediata

11,90 €
Gli economisti, soprattutto negli ultimi tempi, non godono buona fama: li si accusa di non aver previsto la crisi iniziata nel 2007 e di non riuscire a proporre soluzioni adeguate per uscirne. Per alcuni aspetti questo giudizio è condivisibile. Ma è anche

La media non conta più. Ipermeritocrazia e...

Cowen Tyler
Università Bocconi Editore - 2015

Disponibilità Immediata

27,00 €
Dopo "The Great Stagnation" Tyler Cowen prosegue la sua riflessione sulle disuguaglianze e sul futuro del lavoro, disegnando scenari prossimi venturi con cui inevitabilmente confrontarsi. Oggi ci sono sempre più persone ricche e sempre più persone povere, con un gap che si va allargando mentre si assottiglia sempre più la fascia media. Calcoliamo ancora indicatori come reddito e consumo medio pro capite, tasso medio di alfabetizzazione, numero medio di laureati ecc. Ma tutte queste medie hanno perso significato. Ciò che conta non è più la media, ma dove ci si colloca. Le disuguaglianze sono ormai generate dall'ipermeritocrazia: chi dispone di mezzi e capacità di adattarsi ai cambiamenti imposti dalla rivoluzione tecnologica si arricchisce, mentre tutti gli altri, i poveri e la classe media, restano indietro. Che fare? Seguire la cosiddetta opzione Donner, campione di scacchi cui fu chiesto quale strategia seguire in una partita contro un computer, che rispose: "porterei un martello"? Saggio introduttivo di Francesco Daveri.

La nuova partita dell'innovazione. Il futuro...

Varaldo Riccardo
Il Mulino - 2014

Disponibilità Immediata

22,00 €
L'effetto di discontinuità impresso dalla grande crisi sulle istituzioni, sulla società, sull'economia e sui mercati è tale per cui solo i paesi e le imprese capaci di reinventarsi innovando sono in grado di sfruttare la crisi come leva di cambiamento politico-culturale e per un reset del modello di sviluppo dell'economia reale e del sistema delle imprese. Questo significa implementare riforme e politiche che creino fiducia nel futuro ed attivino il potenziale di energie, talenti ed eccellenze di cui l'Italia è ricca. Occorre uno sforzo collettivo di costruzione di un ambiente istituzionale e socio-economico adatto per un "nuovo capitalismo imprenditoriale", capace di sfruttare le opportunità dell'era della conoscenza e della globalizzazione, facendo leva sulle grandi e medie imprese internazionalizzate.

Sette anni di vacche sobrie. Come sarà l'Italia...

Magnani Marco
UTET - 2014

Disponibilità Immediata

14,00 €
Fino al 2020 non saranno anni di vacche grasse, forse in nessun angolo dell'Occidente. Per l'Italia potrebbero essere ancora anni di vacche magre, come quelli finora trascorsi dalla bolla dei mutui subprime. Possiamo evitarlo? Possiamo finalmente invertire la tendenza e iniziare un nuovo ciclo di crescita? Sì, possiamo farlo, assicura Marco Magnani. Ma non succederà per caso o per fortuna. L'Italia di fine decennio sarà in gran parte il risultato delle decisioni di oggi, delle sfide che saremo capaci di affrontare: far ripartire la mobilità sociale e restituire la fiducia nel futuro ai giovani, promuovendo il merito fin dai primi cicli scolastici; rilanciare lo sviluppo locale, attraverso le eccellenze territoriali produttive e della conoscenza; valorizzare la cultura dell'innovazione e la creatività imprenditoriale; investire finalmente in ricerca, anche creando le condizioni per attrarre in Italia quella "delocalizzata" delle multinazionali; coltivare il "giacimento petrolifero" rappresentato da arte, ambiente e cultura. Non basta valorizzare e riqualificare il turismo, dobbiamo creare "nuovi mestieri" e sperimentare nuove tecnologie, favorire l'integrazione culturale e valorizzare la diversità, per cogliere le opportunità che si offrono a un paese divenuto multietnico e l'importanza del Pil generato dagli immigrati (molti dei quali sono oggi piccoli imprenditori)... Con e-book scaricabile fino al 30-06-2014.

Crescita qualitativa. Per un'economia...

Capra Fritjof; Henderson Hazel
Aboca Edizioni - 2013

Disponibilità Immediata

7,00 €
In questo secondo decennio del nuovo secolo, sta diventando sempre più evidente che i problemi cruciali del nostro tempo, energia, ambiente, cambiamento climatico, sicurezza alimentare, sicurezza finanziaria, non possono essere studiati e capiti separatamente, in quanto sono problemi sistemici, vale a dire sono tutti interconnessi e interdipendenti. Il dilemma fondamentale che sottende i problemi principali della nostra epoca sembra essere l'illusione che su un pianeta limitato sia possibile una crescita illimitata. Questa fiducia irrazionale in una perenne crescita economica è indicativa di uno scontro fondamentale fra un pensiero lineare e i pattern non lineari della nostra biosfera, i sistemi e i cicli ecologici che costituiscono la trama della vita. La rete globale altamente non lineare della nostra biosfera contiene innumerevoli cicli di feedback attraverso i quali il pianeta si regola e trova un suo equilibrio. Il nostro attuale sistema economico, invece, è alimentato da un materialismo e un'avidità che non sembrano riconoscere alcun limite.

Il capitalismo in-finito. Indagine sui...

Bonomi Aldo
Einaudi - 2013

Disponibilità Immediata

17,00 €
Che cosa è cambiato rispetto agli anni del trionfo del modello della piccola e media azienda italiana rampante? E che cosa da quando migliaia di imprenditori (molti nel Nordest) investivano nel Made in Italy e si lanciavano in nuove sfide, mossi dalla voglia di affermarsi sul mercato e di guadagnarsi il proprio posto al sole ? Erano gli anni di quel che Bonomi definì il "capitalismo molecolare". È cambiato tutto. Dal Nordovest alla Pedemontana lombarda e veneta e poi dall'Emilia, la Toscana fino al Sud, il nuovo saggio di Bonomi mette insieme le storie di artigiani, imprenditori, piccoli e meno. E lo fa nel contesto non agevole di un declino dei ceti medi di mercato (professionisti, lavoratori autonomi, piccoli imprenditori) e della middle class cresciuta con lo sviluppo dei sistemi di welfare. Eppure, nonostante le difficoltà, l'indagine di Bonomi ci dice che piccoli imprenditori e lavoratori della conoscenza non subiscono passivamente la crisi; aggiornano le competenze, si muovono sul mercato, cooperano. Forse, in alternativa al "finanzcapitalismo" la traccia da seguire sta nella eventualità di far sì che la parola chiave, Economia, sappia tenere assieme le 3 T della new economy (Tecnologia-Talento-Tolleranza) con le 3 T della Terra come risorsa, del Territorio da ripensare e della Tenuta dell'ecosistema.

Le leve per avviare la ripresa. Proposte ed...

Iacovone D. (cur.); Paternò R. (cur.)
Il Mulino - 2013

Disponibilità Immediata

32,00 €
I dati sull'economia italiana e, per confronto, quelli delle altre due grandi economie continentali, Francia e Germania, ci dicono che l'Eurozona sta soffrendo il contraccolpo delle misure di aggiustamento e che il nostro paese amplifica costantemente, e in peggio, ciò che succede altrove. Se il mondo cresce, noi seguiamo a distanza, se c'è recessione, noi siamo i primi del gruppo. Dal 2000 al 2013 la nostra crescita cumulata sarà nulla. Quella di Francia e Germania, si aggirerà intorno al 13%. Inoltre, nel 2013, l'Eurozona farà segnare un -0,5%. Noi, ancora una volta, un -1,8%. Questa particolarità ci "perseguita" da circa un ventennio. In questo volume si sono perciò scelti sette temi che pensiamo possano costituire le "leve" della crescita. Per ciascuna di queste, un piccolo gruppo di discussant ha fornito, in contraddittorio con l'autore principale, il suo punto di vista e le sue indicazioni. Chiude il libro la voce di chi opera concretamente sul mercato: importanti CEO di rilevanti aziende. Ognuno di loro ha cercato di incrociare il proprio modello di business con le varie "inefficienze" del nostro paese. Ne emerge un insieme che speriamo possa fungere da piccola agenda del "cosa" si potrebbe fare.

Crisi europea: cambiare strada per sconfiggere...

Sanna R. (cur.)
Ediesse - 2013

Disponibilità Immediata

12,00 €
Una lettera del Forum degli Economisti che denunciava gli errori e i pericolosi limiti delle politiche europee è stata all'origine del Convegno "Crisi europea: cambiare strada per sconfiggere la recessione", la cui discussione viene riportata in questo volume. Gli economisti sostenevano, nella lettera, che "bisogna assumere uno sguardo più vasto, una prospettiva di lungo periodo [...]. Il nodo che oggi si pone in Europa sta nel decidere se il riequilibrio inevitabile avverrà attraverso la 'depressione' (con una ricaduta regressiva e democraticamente pericolosa) oppure con lungimiranti scelte di cooperazione, rilanciando l'originaria 'spinta' europeista, evitando che i paesi in disavanzo non intervengano sui propri squilibri e, allo stesso tempo, che i paesi che hanno approfittato dell'euro (come la Germania) accumulino surplus invece di svolgere la funzione di locomotiva a cui sono tenuti in un contesto di moneta unica. La partita non è ancora chiusa, ma la risorsa tempo è drammaticamente scarsa. Occorre un salto di qualità nel promuovere e organizzare una proposta alternativa". La situazione odierna, sebbene meno drammaticamente segnata rispetto al quadro dell'anno passato, prospetta, tuttavia, gli stessi nodi strutturali che sono stati evidenziati, con lungimiranza e lucidità di analisi, nel Convegno e che, per questa ragione, conferiscono una particolare attualità a questo libro. Introduzione di Mauro Beschi.

Cosa salverà l'Europa. Critiche e proposte per...

Minimum Fax - 2013

Disponibilità Immediata

10,00 €
Dopo il "Manifesto degli economisti sgomenti", un nuovo saggio, altrettanto conciso e rigoroso, ci aiuta a chiarirci le idee sul futuro dei paesi dell'euro. Le parole d'ordine dell'attuale politica economica europea sono la riduzione del deficit, l'abbattimento del debito pubblico, la cosiddetta austerity: gli ultimi trattati comunitari prevedono sanzioni per i paesi che non si uniformeranno a un severo programma di "risanamento". Ma gli autori del libro dimostrano che portare avanti riforme di questo tipo penalizza i lavoratori, non alimenta una ripresa economica sostenibile, danneggia alcuni paesi dell'Unione a favore di altri, senza colpire in nessun modo gli eccessi del capitalismo finanziario che sono i primi responsabili della crisi in cui ci troviamo. Con un'argomentazione lucida e chiara, comprensibile anche ai non addetti ai lavori, questo libro sfata i luoghi comuni riproposti acriticamente dai media e fornisce strumenti di analisi e dibattito su un argomento ogni giorno più centrale nell'agenda politica del nostro paese.

Lezioni sulla crisi

Scirocco G. (cur.)
Biblion - 2013

Disponibilità Immediata

14,00 €
"Sono stati scelti e proposti, con un tocco di voluta unilateralità, interlocutori che si erano spesi nella critica del pensiero liberista.(...) Concordemente si è voluto che, per una volta almeno, la discussione sulle politiche economiche accantonasse i t

Lavorare o collaborare? Networking sociale e...

Palmarini Nicola
EGEA - 2012

Disponibilità Immediata

29,50 €
"Meno finanza e più società": così suona oggi l'appello condiviso da più parti quando si tocchi il tema della crescita. Alla ricerca di una via nuova per generare quel valore che l'accumulazione capitalistica non è più in grado di garantire, in un contesto di complessità e connessione crescenti, dominato dai fattori intangibili della conoscenza e della capacità di innovazione, e dalla richiesta di un'efficienza sempre più spinta, il modello alternativo deve ripartire dall'interno delle imprese e dalle capacità delle persone. La domanda posta dal titolo di questo libro implica allora nella realtà molto più di un semplice shift pratico, facilitato dalla tecnologia "social" del momento. Arriva a racchiudere un profondo riesame del proprio "essere impresa" prima ancora di incontrare il mercato e focalizza un punto cruciale della sfida che le organizzazioni si trovano ad affrontare: chiudersi o aprirsi? Resistere sul fronte dell'"abbiamo sempre fatto così" o mettersi in gioco e misurarsi con la riscoperta di un "sé" collaborativo e comunitario all'interno di un processo di massa? Ridefinire il concetto di giornata, così come di luogo di lavoro; immaginare strutture organizzative adhocratiche anziché gerarchiche; sconvolgere abusi semantici tipici del secolo scorso come team o riunione; sfidare il caos; mettere in discussione anni di leadership cristallizzate; confrontarsi con il perimetro labile di una privacy tutta da reinventare: è arrivato il momento di iniziare a collaborare.

Il salto. Reinventarsi un lavoro al tempo della...

Gratton Lynda
Il Saggiatore - 2012

Disponibilità Immediata

20,00 €
Il lavoro sta cambiando sull'onda della crisi economica. L'economista di fama internazionale Lynda Gratton lancia uno sguardo nel futuro e annuncia che se subiremo gli aspetti negativi, c'incammineremo verso un futuro di default, fatto di isolamento, frammentazione ed esclusione sociali. Ma l'autrice indica la via di un futuro migliore, il "futuro creattivo", dove la gente sperimenterà nuovi modi di lavorare, secondo forme imprenditoriali di cooperazione e condivisione del lavoro e impegnandosi in imprese che perseguono scopi sociali e ambientali. Come scrive l'autrice prendendo spunto da una conversazione con la figlia che le chiede quale lavoro si troverà a fare, per prendere la strada giusta dobbiamo mettere in dubbio alcune convinzioni ereditate e fare tre passaci mentali: i tre salti. Primo salto: abbandonare l'idea di competenze generaliste e sviluppare in maniera specialistica il proprio capitale intellettuale. Secondo salto: coltivare un network umano e professionale fatto di condivisione della creatività, di impegno sociale e collaborazione. Terzo salto: puntare sul capitale emotivo rispettando se stessi per vivere felici e lavorare in armonia con i propri valori. Sono questi i passaggi fondamentali per combattere le forze della frammentazione, dell'isolamento e dell'esclusione. Con storie, scenari ed esempi concreti, Lynda Gratton ci suggerisce gli elementi per sviluppare un percorso personale e prepararsi al meglio alla trasformazione del lavoro.

La crisi desnuda. Quel che ci insegna la Spagna

Manni - 2012

Disponibilità Immediata

12,00 €
Un fantasma si aggira per il mondo, morde l'Europa: la crisi. I suoi profeti, i i banchieri e gli economisti, hanno imposto alcuni comandamenti: il mercato ha le sue leggi, e la politica deve assecondarle; se i governi non favoriscono l'impresa, non si crea occupazione; va ridotto il costo del lavoro; va contenuta la spesa sociale. Infine: torneremo a crescere. Il libro prova come ciò sia totalmente falso e illustra il fallimento delle politiche di sviluppo dell'ultimo ventennio del Novecento, che lasciano sul campo la fine dell'illusione della classe media, i diritti sociali alla fase terminale, la distruzione dell'ambiente. Non esistono possibilità di uscita progressiva dalla crisi, le vecchie ricette socialdemocratiche o liberiste non possono salvarci: è arrivato il momento di prendere in mano il nostro destino e di affrontare una guerra di classe che si prospetta lunga e senza quartiere.

La bancarotta del capitale e la nuova società....

Ciofi Paolo
Editori Riuniti Univ. Press - 2012

Disponibilità Immediata

15,00 €
La crisi finanziaria è la manifestazione drammatica della crisi di un'intera civiltà, l'esito dell'insostenibilità - antropologica, sociale, ambientale di un modo di produzione ormai declinante, che considera gli esseri umani una pura variabile del capitale globale. Torna all'attenzione la proprietà capitalista, il presupposto tacito dato per scontato, che ha elevato una ristretta cerchia di proprietari universali al rango di una onnipotente entità sovrastante, gli insindacabili "mercati" cui tutti debbono inchinarsi. Compresi gli Stati dell'Europa, dove risorgono vecchie tentazioni egemoniche e pericolosi nazionalismi. Come se ne esce? Non c'è prospettiva di un reale cambiamento senza la lotta per una civiltà più avanzata, in cui l'economia sia al servizio dell'uomo e non viceversa. La Costituzione della Repubblica italiana, che fonda sul lavoro le premesse dell'uguaglianza e della libertà, apre le porte a una società di tipo nuovo cui anche i movimenti per i beni comuni alludono. Una possibilità che diventa effettiva a una condizione: che coloro i quali subiscono le conseguenze distruttive della crisi, in primo luogo i lavoratori dipendenti uomini e donne, in tutte le loro figure ed espressioni, si uniscano in un'ampia ed efficiente coalizione politica.

Titanic Europa

Giacchè Vladimiro
Aliberti - 2012

Disponibilità Immediata

15,00 €
La crisi che stiamo vivendo ci è stata spiegata così. L'elenco dei suoi presunti colpevoli è molto più lungo delle scuse di John Belushi. Dai "titoli tossici" ai trucchi contabili della Grecia, dalla bolla immobiliare negli Stati Uniti a quelle di Irlanda e Spagna, dai vecchi debiti dello Stato italiano alla politica monetaria della Federal Reserve. Nessuno di questi colpevoli, ovviamente, è in grado di spiegarla. Questo libro ripercorre le fasi della crisi economica più grave dai tempi della Grande Depressione e ci spiega perché non si tratta né di una crisi finanziaria che ha contagiato l'economia reale, né di una crisi causata dal debito pubblico di qualche Stato europeo. Chiarisce per quali motivi le politiche "anti-crisi" adottate dall'Unione Europea ci stanno portando al disastro e, soprattutto, cosa fare per evitarlo.

Manifesto degli economisti sgomenti. Capire e...

Minimum Fax - 2012

Disponibilità Immediata

7,50 €
La crisi che attraversiamo si sta rivelando uno tsunami capace di distruggere economie di intere nazioni come la Grecia, mettere in discussione la tenuta dell'Unione Europea, portare anche l'Italia a un crac sociale di dimensioni imprevedibili. Le ricette delle istituzioni sono ben note: salvataggio delle banche a tutti i costi, fiducia cieca nella stessa bolla finanziaria che ha creato il disastro, e politiche di austerity che acuiscono il conflitto sociale. Ma nel frattempo si sta diffondendo una sensibilità diversa, alternativa al neoliberismo, secondo la quale è necessario porre delle regole alla finanza globale in nome di una società più equa. "Il Manifesto degli economisti sgomenti" è un libro essenziale per diverse ragioni. Innanzitutto è un vademecum chiarissimo per chi vuole mantenere un occhio critico sulla realtà: in dieci concisi capitoli smentisce altrettante false certezze sulla crisi economica che sentiamo ripetere, indiscusse, sui media: dall'idea che "i mercati finanziari sono efficienti" a quella che "l'aumento del debito pubblico è il risultato di una spesa eccessiva". In secondo luogo è la proposta concreta di una serie di misure economiche da adottare invece di quelle fallimentari adoperate finora. Infine è una guida a una serie di pratiche che ogni giorno ciascuno di noi, nel suo piccolo, può mettere in atto, per costruire insieme un'economia diversa e migliore.

La risposta dei contadini

Pérez-Vitoria Silvia
Jaca Book - 2011

Disponibilità Immediata

20,00 €
Da qualche tempo l'agricoltura è diventata oggetto di un'attenzione molto particolare. Nei paesi occidentali si assiste anche a un incremento della domanda di prodotti biologici, all'estensione dei sistemi di filiera corta, al moltiplicarsi dei dibattiti e delle polemiche sui rischi per la salute e lo sviluppo dell'agricoltura industriale. Allo stesso tempo, i movimenti contadini si sono rafforzati. Questo libro si propone come una guida in questa giungla, propone una prospettiva. Il punto di vista difeso da Silvia Pérez-Vitoria s'inscrive nel solco del suo precedente lavoro, "Il ritorno dei contadini". L'autrice distingue i contadini dagli agricoltori (e da altri coltivatori diretti) e osserva una tradizione contadina intenta a ricostruirsi, sulle fondamenta che le sono sempre state proprie, ma ora dotata di nuove idee. Contrariamente a quel che si crede, la popolazione contadina sarebbe in grado di costituire l'alternativa a un'agricoltura industriale eminentemente mortifera. In più, l'industria degli alimenti "bio" non si rivela per niente inoffensiva, come l'autrice dimostra. Per dare un taglio a tutte queste sfumature, bisognerebbe sostenere la lotta dei contadini per la riconquista delle terre. Le proposte dei contadini vanno molto al di là di una semplice messa in discussione del modello agricolo vigente e interpellano in modo globale le nostre società. È proprio vero, questa risposta ci riguarda tutti.

Modernità sostenibile. Idee, filiere e servizi...

Rullani Enzo
Marsilio - 2010

Disponibilità Immediata

16,00 €
La crisi 2007-09 è un'occasione per re-impostare il significato e la logica della modernità, nella cornice del nuovo paradigma economico in cui stiamo vivendo: il capitalismo globale della conoscenza. Per rendere la crescita maggiormente riflessiva e dunque sostenibile, bisogna ridare spazio all'intelligenza fluida degli uomini e dei soggetti collettivi, cui tocca il compito essenziale di guidare gli automatismi tipici della modernità (la scienza, la tecnologia, il mercato, il calcolo, le norme generali e astratte dello Stato di diritto), e usare la nuova alleanza tra efficienza industriale e sostenibilità ambientale per realizzare il riposizionamento competitivo delle nostre imprese verso più alti livelli di qualità e di valore.

I numeri della felicità. Dal Pil alla misura...

Speroni Donato
Cooper - 2010

Disponibilità Immediata

15,00 €
L'ha detto per primo Bob Kennedy: il Prodotto interno lordo non è uno strumento adeguato di misura del progresso umano. Se ne parla da quarant'anni, ma solo adesso studiosi e politici stanno passando dalle parole ai fatti. Nel giro di pochi mesi, a fine 2009, in Francia una Commissione guidata dai premi Nobel Stiglitz e Amartya Sen ha avanzato al presidente Sarkozy proposte concrete; l'UE si è impegnata ad andare "oltre il Pil"; il G20 di Pittsburgh ha raccomandato di trovare nuovi indicatori e gli esperti di tutto il mondo si sono incontrati in Corea per mettere a punto le "statistiche del XXI secolo". Anche in Italia si discute: il Pil deve essere davvero rottamato o è solo un trucco per aggiustare le statistiche nazionali? Dalla Felicità nazionale lorda del lontano Bhutan all'Indice del benessere elaborato in Canada, dallo Human development index dell'Onu all'Impronta ecologica: tutti i tentativi in corso per misurare la ricchezza, la felicità e la sostenibilità; senza tecnicismi, ma con un occhio alle implicazioni politiche globali e nazionali.

Piccola grammatica della grande crisi. Perché è...

Fassone Elvio
Effatà - 2009

Disponibilità Immediata

8,00 €
Perché? Nulla di scientifico, nulla di impegnativo, in queste poche pagine. Solo il tentativo di rispondere con semplicità alle domande dei semplici: "Ma come è potuto capitare?". All'altra domanda: "E adesso che cosa fare?" la risposta è incerta, ma la intuiamo: "Fare il contrario di quel che si è fatto sino ad ora". Regole dove c'era sregolatezza. Redistribuzione a rovescio, a carico di chi ha profittato. Solo che noi "piccoli" non abbiamo gli strumenti per attuarla. Gli strumenti li hanno i politici: i quali è stato detto "sanno benissimo che cosa andrebbe fatto; ma non sanno come fare a farsi rieleggere qualora lo facessero". Allora?

Oltre lo shock. Quale stabilità per i mercati...

Barucci E. (cur.); Messori M. (cur.)
EGEA - 2009

Disponibilità Immediata

22,50 €
La crisi finanziaria, innescata dalle insolvenze nei mutui subprime dell'estate 2007, rappresenta la prima crisi globale nella storia del sistema economico internazionale. È una crisi profonda: di fronte alla più grave recessione del secondo dopoguerra, non si sono ancora individuati efficaci interventi di policy per correggere i più gravi squilibri di sistema e ripristinare la fiducia degli operatori. Ciò che colpisce non è tanto la magnitudo delle forze destabilizzanti, quanto il repentino stravolgimento del sistema di regole faticosamente sedimentato negli ultimi venti anni. Le interpretazioni della crisi oscillano fra due polarità: la riduzione degli attuali squilibri a una fase ciclica particolarmente severa ma "normale"; una rottura di sistema di portata così radicale da segnare la fine degli attuali assetti economici. Queste due polarità sfociano in opposte ricette. La prima ritiene sufficiente qualche aggiustamento per facilitare una rapida ripresa ciclica e il ritorno alla situazione preesistente; la seconda sostiene invece la necessità di un più invasivo ruolo dello stato e il ripristino di una regolamentazione direttiva. La tesi di questo libro è intermedia: la stabilità e l'efficienza dei mercati richiedono una regolamentazione più stringente sia degli intermediari che dei mercati, con un contenuto innalzamento dei livelli di standardizzazione dei prodotti finanziari; ma tale regolamentazione non deve essere distorsiva né bloccare le innovazioni finanziarie.

L'economia dell'India

Boillot Jean-Joseph
Il Mulino - 2007

Disponibilità Immediata

11,00 €
Povertà di massa da un lato, polo di sviluppo di grandi centri terziari a vocazione mondiale dall'altro: nell'economia dell'India moderna coesistono realtà contraddittorie. Di fatto, esse convivono in uno stesso insieme di dimensioni continentali e in piena trasformazione. Il prodotto interno lordo dell'India è il quarto al mondo. La sua popolazione ha oltrepassato la soglia del miliardo di abitanti nel 2000 e dovrebbe superare quella cinese entro il 2025-30. A lungo chiuso ai grandi flussi di commerci mondiali, il paese oggi vive una svolta nella sua strategia di sviluppo. L'accelerazione della crescita e l'apertura agli scambi faranno emergere una nuova superpotenza a fianco della Cina? E quale sarà l'impatto del decollo indiano sull'economia globale? Il volume, descrivendo l'evoluzione dell'economia dell'India, mostra come il suo percorso di sviluppo debba misurarsi con le sfide di un elevato debito pubblico, della crescita demografica, della povertà e della sostenibilità ambientale.

Il caos prossimo venturo

Jha Prem Shankar
Neri Pozza - 2007

Disponibilità Immediata

25,00 €
Sintesi innovativa di teoria politica ed economica, "Il caos prossimo venturo" mette in discussione molti dei preconcetti abituali sull'impatto della globalizzazione e getta una nuova luce sulle conseguenze mondiali del processo di industrializzazione. Prem Shankar Jha, uno dei massimi economisti indiani, racconta l'evoluzione del capitalismo secondo una scansione in quattro fasi, a partire dalla sua nascita nei comuni italiani fino all'attuale dimensione planetaria, evidenziando come alla fine di ogni periodo il capitalismo distrugga i propri "contenitori" per estendere lo scenario della proprie attività, dando vita a situazioni di instabilità e di violenza. Oggi il capitalismo globale considera limitante qualunque tipo di istituzione, dal welfare state agli stati nazionali, mentre le istituzioni non hanno ancora avviato un profondo processo di revisione dei propri ruoli e del proprio funzionamento. Quella che si prospetta è una lunga stagione di disordine sociale e disequilibrio economico, assieme a nuove e pericolose forme di unilateralismo e a uno scenario di guerra permanente popolato da eserciti, di soldati o terroristi, in costante attività.

L'austerità fa crescere. Quando il rigore è la...

De Romanis Veronica
Marsilio - 2017

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
«Stop all'austerity» è lo slogan da anni sulla bocca di tutti: politici - al governo e all'opposizione -, giornalisti, economisti. L'intento è sempre lo stesso: far passare il messaggio che le misure d'austerità siano fallaci, e addirittura dannose, per conquistare facili consensi. Risolvere la crisi sarebbe a portata di mano, basterebbe tornare a spendere risorse pubbliche, riappropriarsi della sovranità. Ma è davvero così? E, soprattutto, il rigore è stato realmente applicato in questi anni in paesi come l'Italia o la Francia? Veronica De Romanis sgombra il campo dai pregiudizi smontando tutti gli argomenti contro l'austerità, riassumibili nei sei aggettivi che spesso l'accompagnano: eccessiva, recessiva, imposta, ingiusta, inutile e responsabile dell'ascesa di forze populiste. Con esempi concreti e dati alla mano, l'autrice ne mostra i due volti. L'austerità «buona», nelle parole di Mario Draghi, «prevede meno tasse e una spesa concentrata su investimenti e infrastrutture», fa crescere e infatti non ha impedito ai leader che l'hanno praticata di vincere, come in Lettonia e nel Regno Unito, o di ottenere la maggioranza dei voti, in Portogallo e in Spagna. Quella «cattiva», al contrario, privilegia l'aumento delle tasse a scapito di tagli della spesa improduttiva e può alimentare il populismo. Una lettura utile per capire se l'Europa è stata davvero «rovinata dall'austerità», come ebbe a dire Alexis Tsipras, o se questa non rappresenti invece un'occasione per una politica che voglia combinare al meglio responsabilità verso le nuove generazioni e solidarietà verso i soggetti più deboli. Un passaggio necessario, soprattutto per un'economia quale quella italiana, dove il debito dello Stato è percepito come un numero privo di significato, ma è invece una pesante ipoteca sul futuro dei giovani.

Il tramonto del liberalismo occidentale

Luce Edward
Einaudi - 2017

Disponibile in 3 giorni

17,00 €
In questo libro, Edward Luce affronta con chiarezza il progressivo indebolirsi dell'egemonia occidentale e la crisi del liberalismo, problemi di cui i populismi che proliferano in Europa e in America sono un sintomo, non la causa. Abbiamo imboccato, a detta di Luce, una traiettoria discendente. I motivi? L'arroganza delle élite nei confronti degli ultimi, dei dimenticati dal mercato, e l'errata convinzione che il sistema dovesse durare per sempre. Non si può guarire senza una diagnosi, per quanto severa possa apparire. E secondo Luce, a meno che l'Occidente non riesca a costruire un'economia capace e di cui possano beneficiare quante più persone possibile, la sua libertà corre seri pericoli. Unendo giornalismo ed esperienze di prima mano a una sintesi di alto livello della letteratura economica e sociologica più recente, Luce offre un ritratto del mondo contemporaneo e una ricetta per coloro che credono nei valori nati dall'Illuminismo e vogliono difenderli dagli attacchi cui sono sottoposti ogni giorno.

Il potere è noioso. Il mondo globalizzato...

Forchielli Alberto; Mengoli Michele
Baldini + Castoldi - 2016

Disponibile in 3 giorni

15,00 €
Accettate il consiglio. Lavorate di più e con maggiore attenzione. Pensate al futuro dei figli. Se siete giovani, sbrigatevi a emigrare. Leggete molto, soprattutto la stampa straniera. Se non sapete l'inglese imparate almeno a leggerlo. Evitate di seguire assiduamente la politica italiana, ma non perdete mai di vista ciò che succede vicino a voi. Osservate il mondo, interessatevi a tutto ciò che è nuovo, a livello di costume, consumi, prodotti e servizi. Non guardate la Tv. Sforzatevi di immaginare se esistono attività imprenditoriali che potete intraprendere anche in rete, o come secondo lavoro. Non abbiate paura di fare lavori manuali, non siate schizzinosi. Se non avete tempo o soldi per viaggiare fisicamente, fatelo sull'iPad. Non fate nessun affidamento sulla pensione. Non investite in titoli di Stato italiani. Rassegnatevi a lavorare fino a settant'anni e più. Non smettete di trombare. Cercate nella storia italiana dei modelli da seguire, dimenticatevi di quello che ci circonda. E non litigate mai con un sottoposto, ma sempre con chi sta sopra di voi. Altrimenti, dove starebbe il divertimento?

Ammazziamo il gattopardo. La storia continua

Friedman Alan
Rizzoli - 2014

Disponibile in 3 giorni

13,00 €
Perché l'Italia è precipitata nella crisi peggiore degli ultimi trent'anni? La colpa è della Germania, dell'austerity imposta dall'Europa, della moneta unica? O della mediocrità della classe dirigente? Esiste una via d'uscita, una ricetta per rifare il Paese? Per rispondere a queste domande, Alan Friedman, forse il giornalista straniero che conosce meglio la realtà italiana, parte da quegli anni Ottanta in cui l'Italia era la "quinta potenza economica del mondo" e pareva avviata verso una vera modernizzazione per arrivare fino alle drammatiche vicende degli ultimi anni. Attraverso conversazioni con i protagonisti dell'economia e della politica, da cinque ex presidenti del Consiglio (Giuliano Amato, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema, Mario Monti) a Matteo Renzi, Friedman fa luce su retroscena che nessuno ha finora raccontato. Il racconto delle vicende politiche degli ultimi anni assume una nuova luce, rivelando ciò che spesso è stato omesso o taciuto. E si combina con un ambizioso e sorprendente programma in dieci punti per rimettere il Paese sul binario della crescita e dell'occupazione. Il tempo delle mezze misure è finito, e Friedman, in questo libro coraggioso, offre una ricetta di riforme di vasta portata.

La crisi non è finita

Roubini Nouriel
Feltrinelli - 2013

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
Nel settembre del 2006, dal podio del Fondo monetario internazionale, un professore di economia della New York University ammonì i presenti su un imminente, terribile crack dell'economia mondiale, innescato dalla crisi dei mutui immobiliari americani, dall

La convergenza inevitabile. Una via globale per...

Spence Michael
Laterza - 2012

Disponibile in 3 giorni

24,00 €
Con la rivoluzione industriale in Gran Bretagna, una parte della popolazione mondiale ha cominciato a sperimentare una crescita economica straordinaria, che ha portato a un enorme divario di ricchezza e tenore di vita tra l'Occidente industrializzato e il resto del mondo. Questo trend si è invertito dopo la seconda guerra mondiale e ora ci troviamo a metà di un secolo di crescita sempre più rapida dei paesi in via di sviluppo, avviati sulla strada di una nuova convergenza con i paesi avanzati: una tendenza destinata a cambiare volto al pianeta. Michael Spence, Premio Nobel per l'economia, ci spiega quali sono le cause di questa clamorosa evoluzione dei 5 miliardi di esseri umani che vivono nei paesi in via di sviluppo. I tassi di crescita sono eccezionali, e mantenerli a questi ritmi comporta sfide di portata inedita dal punto di vista della governance, del coordinamento internazionale e della sostenibilità ecologica. Le implicazioni per i cittadini dei paesi avanzati sono considerevoli, ma ancora poco conosciute. Spence descrive con chiarezza e audacia qual è la posta in palio per tutti noi e prefigura come si evolverà l'economia globale nei prossimi cinquant.anni. È un libro, questo, che ha acceso un dibattito intenso sulla strada migliore da seguire nel mondo del dopo crisi, ristabilendo l'equilibrio tra interessi economici nazionali e internazionali e tra rimedi a breve termine e sostenibilità a lungo termine.

Il grande saccheggio. L'età del capitalismo...

Bevilacqua Piero
Laterza - 2012

Disponibile in 3 giorni

10,50 €
"Dovrebbe apparire chiaro che non ci sarà "ripresa" e che non è il caso di aspettarla. Godot non arriverà. Oggi dovrebbe apparire evidente una realtà elementare. Occorre travalicare i confini della cultura economica che ha generato la crisi, per comprender

Possibilità economiche per i nostri nipoti...

Keynes John Maynard; Rossi Guido
Adelphi - 2009

Disponibile in 3 giorni

6,00 €
Negli anni della Grande Crisi, John Maynard Keynes si spinge a immaginare, per il denaro e il capitalismo, un futuro molto diverso da quello che tutti prevedono. In quel futuro - che è oggi - e nel pieno di un'altra crisi, Guido Rossi dimostra che le congetture di Keynes erano meno ardite di quanto siano sempre parse.

Economia della Sardegna. 26° Rapporto 2019

Arkadia - 2019

Non disponibile

14,00 €
Il 26° Rapporto sull'Economia della Sardegna va in stampa in un momento in cui i segnali sulla salute dell'economia mondiale e nazionale sono incerti e le previsioni di crescita sono riviste al ribasso. Mentre la crescita del 2018 del PIL mondiale si attesta al 3,6%, le proiezioni dei maggiori analisti per l'anno in corso prevedono un rallentamento al 3,3%. In questo contesto, l'Italia appare maggiormente in difficoltà: i dati sui primi mesi del 2019 non sono incoraggianti per il nostro Paese. L'Italia ha rallentato la propria attività economica a causa delle sue carenze strutturali e della bassa produttività del lavoro. Le stime di crescita più ottimiste per il 2019 sono dello 0,1% ma sarà necessario intervenire con politiche economiche mirate a contrastare la recente frenata della produzione industriale.

Le competenze per costruire il futuro

Edizioni di Comunità (Roma) - 2018

Non disponibile

38,00 €
L'ISTAO Istituto Adriano Olivetti è una delle scuole di formazione manageriale più longeve d'Italia. Didattica, ricerca e diffusione dì cultura d'impresa sono i pilastri dell'attività dell'istituto. Fondato nel 1967 dall'economista Giorgio Fuà con la collaborazione della Fondazione Adriano Olivetti, del Social Science Research Council, e con l'appoggio del CNR, l'ISTAO ha come scopo la diffusione di cultura economica e lo sviluppo di imprenditorialità, ispirati alla figura di Adriano Olivetti.

Efficienza e produttività nel mondo, in Europa,...

Scotto di Carlo Giovanpietro
Booksprint - 2018

Non disponibile

14,90 €
L'attuale situazione economica, politica e sociale presenta molte incertezze e non lascia intravvedere prospettive certe di un futuro di continuazione della globalizzazione. Essa ha molte indecisioni ed è simile ad una nebbia di ombre non distinte di un mondo, in cui potrebbe trionfare: una guida di un triumvirato tra Cina, Russia ed USA; una comunità europea che dovrebbe svilupparsi con la guida della Germania e con anelli concentrici secondo le potenzialità di ciascun Paese; di un'Italia in maggiore crescita economica e sociale rispetto agli altri Paesi della Comunità. Tutto grazie all'affermazione di "un'economia condivisa" ("sharing economy"), in cui ogni individuo possa dare e ricevere il suo contributo. "Ognuno" è importante per le sorti del mondo.

Prevedi la tua vita! (e quella degli altri)

Attali Jacques
Ponte alle Grazie - 2016

Non disponibile

13,90 €
Si può prevedere il futuro? La risposta di Jacques Attali è: sì, prevederlo è possibile e necessario, serve a vivere meglio, a sviluppare le proprie potenzialità, a essere più lucidi, attivi, felici. È possibile prevedere anche il futuro dei propri cari? Dell'azienda per cui si lavora? Del proprio paese, dell'umanità? Anche qui la risposta è sì. Del resto Jacques Attali economista, politologo, consulente di più presidenti francesi - si è occupato a lungo di previsione nel proprio lavoro e nella propria attività di saggista, e in questo libro, per la prima volta, insegna la sua tecnica semplice e precisa a ogni lettore, che così potrà applicarla da solo. Ma oltre a fornire uno strumento utile, questo libro è anche un viaggio erudito nelle tecniche di previsione e predizione, dalle antiche alle modernissime, ognuna delle quali ha contribuito alla nostra capacità di immaginare e di "generare" il futuro. Una capacità di cui abbiamo bisogno ancora più oggi, in un mondo che appare sempre più incerto: in esso, solo chi avrà la forza di gettare avanti lo sguardo potrà avere un futuro.

Il capitalismo e lo stato. Crisi e...

Leon Paolo
Castelvecchi - 2015

Non disponibile

19,50 €
Il sistema capitalistico è riuscito a risollevarsi dalla caduta del 2007, ma è ancora molto lontano dal superarne le conseguenze. Eppure, né il pensiero economico dominante né i governi hanno abbandonato i princìpi, le teorie e le azioni che avevano caratt

Una nuova prosperità. Quattro vie per una...

Magatti Mauro
Feltrinelli - 2014

Non disponibile

18,00 €
La crisi attuale è un'occasione per rinnovare il capitalismo sul piano culturale e strutturale. Il modello neoliberista, dell'iperconsumo individualizzato e della crescita infinita, che si è rivelato insostenibile, è ormai alle nostre spalle e la nuova fas

Ammazziamo il gattopardo

Friedman Alan
Rizzoli - 2014

Non disponibile

18,00 €
Alan Friedman fa parlare gli uomini che hanno avuto, hanno oggi e avranno domani le massime responsabilità di governo in Italia. Senza giri di parole né peli sulla lingua, con lo stile diretto che è sempre stato il segno forte del suo giornalismo, Friedman torna a raccontare la realtà italiana, ricostruendo i retroscena dei giochi di potere, i piani politici, le forzature istituzionali che hanno portato il nostro Paese a un passo dall'abisso. Il tutto con incursioni dell'autore nella sua esperienza personale di giornalista, ricca di aneddoti e incontri con gli uomini che il potere lo hanno gestito fino a oggi.

Il capitalismo e lo stato. Crisi e...

Leon Paolo
Castelvecchi - 2014

Non disponibile

27,00 €
Il sistema capitalistico è riuscito a risollevarsi dalla caduta del 2007, ma è ancora molto lontano dal superarne le conseguenze. Eppure, né il pensiero economico dominante né i governi hanno abbandonato i princìpi, le teorie e le azioni che avevano caratt

Contro gli opposti pessimismi. Per uscire dal...

Spaventa Luigi
Castelvecchi - 2014

Non disponibile

25,00 €
"Contro gli opposti pessimismi" raccoglie i saggi di Luigi Spaventa pubblicati tra il 2002 e il 2011. Accanto ai fondamenti teorici ed empirici delle sue idee, il grande economista espone con estrema chiarezza le linee guida, i criteri e gli strumenti con cui si sarebbero dovute e potute affrontare le questioni cruciali di fronte alle quali si è trovata e si trova tuttora la politica economica italiana ed europea. Le sue critiche pungenti permettono di maturare una migliore comprensione delle ragioni del declino non solo economico, ma anche sociale e culturale, che affligge il nostro Paese. Sempre accompagnate da proposte concrete e dalla continua ricerca di soluzioni praticabili, le analisi di Spaventa sono vitali per capire le trasformazioni profonde vissute dal capitalismo italiano e le principali sfide che dovremo affrontare nel prossimo futuro.

Riflessioni per avviare la ripresa economica

Mamoli Massimo
CLEUP - 2014

Non disponibile

8,00 €
Il presente lavoro trae origine dalle ricerche effettuate per preparare la relazione del Convegno "L'Europa dei territori" organizzato dal Laboratorio del Bene Comune e dall'Università di Bergamo. Il focus è indirizzato su cause ed effetti della Crisi Economica, per incentivare la ripresa. La globalizzazione, alimentando un clima di competizione esasperata, ha indotto molte imprese italiane a delocalizzare le attività; mentre l'elevata sperequazione nella distribuzione del reddito ha peggiorato il quadro economico. L'effetto più evidente è stato il calo dell'occupazione e qui si sono analizzate le teorie per conseguire la piena occupazione, confrontando la visione «mainstream» a quella keynesiana. L'analisi dei possibili rimedi si basa sulla constatazione del fallimento della «mano invisibile», suggerendo il ritorno alla Green Economy, per poi estendere il raggio d'azione al turismo eco-sostenibile riscoprendo i nostri patrimoni culturali per creare occupazione. Attribuiamo il ruolo di «attore» primario al Terzo Settore; suggeriamo un piano straordinario dove lo Stato assume giovani distaccandoli presso associazioni che realizzino nuovi progetti orientati al sociale.

Andamenti del PIL in Italia e nei paesi della...

Longo Andrea
Aracne - 2013

Non disponibile

8,00 €
Questo libro pone l'accento sulla differenza tra semplice crescita economica e sviluppo economico, due concetti ben distinti ma che a causa di una informazione a volte distorta hanno finito con l'identificarsi. A questa identificazione se ne è aggiunta un'altra, cioè che aumento del PIL significhi aumento del benessere; ma, come il libro mette in evidenza, tale passaggio logico non è esente da critiche ed è stato già in passato smentito da autorevoli studiosi. Da qui l'affannosa ma discutibile tendenza da parte di molte economie verso un aumento indiscriminato del PIL e non verso una ricerca del benessere reale.

2013: come evitare una nuova crisi...

Lorenzi Mauro
Eurilink - 2013

Non disponibile

12,00 €
Questo lavoro affronta un argomento di grande attualità, che riguarda la vita, civile ed economica, di tre miliardi di persone e, per proiezione, il futuro della popolazione mondiale, che, nel 2050, raggiungerà i dieci miliardi: come evitare nuove crisi dell'economia globale, mediante un'efficace governance, per la regolamentazione dei mercati e della finanza. Lorenzi ripercorre la storia delle cinque fasi della globalizzazione economica internazionale ed esamina, in particolare, gli effetti, positivi e negativi, prodotti, nelle diverse fasi, sia nei paesi industriali avanzati che nei mercati emergenti, con particolare riferimento ai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). Lorenzi analizza, poi, all'interno dell'ultima globalizzazione economica (anni 2001-2011), la crisi finanziaria, innescata negli Stati Uniti, nel 2007-2008, con lo scoppio della bolla, finanziaria e immobiliare, e la sua propagazione, prima all'Eurosistema e poi all'economia globale, che ha portato all'attuale recessione, con tutte le conseguenze per la stabilità politica, economica e sociale. Lorenzi, infine, identifica le variabili politiche, economiche e finanziarie, che hanno caratterizzato la fine del 2012 e caratterizzeranno il 2013, con il rischio di una nuova crisi, ancora più devastante della precedente: la "tempesta perfetta", paventata da Nouriel Roubini.

Privilegium. L'Italia divorata dalle lobby

Ainis Michele
Rizzoli - 2012

Non disponibile

17,00 €
I figli dei bancari ereditano il posto del padre. Le mogli dei ferrovieri viaggiano in treno gratis. I sindacalisti sono esentati dai contributi pensionistici. I giornalisti non pagano nei musei. Piccole cose, rispetto agli scandali dei nostri conti pubblici? Tutt'altro: sono i segni rivelatori di una rete di privilegi e ingiustizie, in gran parte sommersa, che copre l'intero Paese e blocca ogni riforma. Così paghiamo conti salatissimi imposti dai cartelli delle varie categorie. Così lo Stato foraggia - con le nostre tasse notai, giornalisti, farmacisti e mille altre lobby. Così uno spaventoso 53 per cento degli italiani rimane intrappolato nel suo ceto d'origine e dagli anni Ottanta la disuguaglianza sociale è cresciuta del 33 per cento. E l'Italia si disgrega in mille rivoli di interessi privati. In questo libro documentato e appassionato, Michele Ainis individua il ganglio fondamentale su cui si gioca la prossima, decisiva, partita dell'Italia: liberarci dalla dittatura degli interessi privati per diventare un Paese dinamico e competitivo. Come? Grazie a una vera liberalizzazione, con leggi ferree e senza eccezioni. Come scrive Ainis, "Non resta che la rivoluzione. Pacifica, ordinata; ma senza dispense né indulgenze, senza salvacondotti per i vecchi vassalli e valvassori. Di eccezioni, fin qui, ne abbiamo sperimentate troppe. Ora è il tempo della regola".

Chi ha tradito l'economia italiana? Come uscire...

Galloni Nino
Editori Riuniti Univ. Press - 2012

Non disponibile

18,00 €
La sconfitta del principale paradigma liberista (il risanamento dei conti pubblici come presupposto dello sviluppo) sostituito dal paradigma voluto dal potere vincente, la speculazione internazionale (che, invece, sta sostenendo, subito lo sviluppo con conti in ordine) non risulta ancora digerita dai governi e dagli Stati: che continuano ad anteporre "lacrime e sangue" e a non selezionare le misure di politica economica per scegliere solo quelle che aiutano lo sviluppo senza peggiorare i conti ovvero che migliorano i conti senza penalizzare lo sviluppo. Su questa strada è addirittura l'euro a rischiare, a breve, una brutta fine. Oggi la speculazione finanziaria è dieci volte più forte delle classiche istituzioni internazionali. La stessa Germania, in Europa, non riesce a tenere il passo con il cambiamento dei paradigmi. La svolta liberista anti-keynesiana della fine degli anni settanta ha esaurito la sua spinta devastatrice, ma la attuale prepotenza della finanza internazionale, dove ci sta portando? Su tale linea di ragionamento l'economista Nino Galloni propone questa ricerca che parte dal dopoguerra per arrivare alla cruciale resa dell'Unione Europea al diktat americano fra ottobre e novembre del 2011.

Titanic-Europa. La crisi che non ci hanno...

Giacchè Vladimiro
Aliberti - 2012

Non disponibile

14,00 €
La crisi che stiamo vivendo ci è stata spiegata così. L'elenco dei suoi presunti colpevoli è molto più lungo delle scuse di John Belushi. Dai "titoli tossici" ai trucchi contabili della Grecia, dalla bolla immobiliare negli Stati Uniti a quelle di Irlanda e Spagna, dai vecchi debiti dello Stato italiano alla politica monetaria della Federal Reserve. Nessuno di questi colpevoli, ovviamente, è in grado di spiegarla. Questo libro ripercorre le fasi della crisi economica più grave dai tempi della Grande Depressione e ci spiega perché non si tratta né di una crisi finanziaria che ha contagiato l'economia reale, né di una crisi causata dal debito pubblico di qualche Stato europeo. Chiarisce per quali motivi le politiche "anti-crisi" adottate dall'Unione Europea ci stanno portando al disastro e, soprattutto, cosa fare per evitarlo.