Assassini politici

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Il delitto Rosselli. 9 giugno 1937....

Franzinelli Mimmo
Feltrinelli

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
È il tardo pomeriggio del 9 giugno 1937. Carlo Rosselli, una delle figure più importanti dell'antifascismo italiano e fondatore del movimento "Giustizia e Libertà" si trova a Bagnoles-de-l'Orne, una stazione termale della Normandia. Da un paio di giorni lo ha raggiunto il fratello Nello, promettente storico del Risorgimento. Mentre rientrano in albergo, dopo una visita in macchina ad Alençon, cadono vittime di un'imboscata. Costretti a fermarsi in una strada di campagna, vengono assaliti e barbaramente uccisi da alcuni sicari della Cagoule, un'organizzazione filofascista francese. Negli ambienti del fuoriuscitismo non ci sono dubbi: l'assassinio dei fratelli Rosselli è un tragico punto messo a segno dalla dittatura mussoliniana. Le formazioni politiche in esilio reagiscono con sdegno e frustrazione; unite in una sola voce, denunciano "in modo categorico e unanime che è all'organizzazione terroristica Ovra, agli ordini diretti del capo del governo italiano, che risalgono l'iniziativa e l'esecuzione dell'abominevole attentato". I processi celebrati in Francia e poi in Italia, nonostante le prove emerse nelle fasi di istruttoria, e al di là di alcune condanne di appartenenti al gruppo dei killer, non hanno mai stabilito la verità. Chi furono i veri mandanti del delitto? Perché Carlo Rosselli diventò obiettivo prioritario del terrorismo internazionale? Quale fu l'intreccio di relazioni tra controspionaggio militare, ambienti della destra francese e ministero degli Esteri?

L'agenda ritrovata. Il diario

Pasquali G.
Prospero Editore

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
Il racconto a tappe del viaggio dell'Agenda Ritrovata. «Cara Agenda, sono passati ormai 25 anni dalla tua misteriosa scomparsa e, per questo, L'Orablù ha fatto un sogno, folle e visionario, che è diventato un'idea entusiasmante, poi un progetto che lentamente ha preso forma e, infine, una meravigliosa impresa! Ma partiamo dall'inizio...». Un diario fatto di pensieri, persone e progetti. Un percorso fatto di paesi, città e paesaggi. Un mondo fatto di sogni, cultura e impegno. Un percorso di giustizia, libertà e partecipazione.

Identikit di un omicidio. Il caso Moro

De Jorio Filippo
Pagine

Disponibile in 3 giorni

19,00 €
Per tentare di squarciare il velo di omertà sul rapimento Moro, nel 2014 è stata istituita una Commissione bicamerale d'inchiesta presieduta da Giuseppe Fioroni (Pd). In passato ce n'è stata un'altra dedicata al sequestro e alla morte del politico scudocrociato, ma il caso Moro è stato indagato a fondo anche dalla Commissione Stragi e da quella sulla P2. A diversi anni dalla sua istituzione, è stato presentato un primo, provvisorio bilancio dell'indagine parlamentare. La relazione è stata approvata all'unanimità. "Il Paese e la memoria di Aldo Moro - ha dichiarato Fioroni - meritano verità. Ma fino ad ora, e con un solo anno di lavoro, abbiamo trovato tante bugie e omissioni. Molte le novità, riscriveremo in parte i 55 giorni". Questo libro,oltre a ripercorrere luci ed ombre dell'intera vicenda, si propone di esporre in sintesi le novità più rilevanti.

Uccidete Guido Rossa. Vita e morte...

Alfonso
Castelvecchi

Disponibile in 3 giorni

17,50 €
Guido Rossa, operaio e sindacalista all'Italsider di Genova Cornigliano, iscritto al Pci, viene assassinato il mattino del 24 gennaio 1979, mentre sta entrando in auto per recarsi a lavoro. Secondo la colonna genovese delle Brigate Rosse, la sua colpa è stata di aver denunciato, tre mesi prima della sua morte, un compagno di lavoro scoperto a diffondere in fabbrica volantini brigatisti. Da quel momento cominciano la solitudine di Guido e i troppi misteri. Era stato deciso solo un ferimento, ma un uomo del commando è tornato indietro per sparare i due colpi mortali: qualcuno nei vertici delle Br gli ha dato via libera? Nonostante le pesanti condanne, Lorenzo Carpi, l'autista del gruppo, non è mai stato arrestato né rintracciato. Dov'è fuggito? E, soprattutto, è stato aiutato? Da chi? Nel movimento operaio genovese - e non solo - quella morte è uno spartiacque che segna il punto di rottura con il percorso delle Br: si rompe la zona grigia tra gli operai e l'area "silenziosa" che è finora rimasta a guardare gli attacchi ai simboli dell'industria e della politica, Aldo Moro incluso.

Morire al Cairo. I misteri...

Beccaria Antonella
Castelvecchi

Disponibile in 3 giorni

14,00 €
Quando Giulio Regeni viene trovato morto, in una mattina di inizio febbraio, è subito evidente che molti conti non tornano. Chi ha fatto scomparire il giovane studioso? Perché è stato torturato? Qual è il coinvolgimento dello Stato egiziano? Il passare dei giorni non contribuisce a creare chiarezza, anzi è fortissima la sensazione di trovarsi di fronte a spiegazioni di comodo. Dove sta la verità? Chi era Regeni, di che cosa si stava occupando in Egitto? Che rapporto ha la sua uccisione con altre violazioni dei diritti umani perpetrate nel Paese? Antonella Beccaria e Gigi Marcucci hanno condotto un'inchiesta approfondita e rigorosa, scavando in Italia e in Egitto, per cercare di portare chiarezza in questa oscura vicenda.

16 marzo 1978

Bianconi Giovanni
Laterza

Disponibile in libreria  
TERRORISMO

18,00 €

Io ci sarò ancora. Il delitto Moro...

Gotor Miguel
PaperFIRST 2019

Disponibile in libreria  
TERRORISMO

16,00 €
In questo libro viene pubblicata una raccolta degli interventi di Miguel Gotor sui 55 giorni che cambiarono la storia della Repubblica. In particolare l'autore si concentra sulle dinamiche del sequestro, sulla strenua battaglia del prigioniero, sull'azione delle Brigate Rosse, sull'area di contiguità alla lotta armata, sulle trattative segrete, sul loro fallimento, sul ruolo avuto dai servizi d'intelligence e sulle tensioni geopolitiche al tempo della Guerra Fredda tra Est e Ovest, Nord e Sud del mondo e lungo l'asse del conflitto arabo-israeliano. L'operazione Moro vide, infatti, la convergenza d'interessi, a livello internazionale, tra il blocco orientale e quello occidentale e, a livello nazionale, tra un fronte reazionario legato all'oltranzismo atlantico, alla destra anticomunista e ad ambienti piduisti e i gruppi rivoluzionari del cosiddetto «Partito armato» intorno a una comune matrice sovversiva. A causa della convergenza di queste forze, che pure agirono in modo autonomo l'una dall'altra, l'operazione Moro rappresenta il punto più drammatico raggiunto dalla strategia della tensione in Italia. Prefazione di Gian Carlo Caselli.

Il segreto

Ferrari Antonio
Chiarelettere 2019

Disponibile in libreria  
VERITA NARRATIVA

12,00 €
Tutto ha inizio al Marriott Hotel di Washington. Nessuno dei convocati sa qual è veramente la posta in gioco e il ruolo che ciascuno di loro avrà nel più grosso complotto internazionale degli ultimi decenni. Non lo sa nemmeno Ron J. Stewart, agente segreto americano, pronto a tutto, una vita segnata da missioni impossibili. Ma questa che sta per essergli affidata è la più mefitica e delicata in assoluto. In gioco c'è il futuro politico dell'Italia e i rapporti tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Fermare l'entrata al governo del Pci usando qualsiasi mezzo, anche le Brigate rosse: questo l'obiettivo. Tra Praga, Parigi, la Berlino attraversata dal Muro, Milano, Genova, in accordo con altri agenti segreti dell'Est e dell'Ovest, al di fuori dei canali ufficiali, Stewart dovrà infiltrarsi e aiutare i terroristi nella loro azione eversiva e destabilizzante. A farne le spese, l'uomo politico italiano più famoso. Un agente segreto francese, scoprendo la trama che si stava tessendo, cercherà invano di salvare il leader democristiano. Invano, perché "lui" doveva morire. Commissionato a Ferrari con non poche pressioni dal "Corriere della Sera" devastato dallo scandalo P2, tenuto nel cassetto per anni, questo romanzo anticipava quanto poi in parte confermato da nuove testimonianze e dalle commissioni d'indagine sul delitto Moro.

Un atomo di verità. Aldo Moro e la...

Damilano Marco
Feltrinelli 2019

Disponibile in libreria  
POLITICA

11,00 €
"Via Fani è stato il luogo del nostro destino. La Dallas italiana, le nostre Twin Towers. Nel 1978, l'anno di mezzo tra il '68 e l'89. Tra il bianco e nero e il colore. Lo spartiacque tra diverse generazioni che cresceranno tra il prima e il dopo: il tutto della politica - gli ideali e il sangue - e il suo nulla." Il sequestro di Aldo Moro ha segnato la fine della Repubblica dei partiti. Marco Damilano torna su quell'istante, le nove del mattino del 16 marzo 1978, in cui il presidente della De fu rapito e gli uomini della sua scorta massacrati. Fu l'inizio di un dramma nazionale e di una lunga rimozione. Un viaggio nella memoria personale e collettiva, nei luoghi, nelle correlazioni con altri protagonisti di quegli anni come Sciascia e Pasolini. Le carte personali di Moro rimaste finora inedite, le foto, i ritagli, gli scambi epistolari con politici, intellettuali, giornalisti, persone comuni. La ricostruzione della sua strategia e della sua umanità, strappata all'immagine di prigioniero delle Brigate rosse e restituita al ruolo politico di chi aveva capito meglio di tutti l'Italia, "il paese dalla passionalità intensa e dalle strutture fragili", e la debolezza del potere. Dopo l'assassinio di Moro, il 9 maggio, al termine di 55 giorni di tragedia, sono arrivate la morte di Berlinguer, la dissoluzione della Dc, Tangentopoli e la latitanza di Craxi in Tunisia. Fino all'ultima stagione, con la politica che da orizzonte di senso per milioni di italiani si è fatta narcisismo e nichilismo, cedendo alla paura e alla rabbia. Per questo la voce di Moro parla ancora, come aveva previsto lui stesso: "lo ci sarò come un punto irriducibile di contestazione e alternativa".

Abraham Lincoln. I grandi delitti...

Rossotto Riccardo
Mattioli 1885 2018

Disponibile in 3 giorni

12,50 €
Aveva vinto la Guerra Civile americana e abolito la schiavitù. Seduto nel palco d'onore del Teatro Ford di Washington il presidente attendeva l'inizio di "Our American Cousin", quando dalla pistola dell'oltranzista John Wilkes Booth partì il colpo che gli fu fatale.

Topografia del caso Moro. Da via...

Fagiolo Roberto
Nutrimenti 2018

Disponibile in libreria  
INCHIESTE

16,00 €
Roma, 16 marzo 1978. Intorno alle nove, Aldo Moro lascia la sua abitazione in via del Forte Trionfale. Dopo qualche minuto è in via Fani, punto di partenza di una vicenda che si concluderà cinquantacinque giorni dopo, il 9 maggio, in via Caetani, con il ritrovamento del corpo senza vita del presidente della Democrazia cristiana. Tra via Fani e via Caetani ci sono circa otto chilometri di distanza. Uno spazio ridotto, che nel corso del sequestro si dilata e si infittisce al punto da disegnare una mappa intricatissima. Decine di luoghi, noti e meno noti, che rappresentano snodi fondamentali. Come la zona tra il Portico d'Ottavia e largo Argentina, legata alla fase finale del sequestro. O il quadrante tra Monte Mario e la Balduina, che segna l'incipit dell'operazione, con i lati rimasti in gran parte oscuri relativi alle vie di fuga e ai nascondigli che possono aver offerto riparo ai terroristi. E, inoltre, i luoghi di ritrovamento delle lettere di Moro, dei comunicati delle Brigate Rosse, i covi sparsi in varie zone della capitale. A quarant'anni dagli eventi, questo libro racconta una delle vicende più luttuose e intricate della storia repubblicana attraverso una ricostruzione topografica, arricchita dalle scoperte e dalle novità messe in luce recentemente dai lavori della Seconda Commissione Moro.

Gli eroi di Via Fani. I cinque...

Boni Filippo
Longanesi 2018

Disponibile in libreria  
TERRORISMO

18,80 €
Il 16 marzo 1978, in via Fani, a Roma, le Brigate rosse rapirono Aldo Moro e uccisero i cinque uomini della sua scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, due carabinieri e tre poliziotti. Per decenni le attenzioni di storici e giornalisti si sono incentrate sulle figure dei terroristi, a cui sono stati dedicati articoli, libri, dibattiti e interviste, mentre le vittime venivano trascurate se non del tutto dimenticate. Lo storico Filippo Boni ha sentito il bisogno personale e civile di ricostruire le vite spezzate di questi cinque servitori dello Stato e per farlo è andato nei luoghi in cui vivevano, a parlare con le persone che li avevano amati e conosciuti: genitori, figli, fratelli, fidanzate a cui il terrorismo ha impedito di sposare l'uomo che amavano. In questo libro, Boni ha raccolto le toccanti storie di vite umili ma piene di sogni e di affetti, restituendo così verità e memoria a quei corpi prima trucidati e poi dimenticati e al tempo stesso componendo uno straordinario affresco di un'Italia semplice e vera, che resistendo alle atrocità della storia si ostina a guardare al futuro.

Il puzzle Moro. Da testimonianze e...

Fasanella Giovanni
Chiarelettere 2018

Disponibile in libreria  
TERRORISMO

17,60 €
La vicenda Moro costituisce un caso internazionale per eccellenza. Ancora da raccontare nei suoi risvolti più oscuri. Tra gli anni Sessanta e Settanta la politica estera morotea, soprattutto quella mediterranea, e il disgelo nella politica interna tra Dc e Pci rappresentarono un pericolo gravissimo per gli equilibri mondiali. Sulla base di documenti desecretati a Londra e a Washington (e delle recenti acquisizioni dell'ultima commissione d'inchiesta parlamentare sul caso Moro), Giovanni Fasanella dimostra che una parte delle amministrazioni Usa, con gli inglesi e la complicità a vari livelli e in fasi successive di Francia, Germania e Unione Sovietica insieme con Cecoslovacchia e Bulgaria, avevano interessi convergenti a fermare Moro. Come confermano anche le testimonianze di ambasciatori e politici dell'epoca riportate in questo libro. L'autore riesce a saldare testimonianze e documenti inediti, offrendoci una ricostruzione completa del contesto internazionale e delle complicità interne in cui maturò il delitto Moro.

L'ultima notte di Aldo Moro. Dove,...

Cucchiarelli Paolo
Ponte alle Grazie 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

18,00 €
La vicenda del rapimento e della morte di Moro rimane fra le più misteriose e peggio spiegate della nostra Storia, e fra le meno compatibili con le versioni ufficiali che continuano ad essere propagandate da commissioni d'inchiesta, stampa e TV. "L'ultima notte" di Aldo Moro di Paolo Cucchiarelli rappresenta una tappa decisiva e irreversibile verso il chiarimento della reale dinamica e dei motivi profondi di quei tragici 55 giorni. Qui Cucchiarelli ricostruisce - grazie a documenti inediti, nuove testimonianze e perizie, fotografie mai viste prima - il rapimento, la prigionia e le ultime ventiquattr'ore del presidente DC, scardinando pezzo dopo pezzo il castello di menzogne costruito negli anni. Ne emerge una realtà sconcertante, fatta di operazioni d'intelligence internazionali - che per la prima volta vengono qui precisate, con tanto di nomi e cognomi -, trattative fra istituzioni e terroristi, patti con la malavita organizzata, personaggi rimasti totalmente ai margini delle vicende giudiziarie. Anche se il termine è ormai screditato, proprio di un complotto bisogna parlare: un piano articolato, volto alla distruzione politica e poi fisica di quello che sarebbe con ogni probabilità divenuto il presidente della Repubblica.

Ombre nere. Il delitto Mattarella...

Rizza Sandra
Rizzoli 2018

Disponibile in 3 giorni  
INCHIESTE

18,00 €
Domenica 6 gennaio 1980. Un giovane dagli occhi di ghiaccio s'avvicina all'auto della famiglia Mattarella ed esplode alcuni colpi d'arma da fuoco verso il guidatore. La moglie, seduta accanto al leader democristiano, assiste pietrificata. Piersanti Mattarella muore dopo un'inutile corsa all'ospedale. Chi è il killer? La vedova Mattarella lo ha visto bene in faccia e indica una somiglianza: per lei è Valerio Fioravanti, appartenente ai Nuclei armati rivoluzionari, frangia dell'estrema destra extraparlamentare. Falcone imbocca la pista nera e nel 1991 chiede il rinvio a giudizio per Fioravanti e Gilberto Cavallini. L'indagine scava nell'attività politica del Presidente della Regione e nell'opera di moralizzazione da lui intrapresa in Sicilia: una svolta che aveva dato fastidio a molti. Ma al processo a pagare con l'ergastolo sono solo i mafiosi della cupola di Cosa nostra, e nessuno dei killer verrà mai più individuato. Piersanti Mattarella, fratello maggiore dell'attuale presidente della Repubblica, era intenzionato a proporre nell'isola l'alleanza Dc-Pci, la stessa linea indicata da Aldo Moro. La direttrice politica dei due esponenti democristiani si interseca anche nel tragico epilogo: entrambi gli omicidi restano tutt'oggi segnati da troppe ombre. Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza "riaprono" il caso Mattarella, proponendo documenti d'archivio e nuove rivelazioni, partendo dalle indagini avviate dal giudice Giovanni Falcone, ucciso nel 1992 nella strage di Capaci; analizzando il ruolo della P2 e dell'eversione "nera", passando dalle lotte intestine al vertice di Cosa nostra fino alle manovre ambigue di don Vito Ciancimino; vagliando l'ipotesi che Mattarella, proprio come Moro, sia caduto in una trappola di ispirazione atlantica scattata per impedire in Italia "aperture" politiche incompatibili con gli equilibri internazionali.

Aldo Moro. La verità che non viene...

D'Amelio Saverio
Edizioni Sabinae 2018

Disponibile in 3 giorni

15,00 €
"Il mio sangue cadrà su di voi e nulla sarà come prima" è un passo di una lettera che Aldo Moro scrisse durante i 55 tragici giorni di prigionia nel covo delle Brigate rosse. Sono passati 40 anni dall'assassinio dello statista democristiano e da quell'evento che ha segnato "un primo e un dopo" nella storia d'Italia. L'autore, ripercorrendo lo svolgersi dei fatti, pone delle domande che ancora non hanno risposte. L'ipotesi che al fondo della vicenda Moro vi siano state "ragioni" diverse dal semplice terrorismo, permangono con forza e con tratti inquietanti. "Si potrà concludere che i brigatisti furono comparse, il braccio armato di interessi internazionali che videro impegnati Washington e la CIA, nonché Mosca e il KGB, per non parlare degli interessi della Palestina e di Israele".

Un atomo di verità. Aldo Moro e la...

Damilano Marco
Feltrinelli 2018

Disponibile in libreria  
TERRORISMO

18,00 €
"Via Fani è stato il luogo del nostro destino. La Dallas italiana, le nostre Twin Towers. Nel 1978, l'anno di mezzo tra il '68 e l'89. Tra il bianco e nero e il colore. Lo spartiacque tra diverse generazioni che cresceranno tra il prima e il dopo: il tutto della politica - gli ideali e il sangue - e il suo nulla." Il sequestro di Aldo Moro ha segnato la fine della Repubblica dei partiti. Marco Damilano torna su quell'istante, le nove del mattino del 16 marzo 1978, in cui il presidente della De fu rapito e gli uomini della sua scorta massacrati. Fu l'inizio di un dramma nazionale e di una lunga rimozione. Un viaggio nella memoria personale e collettiva, nei luoghi, nelle correlazioni con altri protagonisti di quegli anni come Sciascia e Pasolini. Le carte personali di Moro rimaste finora inedite, le foto, i ritagli, gli scambi epistolari con politici, intellettuali, giornalisti, persone comuni. La ricostruzione della sua strategia e della sua umanità, strappata all'immagine di prigioniero delle Brigate rosse e restituita al ruolo politico di chi aveva capito meglio di tutti l'Italia, "il paese dalla passionalità intensa e dalle strutture fragili", e la debolezza del potere. Dopo l'assassinio di Moro, il 9 maggio, al termine di 55 giorni di tragedia, sono arrivate la morte di Berlinguer, la dissoluzione della Dc, Tangentopoli e la latitanza di Craxi in Tunisia. Fino all'ultima stagione, con la politica che da orizzonte di senso per milioni di italiani si è fatta narcisismo e nichilismo, cedendo alla paura e alla rabbia. Per questo la voce di Moro parla ancora, come aveva previsto lui stesso: "lo ci sarò come un punto irriducibile di contestazione e alternativa".

Uccidi per primo. La storia segreta...

Bergman Ronen
Mondadori 2018

Disponibile in libreria  
INCHIESTE

35,00 €
«Se qualcuno viene per ucciderti, alzati e uccidilo per primo» recita una frase del Talmud, il testo fondamentale dell'ebraismo. E fin dalla sua nascita, nel 1948, Israele pare aver fatto di questo insegnamento la propria parola d'ordine, forse a causa del trauma della Shoah e della sensazione, condivisa dai suoi leader e cittadini, che il Paese e l'intero popolo ebraico siano in costante pericolo di annientamento. Per tutelare la propria sicurezza, Israele ritiene quindi che la prevenzione e la deterrenza siano le armi vincenti, tanto che molto spesso i suoi capi politici hanno scelto di ricorrere agli omicidi mirati di potenziali nemici, affidandone l'incarico a quello che, probabilmente, è il più formidabile apparato di intelligence al mondo. Proprio nei meandri dei servizi segreti israeliani si è addentrato l'analista militare Ronen Bergman, che per anni ha cercato di penetrare la pesante cortina di riservatezza che avvolge l'attività del Mossad (la temutissima agenzia di raccolta informazioni), dell'IDF (le forze di difesa) e dello Shin Bet (il servizio di sicurezza interna). Scontrandosi a ogni passo con la rigida censura militare e con un'ovvia omertà, Bergman ha realizzato centinaia di interviste e raccolto materiale davvero scottante. Grazie alle sue fonti - uomini di Stato quali Shimon Peres, Ehud Barak, Ariel Sharon e Benjamin Netanyahu, capi di agenzie di intelligence, ma anche molti agenti operativi che hanno chiesto l'anonimato -, ha potuto ricostruire nel dettaglio le tante operazioni volte a contrastare il terrorismo suicida dell'intifada palestinese o a eliminare personaggi di spicco di organizzazioni terroristiche antisraeliane come Hamas, Hezbollah o il Movimento per il Jihad islamico in Palestina. Come in un'autentica spy story, fra intercettazioni, travestimenti e agguati mortali di spietata temerarietà, costati la vita anche a cittadini innocenti, "Uccidi per primo" racconta le fasi cruciali e le sofisticatissime tecniche di una campagna di esecuzioni extragiudiziali (senza tacere i brucianti interrogativi etici che essa pone) la cui escalation ha plasmato il volto attuale di Israele, del Medio Oriente e del mondo intero.

I diari di Falcone. Le verità...

Montolli Edoardo
Chiarelettere 2018

Disponibile in libreria  
CRIMINALITA' ORGANIZZATA

16,00 €
Le agende di Giovanni Falcone entrarono e uscirono velocemente nella vicenda della strage di Capaci. A distanza di molti anni, dopo processi, depistaggi, falsi testimoni, morti sospette, e diversi interrogativi irrisolti, questo libro recupera materiali rivelatori che sono stati trascurati nelle inchieste della magistratura e che invece aiutano a capire che cosa è successo quel 23 maggio 1992. E perché. Le agende personali fanno paura: quella di Borsellino è scomparsa e quelle di Falcone, esaminate dai periti Gioacchino Genchi e Luciano Petrini (morto troppo presto), nonostante strane interruzioni, pongono domande decisive: sugli incontri del giudice con funzionari russi per indagare sui finanziamenti clandestini del Pcus; su come sia stato possibile che la mafia sapesse il giorno e la data del suo viaggio a Palermo; sul suo misterioso viaggio a Washington; su dove sia stato tra il 28 aprile e il primo maggio prima dell'attentato; e molte altre ancora. In questa meticolosa inchiesta, l'autore mette in relazione fatti, testimonianze, appunti personali, e traccia un quadro inedito che apre nuovi scenari sulla morte del giudice, dimostrando come essa vada inserita all'interno di una più generale strategia di destabilizzazione che ha interessato il nostro paese alla fine della Prima repubblica. Con un'intervista inedita all'avvocato Salvatore Petronio che difese Salvatore Biondino, l'uomo considerato il trait d'union tra Riina e il commando.

La criminalità «servente» nel caso...

Zecchi Simona
La nave di Teseo 2018

Disponibile in 3 giorni  
TERRORISMO

19,00 €
A quarant'anni dal sequestro e dall'omicidio di Aldo Moro, un libro-inchiesta intende ricostruireil ruolo svolto dalla criminalità organizzata durante i cinquantacinque giorni del rapimento. Una presenza da sempre accennata ma mai chiarita, nascosta tra carte giudiziarie e cronache sommerse dal tempo, dall'incuria e dall'omissione. La 'ndrangheta calabrese, all'ombra del clamore di Cosa nostra, ha infatti scalato i gradi del potere criminale trovandosi a giocare nell'affaire Moro su più tavoli: con le istituzioni, i partiti e i terroristi. Una criminalità servente, al servizio cioè di altre strutture di potere il cui destino sembra legato a doppio filo a quello della stessa malavita organizzata. Con un'inchiesta scottante e molto documentata, Simona Zecchi fa emergere fatti inediti e informazioni poco note, che consegnano un nuovo approccio all'analisi del Caso Moro.

Non doveva morire. Come Paolo VI...

Ferrigato Riccardo
San Paolo Edizioni 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

12,00 €
Nella primavera del 1978, dopo la strage di via Fani e il sequestro di Aldo Moro ad opera delle Brigate rosse, i destini del presidente della Dc e di Paolo VI si incrociarono per l'ultima volta. Così, a partire dalla loro relazione e dai tentativi del Papa di salvare il "caro amico" rapito, si può oggi raccontare in modo nuovo quello che accadde in quei giorni. A lungo il Vaticano ha mantenuto il più stretto riserbo sulle azioni di Papa Montini. Anche per questo il Pontefice è stato accusato di debolezza, immobilismo, sudditanza rispetto al governo italiano. Le rivelazioni che si sono susseguite nel corso dei decenni, e che qui vengono raccolte e discusse, oltre ai documenti finora inediti e riprodotti nelle pagine di questo libro, svelano invece un Paolo VI deciso, attivo, pronto a far pesare tutta la sua influenza. Eppure l'amicizia tra Moro e Montini, gli straordinari sforzi e perfino il potere di cui disponevano non fermarono la violenza dei terroristi. Il dramma si compì nel sangue del presidente della Democrazia cristiana e segnò gli ultimi giorni di vita del Pontefice, fino a colpire tutti noi, come una ferita incancellabile nella nostra storia. Un libro che riconsegna senza sconti e grazie a documenti inediti la drammaticità di un fallimento, la desolazione di un Papa, la lacerazione di un amico. Ma anche la volontà, la grandezza e l'insonne determinazione di chi tentò e fallì. Un nuovo sguardo sui giorni più bui della Repubblica.

Un affare di Stato. Il delitto Moro...

Colombo Andrea
Cairo Publishing 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

16,00 €
L'ultima commissione parlamentare d'inchiesta in tre anni non è riuscita a concludere i lavori: dopo quattro decenni, una sfilza di processi, numerose inchieste, decine di saggi e articoli, la vicenda più tragica della storia repubblicana, il sequestro e l'uccisione di Aldo Moro, non riesce ancora a chiudersi davvero. Cinque uomini trucidati. Uno dei politici più importanti del Paese, più volte presidente del Consiglio, nelle mani della principale organizzazione terrorista. Lo Stato colto di sorpresa, incapace di reagire, messo all'angolo dall'offensiva delle Brigate rosse. Fu la primavera di paura del 1978, i cinquantacinque lunghissimi giorni che quaranta anni fa segnarono la crisi più difficile nella storia della Repubblica. Da allora è stato ripetuto quasi ossessivamente che l'affare Moro è il grande mistero italiano. Dietro ogni dettaglio si è cercato di scoprire, sempre invano, la traccia di una trama occulta, perdendo di vista i caratteri reali di una vicenda che fu condizionata nel suo intero svolgimento non dalle manovre di oscuri burattinai ma dalle strategie, dai calcoli e dalle esigenze della politica. In questo modo la verità storica, invece di essere chiarita, si è con gli anni sempre più allontanata, sepolta sotto una coltre di supposizioni. Come la lettera rubata di Poe, la verità del caso Moro sarebbe invece sotto gli occhi di tutti, solo a volerla cercare. Non una storia di foschi complotti e congiure internazionali, ma una tragedia politica italiana che affonda le sue radici nella «guerra civile» a sinistra, negli anni Settanta, tra il Partito comunista da un lato e la sinistra rivoluzionaria dall'altro. Moro poteva essere salvato. A decidere la sua sorte fu un intreccio di interessi e calcoli politici. Le scelte compiute allora da tutti, dalla Democrazia cristiana, dal Pci e dalle stesse Brigate rosse, furono dettate da una «ragione di partito» camuffata da ragione di Stato oppure, nel caso dei terroristi, da ragione rivoluzionaria. Dopo quattro decenni di mistificazioni e falsi misteri, oggi è possibile guardare a quei giorni per quello che realmente furono: una lotta senza esclusione di colpi da cui uscirono sconfitti lo Stato e coloro che l'avevano colpito al cuore. E per la sinistra italiana, come per la Prima Repubblica, l'inizio della fine.

L'assassinio di Fausto e Iaio. Quel...

Ferrari Saverio
Red Star Press 2018

Disponibile in 3 giorni

15,00 €
A quarant'anni dal duplice omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, giovanissimi frequentatori del centro sociale Leoncavallo di Milano assassinati il 18 marzo del 1978, si è resa doverosa una ricostruzione di quel tragico avvenimento, ripercorrendo i fatti sulla base degli atti giudiziari e non solo, con particolare attenzione alle dinamiche dei gruppi armati neofascisti dell'epoca. In questo quadro anche lo sconcerto di un'indagine durata ventidue anni, passata tra le mani di diversi magistrati e conclusasi con un'archiviazione.

La spia che cadde sulla terra. I...

Bergman Ahron
Einaudi 2018

Disponibile in 3 giorni  
INCHIESTE

14,50 €
Poco dopo mezzogiorno, il 27 giugno 2007, a Londra un uomo cadde dal balcone del suo appartamento al quinto piano. Suicidio? Omicidio? Si trattava di Ashraf Marwan, un milionario egiziano, che viveva in Gran Bretagna dagli anni Ottanta. Ma Marwan era anche un uomo d'affari, sposato con Mona Abdel Nasser, figlia del leggendario presidente egiziano. Pochi anni dopo, lo storico Ahron Bregman, autore di questo libro, fece saltare la copertura di Marwan, smascherandolo come una delle spie più importanti che avevano lavorato per Israele, il principale nemico dell'Egitto. Ma la storia ha una svolta straordinaria. Poco dopo averlo smascherato, Bregman venne contattato da Marwan. Si incontrarono, diventarono amici e rimasero in contatto per quasi cinque anni. Il giorno prima della sua morte, Marwan chiamò Bregman al telefono. Era in ansia e piuttosto scosso e chiese urgentemente un incontro a Bregman per il giorno dopo. Quell'incontro non ebbe mai luogo. Intorno all'ora dell'appuntamento, il corpo di Marwan fu rinvenuto nel giardino ai piedi del suo appartamento di Londra.

55 giorni. L'Italia senza Moro....

Massini Stefano
Il Mulino 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

14,00 €
Che Italia è quella che assiste alla prigionia di Aldo Moro? Che volti ha? Che cosa pensa? Se la tragedia incombe, insieme con altri fatti drammatici - un gravissimo incidente ferroviario, due diciottenni uccisi a Milano, l'assassinio di Peppìno Impastato - la vita quotidiana scorre. Lo scudetto infiamma i tifosi, e così il mondiale di Formula 1, si guarda Portobello, si avvistano extraterrestri, si chiudono i manicomi, ci si strugge per Pinocchio, si fa l'amore da Trieste in giù, mentre dilaga la febbre del sabato sera. Un corto circuito culturale e antropologico scuote il paese, e queste pagine ce ne portano l'eco: alla voce dei telegiornali con le loro schegge di tragedia, fra comunicati e ultimatum, si sovrappongono le «emozioni da poco» e i «pensieri stupendi». Eterni «figli delle stelle», gli italiani dovranno ora affrontare un passaggio cui è impossibile sottrarsi. Come su un palcoscenico, nomi, storie, vicende in un racconto incalzante e vertiginoso, a comporre il ritratto di un paese che avrebbe preferito rimanere ancora una volta ignaro, nella sua atavica sospensione fra vitalismo e abulia.

Quei 55 giorni di Aldo Moro vissuti...

Sardi Luigi
Reverdito 2018

Disponibile in 3 giorni

15,00 €
"Roma, 16 marzo 1978. Erano le 9,02 quando le Brigate Rosse uccisero Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, gli uomini dello Stato che scortavano il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Anche se incisi sulla lapide di via Fani, sono quasi Militi Ignoti come quello sepolto nell'Altare della Patria, ai piedi della Dea Roma. Nomi fissati sul marmo destinato a durare nel tempo, ma quasi scomparsi dalla memoria. Certo ogni anno, nell'anniversario di quel giorno funesto, la targa è adornata dal Tricolore, da cento fiori, soprattutto dalla commozione. Ma ormai loro vivono solo nel ricordo dei loro familiari e degli amici sempre meno numerosi visto il trascorrere del tempo. Anche Aldo Moro venne brutalmente assassinato dopo 55 giorni trascorsi nella tetra 'prigione del popolo' messa in scena dall'odio politico di quell'epoca e la storia di quei delitti, dell'angoscia che in quei giorni prese gli italiani - non tutti, in verità, perché in molti applaudirono alla notizia della strage - l'ho ricostruita soprattutto attraverso i giornali di Trento: Alto Adige, L'Adige, Vita Trentina e dai personaggi della politica e del giornalismo di 40 anni fa e dai quotidiani nazionali: Corriere della Sera, La Repubblica, Il Messaggero. Lavoro preso appunto dai giornali. Con i loro limiti, gli inevitabili errori ma dove la cronaca diventa storia da consegnare al futuro e anche da libri davvero straordinari scritti dai testimoni di quelle giornate di autentica angoscia: Italo Pietra, Leonardo Sciascia, Adriano Sofri e Anna Laura Braghetti. Lei faceva parte della colonna romana delle Br che, uccisi i cinque uomini dello Stato, assassinarono Moro. C'è anche il racconto, intenso, di due personaggi, due senatori della Dc - Giorgio Postai di Trento e Giorgio Di Giuseppe di Maglie, la città natale di Moro - a ricostruire quella tragedia da loro vissuta giorno dopo giorno nei palazzi della politica romana. Sono i superstiti di un'epoca che sembra talmente distante da apparire irreale." (L'autore)

Moro. Il caso non è chiuso. La...

Calabrò Maria Antonietta
Lindau 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

18,00 €
Tutto quello che la gente sa sul cosiddetto caso Moro, cioè sulla strage efferata della sua scorta in via Fani, la lunga prigionia dello statista democristiano e la sua sconvolgente morte, si basa in gran parte su una ricostruzione dei fatti frutto di un compromesso volto a formulare una «verità accettabile» sia per gli apparati dello Stato italiano, sia per gli stessi brigatisti. Tutto questo provocò un processo di rielaborazione, molto tortuoso ed ex post (durato oltre dieci anni, da quel tragico 1978 al 1990), su che cosa era veramente accaduto durante l'«Operazione Fritz», il nome in codice dell'«operazione Moro». E ancora oggi, a ben guardare, noi non sappiamo tutta la verità sulla morte di Aldo Moro. Le verità emerse dalla nuova Commissione d'inchiesta Moro 2 sono sconcertanti. Quattro anni di lavoro, migliaia di documenti desecretati degli archivi dei servizi segreti italiani, centinaia di nuove testimonianze, nuove prove della Polizia scientifica e dei RIS dei Carabinieri hanno rivelato molti nuovi, sorprendenti elementi. Qualche esempio. Moro guardò negli occhi chi gli sparava, non morì sul colpo, ma in modo atroce, dopo una lenta agonia. Il suo carceriere trovò rifugio da latitante in una palazzina dello IOR, la banca vaticana. L'omicidio ben difficilmente è potuto avvenire nel box di via Montalcini 8, così com'era nel 1978. Almeno 2 terroristi della Rote Armee Fraktion potevano essere in via Fani. Fu un imprenditore israeliano che fornì i 10 miliardi del riscatto consegnati a Paolo VI. Le fazioni palestinesi giocarono un pesante ruolo nella trattativa. Durante il sequestro passarono alle BR documenti top secret della NATO. Infine emerge uno scenario internazionale del delitto che i brigatisti hanno sempre negato. Purtroppo anche in molte rievocazioni in occasione dei quarant'anni del rapimento è stata riproposta la vecchia narrativa, messa a punto come un abito su misura. Allora, la sola «verità» dicibile, ma oggi del tutto insoddisfacente.

Testimoni inconsapevoli. La...

Forlani Alessandro
Infinito 2018

Disponibile in libreria  
CRIMINALITA' ORGANIZZATA

15,00 €
Davvero Aldo Moro è stato ucciso dalle Brigate Rosse, perché lo Stato ha seguito la linea della fermezza, rifiutando ogni trattativa? In queste pagine alcuni testimoni diretti raccontano una storia molto diversa. Il 9 maggio 1978 lo statista democristiano doveva essere liberato, a seguito di un accordo. La Santa Sede, infatti, stava per consegnare ai brigatisti un riscatto, mentre la Jugoslavia del maresciallo Tito li avrebbe riconosciuti come interlocutori politici. Il governo italiano era d'accordo, poiché la trattativa passava dall'estero. Perché allora quella mattina i brigatisti, anziché fare loro la vittoria tanto attesa, uccidono l'ostaggio? Probabilmente arrivò un ordine da fuori. Moro doveva sparire, perché la sua politica aveva troppi nemici. Questa la verità storica. Ma come si svolsero in concreto i fatti? Chi sa non parla. A raccontare quello che hanno vissuto sono solo i testimoni inconsapevoli, i soldati semplici, quelli che conoscono solo una piccola parte della storia. È una vicenda in cui regnano le aporie: versioni diverse dei fatti, tutte verosimili. Ma allora dobbiamo rassegnarci al fatto che il dibattito sul caso Moro si protrarrà in eterno? Una via d'uscita può essere quella dei sogni e della teoria delle sincronicità. Prefazione di Filippo Ceccarelli.

Moro. L'inchiesta senza finale

Lavagno Fabio
EdUP 2018

Disponibile in 3 giorni

22,00 €
La ricostruzione della vicenda Moro fu davvero condizionata, come vorrebbe la recente Commissione d'inchiesta, da un negoziato tra istituzioni e Br per creare una "verità di comodo"? Il mortale agguato del 16 marzo 1978 in via Fani poteva essere prevenuto? Le Br fecero da sole o si avvalsero di complicità a livello internazionale? Cosa c'entrano un bar di via Stresa e un appartamento di via dei Massimi? Quali leggende sono state spazzate via dalla Commissione nel corso della sua inchiesta? Il sequestro e l'omicidio di Moro, di cui secondo molti sarebbe tuttora impossibile decifrare il senso, diventano invece comprensibili nel contesto della lotta armata che bersagliò l'Italia per lunghi anni, prima, durante e dopo il 1978. Il finale, o meglio il "non finale" della recente inchiesta parlamentare era già stato segnato dall'impianto politico di cui la legge istitutiva era espressione. In questo libro si spiega come l'inchiesta si sia trasformata in una narrazione più simile ad una ghost story che ad un'analisi tecnico-politica, e si sia persa una preziosa occasione per chiudere un periodo storico e politico.

Hanno rapito Moro! Racconto del...

La Moglie Salvatore
Macabor 2018

Disponibile in 3 giorni

10,00 €
Sono passati quarant'anni dalla strage di via Fani e dal rapimento e poi dall'assassinio di Aldo Moro. Sono stati i 55 giorni più lunghi e oscuri della nostra Repubblica e su quel 16 marzo del 1978 ancora non si è riusciti a scoprire in maniera definitiva cosa sia davvero accaduto e a smascherare i veri mandanti. Tanti sono ancora i punti oscuri e le zone d'ombre, nonostante i notevoli risultati della "Commissione Fioroni". Di certo c'è che in via Fani non c'erano solo i brigatisti. La sfida di questo racconto consiste nel proporre al lettore la narrazione di quel tragico giovedì nero, con una scommessa: riuscire a dare un'idea della complessità del caso Moro, di cosa fu l'operazione via Fani attraverso il solo resoconto di una giornata che certamente fu particolare e destinata a costituire uno spartiacque nella storia del nostro paese.

Salvate Aldo Moro. La trattativa e...

Grignetti Francesco
Melampo 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

15,00 €
Furono giorni convulsi, quei 55 giorni tra via Fani e via Caetani. Ma tra l'aprile e il maggio 1978, quando tutto sembrava precipitare, con l'aiuto di Arafat e del Maresciallo Tito, i servizi segreti italiani cercarono una trattativa con le Brigate rosse per salvare la vita di Aldo Moro, passando per i palestinesi di George Habbash, la banda Carlos, i tedeschi della Baader-Meinhof. I rapporti tra gruppi terroristici e la galassia internazionale dei movimenti "rivoluzionari" esistevano da lungo tempo, si trattava di riattivare certi contatti. Le mediazioni andarono molto avanti, al punto che il 9 maggio era in programma uno scambio che avrebbe avuto dell'incredibile: alcuni terroristi tedeschi, catturati in Jugoslavia, sarebbero stati liberati e portati in Medio Oriente in cambio della vita dello statista italiano e per le Br l'agognato "riconoscimento politico" sarebbe giunto dai Paesi non allineati. All'ultimo tutto saltò. Nel libro vengono finalmente ricostruite le tappe di questa pista internazionale. Una ricostruzione asciutta, scevra di fantasie e connessioni ardite, esclusivamente composta di fatti e documenti. Che ci aiuta a capire alcuni contorni e passaggi essenziali di quelle drammatiche giornate. Ne emerge - nitido e inquietante - il racconto di una trattativa sommersa e parallela che avrebbe potuto cambiare il corso della storia e della politica in Italia.

Aldo Moro. La guerra fredda in Italia

Nazio Pino
Ponte Sisto 2018

Disponibile in libreria  
TERRORISMO

12,00 €
Esiste un filo sottile, invisibile come un fiume sotterraneo, che lega tanti avvenimenti oscuri del dopoguerra, dalla strage di Portella della Ginestra all'attentato a Togliatti, dai tentativi di colpo di Stato alle stragi, fino all'uccisione di Aldo Moro. Sono passati 40 anni dall'agguato di via Fani, ma i misteri che avvolgono il più terribile omicidio politico della storia contemporanea del nostro paese sono ancora molti. Moro non è stato protetto con una macchina blindata che sarebbe bastata a evitare la tragedia nonostante da un mese si sapesse che a Roma era in preparazione una azione clamorosa; le armi usate nell'attentato di via Fani sono state nascoste in una palazzina della banca Vaticana alla Balduina che ha ospitato estremisti tedeschi, società che lavoravano per la Nato, finanzieri libici e il discusso monsignor Paul Marcinkus; il presidente della Dc non è stato ucciso sul pianale della Renault 4 rossa dove venne fatto ritrovare in via Caetani, proprio tra le sedi della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista... Il libro contiene una originale analisi grafologica delle lettere che Moro ha scritto durante i giorni della sua prigionia.

Aldo Moro è vivo. Un uomo popolare...

Marino Raffaele
Ponte Sisto 2018

Disponibile in 3 giorni

12,50 €
"Aldo Moro non può essere semplicemente ricordato, va vissuto nel futuro, perché ha ancora tante, ma tante cose da dire al nostro Paese". È racchiuso in queste parole di Franco Tritto, assistente di Moro alla cattedra di Istituzioni di diritto penale, il senso dell'opera "Aldo Moro è vivo". L'autore Raffaele Marino, allievo proprio del prof. Tritto durante i suoi studi universitari, intende con questo saggio superare la retorica di via Fani e via Caetani per proporre un ricordo di Aldo Moro vivo rivissuto attraverso la testimonianza di Franco Tritto. Amico oltre che collaboratore di Moro, Tritto fu la persona che ricevette la telefonata dei brigatisti nella quale si annunciava il triste destino del Presidente Dc. Il resto della sua vita fu dedicato a testimoniare l'insegnamento del suo maestro, Aldo Moro. Un uomo, un professore e un politico sempre attento ai giovani. E il cui pensiero è oggi più che mai attuale. Prefazione di Maria Fida Moro e Luca Moro. Postfazione di Bruno Tabacci.

The day before Dallas. Ideazione,...

Mariotto Aldo
Pendragon 2018

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
Cinquantacinque anni dopo l'assassinio di JFK, c'è ancora spazio per formulare nuove ipotesi e, soprattutto, scoprire verità nascoste, legate al ritrovamento di materiali inediti. È il caso di questo libro, in cui l'autore ricostruisce i fatti e i retroscena legati al "Texas trip", il viaggio che fu fatale all'allora presidente degli Stati Uniti. Partendo dall'analisi del durissimo ambiente politico dell'epoca, questa ricerca svela le contraddizioni e le omissioni dei tanti personaggi coinvolti, e soprattutto del vicepresidente Lyndon Johnson, che ebbe un ruolo fondamentale nel destino di Kennedy, e addirittura mentì (e continuò a mentire) su quel famoso viaggio a Dallas. La seconda parte del volume è la cronaca di quanto avvenne il 21 novembre 1963, vigilia dell'assassinio. Una giornata come tante, piena di incontri ufficiali e mondani, nella quale emergono l'eccezionale personalità di John Fitzgerald Kennedy e lo straordinario charme di Jacqueline.

Davide contro Golia. Storia di un...

Ludwig Emil
Castelvecchi 2018

Disponibile in 3 giorni

13,50 €
David Frankfurter, giovane ebreo croato, ha ventisette anni quando, il 4 febbraio 1936, uccide con cinque colpi di pistola Wilhelm Gustloff, leader della delegazione nazista in Svizzera. Subito dopo l'omicidio, Frankfurter va a costituirsi confessando il suo gesto: la "vendetta" a lungo agognata, che spera potrà risanare l'onore perduto del suo popolo. Emil Ludwig racconta l'omicidio di Gustloff assumendo il punto di vista dell'uccisore e interrogandosi sulle ragioni profonde di un tale atto. Nell'immaginazione dell'autore, David diventa Tehlirian che uccide Talaat Pasha, sterminatore degli armeni, Charlotte Corday che uccide Jean-Paul Marat, Bruto che accoltella Cesare e, infine, l'omonimo eroe biblico che con la sua pietra abbatte il gigante Golia.

Il patto sporco. Il processo...

Di Matteo Nino
Chiarelettere 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

16,00 €
Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, gli omicidi di valorosi commissari di polizia e ufficiali dei carabinieri. Lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrificati. Ma mentre correva il sangue delle stragi c'era chi, proprio in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico. La sentenza di condanna di Palermo, contro l'opinione di molti "negazionisti", ha provato che la trattativa non solo ci fu ma non evitò altro sangue. Anzi, lo provocò. Come racconta il pm Di Matteo a Saverio Lodato in questa appassionata ricostruzione, per la prima volta una sentenza accosta il protagonismo della mafia alla politica, e per la prima volta carabinieri di alto rango sono ritenuti colpevoli di aver tradito le loro divise. Troppi i non ricordo e gli errori di politici e forze dell'ordine dietro vicende altrimenti inspiegabili come l'interminabile latitanza (43 anni!) di Provenzano, la cattura di Riina e la mancata perquisizione del suo covo, il siluramento del capo delle carceri, la sospensione del carcere duro per 334 boss mafiosi. Anni di silenzi, depistaggi, pressioni ai massimi livelli, qui documentati, finalizzati a intimidire e a bloccare le indagini. Ora, dopo questa prima sentenza che si può dire storica, le istituzioni appaiono più forti e possono spazzare via per sempre il tanfo maleodorante delle complicità e della convivenza segreta con la mafia.

La storia di Igor Markevic. Il...

Fasanella Giovanni
Chiarelettere 2018

Disponibile in libreria  
TERRORISMO

12,00 €
Il caso Moro continua a far parlare di sé perché ancora troppe verità sono state negate. Questo libro prova a offrire una pista inedita eppure ampiamente verificata attraverso le storie di personaggi in apparenza lontani, in realtà collegati dalla medesima catena di eventi. Seguendo la storia del direttore d'orchestra Igor Markevic e dei grandi personaggi del Novecento (Cocteau, Berenson, Nizinskij, Nabokov, Chaplin, Béjart, Ben-Gurion, Vlad), si intravede un filo rosso che dalla Parigi degli anni Trenta arriva dritto fino all'omicidio Moro, passando per salotti brulicanti di spie, diplomatici internazionali, avventurieri, regine della mondanità e regine vere, grandi massoni e banchieri, politici potenti e faccendieri. Francia, Stati Uniti, Unione Sovietica, Israele, Inghilterra, Spagna, e finalmente l'Italia, Firenze e Roma. Qui la storia di Markevic si incrocia con quella della famiglia Caetani e del loro palazzo. Qui è stato trovato il cadavere di Aldo Moro. Secondo Giovanni Pellegrino, presidente della Commissione stragi, e sulla base dell'indagine condotta dai due autori, proprio Markevic potrebbe essere l'intermediario delle trattative tra Brigate rosse e servizi segreti di vari paesi che avvennero in quei drammatici giorni per la liberazione di Moro. L'autopsia rivelò che lo statista fu praticamente ucciso sul posto, perciò la sua ultima prigione doveva trovarsi a non più di cinquanta metri.

Aldo Moro. Una lezione di democrazia

Fioroni G.
Giapeto 2018

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
Quarant'anni fa il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro distrussero, insieme alla vita di Moro e degli uomini della sua scorta, un grande progetto organico di cambiamento e rigenerazione del nostro sistema democratico, creando nel Paese un autentico trauma. Nei decenni successivi il sistema politico italiano non ha saputo voltare pagina rispetto alle paure, ai silenzi e agli imbarazzi che hanno caratterizzato il sequestro Moro e portare a termine un coerente progetto di riforma. Il sistema dei partiti si è così destinato a una navigazione a vista e, in prospettiva, a uno sfaldamento del sistema stesso. La Commissione di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, che ha recentemente concluso i suoi lavori, ha evidenziato le lacune delle precedenti ricostruzioni e ha dimostrato che sull'operazione militare delle Brigate Rosse si innestò l'azione di una pluralità di soggetti, che per ragioni diverse, influirono sulla gestione e tragica conclusione del sequestro. In questo ambito è emersa pure l'esigenza di confrontarsi globalmente con l'opera politica di Moro, anche perché è solo a partire da questa che si può realmente comprendere - su un piano storico e politico - la vicenda del suo omicidio. La finalità di questo piccolo volume è dunque quella di consentire una migliore conoscenza dell'azione politica di Moro e, allo stesso tempo, di recuperare la sua progettualità in una fase storica in cui la dimensione culturale e progettuale della politica è stata spesso superata da una fiducia superficiale nei meccanismi di selezione della rappresentanza. Al contrario, proprio l'esperienza di Moro evidenzia la centralità del tema della costruzione di un tessuto di valori e ideali comuni e di un circuito virtuoso tra forze sociali e forze politiche. I brevi capitoli in cui si articola il saggio prendono in esame l'azione politica di Moro sin dagli anni dell'Assemblea costituente per poi giungere all'esperienza del Centro-Sinistra, alla sua azione politica interna e internazionale negli anni Settanta e infine al suo omicidio. Il filo conduttore che emerge è l'attualità del contributo di Moro, non solo per l'incisività delle soluzioni proposte alle grandi questioni dei diritti e dell'organizzazione dei pubblici poteri, ma anche per la cultura politica che è alla base della sua azione. Una cultura fondata sui principi di dignità della persona, sulla ricerca di un rapporto virtuoso tra democrazia e libertà attraverso il pluralismo delle formazioni sociali, sulla concezione dinamica del rapporto tra la politica e i mondi vitali della società.

Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo...

Imposimato Ferdinando
Chiarelettere 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

11,00 €
Il caso più grave nella storia della repubblica italiana. Molti lo volevano chiudere. Questo libro lo ha riaperto con nuove testimonianze e documenti rivelatori pubblicati in appendice. Il giudice Ferdinando Imposimato, uno dei magistrati che più si è occupato dell'inchiesta sul rapimento e l'omicidio Moro, e il giornalista Sandro Provvisionato bucano silenzi di anni e mostrano ciò che non era mai stato visto né raccontato. Un libro di riferimento per capire cosa è davvero successo in quei drammatici giorni di primavera del 1978.

Complici. Caso Moro. Il patto...

Limiti Stefania
Chiarelettere 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

10,00 €
Nella storia dell'Italia repubblicana non si è mai verificato un delitto politico che abbia presentato tanti risvolti oscuri come il delitto Moro. Un delitto politico che è ancora cronaca viva: dopo cinque indagini giudiziarie e quattro processi, è stata istituita un'apposita Commissione d'inchiesta parlamentare per indagare ancora. Perché quello che sappiamo oggi è il frutto della trattativa tra Democrazia cristiana e i vertici delle Brigate rosse. Ed è solo una minima parte di quanto è davvero accaduto. Chi c'era in via Fani la mattina del sequestro? Chi sparò? Dov'erano la o le prigioni di Moro? Chi era il suo quarto carceriere? Che fine hanno fatto le carte scritte dal presidente democristiano durante i cinquantacinque giorni e le registrazioni dei suoi interrogatori? E, soprattutto, chi ha sottratto la lunga lista degli appartenenti a Gladio stilata da Moro durante la prigionia? L'inchiesta di Stefania Limiti e Sandro Provvisionato ricostruisce tasselli e scava dentro i fatti. Quelli acclarati e quelli nascosti. Li enumera e li analizza. E li inserisce ciascuno nel loro esatto contesto insieme ai protagonisti di quella stagione: il presidente Giulio Andreotti e il ministro Francesco Cossiga, suor Teresilla e don Mennini, il generale Carlo Alberto dalla Chiesa e il suo braccio destro, il generale Nicolò Bozzo. E brigatisti, mafiosi, uomini della X3 Mas, del Sismi e di Gladio, poliziotti, carabinieri e massoni.

Il caso Moro. La battaglia persa di...

Oliva Gianni
Edizioni del Capricorno 2018

Disponibile in 3 giorni

9,90 €
16 marzo 1978, ore 9.02: in via Fani, a Roma, un commando delle Brigate Rosse (composto da almeno nove persone, ma il numero reale forse non si saprà mai) blocca le auto che trasportano Aldo Moro e la scorta che lo segue, uccide i cinque uomini incaricati della protezione del presidente della Democrazia Cristiana e rapisce lo statista. L'azione - la cui preparazione è durata cinque mesi - è fulminea: alle 9.05 Moro è nelle mani dei brigatisti. È l'inizio di uno dei periodi più duri, controversi, decisivi nella storia della Repubblica, un dramma spietato che si concluderà il 9 maggio, con il ritrovamento del corpo di Moro nel bagagliaio di una Renault 4 rossa in via Caetani. Con le parole di un grande storico, la ricostruzione del contesto politico in cui si svolge la vicenda, la cronaca quotidiana del sequestro, la strategia della comunicazione usata dai terroristi, le lettere scritte da Moro nei 55 giorni di prigionia, la difficile risposta dello Stato, la «strategia della fermezza» e le aperture alla trattativa con le BR, il tragico epilogo. E un capitolo dedicato ai «misteri» e alle numerose tesi complottiste (prive, a oggi, di adeguati riscontri processuali) che negli anni sono state elaborate.

L'uomo che incastrò la mafia. Pio...

Bascietto Giuseppe
Compagnia Editoriale Aliberti 2018

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
Ci fu un uomo, nato in Sicilia, che osò sfidare il potere di Cosa Nostra. Il suo nome era Pio La Torre. Una figura storica dell'antimafia civile e politica e autore di vere e proprie rivoluzioni legislative. Figlio di contadini poverissimi e analfabeti, ancora bambino si ribellò alla famiglia e lottò per poter andare a scuola. Lo comunicò al padre in una calda giornata d'estate con quattro parole secche e fulminanti: "Voglio andare a scuola". Il padre buttò la zappa a terra e corse gridando verso casa: "Vuole andare a scuola! Non se ne parla. Lui dovrà fare il contadino come me, i suoi nonni e i suoi bisnonni!" Il dado era tratto. Pio aveva scelto. Aveva scelto la cultura come strada per il riscatto sociale. A diciassette anni si iscrisse al PCI. Esponente di primo piano del Partito, chiamato nella segreteria nazionale da Enrico Berlinguer nel 1979, presentò un disegno di legge, che ancora oggi porta il suo nome, che introdusse l'articolo 416 bis del codice penale. È il certificato di nascita della prima vera legislazione contro la mafia: la codifica del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. È da quel giorno che i magistrati possono istruire i processi di mafia. Con una lettera di Giorgio Napolitano.

Il sogno spezzato. Le idee di...

Veltroni Walter
Baldini + Castoldi 2018

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
6 giugno 1968, Los Angeles. Dei colpi di pistola spezzano un sogno. Come era successo a Dallas, cinque anni prima, Robert e John Kennedy sono legati, nella memoria collettiva, da un destino che ricorda quello delle tragedie greche: il mito dell'intelligenza, della giovinezza e della democrazia bruciato da un epilogo di morte violenta. Ma l'inchiostro versato sulla saga di questa famiglia americana ha finito con il cancellare alla vista l'eredità politica del kennedismo. Per Walter Veltroni essa è sempre di una sorprendente attualità. Per dimostrarlo Veltroni ha raccolto e organizzato i testi di Robert Kennedy che testimoniano le idee, le lotte, la politica del giovane candidato alla presidenza degli Stati Uniti, ucciso cinquantanni fa. Il 1968 è, forse non a caso, l'anno che molti sentono come la combinazione numerica dei sogni interrotti. Kennedy non arrivò mai alla Casa Bianca e così cambiò la vita, di tutti noi. Di Bob, Veltroni ha ricostruito pensieri e ideali, battaglie e polemiche. «Le idee della politica stanno in fondo al mare», scrive Veltroni. «Sono le maree della storia, con il loro fluire, che ne decidono la collocazione. Talvolta le onde si alzano talmente violente da scuotere tutte le profondità. E così, da lontano, possono ritornare in superficie anche le idee che hanno riposato, per decine di anni, come dignitosi relitti, sulla sabbia limacciosa.»

Il caso Cirillo. La trattativa...

Alemi Carlo
Tullio Pironti 2018

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
È la sera del 27 aprile del 1981 quando Ciro Cirillo, assessore regionale ai Lavori Pubblici della Regione Campania, viene sequestrato nel garage di casa, a Torre del Greco, da un commando di cinque uomini appartenenti alle Brigate Rosse, capeggiati da Giovanni Senzani. Nel conflitto a fuoco che segue perdono la vita l'agente di scorta di Cirillo, il brigadiere Luigi Carbone, l'autista Mario Cancello, e viene gambizzato Ciro Fiorillo, segretario dell'assessore. Ex presidente della Regione, democristiano "doroteo" molto vicino ad Antonio Gava, Cirillo è uno degli uomini politici più addentro ai meccanismi del potere; da qualche mese, inoltre, è diventato presidente della Commissione incaricata di gestire gli appalti del post-terremoto del 1980. Lo Stato annuncia la linea dura: come già per Aldo Moro tre anni prima, non tratterà con le BR. Cirillo verrà rilasciato dopo 89 giorni di prigionia, all'alba del 24 luglio, in un palazzo abbandonato di via Stadera, a Poggioreale. La liberazione era stata annunciata il giorno prima da un comunicato, in cui i rapitori dichiaravano che a sobbarcarsi l'onere del riscatto - un miliardo e 450 milioni di lire - era stata la Democrazia Cristiana, suscitando un enorme scandalo, nonché l'immediata smentita da parte dei familiari, che si assunsero la totale responsabilità di quel pagamento. La stessa liberazione fu costellata da episodi controversi, come quello per cui Cirillo, invece di essere tradotto in Questura, come da disposizioni della magistratura, venne portato a casa, dove vano sarà il tentativo di interrogatorio da parte dell'adora pubblico ministero di Napoli Libero Mancuso, causa stato di semincoscienza ascrivibile a shock - salvo poi colloquio personale, a porte chiuse, con Antonio Gava e Flaminio Piccoli, esponenti di spicco del partito. Fin da subito emersero dubbi anche in merito alla cifra pagata per il riscatto: si vociferava, infatti, che l'ammontare fosse stato pattuito grazie all'intercessione della camorra, cui sostanzialmente si doveva il merito del rilascio, e che la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo - il più sanguinario capo camorra dell'epoca - ne avesse incassato almeno una metà: la somma sarebbe stata messa insieme da un gruppo di imprenditori edili, "amici"della DC - legati a doppio filo a Cirillo per questioni di appalti - e i"colloqui" tanto con funzionari dei Servizi Segreti che con esponenti politici, si sarebbero svolti direttamente nell'"allegro" carcere di Ascoli Piceno, in cui era detenuto "'o Professore", per il tramite di faccendieri senza scrupoli. Inizia così quella che il presidente emerito Giorgio Napolitano ha definito «una delle pagine più nere dell'esercizio del potere nell'Italia democratica»: il sequestro è destinato infatti a divenire uno dei più clamorosi casi politici e giudiziari degli anni bui della Repubblica Italiana. A indagare sul caso Cirillo è il magistrato Carlo Alemi che, in qualità di giudice istruttore, diventa protagonista di alcune delle vicende più oscure e sanguinose degli anni di piombo, conoscendo e interrogando i personaggi più ambigui implicati nelle intricate trame della politica, della malavita organizzata, del terrorismo rosso e dei Servizi Segreti, fino a divenire, suo malgrado, inconsapevole agnello sacrificale. Gli elementi che si intrecciano nella sua ricostruzione sono tanti: fatti di cronaca nera, crimini mafiosi, ipotesi investigative, tentativi di depistaggi da parte di organi dello Stato, sparizione di documenti, misteri irrisolti, testimonianze scottanti, raggiri politici. Servizi deviati. È Alemi l'autore della straordinaria istruttoria condotta sul caso, affidatagli il 1°settembre del 1981 e conclusasi il 28 luglio del 1988, con il deposito della sentenza-ordinanza di 1.534 pagine destinata a fare Storia, un j'Accuse che scatenerà una vera e propria tempesta politica in Parlamento... Presentazione di Luigi Necco. Prefazione di Franco Roberti.

Giovanni Falcone e Paolo...

Sarzana di S. Ippolito Carlo
Castelvecchi 2018

Disponibile in 3 giorni

17,50 €
Ancora oggi, i misteri fondamentali che gravano sulle stragi di Capaci e via D'Amelio restano insoluti: chi erano le menti raffinatissime, i cervelli delle stragi, i pupari dei manovali del crimine? Perché in tempi così ridotti e con modalità così clamorose sono caduti, uno dopo l'altro, i due grandi nemici di Cosa Nostra? Questo libro, frutto di anni di ricerca, costituisce il tentativo di tracciare una lista ragionata delle circostanze oscure dei due attentati, formulando, ove possibile, qualche ipotesi di spiegazione. Di fondamentale importanza le fonti utilizzate, documenti sinora non conosciuti o mai pubblicati, che rivelano un quadro di menzogne, reticenze, depistaggi, tradimenti, sparizioni di documenti, diffamazioni, infedeltà istituzionali gravissime e imperdonabili negligenze investigative. «La decisione di includere tanti documenti, soprattutto processuali, e di non romanzare gli eventi è stata presa per offrire ai lettori un panorama di fatti, probabilmente non conosciuti nella loro interezza se non dagli addetti ai lavori, e nell'intento parallelo di rinvigorire il ricordo di coloro che sono morti per noi. Mi ha guidato una frase di Mario Francese, giornalista assassinato da Cosa Nostra: "I fatti sono come domande, prima o poi vengono le risposte"».

Il delitto Matteotti

Barilli Francesco
Becco Giallo 2018

Disponibile in libreria  
FUMETTI

17,00 €
È il 30 maggio del 1924, quando il deputato socialista Giacomo Matteotti firma, con un discorso alla Camera, la sua condanna a morte. "Tempesta", come viene chiamato dai compagni di partito per il suo carattere battagliero, ne è consapevole, perché finito di parlare - dopo aver denunciato pubblicamente l'uso sistematico della violenza a scopo intimidatorio usata dai fascisti per vincere le elezioni e contestato la validità del voto - dice ai colleghi: «Io, il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me.» Pochi giorni dopo, il 10 giugno, viene rapito a Roma. Sono da poco passate le quattro del pomeriggio e una squadra di fascisti guidata da Amerigo Dumini lo preleva con la forza e lo carica in auto, dove viene picchiato e accoltellato fino alla morte, per poi essere seppellito nel bosco della Quartarella, a venticinque chilometri dalla Capitale.

La scelta. Giorgio Ambrosoli

Buttolo Gianluca
Renoir Comics 2018

Disponibile in 3 giorni

19,90 €
Con le prefazioni di Umberto Ambrosoli e Gianpaolo Carbonetto, Gianluca Buttolo illustra la vicenda umana e professionale dell'avvocato Giorgio Ambrosoli, curatore del fallimento della Banca Privata Italiana del banchiere Michele Sindona, e venne assassinato nella notte tra l'11 e il 12 luglio 1979. Dal groviglio di poteri forti, tra alta finanza e politica, emerge la figura di un uomo coraggiosamente libero di seguire i dettami della propria coscienza e del rispetto per le leggi.

Skorpio. Vincenzo Li Causi, morte...

Giannantoni Massimiliano
Round Robin Editrice 2018

Disponibile in libreria  
INCHIESTE

14,00 €
Questa è la storia di Vincenzo Li Causi. Agente di punta dei Servizi segreti italiani, l'informatore occulto della giornalista Ilaria Alpi, capo del misterioso centro Scorpione di Trapani, membro dell'organizzazione paramilitare Gladio ucciso nel 1993 a Balad -Somalia - in circostanze mai appurate. Una vicenda che affonda le sue radici nel baratro più profondo e oscuro della Storia della Repubblica. L'indagine sul suo omicidio è stata semplicemente insabbiata. Almeno fino a oggi, fino a quando qualcuno ha deciso di raccontarci una verità sconcertante e difficile da accettare. A oltre venti anni dalla sua morte, abbiamo cercato di dare delle risposte a domande ignorate, rileggendo le carte, scovando testimoni mai interrogati e riascoltando quelli che avevano parlato a "mezza bocca" davanti ai pm firmando deposizioni rivelatesi poi false. Abbiamo trovato il pezzo del puzzle conservato in un vecchio archivio. L'elemento che mancava per rispondere a una domanda molto complicata. Complicata persino da gestire: chi era veramente Vincenzo Li Causi?

Da quella prigione. Moro, Warhol e...

Belpoliti Marco
Guanda 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

12,00 €
Sono trascorsi quarantanni dall'uccisione di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse, ma la sua immagine nelle polaroid scattate durante la prigionia all'interno del «carcere del popolo» resta impressa nella memoria individuale e collettiva. Quelle due fotografie, più una terza, quella del suo corpo acciambellato nel baule della R4, non erano mai state lette in profondità. L'attenzione si era sempre concentrata sulle vicende oscure del sequestro e della prigionia, sulle lettere e sull'esecuzione del leader democristiano. In questa nuova edizione del libro, che è anche un racconto, Marco Belpoliti analizza l'uso delle immagini compiuto dalle Brigate Rosse durante gli anni di piombo, rilegge le foto di Moro attraverso l'opera di autori come Andy Warhol, Marshall McLuhan, Pier Paolo Pasolini, John Berger, e interpreta quegli scatti come il segno di un cambiamento in corso negli anni Settanta nell'utilizzo del corpo da parte degli uomini politici. Moro appare come l'ultimo esempio del passato, mentre il corpo stava divenendo lo strumento principale della comunicazione politica. Fotografandolo come un re deposto, i brigatisti hanno umanizzato Aldo Moro, così che la sua immagine continua a interrogarci ancora oggi sul potere, sul terrorismo e sull'idea di un'utopia politica realizzata con il sangue.

Storia di un delitto annunciato. Le...

Moro Alfredo Carlo
Editori Riuniti Univ. Press 2018

Disponibile in 3 giorni

19,50 €
Sono trascorsi quaranta anni dal sequestro e dall'uccisione di Aldo Moro, un evento politico che ha determinato un sostanziale mutamento nella storia del nostro paese. L'autore, fratello di Aldo Moro, sviluppa in questo volume una sua lettura dei fatti di quel drammatico 1978, analizzando e collegando in modo organico tutto ciò che era emerso nei vari processi penali e nelle molte inchieste parlamentari sul caso Moro. Non ne risulta una verità alternativa ma vengono evidenziati i molti inquietanti interrogativi rimasti senza risposta, le tessere del mosaico che non vanno a posto, i buchi neri, gli episodi inspiegabili, le carenze ingiustificate, le illogicità. La verità reale, non quella di comodo, appare velata. La seconda parte del volume analizza gli scritti di Moro dalla "prigione" e pone in evidenza da una parte l'azione censoria e manipolatoria dei sequestratori e dall'altra i segnali che attraverso le lettere Moro cercava di inviare all'esterno per far conoscere il suo vero pensiero. Attraverso gli scritti, specie quelle ai familiari, l'Autore individua il reale stato d'animo del prigioniero, i suoi sentimenti, la sua serena accettazione del martirio: ne emerge un ritratto dell'uomo Moro assai diverso da quello che ci è stato presentato.

Ilaria Alpi. Il prezzo della verità

Rizzo Marco
Becco Giallo 2018

Disponibile in 3 giorni  
FUMETTI

17,00 €
Tante cose sono cambiate: la televisione, l'immagine delle giornaliste, il mondo dei media, ma Ilaria Alpi rimane un riferimento importante per chi crede ancora nell'informazione come ricerca della verità, come reportage per spiegare e far capire altri mondi, altre culture, come missione, studio, lavoro, impegno, passione. (dalla prefazione di Giovanna Botteri, corrispondente dagli Stati Uniti per la RAI)