Elenco dei prodotti per la marca D'Auria M.

D'Auria M.

Società e diritto nella tarda...

De Giovanni L.
D'Auria M.

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28,00 €
Questi studi affrontano gli aspetti del rapporto tra l'esperienza giuridica tardoantica e la società che la esprime. La prima parte è dedicata alle fonti e, in modo particolare, alla compilazione di Teodosio II, di cui si discute sia il carattere ideologico e la matrice culturale, sia il ruolo esercitato, sia ancora il rapporto col successivo codice giustinianeo. La seconda parte si occupa di un argomento di grande rilievo e cioè del "problema giustizia", drammaticamente avvertito nella società tardoantica soprattutto quando esso esplodeva nelle aule dei tribunali. La terza parte è dedicata a alcune categorie sociali: medici e professori, chierici e poveri appaiono sulla scena in vario modo oggetto delle attenzioni dei sovrani e, pur nella profonda differenza dei loro ruoli, animano una società in rapida e sensibile evoluzione, che si appresta a lasciare definitivamente l'antichità e a porre le basi di un nuovo mondo destinato a caratterizzare per secoli le vicende umane. Saggi di Donato Antonio Centola, Chiara Corbo, Lucio De Giovanni, Emilio Germino.

The Bee-Orchid. Religione e cultura...

Tommasi Chiara O.
D'Auria M.

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60,00 €
Il titolo di questo saggio si richiama alla celebre definizione offerta da Clive Staples Lewis nel suo saggio su "L'allegoria d'amore a proposito di Marziano Capella e della sua opera", valutata, fino a non molti decenni fa, come eccentrica stravaganza al confine tra Tarda Antichità e Medioevo, e tuttora considerata, nelle parole di un critico pur simpatetico e attento studioso di Marziano come Haijo Westra, un testo in grado di produrre spesso nei lettori senso di straniamento e frustrazione e rappresentare per gli studiosi una sorta di 'gabbia di matti'.

Disciplina iuris e altri saperi....

Scarano Ussani Vincenzo
D'Auria M.

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48,00 €
In coerenza con le ormai pluridecennali opzioni storiografiche dell'autore, il libro vuole essere un ulteriore contributo alla ricostruzione di quella straordinaria vicenda intellettuale che è stato il pensiero giuridico di Roma antica. È dedicato all'analisi di significativi aspetti del rapporto fra alcune discipline esterne alla iuris scientia e il sapere di importanti giureconsulti: in particolare, Quinto Mucio, Trebazio, Tuberone il Giovane, Masurio Sabino, Giavoleno, Aristone, Nerazio, Celso figlio e Giuliano. Essi sono considerati nel contesto cui, da protagonisti, appartennero: la cultura romana. E come, del resto, apparvero ai coevi esperti nelle altre "bonae artes" e, più in generale, ai contemporanei. Si è tentato così di recuperare caratteristiche rilevanti di personalità scientifiche che hanno avuto tutte un ruolo eminente - talune addirittura fondamentale - nella giurisprudenza romana. Malgrado lo scetticismo o l'ostilità di molti 'romanisti', una storia 'negata' sembra dunque continui ad affiorare dall'Antichità.

Incertae personae e capacità...

Corbo Chiara
D'Auria M.

Non disponibile

45,00 €
I testamenti non costituiscono solo l'atto di ultima volontà del singolo individuo, ma, in una visione più ampia e collettiva, essi forniscono un privilegiato punto di osservazione e sono una fonte preziosa per indagare la "vita reale" degli uomini, fotografando un dato segmento storico e riflettendo i costumi sociali di un'epoca. Un esame dei contenuti testamentari consente di seguire il corso degli eventi e l'evoluzione della società, di cui essi colgono i momenti di maggior rilievo, le espressioni più significative riscontrabili in ogni fase storica, ponendosi in tale prospettiva come una sintomatica spia dei cambiamenti in divenire e cifra ineludibile delle dinamiche sociali, dei mutamenti valoriali e della rinnovata sensibilità etica.

Lex et scientia iuris. Aspetti...

Matino Giuseppina
D'Auria M.

Non disponibile

30,00 €
La letteratura giuridica in lingua greca di età tardoantica e bizantina riveste particolare interesse sia per lo storico del diritto sia per quello della lingua. L'evoluzione, lo sviluppo e la trasformazione del mondo delle idee, della lingua e dei mezzi di comunicazione, che hanno caratterizzato i secoli dal tardoantico all'età bizantina, sono ben individuabili in una produzione letteraria necessariamente ancorata alla realtà sociale. I testi giuridici, nella loro duplice appartenenza alla Gebrauchssprache ed alla Zwischenschichtsprosa sono particolarmente fecondi per indagini relative alla storia delle lingue classiche. Tra i due principali filoni, lingua letteraria e lingua popolare, che improntano lo sviluppo linguistico postclassico, la lingua del diritto, influenzata tanto da quella letteraria quanto da quella 'colloquiale', è la lingua della burocrazia imperiale e della classe dirigente, che si afferma sempre più a partire dall'età di Diocleziano come cardine della vita sociale.

Gli anni del terrore tataro a...

Sbriziolo Itala P.
D'Auria M.

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30,00 €
Molti documenti della narrativa antico-russa riferiscono le scorrerie dei Tatari dalla loro prima apparizione sulle rive del fiume Kalka alle sanguinose battaglie contro Mosca ai tempi del principe Dmitrij Ivanovic. La ricerca riportata dal testo è dedicata a tre narrazioni sulle incursioni tatare contro Mosca compiute tra il 1382 e il 1409, il cui esito suggerisce al narratore di risvegliare nel principe russo il sentimento patriottico che sembra sopito.

Dio ne scampi dagli Orsenigo

Imbriani Vittorio
D'Auria M.

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24,00 €
Questo romanzo, pubblicato nel 1876 e ristampato nel 1883, racconta un'insolita storia d'amore. Ne sono protagonisti Maurizio Della Morte, napoletano, ufficiale di cavalleria, e Radegonda Orsenigo, moglie di Gabrio Salmojraghi, "banchiere o negoziante, non

La Madonna degli esclusi. Indagine...

De Matteis Stefano
D'Auria M.

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15,00 €
Un volto antico. Una faccia contadina come non se ne vedono più. Gli occhi tristi di chi conosce il male e di chi ha visto le disgrazie e le avversità del mondo. E sul viso la ferita indelebile, lo sfregio insanabile del disprezzo e dell'offesa di una violenza che il mito di fondazione vuole ingiustificata, irragionevole e insensata. Di fianco, il Figlio, che la guarda con un sorriso tra il divertito e l'estasiato, come fosse il pastore della meraviglia che cade in ginocchio davanti alla Nascita. Questo il ritratto della "mamma di tutte le mamme" che i fedeli della Campania intera venerano compiendo uno degli ultimi grandi rituali del Mezzogiorno d'Italia. Questa è la Madonna dei poveri, dei reietti, degli esclusi, degli ultimi. È la Madonna della sofferenza... la Madonna dell'Arco.

Stella forte. Studi danteschi

Spera F.
D'Auria M.

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40,00 €
Francesco Spera, Introduzione. Guglielmo Barucci, Dal borgo alla città: Firenze e l'anti-Firenze. Sandra Carapezza, "Terra Santa" e "Terra prava": l'Italia nel Paradiso. Chiara Cedrati, I confini d'Italia e i confini del mondo. Giuseppe Alonzo, Numismatica dantesca. La Commedia tra maledizione e santificazione della moneta. Claudia Crevenna, La dolcezza del canto tra memoria e oblio nel Purgatorio dantesco. Ottavio Brigandì, La gloria, il riuso e Oderisi da Gubbio. Davide Colombo, Le Correctiones dantesche di Bartolomeo Perazzini. Martino Marazzi, Studi danteschi americani. Profilo di una tradizione in movimento.

Napoli e l'Islam. Storie di...

Boccadamo Giuliana
D'Auria M.

Non disponibile

30,00 €
Questo libro racconta storie di schiavi, musulmani, cristiani. Rinnegati musulmani, rinnegati cristiani: due risvolti di una realtà che attraversa il Mediterraneo dal Medioevo fino alle soglie dell'Età contemporanea; una realtà fatta di luci ed ombre, di compromessi e/o di conversioni sincere e manifeste, una sorta di trait d'union fra opposte sponde del Mediterraneo, fra culture diverse che inevitabilmente si intersecano e si incastrano, cedendo ognuna in qualcosa all'altra, portando talvolta a vere e proprie rivoluzioni identitarie. Emerge in primo piano la singolare realtà di Napoli e il suo particolare rapporto con l'Islam. Una Napoli accogliente, in cui i figli degli schiavi musulmani perdono dopo qualche "generazione" il ricordo della primigenia identità; una Napoli dura e severa al tempo stesso con gli schiavi che non rispettano le regole del vivere civile; una Napoli multietnica e di frontiera ma contraddittoria al tempo stesso, dove può esistere una moschea a metà Cinquecento e si nega una dignitosa sepoltura ai musulmani a metà Settecento.