Elenco dei prodotti per la marca Luni Editrice

Luni Editrice

Yukio Mishima. Enigma in cinque atti

Breschi Danilo
Luni Editrice

Disponibile in libreria

20,00 €
«Spero di trovare una morte conforme al mio sogno di sempre, una morte degna del rivoluzionario e del reazionario che sono», così ha lasciato scritto il francese Pierre Drieu La Rochelle, suicida nel marzo del 1945, sul finire della seconda guerra mondiale. In quello stesso anno, in estremo Oriente, agli antipodi dell'Europa, sopravvissuto ai bombardamenti americani, il ventenne Kimitake Hiraoka diventava definitivamente Yukio Mishima, il quale venticinque anni dopo avrebbe saputo darsi una morte spettacolare e scandalosa, in perfetta aderenza alla figura di rivoluzionario reazionario con cui aveva nel frattempo inteso costruirsi anima e corpo. Secondo l'antico rituale samurai del seppuku, il 25 novembre del 1970 si uccideva uno dei più grandi scrittori del Novecento. Ponte culturale tra Oriente ed Occidente, Mishima è stato l'artefice e il carnefice della propria gloria letteraria. Poche altre scritture scuotono e percuotono, affascinano e respingono, inquietano ed esaltano in misura così intensa, offrendo il proprio contenuto composto da una carica esplosiva, urticante, dentro la forma cristallina di una prosa elegante e sempre controllata. Il pensiero poetante e letterario di Yukio Mishima è un corto circuito tra il medioevo più feudale, gerarchico e guerriero, ed una modernità talmente avanzata da anticipare il postmoderno. Fuori da ogni stereotipo, la ricerca di Danilo Breschi propone una completa analisi della vita e dell'opera dello scrittore giapponese. Il suo enigma è circumnavigato ed interrogato attraverso autori affini per gusto e destino, da Kierkegaard a Dostoevskij, da Burke a Rilke, da Pirandello a Camus, da Baudelaire a D'Annunzio, da Nietzsche a Kundera, da Proust a Cioran, da Wilde a Miller. Questo libro intende restituire Mishima alla sua grandezza, originalità e insanabile contraddizione di artista.

Le arti marziali tradizionali...

De Angelis Giacomo
Luni Editrice

Disponibile in libreria

22,00 €
«Questo tipo di ignoranza culturale-marziale, ormai tramandata e consolidata da oltre un secolo, è la causa dell'inefficacia di tali tecniche, e quindi il decadimento di quelli che oggi sono definiti erroneamente stili tradizionali, i quali, assurti ormai a verità assiomatiche, rendono estremamente difficile invertire questa tendenza alla mediocrità». Così questo libro annuncia l'oggetto delle sue pagine: la diffusione dell'ignoranza e della mediocrità all'interno delle scuole di arti marziali tradizionali cinesi e non solo. La trattazione che ne segue è una sorta di genealogia di questa involuzione che, nella prosa spesso scanzonata di De Angelis, tocca campi differenti, dalla politica, all'educazione, dalla filosofia e religione, alla stessa vita sociale, offrendo paragoni e differenti riflessi da Oriente a Occidente, dal passato al presente e viceversa. Tuttavia, per l'autore, questa involuzione è iniziata diversi secoli fa, quando l'arte marziale ha avviato un processo di alienazione dalle tecniche militari, quando l'abilità ha ceduto il posto all'esteriorità, la pratica reale all'idealizzazione del movimento, la competenza alla mediocrità. De Angelis, ripercorrendo delle tappe importanti della cultura cinese, analizza e spiega nel dettaglio i concetti e le teorie marziali più rilevanti, dandone la giusta connotazione in un mare di credenze impeccabilmente false.

Il mondo segreto dei warli. I...

Ceolin Roberta
Luni Editrice

Disponibile in libreria

22,00 €
Scoperte dal mondo dell'arte solo negli Anni Settanta del Novecento, le pitture monocrome della cultura warli sono basate su motivi geometrici e figure di forma triangolare e si distinguono dalle pitture popolari policrome della tradizione indiana. Il bianco che si staglia sulla superficie delle pareti di fango rosso-bruno, all'interno delle abitazioni, sembra abbagliare come per magia l'ambiente durante la stagione dei matrimoni. L'interno del chavuk, il quadrato magico, si anima di paesaggi dove si intersecano e moltiplicano figure umane e animali in continuo movimento sincronico, sciamani e streghe, alberi fantastici ed elaborati motivi decorativi: al centro, la figura della Dea Madre che attribuisce alle donne warli poteri particolari, perché generatrici di vita. La pittura warli con la sua esuberanza e vitalità è un flusso ininterrotto, le cui origini sono rintracciabili nel tempo remoto della storia dell'Uomo: sono infatti singolari le continuità culturali e iconografiche con le pitture rupestri mesolitiche dell'India centrale; ma è al tempo stesso un'arte inesauribile e in grado di reinventarsi, proiettata nel futuro e fonte di ispirazione per l'arte contemporanea. Roberta Ceolin, studiosa e collezionista, ha visitato per i suoi interessi storico-artistici, archeologici e antropologici molti Paesi dell'Asia, compiendo ricerche sul campo sulle popolazioni indigene del subcontinente indiano. Ha pubblicato svariati articoli su riviste specialistiche e organizzato mostre sull'argomento in Italia e all'estero; ha collaborato con enti culturali e tenuto lezioni e conferenze in diversi atenei, tra cui Università Ca' Foscari di Venezia, Università La Sapienza di Roma e Università degli Studi di Milano. Le sue collezioni del mondo tribale indiano sono state ospitate anche in prestigiose sedi museali; ultima, in ordine di tempo, al Museo del Gioiello di Vicenza.

Amori e cortigiane del mondo...

Saikaku Ihara
Luni Editrice

Disponibile in libreria

17,00 €
Nessuno riesce a passare una sola giornata in una casa di appuntamenti dicendo la verità. È il mestiere delle cortigiane dire ciò che non è... Gli intrattenitori fanno i buffoni. La sorvegliante si esercita ad apparire terribile. Le apprendiste fanno finta di non stare dormendo. La tenutaria si costringe a ridere... Per quanto riguarda il padrone, l'unica cosa a cui pensa è la situazione finanziaria del cliente. Fin dalle prime pagine non c'è da farsi illusioni, frequentare il mondo delle cortigiane di lusso vuol dire essere circondati dalla finzione: ognuno deve recitare una parte per sopravvivere in quel microcosmo della società giapponese antica, così mitizzato, fastoso, ma anche intriso di squallore e di nascosta violenza. Ognuno è allo stesso tempo sfruttatore e sfruttato, carnefice e vittima - le cortigiane, vere e proprie schiave del tenutario, che devono tenere legato a sé il cliente raccontandogli bugie e facendosi pagare a peso d'oro; i clienti, che devono continuamente dimostrare la loro ricchezza, spendono esibizionisticamente cifre da capogiro e si illudono perfino di essere veramente amati dalla loro cortigiana preferita; le sorveglianti, ex cortigiane sfruttate e vessate, che finalmente possono rifarsi maltrattando le ragazze più giovani che le hanno rimpiazzate nella professione. I quartieri di piacere sono un teatro dove tutti portano una maschera e lo sanno, ma non possono sfuggire alla propria condizione. Saikaku racconta le loro vicende con realismo e ironia, tenendosi sempre in equilibrio tra una visione disincantata degli esseri umani e la comprensione per le loro debolezze, le loro difficoltà, i loro fallimenti, senza giudicarli. È lucido, però, non vuole nascondere nulla rivelando i retroscena per niente glamour di una società che rincorre il lusso e la fama, basata sull'edonismo, l'ostentazione del denaro, il privilegio e l'ossessione per bellezza e la giovinezza... Il Giappone del 1600 in questi racconti ha lo strano gusto della contemporaneità.

Massime

La Rochefoucauld Fran?ois de
Luni Editrice

Disponibile in libreria in 3 giorni

11,00 €
C'un personaggio che assai poco ricordato della pubblica opinione qualificata: si tratta di Franis de La Rochefoucauld che fece una vita molto impegnata in tanti modi: amore per le belle donne, amore per i duelli con i rivali, tutti ancora in giovane et incarichi alla Corte di Francia e poi, man mano che gli anni passavano e l'etaumentava, la formulazione delle Massime: frasi che con poche e appropriate parole indicano i problemi della nostra vita. Da giovane aveva ereditato dal padre il titolo di principe di Marcillac; solo pitardi quando suo padre mor il titolo cambie fu appunto quello di Duca de La Rochefoucauld che poi ebbe per tutto il resto della sua vita. Fu una vita molto complicata: un giovane libertino, cui piacevano le giovani donne, gli amici che spesso diventavano concorrenti e nemici, una scapigliatura che anche a quell'epoca era assai moderna: amori incestuosi, amicizie concorrenti, duelli con i rivali, incarichi da parte dalla regina Anna d'Austria, del Re Luigi XIII e anche dell'allora primo ministro, cardinale di Richelieu. Lo divertivano questi incarichi e nel frattempo cresceva: ai duelli si sostituivano alcune guerre locali e aumentava il valore della sua presenza. Fu a questo punto che gli venne la voglia di scrivere delle cosiddette Massime. Di solito le scrivevano le donne di Corte non gli uomini, ma a La Rochefoucauld evidentemente piaceva parlare di se le Massime in qualche modo avevano questo contenuto, ma furono precedute dal racconto del suo carattere e della sua vita.

Massime

Retz (cardinale di)
Luni Editrice

Disponibile in libreria in 3 giorni

13,00 €
Paul de Gondi (1613-1679) trascorse la sua esistenza dentro il cantiere che stava edificando, in Francia, la Grandeur e l'Ancien Regime. Reminstancabilmente contro corrente. Altri lo fecero a tutela degl'interessi dell'alta nobilt lui invece con propensioni popolari, e animato da una forte ambizione personale, come sempre in questi casi. Da ragazzo, ai tempi di Richelieu, s'immischiin alcune delle congiure antigovernative che andavano di moda allora. La sua stagione eroica l'ebbe ai tempi di Mazzarino e della reggenza di Anna d'Austria per il figlio fanciullo Luigi XIV. Fu l'anima nera della Fronda del Parlamento, un partito che insieme alla Fronda dei Prcipi osteggistrenuamente il nuovo cardinale-ministro. Peraltro le due Fronde si combattevano fra loro (Franis de la Rochefoucauld, l'autore delle Massime, che parteggiava per i prcipi, cercpivolte di ammazzare Retz senza tanti complimenti). Trovil suo tornaconto nel diventare cardinale a sua volta, fra quelli che il papa nominava su designazione dei governi europei. Tuttavia finimprigionato, e dal carcere riusccon l'astuzia a raccogliere la successione dello zio arcivescovo di Parigi, morto nel frattempo. Una fuga rocambolesca dal castello di Nantes lo portin un'isola al largo dell'estuario della Loira e da l vestito da straccione dentro una barca di sardine, sulla costa atlantica della Spagna. Raggiunse Roma, in tempo per assistere alla morte del papa Innocenzo X, che gli voleva bene in odio a Mazzarino, e per partecipare al conclave che, con il suo contributo, elesse il papa Alessandro VII. Dapprima il nuovo papa lo protesse, ma le pressioni ostili del governo francese non tardarono a renderlo scomodo. Allora fugganche da Roma, e vagper parecchi anni fra i Paesi Bassi spagnoli, l'Olanda, la Germania e l'Inghilterra, alimentando quella che fu chiamata la Fronda ecclesiastica, ciola sua guerra personale contro Mazzarino, che si mescolava alla resistenza dei giansenisti contro i gesuiti e il papa. L'ultima preoccupazione di Mazzarino sul letto di morte fu di farsi promettere da Luigi XIV che non avrebbe lasciato rientrare in Francia quel sacripante, se prima non avesse rinunciato all'arcivescovado di Parigi. E Retz, se volle rivedere la sua amata Parigi, si dovette piegare. Negli ultimi anni della sua vita, possiamo seguirlo attraverso le lettere di Madame de Sign La sua incontenibile vitalitparigina di ascendenza fiorentina (i Gondi erano e sono una famiglia di Firenze), e la circostanza cruciale che le sue grandi capacitsi applicarono soprattutto a cause perse, fecero sempre di lui una pietra dello scandalo, in vita e in morte. Le Memorie di Retz sono un monumento, uno dei libri che "fanno" il Grand Sile: quella ventina d'anni, fra il 1660 e il 1680, in cui la letteratura francese salalle stelle. L'opera si colloca al vertice del canone della memorialistica francese, in compagnia di Saint-Simon (o prima di lui).

Il principio del male nel...

Calzolari Silvio
Luni Editrice

Disponibile in libreria

24,00 €
Il concetto del male ha sempre preoccupato e angosciato gli uomini di ogni era e civilt Perchsi soffre? Perchsi muore? Quali sono le origini, le ragioni del male? Esiste il male come categoria assoluta, trascendente, oppure scaturisce dall'uomo perchinsito in lui? Il male e il bene possono esistere senza l'uomo? Se si accetta l'esistenza di un essere divino perfettamente buono e onnipotente, come si pugiustificare il male? Ovunque il male rappresenta la trasgressione, il disordine, la separazione: ciche distrugge, il caos, il nemico, il diverso, le forze misteriose e pericolose della natura, tutto ciche procura ostacoli e squilibri interni ed esterni. Nel Buddhismo il male un'idea illusoria, un sovvertimento dovuto all'attaccamento all'illusione e alla vita. Nelle scritture del Buddhismo e specialmente nella religione popolare, ogni singolo aspetto del male fu personificato e divenne parte d'una entitindicata con il nome di Mara, il Distruttore, il Calunniatore, il Generatore di inciampi. L'autore ripercorre la storia di Mara in tutti i suoi miti e le sue tradizioni, anche in quelle piremote che affondano la loro origine nei Veda, le scritture piantiche dell'India. L'opera un lungo viaggio nei secoli attraverso culture profondamente diverse, nell'ambito di un immaginario religioso spesso misterioso e di non facile comprensione.

Memorie di corte

Murasaki Shikibu
Luni Editrice

Disponibile in libreria in 3 giorni

16,00 €
Murasaki Shikibu è 'autrice del "Genji monogatari", uno dei più grandi romanzi della letteratura mondiale, considerato da molti critici il primo vero romanzo psicologico della storia. Può darsi, anzi, che questo diario, che in realtà è frammentario (riguarda solo gli anni dal 1008 al 1010) sia stato anche una raccolta di note prese per essere usate nella composizione del romanzo. La vita di Murasaki Shikibu è stata oggetto di molti studi e molte ipotesi, ma con poche certezze. Il nome stesso con cui è passata alla storia, "Murasaki", un fiore di colore viola, è tratto da uno dei personaggi centrali del suo romanzo, la moglie del principe Genji. Murasaki Shikibu, figlia di un nobile appartenente al clan dei Fujiwara, nata verso il 978, rimase vedova molto presto con una bambina, e diventò in seguito dama d'onore dell'Imperatrice, morendo verso il 1014, a meno di quarant'anni. La sua cultura e il suo talento le valsero l'apprezzamento e i favori della corte imperiale, ma suscitarono anche molte invidie e gelosie. In quel mondo raffinato all'estremo, abitato solo da nobili e aristocratici sottoposti a cerimoniali ferrei, in quella gabbia dorata, ovviamente si nascondevano rivalità velenose e lotte di potere a tutti i livelli, dai membri della famiglia imperiale alle dame di corte, dai ministri ai più oscuri funzionari. Dietro alle sontuose descrizioni delle cerimonie, ai passatempi letterari e musicali, agli abiti complicati e sfarzosi, si rivela la sottile crudeltà che costituisce la trama eterna della vita dei potenti. La finezza e la profondità delle osservazioni di Murasaki fanno così rivivere i momenti di un mondo lontanissimo e perduto che ridiventa attuale davanti agli occhi del lettore, come un racconto orale trasmesso di generazione in generazione.

Storie di Ise

Monogatari Ise
Luni Editrice

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
Mille anni fa una persona (o più d'una) mise insieme una compilazione divagante di versi d'amore e d'altro (molti scritti da Ariwara no Narihira, altri da altri poeti): li raccolse in brevi capitoletti, inserendoli in cornici narrative. L'opera letteraria, del genere utamonogatari (romanzo poetico), che venne portata a termine comprende 209 componimenti, raccolti in 125 capitoli che narrano, in uno stile limpido e lineare, le avventure amorose del poeta galante Ariwara no Narihira. Li proponiamo tradotti senza commenti, senza note, senza referenze. Non è fedele ingabbiare in dotti commentari i fiori di pesco a primavera e le foglie d'acero in autunno. Sarebbe un crimine la traduzione che pietrificasse questa vita di mille anni fa, in cui scorre ancor oggi il suo filo di sangue nelle vene. Le "Storie d'Ise" appartengono al grande periodo Heian, di quel Giappone patria della suprema eleganza dell'era di Murasaki Shikibu e di Sei Shonagon, e insieme a loro, con questi versi, siedono in quell'empireo di bellezza e perfezione.

Filosofia della grande...

Spirito Ugo
Luni Editrice

Disponibile in libreria in 3 giorni

22,00 €
Negli ultimi mesi di una vita segnata da una speculazione che tende a inverarsi nell'azione politica, Ugo Spirito ha lavorato a un volume sull'Iran governato da Mohammad Reza Pahlavi. Un libro rimasto inedito nella sua stesura integrale e oggetto, in tempi diversi, di manipolazioni e censure. A quarant'anni di distanza il testo appare nella sua versione originale, che rivela il reale pensiero del filosofo. Lo sforzo compiuto da Spirito stato volto, nell'autunno del 1978, a comprendere e illustrare criticamente le linee guida della "rivoluzione bianca" dello Sci- avviata nel 1963 - inquadrandole nella storia della Persia e valutandone le possibili evoluzioni, mentre il Paese era sconvolto dalle proteste di piazza sfociate nel 1979 nella rivoluzione islamica guidata dall'ayatollah Khomeyni. Lo Sciappare a Ugo Spirito come un sovrano illuminato e ne valuta positivamente il sogno di trasformare l'Iran in una sorta di Cittdel Sole, nella quale regnino l'armonia e la collaborazione tra le classi sociali, nella prospettiva di un intenso sviluppo industriale. Una "citt laica, in cui non vi siano pisfruttatori e sfruttati, ricchi e poveri, proprietari e servi, secondo la tradizione socialista dalla quale, secondo Spirito, lo Sciha tratto ispirazione per tracciare una "terza via" tra liberismo e comunismo. Per quanto illuminato, Spirito giudica il regime iraniano un dispotismo dittatoriale, errato sul piano teorico e fatalmente destinato a terminare con la scomparsa del suo protagonista.