Elenco dei prodotti per la marca Solfanelli

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Tiziano Terzani e la guerra nel Vietnam

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20,00 €
Tiziano Terzani e la guerra nel Vietnam intende far meglio conoscere un aspetto della produzione letteraria e giornalistica del viaggiatore fiorentino, rimasto fino ad ora in ombra, e cioè la narrazione dei drammatici avvenimenti che portarono alla caduta del regime di Saigon e all'unificazione dei due Vietnam. Terzani fu anche testimone della tragedia cambogiana. L'Autore presenta nella prima parte del libro la storia delle tre guerre di Indocina, quella "francese", quella "americana" e quella "vietnamita". Nella seconda ripercorre la narrazione di Tiziano Terzani, che non riporta soltanto la cronaca di eventi bellici, ma apre una porta sulla fascinosa Indocina, la sua gente e la sua anima. Il libro è al tempo stesso un dialogo dell'Autore con se stesso e, sulla scia di quanto scritto da Tiziano Terzani, guarda alla "sua" Indocina e a quanto questa terra e i suoi abitanti possono significare per un occidentale.

La thailandese e il colonnello

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16,00 €
Il romanzo si muove su due piani distinti, ma tra loro complementari. Il tema di attualità è rappresentato dalla descrizione della condizione sociale e umana in cui vivono le donne thailandesi quando si trasferiscono all'estero. Vengono messi in evidenza i loro problemi di adattamento in una società tanto differente dalla loro, che a volte le porta all'emarginazione. Il secondo piano su cui si muove il romanzo, che è quello più profondo, riguarda la ricerca di se stesso da parte del personaggio principale, Marco Amari, colonnello dei Carabinieri e agente dei Servizi Segreti. Il Colonnello seguirà le tracce dell'amico Giulio Corbera, scomparso da tempo in compagnia di Min, una donna thailandese conosciuta a Turku in Finlandia. Entrato in contatto col mondo thailandese, Marco Amari scoprirà una nuova dimensione di se stesso, conquistato dal fascino dell'Indocina. Da una parte Marco si dovrà confrontare con situazioni anche pericolose, e dall'altra con un Oriente che gli offre quanto l'Occidente decaduto oramai gli nega.

Il Caravaggio e l'ordine di Malta

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18,00 €
La biografia di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio continua a far discutere gli storici. Uno dei temi più appassionanti riguarda la sua appartenenza al Sovrano Militare Ordine di Malta (o Ordine di San Giovanni) e la sua permanenza nell'isola di Malta fino alla condanna per rissa e l'evasione. Come e perché il Caravaggio, condannato e ricercato per l'omicidio a Roma di Ranuccio Tomassoni e noto per la sua vita dissoluta, poté entrare a far parte del più autorevole consesso dell'Europa cristiana della fine del XVI secolo? Chi lo minacciò e perseguitò dopo la fuga da Malta? Furono i Cavalieri di quello che era stato il suo Ordine, oppure i fratelli dell'uomo che aveva ucciso a Roma? A queste domande, cui gli storici hanno fino ad ora prestato poca attenzione, risponde questo libro di Luigi G. de Anna, che si legge come un romanzo di avventure, ma si basa su un solido esame delle fonti storiche.

Storia dei d'Avalos

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10,00 €
Il presente volume tratta in modo chiaro e rigoroso la storia dei d'Avalos nel periodo compreso fra il Quattrocento e la fine del Settecento. Ne viene fuori un quadro sorprendente del ruolo politico ed economico svolto nel corso di quattro secoli da questa nobile famiglia di origine spagnola stabilitasi nel meridione d'Italia al seguito di re Alfonso V d'Aragona. La fedeltà assoluta verso il proprio sovrano e il suo sistema di potere, le capacità militari dimostrate sui campi di battaglia durante il lungo conflitto fra Spagna e Francia e l'accorta politica matrimoniale costantemente perseguita consentono alla famiglia d'Avalos di conquistare, nel giro di poche generazioni, le più prestigiose cariche di corte e la titolarità di numerosi feudi in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania. Nel libro vengono rievocate le grandi figure della famiglia, dai condottieri del Cinquecento che consumarono le loro vite sui campi di battaglia al servizio della Spagna, ai marchesi del Vasto che tra il Seicento e il Settecento svolsero una preminente funzione politica nel Mezzogiorno italiano e non solo. Non mancano infine riferimenti a quelle figure femminili destinate a lasciare un segno soprattutto per il loro contributo in campo culturale.

La rerum novarum tra sindacato e democrazia...

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11,00 €
Questo studio di Giulio Alfano è una riflessione sui momenti iniziali e fondanti della presenza dei cattolici, in quanto tali, nella vita politica ed economico-sociale dell'Italia che va dall'ultimo quarto dell'800 fino agli eventi che precedettero l'esperienza fascista. La dottrina sociale della Chiesa (in particolare, la Rerum Novarum), il movimento operaio, la presenza dei cattolici, le tesi marxiste costituiscono quattro riferimenti essenziali della problematica storica che Alfano affronta nel suo studio. La lettura di tale studio consente stimolanti riflessioni - non poco attuali - su tre aspetti: la centralità dell'insegnamento della Chiesa; la diversità di approccio dei cattolici presenti in politica e dentro il movimento operaio, rispetto alla impostazione della Chiesa; talune peculiarità del movimento operaio italiano.

RSV. Rivista di studi vittoriani. Vol. 47

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12,00 €
Saggi: Shirley Foster, "Scheherazade as Traveller: Generic Diversity in Some of Elizabeth Gaskell's Shorter Works"; Mariaconcetta Costantini, "Professionisti della censura: la letteratura popolare vittoriana e il dibattito sui recensori"; Michela Marroni, "John Ruskin, William Morris and the Making of the Ecological Mind". Contributi: Roberto Baronti Marchiò, "I need more past": Poor Things di Alasdair Gray"; Fabio Ciambella, "Look out for the small of your back": (Im)politeness in Swinburne's The Statue of John Brute"; Sylvia Handschuhmacher, "Sprachkritik und Sprachreinigung im 19. Jahrhundert: Der "Allgemeine Deutsche Sprachverein". Recensioni di Marco Canani, Francesca Crisante, Francesco Marroni, Francesca Vinci.

La discesa del Tevere e altre storie di fiumara

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20,00 €
Il Tevere è Roma e Roma è il Tevere. Sulle sue sponde verdeggianti nascono i miti dell'Urbs quando vuol darsi una leggenda: i gemelli Romolo e Remo, allattati da una lupa e salvati dal fiume, benevolo, dal pastore Faustolo che raccoglie la cesta restata impigliata ad una pianta di Ficus ruminalis i cui discendenti, piace pensare, siano le tante piante di fico che ancora oggi, nonostante i muraglioni, ne ornano le rive. All'Isola Tiberina nasce il mito di Esculapio e della salute e subito dopo le infrastrutture per i commerci. Sull'isola si curano i corpi e le anime, i primi al Fatebenefratelli, le seconde a San Bartolomeo all'Isola, la storica chiesa nata sul fiume e per il fiume, non a caso scelta dalla Confraternita dei molinari. "La discesa del Tevere e altre storie di fiumara", ripercorre un mondo impastato di secoli e di millenni che non ha una memoria viva, movimentata, seria e divertente insieme, che, in un grande museo, racconti ai più giovani cos'è stata la vita animatissima di questo fiume. Questo libro, raccontando sapidamente una ormai lontana discesa del Tevere in gommone, dalla Villa di Plinio il Giovane ad Anghiari alla foce, vuol porre due problemi: questo di un museo vivo del Tevere, da realizzarsi magari nel già restaurato Arsenale Clementino sulle rive trasteverine, con il concorso delle Soprintendenze e dei circoli nautici presenti in forze sul fiume, e quello di una sua più accurata depurazione che coinvolga l'intero bacino, soprattutto l'Aniene. Altrimenti perché avremmo disceso questo difficile fiume?

Il solito niente

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17,00 €
Un bambino solo, in una notte fredda e senza luna. La madre è una ragazza serba. Libera da vincoli. Il padre è un uomo in carriera, forse con una doppia vita. Due esistenze diverse, in apparenza incompatibili. Immersa in una sua personale ricerca della verità, sospesa in una storia d'amore intermittente, afflitta da un cancro che non le concede tregua, Camilla Valdimares, ispettrice di larghe intuizioni e anarchia professionale, indaga su un delitto crudele e inspiegabile. E scopre un microcosmo di rancori e di infelicità, e una voragine di criminalità sommersa. Attorno a lei si muovono personaggi già incontrati in "Bassa marea". L'amato Ferré, il collega Adamberti - omaggio al commissario Adamsberg di Fred Vargas - il fratello Vladi. Tra mogli annegate nell'alcol, ragazze che si vendono per disperazione, uomini malati di seduzione e le atmosfere noir di una provincia piovosa e piena di segreti, Alessandra Zenarola disegna una nuova storia di passioni e di miserie umane.

La destra e la strategia della tensione

Solfanelli

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12,00 €
Questo libro si propone di riunire in unico testo tutti i tentativi di colpo di Stato ufficialmente conosciuti in Italia. Lungi dal trattarsi di una mera operazione storico-archeologica, l'intento è piuttosto quello di ripercorrere i sentieri che hanno portato tanti giovani, della destra ufficiale e non, nella costellazione delle più disparate realtà ideologiche radicali. L'ipotesi del libro è che tale radicalizzazione sia l'esito di tentativi di reazione e di rivolta, anche molto differenti nelle forme e nei modi, provocati a loro volta da uno sforzo generalizzato nel panorama politico italiano di soffocare la voce della destra radicale. Le questioni che si pongono diventano, allora, due: da una parte ripristinare il progetto originario d'instaurare un nuovo tipo di civiltà, con il realizzare un nuovo costume di vita e il favorire l'affermarsi di una nuova Weltanschauung sull'uomo e sulla società. Dall'altra, indagare i rapporti che intercorrono tra quest'intento iniziale e il caleidoscopio di realtà che, senz'avere su di esse uno sguardo normativo e giudicante, l'Autore prende in considerazione. Obiettivo finale del libro risulta una disamina che permetta al lettore di discriminare esperienze e realtà qualitativamente costruttive da quelle che, contro ogni vanto, in effetti non lo sono.

La mutazione. Paesaggio, società, cultura....

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10,00 €
Un viaggio in Italia attraverso la descrizione dei grandi cambiamenti subiti dal suo patrimonio più prezioso, rappresentato dal paesaggio e dalla cultura, in cui sono racchiuse la memoria e la creatività della nazione per cercare di comprendere le metamorfosi ambientali e sociali che hanno trasformato l'immagine e l'imprinting del nostro paese. Un saggio-pamphlet che attraverso un percorso in dieci tappe ci mostra come il consumo irresponsabile del suolo, l'espansione incontrollata delle città, la cementificazione dei litorali, l'inquinamento, lo spopolamento delle montagne e l'avvento di un turismo fuori controllo abbiano causato una vera e propria mutazione antropologica. Salvare quello che è rimasto del paesaggio e dei luoghi abitati deve quindi diventare la priorità sia a livello nazionale sia regionale e locale per tutelare gli ecosistemi e fermare la "disneylandizzazione" che svuota i centri storici e cancella le identità formatesi nei secoli. Solo con una profonda trasformazione a livello culturale, economico, politico e legislativo si può modificare l'attuale modello di sviluppo e abbandonare un itinerario non più percorribile e senza futuro.

Essenza della poesia

Solfanelli

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7,00 €
Questo dittico hölderliniano sull'«essenza della poesia», che comprende Fondamento dell'Empedocle e Sul procedimento dello spirito poetico, fu liberamente tradotto da Rosario Assunto nel 1948 e viene qui riproposto nella versione aggiornata di Gianluca Valle, autore di un utile Poscritto, per il suo valore storico-documentario. Fu l'estetologo italiano, infatti, a far conoscere l'attività teorica del poeta tedesco prima che i due scritti divenissero oggetto di un'attenzione specifica da parte di critici letterari e filosofi. La strada su cui s'incammina Assunto è diversa da quella di Heidegger. Se il secondo vuole uscire dai confini dell'estetica perché la considera interna agli orizzonti della metafisica, il primo integra l'analisi degli scritti teorici con quelli poetici, soffermandosi sui processi di creazione e di ricezione dell'opera d'arte. Assunto ri-colloca giustamente l'opera hölderliniana all'interno della temperie culturale del Romanticismo e dell'Idealismo tedeschi. Lo scopo dell'arte, secondo Hölderlin, consiste nel «rendere presente l'infinito», una cosa possibile solo se l'opera è una «forma vivente», un «punto fermo» da cui irradiano alternanze armoniche e opposizioni risonanti. La tesi che si ricava da questa interessante operazione editoriale si può così riassumere: la poesia fornisce un accesso privilegiato alla verità perché procede in modo diverso dalle filosofie dell'intelletto o della ragione. Si tratta di pagine illuminanti, pur nella loro tortuosità, dove la questione che assilla Hölderlin è quella dell'«oggettività» del linguaggio in generale e di quello poetico in particolare. La sua lezione, nella misura in cui richiede l'oggettività della poesia, risulta preziosa in quanto avverte che tale oggettività non è quella degli oggetti empirici ma è quella che si rivela, assai più alta, nel linguaggio, dove si saldano esteriorità e interiorità. La poesia è fondazione di un valore ontologico e non meramente fenomenico.

Scala B

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15,00 €
La scala B del condominio è quella di livello più modesto, come B è il piano che si mette in atto quando il primo fallisce, la risorsa che inaspettatamente si profila quando la prima sfuma, la soluzione che non avevamo neanche ipotizzato. Il mélange di storie e microstorie, calate nel contesto milanese del '77, restituisce il sapore di anni tesi e violenti, quegli anni di piombo che segnarono in modo indelebile l'Italia. La vicenda si dispone in una struttura a spirale su due piani che si intersecano di continuo: il versante pubblico, costellato di eventi di cronaca realmente accaduti, in cui la protagonista, Nicla, una ragazza catapultata a Milano dalla Sicilia, vive intensamente le sue esperienze, e la dimensione privata, più intima e raccolta, in cui si snoda la sua trama di rapporti con uomini molto diversi tra loro. Il luogo da cui scaturiscono queste storie è il condominio in cui la giovane è venuta ad abitare, popolato da personaggi curiosi e singolari, figure semplici e schiette che alloggiano nel palazzo occhieggiando dietro le quinte, come in un teatro cittadino dove ogni giorno si recitano atti consueti e scene di ordinaria follia.

Nidi di rondini. Roma: dalle tenebre alla luce....

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10,00 €
L'autrice, romana, di ottantadue anni, testimone della tragedia che coinvolse Roma dal 1940 al 1945, ha inteso richiamare l'attenzione e fare memoria sul periodo storico più burrascoso, affinché la presente generazione conosca la verità sul reale vissuto dell'epoca citata, indelebile in chi ne ha subito gli eventi, in particolare il popolo romano. Dell'epoca ha voluto anche ricordare tutti quei giovani, non certo impegnati politicamente ma obbedienti al volere dello Stato, inviati al fronte russo nella seconda guerra mondiale, con tutte le false rassicurazioni, dove invece hanno lasciato gli anni più importanti della loro vita, strappati alle famiglie, che ancora oggi si dicono orfane di un loro amato congiunto. Inoltre, un ricordo particolare lo rivolge al papa Pio XII, che, con trepidazione, intelligenza ed elevata spiritualità, ha condotto la battaglia a difesa della santa Chiesa cattolica e di tutto il popolo, di fronte a regimi distruttivi e disumanizzanti.

Note di viaggio e pagine sparse. Vol. 7: L'...

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17,00 €
Adriano Olivetti resta, nel panorama socio-politco e culturale italiano, un illustre sconosciuto. Forse bisognerebbe dire misconosciuto, almeno nel senso che di lui si è parlato e si parla spesso, ma senza riuscire a individuarne l'intento profondo. Si possono invocare, legittimamente, delle attenuanti. La personalità è indubbiamente complessa: ingegnere che va al di là del calcolo numerico; industriale che vede nell'industria una risorsa per la comunità extra-aziendale; un capitalista che non crede e trascende il capitalismo; un riformista, certamente, ma quali riforme? Siamo alle soglie dell'intento vero, profondo: riforme che non si limitino a cambiare gli statuti giuridici, ma giungano a trasformare il vissuto quotidiano.

Note di viaggio e pagine sparse. Vol. 6:...

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13,00 €
È forse venuto il tempo per rendersi conto del «peccato originale», per così dire, della grande tradizione filosofica europea occidentale. Dalle sue origini, con Platone che sceglie l'epistème contro la dóxa, incurante dell'impoverimento dell'esperire umano quando venga meno il legame con la conoscenza ordinaria, a René Descartes, che cancella la memoria a favore dell'«imperialismo della logica», acquista in essa una posizione di predominio l'impostazione del pensare che nega la memoria e fa coincidere il progresso con la cancellazione della tradizione. In realtà gli esseri umani, che per una volta nascono e passano sul pianeta Terra, non sono nulla in senso assoluto. Sono ciò che sono stati e, anzi, più precisamente, ciò che ricordano di essere stati. Non «cogito, ergo sum», bensì «reminiscor, ergo sum» (mi ricordo, dunque sono).

Pacentro e i longobardi in Abruzzo. Alle...

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20,00 €
Partendo da uno studio presentato all'VIII Congresso di Archeologia Medievale (Matera 2018), il volume propone una ricostruzione dell'assetto tardoantico dell'intera Valle Peligna. A fine VI secolo uno stanziamento nella zona dei Longobardi invasori era stato posto a Pacentro, a difesa degli itinerari che conducevano a Benevento, sede del nuovo omonimo ducato longobardo. Le vicende sono documentate da un'ampia rassegna di testimonianze archeologiche, topografiche e toponomastiche a cui si legano i due luoghi di culto di S. Angelo dei Placunti e S. Angelo in Vetuli. Ricollegando le loro vicende ad altri singolari riti dei Longobardi del sud - l'albero sacro abbattuto da S. Barbato a Benevento, la tradizione agiografica di S. Panfilo, la persistenza nell'Abruzzo medievale delle tradizioni dell'albero sacro e dell'omaggio con fuochi all'antica divinità germanica della luce - l'autore giunge a riconoscere nella plurisecolare tradizione della Corsa degli Zingari la persistenza di un antichissimo rito di passaggio degli adolescenti risalente alle cruciali vicende altomedievali di questo territorio.

Contengo moltitudini. Riflessioni sull'identità...

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13,00 €
Questa raccolta di testi in forma di pensieri brevi ha come interlocutore implicito Nietzsche, e intende svolgere a livello filosofico, estetico, psicologico e di posizionalità esistenziale alcuni temi del filosofo di Röcken. L'autore discute individualmente o in modo intrecciato il prospettivismo, l'arte come espressione della volontà di potenza, l'unidimensionalità psicologica anidentitaria, la vita vissuta gioiosamente ed energeticamente. La destrutturazione del soggetto viene qui intrapresa dal parlante stesso: in questo il presente volume mira ad andare oltre il semplice esercizio letterario al fine di proporre un modello di antropotecnica che liberi le passioni e la corporeità aggiogate dalla ragione classica.

Quando il Molise fermò il nucleare....

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18,00 €
Il Molise non esiste! Così ultimamente, spesso con sarcasmo, è stata definita questa piccola regione del Sud. Eppure, a fine anni settanta, il Molise, con una dura lotta, fermò la costruzione delle centrali nucleari nel nostro Paese. Una storia che pochi conoscono perché anche allora il Molise non faceva notizia, non conquistava le prime pagine dei giornali. La battaglia contro le centrali veniva e, ancora oggi, viene associata, solamente, a Montalto di Castro, la cittadina laziale che per prima si oppose al nucleare. Ma il piano del Governo aveva individuato due siti dove costruire gli impianti, uno nel Lazio l'altro in Molise. La Regione Lazio diede subito la propria disponibilità, mentre il Molise si schierò contro quella scelta. «Il Molise rappresentò, sorprendentemente, il tallone d'Achille del Piano Energetico Nazionale. Probabilmente fra i sostenitori dell'energia nucleare nessuno aveva previsto che l'opposizione molisana avrebbe finito col fermare la costruzione delle centrali nucleari in Italia. In realtà il Molise si era trasformato nel classico "granello di sabbia" che riesce a bloccare un meccanismo molto complesso». In modo semplice ma documentato, Aldo Camporeale e Enzo Gallo, ricostruiscono questa storia che segna la nascita del movimento ambientalista di massa in Italia e ci ricordano che le lotte per l'ambiente, oggi più attuali che mai, sono soprattutto un impegno a favore della democrazia, per affermare il diritto di "esistere", per poter scegliere e determinare il proprio futuro.

Dal buon umore all'umorismo

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14,00 €
Alcuni aggettivi per qualificare i tipi di umorismo "letterario" presenti in questo libro di Fernando Cipriani, scritto all'insegna del buon umore. Umorismo esaltante riguardo alla figura della donna ispiratrice del poeta (Baudelaire e Saba), crudelmente spietato, fino a toccare il macabro, talora anche divertente (Villiers e Mirbeau), sorridente nella difesa dei diritti dell'animale (Mirbeau, Saba, Durrel e Primo Levi). Umorismo graffiante e ricco di trovate ingegnose, talora esilarante, perfino insolente (Buzzati), tecnologicamente puntuale e puntiglioso sui miti moderni (De Crescenzo, Barthes), religiosamente innocuo e tendente al rimprovero affettuoso (papa Francesco), poetico prima, rivoluzionario e antipoetico poi (Rimbaud). Umorismo quale espressione radicata nelle convinzioni della propria terra e nei diritti dell'infanzia-adolescenza (Vittorini, Erri De Luca, Del Giudice), scherzoso, irriverente e indisciplinato come gli enfants terribiles (Radiguet, Cocteau, Pennac, Ferrara), stravagante e ricco di varianti linguistiche quali versioni di un fatto quotidiano (Queneau), umorismo "a dritto e a rovescio", accattivante fino alla follia (Bourdaut). Questo libro è consigliato agli studenti e insegnanti ma anche a chi vuole conoscere attraverso la lettura degli umoristi la distensione, il buon umore e approfondire le tante opere citate: poesie, racconti, romanzi, saggi divulgativi e scientifici.

Alba (dalla preistoria al sec. XIII). Il Prato...

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25,00 €
La vita di una piccola comunità alpina, con le sue vicende, è partecipe e testimone della storia dall'età della pietra fino al medioevo. Nasce un senso di identità, di comunione con la propria terra. La piccola comunità entra a far parte del regno del Norico, amico di Roma. Al crollo dell'impero, l'opera di San Severino assicura che la graduale germanizzazione delle vallate non spezzi il legame con Roma, che non è più quella dei Cesari ma quella della Chiesa. È l'alba di un nuovo popolo, l'alba dell'Austria. Le generazioni si succedono. Fra episodi tristi e gioiosi, comici e tragici, atti di coraggio e tradimenti, la vita va avanti nonostante ogni difficoltà. Al centro della scena le nonne, custodi della memoria e costante sostegno spirituale e materiale. Epicentro della narrazione è il villaggio di Wiesenberg (il "Prato alto" o "Prato montano"), ma i personaggi si spostano: li ritroviamo a operare e combattere per l'Europa e fino a Gerusalemme. Qualche volta sono costretti ad emigrare ma, se non essi, i loro discendenti ritrovano spesso la strada del Prato alto.

Note di viaggio e pagine sparse. Vol. 5: La...

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11,00 €
La società industriale, che alcuni analisti portati a dar conto dello sviluppo storico ricorrendo agli avverbi di tempo definiscono post-industriale, è una società pan-lavorista, iperproduttivistica, dominata dal calcolo razionale e cronofagica. In essa non sembra trovar posto la donna-madre, da tempo ormai sostituita, nell'immaginazione popolare, dalla donna in carriera. Per sostenere un tenore di vita degno, entrambi, moglie e marito, sono al lavoro, impegnati in attività extra-domestiche. La logica della società tecnicamente progredita (ma umanamente?) non contempla e si pone spesso in antitesi con la logica familiare. Non si è ancora compreso che la professione più difficile consiste nell'allevare un bambino. Fa scandalo pensare ad una pensione per le casalinghe. Prevale ancora il potere maschile. Forse il ruolo della madre è così decisivo e profondo che sfida e mette in crisi qualsiasi trattazione sistematica.

Note di viaggio e pagine sparse. Vol. 4: La...

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15,00 €
Per più di un aspetto, l'Italia odierna può essere considerata un laboratorio sociale di prim'ordine. Una società per secoli, dalla caduta dell'Impero romano nel 476 d.C., contadina, rurale e artigianale, nel giro poco più di una generazione, fra il 1950 e il 1980, compie una «rivoluzione industriale» che in Inghilterra ha richiesto poco meno di due secoli. L'Italia è dunque una società industrializzata, seconda potenza manifatturiera in Europa, ma priva di una completa cultura industriale. L'Italia resta infatti una società famigliocentrica, una democrazia in cui valgono più le conoscenze che la conoscenza, il merito cede di fronte alla raccomandazione ad personam. Di più: la mancanza di una lucidità condivisa, il localismo, una burocrazia pletorica e inefficiente, una generale mediocrità che si autoriproduce con inaspettate, splendide isole di eccellenza in tutti i campi. Va infine considerato un paradosso tipicamente italiano: un Paese ricco, ma con grandi sacche di povertà e di disoccupazione, specialmente fra i giovani e nel Mezzogiorno. Con circa settanta milioni di abitanti, l'Italia rappresenta demograficamente, l'uno per cento della popolazione mondiale, ma questo uno per cento detiene il cinque per cento della ricchezza planetaria, che però è nelle mani del trenta per cento delle famiglie italiane.

Dante contro Cavalcanti. «Ortodossia» e...

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15,00 €
Gianfranco Contini ha scritto che l'«ombra» di Dante è presente in tutta l'opera di Guido Cavalcanti, ben oltre gli anni della comune esperienza stilnovista, nei quali il «sommo poeta» considerò l'«ottimo filosofo naturale» (secondo la felice definizione di Boccaccio) suo «primo amico», per distaccarsene successivamente. Sulla scia del grande filologo, la critica ha visto sempre Cavalcanti in funzione di Dante, collocandolo qualche gradino al di sotto di lui, dal punto di vista del valore artistico. Ma Antonio Gramsci, in alcune pagine veramente pregnanti dei Quaderni del carcere, ha creato le premesse per valutare Cavalcanti in tutta la sua grandezza, come massimo rappresentante dell'«eresia» comunale, anticipatore dell'«umanesimo laico», affermatosi nei secoli successivi, con proiezioni fino ai nostri giorni. Il presente volume si propone di rappresentare senza reticenze lo scontro che oppose Dante e Cavalcanti, portatori di due concezioni della vita e dell'arte assolutamente inconciliabili, fondate rispettivamente sull'«ortodossia» cristiana e sulla «miscredenza», che sfociarono in una lotta senza esclusioni di colpi, al di là delle forme apparenti della «cortesia» medievale, che rende realistica l'ipotesi che il «sommo poeta», come priore, abbia decretato la condanna all'esilio sarzanese dell'ex «primo amico» e la conseguente morte per malaria, causata dall'insalubrità dei luoghi, non per ossequio alla «ragion di Stato», ma per un atto di rivincita.

Giano Accame. Nella storia e nella cultura del...

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9,00 €
«Nato a Stoccarda nel 1928 da madre tedesca e padre italiano, il 25 aprile 1945, all'età di diciassette anni non ancora compiuti, Giano Accame si arruolò volontario nella Marina della RSI. Ma la sera di quel giorno fatale fu catturato dai partigiani. Per sua fortuna, la formazione che lo aveva imprigionato non era formata soltanto da comunisti. Così, riuscì a salvare la pelle. Aderì, fin dalla sua fondazione, al MSI per poi lasciarlo nel 1956, stanco delle polemiche interne, e preferendo impegnarsi nel giornalismo, sua grande passione. Divenuto presto una delle più seguite firme de "Il Borghese" e di varie altre testate, gli fu affidata la direzione del "Secolo d'Italia" dal 1988 al 1990. Chiamato a dirigere "Nuova Repubblica", il settimanale fondato da Randolfo Pacciardi, divenne segretario nazionale dell'Unione Democratica per la Nuova Repubblica. Suoi punti fermi: portare avanti gli ideali di patria e giustizia sociale; perseguire la pacificazione. Questo libro è un omaggio postumo a un grande italiano che predicò la comprensione quando, per fare carriera politica, era richiesto l'odio: dagli anni giovanili a Genova, agli anni della maturità a Roma. Una figura da riscoprire in questo periodo di incertezze.»

«È una scimmia pazza la mente». L'universo...

Solfanelli

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10,00 €
In questo libro il critico e poeta Marco Ignazio de Santis ripercorre l'itinerario poetico di Daniele Giancane dal barricadiero e apocalittico vaticinio nel brulichìo delle metropoli (Vedere e non vedere, 1969; Il monologo ininterrotto, 1975; Profezia n. 1, 1976) alla limpida meditazione lirica (Sulla collina, 1980), dalla riscrittura di testi folklorici (Il tempo rimasto, 1982; I santi in versi, 1990; Amore che arde in petto più del fuoco, 1998) al florilegio e al progetto palingenetico a substrato sociale e religioso (Io e la scimmia pazza, 1984; Marcia di utopia, 1987), dal dialogo fraterno e rievocativo (Il resto del falò, 1990; Nel giardino del cuore, 1992; Un quarto di secolo, 1995) alla trilogia filosofica sulla discesa nell'interiorità (Storie dell'uomo interiore, 2000; Diario dell'anima e un poema infernale, 2003; La vita inconoscibile, 2006), dalla poetica dello scavo noumènico e dello stupore trascendente (21 poesie metafisiche, 2009) al prismatico itinerario sociale, silvano e fotòpico (Specchio a tre facce, 2012), dalle fibrillazioni cardiache reali e spirituali (Le aritmie del cuore, 2013) a uno sguardo curioso sulla testuggine del suo giardino (I canti della tartaruga, 2016), per giungere al consuntivo sul binomio vita-poesia di un appassionante cinquantennio italiano (Anima vagabonda, 2018).

Psicologia del tragicomico. Fantozzi: il...

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13,00 €
Fantozzi non è solo un personaggio dalla comicità dilagante e inarrestabile, è un cult, un riconosciuto fenomeno di costume, rappresenta un'incredibile ma allo stesso tempo verificabile quotidianità di una classe sociale alla disperata difesa di uno status quo ritenuto l'unico possibile da poter conquistare e mantenere. Gli orizzonti fantozziani sono quelli ritenuti "fisiologici", anche se superati nel tempo dalle possibilità economiche, e non si ama Fantozzi quando una prepotente identificazione con il personaggio risulta insopportabile. Il grigio impiegato è comunque destinato a disegnare delle dinamiche e delle realtà che vanno ben oltre le intenzioni di chi l'ha creato, affiancato e diretto. Questo libro intende decodificare e interpretare le numerose sfaccettature di un personaggio che pur facendo ridere oltre ogni immaginazione non poche volte lascia l'amaro in bocca per le obbligate riflessioni sul nostro piccolo.

I ragazzi del ciliegio. 1918-1945

Solfanelli

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In un paesino veneto, alcuni ragazzi vivono all'ombra di un ciliegio le sole ore spensierate di un'infanzia tristemente segnata dalla prima guerra mondiale e dalla Spagnola. Li lega un'amicizia che si rivelerà indissolubile anche quando, con l'avvento del fascismo, faranno scelte diverse sul piano ideologico e professionale. Ci sarà chi diventerà rappresentante dello Stato, chi tenterà la via dell'arte, chi entrerà a far parte del Servizio Chimico Militare di Roma, chi diventerà musicista, chi si unirà ai partigiani e chi cercherà in tutti i modi la morte e la troverà nel modo più assurdo. Le leggi razziali, la seconda guerra mondiale, la sciagurata campagna di Russia, l'occupazione nazista e la guerra civile falcidieranno molti di loro. I superstiti dovranno imparare a convivere con il peso dei ricordi, a volte così spaventosi da far precipitare la psiche nella follia. Anche il ciliegio fiorirà per l'ultima volta nella primavera del '45; poi cesserà per sempre di dare frutti, così come non poterono più darne tante giovinezze travolte dalla ferocia della guerra. In larga misura basato su carteggi e diari redatti dal padre dell'autrice in Russia e a Roma fra il 1942 e il 1945, questo romanzo è dedicato ai novantamila soldati dell'Armir caduti e dispersi in territorio sovietico, e a quanti morirono in tempo di guerra per pura crudeltà, per caso o per errore. Le microstorie di gente comune si intrecciano e si completano, versando una luce tenera e disperata su quello che è stato il periodo più difficile, doloroso e buio della nostra storia.

Lettura del «Cimetière marin»

Solfanelli

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Il commento di Gustave Cohen al Cimetière marin, qui proposto per la prima volta in italiano, è una pietra miliare nella bibliografia su Paul Valéry, un testo che ha fatto epoca e che, pur risalendo al 1933, rimane un classico. Lo studioso analizza diligentemente, strofa per strofa, le 24 sestine di decasillabi che compongono il capolavoro del poeta francese, cercando di scoprire vaghe parentele fra il suo pensiero e i sistemi di Lucrezio, Leonardo o Bergson. Nato come corso universitario alla Sorbona e spiegato davanti a un uditorio in cui figurava, non a caso, lo stesso Valéry, fu pubblicato in volume con la lunga prefazione del poeta, Au sujet du "Cimetière marin", che è una sorta di «racconto ideale» sulle origini dei suoi versi e in cui c'è anche un atto di riconoscenza verso il critico che aveva inteso ed esposto compiutamente le intenzioni e le espressioni di un poema ritenuto «oscuro». Cohen ripercorre l'interno strutturarsi di questa composizione elaborata scoprendovi un'architettura segreta, ripartita in quattro parti di vario tono emotivo e tematico. Tre «voci» vanno a comporre il respiro del poema: il «protagonista», che è il «Non-Essere» simboleggiato dal sole a picco, il «deuteragonista», ovvero la «coscienza del poeta» che si abbandona all'estasi, e il «tritagonista», l'autore stesso, che è insieme «attore» e «spettatore» del dramma metafisico che contempla. Alle analisi sul fondo concettuale del Cimetière marin, di cui sono messi in luce i nuclei tematici, si alternano quelle sul piano stilistico-espressivo. Cohen mette a fuoco lo specifico poetico di Valéry e riepiloga alcune particolarità o anche arditezze della sua originale tecnica di versificazione, passando in rassegna neologismi, arcaismi, latinismi, ellenismi e molto altro, così da rendere più agevole la comprensione globale del testo.

Tutti i dialoghi

Solfanelli

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Contro le seduzioni della stampa rivoluzionaria, sempre più diffusa, il Conte Monaldo Leopardi (1776-1847) ritenne necessario stimolare gli "scritti sani", che con la medesima determinazione degli avversari riconducano «le idee degli uomini sulle strade del raziocinio» e ristabiliscano «l'edifizio sociale sui fondamenti della religione, della giustizia e della verità». E quale migliore forma, per diffondere le "buone idee", di quella di agili dialoghi che spiegano anche al pubblico più semplice i principi basilari di morale e politica? Così, per commentare i movimenti rivoluzionari del 1830 e 1831 (in primo luogo con le sedicenti "gloriose giornate" che in Francia portarono all'abdicazione di Carlo X e all'instaurazione del regime liberale di Luigi Filippo), Monaldo Leopardi pubblicò non un infuocato pamphlet o un ponderoso saggio politologico destinato a pochi scelti lettori, bensì alcuni Dialoghetti che potevano raggiungere un pubblico vastissimo. Il successo fu immediato: moltissime le edizioni che si susseguirono - a volte anche all'insaputa dell'Autore - e che spinsero il Conte Leopardi a continuare sulla via intrapresa e a scrivere altri dialoghi, finalmente qui raccolti in un unico volume. Tutti i dialoghi: Dialoghetti sulle materie correnti nell'anno 1831; La città della filosofia; Una donna filosofa e una donna cristiana; Predica sui novissimi al popolo liberale da don Muso Duro, curato del Paese della Verità e nella Contrada della Poca Pazienza; Vado a farmi volontario del Papa; Un'oretta di conversazione tra sei illustre matrone della buona antichità; I due patriarchi. Il Signor di Voltaire ed il Signor Lafayette; Un assassino ed un filosofo liberale: Dialogo fra un filosofo e un porco; Catechismo filosofico.

Giuseppe Garibaldi. Biografia ragionata di un...

Solfanelli

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"Questo libro è frutto di approfondimenti e indagini sulla vita di Giuseppe Garibaldi, che è considerato un pilastro del cosiddetto Risorgimento, e la cui personalità controversa divide gli scrittori. Il saggio vuole essere una biografia "ragionata" nel tentativo di fugare molti dubbi che emergono dalla lettura della storia ufficiale. Attraverso questa biografia si può anche comprendere meglio come fu "fatta" l'Italia e perché si deve parlare di Mala Unità".

Ho giocato tre numeri al lotto

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Aurora, nata della Camera, poi van Houten grazie alle seconde nozze con Pieter van Houten, in arte Peter van Wood, non ha vissuto una sola vita. Pupilla d'una famiglia aristocratica, con un padre fervido seguace del Duce e podestà. Studentessa in Legge dell'università partenopea '"Federico II" popolata, per il resto, solo da maschi. Ladra - sì, ladra - in viaggio di nozze, complice del suo giovane sposo, animatrice tra wagon lit e casinò di un copione che Alfred Hitchcock avrebbe volentieri portato sullo schermo. Organizzatrice per la Rai delle prime selezioni per il festival di Sanremo, quindi arbitra della colonna sonora che accompagnava per dodici mesi l'Italia canterina. Chef di razza. Disegnatrice, per Tiffany e Van Cleef, di gioielli finiti alle dita e al collo di principesse monegasche e di mogli di sceicchi sauditi. Donna dai costumi - anche sessuali - che anticipavano un paio di generazioni. È Aurora stessa, in queste pagine, a parlare di sé come d'una Moll Flanders...

L'ultimo zilath

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Nonostante l'amicizia del Senato e dell'intera città di Roma, Zatte sente di appartenere altrove. L'Etruria lo chiama e lui torna, accolto dall'anziano Turkal con tutta la sua famiglia: i gemelli Athe e Laerthe, Elea e Vulka. Ripreso il suo ruolo nella città di Caere, la sua fama di Zilath mechl rasnal corretto e rigoroso si diffonde velocemente fra le altre città della Lega, ma il suo successo genera invidia e ben presto produce veleno. A ciò si aggiunge la controversa posizione dei dodici Lucumoni nei confronti di Roma, dalla quale vogliono affrancarsi anche a costo di una guerra, ma Zatte non può e non vuole doversi schierare contro una città alla quale è legato da una profonda riconoscenza. Lo strappo è inevitabile, come lo sono i tentativi di convincerlo a cambiare la sua decisione con sotterfugi e attentati ai suoi cari. La casa di Zatte, così come l'Etruria tutta, diventano presto il palcoscenico di ratti e misfatti. L'evolversi concitato degli avvenimenti di questo volume racconta l'ultima fase dell'indipendenza della civiltà etrusca, la quale lotta per mantenersi autonoma dal potere dell'Urbe, che avanza conquistando i territori e omologando le culture. Zatte diventa così il simbolo dell'equilibrio precario di un popolo le cui tradizioni e le grandi opere verranno spietatamente ridotte a un oblio dal quale emergeranno parzialmente solo molti secoli più tardi.

«La fanciulla dagli occhi d'oro» con altri due...

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Questa silloge di scritti hofmannsthaliani su Balzac, tre per la precisione, riuniti insieme per la prima volta grazie alla cura di Cristiano Bianchi e Giuseppe Grasso, colma una lacuna editoriale non solo italiana. Averli messi in uno stesso volume è il segno di una chiara scelta editoriale, fondamentale e fondante, perché si tratta di pagine nodali, poetiche e illuminanti, che risaltano nel profluvio della letteratura sul grande scrittore francese, fra le più alte testimonianze dell'influsso esercitato da Balzac sulla posterità. Il primo di essi, La fanciulla dagli occhi d'oro, del 1905, è la Prefazione all'omonimo volume balzachiano dell'edizione tedesca, soffuso di densa poesia. Il secondo, Sui personaggi nel dramma e nel romanzo, del 1902, è un dialogo teatrale immaginario fra Balzac e l'orientalista Hammer-Purgstall, pieno di calore e impeto. Il terzo, Balzac, del 1908, redatto come Introduzione a un'edizione tedesca della Comédie humaine, è, secondo Ernst Robert Curtius, la «cosa più bella, più compiuta, più profonda che sia mai stata scritta su Balzac». A rileggerli con severità e oculatezza anche oggi, gli scritti qui presenti rivelano intatta la loro vibrante modernità. Essi contengono non pochi spunti critici su Balzac, visto non solo come un Omero della borghesia affaristica di primo Ottocento ma anche, sulla scia del giudizio di Baudelaire, come un sognatore e uno spiritualista, come un alchimista confinato nel cerchio claustrale della propria «segregazione», tappezzata qua e là di ogni genere di fantasmagoria, quasi un maledetto avant la lettre. La grandezza di Balzac, secondo Hofmannstahl, deve essere valutata nella sua forza di ricreare la vita, cogliendone il lato demoniaco e l'ebbrezza magica, non solo la vis comunicativa. Lo scrittore austriaco rivendica l'apporto di Balzac alla letteratura, il fatto di essere un «appassionato veggente» e un «estatico». Anche per questo ogni generazione potrà vederlo «secondo il proprio punto di vista, in modo diverso, come un volto titanico, e lo additerà come il simbolo di una ricchezza interiore indicibile».

La guerra di Lia

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16,00 €
Buja, 1940-1945. È il racconto di Lia, figlia sedicenne di Bartolo e Tina. La collina del Belvedere è il punto privilegiato delle sue riflessioni, nell'intrico di cespugli e nel fitto degli alberi - testimoni privilegiati dei passaggi notturni - e nelle sue visioni del Nord, dove le montagne sono le fortezze della Resistenza. Dell'arrivo della guerra non ci si accorge subito. È un lento srotolarsi di cambiamenti in peggio, con la miseria che sale e abbruttisce musi e animi. La campagna inaridita fatica a restituire frutti in cambio di sudore e il paese sembra sprofondare in un silenzio vischioso, cupo, dove poche voci impartiscono ordini in una lingua straniera. Bartolo non sa cosa pensare, di chi fidarsi. Difendere la famiglia e la terra è il suo primo pensiero, eppure comprende che sotto quel vuoto di parole c'è qualcosa che brulica. Dapprima incerte, le sue domande lo aiutano a raccapezzarsi su quello che gli sta accadendo intorno: è uno scenario inquietante, nel quale Buja è solo uno dei tanti luoghi attraversati da cavalli cosacchi e dai loro carriaggi.

Imperi di polvere

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14,00 €
La civiltà globalizzata nasce simbolicamente nel 1944 con la conquista americana di Roma, la più antica capitale dell'Occidente. "Imperi di polvere", al di là dei falsi miti della storia ufficiale, narra le vicende di agenti Cia che, durante la Guerra Fredda, operano per imporre in Europa il modello culturale americano e l'egemonia linguistica dell'inglese. Il potere dei Presidenti viene progressivamente annullato consegnandolo ai poteri forti che condizionano le decisioni fondamentali dell'umanità. L'assassinio dei fratelli Kennedy è l'epilogo di un dramma che ci lascia il vuoto di una cultura unica senza senso e senza scopo. Un romanzo coraggioso, basato su fatti autentici, che svela cose e fatti sconosciuti. La denuncia di una civiltà che vuole cancellare Dio dalla storia e, come un grande Titanic fuori controllo, procede verso la catastrofe. La storia di un impero destinato a dissolversi. Forse l'ultimo.

L'alba del Rinascimento ovvero il Dolce Stil Novo

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25,00 €
L'autore affronta il complesso fenomeno, tutto italiano, del precoce risveglio della letteratura e delle arti nella penisola italiana sin dall'epoca del disgregamento del Regno Italico e del dominio bizantino, espressione di quella società aristocratico-mercantile che contribuirà alla formazione delle Città stato nell'Italia centro settentrionale e all'illuminato stato federiciano, e poi angioino nel sud Italia, cui si può dare nome di Primo Rinascimento o di "Dolce stil nuovo", creando i prodromi, dopo la crisi demografica e artistica dovuta a metà Trecento agli effetti devastanti della peste nera, della seconda grande fioritura rinascimentale, che fino ad oggi viene considerato come il Rinascimento vero e proprio, ma che in fondo non è che la continuazione di un processo di rinnovamento iniziatosi e sviluppatosi due secoli prima. In particolare si sottolinea la fondamentale importanza dell'arte bizantina e dell'arte classica come matrici del rinnovamento italiano, lasciando al gotico di oltre alpe un ruolo secondario e non sempre determinante come vuole il Vasari, pur riconoscendogli in taluni casi, come in Giovanni Pisano e più tardi nell'arte cortese, un apporto artisticamente rilevante.

Giorgio La Pira. Operatore di pace, profeta di...

Solfanelli

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18,00 €
Il saggio è una ricostruzione biografica e storiografica della figura di Giorgio La Pira a quarant'anni dalla sua morte e a pochi mesi dal decreto papale che ne riconosce la venerabilità. Ma soprattutto vuole essere momento di riflessione e di identificazione interiore per capire il senso della vita con e senza i valori della testimonianza cristiana, sulla base dell'esperienza di vita e dell'insegnamento della storia lapiriana. Dinanzi al rischio incombente della guerra nucleare, allora come oggi, egli fu apostolo di Cristo con un compito preciso: scuotere le coscienze dei potenti della Terra, persuadendoli a sedersi intorno ad un tavolo nella "seconda Gerusalemme" (come La Pira chiamava Firenze) per firmare i patti della pace e della fratellanza universale. L'Autore ritiene essenziali l'azione politico-sociale e il pensiero di La Pira, dei quali fu testimone diretto, perché più attuali oggi che nel passato. Il pensiero e l'azione sociale di La Pira erano costruiti per l'uomo, per la pace, per la tolleranza e la verità, contro guerra e povertà. Fino a quando esisteranno tali valori il pensiero lapiriano si rivelerà di fondamentale importanza per la nostra mente e coscienza.

Dopo l'innocenza

Solfanelli

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14,00 €
Prima dell'innocenza probabilmente non c'è niente. Ma dopo? Un avvocato che accetta per noia e indifferenza di svolgere un'attività criminale, un giovane meccanico che si invaghisce di una signora ricca e ambigua, la ragazzina che vuole dimagrire per sottrarsi al vuoto familiare e inizia a drogarsi, l'incontro casuale con un travestito che si rivela essere un vecchio compagno di scuola, il rapporto bizzarro tra un uomo di mezza età con una donna più giovane che appartiene a un mondo a lui del tutto estraneo, il rabbino raffinato teologo che scende gradatamente, un passo dopo l'altro, nei gironi infernali della vita fino alla degradazione. Dopo l'innocenza c'è il caos, lo smarrimento o riaffiora l'umanità perduta?

Note di viaggio e pagine sparse. Vol. 3: La...

Solfanelli

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18,00 €
Il tema che dà il titolo a questo libro riguarda e, anzi, chiama in causa pensatori che sono alle origini della sociologia, anche se vengono troppo spesso ignorati dai sociologi. Ludwig Feuerbach riteneva di aver rovesciato e ridefinito la teologia in veste di antropologia. Karl Marx presumeva di aver rovesciato e, a suo giudizio, in realtà raddrizzato l'hegelismo, che camminava sulla sua testa, rimettendolo in piedi. Nello stesso Émile Durkheim, erede di una lunga tradizione familiare rabbinica, la società, studiata scientificamente dalla sociologia, si pone come la matrice dei valori che stanno alla base della convivenza umana. È dalla società che nascono e sono alimentati i valori, tanto da poter concepire una «religione civile», senza la quale i capricci dell'individuo e la sua mancanza di senso del limite condurrebbero inevitabilmente all'«anomia», vale a dire al caos e alla disgregazione, premessa alla dissoluzione dell'umanità.

RSV. Rivista di studi vittoriani. Vol. 45

Solfanelli

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12,00 €
Saggi: Allan C. Christensen, The Novels of Cornelia Turner: A Joint Venture with Giovanni Ruffini and Henrietta Jenkin; Mariaconcetta Costantini, Contending with God: Biblical Pattern and Poetic Variations in Christina Rossetti and G.M. Hopkins; Mario Martino, "The rare unity of poetry with science". Codici letterari e pittorici nel Diary of the Voyage of the Beagle di Charles Darwin; Renzo D'Agnillo, A Postmodern Prometheus? Peter Ackroyd's Revisitation of Mary Shelley's Frankenstein. Contributi: Loredana Salis, The Alchemy of Writing: George Eliot's Representations of Gender in The Lifted Veil; Maria Serena Marchesi, Spunti per una ridefinizione delle fonti teatrali di Dracula. Recensioni di Francesca Caraceni, Mariaconcetta Costantini, Francesca Crisante, Alessandra Di Pietro.

Carlo Levi. Viaggio nella simbologia del mondo...

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20,00 €
Il pensiero e l'opera poliedrica di Carlo Levi sono stati sottovalutati, con qualche eccezione di rilievo, dalla critica italiana di vario orientamento, a partire dal suo capolavoro, Cristo si è fermato a Eboli. Sono state adoperate definizioni riduttive o, addirittura, demolitorie: «passatismo», «magismo», «bifrontismo ideologico», «ambiguità», «ambivalenza», «misteriosofia», «dilettantismo». L'autore del presente volume si propone di ripercorrere le tappe fondamentali del viaggio compiuto (Lucania, Sicilia, Unione Sovietica, Sardegna) da Levi nel mondo contadino e nei suoi simboli, per dimostrare come lo scrittore e pittore piemontese non sia rimasto per nulla prigioniero nel «giardino zoologico dei miti collettivi», ma, al contrario, sia pervenuto ad una visione «progressiva» del mito, proiettandolo verso il presente e il futuro e trasformandolo in uno strumento di cambiamento radicale della società e di rinnovamento culturale, che ha investito sia l'universo contadino inteso in senso stretto, sia la civiltà umana nel suo complesso.

La spiaggia e la sabbiera. Cronache di Cina e...

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13,00 €
"La spiaggia e la sabbiera" è la raccolta dei "Dispacci dalla Cina" apparsi nel fortunato blog Stilum Curiae di Marco Tosatti, culminati con l'accordo provvisorio del 22 settembre 2018. Chi leggerà questo libro non solo seguirà l'evolversi della situazione e degli eventi recenti, ma sarà anche in grado di capire qualcosa in più su questo paese e sulla sua cultura.

L'antitesi perfetta della rivoluzione. Gli...

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"«L'Antitesi perfetta della Rivoluzione». Così padre Raffaele Ballerini definisce Carlo Maria di Borbone-Spagna nel suo articolo La missione di Carlo VII, pubblicato il 7 giugno 1875, quando la terza guerra carlista (1872-1876) lasciava intravvedere spiragli di una possibile restaurazione. Ma la definizione "antitesi perfetta della rivoluzione" non è riferibile al solo Monarca spagnolo, bensì a tutto il movimento, anzi a tutto l'ideario carlista: lungi dall'essere un semplice partito dinastico (esso nacque nel 1830 in seguito alla decisione di Ferdinando VII di abolire la Legge Salica e di lasciare il trono alla figlia Isabella anziché al proprio fratello Carlo Isidoro, suo legittimo erede), il Carlismo contrappose due inconciliabili Weltanschauungen. Da un lato quella liberale, incarnata nei seguaci di Isabella (o isabellini), fautori di una monarchia accentratrice, erede di quella assoluta, costituzionale, sostanzialmente indifferentista in religione; dall'altro la visione del mondo tradizionale, incarnata nei seguaci di Don Carlos, fautori di una monarchia organica, profondamente cattolica, rispettosa dei diritti locali (fueros)..."

Campo 10. La verità sul campo dell'onore

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Al Campo 10 del Musocco, il Cimitero Maggiore di Milano, riposano più di mille uomini e donne, militari e civili, eroi di guerra e semplici cittadini, per la maggior parte assassinati a Milano e nei territori limitrofi all'indomani del 25 Aprile 1945. A partire dal 1965, dieci anni dopo la loro morte, anno dopo anno, i loro resti, fino ad allora sepolti in fosse anonime, furono sistemati al Campo 10 per una precisa scelta delle vedove, delle madri e dei genitori. Questo libro narra la storia del Campo 10.

Note di viaggio e pagine sparse. Vol. 2:...

Solfanelli

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Una strana, inquietante contraddizione pesa sull'umanità dei primi vent'anni del terzo millennio: la tecnologia produttiva ha ormai una portata planetaria, ma le fonti del potere pubblico restano legate alle radici originarie e si verificano insorgenze locali sempre più accese. Mentre l'individuo appare sempre più dotato di mezzi tecnici che lo rendono, in apparenza, onnipresente e onnipotente, prende corpo una dialettica servo-padrone per cui la tecnica, questa perfezione priva di scopo, nel momento in cui arricchisce l'individuo, in realtà lo svuota, lo serve ma nello stesso tempo lo asservisce. Occorre tornare alla saggezza classica del ne quid nimis, nulla in eccesso, recuperare il senso del limite.

Note di viaggio e pagine sparse. Vol. 1:...

Solfanelli

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18,00 €
Con questo primo contributo ha inizio una serie di volumi sotto il titolo generale "Note di viaggio e pagine sparse". Non si pensi a scarti di produzione. Si tratta invece di articoli, interviste, saggi che sono, talvolta, anticipazioni, schemi riassuntivi e anche primi abbozzi per libri veri e propri, che hanno poi visto la luce nella loro forma definitiva o che invece sono rimasti, tranquilli, come sogni all'alba, nel grembo di Giove.

Un laboratorio di fantastici libri. Riccardo...

Solfanelli

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Traduttore, editore, saggista, bibliofilo, Riccardo Valla (Torino, 1942-2013) contribuisce in modo decisivo all'arrivo della fantascienza e del fantastico nelle librerie italiane e alla ricezione della letteratura speculativa come oggetto di un'attenzione critica e letteraria di respiro internazionale. Entrato nel mondo dell'editoria presso Boringhieri, è direttore nel decennio Settanta delle collane della Nord, per cui tiene contatti con le principali agenzie letterarie italiane e straniere e con alcune tra le massime firme del mondo fantascientifico anglo-americano. Successivamente si dedica alla sua libreria e sigla Sevagram, e alla traduzione per case come Mondadori e TEA. Questo saggio invita a entrare nel laboratorio di un raffinato intellettuale grazie a estensive ricerche d'archivio, ed è corredato da un repertorio di lettere inedite ad autori di spicco sullo scenario internazionale, dei quali il letterato italiano diventa spesso amico di penna e confidente (James G. Ballard, Alfred Bester, James Blish, John Brunner, Lyon Sprague de Camp, Ursula K. Le Guin, Alexei Panshin, Clifford Simak, Alfred E. van Vogt).

Cicuta

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Gli arbëreshë d'Italia. La storia e gli...

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"Gli arbëreshë d'Italia. La storia e gli insediamenti" è un saggio che ripercorre le vicende degli arbëreshë, una popolazione di origine albanese, minoranza etnico-linguistica molto importante e presente in Italia. Il testo offre una panoramica dei trascorsi storici degli italo-albanesi che li condussero a stabilirsi nel nostro paese, in seguito alla morte dell'eroe nazionale Giorgio Kastriota Skanderbeg e alla conquista progressiva dell'Albania e dell'impero bizantino da parte degli Ottomani. La storia del popolo arbëresh si identifica, infatti, con quella di Skanderbeg, condottiero che difese il cristianesimo e impedì la conquista islamica dell'Europa. Il saggio racconta anche le vicende migratorie degli arbëreshë - magnificamente integratisi nel territorio italiano al punto da partecipare attivamente all'unificazione nazionale - i quali sono riusciti a mantenere vive cultura, lingua e religione. Nel dettaglio sono presentati i singoli insediamenti, elencati regione per regione. Una descrizione particolareggiata è destinata a quelli che nei secoli hanno conservato integre le loro origini.

I primi anni di Papa Francesco e non solo....

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I primi anni del pontificato di papa Francesco hanno sorpreso e spesso sconcertato molti osservatori, vaticanisti, intellettuali e credenti. Il malcontento, sia clericale che laicale, è forte e assume caratteri diversi a seconda dei contesti, più o meno progressisti, più o meno conservatori, più o meno tradizionali, ma permangono caratteri comuni: la critica, la denuncia, la polemica, talvolta equilibrate e talaltra esacerbate, talvolta gridate e talaltra caritatevoli. Il tutto potrebbe essere riassunto in questi termini: le anime non hanno pace pensando alla Chiesa contemporanea. Questo libro si propone come un diario di bordo dei nostri tempi, dove i fenomeni che si sono verificati in questi anni bergogliani risultano essere logica conseguenza di ciò che era stato precedentemente preparato, predisposto e sviluppato.

Dallo stesso deserto, nella stessa notte

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Arthur Rimbaud, il poeta maledetto (definizione coniata per primo da Paul Verlaine) è assurto a precursore e mito di tutte le ribellioni e trasgressioni, cantate con toni accesi e conturbanti nella precoce stagione della sua prodigiosa produzione poetica, consumatasi in un breve giro di anni, dai sedici ai diciannove anni d'età. Dopodiché, improvvisamente, decide di abbandonare la poesia e, dopo un periodo di vagabondaggi in vari paesi d'Europa, si trasferisce in Abissinia per dedicarsi alla professione del mercante. Questo romanzo, in cui la voce narrante è affidata alla figura di un italiano (immaginaria, ma concepita sul modello degli italiani che operavano nelle regioni dell'Africa orientale negli stessi anni della permanenza di Rimbaud in quei luoghi), si propone di restituire il Rimbaud fuori dal mito, cercando di capire le ragioni del suo rifiuto della figura del poeta maledetto e della sua stessa creazione poetica. È un rifiuto netto e senza ripensamenti, come risulterà dalla narrazione, che si avvale, principalmente, delle testimonianze e delle lettere scritte dallo stesso Rimbaud e da altre persone che lo conobbero.

I misteri di Dioniso. Antico futuro come...

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Dall'esperienza, unica del suo genere, di "Dionysos", la rivista delle Arti, libera da schemi e preconcetti, affermante un modo, nel contempo antico e moderno, di vedere l'invisibile e andare oltre la porta chiusa, nasce questo libro. "I Misteri di Dioniso", altro non sono che l'attuazione di un progetto reale, affettivo, che ha nome Antico Futuro diventato brand culturale. Voluto dalla lungimirante idea del riportare in vita, anche ma non soltanto dal punto di vista artistico e culturale, luoghi carichi di Storia e di Bellezza, da una persona attenta alla realtà nella quale opera e vive da sempre come Lucia Liberati. Un'operazione questa che ha il "coraggio del folle o del santo", seguendo un progetto che trascenda gli angusti limiti della politica, divenendo come il Matto dei Tarocchi che danza, colorato, al limite del Mondo.

RSV. Rivista di studi vittoriani. Vol. 46

Solfanelli

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Saggi: Francesca Orestano, "Spectacular Bankruptcy: Mr Dombey's "Retribution", the Auction at Stowe, and the Melodramatic Imagination"; Anna Enrichetta Soccio, "Forms of Micro-textuality in the Victorian Novel: George Meredith and the Aphorism"; Nuccio Ordine: "Nessun uomo è un'isola": echi della metafora geografica di John Donne in Francis Bacon, Walt Whitman e Virginia Woolf"; Enrico Terrinoni, " Oscar Wilde e l'Irlanda rimossa"; Biancamaria Rizzardi, "La tela e la pagina: il ritratto di Sargent e la scrittura di James". Contributi: Francesca Crisante, "Edward Bulwer Lytton e la critica: fortune e sfortune di uno scrittore vittoriano". Recensioni di Elena Cioce, Federica Di Addezio e Maria Luigia Di Nisio.

Lingua e lingue

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12,00 €
Questo libretto raccoglie una serie di interventi riguardanti la nostra e le altre lingue, apparsi quasi tutti sulla stampa quotidiana. L'autore pratica la divulgazione di una disciplina scientifica, la linguistica, che dovrebbe far parte della cultura generale e che oggi è sparita dalla circolazione... Vengono trattati problemi spinosi della nostra lingua ed argomenti linguistici di grande interesse, mai usciti dalla cerchia degli specialisti...

Studio su Mallarmé

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Nel 1952 esce a Firenze, per i tipi di Sansoni, "Studio su Mallarmé" di Mario Luzi, un denso libro che s'impone all'attenzione della critica perché il grande poeta fiorentino ingaggia un illuminante e sentito confronto con il poeta francese, fra i più oscuri della letteratura moderna. Luzi, che muove da premesse ermetiche, si misura con Mallarmé usando acuta sensibilità e indubbia lucidità di giudizio, ricercando la suggestione arcana e irresistibile di una poesia che si protende verso l'Assoluto. Nel 1987 Luzi aveva ripubblicato quel libro con un'emblematica Avvertenza, in cui aveva ridefinito il posto che in esso era stato da lui negato all'Après-midi d'un Faune, il famoso poemetto filosofico illustrato da Manet nel 1876. Il volume viene oggi riproposto qui, con una preziosa intervista a Luzi del 1985, insieme a quella storica Avvertenza, della quale è riprodotto in appendice il dattiloscritto, testimonianza diretta della fervida officina del poeta.

Sette. Quarantanove racconti e una storia

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"Maurizio Sorrentino è, probabilmente, un uomo buono. Essendo però anche uno scrittore serio - ed un acuto lettore di libri duri e necessari - non nega la violenza che pulsa nel cuore del Mondo. La violenza che appartiene alla dimensione degli istinti ferini o ai rapporti di forza ammantati di vesti legali o, ancora, all'impossibilità di stabilire verità e giustizia con gli strumenti della Legge. Quella violenza, insomma, che percorre e permea alcuni tra i racconti più convincenti di questa silloge varia e, insieme, unitaria in alcuni accordi di fondo. Come ogni scrittore degno di questo nome, dunque, Sorrentino prende su di sé e sulla propria maniera di narrare la ferocia, il sopruso e l'inganno che si inabissano ed erompono a tradimento nelle nostre vite. Sorrentino li assume e li filtra attraverso le maglie della propria scrittura. Essendo poi non solo uno scrittore serio ma, probabilmente, anche un uomo buono, fa in modo che quest'operazione di catarsi non gli veli quegli altri aspetti dell'esistenza che fanno umano l'uomo. La pietà, la tenerezza, talvolta il sorriso. Sorrentino guarda il Male negli occhi e non se ne fa ammaliare". (Vladimiro Bottone)