Elenco dei prodotti per la marca Longo Angelo

Longo Angelo

Lectura Dantis Lupiensis (2017)....

Puccetti V. L.
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

20,00 €
I contributi di questo sesto volume delle Lupienses sono organizzati in studiata simmetria. Dapprima Elisabetta Benigni e Fabrizio Lelli, una arabista e un semitista, pur evitando le chimere di una diretta e indimostrabile intertestualità inseguono i complessi e nutrienti nessi interdiscorsivi fra l'opera dantesca e le culture del Mediterraneo: Benigni riprende in mano, con nuovi argomenti, la vessata e sempre risorgente querelle dei rapporti del Libro della Scala con la Commedia; Lelli batte la strada, nella dantistica percorsa da qualche pioniere solo negli ultimi decenni, della mistica ebraica medievale, attraverso canali di trasmissione finora trascurati. L'intervento di Donato Pirovano sull'endiadi (in offerta provocatoriamente romantica) di amore e morte nella Vita nuova fa da architrave: in esso, il dantista di lungo corso fonde parte del tesoro esperienziale che ha accumulato preparando un commento al libello giovanile dantesco. Da questo saggio centrale si spartisce il campo alle ultime due relazioni, entrambe centrate sulla semantica di un lemma, di una parola-mondo dentro l'eccedente mondo dantesco: un benemerito degli studi letterari medievistici, quale Luigi Surdich, si concentra sulle vicende della «compassione», sui riflessi prismatici di questa nelle strategie di racconto che da Dante conducono a Boccaccio; Riccardo Viel, filologo romanzo di memore scuola, promuove un'archeologia della «leggiadria» dantesca, tra lirica provenzale e lirica italiana duecentesca, pervenendo a non banali, non prevedibili esiti di accertamento di senso e di ricostruzione culturale.

Diario dall'eremo. 10 marzo-30...

Briatore Virginio
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

18,00 €
Dal comfort e dalla ricca vita sociale di Milano al freddo e alla solitudine di un appartamentino in una località di villeggiatura nel Parco del Delta. Un passaggio repentino e imprevisto, deciso nella notte del 10 marzo 2020 in seguito all'aggravarsi della "tragica novità" che ci sommerge. Di colpo le priorità dell'autore, filosofo del design e Partita Iva, diventano altre: continuare a lavorare a distanza e al tempo stesso recuperare legni spiaggiati per alimentare la stufa, procurarsi il cibo senza allontanarsi troppo e nutrire magiche creature che piano piano vengono a ravvivare il suo giardino: il riccio Spinòn, la ghiandaia azzurra, la lepre Aprilia. Il mare Adriatico lo aiuta, ogni giorno lo sorprende con la sua diversità e di notte lo culla nel silenzio spettrale di centinaia di case con le luci spente. La pineta lo circonda, la natura lo protegge e i pochi umani fanno capolino nel deserto: madre e figlia dell'unico alimentari aperto, un'elegante e misteriosa vecchia con barboncino, il fiero guardiano di una ricca proprietà e poi saltuariamente i carabinieri, le farmaciste, il meccanico e il metronotte che ormai si ferma a far due chiacchiere perché l'oscurità sembra non aver più fine e la sua è l'unica luce nel raggio di un chilometro. Ogni notte la rete lo collega al mondo e agli affetti. Un poeta lo guida coi suoi versi potenti, tiene un diario su Facebook, amici e sconosciuti lo seguono con partecipazione. Scrive di attualità e piccole cose, degli animali e della vita nel Delta, pesca nel design e nella memoria, riflette su sua maestà il Destino, che fa di noi quello che vuole.

Locus amoenus. Nuovi strumenti di...

Bregni Simone
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

28,00 €
Nel suo articolo Against Intertestuality del 2004, pubblicato in Philosophy & Literature, William Irwin sostiene che l'intertestualità dovrebbe essere «cancellata dal lessico degli umanisti sinceri e intelligenti». Secondo l'autore, invece, applicazioni corrette delle teorie dell'intertestualità possono rivelarsi particolarmente fruttuose, in particolare se applicate alla letteratura premoderna, prodotto di epoche in cui le relazioni tra testi e il processo di trasmissione della cultura erano radicalmente diversi da quella moderna. Un approccio al concetto classico e medievale di imitatio e æmulatio alla luce delle teorie dell'intertestualità può fornire nuovi elementi sulle modalità (intertestuali, interdiscorsive) del processo dantesco di imitatio nella Commedia. Analizzando un particolare topos della tradizione classica che è presente e ricorrente nella Commedia, quello del locus amoenus, l'autore mostra come l'analisi intertestuale faccia luce non solo sulle modalità di trasmissione della tradizione classica attraverso il tardoantico e il Medioevo, ma anche sulla cultura medievale in toto, inquadrandosi perfettamente nella specifica visione del mondo e della vita umana che il Medioevo possedeva. Secondo l'autore, il topos del locus amoenus è impiegato nella Commedia allo scopo di riassumere e condensare, e in ultima analisi alludere a, i valori e l'intera visione del mondo dell'antichità pagana, un referente-chiave alla tradizione classica nel suo insieme. L'autore propone di usare, al posto del termine «intertestualità», per certi versi datato, ma soprattutto limitato, l'espressione «imitatio intertestuale/interdiscorsiva», che coglie meglio la complessità dell'uso dell'antico strumento retorico nel poema dantesco. Recenti strumenti digitali come Digital Dante (digitaldante.columbia.edu), mostrano il perdurare della rilevanza della ricerca sull'imitatio intertestuale/interdiscorsiva nella Commedia al giorno d'oggi, aprendo nuove prospettive di ricerca.

I figli di Eolo. Il motivo mitico e...

Quadrelli Silvia
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

24,00 €
L'incesto è uno dei più grandi tabù culturali della storia dell'uomo, eppure, o forse proprio per questo, è presente come motivo letterario in tutte le culture e le epoche. Viene descritto come crimine, come qualcosa di indicibile, ma allo stesso tempo sembra che nessuna letteratura possa aver fatto a meno di nominarlo e rappresentarlo. Ma che cos'è l'incesto? In che modo il contesto culturale e la sua evoluzione hanno influito sulla trattazione di una tematica tanto delicata? Le fonti letterarie danno risposte diversificate e talora contrastanti: accettato, almeno per alcuni aspetti, in una cultura e in un'epoca, appare invece esecrabile per i lettori o gli spettatori di un'altra epoca. Ma è possibile rintracciare degli elementi che rappresentano delle costanti e caratterizzano il motivo letterario dell'incesto in epoche e culture diverse? Le tradizioni mitologiche, le credenze religiose e lo stretto legame tra unioni incestuose e dinamiche politiche hanno contribuito alla creazione di un topos letterario destinato a perdurare nelle letterature di ogni tempo. Un topos per certi aspetti sempre uguale a sé stesso ma, al contempo, che racchiude al suo interno la possibilità di essere declinato in una grande varietà di modi e di punti di vista. Il volume è il frutto delle riflessioni degli studiosi che hanno preso parte alla Giornata di Studi "I Figli di Eolo". Il motivo mitico e letterario dell'incesto nel passaggio tra culture e epoche diverse, che si è svolta presso l'Università degli Studi dell'Aquila nell'ambito del Dipartimento d'Eccellenza per il progetto «Arti, linguaggi, media: tradurre e transcodificare». Il motivo dell'incesto è dunque al centro di un'analisi comparatistica che si incentra sull'adattamento del tema a culture e a esigenze comunicative differenti.

I versi e le regole. Esperienze...

Dal Cengio Martina
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

28,00 €
Non c'è dubbio che il Cinquecento rappresenti, dal punto di vista metrico e stilistico, uno dei momenti più sperimentali e al contempo più teoricamente consapevoli della nostra tradizione letteraria. Inquieta deferenza al modello petrarchesco, tensione verso la norma e insofferenza delle regole, riesumazione archeologica dell'antico e costante riflessione sugli strumenti e gli istituti della scrittura in versi si intrecciano in una stagione irripetibile, che i contributi raccolti in questo volume - dovuti in buona parte a giovani ricercatrici e ricercatori - esaminano originalmente da diverse angolazioni. Vengono così osservati da vicino non solo autori a vario titolo canonici come Sannazzaro, Bembo, Tolomei e Bernardo Tasso, ma anche sperimentatori più vivaci del tipo di Catti, Firenzuola e Tesauro, oltre che un genere per eccellenza oltranzistico come quello della sestina lirica. La luce viene quindi puntata sui grandi nodi teorici, oggetto della seconda sezione del libro, nella quale si discute tra gli altri di Trissino, Ruscelli e Speroni, immergendosi nella selva di programmi, manifesti e trattati che costellano dall'inizio alla fine il lungo secolo delle regole e delle dispute, che fu anche il secolo di alcuni dei nostri massimi capolavori.

Letture classensi. Studi danteschi....

Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

25,00 €
All'interno: Introduzione di Alberto Casadei - Alberto Casadei, Dante, la guerra e la pace nel poema sacro - Diego Quaglioni, Fra teologia e diritto. Pace e guerra giusta nella Monarchia - Alessandro Barbero, Dante a Campaldino, fra vecchi e nuovi fraintendimenti - Martina Mengoni, Dante, Primo Levi, Auschwitz - Paola Scrolavezza, Dall'orrore del reale all'incubo della distopia: gli inferni di Dante in Giappone tra romanzi e manga - Dante: le sue parole e le nostre guerre. Helena Janeczek in dialogo con Alberto Casadei - 697° Annuale della Morte di Dante: Luca Azzetta, Dante alle soglie dell'eterno:visioni bibliche e poesia tra l'Epistola a Cangrande e la Commedia - 698° Annuale della Morte di Dante: Lucia Battaglia Ricci, La Commedia nello specchio delle immagini.

Quarantuno di noi. Storia e storie...

Tassi Cristina
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

20,00 €
Le vicende che si svolsero a Cotignola (RA), durante l'occupazione nazifascista, quando gli abitanti intrecciarono la storia del loro paese con quelle di tante famiglie di ebrei che qui trovarono un rifugio sicuro, sono da ritenersi affatto straordinarie, poiché tutti furono salvi. Ciononostante, anche se diverse generazioni hanno potuto srotolare la loro memoria intorno a questi eventi, essi sono rimasti patrimonio di pochi, quando, invece, almeno tutti i cotignolesi, e in modo particolare i ragazzi e i giovani, dovrebbero esserne resi partecipi. Perché non ignorino di appartenere a una comunità coraggiosa, che seppe rispondere alle richieste di aiuto di una minoranza follemente perseguitata, grazie a tanti anonimi, che cooperarono "passivamente" e non denunciarono. Il volume, che attinge a svariate e differenti pubblicazioni miscellanee, raccogliendo lacerti su cui sono state innestate nuove fonti orali e scritte, si apre con una sintesi, che inquadra la storia di Cotignola nella più generale situazione italiana, mettendo in rilievo gli effetti della legislazione razziale e fornendo uno sguardo di insieme su quei mesi, durante i quali si concretizzò l'accoglienza alle famiglie di origine ebraica. Seguono i capitoli monografici sui Giusti cotignolesi, Vittorio Zanzi e Luigi Varoli, il profilo dei quali è fortemente inserito nel contesto in cui vissero e operarono, mentre nella seconda parte, tenendo fede ai nomi riportati sulla stele del Giardino dei Giusti e seguendo l'ordine cronologico di arrivo in paese, conosciamo le persone ospitate, di cui, grazie alle notizie e alle testimonianze, anche precedenti e seguenti il periodo cotignolese, è possibile accompagnare le vicissitudini e il dipanarsi delle loro vite, "rivedere" i volti, condividere le emozioni. Prefazione di Guido Ottolenghi

Il lettore di provincia. Vol. 153:...

Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

25,00 €
All'interno: Cosetta Seno, Introduzione - Roberto Risso, "Che cos'è mai il cuor della donna". Niccolò Tommaseo e la trattatistica ottocentesca sull'educazione delle donne - Elena Musiani, "La fanciulla italiana educata e istruita". Modelli educativi per le "novelle" italiane nella fase della costruzione nazionale - Chiara Fabbian-Emanuela Zanotti Carney , Lettura, scrittura, educazione femminile. Ho una Casa mia! di Tommasina Guidi - Ombretta Frau, Le Memorie di Collegio di Mantea: un Cuore ribelle nella Torino fin de siècle - Morena Corradi, La donna nella letteratura e nella pubblicistica italiana del secondo ottocento: la peculiare figura di Laura Tardy Tighe - Loredana Magazzeni, Per una storia dei plutarchi femminili nell'educazione delle ragazze. Uno sguardo ai Racconti e ai Profili femminili di Cordula (Irene Verasis Di Castiglione) nel panorama letterario dell'Italia post-risorgimentale - Angela Articoni, Corpo di bambola, cuore di donna: Contessa Lara tra fantastico e reale.

Linguaggi, esperienze e tracce...

Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

20,00 €
In quanto evento performativo, il teatro nasce come esperienza multimediale, in cui le diverse componenti verbali, visive, uditive e coreutiche acuiscono la percezione polisensoriale dello spettatore e lo rendono fruitore di una molteplicità di linguaggi che si intrecciano tra loro, contaminando e ampliando campi semantici di diversa natura. In particolare, l'elemento sonoro risulta imprescindibile dall'azione scenica in quanto tale: sia esso presente o del tutto assente, articolato in partiture musicali o declinato in rumori o performance vocali, è in grado di suscitare emozioni e reazioni emotive per via alogica e intuitiva. Sulla scia di queste suggestioni, si analizzano le relazioni che intercorrono tra la sfera sonora della performance teatrale, intesa come somma organizzata dei messaggi sonori che pervengono all'orecchio dello spettatore, e tutte le altre componenti dell'evento scenico: testo drammaturgico, elementi visuali, spazi e tempi della resa scenica, corporeità dell'attore. L'indagine è condotta in una prospettiva comparata tra rappresentazioni teatrali tra loro distanti nel tempo e nello spazio: dal teatro classico al melodramma o all'opera lirica, dal teatro moderno a quello contemporaneo, dal teatro occidentale a quello orientale, al fine di rintracciare gli esiti diversi di dinamiche relazionali tra l'elemento sonoro e quello performativo, che mutano nel tempo e si adattano a culture e ad esigenze comunicative differenti.

«La impresa» (1569) e selezioni da...

Trevisani Cesare
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

25,00 €
La impresa (1569) del giovane autore Cesare Trevisani è uno dei più originali e complessi 'trattati d'amore' rinascimentali. La sua unicità risiede prima di tutto nel presentarsi come l'interpretazione di un"impresa', termine che indicava un'immagine emblematica che comunicava un desiderio o intenzione privata del suo autore. L'impresa di Trevisani rappresenta quattro animali concatenati simboleggianti quattro forme di amore. La trattatistica sull'amore di stampo neoplatonico e l'emblematica erano due tematiche di grande popolarità nella cultura italiana cinquecentesca. Ma un ulteriore aspetto di novità è la presenza di due versioni profondamente diverse de La impresa. La prima edizione pubblicata nel 1567 è la narrazione di un dialogo privato tra il giovane Trevisani e un suo caro amico che desidera comprendere i sensi nascosti della misteriosa immagine emblematica del Trevisani. In questa versione l'enfasi è su fonti di natura principalmente letteraria, sebbene l'autore già dimostri una conoscenza significativa delle fonti della trattatistica amorosa. La seconda versione, uscita due anni dopo (1569) e significativamente più lunga, è in realtà un'esegesi ed espansione della prima. In questa versione finale Trevisani amplifica notevolmente i riferimenti filosofici e teologici mantenendo la struttura prettamente letteraria del testo, creando in tal modo un unicum in questa fertile tradizione. Semplificando questa complessa tematica, si potrebbe dire che esistevano due tipi di 'trattati d'amore'. I più frequenti erano testi essenzialmente narrativi spesso in forma di dialogo con una conoscenza superficiale delle fonti filosofiche, soprattutto il complesso De amore di Marsilio Ficino, quasi mai citato sebbene fosse l'origine di questa moda letteraria. Più rari erano densi trattati filosofici, come i Dialoghi d'amore di Leone Ebreo o Gli eroici furori di Giordano Bruno, con una profonda conoscenza delle opere neoplatoniche, ermetiche e teologiche che avevano ispirato il libro di Ficino. Con 'trattato d'amore' si suole quindi indicare testi appartenenti a generi fortemente diversi. Con La impresa del 1569 Trevisani tenta di colmare questa separazione, fondendo allusioni letterarie e citazioni dotte dalla teologia cattolica e dal pensiero neoplatonico, che aveva letto nelle traduzioni di Ficino.

Federico Frezzi e il quadriregio

Laureti Elena
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 3 giorni

60,00 €
Nel 2016 è stato ricordato con diverse iniziative il sesto centenario della morte di Federico Frezzi: al termine delle celebrazioni di tale anniversario e come loro momento culminante, si è tenuto nel 2017 tra Foligno e Perugia un convegno internazionale dedicato alla figura del Frezzi e alla sua opera letteraria, i cui esiti sono consegnati al presente volume. La fama del Frezzi, nato a Foligno intorno alla metà del Trecento, domenicano, maestro di teologia, vescovo della città umbra tra il 1403 e il 1416, è legata in primo luogo al poema in terzine intitolato Quadriregio (o Libro dei Regni): opera poetica che racconta un viaggio attraverso i regni dell'Amore, di Satana, dei Vizi e delle Virtù, coronato da una finale visione di Dio. Sebbene ispirato al grande edificio della Commedia dantesca, il poema di Frezzi è anche un'opera che continua e riprende altri modelli, di carattere prevalentemente allegorico e didascalico. Lettore dell'Amorosa visione e del Ninfale fiesolano di Boccaccio e inoltre dei Trionfi di Petrarca, il Frezzi sembra comporre il proprio poema con l'attenzione rivolta prima di tutto alla predicazione e dunque all'efficace esemplificazione dei vizi e delle virtù.

Opere. Letteratura, teatro, cinema,...

Falzoni Giordano
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 3 giorni

24,00 €
Giordano Falzoni (Zagabria, 1925 - Milano, 1998), pittore, scrittore e autore teatrale legato alla frazione romana del Gruppo 63, stato fino a oggi senz'altro piapprezzato per le qualitdi pittore surrealista che per il suo engagement di scrittore. Attraverso un difficoltoso lavoro di recensione del poco materiale ancora consultabile, tutto di arduo reperimento, trattandosi in massima parte di pubblicazioni tirate in un numero limitato di esemplari, in occasione, ad esempio, di mostre pittoriche, e procedendo al recupero dei molti articoli apparsi in rivista, stato possibile stilare una consistente bibliografia degli scritti letterari dell'autore. Il corpus delle opere, pubblicato adesso in questo volume, testimonia interessi che spaziano dalla letteratura al teatro, dal cinema all'arte, senza disdegnare interventi su politica, costume e societ consegnandoci il profilo di uno scrittore che forse stato per troppo tempo, e a torto, dimenticato. Quasi un eclettico funambolo, in programmatico equilibrio tra le pidiverse forme d'espressione artistica del proprio tempo, Giordano Falzoni si ritaglia uno spazio caratterizzato da numerose tangenze all'interno del panorama letterario dell'ultimo quarantennio del Novecento. Non riconoscendo un limite per l'estro creativo nelle difformitche separano i prodotti dell'arte da quelli della letteratura, i contenuti del cinema da quelli del teatro, Falzoni sembra privilegiare, quale espediente comunicativo, la vertiginosa contaminazione tra espressione letteraria e rappresentazione artistica, tra performance teatrale e racconto filmico, raggiungendo un'ibridazione delle forme che lo caratterizza come uno dei pivivaci protagonisti della scena culturale italiana degli anni Sessanta e Settanta.

La «piada» dell'ebreo errante

Fornaciari Primo
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

15,00 €
Il mito dell'Ebreo Errante, leggenda cristiana nata nei primi secoli sotto il segno dell'antigiudaismo, arrivò, attraversando i mari e i secoli, anche in Italia. Nel corso del tempo modificò i suoi tratti: con il Rinascimento assunse toni di umana pietà; scomparve poi nelle caligini dei roghi della Controriforma, per riapparire con i poeti del romanticismo che in tutta Europa rilessero il mito facendo dell'eterno viandante un campione dell'umanità dolente ed esiliata. Secondo questa chiave lo interpretò anche il nostro Giovanni Pascoli, in varie composizioni. Così, guidati dal poeta di San Mauro, seguiamo in questo libro le orme inedite dell'Ebreo Errante in Romagna: dalla Forlì medievale di Guido Bonatti fino a Ravenna dove, all'alba del '900, Corrado Ricci preoccupato del minaccioso ritorno dell'antisemitismo scrive: «Stiamo forse per tornare indietro?». Viatico di questo viaggio è l'umile Piada, ovvero «il pane dell'Umanità», che il poeta offre come ristoro all'Ebreo Errante di passaggio alla sua casa di Barga. Con queste parole egli la presenta all'ospite: «Piada, pieda, pida, pie, si chiama dai romagnoli la spianata di grano o di granturco o mista, che è il cibo quotidiano della povera gente, e si intride senza lievito; e si cuoce in una teglia di argilla, che si chiama testo, sopra il focolare che si chiama Varala (da ara, mi sembra)...». In appendice al volume si riporta integralmente il testo del poemetto di Pascoli. Bella e rotonda come la luna, circolare come la pena dell'Errante, è il pane che consola il viandante di ogni epoca nelle asperità del transito terreno.

Donne nella storia nel territorio...

Bassi Angelini C.
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

25,00 €
Le donne nella storia di Ravenna e della sua provincia raccontate da altre donne: ventotto studiose, riunite dal desiderio di individuare ed interpretare le testimonianze che provengono dal passato della loro terra per dare vita a una lettura della presenza femminile nella storia locale. Il libro documenta l'opera di numerose donne, vissute in un periodo di tempo che va dal Medio Evo al XX secolo, attraverso 46 saggi nei quali, tra lo sguardo iniziale ai "luoghi del sacro" e l'analisi finale dei "luoghi delle leggi e dell'immaginario dei padri" si colloca l'esame dei "luoghi" storici (del potere, della religione, del lavoro, del sapere, dell'arte).

Roma-Belgrado. Gli anni della...

Galeazzi M.
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

20,00 €
Un tema molto importante per la politica estera italiana, quello affrontato nel volume: il conflitto con la Jugoslavia fra il 1945 ed il 1954, per la questione di Trieste e la dolorosa vicenda dell'esodo istriano hanno subito il condizionamento ideologico della Guerra Fredda, suscitando passioni inconciliabili o costituendo autentici tabù. Alcuni studiosi, sulla base di documenti inediti, affrontano temi che, all'indomani del crollo della Jugoslavia, rischiano di tornare drammaticamente d'attualità, contrapponendo non più Roma e Belgrado, bensì Italia, Slovenia e Croazia.

Dante. Dalla «mirabile visione» a...

Mineo Nicolò
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

20,00 €
Nell'attuale fase degli studi danteschi, in cui è quanto mai fervido l'interesse alla produzione lirica, sia vitanovistica che postvitanovistica, può essere utile riesaminare e ricostruire complessivamente, sia pur sinteticamente, la storia culturale e creativa di Dante prima della "Commedia", tra chiusura della "Vita Nova" e "Inferno", con i necessari e inevitabili e particolareggiati riferimenti biografici e storici. Un tempo in cui si inscrivono organicamente liriche in volgare di capitale significato, quattro, forse cinque, epistole latine e i grandi trattati, incompiuti, in prosa volgare e latina: "Convivio" e "De vulgari eloquentia". Sullo sfondo rimane la "Vita Nova". Tornare su questo percorso vuol dire riproporsi un'indagine su punti cruciali e centrali della problematica relativa all'opera dantesca, decisivi per la sua comprensione complessiva. Un tempo fatto di intuizioni, sondaggi, ricerche, scoperte, conquiste, insegnamenti e apprendimenti, sul piano del pensiero e del sentire, e, sul piano degli eventi biografici, fatto di intenso impegno civile e politico, sino ai momenti culminanti del priorato, dei primi anni dell'esilio e infine della scelta di «far parte per se stesso». Un tempo che ci appare travagliato da una ricerca sempre rinnovata e in fondo inappagata. La ricerca di un centro, dopo i giovanili ancoraggi alla poesia e ai suggerimenti evangelico-mistici e in attesa dell'approdo alla cultura e alla prospettiva della conoscenza e del messaggio che ormai si possono chiamare - purché con un uso corretto della nozione - profetistici. Un percorso che va riconosciuto senza apriorismi e a una corretta distanza da certe invalse schematizzazioni.

Andè in mèr. Pescatori e cozzari a...

Previato Massimo
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

18,00 €
A Cervia è sempre esistito un luogo reale, ma che vive anche nell'immaginario dei cervesi come luogo depositario del sapere e della cultura della vita del mare: "e' Borg Marena". Il Borgomarina, dove i volti segnati dal sole e dal vento, le reti tessute a maglie diverse, i fatti e le leggende dei pescatori, i loro canti, rievocano la storia di una città, quando ancora non era un polo di turismo internazionale e la sua economia di costa era basata sul sale e sul mare. È il luogo in cui vivono i personaggi che in questo libro raccontano la loro vita, figure che caratterizzano la storia della marineria della nostra città. Uomini schietti, sinceri, che ti dicono le cose in faccia senza giri di parole, all'apparenza rudi, come tutti i pescatori, ma di animo generoso e nobile come coloro che amano il mare. Il loro volti abbronzati, la loro determinazione ricordano quei personaggi dei grandi romanzi di Melville e di Hemingway, dell'epica del mare, simbolo del confronto e dell'eterna sfida con la natura e le acque, dove "L'uomo può essere ucciso, ma non sconfitto" come diceva il vecchio pescatore Santiago ne II Vecchio e il mare.

Il Monte di Pietà di Ravenna in età...

Troilo Matteo
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

16,00 €
Per tutta l'età moderna i monti di pietà hanno costituito una colonna portante del credito al cittadino. Molto diverso è invece il loro ruolo nell'età contemporanea in un quadro fortemente mutato con molte altre realtà, dalle banche alle casse di risparmio, ad occuparsi di attività di credito. La storia del Monte di pietà di Ravenna segue in pieno questo andamento, pur con caratteristiche peculiari. Se nell'Ottocento l'istituto ravennate ha ancora numeri importanti, nel secolo successivo il calo delle operazioni di pegno è netto. Tutto ciò segnala la trasformazione dell'istituto in una struttura marginale nel sistema creditizio locale. Nonostante ciò l'istituto sopravvive per tutto l'Ottocento e per buona parte del Novecento confluendo poi nella Banca del Monte di Bologna. La vita del monte attraversa cambiamenti epocali: dalla Restaurazione all'Unità d'Italia, dall'avvento del Fascismo a due guerre mondiali. Tanti sono stati anche i mutamenti legislativi che i vari soggetti al potere hanno messo in atto per regolamentare le attività di questi istituti, aumentando o diminuendo a seconda dei casi la loro autonomia. Per cercare di rispondere ai molti interrogativi che la storia di un simile istituto ci pone questo lavoro si è basato sui documenti amministrativi ed economici conservati presso la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Oltre ai bilanci e ai libri mastri che registrano i valori dei pegni, si è data particolare attenzione alla storia di Ravenna, città fortemente mutata nel corso degli ultimi due secoli.

Le stoffe di San Giuliano dal...

Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

15,00 €
Nel giugno del 1910 l'apertura del sarcofago che contiene le spoglie di San Giuliano nell'omonima chiesa di Rimini rivela un gruppo di tessuti antichi. Tra gli innumerevoli lacerti spiccano per dimensioni e fattura due sciamiti in seta di manifattura bizantina. L'importanza del ritrovamento è immediatamente riconosciuta da Corrado Ricci e Giuseppe Gerola che si adoperano per assicurare ai reperti tessili un'adeguata conservazione. Da qui prende avvio una vicenda destinata a durare oltre un secolo, che porterà i tessuti a far parte del patrimonio dello Stato, ad essere esposti nel giovane Museo Nazionale di Ravenna a partire dal 1921 e a divenire uno dei nuclei di tessili tardoantichi e bizantini più conosciuti dagli specialisti. Questo volume è realizzato a conclusione dell'ultimo intervento di restauro del 2018: la nuova soluzione espositiva che ne è scaturita restituisce al pubblico i due sciamiti in seta dopo oltre vent'anni. I saggi vogliono essere un contributo più ampio alla storia della tutela, del restauro e della conoscenza di questo settore delle Arti meno noto ma assolutamente emblematico.

G.A.E.M. 2019. Giovani artisti e...

Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

15,00 €
Nella scelta significativa e programmatica di sostenere il mosaico nelle sue forme contemporanee che la città di Ravenna porta avanti con rinnovato vigore da alcuni anni, il Premio Internazionale GAeM, giunto in questo 2019 alla sua quinta edizione, rappresenta una voce chiara e una scelta di campo importante. Ravenna deve molto al patrimonio di monumenti antichi, paleocristiani e bizantini che ne fanno una città ideale per entrare in contatto con il mosaico in una delle sue forme più emblematiche, tuttavia appare ineludibile una presa di posizione nei confronti di una multiforme contemporaneità che è viva e vitale nelle sue manifestazione artistiche, culturali e del pensiero e che non elude il confronto con quella eredità storica di grande spessore e pregnanza. Il Premio Internazionale GAeM, ideato e curato da Linda Kniffitz e Daniele Torcellini, organizzato dal Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico nell'ambito della Biennale di Mosaico Contemporaneo, con il patrocinio della Regione, vuole essere un contesto aperto alle nuove proposte e alle nuove ricerche artistiche che al mosaico fanno riferimento e che in questa edizione trovano arricchite possibilità di riconoscimento. Ai due premi già assegnati nelle edizioni precedenti si sono aggiunti infatti altri due premi. Il primo è dedicato ad un progetto di opera a mosaico la cui esecuzione è demandata ad un laboratorio cittadino associato CNA, il secondo è dedicato ad una proposta di mostra personale ospitata negli spazi di Magazzeno Art Gallery.

Piccole letture dantesche. Vol. 2

Longo Angelo

Disponibile in libreria in 5 giorni

10,00 €
Il DHO, l'antipasto (Dante Hors d'Oeuvre appunto) del vero e proprio festival Dante 2021, è ormai una abitudine per ravennati e non: nelle tre edizioni succedutesi dal 2016, ha acquisito, ci sembra, un suo carattere originale, un piglio, ha stabilito un clima, vorremmo dire; insomma si è creato intorno degli affezionati. Si raccolgono qui quattro contributi, due dell'anno passato (di Mazzoni e Riccardi), uno del 2017 (Medaglia) e uno della prima edizione (Brasca). Nella loro varietà mettono in luce le caratteristiche del "fratellino piccolo" del festival. Come sempre sono non-dantisti a parlare, non certo per voler accondiscendere a una amatorialità che talvolta si accompagna pretenziosamente alla divulgazione (che è obiettivo serio e primario di Dante 2021, dal 2011 lanciato verso il traguardo del VII centenario della morte di Dante), saper cogliere quel Dante "personale", diffuso e familiare, che rappresenta un aspetto non secondario della ricezione dell'autore della Commedia, capace di intervenire e agire, a più livelli e su più settori della nostra vita: dal lessico ai modi di dire. dalle concezioni filosofiche e politiche a quelle religiose, morali e civili. Il DHO cerca di "mettere in scena", aprendo un'ideale quarta parete nelle memorie personali, alcuni privati dialoghi con Dante.

Abbiamo creduto all'amore. Donne...

Corelli Giampiero
Longo Angelo

Disponibile in libreria in 3 giorni

20,00 €
Viaggio nell'anima del monastero delle Clarisse Cappuccine di Ravenna, nel cuore della città che fu capitale e testimone della cultura italiana. Abitare il silenzio, indossare la grazia di Dio e amarlo nei voti che vengono rinnovati in nome dell'amore. Suor Maria Grazia, suor Maria Pia, suor Maria Agnese, suor Maria Felice, suor Michela, suor Serafina e suor Annarita unite nell'amore come atto di fede. Il monastero di città è lo spirito immutabile e pieno di una Ravenna che cambia solo perché sa che nell'immutatezza sta la sua forza, che ogni volta elargisce ai passanti, ignari o non ignari, solitari, ma mai soli, perché il convento è lì, con loro. Con tutti. Con tutti i cuori liberi di stare dalla parte di Dio e della sua misericordia.