Diritto internazionale dei territori e degli stati

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Il diritto alla autodeterminazione...

Scaffidi Alessio
Key Editore

Non disponibile

16,00 €
La volontà di trattare la vexata quaestio dei popoli indigeni nasce da un'esperienza personale dell'autore, il quale ha trascorso un importante periodo della sua vita in Australia. Nello specifico, l'opera si prefigge l'obiettivo di ricostruire il sistema di tutele approntato dal diritto internazionale ai popoli indigeni, incentrando l'attenzione sul tanto discusso diritto all'autodeterminazione e sulla sua rinnovata dimensione interna. Infine, analizzando il case study degli aborigeni australiani, l'elaborato intende vagliare le rilevanti difficoltà connesse alla concreta realizzazione del summenzionato diritto.

I conflitti in Siria e Libia....

Ronzitti N.
Giappichelli

Non disponibile

38,00 €
I conflitti in Siria e Libia, Stati che non hanno in comune neppure la frontiera geografica, presentano indubbie analogie che giustificano un'analisi comparata sia sotto il profilo del diritto internazionale sia sotto quello delle relazioni internazionali. Il volume si apre con un focus su Siria e Libia nel contesto della crisi del sud del Mediterraneo, evidenziando innanzitutto la paralisi del Consiglio di sicurezza e, in una prospettiva più ampia, le difficoltà di costruire un nuovo ordine per far fronte alle crisi regionali. Le questioni di diritto internazionale umanitario sono esaminate sotto vari profili, incluso il ricorso alle armi chimiche e la repressione dei crimini internazionali. Viene analizzata la problematica dei migranti, tenendo conto degli accordi e delle intese con Stati ed entità non statali. La questione dell'integrità territoriale e del pericolo del collasso dell'unità statale interessano tanto la Siria quanto la Libia. In Siria, un problema particolare è costituito dal riemergere del nazionalismo curdo. I ripetuti e massicci interventi contro l'ISIS hanno posto in rilievo come la legittima difesa, individuale e collettiva, possa essere esercitata non solo contro uno Stato, ma anche contro un attore non statale. Il diritto internazionale è messo a dura prova dalle due crisi, che inducono a valutarne criticamente ruolo ed efficacia. Lo stesso dicasi per l'incapacità di individuare nuovi modelli di ordine internazionale a livello regionale. Il volume aiuta a trovare risposte adeguate a disposizione di studiosi e docenti, fornendo anche materiale utile per i corsi.

Fausto Cuocolo europeo tra diritto...

Preda Daniela
Cacucci

Non disponibile

12,00 €
Noto come studioso di chiara fama e per l'impegno politico a Genova, Fausto Cuocolo lo è meno per la sua intensa attività europeistica, che lo annovera a metà degli anni Cinquanta tra i maggiori esponenti a livello giovanile in ambito dapprima regionale, poi nazionale ed europeo. Successivamente, il tema dell'Europa risulta centrale nei suoi studi, con particolare riferimento alle istituzioni comunitarie, alla cittadinanza e al rapporto tra Stato e cittadini. La ricerca - un esempio di come la microstoria aiuti a chiarire la grande storia, permettendo di affrontarne la complessità - consente, da un lato, di gettar luce sul fervore giovanile che accompagna ai suoi albori il processo d'integrazione europea e sulle forti contrapposizioni strategiche di quegli anni, dall'altro di approfondire dal punto di vista teorico alcune tematiche di grande attualità per il futuro dell'Unione Europea.

Terre contese. La convenzione ILO...

Lazzerini Ilaria
Franco Angeli

Disponibile in libreria in 10 giorni

18,50 €
Tra le fonti del diritto, la regolamentazione internazionale ha acquisito sempre più spazio in materie che, fino a poco tempo fa, erano di esclusiva competenza dei legislatori statali. Nell'ambito del riconoscimento e della tutela dei diritti dei Popoli Indigeni, in particolare quelli connessi alla gestione delle risorse naturali del loro territorio, la Convenzione ILO n. 169 detta linee-guida obbligatorie cui gli Stati ratificanti sono tenuti ad attenersi. Tra questi, l'Argentina e il Cile. Eppure, sebbene entrambe le nazioni abbiano firmato la Convenzione ormai da tempo, il processo d'implementazione, statale e locale, è ancora in fase embrionale e la corsa all'accaparramento dei territori continua, a scapito delle piccole comunità locali che da quelle risorse traggono sostentamento. Qual è, dunque, l'impatto di uno strumento sovranazionale innestato in una realtà culturalmente pluralistica, ma storicamente connotata da forte accentramento dei poteri? Le decisioni giudiziali sulla Convenzione ILO n. 169 la rendono un valido strumento di risoluzione dei conflitti sociali o i suoi effetti sono prevalentemente simbolici? Attraverso lo studio dei casi argentino e cileno il libro offre una risposta a tali quesiti, analizzando il ruolo camaleontico che il diritto ha rivestito nella storia, trasformandosi da strumento di oppressione in epoca coloniale a moderno espediente correttivo degli errori storici del passato.

Il conflitto del Nagorno-Karabakh e...

Ronzitti Natalino
Giappichelli

Non disponibile

47,00 €
Lo Stato, come soggetto di diritto internazionale, è uno dei temi classici, oggetto di molteplici indagini da parte degli studiosi del diritto internazionale e del diritto costituzionale. Connessi a tale tematica sono la secessione, il riconoscimento di nuove entità, la preservazione dell'integrità territoriale e la possibilità di risolvere pacificamente le controversie internazionali conseguenti. Il Nagorno-Karabakh s'inquadra in questa tematica. Il conflitto, che è nato a causa della secessione di tale provincia dall'Azerbaigian, costituisce un tema classico e nello stesso tempo nuovo per gli studiosi del diritto internazionale. Classico, perché il Nagorno rappresenta un tentativo di secessione; nuovo, perché, nonostante siano passati molti anni, l'entità Nagorno non è riconosciuta in diritto internazionale, neppure dallo Stato che l'appoggia, l'Armenia. La questione del Nagorno costituisce un esempio di "frozen conflict" o, più precisamente, di "conflitto dimenticato". I tentativi della comunità internazionale di trovare una soluzione si sono rivelati finora infruttuosi. Il presente volume vuole essere una ricostruzione giuridica del conflitto, a nostro parere essenziale per trovare una sistemazione pacifica. Vengono fissati taluni punti fermi, come indicato dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e da altre organizzazioni internazionali.

La restituzione dei beni culturali...

Scovazzi T.
Giuffrè

Non disponibile

34,00 €
Il volume intende offrire un'analisi delle norme del diritto internazionale, del diritto dell'Unione europea, del diritto italiano e del diritto canonico che sono rilevanti in materia di restituzione di beni culturali rimossi da uno Stato e trasportati in un altro Stato. Si tratta di un tema particolarmente interessante, anche perché investito negli ultimi tempi da tendenze evolutive che potrebbero portare a cambiamenti negli obiettivi e nel contenuto delle norme rilevanti e a una maggiore apertura verso le ragioni della restituzione. A tre contributi di portata generale segue, nella parte speciale, la trattazione di alcuni singoli casi. Essi, come mille altri che si potrebbero aggiungere, bene documentano le molte e sempre affascinanti caratteristiche dei beni culturali oggetto di richieste di restituzione e confermano come le questioni da affrontare riguardino non solo il diritto, ma anche l'etica e la cultura in generale. La pratica italiana è particolarmente significativa perché riguarda uno Stato che, a seconda dei casi, è Stato di origine o Stato di destinazione di beni culturali rimossi e che, conseguentemente, dovrebbe dimostrare coerenza nelle sue prese di posizione.

Il parere della corte...

Gradoni L.
CEDAM

Non disponibile

22,00 €
Questo volume propone un'analisi critica di molte delle questioni sollevate, e talvolta eluse, dal parere che la Corte internazionale di giustizia ha reso in merito alla dichiarazione di indipendenza del Kosovo. L'indagine, articolata in undici contributi, spazia dall'impatto della pronuncia sul rapporto tra organi politici e Corte nel sistema delle Nazioni Unite alle possibili ricadute sull'assetto delle «presenze internazionali» in Kosovo, dalla contestata compatibilità della dichiarazione con il principio dell'integrità territoriale al problematico silenzio della Corte sul principio di autodeterminazione e sullo status del Kosovo, interrogandosi anche sul contributo che il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite avrebbe potuto offrire sul tema dell'internazionalizzazione dei processi costituenti post Guerra Fredda. Con scritti di Alessandra Annoni, Beatrice I. Bonafè, Federico Casolari, Pietro Franzina, Lorenzo Gradoni, Luca Lionello, Enrico Milano, Francesco Palermo, Maria Irene Papa, Marco Pertile, Annamaria Viterbo.

Statualit? e non riconoscimento nel...

Mancini Marina
Giappichelli

Disponibile in libreria in 3 giorni

36,00 €
Il presente studio ha ad oggetto il rapporto tra statualite non riconoscimento nell'ordinamento internazionale. Esso si prefigge di accertare come si articoli tale rapporto in epoca contemporanea, rispondendo in maniera organica ad una serie di interrogativi su cui la dottrina ha fornito sinora solo risposte frammentarie. Un'indagine in materia sollecitata dalla constatazione della realtinternazionale attuale. Da un lato, si registrano alcuni pretesi enti statuali che per motivi diversi non hanno ottenuto il riconoscimento di nessuno Stato, come il Nagorno Karabakh, il Somaliland e la Transnistria, o sono stati riconosciuti solo dallo Stato responsabile della loro creazione, come la Repubblica Turca di Cipro del Nord, e da pochissimi altri, come l'Abkhazia e l'Os-sezia del Sud. Dall'altro, si riscontrano altri pretesi Stati sul cui riconoscimento la comunitinternazionale si divisa, una parte consistente avendolo concesso e l'altra negato, come la Palestina e il Kosovo. Secondo la concezione tradizionalmente accolta della statualit la qualitdi Stato come soggetto di diritto internazionale riservata all'ente che possieda determinati requisiti ispirati al principio di effettivit sovente identificati con quelli enunciati dall'art. 1 della Convenzione di Montevideo del 1933 sui diritti e doveri degli Stati, ciouna popolazione permanente, un territorio definito, un'autoritdi governo e la capacitdi entrare in relazione con gli altri Stati. Il riconoscimento non ha carattere costitutivo della soggettivitinternazionale dello Stato. La cosiddetta teoria dichiarativa, largamente prevalente nella dottrina contemporanea, lo configura come un atto unilaterale attraverso cui gli Stati preesistenti si limitano a constatare l'esistenza del nuovo Stato e a manifestare la volontdi intrattenere relazioni internazionali. (...) (dall'introduzione)

Limiti all'integrazione...

Pistoia Emanuela
Cacucci

Non disponibile

20,00 €
"Così, si vuole qui verificare quali siano stati e quali siano al momento i limiti dell'integrazione differenziata, vuoi sul piano materiale vuoi su quello procedurale, secondo una prospettiva che è poi il rovescio di un'altra ugualmente interessante pro futuro: l'identificazione dello zoccolo comune, o unitario, dell'integrazione europea. Uno studio orizzontale di questi limiti e per contro dello zoccolo comune, che tagli cioè trasversalmente tutti gli strumenti finora messi in campo, potrebbe avere efficacia nell'individuazione dei punti di forza e delle criticità dell'integrazione differenziata come problematica generale dell'integrazione europea. Se l'idea è che questa in futuro debba incidere sullo status di membro dell'Unione così da definire diversi gradi di membership, in un contesto in cui l'integrazione differenziata si affranca almeno in parte dal dinamismo del processo andando invece a cristallizzare la diversità degli Stati membri rispetto al processo medesimo, questo studio potrebbe contribuire a individuare i modelli di partecipazione e i rapporti fra essi nonché a valorizzare quel patrimonio comune che metterebbe al riparo dalla disintegrazione." (dall'introduzione)

La macroregione adriatico-ionica....

Mezzanotte Massimiliano
CEDAM

Non disponibile

23,00 €
L'Unione europea sta progressivamente cambiando la sua geografia; tra le dimensioni nazionali e comunitarie, si manifesta la nascita di macro-regioni che costituiscono un livello intermedio, di natura funzionale, realizzato da quelle aree che presentano interessi comuni dettati da motivi di vicinanza territoriale e che traggono da queste condivisioni sicuri benefici. Tra esse, particolare significato ha assunto la strategia europea per la macroregione adriatico-ionica (EUSAIR), perché interessa ben otto Stati differenti (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia, Slovenia), alcuni dei quali non aderenti all'Unione europea, oltre settanta milioni di persone e ben tredici regioni italiane. L'elemento che unisce è il mare Mediterraneo, un bacino che fa sorgere rapporti stretti in materia di ambiente, agricoltura, energia, trasporti e in termini sociali. Ma quali sono le caratteristiche, le funzioni e la governance di queste nuove realtà? Sono strumenti in grado di migliorare la cooperazione territoriale ed agevolare l'integrazione tra i Paesi non-UE oppure il modello in esame è una sorta di timido federalismo secondo uno schema del tutto nuovo e ancora in fase di sperimentazione?