Diritto internazionale dei territori e degli stati

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Limiti all'integrazione...

Pistoia Emanuela
Cacucci 2018

In libreria in 10 giorni

20,00 €
"Così, si vuole qui verificare quali siano stati e quali siano al momento i limiti dell'integrazione differenziata, vuoi sul piano materiale vuoi su quello procedurale, secondo una prospettiva che è poi il rovescio di un'altra ugualmente interessante pro futuro: l'identificazione dello zoccolo comune, o unitario, dell'integrazione europea. Uno studio orizzontale di questi limiti e per contro dello zoccolo comune, che tagli cioè trasversalmente tutti gli strumenti finora messi in campo, potrebbe avere efficacia nell'individuazione dei punti di forza e delle criticità dell'integrazione differenziata come problematica generale dell'integrazione europea. Se l'idea è che questa in futuro debba incidere sullo status di membro dell'Unione così da definire diversi gradi di membership, in un contesto in cui l'integrazione differenziata si affranca almeno in parte dal dinamismo del processo andando invece a cristallizzare la diversità degli Stati membri rispetto al processo medesimo, questo studio potrebbe contribuire a individuare i modelli di partecipazione e i rapporti fra essi nonché a valorizzare quel patrimonio comune che metterebbe al riparo dalla disintegrazione." (dall'introduzione)

Fausto Cuocolo europeo tra diritto...

Preda Daniela
Cacucci 2017

In libreria in 10 giorni

12,00 €
Noto come studioso di chiara fama e per l'impegno politico a Genova, Fausto Cuocolo lo è meno per la sua intensa attività europeistica, che lo annovera a metà degli anni Cinquanta tra i maggiori esponenti a livello giovanile in ambito dapprima regionale, poi nazionale ed europeo. Successivamente, il tema dell'Europa risulta centrale nei suoi studi, con particolare riferimento alle istituzioni comunitarie, alla cittadinanza e al rapporto tra Stato e cittadini. La ricerca - un esempio di come la microstoria aiuti a chiarire la grande storia, permettendo di affrontarne la complessità - consente, da un lato, di gettar luce sul fervore giovanile che accompagna ai suoi albori il processo d'integrazione europea e sulle forti contrapposizioni strategiche di quegli anni, dall'altro di approfondire dal punto di vista teorico alcune tematiche di grande attualità per il futuro dell'Unione Europea.

Statualit? e non riconoscimento nel...

Mancini Marina
Giappichelli 2020

In libreria in 3 giorni

36,00 €
Il presente studio ha ad oggetto il rapporto tra statualite non riconoscimento nell'ordinamento internazionale. Esso si prefigge di accertare come si articoli tale rapporto in epoca contemporanea, rispondendo in maniera organica ad una serie di interrogativi su cui la dottrina ha fornito sinora solo risposte frammentarie. Un'indagine in materia sollecitata dalla constatazione della realtinternazionale attuale. Da un lato, si registrano alcuni pretesi enti statuali che per motivi diversi non hanno ottenuto il riconoscimento di nessuno Stato, come il Nagorno Karabakh, il Somaliland e la Transnistria, o sono stati riconosciuti solo dallo Stato responsabile della loro creazione, come la Repubblica Turca di Cipro del Nord, e da pochissimi altri, come l'Abkhazia e l'Os-sezia del Sud. Dall'altro, si riscontrano altri pretesi Stati sul cui riconoscimento la comunitinternazionale si divisa, una parte consistente avendolo concesso e l'altra negato, come la Palestina e il Kosovo. Secondo la concezione tradizionalmente accolta della statualit la qualitdi Stato come soggetto di diritto internazionale riservata all'ente che possieda determinati requisiti ispirati al principio di effettivit sovente identificati con quelli enunciati dall'art. 1 della Convenzione di Montevideo del 1933 sui diritti e doveri degli Stati, ciouna popolazione permanente, un territorio definito, un'autoritdi governo e la capacitdi entrare in relazione con gli altri Stati. Il riconoscimento non ha carattere costitutivo della soggettivitinternazionale dello Stato. La cosiddetta teoria dichiarativa, largamente prevalente nella dottrina contemporanea, lo configura come un atto unilaterale attraverso cui gli Stati preesistenti si limitano a constatare l'esistenza del nuovo Stato e a manifestare la volontdi intrattenere relazioni internazionali. (...) (dall'introduzione)

La restituzione dei beni culturali...

Scovazzi T. (cur.)
Giuffrè 2014

In libreria in 5 giorni

34,00 €
Il volume intende offrire un'analisi delle norme del diritto internazionale, del diritto dell'Unione europea, del diritto italiano e del diritto canonico che sono rilevanti in materia di restituzione di beni culturali rimossi da uno Stato e trasportati in un altro Stato. Si tratta di un tema particolarmente interessante, anche perché investito negli ultimi tempi da tendenze evolutive che potrebbero portare a cambiamenti negli obiettivi e nel contenuto delle norme rilevanti e a una maggiore apertura verso le ragioni della restituzione. A tre contributi di portata generale segue, nella parte speciale, la trattazione di alcuni singoli casi. Essi, come mille altri che si potrebbero aggiungere, bene documentano le molte e sempre affascinanti caratteristiche dei beni culturali oggetto di richieste di restituzione e confermano come le questioni da affrontare riguardino non solo il diritto, ma anche l'etica e la cultura in generale. La pratica italiana è particolarmente significativa perché riguarda uno Stato che, a seconda dei casi, è Stato di origine o Stato di destinazione di beni culturali rimossi e che, conseguentemente, dovrebbe dimostrare coerenza nelle sue prese di posizione.