Galanti Massimiliano

Galanti Massimiliano

Buffalo Bill, gli indiani d'America...

Galanti Massimiliano
Il Ponte Vecchio

Disponibile in libreria in 3 giorni

14,00 €
Nel XIX secolo sembrava che "la razza dei pellirosse" sarebbe scomparsa in breve tempo. In tre secoli gli indiani erano scesi da 18 milioni a 248.000 di individui. Così tutti pensavano che il XX secolo si sarebbe aperto senza gli Indiani americani. Avvenne dunque che, quando nel 1906 il Buffalo Bill's Wild West Show venne in Romagna, mettendo in mostra i "Pellirosse", la partecipazione del pubblico fu travolgente, in un entusiasmo che condusse qualcuno a riconoscere in Buffalo Bill un romagnolo nato a Faenza. Dopo di allora, gli Indiani d'America furono di nuovo in Romagna nel 1944-45, arruolati con le truppe canadesi, partecipando alla liberazione del nostro paese dai nazi-fascisti. Con loro c'erano anche indigeni di altre terre tra cui i Maori e i Gurkha. In questo libro, Massimiliano Galanti, studioso dei Nativi americani, ci racconta queste vicende poco note e tuttavia colme di interesse: una storia della Romagna sotto la specie degli Indiani, dei Maori, dei Gurkha e di tanti altri che qui hanno dato spettacolo, hanno combattuto e sono morti, e in una occasione hanno recitato le loro poesie.

La questione indiana. Da Colombo al...

Galanti Massimiliano
Odoya

Disponibile in libreria in 3 giorni

24,00 €
Da Cristoforo Colombo al generale William T. Sherman, da Cape Cod alla conquista dell'oceano Pacifico, nessuno potè impedire che si compisse il "destino manifesto" che Dio in persona sembrava aver riservato agli uomini bianchi, i was'ichu, i "ladri di grasso". Da est a ovest, da sud a nord, chiunque si fosse trovato sul loro cammino avrebbe dovuto trasferirsi altrove, e chiunque si fosse opposto avrebbe dovuto essere eliminato. Per i popoli nordamericani lo scontro con la schiacciante superiorità tecnologica degli europei e dei loro discendenti fu disastroso, e ancor di più lo furono le malattie portate dai bianchi, fino ad allora sconosciute nel Nuovo Mondo. A nulla valsero gli atti eroici, le resistenze accanite, la diplomazia e la saggezza dei capi tribali; alla fine del XIX secolo il drammatico declino demografico delle tribù superstiti e le disperate condizioni di vita nelle riserve fecero supporre, ai vittoriosi discendenti degli immigrati europei, di essersi finalmente liberati dall'ingombrante presenza di quei popoli "selvaggi e sanguinari". Oggi, dopo più di cinquecento anni dall'inizio della conquista e oltre un secolo dall'ultimo grande massacro d'indiani, che a Wounded Knee segnò la fine del sogno di libertà dei popoli indigeni nordamericani, loro, i Native Americans, sono ancora fra noi e continuano a rivendicare le terre rubate e la propria dignità di popoli sovrani.

La questione indiana. Da Colombo a...

Galanti Massimiliano
I Libri di Emil

Non disponibile

20,00 €
Da Cristoforo Colombo al Gen. William T. Sherman, da Cape Cod alla conquista dell'Oceano Pacifico, nessuno poté impedire che si compisse il Destino Manifesto che Dio in persona sembrava avesse riservato agli uomini bianchi, i wasichu, i "ladri di grasso". Per i popoli nord americani lo scontro con la schiacciante superiorità tecnologica degli immigrati europei e dei loro discendenti fu disastroso. Ancor più lo furono le malattie portate dai bianchi. A nulla valsero gli atti eroici, le resistenze accanite, la diplomazia e la saggezza dei capi tribali. Alla fine del XIX secolo il drammatico declino demografico delle tribù superstiti e le disperate condizioni di vita nelle riserve fecero supporre, ai vittoriosi discendenti degli immigrati europei, di essersi finalmente liberati dalla ingombrante presenza di quei popoli "selvaggi e sanguinari". Oggi, trascorsi 517 anni dall'inizio della conquista e 119 dall'ultimo grande massacro d'indiani, che a Wounded Knee, tragicamente e simbolicamente, segnò la fine del sogno di libertà dei popoli indigeni nord americani, loro, i native americans, sono ancora fra noi e continuano a rivendicare le terre rubate e la propria dignità di popoli sovrani.