Crippa Paolo

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Italia 43-45. I mezzi delle Unità...

Crippa Paolo
Mattioli 1885

Disponibile in libreria in 5 giorni

14,00 €
La storia delle Forze Armate della R.S.I. è stata per decenni dimenticata, volontariamente, dalla maggior parte degli studiosi e degli storici, relegata in una nicchia riservata ai reduci sconfitti che, dopo vicissitudini e con gravi difficoltà, superata la fase critica del rientro nella società nata con la costituzione della Repubblica Italiana, hanno cominciato a trovarsi e a raccogliere testimonianze e documenti atti a consentirgli di scrivere la "loro storia". Se però il discorso è valido per alcuni reparti specifici, per altri, nonostante siano passati decenni dalla fine della guerra, non si è ancora riusciti a scrivere in modo costruttivo della loro storia. Tra questi, per così dire di secondo piano, si trovano senza dubbio i Reparti corazzati costituiti nella R.S.I. Si deve alla costanza, e alla volontà di non lasciarsi scoraggiare dalle tante porte chiuse trovate in anni di paziente ricerca, di Paolo Crippa se, nel 2006, venne pubblicato per la prima volta in Italia un libro che descriveva la storia dei Reparti corazzati all'interno della FF.AA. della R.S.I., sia che si tratti di Reparti omogenei sia di Reparti dove erano solo presenti mezzi blindo-corazzati.

I mezzi corazzati italiani della...

Crippa Paolo
Mattioli 1885

Disponibile in libreria in 5 giorni

14,00 €
L'armistizio del settembre 1943 segnò la fine di quasi tutte le forze corazzate italiane "regie", e per altri mille giorni i carristi repubblicani tennero operativi piccoli reparti, sempre alle prese con difficoltà per quanto riguarda la necessità di regol

Italia 43-45. I blindati di...

Crippa Paolo
Mattioli 1885

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14,00 €
La storia delle Forze Armate della R.S.I. è stata per decenni dimenticata, volontariamente, dalla maggior parte degli studiosi e degli storici, relegata in una nicchia riservata ai reduci sconfitti che, dopo vicissitudini e con gravi difficoltà, superata la fase critica del rientro nella società nata con la costituzione della Repubblica Italiana, hanno cominciato a trovarsi e a raccogliere testimonianze e documenti atti a consentirgli di scrivere la "loro storia". Se però il discorso è valido per alcuni reparti specifici, per altri, nonostante siano passati decenni dalla fine della guerra, non si è ancora riusciti a scrivere in modo costruttivo della loro storia. Tra questi, per così dire di secondo piano, si trovano senza dubbio i Reparti corazzati costituiti nella R.S.I. Si deve alla costanza, e alla volontà di non lasciarsi scoraggiare dalle tante porte chiuse trovate in anni di paziente ricerca, di Paolo Crippa se, nel 2006, venne pubblicato per la prima volta in Italia un libro che descriveva la storia dei Reparti corazzati all'interno della FF.AA. della R.S.I., sia che si tratti di Reparti omogenei sia di Reparti dove erano solo presenti mezzi blindo-corazzati.

Carristi Italiani in Spagna...

Crippa Paolo
Archivio Storia

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14,00 €
La Guerra Civile spagnola fu il primo conflitto che vide l'uso intensivo dei carri armati, giungendo in un momento cruciale per lo sviluppo dei mezzi corazzati in Europa, e la Spagna fu quindi vista come un laboratorio per testare i propri blindati e le dottrine tattiche della specialità Carrista non solo dall'Italia, ma anche dalla Germania e dall'Unione Sovietica. Anche se negli anni '30 lo sviluppo dei carri armati stava subendo una forte accelerazione in chiave moderna, la specialità Carrista era praticamente ancora agli albori ed il Regio Esercito in modo particolare non aveva ancora maturato una consistenza esperienza in fatto di guerra corazzata, né, tantomeno, in fatto di costruzione di mezzi blindati. La guerra in Spagna costituì una prova fondamentale per l'impiego dei reparti carristi in un contesto di guerra moderna e certificarono l'assoluta inadeguatezza del concetto di "carro d'assalto" e la necessità di disporre dei cosiddetti "carri di rottura" dotati, cioè, di armamento pesante. L'esperienza della Guerra Civile spagnola fu dunque un segnale d'allarme forte per la specialità Carrista, sia per l'evidente ritardo nello sviluppo di mezzi corazzati italiani "moderni", sia per la scarsa capacità dimostrata nell'impiego delle unità corazzate da parte dei Comandi Superiori.

Le divisioni dell'E.N.R. 1943-1945....

Crippa Paolo
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19,00 €
L'obiettivo che ci siamo prefissi con questa serie di quattro volumi, scritti a quattro mani, è di dare un quadro complessivo delle Divisioni formate dall'Esercito della R.S.I. a sui reparti impiegati nella lotta contro i partigiani dall'Esercito Nazionale Repubblicano, a partire dagli ultimi mesi del 1943, offrendo un punto di visto puramente militare, scevro da giudizi di alcun tipo. Il proposito di "continuare la guerra" era sempre stato presente sin dall'inizio dell'autunno 1943 nelle autorità militari della Repubblica Sociale. Nel corso di colloqui intercorsi tre Mussolini ed Hitler fu concordato di formare un nuovo esercito fascista, che, nelle intenzioni del Fuhrer doveva essere composto da un'armata di 10/15 Divisioni. Ne furono previste e formate dall'Esercito Nazionale Repubblicano in realtà solo 4: 1ª Divisione Bersaglieri "Italia", 2ª Divisione Granatieri "Littorio", 3ª Divisione Fanteria di Marina "San Marco", 4ª Divisione Alpina "Monterosa". Questo primo volume è dedicato alla Divisione "Italia", che operò sul fronte meridionale in Garfagnana, contro gli Alleati, sino al termine del conflitto.

Un anno con il 27° reggimento...

Crippa Paolo
Marvia

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10,00 €
Tutto nasce per caso. Per caso sulla bancarella di un mercatino acquistai un album di fotografie, che mi aveva incuriosito e stuzzicato soprattutto per le (poche) immagini di cannoni e di bocche da fuoco di vario genere. Fu solo con il passare dei giorni, con l'osservazione attenta delle immagini e la lettura delle annotazioni fatte settanta anni fa da un baldo giovane meridionale sul retro della carta fotografica che iniziò a delinearsi nella mia mente la storia che faceva da filo rosso a questi scatti, la storia di un ragazzo che, come tanti altri, lascia la sua famiglia per "andare a fare il soldato", pieno di speranze, ma anche di timori. Ma la scintilla che fece scoccare in me il desiderio di approfondire le circostanze è stato un solo, singolo, semplice dettaglio, quel numero "ventisette" che si vede sul cappello del giovane. Dopo avere scoperto che il 27° Reggimento di Artiglieria portava il nome della mia città, Legnano, proprio negli anni in cui furono scattate le fotografie custodite dalle pagine di cartoncino nero dell'album, il passo a volerne sapere veramente di più è stato brevissimo.

Dalla Sicilia al Senio. La...

Crippa Paolo
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19,00 €
Giorgio De Sanctis, classe 1921, Tenente del Genio Guastatori, fronte della Sicilia, Guerra di Liberazione come comandante dell'870° Nucleo Speciale Guastatori Genio, dapprima con al V Armata Americana e poi con il Gruppo di Combattimento "Friuli", ma soprattutto il più giovane decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare italiano. Per molti l'870° Nucleo Speciale Guastatori Genio è solamente un nome, o poco più, all'interno degli annali della Storia Militare italiana. Lo era anche per me fino ad un anno fa. Ma poi avvengono incontri (anche se solo telefonici) con persone che ti portano un nuovo punto di vista. Vengo infatti contattato da Giandomenico De Sanctis, figlio dell'eroico Giorgio, che desidera parlarmi, appunto, del reparto comandato da suo padre, reparto poco o nulla citato, nemmeno in un libro scritto a quattro mani da me e da Luigi Manes nel 2018 sul Primo Raggruppamento Motorizzato, Corpo Italiano di Liberazione e Gruppi di Combattimento cobelligeranti. Giandomenico De Sanctis mi racconta, mi parla di suo padre, ogni volta aggiunge informazioni, stimolando la mia (grande) fame e curiosità storica, condividendo con me i numerosi documenti raccolti dal padre...

I carristi di Mussolini. Il gruppo...

Crippa Paolo
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19,00 €
Il Gruppo Corazzato "M" "Leonessa" della G.N.R. costituì un unicum tra le Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana. Infatti, fu il più consistente e operativo dei pochi reparti dotati di mezzi corazzati, anche di circostanza, operando soprattutto nella lotta antipartigiana. Ma il "Leonessa" discendeva direttamente dall'omonimo Gruppo Carri che, prima dell'Armistizio, faceva parte della 1ª Divisione Corazzata "M" della M.V.S.N., costituita da personale fedele al Duce, rinominata dopo il 25 luglio 136ª Divisione Corazzata "Centauro II". Dopo la resa italiana, tutto il materiale della Divisione fu incamerato dai tedeschi, inclusi i Panzer III, i Panzer IV e gli Stug.III del "Leonessa". Ma parte degli effettivi della Divisione rifiutarono di combattere contro gli ex-alleati e, rimesse le "M" rosse e la camicia nera si misero in cerca di armi e carri armati nelle caserme italiane ormai vuote, per continuare la guerra accanto ai tedeschi.

I reparti controguerriglia della...

Cucut Carlo
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20,00 €
Dopo l'Armistizio il fenomeno partigiano si iniziò a manifestare in maniera significativa anche nel territorio della R.S.I., creando allarmismo e preoccupazione sia tra i vertici politici e militari della Repubblica, soprattutto a partire dalla primavera 1944. La Guardia Nazionale Repubblicana, di fatto la forza principale in campo contro i partigiani dimostrò di non essere in grado di risolvere da sola il problema; nel marzo 1944 il ministro della Difesa Graziani mise in evidenza alle autorità italo - tedesche questa deficienza della G.N.R., prospettando un intervento diretto dell'Esercito. La R.S.I. rispose con la creazione di reparti dell'Esercito specializzati nella sicurezza e nel contrasto alla Resistenza, dapprima il Centro Addestramento Reparti Speciali a Parma e tre Reggimenti da esso dipendenti di "Cacciatori degli Appennini". A fine luglio fu costituito il Comando CO - GU (Contro Guerriglia), che assunse la responsabilità sia dei "Cacciatori degli Appennini" sia del Raggruppamento Anti Partigiani, seconda unità destinata esclusivamente alla controguerriglia, al quale furono aggregati a fine agosto due Reparti Arditi Ufficiali.

Milizia difesa territoriale e...

Crippa Paolo
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19,00 €
Con la proclamazione dell'Armistizio, tutto il territorio che comprendeva le Province del Friuli-Venezia Giulia, la Provincia di Lubiana e l'Istria, considerato di vitale importanza per le linee di comunicazione e per il rifornimento dell'esercito tedesco in Italia, di fatto assorbito dal Reich, sotto la forma giurisdizionale della cosiddetta Zona di operazioni del Litorale Adriatico. Il governo della R.S.I. tentò di ristabilire la propria autorità nell'O.Z.A.K. anche in ambito militare, ma l'ingerenza tedesca fu sempre feroce. Fu impedito alle ricostituite Legioni della M.V.S.N. di confluire nella G.N.R. ed i tedeschi imposero a queste unità la denominazione di Milizia Difesa Territoriale (M.D.T.), formalmente parte della G.N.R., ma nella realtà autonoma. LA M.D.T. si configurò come "Landschutz", cioè una unità di difesa del territorio. Parallelamente il Prefetto Coceani ed il Podestà Pagnini promossero la costituzione di un'unità di autodifesa, la Guardia Civica, a Trieste, esempio seguito in altre città della regione.

Reparti corazzati jugoslavi...

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19,00 €
Questo volume racconta la storia quasi sconosciuta dei carristi Jugoslavi dalla formazione al secondo conflitto mondiale. La formazione delle prime unità corazzate dell'Esercito del Regno di Jugoslavia risale alla fine degli anni '20, quando le autorità militari sentirono la necessità di dotare i reparti di una componente blindata, sulla scorta delle esperienze vissute durante la Grande Guerra dagli eserciti impegnati nella guerra di trincea. Contrariamente a quello che succedeva presso molti altri eserciti europei a quell'epoca, queste unità corazzate non si svilupparono come un'estensione delle divisioni di cavalleria ma si formarono invece come reparti indipendenti, ufficialmente denominati "Unità Combattenti". Con questi reparti il Regno di Jugoslavia affrontò la Seconda Guerra Mondiale. Dopo l'invasione italo-tedesca del 1941, la Croazia Indipendente e le forze collaborazioniste slovene formarono unità corazzate, impiegate nella lotta antipartigiane, e la Wehrmacht costituì 3 Divisioni Corazzate formate da volontari croati.

I reparti corazzati italiani nei...

Crippa Paolo
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19,00 €
Il Regno d'Italia vantava già dal 1912 il possedimento delle isole del Dodecaneso e dal 1926 il protettorato sull'Albania e, con questi presupposti, dopo l'occupazione del Regno di Albania del 1939 e lo scoppio della seconda guerra mondiale l'anno successivo, Mussolini concentrò i suoi sforzi contro la Grecia, iniziando nell'ottobre 1940 una disastrosa campagna militare, che costrinse il Reich tedesco a un massiccio intervento a sostegno delle forze armate italiane nei Balcani. La debolezza militare italiana trasformò così quella che poteva considerarsi per l'Italia una guerra "parallela" per assicurarsi il controllo di Albania, Grecia e Jugoslavia, in una guerra subordinata alla Germania. In questo volume si prende in analisi la storia delle unità corazzate impegnate nei Balcani dal Regio Esercito e, dopo l'8 settembre 1943, dai reparti della Repubblica Sociale, dalle unità tedesche, croate, slovene e dei partigiani, che dopo l'Armistizio poterono fare confluire nelle loro fila larga parte dei mezzi corazzati italiani abbandonati.

Reparti alpini nella R.S.I-The...

Crippa Paolo
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19,00 €
Già nei primi giorni dopo l'armistizio in molte località in Italia e all'estero, singoli alpini o gruppi o interi Reparti organici, scelsero di continuare a combattere a fianco del vecchio alleato tedesco, venendo da questi utilizzati o nei loro Reparti o autonomamente. Costituitasi la Repubblica Sociale nel Nord Italia e la struttura dell'Esercito Nazionale, con l'emanazione dei bandi di arruolamento, il forte afflusso dei volontari e la scelta dei militari internati di rientrare in servizio nel nuovo Esercito, si dette l'avvio alla costituzione delle Forze Armate della R.S.I. nelle quali svolsero un ruolo primario gli Alpini, nonostante le difficoltà per l'approvvigionamento dei materiali militari. In italiano e inglese

Reparti bersaglieri nella R.S.I.

Crippa Paolo
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19,00 €
Lo sbando generale causato dall'armistizio dell'8 settembre ebbe ripercussioni immediate anche sui reparti di Bersaglieri, sia presenti nella penisola, sia all'estero. I Bersaglieri però furono tra i primi a riorganizzarsi ed a riprendere le armi, sia al sud, dove a fine settembre 1943 il Battaglione Bersaglieri d'istruzione Allievi Ufficiali di Complemento fu inserito nel Primo Raggruppamento Motorizzato, sia al nord, dove in breve tempo si costituirono il Battaglione Bersaglieri "Mussolini", il Reggimento Bersaglieri "Luciano Manara" ed il 3° Reggimento Volontari.