Ortner Helmut

Ortner Helmut

Il giudice boia al servizio di...

Ortner Helmut
Zambon Editore

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
Quello del Tribunale speciale nazista di Hitler è uno dei capitoli più neri della storia del dritto tedesco. Nessun altro Tribunale ha mai pronunciato un numero così alto di sentenze capitali. Helmut Ortner descrive, sulla base di numerosi documenti ed atti giudiziari mai prima d'ora pubblicati, la nascita e l'attività di questo Tribunale nazista, il cui scopo era quello di liquidare ogni tipo di opposizione contro il regime. Al centro del racconto si staglia la figura di uno fra i più fanatici giudici nazisti: il presidente del Tribunale Speciale Roland Freisler. Il libro descrive la sua carriera, la sua vita professionale e la sua morte. È la storia di un giudice sanguinario e spietato in un'epoca altrettanto impietosa.

Il potere che uccide. La pena di...

Ortner Helmut
EGA-Edizioni Gruppo Abele

Non disponibile

16,00 €
Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinano un pubblico assassinio (Cesare Beccaria). Eppure la pena di morte esiste ancora oggi, 250 anni dopo quel limpido giudizio. E continuano a intrecciarsi le domande. Come è cambiato nel corso dei secoli l'esercizio della pena capitale? Per quali ragioni la morte "giusta" è ancora diffusa in molti Paesi? Quali conseguenze - anche psicologiche e sottese alla spettacolarizzazione pubblica della morte - ha il potere di uccidere nel rapporto tra Stato e cittadini? È possibile abbandonare definitivamente la cultura della vendetta e promuovere una società pienamente civile?

Il potere che uccide. La pena di...

Ortner Helmut
EGA-Edizioni Gruppo Abele

Non disponibile

16,00 €
Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio (Cesare Beccaria). Eppure la pena di morte esiste ancora oggi, 250 anni dopo quel limpido giudizio. E continuano a intrecciarsi le domande. Come è cambiato nel corso dei secoli l'esercizio della pena capitale? Per quali ragioni la morte "giusta" è ancora diffusa in molti Paesi? Quali conseguenze - anche psicologiche e sottese alla spettacolarizzazione pubblica della morte - ha il potere di uccidere nel rapporto tra Stato e cittadini? È possibile abbandonare definitivamente la cultura della vendetta e promuovere una società pienamente civile?