Scaraffia Giuseppe

Scaraffia Giuseppe

L'altra metà di Parigi. La rive droite

Scaraffia Giuseppe
Bompiani

Disponibile in libreria in 5 giorni

32,00 €
Quando si pensa a Parigi, si pensa sempre alla Rive Gauche e alla bohème di Montparnasse. Tra il 1919 e il 1939, però, il centro artistico, letterario e mondano della Ville Lumière era la dimenticata Rive Droite: lì c'erano il Palais Royal e il Louvre, l'Opéra e la Bibliothèque Nationale, i grandi boulevard con i loro lussuosi caffè, gli Champs-Élysées con i ritrovi, i teatri e i cinematografi, il Faubourg Saint-Honoré, i grandi alberghi e i negozi alla moda, i quartieri dell'alta borghesia dove si svolgeva la vita mondana, le periferie e Montmartre. Lì vivevano révolté come André Breton e Céline, esuli e diseredati come Marina Cvetaeva e Henry Miller, ma anche altoborghesi come Proust e Gide, viveur come Francis Scott Fitzgerald e Jean Cocteau. Su una cosa sola tutti gli artisti, poveri o ricchi, erano d'accordo: si poteva vivere soltanto a Parigi.

I piaceri dei grandi

Scaraffia Giuseppe
Sellerio Editore Palermo

Disponibile in libreria in 5 giorni

13,00 €
I grandi autori avvertivano prima di tutto il vuoto - spiega Giuseppe Scaraffia all'inizio di questa traversata a tappe nei costumi di vita dei protagonisti della cultura occidentale. Perciò, tutto quello che facevano, per riuscire a dare diletto a se stessi, era il modo che avevano di "arredare il vuoto"; e quanto più elaborato, eccentrico, sofisticato, maniacale od effimero, questo diletto si mostra ai nostri occhi, tanto maggiore doveva esercitarsi su di loro la pressione diffusa di quel nulla che li minacciava: "ognuno ha la propria ricetta e spesso i più dissipati sono proprio i saggi". Secondo lo stile formatosi in tanti volumi contemporaneamente ironici e colti, Scaraffia conduce il lettore tra le pagine e le vite, con un bagaglio immenso di critica e fatti, e con un tratto di scrittura capace di rappresentare rapidissimo una figura del palcoscenico letterario dei secoli. In questo libro il centro dei suoi interessi sono le attività a cui i grandi si davano per trovare gioia o riposo o oblio o ebbrezza, da cui ricavavano, appunto, piaceri: analizzate e sistemate per ordine. I baci, i cani, i tatuaggi, le valigie, i giardini, le motociclette, e tutto il resto: non suonano come manie di artisti narcisisti ma, nel modo di scandagliarli dell'autore, sono finestre che si aprono sulle anime e sulle poetiche. Ed è come entrare nel salottino di casa dei grandi scrittori e farsi raccontare cosa facevano per dimenticarsi di sé.

Il demone della frivolezza

Scaraffia Giuseppe
Sellerio Editore Palermo

Disponibile in libreria in 3 giorni

14,00 €
"Sono proprio gli oggetti la cruna dell'ago attraverso cui deve passare, se non preferisce chiudersi in uno sdegnato mutismo o in una futile retorica, il pensiero. Come nelle fiabe, nella notte dell'ideologia e delle religioni i giocattoli, e cioè gli oggetti, si destano e ci parlano. Solo chi è abbastanza umile da saperli ascoltare può distinguere nelle loro voci, apparentemente frivole, la litania della nostra epoca e il rumore di fondo del passato". Anello, bastone, capelli. Cappotto, corna, New York, sedere, trasparenza, vestaglia, e molte altre voci: la dittatura delle cose frivole e superflue nell'opera e nella vita dei grandi dell'arte e del pensiero. Questo nuovo "dizionario" di Giuseppe Scaraffia (come i vari composti a partire dal Dizionario del dandy) si legge con la freschezza delle cronache mondane che spiano scrittori e scrittrici e i loro amici, scovando passi indimenticabili, frasi rese celebri dal momento in cui furono dette, aneddoti capricciosi. Sennonché è passando attraverso questi costumi d'autore che bene si illuminano le poetiche e i periodi letterari, guardandoli dagli usi quotidiani. Un'altra tavola, questo "Demone della frivolezza", di quella specie di mappatura generale, che l'autore va componendo, delle coincidenze tra luoghi narrativi e momenti biografici che fa sembrare vera opera d'arte la vita.

Infanzia

Scaraffia Giuseppe
Sellerio Editore Palermo

Disponibile in libreria in 5 giorni

13,00 €
L'infanzia trionfa in letteratura negli stessi anni in cui nella mente dell'uomo occidentale penetrava l'idea di progresso e del potere infinito dell'esatta conoscenza; e quando la stessa infanzia, nascendo la sua scienza, cessava di essere condizione imperfetta, o ineffabile mistero. Ma nelle pagine di scrittori e poeti l'universo infantile ha il colore dell'ombra e i contorni della mostruosità, è crogiuolo di indecifrabili cosmogonie, è l'esperienza del mito e della misticità. Questo libro del mito si occupa, e lo scompone e lo ordina come una litografia, un racconto del mito.

La donna fatale

Scaraffia Giuseppe
Nuova Cultura

Non disponibile

16,00 €
Emerge, la femme fatale, da un secolo morigerato, l'Ottocento. S'accampa nelle pagine di una letteratura - i cui testi vanno dai Tre moschettieri ai romanzi di D'Annunzio - destinata più al comune sentire che alla trasgressione. Vive fino alla Grande Guerr

Femme fatale

Scaraffia Giuseppe
Vallecchi

Non disponibile

15,00 €
Tra i tanti miti nati nell'800, dal vampiro al dandy, quello della donna fatale è il più vivido e tenace. La femme fatale è una donna inafferrabile. Più si concede e più sfugge a chi cerca di possederla. La sua irresponsabilità amorosa ricorda agli uomini che la vita è breve e solo chi si abbandona alla passione può sperare di averla veramente vissuta. Questo libro racconta la storia di donne fatali, delle loro civetterie, delle loro eccentricità, della loro spregiudicatezza, degli amori disperati che hanno suscitato, della bellezza con cui hanno illuminato il loro tempo.

Dizionario del dandy

Scaraffia Giuseppe
Sellerio Editore Palermo

Non disponibile

12,00 €
Il primo Beau Brummell, l'ultimo, probabilmente, Cocteau. Alcuni riconoscibili tanto che suona superfluo il ricordarli (Wilde, Proust); altri sono dandy misconosciuti e, forse, impensabili: Joyce, Gozzano, Camus, e uno Charlot a cui "la bufera del progresso aveva lacerato la marsina". Il ritratto del dandy è un'impresa difficile, quasi utopica. Innanzitutto perché - avverte subito Giuseppe Scaraffia - "nasce insieme alla sua invincibile avversaria, la società di massa", è dunque fin dall'origine un ribelle sconfitto, un oppositore senza speranza. Un' evanescenza complicata da un'impalpabilità paradossale: il dandysmo fu un movimento culturale ma impedito d'esser tale dalla singolarità irriducibile di chi ne faceva parte, fu una ideologia a cui il basilare scetticismo toglieva la possibilità di proclamarsi, un'opposizione a cui l'impassibilità negava di battersi: quando Oscar Wilde, andato in America a diffondere un po' di buon gusto, seppe che gli preparavano accoglienze da esteta, si affrettò a presentarsi vestito nel modo più convenzionale. Per cui più che a un ritratto storico e critico, è un'identificazione ciò a cui si può aspirare, o conoscendo le sue singole figure, oppure attraverso un dizionario che, voce per voce, cerca di tipizzarne i versatili comportamenti alla ricerca di una sintassi del dandy.

Gli ultimi dandies

Scaraffia Giuseppe
Sellerio Editore Palermo

Non disponibile

9,00 €
"Quando i miti scompaiono lasciano dietro di sè, come un'ultima eco, il loro nome, ancora intriso di un fascino che nessuno sa più definire. Così il mito del dandy, liquidato dalla modernità, riaffiora in una serie di citazioni, spesso erronee, sui giornali e sullo schermo. Il lento tramonto del dandy non si è consumato casualmente. Nella democrazia dominata dai media la vera eleganza è sospetta. Chi la pratica deve per forza nascondere narcisismo e potenziale slealtà verso le masse lontane da tanta raffinatezza. Affascinante, irraggiungibile e quindi minacciosa viene metodicamente rimossa e concessa soltanto alle donne." (Dalla Prefazione)

Il romanzo della Costa Azzurra

Scaraffia Giuseppe
Bompiani

Non disponibile

19,50 €
Fu nel 1760 che Casanova, prima di quel corteggiamento che portò all'"amour fou" degli intellettuali per la Costa Azzurra, sbarcò per caso a Mentone. Ma ci vollero molti anni prima che la Costa diventasse il punto d'incontro di tutta la vita culturale, artistica e mondana d'Europa. Per gli scrittori sarebbe stata un luogo di creazione e meditazione, dove riposarsi dalla convulsa socialità delle grandi capitali. "La Costa", spiegava Cocteau, "è la serra in cui spuntano le radici. Parigi è il negozio in cui si vendono i fiori". Sciolte dalla forza del calore e dall'esuberanza della terra, le passioni fiorivano rasentando lo scandalo. Il corpo, brunito dal sole o insidiato dalle zanzare, diventava una terra di nessuno attraverso cui la mente comunicava con la natura. In quella luce gli amori, i tradimenti, le avventure avevano un'intensità pari alla loro brevità. Dalla prima passione di Flaubert ai triangoli di Simone de Beauvoir, dalle baruffe dei Fitzgerald ai libertinaggi di Simenon, dai colpi di cenere di Hemingway agli ultimi fuochi di Wilde, Scaraffia è riuscito ricostruire in modo dinamico e insieme nostalgico un'epoca, un'atmosfera, uno stile di vita e un intero mondo intellettuale.

Le signore della notte. Storie di...

Scaraffia Giuseppe
Mondadori

Non disponibile

19,00 €
Erano le signore della notte, come le chiamava Samuel Beckett. A frequentarle erano uomini di tutti i ceti sociali: aristocratici e contadini, borghesi e proletari, e anche grandi intellettuali e artisti, da Stendhal a Simenon, da Kafka a Hemingway, da Tolstoj a Proust, da Manet a Picasso, da Toulouse-Lautrec a Modigliani. Innumerevoli opere artistiche e letterarie le descrivono, spesso con passione e devozione. Eppure oggi, anche se praticano, come si dice, "il mestiere più antico del mondo", la loro tenace presenza nella nostra società sembra diventata intollerabile. Nessuno ne parla più se non per dire che deve essere cancellata. Sono considerate le ultime peccatrici del sesso in un mondo che si proclama sessualmente spregiudicato. Fornire una merce o una prestazione in cambio di denaro è in teoria comune a ogni professione, ma in pratica il fatto che la loro merce sia il corpo e che quel che offrono sia il piacere le rende immonde, intoccabili, non solo agli occhi delle Chiese. Dai laici vengono accusate di essere delle untrici, di contagiare chi le frequenta non tanto sul piano fisico, ma soprattutto su quello dei valori. E davvero cos? Attingendo a un vasto patrimonio letterario, Giuseppe Scaraffia ci racconta i rapporti di molte delle menti più illuminate dell'Ottocento e del Novecento con queste donne, oggi sottoposte a leggi perfino più repressive di quei tempi.

Le torri d'avorio

Scaraffia Giuseppe
Excelsior 1881

Non disponibile

18,50 €
"L'arredamento", diceva Robert de Montesquiou, "è uno stato d'animo". Prima ancora che sulla carta, ogni scrittore proietta la sua creatività sui muri che lo circondano. Non importa se sia povero o ricco: gli oggetti che sceglie per arredare lo spazio in cui lavora sono le tessere di un mosaico con cui esprime la sua idea dell'arte. Dai mobili preziosi dei fratelli Goncourt alle ragnatele di Jarry, si tratta sempre di un alfabeto muto in cui gli scrittori traducono la loro visione del mondo. Per questo le case degli scrittori francesi del XIX secolo sono interessanti per qualsiasi lettore, perché sono delle palestre della creazione. Un tipo di creazione, quello dell'arredamento, con cui ognuno può e deve misurarsi.