Arte e architettura del paesaggio

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Abitare la prossimità. Idee per la...

EGEA

Disponibile in libreria

22,00 €
Nel grande ciclo di affreschi Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo, che Ambrogio Lorenzetti dipinse a Siena nel 1338, nella parete del Buon Governo si vede quella che ai suoi tempi si pensava avrebbe dovuto essere una città ben governata: una città compatta, ricca di luoghi pubblici e privati in cui diversi gruppi di persone sono intenti in una varietà di attività produttive e di consumo; una città complessa che ribolle di vita, circondata da una campagna a sua volta ricca e diversificata. La città ben governata che Lorenzetti ci mostra ha dei caratteri che per molti versi la rendono simile a quella che oggi potremmo definire una «città delle prossimità»: una città a scala umana, densa e diversificata nelle funzioni, caratterizzata da spazi pubblici e da un mix di attività residenziali e produttive. Una città in cui il valore della prossimità è evidente sia nella sua dimensione funzionale sia in quella relazionale. Una città che è vivibile perché, come in quella di Lorenzetti, la prossimità che vi si trova è ampiamente diversificata, in quanto tutto ciò che si può volere - e si può volere fare - è vicino. Molte città nel mondo, tra cui Parigi, Barcellona, Milano, hanno preso degli impegni e stanno facendo dei passi in questa direzione. Così facendo ci mostrano delle anticipazioni concrete di ciò che questa città delle prossimità potrebbe essere: una città in cui innovazione sociale, beni comuni, comunità locali, cura e lavoro di cura diventano parole chiave di una progettualità che, grazie a infrastrutture coerenti (ivi comprese le piattaforme digitali il cui ruolo è oggi imprescindibile), accorcia le distanze, intrecciando costruzione e rigenerazione.

Frammenti urbani. I piccoli oggetti...

Magnago Lampugnani Vittorio
Bollati Boringhieri

Disponibile in libreria

25,00 €
Gli elementi di arredo pubblico contraddistinguono gli spazi delle nostre città e ne determinano particolarità e fascino. Panchine, tombini, semafori, fontanelle, cabine telefoniche, marciapiedi, orinatoi, paracarri, targhe: sono tutti dettagli, spesso piccoli e trascurati, in grado di raccontare storie sorprendenti anche sulla cultura e la gente di un luogo. In questo saggio Vittorio Magnago Lampugnani, fra i massimi esperti internazionali di storia della città, ci porta in giro per l'Europa alla ricerca di oggetti universali che assumono, a livello locale, declinazioni uniche. Attraverso ventidue elementi d'arredo urbano, descritti con occhio curioso e attento, scopriamo angolature inedite su città che pensavamo di conoscere. Caratteri «tipici», di cui spesso ci si accorge solo quando vengono a mancare o a cambiare radicalmente, ad esempio con l'arrivo di nuove tecnologie. Cosa sarebbe Parigi senza gli ingressi alla metropolitana in stile art nouveau? Perché le strade di Londra erano rivestite di legno? Quali conquiste tecnologiche e quali conflitti si celano dietro a un selciato o a un lampione stradale? Dell'igiene di una società ci svela di più una fontana o un tombino? E ancora, che rapporto c'è fra un'ideologia politica e i pantaloni dell'omino del semaforo? Dopo questa incursione nella microstoria urbana, così densa di particolari esuberanti e inattesi, non potremo più guardare con gli stessi occhi la città in cui viviamo e che ogni giorno attraversiamo distratti.

Nel giardino cinese della...

Zangheri Luigi
Olschki

Non disponibile

38,00 €
Incredibile avventura, tanto lirica che delirante, nel 1977, è stata considerata da Fernand Pouillon l'architettura dei Padiglioni Europei che vennero commissionati dall'imperatore Qianlong ai gesuiti nel Giardino della Luminosità Perfetta. Furono realizzati in tre fasi distinte tra il 1747 e il 1783 sotto la guida di Giuseppe Castiglione con l'intervento di Ferdinando Moggi e Ignaz Sichelbarth per l'architettura e di Michel Benoist per l'idraulica. Danneggiati gravemente durante la Seconda Guerra dell'Oppio dalle truppe del Regno Unito e di Napoleone III, ne sono state musealizzate le rovine.

Paesaggi operativi. Gerarchie e...

Leoni Fabrizio
List

Disponibile in libreria in 3 giorni

20,00 €
Lo Spazio aperto/Spazio Pubblico è divenuto uno dei principali operatori del tentativo di superare il processo di crisi della città e della sua natura oggettuale moderna. Una città continuamente interessata da eventi trasformativi a molti livelli. Siano essi fatti che incidono sulla sua tenuta organica quotidiana come la congestione e il degrado, o pratiche di recupero filologico della sua entità fisica e percettiva; o riflessioni sui suoi usi emergenti, come il turismo, l'arrivo di popolazioni esterne e l'imporsi di funzioni disruptive o i grandi programmi di rigenerazione e sviluppo. La tesi centrale di questo studio è che l'emergenza del tema del disegno dei cosiddetti spazi aperti assuma centralità nel dibattito architettonico degli Anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Sotto la spinta di una convergenza di specifici interessi disciplinari e di un rinnovato ottimismo verso il potere trasformativo del progetto urbano. L'ultima frazione del Novecento vede il progetto del "vuoto tra i volumi" o "dello sfondo dove i volumi interagiscono tra loro" o, meglio, "del vuoto quale matrice del principio insediativo" come campo privilegiato di speculazione teorica e sperimentazione progettuale. Spingono a tale riflessione occasioni strutturali quali: l'avvenuta maturazione dei fenomeni di dismissione di aree precedentemente occupate dall'industria manifatturiera, che si rendono immediatamente disponibili nella loro vasta dimensione aperta. Una sopraggiunta coscienza della fragilità degli ecosistemi ambientali ed urbani. Un interesse crescente per interventi puntuali ma altamente efficaci di agopuntura urbana e diriappropriazione di spazi obsoleti o sino ad allora considerati dimensionalmente troppo residuali per meritareun ridisegno. Una diffusa attribuzione di valore alle qualità topologiche del vuoto.

Progettare nel paesaggio naturale....

Marzano Pia
Quodlibet

Disponibile in libreria in 3 giorni

18,00 €
L'architettura cilena si è sempre dovuta confrontare con un territorio di grande scala, accogliente e includente, un paesaggio naturale percepito come remoto e vergine. A differenza dell'Europa, dove il monumentale viene stabilito dall'architettura, in America il riferimento principale è dato dalla geografia. Questa visione culturale del paesaggio porta a concepire l'architettura a partire da un dialogo costante con la natura. «Fondare» costruzioni sul territorio e «umanizzare» il paesaggio diventano i due cardini della relazione tra Uomo e Natura e queste due «azioni» di definizione dei luoghi rappresentano anche i due paradigmi dell'architettura cilena contemporanea. In questo libro l'autrice svolge una disamina degli ultimi vent'anni della produzione architettonica cilena con l'intento di rivelare i meccanismi che ne regolano il rapporto uomo-natura-architettura, facendo particolare attenzione all'influenza della dimensione territoriale nel processo di progettazione.

IFAU '18. Territori fragili....

Gangemi

Disponibile in libreria in 3 giorni

140,00 €
IFAU 2018 - 2nd International forum on architecture and urbanism ha lo scopo di portare a confronto docenti, ricercatori e studiosi per condividere e scambiarsi le proprie esperienze e risultati di ricerca su tutti gli aspetti legati a paesaggi_città_architetture all'interno di territori fragili. Ha anche lo scopo di offrire un foro interdisciplinare per ricercatori, professionisti e docenti per presentare e discutere le innovazioni e i trend più recenti, problemi e sfide affrontate e le soluzioni adottate per i territori fragili nelle città in transizione. Il forum concentrerà la propria attenzione su paesaggi, città e architetture localizzati all'interno di contesti e territori che rivelano una loro fragilità. La seconda edizione ampia i propri orizzonti tramite una serie di sguardi incrociati attraverso l'euro regione adriatica-ionica, da poco istituzionalizzata ed estesa oggi anche alla regione balcanica. La fragilità di contesti e territori è infatti di molteplice natura. Esiste una fragilità dei territori dovuta a fenomeni naturali (terremoti, frane, alluvioni, incendi, siccità, ecc.) che creano situazioni di rischio sismico, idrogeologico ed ambientale che caratterizzano gran parte dell'Italia centrale e della regione adriatica e dei Balcani. Esiste una fragilità economica e sociale soprattutto nei territori interni dove si riscontrano condizioni di vita e di lavoro precarie dovute allo spopolamento, all'emigrazione e alla generalizzata crisi economica. Esiste una fragilità politica e sociale in quei territori che non hanno ancora raggiunto una stabilità e che sono stati interessati, anche recentemente, da fenomeni bellici e terroristici. Esiste una fragilità di quei territori attraversati da grandi flussi di migranti che si spostano da luoghi di conflitto verso luoghi dove ricercano una vita ordinaria e pacifica. Esiste una fragilità religiosa, linguistica ed etnica a seguito di tensioni ataviche e storiche laddove non si è ancora creata armonia e condivisione tra persone simili ma provenienti da credi, idiomi ed origini diverse. Esiste una fragilità del territorio agricolo che spesso non è più in grado di essere competitivo rispetto a produzioni industrializzate e non riesce a mantenere l'antico equilibrio tra paesaggio e produzione. Esiste una fragilità ambientale a seguito dell'inquinamento, della dispersione di rifiuti, di emissioni dannose che compromettono in maniera irreversibile il nostro habitat, sia naturale che antropizzato. Esiste una fragilità culturale nei luoghi dove la modernizzazione e globalizzazione non sono riuscite a svilupparsi in armonia con le tradizioni e le storie locali. Ma soprattutto tutte le nostre città sono interessate da fenomeni di abbandono e dismissione di aree centrali, periferiche e periurbane che creano una fragilità che diventa sempre più evidente e determina uno stravolgimento del senso dei luoghi e delle città. A questa si accompagna una dismissione di edifici, fabbriche, officine, magazzini e costruzioni di vario genere, che hanno perso la loro primaria funzione e sono abbandonati o in attesa di una nuova vita.

Sulla costa. La forma del costruito...

Antoniadis Stefanos
Anteferma Edizioni

Non disponibile

24,00 €
Con questo libro si intende proporre una lettura possibile del costruito litoraneo meno considerato del Sud d'Europa, che modelli e strumenti positivistici hanno spesso, e continuano a farlo, in qualche modo rifiutato. Oggetto della ricerca è pertanto quel paesaggio contemporaneo dei segmenti costieri del Mediterraneo fatto di geografia e di objets trouves, forme e materiali ordinari, architetture "non accreditate" esito di pratiche dopotutto non sempre trasparenti - tratti di città informali litoranee, prodotti di autocostruzione, abusivismo e ambiguità normativa - ma che possono interessare non poco chi si occupa di territorio antropizzato odierno.

Pianificazione e governo del...

Guaran
Forum Edizioni

Disponibile in libreria in 3 giorni

28,00 €
Il volume raccoglie numerosi contributi sulla realizzazione e la gestione del Piano paesaggistico regionale del Friuli Venezia Giulia, rappresentando un'occasione di riflessione sull'esperienza che i ricercatori dell'Università di Udine hanno avuto nell'elaborazione degli strumenti scientifici di supporto alla redazione del Piano, in particolare della parte strategica. Vengono così approfonditi i vari aspetti di carattere teorico e metodologico, oltre che tematico, relativi alla pianificazione nel contesto del Friuli Venezia Giulia, offrendo alcune chiavi interpretative inerenti le principali questioni e le sfide che caratterizzano i paesaggi regionali. Obiettivo della pubblicazione è quello di promuovere e di diffondere una conoscenza e una cultura sui temi della conservazione, tutela e sviluppo del paesaggio con il fine di sensibilizzare e rendere consapevoli del proprio territorio tutti coloro che ne fruiscono.

Torino. Guida all'architettura

Chiorino Cristiana
Dom Publishers

Disponibile in libreria in 3 giorni

38,00 €
Torino, la company town italiana per eccellenza, legata durante tutto l'arco del XX secolo allo sviluppo dell'industria automobilstica e della Fiat, da circa venti anni ha avviato un profondo processo di trasformazione alla ricerca di una nuova identità urbana. La città è diventata un laboratorio per la riconversione del patrimonio postindustriale, anche in occasione dei Giochi Olimpici Invernali del 2006. Questi mutamenti hanno lasciato tracce significative nel tessuto urbano. Oltre alla sua storia industriale, Torino sorprende anche con la sua architettura barocca, che ha portato la città alla ribalta della popolarità internazionale tra gli architetti e oggi diffusamente restaurata, e con capolavori dell'architettura moderna italiana, come le opere di Pier Luigi Nervi e di Carlo Mollino. Questa guida presenta una sequenza di 150 edifici, dal 1900 ai giorni nostri. Presentati secondo una serie di itinerari che partono dal centro del quadrilatero romano e barocco e si dirigono verso le aree esterne della città metropolitana, fino a Ivrea - la città industriale costruita intorno alla Olivetti - e alle Langhe, recentemente riconosciute dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'Umanità.

Torino. Guida all'architettura....

Chiorino Cristiana
Dom Publishers

Non disponibile

38,00 €
Torino, la company town italiana per eccellenza, legata durante tutto l'arco del XX secolo allo sviluppo dell'industria automobilstica e della Fiat, da circa venti anni ha avviato un profondo processo di trasformazione alla ricerca di una nuova identità urbana. La città è diventata un laboratorio per la riconversione del patrimonio postindustriale, anche in occasione dei Giochi Olimpici Invernali del 2006. Questi mutamenti hanno lasciato tracce significative nel tessuto urbano. Oltre alla sua storia industriale, Torino sorprende anche con la sua architettura barocca, che ha portato la città alla ribalta della popolarità internazionale tra gli architetti e oggi diffusamente restaurata, e con capolavori dell'architettura moderna italiana, come le opere di Pier Luigi Nervi e di Carlo Mollino. Questa guida presenta una sequenza di 150 edifici, dal 1900 ai giorni nostri. Presentati secondo una serie di itinerari che partono dal centro del quadrilatero romano e barocco e si dirigono verso le aree esterne della città metropolitana, fino a Ivrea - la città industriale costruita intorno alla Olivetti - e alle Langhe, recentemente riconosciute dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'Umanità. Introduzione di Michela Rosso.