Montaldo Federico

Montaldo Federico

Manuale di sopravvivenza per...

Montaldo Federico
emuse

Disponibile in libreria in 5 giorni

16,00 €
«Qui non si può fotografare!». «Questa immagine non la puoi pubblicare!» «Se pubblichi su Facebook, le foto diventano di proprietà di Facebook!» In un'epoca di diffusione e condivisione continua di immagini, a tutti è capitato di sentire queste frasi, oppure di domandarsi cosa è lecito e cosa è vietato fotografare, cosa è permesso pubblicare sui social, su un sito, in un libro e per quali fotografie dobbiamo essere autorizzati. Questo manuale vi aiuta a comprendere cosa e come potete (o non) liberamente fotografare, quali sono le regole sul ritratto fotografico, quale uso potete legittimamente farne, quali sono i vostri diritti e quali gli obblighi da rispettare e come è consigliato attrezzarsi per evitare brutte sorprese. Se non vi è ancora capitato, non temete, vi capiterà!

Nuraxi Figus. Ultima miniera. Ediz....

Corbellini Gian Piero
emuse

Non disponibile

25,00 €
Nuraxi Figus è l'ultima miniera di carbone ancora attiva in Italia. L'attività estrattiva del carbone è già cessata, ma le gallerie vengono quotidianamente mantenute in esercizio e tenute in sicurezza. Nel 2018, la miniera chiuderà definitivamente, facendo calare per sempre il sipario sull'epopea mineraria della Sardegna. Anche Nuraxi Figus andrà così ad aggiungersi al nutrito numero di miniere già chiuse, alcune riconvertite a livello turistico-divulgativo, altre mute testimoni di un tempo andato, pezzi di archeologia industriale del secolo scorso. La fine del lavoro in miniera è la metafora della fine del lavoro manuale come tradizionalmente inteso: faticoso, pericoloso, a volte brutale, un retaggio industriale superato dai tempi. Nel reportage "Nuraxi Figus. Ultima miniera" i fotografi Gian Piero Corbellini e Federico Montaldo hanno voluto raccontare la fine di questa storia: un'atmosfera di attesa mista a rassegnazione. E insieme di orgoglio e di affetto per il lavoro che sta per scomparire, nel contrasto tra la luce abbacinante del sole sardo e l'oscurità profonda del sottosuolo.