Freschi Marino

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1918. Tramonti tedeschi

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Bonanno

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12,00 €
L'autunno del 1918 segnò la fine della Grande Guerra e il crollo degli Imperi Centrali, quello austro-ungarico e il Secondo Reich. Il grande sogno di una Mitteleuropa germanica tramontava rovinosamente. La disfatta era stata in realtà preannunciata da opere intellettualmente e artisticamente importanti per la densità di concezioni ardite e per la straordinaria vastità del loro impianto. In esse la Germania, - la Germania "segreta" -, appassionatamente amata, evocata quale il nuovo rinascimento della cultura, anzi della "Kultur". Alcuni tra i principali scrittori si confrontarono con questa svolta epocale che avevano previsto e predetto in opere quanto mai impegnative. La loro rilettura, esattamente dopo un secolo, risulta più che mai attuale e intrigante anche per le diagnosi del nostro tempo, insicuro, disorientato, travolto da una crisi di identità, che era stata già percepita con intensa lucidità medianica da questi scrittori.

Baron Knigge. Dall'occultismo alla...

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Tipheret

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22,00 €
L'opera culturale e letteraria di Adolph Knigge (1752-1796) è ricca di contraddizioni che hanno reso ardua la comprensione storica di questo singolare personaggio della cultura tedesca verso la fine del Settecento. L'analisi delle opere letterarie, come pure dell'attività massonica, illuminata e politica di Knigge può contribuire a precisare la specificità storica della crisi finale della cultura illuministica in Germania, esaminata dal suo interno e non giudicata col metro "impietoso" dei suoi superamenti classici e romantici.

Le luci del Settecento. Tra...

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Tipheret

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10,00 €
In Germania, per le particolari condizioni storico-culturali del Reich, si esprimeva, in maniera più evidente e acuta che altrove, il disagio spirituale che si andava diffondendo nella cultura europea e che corrodeva il nucleo stesso della concezione razionalistica, risvegliando un vivace interesse per esperienze rituali e simboliche, affermate dalle società segrete e specialmente dalla massoneria. In loggia ci si poteva abbandonare, senza timore di passare per bigotto, alla commozione e alla malinconia per la limitatezza individuale e all'ansia mistica per una luce più ardente di quella della ragione. Ciò che costituiva l'attrattiva culturale di tale singolare atmosfera settecentesca era l'insolita commistione tra un diffuso entusiasmo intellettuale che animava le indagini culturali del secolo e un aristocratico senso di noia, una sorta di intimo fastidio per la monotonia quotidiana, un malessere, questo, provocato da un eccessivo intellettualismo, ma anche dall'impazienza, dall'attesa per accadimenti e scoperte nuove.

Goethe massone

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Tipheret

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16,00 €
Goethe aderì, nel 1780, alla Loggia Anna Amalia delle Tre Rose. Nel 1781 divenne "compagno" e nel 1782 "maestro". Ma poi successe qualcosa d'imprevisto: le lotte interne nella massoneria tedesca si ripercossero anche nella loggia di Weimar che "entrò in sonno", chiuse i battenti per una ventina di anni. Goethe continuò a interessarsi della attività massonica: nel dicembre 1782 fu iniziato agli "Alti Gradi", mistici e spiritualistici, e nel febbraio 1783 aderì alla "concorrenza" entrando nell'Ordine degli Illuminati, radicali e laici. La più autentica elaborazione della concezione massonica la dobbiamo cercare nelle sue opere: alcune specificamente massoniche, come "I segreti", "Il Flauto Magico" (continuazione dell'opera mozartiana), il dramma Il "Gran Cofto", nonché in varie liriche, ma soprattutto nel romanzo "Wilhelm Meister" - il vero monumento settecentesco alla massoneria - e nel "Faust", l'estremo poema universale incentrato sulla magia e sul suo superamento spirituale, un tema appassionatamente dibattuto tra Illuminati e illuminés, che non ha perso la sua attualità.

La letteratura nel Terzo Reich

Freschi Marino
Bonanno

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18,00 €
La letteratura del Primo Novecento è legata ai nomi di Mann, Brecht, Broch, Dòöblin, Hesse, Roth, Stefan Zweig e tanti altri, che scelsero, all'ascesa di Hitler al potere, l'esilio. Eppure in Germania si continuò a scrivere e a pubblicare. Accanto al manipolo di autori nazisti, irrilevanti letterariamente, i principali scrittori, che restarono, parteciparono a quella esperienza, che si è convenuto chiamare "Emigrazione Interna''. Il carattere distintivo di tale letteratura può essere identificato nella "impoliticità" dei testi, una impoliticità che può essere ricollegata alla tradizione luterana della distanza dalla sfera del potere. Ciò imponeva comportamenti ambigui e ambivalenti, in una difficile partita a scacchi col regime: il loro silenzio poteva essere anche assordante di fronte ai crimini che venivano perpetrati e che erano sempre più conosciuti e riconosciuti. Resta il fatto che, in quell'epoca drammatica, tanti scrittori si ritirarono dalla scena, talvolta interrompendo di scrivere (o scegliendo il suicidio come Jochen Klepper) o cercando nello scrivere un mondo altro, lontano dal "buio" dell'ora. I temi, scelti da questi autori, sono tornati ora al centro del dibattito attuale a proposito delle radici culturali profonde del populismo, dell'identità nazionale, del rapporto con l'altro, sicché la "Emigrazione interna" si rivela essere uno snodo decisivo della letteratura del nostro tempo.

Hermann Hesse

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Il Mulino

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14,00 €
Il libro ricostruisce la vicenda umana e intellettuale di Hermann Hesse (1877-1962), uno degli scrittori più amati e letti in tutto il mondo. Dalle origini in Svevia al trauma della Grande Guerra e al trasferimento nel '12 in Svizzera, dove visse sino alla fine, in esilio da una Germania sempre più minacciosa: un percorso lungo il quale viene maturando la sua cifra stilistica, travolgente e profetica. Una scrittura, capace di andare al cuore dei grandi interrogativi dell'uomo moderno, che diventa messaggio e costruzione utopica, modello - come in "Siddharta", in "Narciso e Boccadoro", nel "Gioco delle perle di vetro" - di una ricerca interiore nel segno della libertà da ogni fede, dogma, ideologia.

Joseph Roth

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Liguori

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19,90 €
Il saggio fornisce un'esauriente introduzione alla vita e all'opera di Roth, sulla scia di una lettura attenta alle recenti suggestioni, incentrate sul complesso e intrigante rapporto dello scrittore ebreo galiziano con il sionismo, da lui criticato in nome del primato spirituale dell'ebraismo della diaspora. Ampio spazio è anche riservato all'attualissima riflessione rothiana sulla figura del "nomade" quale destino estremo dell'uomo contemporaneo, sempre più "libero" da radici e da atavici condizionamenti e sempre più angosciato per una libertà che non sa tradursi in progetto. La stessa trasfigurazione narrativa, cui sottopone la sua biografia, scaturisce dalla tragedia del suo tempo, per lui culminata con l'esilio e con la sua morte drammatica, provocata dallo scontro col nazionalsocialismo, giudicato da Roth come il male assoluto. Come Hesse, Roth ha incontrato un immenso successo di pubblico, ma una cauta accettazione da parte della critica, eppure lo scrittore ha tutti i titoli per essere considerato uno dei massimi autori del '900 per la sua straordinaria percezione della crisi del mondo moderno - che è ancora il nostro mondo -, per le sue possenti metafore e per la sua utopia, regressiva e struggentemente nostalgica. Ciò che Roth comunica è l'assoluta sincerità del momento. È come se da quel tavolino da caffè, dove amava rifugiarsi per scrivere, si sprigionasse disperata la voce autentica della letteratura nella modernità.

La letteratura tedesca

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Il Mulino

Non disponibile

22,00 €
Nato dall'esigenza di offrire un panorama complessivo e aggiornato dell'attività letteraria della Germania, il libro ripercorre la storia letteraria di lingua tedesca dai grandi poemi del Trecento alle opere dei più celebrati autori del nostro tempo (fra gli altri i premi Nobel, Canetti, Böll, Grass, Elfriede Jelinek). All'interno di questa secolare vicenda culturale e artistica, il volume ritaglia due momenti davvero epocali per la letteratura tedesca: il Settecento, l'età aurea del classicismo e del romanticismo centrata sulla figura di Goethe, e il primo Novecento, dove risalta l'opera di autori come Thomas Mann e Franz Kafka. Grande attenzione è riservata inoltre a scrittori considerati "classici della modernità", come Brecht e Hesse, ai protagonisti della "Grande Vienna", da Schnitzler a Musil, infine agli sviluppi della letteratura tedesca dopo la Riunificazione. Ne emerge una tradizione ricca e illustre, sulla quale si innesta, nel secondo Novecento, una produzione che rispecchia ampiamente gli accadimenti, spesso drammatici, della storia.

Thomas Mann

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Il Mulino

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15,00 €
Docente di Letteratura tedesca all'Università Roma Tre e all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Marino Freschi analizza la vita, le opere, l'impegno intellettuale dell'autore dei "Buddenbrook", di "Morte a Venezia", "La montagna incantata": di colui che, anche al di là della produzione narrativa, è considerato uno dei massimi scrittori tedeschi del Novecento.

Praga. Viaggio letterario nella...

Freschi Marino
Editori Riuniti

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18,08 €
Nei primi decenni del Novecento Praga era una città di circa mezzo milione di abitanti, di cui poco più di trentamila di lingua tedesca. Ma questa piccola città fu protagonista di una delle più straordinarie stagioni letterarie del Novecento, che ebbe come protagonisti Rilke, Kafka, Werfel, Meyrink. Marino Freschi racconta quell'esperienza letteraria mettendone in risalto il rapporto profondo con la città, con il suo intreccio di culture e tradizioni diverse, con le peculiarità della sua vita sociale e intellettuale, con le sue leggende e i suoi monumenti. Il testo e le immagini rievocano il fascino di quel mondo perduto, spazzato via dalle tempeste della seconda guerra mondiale.

Paese

Freschi Marino
Tullio Pironti

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5,16 €