Elenco dei prodotti per la marca Castelvecchi

Castelvecchi

Sardine in piazza. Una rivoluzione...

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9,00 €
La notte insonne di quattro giovani che decidono di sfidare Matteo Salvini con il primo flash mob "ittico" della storia. Bologna, e poi Modena, Palermo, Genova, Firenze, Napoli, Roma... un travolgente moto di cervelli che, come uno tsunami, centuplica le 6.000 sardine dell'iniziale sogno bolognese di partecipazione e di riscatto. Massimo Arcangeli ricostruisce la genesi del movimento che da mesi sta mobilitando l'Italia e cerca di indagare le ragioni del fenomeno nel contesto più ampio della politica degli ultimi dieci anni.

Il delitto Mattarella

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17,50 €
Quarant'anni fa, nel gennaio del 1980, veniva ucciso a Palermo Piersanti Mattarella, innovatore presidente della Regione Siciliana, impegnato a guidare un governo regionale democristiano con l'appoggio comunista. Per la giustizia italiana i moventi e gli esecutori di quell'assassinio sono rimasti sconosciuti. Aurelio Grimaldi, in concomitanza con l'uscita nelle sale dell'omonimo film da lui diretto, ripercorre la storia di quell'attentato. Grazie a testimonianze, documenti e sentenze, la voce appassionata dell'autore ricostruisce i profili dei protagonisti e traccia l'intersecarsi di quei vettori che possono aver contribuito alla definizione della triste vicenda: Cosa Nostra, il neofascismo armato, i vertici palermitani della Democrazia Cristiana. Il tutto con l'obiettivo di restituire memoria a un omicidio «che ha comportato una cesura storica, civile, morale, in Sicilia e nell'intera (inconsapevole) nazione».

Illegale, eppure legittimo. Una...

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7,50 €
"Guerra preventiva", "legittima difesa", "esportazione della democrazia": è così che l'Occidente prova a camuffare la sua volontà di dominio. La politica di potenza degli Stati Uniti, ad esempio, è da sempre in aperto contrasto con ogni tentativo di proteggere l'umanità dalla maledizione dei conflitti armati. È arrivato il momento, ammonisce Noam Chornsky, di trasformare il diritto internazionale in qualcosa di più di un semplice agglomerato di leggi vuote. Gli Stati occidentali hanno oggi la responsabilità di fare della libertà di cui godono un uso più giusto e umano.

Malapuglia. Le organizzazioni...

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13,50 €
Per molto tempo si è pensato che la mafia in Puglia non esistesse. In effetti la storia della Puglia è stata diversa rispetto a quella delle altre regioni in cui il fenomeno mafioso si è affermato, ma negli anni Ottanta una congiuntura tra lo slancio imprenditoriale 'ndranghetista e alcune sconsiderate decisioni pubbliche ha favorito la nascita di società malavitose in tutta la regione. In questo volume Andrea Leccese ne ricostruisce il percorso e le differenze, perché riconoscere gli elementi propri della cultura mafiosa pugliese - senza semplificazioni che la rapportino ad altre categorie o riduzioni all'esperienza criminale della sola Sacra Corona Unita - è stato e continua ad essere il modo principale per contrastarla.

Costruire popolo. Egemonia e...

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16,50 €
Qual è il fine ultimo della politica se non quello di costruire nuove identità collettive, nuove maggioranze sociali, nuove volontà popolari in grado di sfidare l'egemonia esistente? Questo libro è una riflessione sulla sinistra, i suoi errori e le possibilità che ha ancora per tornare nei giochi egemonici dai quali è stata a lungo esclusa. Costruire popolo mette a disposizione un nuovo modo di pensare la politica, derivante dalla riflessione anti-essenzialista di Ernesto Laclau, che si discosta sia dal marxismo sia dall'impostazione socialdemocratica. Partendo dal ciclo di mobilitazioni degli indignados che hanno scosso la Spagna negli ultimi anni, in questo dialogo del 2015 Íñigo Errejón, ex dirigente di Podemos, e Chantal Mouffe, filosofa e politologa, si confrontano sulla teoria e pratica politica, sulla politica spagnola e dell'America Latina, sul populismo, sull'egemonia e contro-egemonia.

L'Iran al tempo di Trump

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17,50 €
Dal ritiro di Washington dall'accordo sul nucleare iraniano all'uccisione di Qassem Soleimani, il generale dei Pasdaran ucciso nella notte da un raid Usa a Baghdad. In poco più di un anno e mezzo, dal maggio 2018 ai primi giorni del 2020, la politica di "massima pressione" contro l'Iran del successore di Obama è riuscita a innescare una serie di eventi andati oltre le peggiori previsioni formulate dagli iraniani al suo arrivo alla Casa Bianca, e ha rischiato di portare tutti sul baratro di una nuova guerra in Medio Oriente. "L'Iran al tempo di Trump" torna in libreria in un'edizione ampliata proprio per raccontare questi ultimi avvenimenti. Che chiamano anche l'Europa alla responsabilità di agire per far uscire i diversi attori dalla trappola dell'escalation e restituire agli iraniani il diritto di determinare il proprio destino.

Rousseau

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12,00 €
In questo saggio sul più controverso e provocatorio dei filosofi dell'età moderna, Cassirer mostra come Rousseau ripensi l'origine dell'esistenza a partire da una nuova concezione antropologica, che la liberi dall'influenza delle costrizioni sociali, in vista di un ritorno ai principi su cui fondare un'autentica comunità umana. La riflessione si concentra così sul concetto di "legge", intesa non come mera imposizione esteriore, ma come espressione di un'unità condivisa, capace di legare fenomeni solo in apparenza contraddittori, quelli dell'autorità e della libertà. In Rousseau, pensare l'inizio della convivenza civile significa fare a meno di riferirsi a una qualche norma fondamentale, per interrogarsi sulla norma originaria dello stesso relazionarsi dell'uomo con l'altro uomo. Al di là degli effettivi esiti raggiunti in tal senso dal pensatore ginevrino, Cassirer scorge nella sua opera la forza di uno spirito "che sempre di nuovo ci si impone e sempre di nuovo ci travolge".

Epicuro e i suoi dei

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13,50 €
La cultura greca si è sempre interrogata sulla possibilità per l'uomo di essere felice, questione che diventa centrale con la fine dell'equilibrio sociale e individuale legato alla polis. Da queste premesse, André-Jean Festugière riflette sul pensiero di Epicuro, che nell'atmosfera conviviale del suo "Giardino", appena fuori dalla città di Atene, riunì un numero sempre crescente di discepoli, accomunati dalla ricerca di una via per raggiungere la serenità interiore. Con una scrittura scorrevole e un linguaggio libero da specialismi, Festugière guida il lettore alla conoscenza della biografia e dei principali concetti della filosofia di Epicuro, dal ritrarsi dalla vita politica alla cura quotidiana dell'amicizia, fino all'emancipazione dalle passioni e dalla paura della morte. Liberato dai vani desideri e dal timore, l'uomo epicureo accetta la propria natura e si accontenta del possesso dei beni più semplici ed elementari, consapevole che gli dèi non esistono per giudicarci o punirci, ma come esempio di beatitudine e distaccata saggezza.

Il postimpressionismo. La promessa...

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15,00 €
Alla fine del 1910, Roger Fry, già stimato critico e pittore, organizza alle Grafton Galleries di Londra una mostra d'arte contemporanea francese, coniando la fortunata definizione di "Postimpressionismo". Per il pubblico britannico, ancora molto affezionato ai temi e ai toni dell'epoca vittoriana, è la prima vera occasione per conoscere alcuni dei più importanti esponenti della scena europea, tra cui Cézanne, Gauguin e van Gogh. Per Fry è un passo fondamentale nello sviluppo di una nuova visione dell'arte come mezzo d'espressione delle emozioni, senza obblighi di oggettività e realismo. La mostra suscita uno scalpore imprevisto e segna uno spartiacque nell'evoluzione del gusto; si replica nel 1912, con una seconda esposizione, che precisa e conclude il discorso sulle nuove tendenze. Questo libro racconta una stagione cruciale per l'estetica del Novecento, raccogliendo un'ampia selezione di testi di Fry, in gran parte inediti in italiano.

Prima e dopo

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16,50 €
Nel settembre 1901, Paul Gauguin s'imbarca per le Isole Marchesi, un remoto arcipelago a nord-est di Tahiti. Approdato nell'isola di Hiva Oa, si stabilisce nel villaggio di Atuana, dove acquista un terreno e con l'aiuto degli indigeni vi costruisce una grande capanna. Dovrebbe essere un nuovo inizio, ma la salute sempre più precaria, le angustie materiali e la frustrazione per il cinismo del mondo dell'arte alimentano in lui un'inquietudine crescente. L'artista si sente a un punto di non ritorno. La situazione precipita quando nel 1903 viene incriminato perché, difendendo alcuni nativi, oltraggia un gendarme; multato e condannato a tre mesi di carcere, muore stroncato da alcol e sifilide. Scritto da Gauguin nei suoi ultimi drammatici mesi, "Prima e dopo" è l'estrema confessione di un uomo che vuole mettersi a nudo: un redde rationem in note sparse, nel quale si susseguono entusiasmi e sarcasmi, incanti e disillusioni. Pensieri e ricordi fluiscono rapsodici come nei sogni: la bellezza del popolo maori; le idee sull'arte e sulla religione; la brutalità e l'ipocrisia dei presunti civilizzatori... E poi van Gogh, Manet, Cézanne, la Bretagna, Arles e altro ancora, perché accanto all'arte "ci sono molte cose da dire e bisogna dirle".

Chopin

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15,00 €
Scritto a pochi mesi dalia morte di Frédéric Chopin, questo libro non è una tradizionale biografia, ma un intenso esercizio di ammirazione, in cui l'affetto per l'uomo e il riconoscimento del genio convivono indissolubili. Franz Liszt - amico generoso, osservatore critico e interprete appassionato di Chopin - analizza con cura le radici polacche della sua musica, ricostruisce la storia d'amore con George Sand, racconta il tormentato rapporto con il pubblico e scandisce la cronaca dell'acuirsi della malattia, mentre la membrana che separa le passioni dell'anima dall'espressione artistica sembra farsi sempre più sottile. Ed è proprio l'identificazione romantica di arte e vita, incarnata all'estremo dal compositore polacco, che costituisce il cuore del libro. Attorno a questo centro pulsante, Liszt intreccia il filo dei ricordi e dissemina le sue profonde, divaganti riflessioni sulla musica e sul processo creativo. Con una prefazione di Michele Campanella, considerato uno dei maggiori virtuosi e interpreti lisztiani a livello internazionale.

Che cos'è una nazione?

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La conferenza che Renan tenne alla Sorbona nel 1882 aveva alle spalle una lunga riflessione sulla drammatica sconfitta subita dalla Francia a Sedan nel 1870, che determinò la perdita dell'Alsazia e della Lorena, inglobate nel nuovo Impero tedesco. Nonostante Che cos'è una nazione? sia un testo così legato a una vicenda storica particolare, si è affermato da allora fino ai giorni nostri come una delle più note e apprezzate riflessioni sul principio di nazionalità. La ragione di ciò sta sia nel punto di partenza della riflessione di Renan, cioè il rifiuto del principio della razza e della lingua come fondamento della nazione moderna, sia nel punto di arrivo: gli Stati moderni si fondano sulla comune esperienza storica che tiene uniti i loro abitanti, ma anche sulla volontà continuamente rinnovata di voler vivere insieme. Introduzione e cura di Giovanni Belardelli.

Dichiarazione degli obblighi verso...

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Arrivata a Londra dagli Stati Uniti, il 26 novembre 1942, con la ferma intenzione di partecipare alla lotta sul territorio francese, Simone Weil è costretta a portare avanti la sua resistenza in una stanza, negli uffici del Commissariato per gli Interni. Nasce in questi giorni la Dichiarazione degli obblighi verso l'essere umano, che qui presentiamo insieme a un altro scritto poco noto in Italia, Riflessioni sulla rivolta. Questi testi, straordinariamente rappresentativi dell'ultima fase della sua vita, segnano un punto di sintesi molto alto tra il realismo politico con cui vengono analizzati metodi e scopi della Resistenza e la tensione etica che regge il progetto di una nuova Costituzione che Weil propone alla Francia e, per il suo tramite, all'Europa. Albert Camus, suo editore nel dopoguerra, ha scritto «che è impossibile immaginare una rinascita per l'Europa senza tener conto delle esigenze definite da Simone Weil». Ai suoi contemporanei richiedeva uno «sforzo d'attenzione» di cui, però, li sentiva incapaci. Noi, suoi lettori oggi, potremmo raccogliere la sfida.

La quarta Italia

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Nell'autunno del 1928, Joseph Roth è in Italia, inviato dal quotidiano "Frankfurter Zeitung" per raccontare ai lettori tedeschi il Paese di Mussolini. I suoi reportage, raccolti in seguito sotto il titolo "La quarta Italia", sono un piccolo capolavoro di giornalismo letterario, in perfetto e singolare equilibrio tra ironia e profonda inquietudine. Roth racconta la mancanza di senso del ridicolo nei rituali nel nazionalismo, il pervasivo culto della personalità del Duce, il clima di delazione e lo stato di polizia, l'asservimento della stampa e la censura, le sotterranee forme di opposizione. Il suo sguardo si sofferma sui particolari - l'abbigliamento di una camicia nera o l'ambigua gentilezza del portiere d'albergo che lo spia - e adotta un tono leggero, a tratti umoristico, dietro il quale però lascia emergere, sempre più netto, il grido di allarme. Nella chiave di un pessimismo non ancora disperato, Joseph Roth ci consegna così una lucida e impietosa testimonianza sull'Italia del Ventennio.

Perché l'uomo ha due occhi?

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Nella seconda metà dell'Ottocento, il fisico e filosofo Ernst Mach, allora giovane professore alle università di Graz e Praga, organizza una serie di lezioni di "scienza popolare" rivolte a un pubblico non specialistico né accademico, perlopiù femminile. Tra i temi proposti, spiccano per interesse e originalità le riflessioni sui concetti di simmetria, armonia e prospettiva, considerati secondo una lettura epistemologica in cui le intuizioni filosofiche si confrontano con l'osservazione empirica dei processi naturali. Attraverso esempi presi non solo dall'arte, dalle scienze e dalla storia, ma anche dalla vita quotidiana, Mach riesce a spiegare con ragionamenti scorrevoli e un linguaggio chiaro e diretto questioni classiche della tradizione filosofica e scientifica legate alla percezione visiva e all'esperienza spazio-temporale. L'uomo, insegna Mach, deve tendere a una comprensione razionale della realtà che lo circonda, senza mai perdere la consapevolezza, però, di essere una piccola parte del tutto.

Metafisica della matematica

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Nel 1932, Gaston Bachelard partecipa a un convegno internazionale dedicato alla filosofia di Spinoza. Il testo della conferenza, finora inedito in Italia e praticamente sconosciuto alla critica, permette di comprendere come gli strumenti e i dispositivi concettuali dell'epistemologia bachelardiana fossero già ben strutturati nei suoi primi anni di ricerca e di studio. 11 testo in questione, inoltre, rappresenta l'unica occasione in cui Bachelard abbia misurato apertamente le sue teorie epistemologiche con il pensiero spinoziano. La rilevanza storiografica della riscoperta di questa acuta riflessione darà sicuramente un nuovo orientamento agli studiosi del pensiero bachelardiano.

Ritmi universali

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Negli anni Venti Piet Mondrian è a Parigi, e nel clima di apertura intellettuale della capitale francese il pittore sviluppa il suo percorso verso un'arte di astrazione. Fondamentale in tale progresso è la musica. In quel periodo, infatti, Mondrian viene a contatto con il jazz e i balli da sala americani, quali il fox-trot e il charleston, mentre al Théâtre des Champs-Élysées assiste alle sperimentazioni rumoristico-sonore dei futuristi. "Ritmi universali" raccoglie tre scritti brevi, apparsi tra il 1921 e il 1927 sulle pagine delle riviste d'avanguardia "De Stijl" e "I 10", nei quali Mondrian parla delle corrispondenze tra musica e pittura in coerenza con la sua visione estetica, il neoplasticismo. Ciò che egli riconosce nel jazz e nelle composizioni futuriste, realtà musicali in apparenza molto distanti tra loro, è l'espressione pura di uno spirito nuovo, la promessa di una vita pienamente umana, libera da costrizioni. Nei luoghi della musica e della danza, felicità e serietà sono un'unica cosa; il ritmo aperto e mobile del jazz rinvia a quello veloce della vita moderna: è un principio d'equilibrio che, come la pittura neoplastica, ha il potere di riconciliare ogni singolo individuo con l'essenza universale del mondo, superando i dualismi dell'esistenza.

Cosa si prova ad essere un...

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Le teorie di taglio materialista sul funzionamento e le modalità dell'esperienza sembrano inesorabilmente destinate a trascurare la componente essenziale della coscienza, elemento per definizione mobile, originario, inafferrabile e irriducibile, che tuttavia caratterizza e delinea il nostro mondo percettivo, guida l'esperienza e la rende ciò che è. Ciò che noi vediamo, capiamo, viviamo, non è mai svincolato dalla peculiare percezione "coscientizzata" che ci isola nella nostra specificità di individui e di esseri umani. Così per tutti, pipistrelli compresi. Picco allora che a partire da una domanda semplice e apparentemente ingenua si spalanca tutto un ampio panorama di grandi questioni filosofiche, che in un irresistibile crescendo conducono il pensatore dal problema del rapporto soggetto-mondo e mente-corpo a un'interrogazione sulle possibilità e i limiti della scienza e di una conoscenza oggettiva in generale, fino alla prospettiva di un linguaggio a venire che permetta di aprire un varco tra i tanti vicoli ciechi in cui sembriamo destinati ad arenarci.

Pace e giustizia sociale

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Nel secondo dopoguerra, Karl Barth precisa la sua riflessione sull'impegno politico dei cristiani, e ribadisce la necessità di preservare la purezza del messaggio evangelico da ogni contaminazione con qualsiasi forma di causa politica che, per sua natura, non può che essere provvisoria. Di fronte al teologo, dopo il crollo della Germania, c'è il mondo della Guerra Fredda, diviso in due e sotto la costante minaccia dell'estinzione. I testi raccolti in questo libro, composti tra la fine del secondo conflitto mondiale e il 1959, pongono l'analisi demistificante della politica internazionale a confronto con l'agire concreto del credente, che deve rispondere, sempre e prima di ogni altra cosa, alla propria fede. In due scritti del 1945 "I tedeschi e noi" e "Come potranno guarire i tedeschi?" Barth si sofferma sulla necessità per i cristiani di essere i primi a perdonare i vinti per farsi costruttori di un futuro migliore. "La Chiesa tra Est e Ovest" (1949) mette in guardia i fedeli dal farsi paladini nella crociata contro l'Est sovietico, invitandoli a cercare invece una terza via di conciliazione che coniughi libertà e giustizia sociale. Nel 1958 Barth scrive la lettera "A un pastore della Repubblica democratica tedesca", dove torna sulla necessità di riconoscere l'esistenza del totalitarismo nel mondo, sia nella forma poliziesca dei Paesi del socialismo reale, sia nella forma economico-finanziaria dei Paesi dell'Occidente capitalistico.

La musica non esiste nel vuoto

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Benjamin Britten, di cui nel 2013 ricorre il centenario della nascita, ha affiancato alla sua straordinaria produzione musicale una vasta produzione di scritti sui fondamenti della musica nella società. Questo volume raccoglie alcuni dei suoi testi più importanti, inediti in italiano, o disponibili solo in pubblicazioni difficilmente reperibili (come programmi di sala dei teatri, riferiti alle produzioni delle sue opere). La sua visione della creazione musicale come parte della rappresentazione della società è uno dei fili più importanti della sua opera, come emerge nella creazione di Peter Grimes (1945), l'opera con cui ottenne la notorietà, e nel celebre lavoro corale The War Requiem (1961), in cui celebrava la pace, tra le memorie luttuose di Coventry bombardata e le poesie scritte da Wilfred Owen in trincea nella Prima Guerra Mondiale. Da sempre legato ai massimi scrittori della sua generazione, collaborò tra l'altro con Wystan Hugh Auden, E.M. Forster, Graham Greene ed Edith Sitwell. In questa raccolta, oltre ai suoi testi teorici, viene presentata Un'appassionata difesa di Gustav Mahler, di cui e stato tra i primi ricopritori.

Manifesto per la soppressione dei...

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Sopprimere i partiti politici. Tutti, nessuno escluso. Perché in quanto organizzazioni verticistiche e inquadrate, essi sono autoritari e repressivi per definizione. E alcuni, quelli italiani ad esempio, mostrano un totale disinteresse per la res publica, ma un talento inenarrabile nel sottrarre denaro pubblico alla comunità. Quindi vanno soppressi, per il bene comune. Simone Weil, una riformista rivoluzionaria, una delle menti più brillanti della sua generazione, poco prima di scomparire prematuramente per malattia nel 1943 ha lasciato questa "modesta proposta". Un manifesto pieno di passione e di fuoco dove si afferma che aderire all'ideologia di un partito, in certe condizioni storiche, significa limitarsi a prendere una posizione, pro o contro qualcosa. Significa rinunciare a pensare. È questa la democrazia? E oggi, i partiti politici rappresentano davvero la volontà dei cittadini o sono dei semplici organismi che hanno come unico fine quello di riprodursi? Accogliere la proposta della Weil significa uscire dal letargo per tornare a pensare con le nostre teste. Con una prefazione di André Breton.

Che cosa chiedere alla storia?

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Il 29 gennaio 1937, venticinque giorni dopo essere stato nominato "professeur sans chaire" alla Sorbona, Marc Bloch pronuncia la conferenza "Che cosa chiedere alla storia?" davanti a un uditorio di membri del Centre polytechnicien d'études économiques, circolo di intellettuali impegnati nella riflessione su temi di economia. Nel discorso di Bloch è l'interessamento alla "vita" a guidare i contenuti, con un particolare accento umanistico in contrapposizione a una storia economica fredda e tecnica. Bloch invita a riflettere: la storia è conoscenza "disinteressata" del passato, non finalizzata a una utilizzazione ideologica nel presente. Soltanto come operazione di conoscenza non strumentale essa può diventare "maestra di vita", cosicché ognuno conosca se stesso (e gli altri) e si assuma la piena responsabilità delle scelte di oggi e di domani.

L'età del ferro (2019). Vol. 4

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14,00 €
In questo numero: Giorgio Manacorda "Roma"; "Lettere su un saggio dello scorso numero dell'«Età del ferro»" Paolo Febbraro e Giacomo Pontremoli "Irreligione di Stato"; "Insofferenze" Annalisa Comes "Le nuove Amazzoni"; "Morte e rinascita" Marta Tibaldi "Amati, non-amati, amanti"; "Il nonamore dell'amore Marco Mittag "Maledetto dagli dèi"; "L'ipocrisia del nonamore" Filippo La Porta "Caritas"; "Amore e teologia negativa" Simona Manacorda "Negare è un po' amare"; "Zibaldino" Andromaca "L'odio"; "Risposta agli interventi su Joyce («L'età del ferro» 2/2)" Enrico Terrinoni "La ragione di Joyce"; "Dishumanities" Walter Siti "Rocco Siffredi narratore".