Strutture politiche: democrazia

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La rinascita delle città-stato. In...

Khanna Parag
Fazi

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
Le élite oggi sono inadeguate al compito loro assegnato, corrotte e lontane dal popolo. L'Europa dovrebbe guardare ad altri modelli di governo, in grado di tenere insieme tecnocrazia, tecnologia e competenze. L'unica democrazia efficiente sarà quella degli info-Stati, dove la raccolta di dati servirà agli esperti per prendere decisioni strategiche. Le tecnologie saranno alla base del potenziamento della democrazia diretta, che per Khanna si trasformerà in una "tecnocrazia diretta".

Partito e democrazia. L'incerto...

Ignazi Piero
Il Mulino 2019

Disponibile in 3 giorni

38,00 €
È sotto gli occhi di tutti come i partiti siano ormai poco apprezzati dall'opinione pubblica in quasi tutte le democrazie consolidate. Integrando analisi filosofiche, storiche e politologiche, il libro risale alle radici profonde della debole legittimazione dei partiti nella nostra società e individua i passaggi cruciali dell'accettazione del partito dal punto di vista sia teorico che empirico. I partiti non sono stati in grado di reagire al cambiamento sociale e si sono indirizzati verso lo Stato per recuperare risorse che non erano più in grado di trarre dalla società. Divenuti più forti, e anche più ricchi, hanno «pagato» la loro presenza pervasiva con un calo di legittimità. Il partito oggi è una sorta di Leviatano con i piedi di argilla: molto potente grazie alle risorse che ottiene dallo Stato e all'estensione di pratiche clientelari; molto debole in termini di stima e fiducia agli occhi dei cittadini.

Il futuro contro. Democrazia,...

Graziosi
Il Mulino 2019

Disponibile in libreria  
ANTROPOLOGIA SOCIALE

16,00 €
Trump, la Brexit, i risultati delle elezioni in molti paesi europei, la Turchia di Erdogan, l'India di Modi...: prendono forza a livello globale tendenze che paiono sancire il divorzio fra la democrazia e i principi liberali che l'hanno innervata, soprattutto in Occidente. Eppure viviamo in un mondo che non vede affatto, come si crede, un peggioramento socioeconomico o un aumento delle diseguaglianze. Il libro ragiona su questa crisi, mettendone in luce in primo luogo le diverse cause, dalle trasformazioni demografiche all'invecchiamento della popolazione, alla perdita di rango globale dell'Occidente, per poi interrogarsi sulle debolezze della democrazia liberale che, forte in fasi di crescita, si dimostra inadeguata in fasi di ristagno e risorse calanti. Particolare attenzione è riservata al caso italiano, che ha anticipato la crisi mondiale della democrazia liberale, e a ciò che sarebbe ragionevole fare per costruire un futuro migliore.

Giovanni Marcora visto da...

Bernardi Emanuele
Studium

Disponibile in 3 giorni

12,50 €
Giovanni Marcora ministro dell'agricoltura (1974-1980) è ancora oggi figura poco conosciuta agli studiosi come al pubblico dei lettori. Questo libro, basato su un'ampia ricognizione di fonti americane inedite, conservate presso i national archives nel Maryland, consente di addentrarsi nelle relazioni diplomatiche internazionali e di lumeggiare aspetti interessanti della sua azione politica, in un Italia attraversata da una profonda crisi economica e sociale. Dal "compromesso storico" ai contrasti interni con l'Europa e gli Usa ai delicati incontri con l'ambasciatore americano a Roma, emergono i tratti di un politico a tutto tondo, impegnato a salvaguardare le prospettive di sviluppo dell'agricoltura italiana in un difficile contesto nazionale e internazionale.

Demopatia. Sintomi, diagnosi e...

Di Gregorio Luigi
Rubbettino 2019

Disponibile in libreria  
POLITICA

18,00 €
Cosa è successo alle nostre democrazie? Perché vivono una crisi di legittimità e di performance proprio quando sembravano indiscutibilmente vincenti? A partire da numerosi sintomi, diffusi in tutto l'Occidente, il volume giunge a una diagnosi a largo spettro e perviene alla conclusione che la democrazia è affetta da demopatìa. È malata perché è malato il demos. E il demos si è ammalato "inevitabilmente", per una sorta di patologia autoimmune e degenerativa, che è il prodotto di mutamenti fortemente voluti in tutto l'Occidente. Il malessere democratico è il derivato della lunga transizione alla postmodernità: individualizzazione, perdita di senso sociale, fine delle metanarrazioni, crisi del sapere, delle istituzioni e delle autorità cognitive, narcisismo, nuove percezioni e concezioni di tempo e spazio, trionfo della sindrome consumistica e della logica totalizzante dell'"usa e getta" che ormai si applica in ogni ambito esistenziale. I grandi motori di questo cambiamento sono i mass media e le innovazioni tecnologiche. Hanno accelerato la transizione postmoderna, incrementando le logiche della società dei consumi: istinti, istanti, immaginario, neoreale mediatico più rilevante del reale "empirico", politiche simboliche che dominano sulle politiche reali, verità "diffuse" e personalizzate. La democrazia che ne deriva, mediatizzata e psicologica, sembra una sondocrazia permanente, i cui leader assumono le caratteristiche dei follower (inseguitori dell'opinione pubblica) e in cui l'opinione si fa emozione pubblica, tanto è diventata volatile e volubile in una dinamica istantanea. Le terapie proposte fin qui, per uscire dalla crisi, sembrano spesso velleitarie. Non si salva la democrazia immaginando retromarce della storia, evocando il ritorno a una presunta età dell'oro o confidando in individui iper-razionali che non esistono. C'è una sola strada percorribile: fare i conti con noi stessi. Se non si parte dal demos, non esiste cura democratica.

Trasformazione della democrazia

Pareto Vilfredo
Castelvecchi

Disponibile in 3 giorni

14,00 €
Trasformazione della democrazia è il libro cruciale nella formazione della teoria politica di Vilfredo Pareto. Rilevando con grande lucidità la crisi della democrazia liberale, Pareto trae lo spunto per una critica generale alle ipocrisie e alle false coscienze. Dimostrando che i meccanismi di corruzione, controllo clientelare ed effettivo potere ristretto a piccole minoranze non costituiscono una degenerazione, ma altresì un tratto costitutivo della democrazia, Pareto propone di riconoscere, con disincanto, la machiavelliana «realtà effettuale», rinunciando a vecchi miti e a «pii desideri».

Churchill. Il vizio della democrazia

Gabardini Carlo G.
Rizzoli 2019

Disponibile in libreria  
BIOGRAFIE STORIA

18,00 €
È più semplice di quello che sembra. In assenza di maestri viventi, chi potrebbe finalmente spiegarci che è una follia credere che la politica sia di per sé un male, e che ha invece un ruolo fondamentale nelle democrazie di oggi? E chi potrebbe spiegarci che l'Europa è il piano lungimirante scaturito da due sanguinose guerre mondiali e dunque tocca diventare fieri di essere europei? Chi? Winston Churchill! Morto da più di cinquant'anni, ma vivo come non mai nel racconto di un autore che mentre lo scopre se ne innamora e gli chiede aiuto. Churchill è un po' il nonno di tutti noi europei, un nonno che tracanna whisky, urla, sbraita, si lamenta senza mai arrendersi, si dà sempre al cento per cento, fuma sigari senza sosta, tossisce, detta ad alta voce bevendo champagne, si ammala, comanda ma ascolta, è risoluto ma ammira chi è in grado di cambiare idea, spesso lavora sdraiato nel letto per giorni o mentre fa uno dei suoi due quotidiani bagni caldi. Fu primo ministro, passò il proprio sessantanovesimo compleanno all'ambasciata di Teheran assieme a Stalin; nel 1930 in un discorso parlò di Stati Uniti d'Europa, vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1953 e aveva un'àncora come quella di Braccio di Ferro tatuata sull'avambraccio. Insomma, uno da stare ad ascoltare, uno di cui essere fieri, uno che ti fa sentire forte e felice di essere europeo. Perché se è vero che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre forme che si sono sperimentate finora, è bene che diventi un vizio, nella speranza che sia difficilissimo poi smettere.

La democrazia a una dimensione....

Polizzi Giovanni
Mimesis 2019

Disponibile in 3 giorni

18,00 €
Questo testo torna a riflettere sul modello di razionalità che ha ispirato il costituzionalismo liberale e sull'idea di laicità che a esso si richiama. Un modello che nel corso del Novecento è stato tragicamente travolto dai totalitarismi e che oggi appare nuovamente in crisi. È necessario indagare sulle cause di tale crisi - come ormai si fa da prospettive diverse ma convergenti - risalendo anche al modo, troppo meccanico e lineare, con cui quel modello di razionalità, sorto nell'ambito della rivoluzione scientifica, è stato trasferito in ambito sociale e politico, dando inizio, a sua volta, a una rivoluzione antropologica. I processi di modernizzazione costruiti su questa base hanno liberato le spinte all'autoaffermazione individuale e all'innovazione economica, ma non si sono rivelati altrettanto capaci di garantire una convivenza equilibrata e inclusiva. Si tratta di prendere atto che tali limiti, non contingenti ma strutturali, favoriscono il sorgere periodico di derive illiberali che tornano a mettere in discussione lo Stato di diritto e le sue irrinunciabili libertà; derive e regressioni che non possono essere arginate facendo ricorso soltanto alle risorse cognitive e morali messe a disposizione dal modello antropologico e politico liberale. Parte essenziale di questo lavoro è un confronto critico con alcuni autori - Löwith, Habermas, Fukuyama, de Giovanni, Butler - che sui limiti del liberalismo classico si sono interrogati, ispirandosi variamente al pensiero politico hegeliano.

Strongmen

Nottetempo 2019

Disponibile in libreria  
POLITICA

17,00 €
L'intellettuale indiano Vijay Prashad ha invitato alcuni scrittori che vivono in importanti democrazie (Stati Uniti, India, Turchia, Russia, Filippine) a riflettere sull'elezione alla presidenza dei rispettivi paesi di leader populisti che stanno forzando le forme dell'esercizio democratico. Esiste un minimo comun denominatore tra Trump, Modi, Erdogan, Putin e Duterte, con la loro retorica della forza, il loro nazionalismo dilagante e il loro odio per il diverso? La velocità con cui il fenomeno si sta espandendo su scala mondiale ha inoltre indotto nottetempo a chiedere un contributo originale sul Brasile di Bolsonaro. Eve Ensler si insinua quindi sotto la pelle (e sotto la chioma...) del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Danish Husain ci racconta la storia del Primo Ministro indiano Narendra Modi. Burhan Sónmez rovista tra i particolari della carriera del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Ninotchka Rosca denuncia l'universo maschilista di Rodrigo Duterte, mentre Lara Vapnyar mette a nudo il sessismo di Vladimir Putin. Infine, Luiz Ruffato esplora la patina "mitica" di Jair Bolsonaro.

Élites. Le illusioni della democrazia

Michels Robert
GOG

Disponibile in libreria  
POLITICA

13,00 €
Un'antologia di scritti di quattro grandi pensatori del primo Novecento, sul tema - consunto e annacquato dalla retorica democratica - delle élites e dei rapporti tra governanti e governati. Di stringente attualità, i testi riuniti in questo libro saggiano i primi interrogativi sorti intorno al ruolo delle élites nelle società di ogni tempo. Dalle prime tesi di Mosca sulla classe politica e la minoranza organizzata fino alle critiche di Gramsci nei confronti della composizione del partito in Michels, passando per la teoria della circolazione delle élites di Pareto.

Come muoiono le democrazie

Levitsky Steven
Laterza 2019

Disponibile in libreria  
POLITICA

20,00 €
Ormai è raro che il potere venga conquistato attraverso un golpe militare o comunque con la forza. Quasi tutti i paesi tengono regolarmente elezioni. Le democrazie muoiono ancora, ma con altri mezzi. Dalla fine della Guerra Fredda a oggi, a determinare la morte di una democrazia non sono quasi mai generali e soldati, ma gli stessi governi eletti. Leader eletti hanno sovvertito le istituzioni democratiche in Venezuela, Georgia, Filippine, Nicaragua, Perù, Polonia, Russia, Sri Lanka, Turchia, Ucraina e Ungheria. Oggi il tracollo di una democrazia comincia nelle urne. Steven Levitsky e Daniel Ziblatt attraversano la storia recente per identificare i passaggi cruciali e le condizioni che si ripropongono, seppure in diverse declinazioni, ogni volta che una democrazia viene gradualmente trasformata in regime autoritario da un leader eletto Un processo messo in atto dall'interno delle istituzioni e con mezzi legali. Introduzione di Sergio Fabbrini.

Rapporto 2019. Democrazia degli...

Il Mulino 2019

Disponibile in 3 giorni

33,00 €
Nelle democrazie moderne la rappresentanza degli interessi collega la società civile al sistema politico. Tra l'una e l'altro scorrono continuamente il confronto e lo scontro degli interessi, siano essi materiali, ideali, generali, particolari, privati, collettivi, istituzionali, forti o deboli. Poiché il moto degli interessi è mutevole, il collegamento deve poggiare su fondamenta solide, costituite dall'abbandono dei vecchi pregiudizi e dalla costruzione di rapporti di fiducia reciproca tra società civile e pubbliche istituzioni. Il decimo Rapporto di italiadecide ha come obiettivo una proposta per disciplinare l'attività delle lobbies, a vantaggio tanto degli interessi privati quanto della decisione pubblica. L'idea di fondo è che la qualità della decisione politica possa migliorare attraverso l'apporto di conoscenze e competenze specialistiche da parte dei titolari di specifici interessi. Inserire la rappresentanza degli interessi nei circuiti della decisione politica in maniera virtuosa e trasparente costituisce una forma di democrazia diretta e può essere un'opportunità vitale per il buon funzionamento del sistema democratico. Il Rapporto propone i criteri sui quali dovrebbe basarsi una nuova legge sulla materia, secondo i principi generali della semplicità, della chiarezza, della conoscibilità.

Popolo ma non troppo. Il malinteso...

Mény Yves
Il Mulino 2019

Disponibile in libreria  
POLITICA

15,00 €
Disincanto democratico, disaffezione dei cittadini verso i governi, ritenuti colpevoli, assieme a partiti, élites e mercati di averli espropriati del loro potere. Ma il potere del popolo sovrano esiste davvero? In realtà, la democrazia effettiva che noi conosciamo - esito di un percorso storico che dal potere assoluto del re, con aggiustamenti continui, è giunto sino a noi - è un sistema di deleghe a cascata, complesso e faticoso. Se il popolo unico e univoco è un soggetto fittizio, il popolo concreto si rivela eterogeneo, contraddittorio e ingombrante per ogni regime e i movimenti che pretendono di incarnarlo, una volta al governo, non potranno che contenerne le spinte all'interno di un qualche sistema rappresentativo.

La società non esiste. La fine...

Guilluy Christophe
Luiss University Press 2019

Disponibile in libreria  
ANTROPOLOGIA SOCIALE

20,00 €
"La società non esiste": era il 1987 quando Margaret Thatcher pronunciò queste celebri parole che, da allora, sembrano aver preso le sembianze di una profezia. La classe media, che ha assistito negli anni alla secessione delle élite - il "mondo alto" che ha abbandonato il bene comune facendo sprofondare i paesi occidentali nel caos -, si trova ora relegata ai margini del sistema economico, sociale e culturale. Delegittimati, sottorappresentati, costretti a vivere lontano dalle metropoli e, di fatto, dagli occhi e dal cuore di una classe dominante che non ne ha più bisogno, i ceti medi impoveriti possono trasformarsi in una pentola a pressione dove risentimento, frustrazione e rabbia rischiano di diventare qualcosa di ancora peggiore. L'ondata populista che attraversa oggi il mondo occidentale è solo la punta dell'iceberg di un malcontento che potrebbe presto mettere il "mondo di sopra" di fronte a un'alternativa: tornare a far parte del movimento reale della società oppure scomparire.

La democrazia, percorsi di analisi

Russo Juan
Altravista

Disponibile in 3 giorni

21,00 €
Questo libro tratta il tema delle democrazie e delle cittadinanze. Da una parte le democrazie contemporanee sono diventate, in termini di ordine e di processo politico, progressivamente complesse; dall'altra, le differenze relative a tipi e qualità della democrazia danno luogo a una varietà di forme cittadine. In entrambi i casi sono richiesti svariati strumenti di analisi. Quanto contribuiscono i diversi approcci della scienza sociale alla comprensione delle democrazie e della cittadinanza? Nel libro si presta attenzione alla dinamica della democratizzazione, in particolare al consolidamento e al cruciale "processo di destituzione autoritaria", fondamentale per l'analisi delle democrazie di matrice conflittuale. Si esamina anche il contributo di approcci alternativi (capitale sociale, qualità democratica, istituzionalismo, ecc.) all'analisi delle democrazie contemporanee. Viene proposta una prospettiva autolimitata degli studi sulla qualità democratica, che parte dai problemi particolari che caratterizzano ogni democrazia nazionale. In questo senso, il libro si conclude con l'analisi di problemi e sfide che affrontano oggi le democrazie dell'Argentina e del Messico.

L'ingenuità della rete. Il lato...

Morozov Evgeny
Codice 2019

Disponibile in 3 giorni

27,00 €
La rivoluzione di twitter: se n'è parlato per le manifestazioni in iran nel 2009, per la cina subito dopo, poi per l'egitto: prima ancora che lo scontento dei cittadini, il grande protagonista delle proteste sembra essere stato il web. Evgeny Morozov però, in antitesi al cyber-ottimismo dilagante, spiega come anche governi tutt'altro che democratici usino le piattaforme digitali piegandole al loro fini. In Russia e in Cina, per esempio, gli spazi di intrattenimento online sono studiati apposta per spostare l'attenzione dei giovani dall'impegno e dalla partecipazione civile. Internet non è inequivocabilmente buona, insomma, e pensare alla rete come a un propagatore naturale di democrazia è fuorviante e pericoloso. Per garantire forme efficaci di cambiamento sociale è necessario rimanere calati solidamente nella realtà.

Memoria del male, tentazione del...

Todorov Tzvetan
GARZANTI 2019

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
Quale eredità ci ha lasciato il XX secolo? Da un lato ha fatto affiorare gli aspetti peggiori dell'essere umano. Ha visto la tragica affermazione del totalitarismo, con le sue due varianti, il nazismo e il comunismo, e gli errori di una democrazia pronta a usare le bombe atomiche contro i propri nemici o a intraprendere "guerre umanitarie" senza curarsi della contraddizione. Insieme con il male, il XX secolo ha però conosciuto anche il suo opposto. Alcuni individui dal drammatico destino e dall'implacabile lucidità hanno illuminato questa epoca oscura con il loro esempio e i loro scritti: Vassilij Grossman, Margarete Buber-Neuman, David Rousset, Primo Levi o Romain Gary hanno dimostrato che è possibile resistere al male.

Romanzo popolare. Costituzione e...

Cotturri Giuseppe
Castelvecchi 2019

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
Questa è la storia di una Costituzione democratica tra le più belle del mondo, aperta, inclusiva, progressiva, che fin dall'inizio parti delle classi dirigenti del Paese e forze politiche di maggioranza hanno osteggiato e disatteso, nel quadro di ferree determinazioni di ordine internazionale. Da quarant'anni, poi, governi contrapposti e occasionali hanno tentato di riformarla ciascuno a propria misura e vantaggio. Questa Costituzione però ha messo radici nel cuore degli italiani, in forze culturali e in movimenti di cittadini, che ne hanno sviluppato il disegno dando concretezza a quel che si deve intendere per sovranità popolare e interessi generali. Così dopo "la Repubblica dei partiti" si lotta ora per affermare una "Repubblica dei cittadini". Con l'espandersi di pratiche di cittadinanza attiva si sta formando una cultura del costituzionalismo dal punto di vista del cittadino comune che non poche proposte innovative ha già messo in campo.

Dissento dunque sono. Essere...

Deiana Giuseppe
Mimesis 2019

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
L'autodeterminazione e il dissenso sono forze della società democraticamente matura. Hanno preso forma nell'obiezione di coscienza e nella disobbedienza civile, con diversi esiti, spesso contradditori e alternativi - tra nobiltà e miseria, tra moralità e immoralità, tra diritti e doveri - nei vari campi, dal passato remoto al presente storico, dagli anni Settanta a oggi. Divorzio, servizio militare, sperimentazione sugli animali, interruzione volontaria della gravidanza, fecondazione medicalmente assistita, testamento biologico, vaccinazioni obbligatorie, politiche migratorie, consumo di droghe, ludopatia, ecc. Questi dieci temi concreti sono analizzati sotto diversi aspetti, teorico e pratico, normativo e politico, religioso e laico, facendo derivare dall'approccio descrittivo quello valutativo che riconosce ed esalta la forza nobile del dissenso non violento. Un laboratorio culturale e sociale per costruire innovative pratiche di uguaglianza, capaci di porre rimedio alla disumanizzazione della società. È anche su questo che si misura oggi il livello di civiltà di un paese, cioè sulla sua capacità di valorizzare il "pericolo" delle persone che obiettano, dissentono e disobbediscono per passione civile, coniugando pensiero critico e azione trasformatrice nella società che stiamo faticosamente costruendo in una prospettiva di consolidamento della democrazia sociale.

America al bivio. Alla ricerca...

Kalberg Stephen
Mimesis 2019

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
Questo libro intende offrire un contributo di qualità al dibattito sulla "crisi della democrazia americana". Richiamando e applicando il rigoroso approccio teorico-metodologico elaborato da Max Weber, l'autore descrive l'unicità dello spirito della democrazia che fin dalle origini ha animato la cultura politica americana. Secondo l'autore - impegnato anche in un confronto con Tocqueville - la sociologia storica weberiana consente meglio di superare le aporie che animano il dibattito odierno, mettendo a disposizione ipotesi esplicative e modelli teorici più potenti. Lo studio di Kalberg collega quindi il passato con il presente, nell'intento di verificare la tenuta della principale ipotesi del modello weberiano, per cui con il tempo, la sfera civica americana si sarebbe indebolita fino a svanire. La domanda è: oggi in America, esiste ancora quel fondamento valoriale dei meccanismi dell'autogoverno, che nei secoli passati era garantito dallo spirito della democrazia di matrice puritana?

Democrazia. L'invenzione degli...

Butti De Lima Paulo
Le Monnier Università 2019

Disponibile in 3 giorni

33,00 €
Con la traduzione dei testi di Aristotele nel Duecento, il termine greco «democrazia» è stato introdotto nella lingua latina ed è diventato un elemento centrale nella comprensione dei fenomeni politici moderni. L'introduzione di «democrazia» nel latino medievale e nelle lingue volgari ha permesso di designare con questo termine realtà del tutto diverse da quelle pensate in origine. Non solo si è cominciato a parlare di «democrazia» e di «democratico» per fenomeni e personaggi del mondo contemporaneo, ma si è denominato così il momento iniziale di vita politica, o certe realtà primitive, assai lontane da quelle della Grecia antica. Con l'età delle rivoluzioni e il mondo del socialismo, il termine ha assunto un ruolo polemico, prima di consolidarsi nell'ambito della riflessione politica tra Otto e Novecento. I continui tentativi di conferire nuovi significati al concetto di democrazia, fino al giorno d'oggi, mettono in evidenza il singolare percorso seguito da questo termine tra i vocaboli politici di origine antica, in un processo ininterrotto di 'invenzione degli antichi' - di costruzione della tradizione e di definizione dell'eredità politica. Questo volume permette di capire la costruzione ideologica di una continuità democratica pensata come europea o occidentale.

Per un nuovo umanesimo. Come ridare...

Ciotti Luigi
Solferino 2019

Disponibile in libreria  
CRISTIANESIMO

9,90 €
Il diametro della terra è di 13.000 chilometri, e ne abbiamo già oltre 14.000 occupati da muri, filo spinato, barriere che non risolvono, ma anzi aggravano i problemi. I muri, inoltre, non sono solo quelli fatti con il cemento e i mattoni, ma quelli delle menti, delle visioni, delle paure. Oggi l'Europa dei muri sta soffocando la sua antica identità, ha smarrito il suo fine e il suo ideale, mentre l'Unione corre il grave rischio di disintegrarsi e lo Stato democratico è in crisi tra contraddizioni del sovranismo, impoverimento diffuso ed emergenza economica e criminale. Cosa si può fare per invertire una deriva così pericolosa? Occorre ricostruire anzitutto la nostra identità di italiani ed europei, sconfessando la sua negazione da parte della globalizzazione neoliberista e abbattendo i muri alzati dal sovranismo populista. Come? Attraverso un nuovo umanesimo che orienti le differenze e crei un rinnovato ideale. Don Luigi Ciotti e il filosofo Vittorio V. Alberti firmano un saggio-manifesto in cui spiegano la necessità di un programma educativo, sistematico e a lungo termine volto a rianimare l'ideale europeo, che parta da scuole e università per ricucire la società.

Perché il populismo fa male al...

Sorge B.
Terra Santa 2019

Disponibile in 3 giorni

14,00 €
«L'equivoco di fondo del populismo sta nel ritenere che la maggioranza parlamentare si identifichi con il popolo tutto intero, legittimando il comportamento trasgressivo dei leader eletti, che ambiscono a conquistare spazi di potere sempre maggiore. Occorre prendere posizione con coraggio su una serie di sintomi, espliciti indicatori di un cancro della nostra democrazia». Da questa forte provocazione prende le mosse la riflessione di un grande protagonista e testimone della storia politica italiana, che con sguardo lucido lancia un allarme sulle derive istituzionali in atto nel nostro Paese, in Europa e nell'intero Occidente. Pungolato dalle domande di Chiara Tintori, padre Sorge denuncia la superficialità con cui l'attuale politica, ossessionata dal consenso, affronta problemi complessi - immigrazione, povertà, disoccupazione - evitando di indagare, con la necessaria competenza, le radici profonde dei mali che affliggono la società italiana. L'antidoto al populismo è per i due autori un "popolarismo" moderno, certamente ancora ispirato all'Appello ai liberi e forti di don Sturzo (1919) - che con straordinaria lungimiranza aveva posto i fondamenti di una "buona politica" e di una "laicità positiva" -, ma capace di declinarsi oggi nelle nostre società multiculturali e multireligiose.

Il destino dell'Occidente. Come...

Emmott Bill
Marsilio 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

18,00 €
Per lungo tempo l'Occidente ha rappresentato l'idea politica di maggior successo, grazie alla quale è stato possibile conseguire livelli di stabilità, pace e progresso impensabili in epoche precedenti. Oggi quest'idea è oggetto di pesanti minacce, non dall'esterno ma dall'interno. L'Occidente paga infatti lo scotto di una grave mancanza: aver smesso di garantire ai suoi cittadini quello che si aspettano dai propri governi - equità, prosperità e sicurezza. Si spiega così l'emergere di personalità e forze politiche che incarnano valori assolutamente antioccidentali. Valori che rischiano di distruggere le conquiste faticosamente raggiunte finora. Di fronte all'instabilità globale e alle tensioni economiche sembra che la reazione immediata sia chiudere i confini e far ricorso al nazionalismo xenofobo. Ma non è ancora troppo tardi per invertire questa tendenza. Bill Emmott esorta a resistere lasciando aperte la mente e le frontiere. Per più di cento anni filosofi e statisti hanno predetto la fine dell'Occidente che ha invece dimostrato flessibilità, capacità di adeguarsi ai cambiamenti e di evolversi. Se l'idea di Occidente prevarrà, dovremo perseguire con maggiore convinzione i suoi valori fondanti e tenere a mente un punto essenziale: senza apertura, l'Occidente non può prosperare; senza uguaglianza, non può durare.

La democrazia e i suoi limiti

Cassese Sabino
Mondadori 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

13,00 €
Dopo aver sanato le ferite delle guerre e dei totalitarismi del XX secolo, la democrazia appare oggi fragile e vulnerabile mentre i suoi valori sembrano perdere forza e significato: ne sono prova le difficoltà crescenti dell'integrazione europea, il dilagare dei populismi, la contestazione delle élite, la Brexit, la sorprendente elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Ma come funziona la democrazia? Come opera concretamente nella vita dello Stato, in relazione alle altre componenti dei poteri pubblici, in conflitto con la giustizia, l'autorità, l'efficienza, nella teoria e nella pratica del governo? Sono queste alcune delle domande a cui risponde Sabino Cassese, analizzando l'interazione tra l'elemento democratico dei sistemi politici contemporanei e gli altri elementi che compongono lo Stato, nonché tra la democrazia nazionale e gli ordini giuridici sovranazionali.

Populismo progressivo. Una...

Serra Pasquale
Castelvecchi 2018

Disponibile in 3 giorni

22,00 €
Rivendicando la propria essenza intimamente nazional-popolare, il populismo latinoamericano rappresenta, oggi, un punto di riferimento ineludibile per l'Europa e per il suo pensiero politico. Muovendo dalla contrapposizione di Gino Germani tra fascismo europeo e populismo argentino, Serra scorge nei movimenti nazionalpopolari che animano la vita politica latinoamericana materiali fondamentali per tematizzare la drammatica crisi della rappresentanza democratica europea e per pensare una via d'uscita "progressiva" a tale crisi. Analizzando il dibattito argentino su Gramsci e le originali posizioni di Ernesto Laclau, l'autore ci fa capire come sorga dal cuore stesso della crisi europea l'esigenza di comprendere il populismo sudamericano, e di confrontarsi criticamente con esso.

La democrazia non esiste. Critica...

Odifreddi Piergiorgio
Rizzoli 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

18,00 €
La democrazia è una religione laica che identifica le proprie basiliche nei palazzi del potere, la curia nel governo, gli ordini nei partiti, il clero nei politici, le prediche nei comizi, le messe nelle elezioni, i fedeli negli elettori, i confessionali nelle cabine elettorali e i segni della croce nel voto. Ma, come in tutte le religioni, dietro alle colorite e folcloristiche apparenze dei riti e delle cerimonie, che distraggono e attraggono i cittadini, si nascondono le fosche e losche realtà dell'uso e dell'abuso del potere, che ammaliano e corrompono i politici. Piergiorgio Odifreddi dedica questo libro a svelare le contraddizioni nascoste e le distorsioni lampanti della democrazia. Inizia sezionando con il bisturi della logica concetti come la Cittadinanza (perché mai la può avere il discendente di un coevo di Cavour, ma non chi frequenta oggi le scuole in Italia?) e lo Stato, in quanto area racchiusa in confini spesso discutibili e non democratici, nel senso di non accettati dal popolo, come ha dimostrato il recente esempio della Catalogna. Prosegue poi con la Costituzione e i tentativi di manipolarla, i Diritti e i diversi modi di intendere il "dovere" e il "volere", e i Candidati, candidi solo nel nome, per approdare alle odiatissime Tasse imposte dallo Stato Vampiro. Il libro procede con luciferina chiarezza per parole chiave, analizzando minuziosamente la democrazia e le istituzioni. È quindi un utile strumento per imparare a ragionare politicamente e a formulare domande indiscrete, a partire da quella primordiale: siamo cittadini di un sistema democratico e palese, o sudditi di un regime totalitario e invisibile?

Ai confini della democrazia....

Greblo Edoardo
Meltemi 2018

Disponibile in 3 giorni

18,00 €
Il presidio dei confini è un aspetto essenziale della sovranità degli Stati moderni. Ogni società che assuma la forma dello Stato-nazione crea il proprio "altro" da sé e istituisce le proprie regole di inclusione e di esclusione. Anche lo Stato democratico ha bisogno di confini, perché è il sistema della rappresentanza ad averne bisogno: occorre pur sempre sapere quale entità democratica è responsabile e nei confronti di chi. Eppure, il principio democratico di autodeterminazione può servire a giustificare una politica di restrizione della mobilità umana solo a condizione di aderire ai principi universalistici dei diritti umani. Questo libro cerca di comprendere a quali condizioni i confini potrebbero essere considerati legittimi e giustificabili.

Contro la democrazia

Brennan Jason
Luiss University Press 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

24,00 €
È stato detto che la democrazia sia la peggior forma di governo, ad eccezione di tutte le altre fin qui sperimentate. Ma se la concezione relativistica dei regimi democratici come "male minore" appare in molte analisi e teorie moderne, da Machiavelli a Sartori, passando per Weber e Schumpeter, nessuno prima di Jason Brennan aveva sottoposto a un processo altrettanto spietato la "miglior forma di governo possibile". A giudicare dai risultati, infatti, il regime che dovrebbe garantire a tutti i cittadini il diritto di essere guidati da leader competenti e capaci di prendere decisioni ponderate, somiglia troppo spesso al regno dell'irrazionalità e dell'ignoranza: molti elettori compiono le loro scelte sulla base dell'emozione o del pregiudizio, non conoscendo neanche, in numerosi casi documentati, la forma di governo vigente o addirittura i nomi dei leader in carica. Inoltre, come dimostra Brennan, che rivolge la sua critica sia alla democrazia rappresentativa che a quella deliberativa, la partecipazione politica tende a rendere le persone peggiori - più irrazionali, arrabbiate e cariche di pregiudizi. Quale alternativa abbiamo, allora? Come superare gli inconvenienti della democrazia se non vogliamo esporci ai rischi che comporterebbe la concentrazione del potere nelle mani di pochi? La proposta di Brennan è di sperimentare una forma di governo "epistocratica" che sia compatibile con parlamenti, elezioni e libertà di parola, ma distribuisca il potere politico in proporzione a conoscenza e competenza. Prefazione di Sabino Cassese. Con un saggio di Raffaele De Mucci.

Un paese senza leader. Storie,...

Fontana Luciano
Longanesi 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

16,90 €
Partiti che si sgretolano, gruppi politici allo sbando e leader che nel giro di pochi mesi compiono un'inarrestabile ascesa e una rovinosa caduta: nei venticinque anni della Seconda Repubblica gli italiani hanno vissuto il crollo di tutti i tradizionali fronti politici. Dal suo osservatorio privilegiato di direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana coglie le tensioni generate da queste dinamiche e, con l'aiuto delle irriverenti vignette di Giannelli, traccia una panoramica dell'attuale politica italiana: gli errori della sinistra e la scissione del PD; la temporanea caduta di Berlusconi, la sua rinascita e le nuove spinte del Centrodestra; l'irrompere sulla scena dei nuovi esponenti del M5S e la svolta nazionalista della Lega Nord. In un'analisi a tutto campo, e con retroscena e ritratti dei protagonisti che ha conosciuto «da vicino» (da Berlusconi a Renzi, da Salvini a Grillo e Di Maio, da D'Alema a Veltroni e Prodi), Fontana si chiede se sia possibile ricostruire una classe dirigente all'altezza della situazione. E soprattutto se ci sia oggi un leader che sappia eliminare odi e rivalità per mettersi davvero al servizio del nostro Paese.

Governance. Il management totalitario

Deneault Alain
Neri Pozza 2018

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POLITICA

16,00 €
Nell'ultimo quarto del XX secolo per descrivere e regolamentare il funzionamento delle organizzazioni e delle strutture aziendali i teorici delle imprese ricorrono a un termine che, sin dal lontano XVI secolo, era un semplice sinonimo di governo: «governance». All'inizio degli anni Ottanta il termine viene introdotto nella vita pubblica col pretesto di affermare la necessità di una sana gestione delle istituzioni dello Stato e diventa il «grazioso nome» di una gestione neoliberale dello Stato, caratterizzata da deregulation e privatizzazione dei servizi pubblici. Negli anni successivi attraverso questo sintagma si fa strada quello che qualcuno ha definito un vero e proprio «colpo di stato concettuale». La governance infatti non è soltanto un termine che indica la necessità di adattare le istituzioni alle necessità e ai desiderata dell'impresa, ma qualcosa di molto più rilevante. È un'espressione volutamente indeterminata che esprime la nuova arte della politica «senza governo», senza quella pratica, cioè, che presuppone una politica dibattuta pubblicamente. Strappato il vecchio contratto sociale alla base di ogni «governo», la governance inaugura «l'età felice» - per tecnocrati, finanzieri e imprese - della contrattazione plurale, una mutazione che promuove «il management d'impresa e la teoria della tecnica aziendale al rango di pensiero politico». Nelle pagine di questo libro Alain Deneault mostra le conseguenze di questa radicale trasformazione della gestione governativa: la politica muore e si muta in «un'arte della gestione» in quanto tale, priva di ogni registro discorsivo. «Nessuna agorà è richiesta per discutere del bene comune». E questo fenomeno è «tristemente corroborato dalla monotonia del discorso politico e dalla mediocrità dei partiti politici di governo». La «mediocrazia» diventa l'orizzonte stesso del ceto politico.

La democrazia del narcisismo. Breve...

Orsina Giovanni
Marsilio 2018

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POLITICA

17,00 €
Fino a pochi anni fa l'ascesa del populismo veniva interpretata quasi esclusivamente alla luce della crisi finanziaria. Ma se l'economia è tornata a crescere e il peggio sembra passato, perché i cosiddetti «partiti del risentimento» continuano a raccogliere consensi? Siamo forse di fronte all'epilogo di una storia che ha origini più profonde? Giovanni Orsina cerca queste origini all'interno della democrazia, ragionando sul conflitto tra politica e cittadini che ha segnato gli ultimi cento anni. Se alcune fasi di quel rapporto - il connubio inedito tra massa e potere a partire dagli anni trenta, la cesura libertaria del Sessantotto - sono comuni a tutto l'Occidente, Orsina individua la particolarità del caso italiano nella stagione di Tangentopoli. Il sacrificio simbolico di un'intera classe di governo conclude la repubblica dei partiti e allo stesso tempo inaugura un venticinquennio di antipolitica...

Popolocrazia. La metamorfosi delle...

Diamanti Ilvo
Laterza 2018

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POLITICA

15,00 €
Il populismo è comparso e compare sempre in periodi di forti incertezze, di momenti traumatici, di fasi di crisi. Crisi economiche, sociali, culturali. E, soprattutto, crisi politiche quando rientrano nell'ambito dell'eccezionale, dell'inatteso, dell'imprevisto, dell'inedito: la delegittimazione dei governanti, delle istituzioni, delle regole e delle norme in vigore, delle abituali procedure di mediazione. È su questo terreno che i populisti possono prosperare, dipingendo un quadro apocalittico del presente e proponendo il ritorno a un passato favoleggiato o facendo intravedere un futuro radioso. Sono contemporaneamente i prodotti di queste crisi e i loro creatori. Come sta rispondendo la democrazia a tutto questo? Ahimè inglobando elementi di populismo: adeguando gli stili e il linguaggio politico, i modelli di partito, le scelte e le strategie di governo. In una parola, sta trasformando se stessa in una popolocrazia.

Vivere la democrazia

Rodotà Stefano
Laterza 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

15,00 €
I diritti, quelli individuali e sociali, sono la misura della qualità di una società. È su questo principio che Stefano Rodotà ha costruito la sua vita di studioso, di politico e di intellettuale pubblico. Lo sviluppo della tecnica e i rischi di disumanizzazione della vita, la dignità umana, l'impatto delle nuove tecnologie sull'esistenza delle generazioni presenti e future, la questione dei beni comuni, il diritto al cibo, l'identità in Rete: su questo si riflette e si discute pagina dopo pagina in questo libro. Oltrepassando la prospettiva strettamente legata al diritto positivo, Rodotà riflette all'interno di visioni che hanno una natura culturale e morale. Non a caso al centro pone sempre la persona umana, la sua dignità, il valore della solidarietà. In questo nostro tempo di tumulto, come lo definisce l'autore, «i principi guida devono essere ricercati in una dimensione irriducibile all'economia, prendendo le mosse dal sistema complessivo, fondato sul riconoscimento primario contenuto nell'articolo 1 della Carta dei diritti: La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata».

La paura e la ragione. Il collasso...

Snyder Timothy
Rizzoli 2018

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POLITICA

26,00 €
Dopo il crollo dell'Unione Sovietica e dei regimi comunisti europei abbiamo pensato che la vittoria della democrazia fosse definitiva e che il nuovo millennio avrebbe portato con sé un futuro di pace mondiale. Non è andata così. Dalla Russia di Putin, l'autoritarismo si sta espandendo in Europa e in America e, oggi, l'Occidente assiste a un impensabile ritorno di tendenze nazionaliste e populiste la cui origine è da ricercarsi nel collasso delle istituzioni democratiche. In questo suo nuovo libro, Timothy Snyder spiega i motivi che hanno provocato il crollo della democrazia in Russia. Nell'epoca dei social network e delle fake news non è stato difficile per bot e troll pilotati da Mosca influenzare le opinioni pubbliche facendo leva sul malessere serpeggiante in una società disillusa dall'economia in crisi. Dall'invasione dell'Ucraina all'annessione della Crimea, dalla Brexit alla manipolazione delle elezioni americane ai bombardamenti in Siria, Snyder ripercorre i principali eventi che in questo decennio hanno condotto allo stallo delle democrazie, convinto che la paura di un ritorno ai genocidi di cui siamo stati testimoni nel passato possa essere sconfitta solo dalla ragione della società liberale fedele ai principi di uguaglianza e solidarietà. Perché «l'individualità, la resistenza, la collaborazione, la novità, l'onestà e la giustizia non sono semplici luoghi comuni o preferenze, bensì fatti della storia».

Sull'orlo del caos. Rimettere a...

Moyo Dambisa
EGEA 2018

Disponibile in 3 giorni  
CRISI ECONOMICA

22,00 €
La democrazia liberale, il più grande motore di crescita della storia, lotta oggi per superare ostacoli economici senza precedenti: dall'invecchiamento della popolazione alla scarsità di risorse a un indebitamento insostenibile. Vincolate da un pensiero a breve termine e da dogmi ideologici, le odierne democrazie rischiano di rimanere vittime del nazionalismo e del protezionismo che ci consegneranno irrimediabilmente a un tenore di vita in declino. In questo saggio, Dambisa Moyo ci mostra perché la crescita economica è essenziale per la stabilità globale e per quale ragione, oggi, le democrazie liberali non sono più in grado di generarla. Non dobbiamo tuttavia rassegnarci a imboccare una direzione che si allontani dalla democrazia. Piuttosto, dobbiamo riformare radicalmente la democrazia stessa. Solo grazie a una sostanziale riconversione del capitalismo democratico l'economia potrà riprendere a crescere e la democrazia riuscirà a sopravvivere al ventunesimo secolo.

Venti di protesta. Resistere ai...

Chomsky Noam
Ponte alle Grazie 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

16,00 €
La situazione globale è tremendamente confusa. Forse mai nella storia è stato così difficile comprendere ciò che sta accadendo, dove si stia andando. Per fortuna, è davvero il caso di dirlo, c'è Noam Chomsky: la sua voce, sempre pacata ma anche capace di stoccate formidabili, è un toccasana, una ventata di razionalità nel frastuono insensato che sembra circondarci. Nelle dodici interviste raccolte in questo volume, il grande linguista ci guida fra i temi più importanti del nostro presente: il terrorismo internazionale, l'ascesa delle destre populiste di qua e di là dall'Atlantico, la sempre convulsa situazione del Medio Oriente, il dramma dei profughi e l'«invasione» che starebbe subendo l'Europa... Senza mai atteggiarsi a «vecchio saggio» o a «maestro», Chomsky ci invita a usare la nostra intelligenza per capire il mondo di oggi (come solo i veri Maestri sanno fare) e per decidere cosa vogliamo per il mondo, ormai a rischio, del futuro. Perché, come sempre, è da noi che dipende. Vale la pena di fermarsi ad ascoltarlo.

Assemblea

Negri Antonio
Ponte alle Grazie 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

28,50 €
I movimenti «senza leader» a livello globale - da Gezi Park e Piazza Tharir a Occupy Wall Street, da Black Lives Matter agli Indignados a Ni Una Menos - hanno contestato le politiche governative e alle volte rovesciato regimi, ma senza riuscire ad attuare un cambiamento duraturo. Come realizzarlo? Dopo "Impero, moltitudine e comune", Hardt e Negri individuano nell'assemblea la capacità di ripensare la democrazia e realizzare il «comune» superando la proprietà privata. «Assemblea» indica sia una forma di riunione e decisione politica sia la catena di montaggio contemporanea, l'assembly line del capitalismo cognitivo che oggi compie la «produzione e la riproduzione sociale»; sia il luogo di contestazione sia lo spazio di organizzazione positiva di forme produttive e sociali alternative. Attraverso le tre figure di Efesto, Dioniso ed Ermete, gli autori descrivono il nuovo «Principe» della moltitudine, in grado di modificare il reale dal punto di vista politico ed economico: i movimenti «senza leader», infatti, non solo hanno già ripensato un'idea forte e innovativa di democrazia oltre la rappresentanza, ma sono stati anche in grado di prefigurare una vera e propria «impresa» economica capace di organizzare in modo autonomo la produzione e la distribuzione di ricchezza a prescindere dai dettami che il capitalismo impone.

La crisi dei partiti e la...

Lagrotta Ignazio
Cacucci 2018

Disponibile in 3 giorni

22,00 €
Il lavoro verte su di un tema classico e centrale per la scienza del diritto pubblico e costituzionale, ossia come il sistema politico incide sulla democrazia nella sua effettività. I partiti tradizionali non esistono più e quelli esistenti sono spesso al di fuori del perimetro tracciato dagli artt. 49 e 18 della Costituzione. Non sono più il luogo del confronto e dell'elaborazione del progetto di società ma nella migliore delle ipotesi cartelli elettorali utilizzati per accedere alle cariche pubbliche attraverso scelte poco trasparenti e sempre meno inclusive. I cittadini si identificano sempre meno nell'attuale sistema partitico e sono poco disposti ad impegnarsi nelle loro attività; purtuttavia i partiti sono ancora gli strumenti per raggiungere il controllo delle istituzioni. Studiare i percorsi che caratterizzano la parabola dei partiti politici in Italia e in Europa e in prospettiva le ipotesi di regolamentazione della loro disciplina giuridica consente una riflessione sulla democrazia del presente e del futuro. Il "vuoto" sempre più avvertito tra politica e democrazia popolare sarà colmato, il tema è capire se e come i partiti sapranno assolvere a questa funzione.

Cercando la democrazia. Dalla...

Musso Bruno
Il Nuovo Melangolo 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

18,00 €
Nella seconda metà del secolo scorso le democrazie avanzate raggiunsero il più alto livello di benessere, diritti ed equità distributive. L'obbiettivo era divenuto realizzabile grazie al sistema capitalistico che attraverso il mercato programmava e controllava la produzione, ottenendo l'aumento del reddito di dieci volte e la riduzione dell'impegno lavorativo a un terzo. Questa evoluzione virtuosa si è fermata verso la fine del secolo scorso e tutte le democrazie hanno infatti smesso di crescere, mentre si riducevano diritti e libertà e aumentavano le sperequazioni; il fenomeno tuttora in corso non è congiunturale, come si cerca di far credere, ma strutturale e questo lavoro si sforza di identificarne le principali ragioni: chiarimento propedeutico al superamento dell'emergenza.

Popolo vs democrazia. Dalla...

Mounk Yascha
Feltrinelli 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

18,00 €
Negli ultimi anni sembra che la politica abbia subito un'inquietante accelerazione. Nei paesi in cui l'adesione di tutti i cittadini al sistema di valori della democrazia era considerata un'ovvietà, il consenso per i partiti di estrema destra e per i populismi aumenta a ogni tornata elettorale. Per di più, la degenerazione del discorso politico è sopravvissuta alla fine della crisi economica. In Europa e negli Stati Uniti, infatti, sono chiari i segni della ripresa eppure la richiesta di costruire muri, di respingere i flussi migratori, di ripristinare misure protezionistiche è sempre più forte da parte dei cittadini. Il legame tra liberalismo e democrazia, spiega Yascha Mounk, non è più così indissolubile come credevamo. Siamo entrati in una nuova era politica, con la quale chi ancora crede nella sovranità del popolo in democrazia dovrà fare i conti. Come dimostra l'elezione di Donald Trump, la divaricazione della cultura dei diritti dal sistema della partecipazione democratica è possibile. Mentre le istituzioni si riempiono di milionari e tecnocrati, i cittadini conservano i propri diritti civili e le proprie libertà economiche, ma vengono esclusi dalla vita politica. D'altra parte, il successo di Orbán in Ungheria, di Erdo?an in Turchia e di Kurz in Austria è il segno di una democrazia che si priva sempre più della capacità di garantire diritti ai propri cittadini e si trasforma in una tirannia della maggioranza.

Come la crisi economica cambia la...

Morlino Leonardo
Il Mulino 2018

Disponibile in 3 giorni

19,00 €
Quali sono le conseguenze politiche della Grande Recessione del 2008-14? Come la crisi economica ha influenzato le nostre democrazie che si sono radicalizzate? I casi più significativi, perché maggiormente toccati dalla crisi, sono il Portogallo, la Spagna, l'Italia e la Grecia. Per essi risulta particolarmente efficace l'analisi della partecipazione e della competizione rispetto ai tre canali principali che caratterizzano il rapporto tra cittadini e istituzioni: partiti, movimenti sociali e interessi. Inevitabilmente, quindi, l'attenzione si concentra sui partiti di protesta (Syriza e Alba Dorata in Grecia, Movimento Cinque Stelle e Lega in Italia, Podemos e Ciudadanos in Spagna, Livre e Partido da Terra / Partido Democràtico Republicano in Portogallo). Il meccanismo centrale che spiega i diversi percorsi è l'impatto catalizzatore della crisi che trasforma alcune condizioni di fondo già esistenti, mentre la radicalizzazione porta paradossalmente a un più forte ruolo dei leader partitici che hanno la responsabilità di governare.

Per un populismo di sinistra

Mouffe Chantal
Laterza 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

15,00 €
La globalizzazione e le politiche neo-liberali sono state viste negli ultimi anni, dai partiti politici di destra e da quelli di sinistra, come un destino ineluttabile da accettare. Non è stato lasciato nessuno spazio ai cittadini per scegliere tra progetti politici realmente differenti: il loro ruolo è stato ristretto all'approvazione delle politiche 'razionali' elaborate dagli esperti. Ma nel 2008 la crisi ha fatto emergere in maniera dirompente le contraddizioni del modello neoliberale: a partire da quel momento, l'egemonia dell'establishment è stata messa in discussione da una varietà di movimenti anti-sistema, con radici sia a destra che a sinistra. Rispetto a questa congiuntura storica e politica in cui assistiamo in tutta l'Europa al crollo dei partiti di sinistra e alla crescita dei partiti populisti di destra e dell'astensionismo, Chantal Mouffe si pone in modo del tutto nuovo. Si chiama fuori dall'annosa discussione sulla vera natura del populismo e mette i piedi nel piatto: il populismo è un nuovo soggetto politico e probabilmente ha molto da dire alla sinistra.

Le divergenze parallele. L'Italia:...

Bordignon
Laterza 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

15,00 €
Le elezioni del 4 marzo 2018 si sono svolte nel segno delle divergenze. Fra il vecchio e il nuovo. Il popolo e l'establishment. Lega e M5s sono le due forze politiche uscite vincenti. Due soggetti e due identità divergenti che però viaggiano e muovono nella stessa direzione perché 'divergono' da nemici comuni. Non solo e non più la casta ma l'establishment politico, istituzionale, economico, finanziario. A loro basta distinguersi, distanziarsi, anzi: dissociarsi da tutti gli altri, Per questo è sufficiente un contratto che non delinei un sistema di valori, ma solo un accordo su temi e obiettivi specifici sui quali convergere, anzi divergere rispetto a 'tutti gli altri'. Entrambi coesi nello sfidare la democrazia rappresentativa in nome della democrazia diretta. Anzi: immediata.

Ludocrazia. Quando il gioco...

Sgueo Gianluca
EGEA 2018

Disponibile in libreria  
ANTROPOLOGIA SOCIALE

16,00 €
Punti, classifiche, preferenze, una grafica accattivante e una struttura semplice: partecipare a Rousseau, la piattaforma digitale del Movimento 5 Stelle attraverso cui i cittadini possono avanzare proposte ed esprimere le loro candidature, ricorda da vicino un videogioco. A Mosca, Madrid e Barcellona chi ha una proposta per migliorare la città la condivide online: se riceve abbastanza "like" può vedere la propria idea realizzata, vincere due biglietti per il teatro o addirittura essere invitato a fare colazione con il sindaco. In Australia, nel 2014, il Dipartimento nazionale di statistica, per sensibilizzare la popolazione sul proprio lavoro, ha studiato un vero e proprio videogioco che consente di cimentarsi alla guida di un centro urbano immaginario, utilizzando però dati presi dalla realtà. È la gamification: l'applicazione delle dinamiche proprie dei videogiochi in contesti non ludici, una tecnica sviluppata nel marketing e oggi in rapida diffusione in ambiti diversi, dalla comunicazione politica al giornalismo, passando per le attività di lobbying e di governo. Ma cosa succede quando i cittadini si rendono conto che dietro le dinamiche di gioco si nasconde il tentativo di educarli o spingerli a prendere decisioni per il bene della collettività cui appartengono? Fino a che punto è eticamente ammissibile per un regolatore pubblico investire sui giochi? Che cosa accade a chi non gioca? Questo libro esplora il potenziale, e descrive i limiti, dell'uso della gamification nel settore pubblico, provando a immaginare come potrebbe trasformarsi l'esercizio del potere in un futuro a noi vicino, con le sue promesse ma anche con i suoi rischi.

La fine della democrazia?

Rougier Louis
Oaks Editrice 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

18,00 €
Il pensiero politico di Rougier è fortemente pragmatico, basato non su principi eterni e immutabili ma su quello che, al momento, sembra funzionare meglio. Oggi la democrazia sembra non funzionare affatto. Essa, dopo quasi tre secoli, non attira più consenso né sacrifici, e ricorda che la vita non è fatta di principi astratti ma di forti passioni e di lotte concrete. Prefazione di Alain de Benoist.

Democrazia avvelenata

Di Nuoscio Enzo
Rubbettino 2018

Disponibile in 3 giorni

13,00 €
Le democrazie contemporanee non godono di buona salute. Già minacciate dal progressivo indebolimento della politica prodotto dalla spietata competizione globale, oggi devono fare i conti con un nuovo spettro: diventare la "democrazie del pubblico". Nella società dei nuovi media i cittadini rischiano di trasformarsi in un "pubblico" sempre più passivo, acritico, influenzabile, con scarse possibilità controllare le informazioni, senza occasioni di confronto critico, piuttosto istintivo nei giudizi e quindi con basse difese immunitarie per difendersi dalle tante forme di manipolazione e da populisti e imbonitori sempre in agguato, soprattutto nei momenti di crisi. Contro tale preoccupante degenerazione, questo volume propone una difesa filosofica, storica, sociologica ed economica della democrazia, intesa come "società aperta", fondata sulla discussione critica, che trova le sue origini nella filosofia greca e nella tradizione cristiana. Per far fronte alle sfide del terzo millennio, è questa la tesi degli autori, la democrazia ha bisogno di una articolazione poliarchica, di istituzione inclusive, di uno Stato in grado di regolare i processi economici e di garantire le libertà dai nuovi nemici e i diritti sociali dalle nuove disuguaglianze. Per le sorti della democrazia diventa inoltre decisivo che il cittadino democratico, soprattutto attraverso gli studi umanistici, acquisisca quella capacità critica e quella autonomia di giudizio che rappresentano gli anticorpi necessari affinché il "demos" non sia declassato a "pubblico" e la "democrazia dei cittadini" possa trovare nuovo slancio nel mondo globalizzato.

La democrazia del nostro scontento....

Franchi Maura
Carocci 2018

Disponibile in 3 giorni

19,00 €
Se il 1989 è stato l'anno delle speranze, il 2016 è stato l'anno delle delusioni. Il libro esplora le connessioni tra i molti fatti che sono intervenuti a cambiare il mondo: l'ascesa della Cina, la rivoluzione tecnologica, la globalizzazione, il crollo della classe media nei paesi occidentali, l'esplosione delle diseguaglianze. La democrazia, che dovrebbe rappresentare la forma per eccellenza dell'inclusione sociale, è appesantita da una grande stanchezza. Il progetto di democrazia liberale è sfidato dalla globalizzazione ancor prima che dai populismi. Che cosa resta della partecipazione, una qualità intrinseca della democrazia? Il viaggio per esplorare il diffuso scontento si dipana tra due date simboliche. Il 1989, con la caduta del muro di Berlino, aveva rappresentato l'apertura verso un mondo senza confini; il 2016, con il referendum sulla Brexit e l'elezione di Trump, ha indicato una svolta nella direzione opposta e ha fatto emergere la voragine di delusione e di rancore che attraversa le società occidentali. Il volume colleziona gli appunti di questo viaggio nel presente, alla ricerca delle interconnessioni in grado di unire fatti apparentemente distanti.

Deficit democratici. Cosa manca ai...

Pasquino Gianfranco
Università Bocconi Editore 2018

Disponibile in libreria  
POLITICA

16,50 €
Tutte le democrazie si dotano di istituzioni per consentire la partecipazione del popolo (demos) al potere (kratos). Tutte cercano un equilibrio fra la rappresentanza delle preferenze, delle identità, degli interessi dei cittadini e la capacità dei governi di prendere decisioni coerenti con tale rappresentanza. Nessuna democrazia è in grado di evitare momentanei deficit di rappresentanza e di decisionalità, ma tutte, anche quelle deficitarie, dispongono di possibilità di apprendimento e di (auto)correzione. Un pluralismo aperto alla competizione costringe alla responsabilità e alla ricerca di correttivi. I leader saranno obbligati a spiegare e giustificare quello che hanno fatto, non fatto, fatto male. Questo succederà più spesso se i cittadini supereranno i loro deficit di interesse e di partecipazione al voto. Chi si astiene contribuisce al deficit democratico. In una fase in cui l'antipolitica dilaga, riverita e alimentata dalla comunicazione, è tempo di denunciare che deficit profondi si annidano in una pluralità di associazioni corporative che generano società "incivili". I deficit democratici abitano anche nella società. Dobbiamo criticarli con lo stesso vigore e rigore che rivolgiamo alla politica. I deficit sono come gli esami: non finiscono mai. Ma come gli esami possono essere superati da chi ne sa abbastanza. Questo libro è dedicato a chi desidera passare gli esami e colmare i deficit.

Città e democrazia. Per una critica...

Olmo Carlo
Donzelli 2018

Disponibile in 3 giorni

27,00 €
Il rapporto tra città e democrazia segna la storia dell'umanità, almeno per quella parte che si riconosce nelle sue matrici greche e giudaiche. Lo segna sino a oggi. Una storia in cui le due parole hanno assunto nel tempo significati diversi, sino ad arrivare a divergere. La parola «democrazia» conosce una crisi legata alla perdita di rapporto con lo spazio e con il limite, concetti che erano a fondamento di altri due termini chiave: rappresentanza e cittadinanza. La parola «città» ha mutato i significati di luoghi topici della democrazia, come la piazza e, per la storia della modernità, i luoghi dell'industria, svuotati e diventati un problema e insieme un'occasione per altre fondamentali «parole» che segnano quel rapporto: ricostruzione, rigenerazione, vuoto e lutto. Non solo. A mutare la relazione tra città e democrazia è intervenuto un fenomeno assai complesso: il ruolo che memoria e identità hanno assunto, almeno dal 1989, nelle politiche urbane e in quelle territoriali. Sono i musei e i luoghi riconosciuti come patrimoni, spesso universali, a guidare le politiche di rigenerazione, intesa quale dimensione di consumo, insieme turistico e culturale, delle città.

Interessi democratici e ragioni...

Biale
Il Mulino 2018

Disponibile in 3 giorni

19,00 €
Una democrazia che voglia trovare il giusto equilibrio tra rispetto dell'autonomia e promozione del bene comune è un sistema in cui ognuno è libero di sostenere le proprie istanze senza che queste vengano giudicate, come avviene all'interno del mercato? O è invece un forum in cui i cittadini devono giustificare pubblicamente le proprie proposte e valutarle con attenzione per identificare quelle che sono nell'interesse della società? Secondo l'autore, sebbene la dicotomia mercato/forum permetta di analizzare i più importanti modelli di democrazia (aggregativa, partecipativa e deliberativa) e le concezioni di agency politica che questi veicolano, tale contrapposizione semplifica il processo democratico e dovrebbe essere superata al fine di definire una concezione politica della democrazia. In base a questo modello un sistema democratico deve considerare a pieno gli interessi e i valori particolari dei cittadini, richiedendo a questi ultimi di basare le proprie proposte su concezioni anche parziali del bene comune. Una simile prospettiva veicolerà una forma di agency partigiana, che garantirà ai cittadini di essere parziali ma richiederà loro di fornire giustificazioni politiche a sostegno delle proprie proposte, e giustificherà delle eque procedure negoziali attraverso cui individui consapevoli della parzialità delle proprie istanze potranno identificare una mediazione per tutti soddisfacente.

Uno non vale uno. Democrazia...

Panarari Massimiliano
Marsilio 2018

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
L'utopia di una società orizzontale, trasparente e senza gerarchie è tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni, complice l'impatto destabilizzante di internet sul nostro modo di comunicare e di valutare l'operato della classe dirigente. Da dove ha origine l'opinione diffusa secondo la quale, se la gente comune potesse esercitare pienamente il potere, tutto andrebbe meglio? Sappiamo davvero di cosa parliamo quando parliamo di democrazia diretta? Oppure l'uso continuo e la popolarità di cui gode questo ideale all'apparenza cristallino nascondono uno dei più grandi abbagli degli ultimi anni? Attraverso cinque espressioni chiave che richiamano altrettanti «miti d'oggi» - popolo, autenticità, tecnologia, disintermediazione, democrazia diretta -, in questa disamina della politica contemporanea Massimiliano Panarari chiarisce le radici del presunto «primato della gente» che sta scuotendo le fondamenta della nostra democrazia, e offre un'utile chiave di lettura per capire l'evoluzione della galassia populista internazionale e, soprattutto, di quella italiana, dagli esordi con la Lega all'exploit con il berlusconismo, dalle varie fasi del «turbo-renzismo» al trionfo del Movimento 5 Stelle, fino alla sintesi alchemica del governo giallo-verde.

I presidenti della Repubblica. Il...

Cassese S.
Il Mulino 2018

Disponibile in 3 giorni

120,00 €
A settant'anni dall'entrata in vigore della Costituzione, ecco un'opera che fa il punto sulle figure dei tredici presidenti della nostra Repubblica e sulle funzioni presidenziali nella storia italiana, dalle settimane della presidenza provvisoria di Alcide De Gasperi fino al giuramento di Sergio Mattarella. Il volume si compone di due parti simmetriche: la prima parte offre un profilo biografico di ciascun presidente e una disamina del suo mandato presidenziale e delle caratteristiche che lo hanno contraddistinto. La seconda parte è invece centrata sui grandi snodi storico-politici legati alla funzione e all'analisi del funzionamento della presidenza, settennato per settennato. Rigoroso nei contenuti storici di prima mano e accessibile nel linguaggio, il volume intende mettere a disposizione dei lettori utili strumenti per comprendere la storia e il funzionamento dell'istituzione che sta al vertice della nostra democrazia.

Il partito della democrazia. Per...

Bagnoli Paolo
Biblion 2018

Disponibile in 3 giorni

10,00 €
«La questione del socialismo rimane aperta, essendo l'Italia l'unico Paese nel quale non esiste una forma organizzata del socialismo. La questione, poi, è talmente aperta che sembra quasi essersi persa, essere stata dimenticata e, poiché in politica raramente le cose avvengono a caso, è forse da qui che bisogna partire, premettendo che porre la questione socialista significa porre contestualmente quella della sinistra, della sinistra storicamente considerata.»

Sovranità o barbarie. Il ritorno...

Fazi Thomas
Meltemi 2018

Disponibile in 3 giorni  
POLITICA

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Uno spettro s'aggira per l'Europa: lo spettro del sovranismo. Tanto l'establishment quanto la sinistra non perdono occasione di ricordarci come il sovranismo rappresenti la principale minaccia per la democrazia e per la pacifica convivenza tra i popoli europei. Ma è veramente così? E cosa si intende davvero per "sovranismo"? In questo libro, Thomas Fazi e William Mitchell sgombrano il campo da molti miti a riguardo, mostrando come la domanda diffusa di maggiore sovranità altro non sia che una risposta naturale al pluridecennale processo di desovranizzazione, depoliticizzazione e de-democratizzazione impostosi in Europa attraverso l'integrazione economica e monetaria e affrontando di petto il tasto più dolente della perdita di orientamento delle sinistre mainstream, vale a dire la rimozione della consapevolezza che lo Stato-nazione rimane la sola cornice in cui le masse possano sperare di migliorare le proprie condizioni e allargare gli spazi di democrazia.