Elenco dei prodotti per la marca Sellerio Editore Palermo

Sellerio Editore Palermo

Rocco Schiavone: Pista nera-La...

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
I primi tre romanzi con Rocco Schiavone, il personaggio letterario di Antonio Manzini. "Pista nera". Semisepolto in mezzo a una pista sciistica viene rinvenuto un cadavere. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Schiavone, davanti al quale si aprono tre piste. Difficile individuare quella giusta, data la labilità di ogni cosa - dal clima alle passioni alla affidabilità dei testimoni - in quelle strette valli dove tutti sono parenti, tutti perfettamente a loro agio. "La costola di Adamo". Aosta, via Brocherel 22. In una stanza viene trovata Ester Baudo sospesa al lampadario con un filo di nylon attorno al collo. A prima vista pare trattarsi di un suicidio, poi però qualcosa non quadra; in più sono scomparsi gli ori, una rapina finita male? Oppure? Nell'indagine Schiavone segue un suo filo logico e va controcorrente, mette il naso nella vita di Ester Baudo, le amicizie, il matrimonio monotono con Patrizio, e arrivato a un passo dalla verità ne rimane lui stesso spiazzato. "Non è stagione". È scomparsa Chiara, figlia dei Berguet, ricchi industriali valdostani. Forse la famiglia nasconde un segreto, Rocco Schiavone lo intuisce per caso; inizia così per il vicequestore una partita giocata su più tavoli: scoprire cosa si cela dietro la facciata irreprensibile di un ambiente privilegiato, sfidare il tempo in una corsa per la vita. Intanto cade la neve ad Aosta, ed è maggio: un fuori stagione che nutre il malumore di Rocco. E come venuta da quell'umor nero, un'ombra lo insegue per colpirlo dove è più doloroso.

Il feudo

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
NOVITA NARRATIVA

16,00 €
Jonas è un pugile di un certo talento, ha una ragazza che lo chiama per fare sesso ma da lui non vuole altro, attorno una banda di amici, gli stessi dai tempi delle scuole elementari, ed è con loro che trascorre le giornate e la vita in un limbo sociale, uno di quei luoghi tra la periferia e la campagna, né sobborgo né quartiere chic, «troppo cemento per poterci considerare veri campagnoli, troppo verde per assimilarci alla feccia suburbana». Jonas e gli altri non sono teppisti di strada e neppure dei figli di papà che si danno delle arie da duri. Fumano hashish e coltivano erba, giocano a carte, litigano, bevono, parlano di boxe, di sesso, di rap, i loro dialoghi si intrecciano e si sovrappongono continuamente in una partitura ultrarealistica, densa e ipnotica. David Lopez, in questo romanzo di esordio, racconta il gruppo e il loro feudo, lo spazio di cui sono padroni e schiavi, nell'abbandono al tempo che passa, ai giorni che si succedono; è un ruvido cenacolo di giovani senza particolari qualità e prospettive, ragazzi che potrebbero cambiare la loro condizione ma che ostinatamente rimangono fermi, senza prendere iniziative, annoiandosi senza autodistruggersi, lamentandosi senza lottare, in apparenza privi di un qualsiasi desiderio di riscatto. Nel loro atteggiamento cova un rifiuto radicale, esistenziale, essenziale, delle regole sociali, una negazione definitiva di ogni volontà del mercato, del consumo, delle energie trascinanti e distruttive del capitalismo, ma in loro non sembra mai esserci un secondo fine, un istinto di critica sociale. Eppure dall'indolenza, dall'apparente apatia scaturisce la materia preziosa e sorprendente dei rapporti umani con le sue emozioni folgoranti, l'amarezza improvvisa, la comicità scomposta e inattesa, la rabbia e poi la quiete, grazie a un lavoro sulla scrittura e sull'oralità caratterizzato da un linguaggio innovativo, colloquiale, di forte musicalità, che come nel rap assesta frasi e immagini spiazzanti, poesia istantanea e imprevedibile, mai artificiale, sempre crudamente vera.

Cinquanta in blu. Otto racconti gialli

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
GIALLI

15,00 €
Per i cinquant'anni dalla fondazione della casa editrice Sellerio, otto «giallisti», compagni in tempi diversi della nostra storia, hanno ricordato un libro scelto tra gli oltre tremila del catalogo, quello che ha colpito ciascuno di essi per un qualunque motivo personale (non necessariamente l'essergli piaciuto di più), e ne hanno fatto l'elemento determinante di una nuova trama. Hanno scritto un racconto con un libro: dove questo è di volta in volta o una specie di movente per una morte (così nel racconto di Marco Malvaldi "La fine è nota del misterioso" autore Holiday Hall); oppure è lo strumento per una metamorfosi nella vita di una persona (nel racconto di Santo Piazzese, il poema di Ignazio Buttitta "La vera storia di Salvatore Giuliano"); o è assunto come schematico modello di uno scambio di equivoci, scheletro narrativo di una rischiosa vicenda (è il caso, nel racconto di Francesco Recami, del volumetto della Louise de Vilmorin "I gioielli di Madame de***"); o il nutrimento morale che dà la forza del dubbio necessario a chi indaga (come è, per i due «investigatori Stanlio e Olio» di Gaetano Savatteri, l'apologo scettico del Procuratore della Giudea di Anatole France); una pura ispirazione (è quello che conduce Giampaolo Simi a scegliere di Vàzquez Montalbàn Assassinio al "Comitato Centrale" come guida alla sua storia di terrorismo); l'atmosfera persistente di una nera Palermo sotterranea (che è quello che vuole in comune con il suo intrigo nero Gian Mauro Costa in una vicenda truce e romantica da "Storie e cronache della città sotterranea" dell'indimenticabile cronista poetico e teatrante Salvo Licata); una medicina per un caso orrendo di "isolitudine" (lo è "La luce e il lutto" di Gesualdo Bufalino per il biblioterapeuta Vince Corso di Fabio Stassi); infine, un libro che suscita angoscia che diventa l'idea per risolvere il caso (come accade a Carlo Monterossi, il dilettante di Alessandro Robecchi che si trova a indagare su delle cartoline minacciose, mentre legge di quelle dei due piccoli eroi antinazisti di Hans Fallada in "Ognuno muore solo"). Gli autori di questi racconti, nel trarre dallo scaffale un libro Sellerio, per commemorare il cinquantesimo anno della casa editrice, non hanno voluto ideare un «racconto su un libro», ma hanno tentato di ricreare per mezzo di una finzione la loro comunque più vivida esperienza di lettura con Sellerio.

Democrazia Cristiana. Il racconto...

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria

16,00 €
Il ritratto impietosamente obiettivo, ma non privo di affetto della Democrazia Cristiana, il partito in cui l'autore ha militato da dirigente fino alla fine. Un'interpretazione e, forse di più, l'analisi antropologica del partito-stato che ha governato la Repubblica per un ininterrotto cinquantennio. Si affrontano, da una prospettiva prossima e narrativa, i temi più consueti del bilancio politico e storico dell'esistenza di un partito dominante: come il rapporto tra i democristiani e il potere, la Dc e la destra, il partito diga verso il comunismo, il legame con la Chiesa e con la fede, l'intercettazione del paese profondo. Ma il libro di Marco Follini si concentra anche su alcuni aspetti più puntuali: l'atteggiamento verso il lusso, le dimore di dirigenti e militanti, biografie esemplari di personalità, aneddoti, le due anime simboliche: Andreotti e Moro, gli «appagati» e i «tormentati», e così via, dentro tutti gli angoli che introducono il lettore nella quotidianità di una forma di esistenza politica che ha aspetti di enigma. L'enigma non solo della lunga, tuttavia precaria, persistenza al potere, caso più unico che raro nei paesi dell'Occidente, ma anche della convivenza perfettamente equilibrata di posizioni politiche molto lontane fra loro, e quello più fondamentale della attitudine, scettica, flessibile, a volte dominata da un senso di limitazione e di colpa, verso la società e il futuro. E, a voler leggere questo saggio come un racconto, su tutto il testo aleggia la convinzione profonda e probabilmente pensata e ripensata da Follini in questi anni: che in effetti la vicenda della Democrazia Cristiana sia da guardare come un lungo e oscuro presagio

Rosencrantz e Guildenstern sono morti

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni

13,00 €
«"Rosencrantz e Guildenstern" sono morti è innanzitutto una commedia. Intendevo creare un testo comico e se il risultato non fosse stato divertente riterrei di aver fallito» (Tom Stoppard). Rosencrantz e Guildenstern sono due personaggi minori dell'"Amleto" di Shakespeare. Una fugace apparizione, qualche battuta e via; ma alla fine del dramma l'altisonante annuncio: «Rosencrantz e Guildenstern sono morti». Da qui il titolo di questa tragicommedia, celebrato capolavoro del teatro dell'assurdo. Esso mostra cosa accade dietro la scena ai personaggi. Così i due rappresentano la totale insensatezza, la casualità del tutto, il vuoto: stanno lì, non fanno e non sanno niente, certe volte confondono perfino i propri nomi, si sfidano a testa o croce e si scambiano vaneggiamenti, doppi sensi, insinuazioni, giochi di parole. Come se fossero alla mercé di un impenetrabile mistero. Quelli che li incontrano sembrano sempre prenderli sottilmente in giro a sottolineare la loro inutilità; e se hanno una notizia, un'informazione, non li mettono a parte. Ma più che angoscia suscitano, come vuole l'autore, comicità, divertimento. E questo torna a confermare l'assunto filosofico pessimistico. L'opera è diventata un film, nel 1990, diretto dallo stesso Tom Stoppard, Leone d'Oro a Venezia.

Il giorno del rimorso

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni  
GIALLI

15,00 €
Nuda, imbavagliata, con le manette ai polsi, una donna viene ritrovata cadavere nella camera da letto della sua villa nei dintorni di Oxford. Era una signora, ricca, infermiera di ottima reputazione professionale, il marito banchiere, due giovani figli con buoni lavori. Di lei, nel villaggio pittoresco dove abitava, si parla, con sentimenti variabili dal desiderio allo scandalo, come di una donna seducente e dalle molte avventure. In realtà è un cold case, archiviato un anno prima, che il sovrintendente Strange vuole riaprire per via di due telefonate anonime appena ricevute. E strana l'ambigua insistenza di Strange che, da un lato, preme per riavviare la macchina investigativa e, dall'altro, pur avendo tutto il peso dell'autorità, esita a obbligare l'ispettore capo Morse a fare il suo dovere. Altrettanto strano è il contegno di Morse: non ubbidisce al capo però, in segreto, conduce una sua indagine. Quando poi altre morti si aggiungono a quella della bella signora, Morse - con il fedele Lewis che da tempo scalpita e si interroga su quello che sta succedendo - finalmente si mette al lavoro. Vari errori e false piste: il metodo di Morse non è trovare l'indizio e farlo diventare una prova schiacciante; lui cerca l'incrocio giusto, come nell'enigmistica di cui è infallibile cultore. Ma le verdi colline attorno alla città dell'Università più rinomata, i paesini d'incanto, i pub secolari, le eleganti dimore, gli anziani eccentrici, che popolano la vecchia Inghilterra, non vogliono aprire gli scrigni dei loro segreti. Preferiscono che i loro odi, così come i loro amori, restino sepolti nella monotona tranquillità.

La canzone del cavaliere

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
GIALLI

15,00 €
Martin Bora - il detective-agente segreto della Wehrmacht - è qui alle prime armi. Tenente appena nominato è destinato in Spagna, nel 1937, nel pieno della guerra civile. Con la serie dedicata al tormentato e contraddittorio eroe, Ben Pastor ha conquistato gli affezionati del giallo storico. Descrive con minuziosa aderenza la realtà del tempo, però ad essa aggiunge un elemento di invenzione, un «mutante» inatteso. E questo dà ai romanzi il loro marchio originale. Nella "Canzone del cavaliere" il mutante è Federico García Lorca, l'amico di Buñuel e di Salvador Dalí, che fu l'anima poetica del Novecento spagnolo. Lorca non è stato ucciso dai falangisti a Granada nel 1936, come dice la storia e come fino a un certo momento tutti credono nel romanzo. Si trova l'anno dopo clandestino in Aragona ed è qui che, nonostante la scorta che doveva proteggerlo, un proiettile alla nuca spegne per sempre la sua voce. Un mistero dentro un mistero. Entrambe le parti combattenti, fascisti e repubblicani, tengono nascosta la notizia, in attesa di poter strumentalizzare l'assassinio. Intanto cercano di capire chi è stato e perché: c'è qualcosa negli ultimi versi del poeta, nell'ultimo suo canto? Dell'inchiesta è incaricato il giovane Bora. Dall'altra parte, indaga Philip «Felipe» Walton, americano, maggiore delle Brigate Internazionali. In una folla di personaggi ambigui e di eventi di sangue, dentro l'aridità torrida o fredda degli altipiani della Spagna profonda, tra i due si apre una corsa a risolvere il mistero, che diventa sempre meno una lotta tra nemici e sempre più una disinteressata ricerca della verità. I romanzi di questa scrittrice, che costruisce la saga di un personaggio ispirato al modello reale nell'attentatore di Hitler, colonnello von Stauffenberg, sono nutriti di una vena tragica che lancia in modo originale un ponte tra il giallo storico e il giallo etico. Il ponte è il personaggio di Martin Bora, tedesco e scozzese di nobili natali, intellettuale raffinato, di profondo sentire umano, amante sfortunato di una donna splendida più conformista di lui, fedele al giuramento e istintivamente antinazista. Così Martin Bora rappresenta il dramma del singolo posto di fronte alla Storia.

Ida

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
NOVITA NARRATIVA

15,00 €
Ida è Dora. La Dora di quello che è forse il più famoso caso clinico di Freud, fondamento della psicoanalisi e, in se stesso, testo narrativo eccelso, che segnò un fallimento che il dottore di Vienna non dimenticherà. Perché Ida dopo qualche mese aveva interrotto la terapia, rifiutando radicalmente la spiegazione fornita della sua «isteria». Questo è il romanzo di una vita tra Belle Époque e Seconda guerra mondiale, frutto di ricerche storiche e ricordi familiari, che segue Ida dalla fanciullezza fino alla morte nel 1945. La prima metà del secolo breve vista attraverso la storia tra «Dora» e lo scopritore dell'inconscio; ma anche la vita quotidiana e mondana di una ricca e laica famiglia ebraica dell'Austria felix; la lunga vicenda di resistenza e battaglia del fratello di Ida, Otto Bauer, leader della Socialdemocrazia austriaca e teorico del cosiddetto austromarxismo; e ancora, le avventure della fuga di una signora sola. Ma questo è soprattutto il racconto della versione di Dora: una diciottenne la cui volontà di emancipazione femminile inizia ribellandosi a Sigmund Freud; il ritratto di una donna «né isterica né eroina» (così l'autrice) che va verso la sua indipendenza.

I giorni del giudizio

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
GIALLI

15,00 €
Il caso li ha messi insieme. Un sorteggio li ha chiamati a fare i giudici popolari in un processo di Corte d'Assise. Iris, bibliotecaria femminista, Terenzio, un pensionato arrabbiato, Emma, ex miss proprietaria di una boutique a Viareggio, Ahmed, un magazziniere di origine marocchina, Serena, una precaria con poca fortuna, Malcolm, esperto di videogames e youtuber di successo. Il delitto, di enorme clamore, è di quelli che generano discussioni infinite. Nella rinascimentale tenuta di famiglia, la Falconaia, è stata uccisa Esther Bonarrigo; a poca distanza da lei il presunto amante, Jacopo Corti, massacrato con un'arma da taglio. Tutti gli indizi convergono verso il marito di Esther, Daniel Bonarrigo, proprietario degli «Italian food&more», piccoli ristoranti di qualità sparsi in tutto il mondo. Dapprima recalcitranti, spaventati e sospettosi l'uno dell'altro, i giudici popolari assistono al processo e discutono tra loro, ricostruendo quello che è successo e analizzando in tutti gli aspetti il duplice omicidio. Dovendo alla fine prendere la decisione più difficile. Mentre le traversie quotidiane trascinano la loro esistenza. La pressione dell'opinione pubblica è molto forte ma a poco a poco si fa strada in loro la consapevolezza che quello che stanno vivendo è il momento più alto della propria vita ed emerge un inatteso desiderio comune di comprendere più profondamente, più apertamente. Specchio dell'Italia di oggi («che razza di paese isterico siamo diventati») è attraverso la lente dell'esperienza dei giudici popolari che Giampaolo Simi racconta tutto il progredire della verità, non solo giudiziaria ma insieme umana, di imputati, testimoni e giudici. Il delitto è misterioso, l'indagine ha risultati sorprendenti e la tensione dello scenario in aula è palpabile. Ma quello che veramente conquista il lettore è ciò che si muove dentro i sei protagonisti, come quell'esperienza li plasma, li forma, li segna. «Ognuno torna alla propria vita, prima o poi» conclude Emma: ma sarà così?

Barzellette per miliziani

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
NOVITA NARRATIVA

15,00 €
È giusto inseguire l'amore durante un conflitto? Come fa un bambino a restituire la dignità a un padre vigliacco e deriso da tutti? Si può riuscire a sopravvivere anche nella più assurda delle situazioni, magari assieme a una mucca in un cinema sventrato dalle bombe? In una città indefinita, dilaniata da una guerra che sembra non avere termine, una serie di personaggi guarda e racconta un mondo spietato in cui nonostante tutto, con ogni mezzo, si cerca di resistere. Maarouf fonde la quotidianità domestica e la feroce irrealtà della violenza bellica, e crea una galleria di adulti, ragazzi e bambini, di soldati e di civili, che provano a restare a galla nell'unico modo possibile: contaminando una realtà di insostenibile concretezza con la materia impalpabile dei sogni, l'acido corrosivo dello scherzo e del sarcasmo, la leggerezza fiduciosa di chi testardamente insiste a immaginarsi un futuro. Vi sono echi di Etgar Keret e di Roald Dahl nella logica deviata della sopravvivenza a tutti i costi e nella folle fantasia di chi si aggrappa a ogni speranza per riuscire a redimere anche la più estrema delle situazioni. Nelle narrazioni dei personaggi si fondono l'innocenza, l'ottimismo, il desiderio di vendetta, l'accettazione dell'assurdo, l'attesa ostinata di un domani migliore, la risata che sbeffeggia il potere e la crudeltà. E con uno stile originalissimo, ritmato, ipnotico, tra un'immagine poetica e un rovesciamento satirico, Maarouf dà vita a un racconto dei racconti tutto contemporaneo, in cui l'incanto e la paura, la magia e l'orrore diventano sostanza letteraria di un'analisi e di una cronaca del nostro presente.

La Spagna vuota

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
La Spagna, come altri paesi europei tra cui, l'Italia, ha visto svuotarsi nel corso dei decenni parte del suo territorio. Questo fenomeno inizia nel dopoguerra con l'abbandono delle campagne e delle province e il rapido processo di inurbamento prima verso Madrid e Barcellona e poi a favore di città di medie dimensioni come Saragozza, dove vive l'autore Sergio del Molino. È da qui che inizia un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso le zone profonde e semidisabitate della penisola iberica, nella densità della Storia e nella rarefazione del presente della «Spagna vuota», termine da lui coniato e che è entrato nel lessico contemporaneo. Dosando eventi storici, fatti di cronaca, letteratura, cinema, cultura alta e popolare, lo scrittore indaga cause e circostanze, e riflette sulle conseguenze di tale desertificazione umana sulla vita sociale, politica e privata degli spagnoli. Studiando il fenomeno del Molino scopre cose inaspettate: forse una «Spagna piena» non è mai davvero esistita, e attorno a quegli agricoltori che oggi sono oggetto di un recupero nostalgico esistono dei miti, delle leggende nere di cupa ferocia che narrano di folli atti di violenza. Al tempo stesso rintraccia un orgoglio che a partire dagli anni Trenta, dalle Missioni pedagogiche che portano la cultura nei villaggi, arriva ai nostri giorni, ai giovani maestri e professori destinati alle scuole di campagna che si sobbarcano ore di viaggio per raggiungere luoghi dove non c'è quasi più nulla e nessuno. Emerge così un ritratto letterario, politico e culturale rivelatorio anche per i lettori italiani, perché come scrive del Molino nella prefazione a questa edizione, «esiste un'Italia vuota, soprattutto nel sud, dove i fenomeni dei paesi abbandonati, dell'invecchiamento della popolazione e dello spopolamento sono analoghi a quelli spagnoli». Il suo libro è un gesto d'amore per il carattere di una nazione, per la peculiarità della sua demografia, per la temperatura sentimentale del suo territorio e dei suoi abitanti.

Il copista come autore

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
Questo del filologo e storico (ed elegante scrittore) Luciano Canfora è un libro sui libri che stimola la riflessione: quali, quanti e in che modo si sono «conservati» i testi degli scrittori antichi? E che cosa è in realtà un «originale» e che significa dire che esso sia «esistito»? In questa nuova edizione Canfora ha aggiunto un capitolo: «L'inesausta ricerca di testi antichi suscita da sempre la tentazione di creare ciò che è andato perduto, e che vorremmo resuscitare. Anche in questo campo l'attività di copia è lo strumento. Perciò nel riproporre queste pagine, abbiamo ritenuto necessario aggiungere un nuovo capitolo: Il falsario come autore. E abbiamo scelto di parlare di uno di loro: grandissimo e temutissimo».

Arrivederci, signor Cajkowskij

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni

15,00 €
Orta Novarese, dicembre 1878. In uno dei suoi primi soggiorni italiani Cajkovskij risiede sul lago Cusio, cercando ispirazione e sollievo per la propria inquietudine. Sull'isola di San Giulio, a poche bracciate dalla riva, soggiorna la ricchissima vedova Nadeida Filaretovna von Meck, mecenate innamorata del compositore con cui ha stretto un singolare contratto: i due non devono frequentarsi né vedersi, ma pur vivendo in case separate si impegnano a scambiarsi ogni giorno lunghe lettere. E questo insolito legame, per gli abitanti del paese è principio di dicerie, forma di mistero. E non è l'unico. L'atmosfera brumosa del lago e il basso continuo delle vite modeste dei suoi abitanti sono sconvolti da un delitto e dall'inspiegabile segregazione di cinque inglesine in una villa dell'isola. Tutti vengono coinvolti: dal medico al vecchissimo banditore, dalle due gemelle canterine alla Marchesa Colombi, dalla veggente al fotografo. Sarà forse l'effetto delle cinque Notti Nere del solstizio d'inverno che - come spiega al compositore russo l'affittacamere colta e emancipata - segnano il momento magico in cui vivi e non-più-vivi comunicano. Perfino Cajkovskij ne è toccato: perché gli è stato insegnato che ogni donna uccisa vicino all'acqua si trasforma in una rusalka famelica di sangue maschile. Una storia corale che racconta non solo chi vive nel paesino piemontese, ma anche gli abitatori delle Tenebre-di-mezzo, che ogni notte scendono dal cimitero di San Quirico a indagare con curiosità ciò che succede dietro i muri delle vecchie case. Così "Arrivederci, signor Cajkovskij" si colloca come seguito ideale al precedente romanzo di Fantini e Pariani, "Nostra Signora degli scorpioni": saga di un «piccolo mondo antico» del novarese.

L'atroce delitto di via Lurcini....

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
GIALLI

13,00 €
La scena si svolge in un edificio fatiscente occupato da miserabili di ogni estrazione etnica, sociale o criminale. Su questa corte dei miracoli regna dispotico un furfante, un feroce imprenditore della miseria, che affitta ai senzatetto piccoli spazi, sfruttandoli quanto si può. Quando il gaglioffo si sveglia da ubriaco e trova su di sé le tracce inequivocabili di un delitto sanguinoso, comincia a compiere le azioni più ingegnose e orripilanti per non essere scoperto. Ma i suoi piani vengono sconvolti dal coreografo di fama mondiale Netzer, il quale inscena nello stanzone l'ultimo suo capolavoro, utilizzando i senzatetto come danzatori e attori della loro tragedia. Titolo: "Gli Ultimi". In questa serie delle scorrettissime «commedie nere» di Recami, il piacere di leggere è acceso dalla forma appunto di teatro degli equivoci. Ad ogni pagina è offerto lo spettacolo delle continue peripezie che affaccendano individui che hanno qualcosa da nascondere: imbrogli o truffe non previsti, crimini inutili, sporche slealtà, colpi bari del caso, equivoci intrecciati con nuovi equivoci. Non c'è spazio, volutamente, per nessuna vera solidarietà sociale. L'umorismo è sarcastico, lo sguardo cinico senza vergogna. I personaggi sono picari, volgari, che non hanno tempo per i buoni sentimenti perché devono solo occuparsi di sopravvivere. Il loro destino è inscenare la farsa dell'esistenza.

Diciannove donne

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
«In questo libro le donne non pretendono di possedere la verità» scrive Samar Yazbek accingendosi a lasciare la parola alla voce e allo sguardo delle sue testimoni. Le storie da lei raccolte dall'inizio della guerra civile siriana nel 2011 sono di donne provenienti da famiglie della classe media, mogli, studentesse universitarie, insegnanti, giornaliste. Quasi tutte per sfuggire alla persecuzione e alla morte sono uscite dalla Siria e si trovano ora nei paesi confinanti o in Europa. Consapevoli che non faranno mai ritorno in patria vivono immerse in una forte nostalgia e in una grande costernazione per la perdita di umanità e per le tragiche condizioni in cui versa oggi il loro paese, diviso e abbandonato anche dalla comunità internazionale. La repressione, l'obbligo di indossare il velo integrale, il divieto di partecipare alle manifestazioni o di uscire di casa nelle zone controllate dagli islamisti radicali; il racconto delle scuole clandestine per i bambini, le battaglie quotidiane per la scarsità del cibo, la mancanza perenne di elettricità e di connessione internet; gli ospedali improvvisati, le carceri dove vengono inflitte torture fisiche e psicologiche, la fuga dai bombardamenti, dalle armi chimiche lanciate sulla popolazione. Le diciannove donne, e una moltitudine come loro, hanno vissuto tutto questo, e in coro unanime si chiedono come sia possibile che una «rivoluzione» possa avere portato un tale peggioramento delle condizioni di vita: il prima era molto meglio dal punto di vista della libertà individuale. Sul banco degli accusati siede il potere maschile, cieco e autoreferenziale, qualunque esso sia: quello della dittatura di Assad, dell'Esercito siriano libero, del Fronte al-Nusra e di Da'esh, mescolato alla secolare questione della convivenza, in una regione di cristiani, drusi, alawiti e musulmani sunniti. Yazbek ha scritto queste pagine per «responsabilità morale e patriottica nei confronti delle vittime, per rendere loro giustizia e risarcirle in qualche modo, che è poi l'aspetto più importante della nostra guerra contro l'oblio». Chi leggerà questo libro saprà di aver accolto una parte di questa eredità.

Hotel Tito

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni  
NOVITA NARRATIVA

15,00 €
È il 1991, e a Vukovar, sulle sponde del Danubio al confine tra Croazia e Serbia, sta arrivando la guerra. Una famiglia, due figli, l'improvviso irrompere della violenza, la fine di ogni sicurezza. I genitori nascondono alla bambina e al ragazzo la gravità della situazione e preferiscono tenerli lontani e al sicuro, mandandoli da soli al mare, in vacanza. Alla fine dell'estate anche la madre li raggiunge e da qui in poi la loro trasferta si trasforma a poco a poco in esilio. Vukovar viene devastata e non si ricevono più notizie del padre scomparso durante l'assedio da parte della milizia serba. I tre alloggiano all'Hotel Zagorje, un albergo costruito a Kumrovec, città natale di Tito, sede negli anni '70 della Scuola del Partito Comunista, da loro ribattezzato «Hotel Tito». È un campo esuli e un asilo di protezione per chi è riuscito a sottrarsi al conflitto, e la bambina vede la sua vita e quella della sua famiglia cambiare in modo radicale. Il distacco, l'isolamento, la guerra, si prolungano sempre di più, e quella che sembrava una situazione straordinaria diventa la normalità. Per sette anni, in quell'hotel, la bambina non perde mai la speranza e il coraggio, stringe nuove amicizie, diventa grande nella lotta incessante per qualche metro quadrato in cui stringersi con la madre, perennemente preoccupata per la sparizione del padre, accanto al fratello, sempre indocile e in collera per l'immobilità del governo. Ed è lei a raccontare un intero mondo che sta sparendo, lo stravolgimento della storia, la rivoluzione di un presente che arriva a sradicare le abitudini e gli affetti, i sogni e le speranze per il futuro.

Leonardo Sciascia scrittore editore...

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
MANUALI LINGUISTICA

16,00 €
"Dopo sedici anni tornano in libreria, con il corredo di nuovi documenti, le istantanee critiche di Leonardo Sciascia editore in casa Sellerio: un libro di cronachette per bandelle, così esigue e così complete, oltre che di perentoria originalità, che convertono la forma inventiva e libera del saggio nei moduli strofici di essenziali biografie di libri o nella levità di racconti amabilmente eruditi. Sciascia ha reinventato gli spazi e la pratica del lavoro editoriale. Della costrizione esercitata dalla ristrettezza della pagina e dalla imprescindibile speditezza, ha fatto, senza forzature e senza sofferenze, le occasioni per una scrittura asciuttamente prensile e di grande estro nelle sue inconfondibili svoltature ritmiche. Un ritratto inedito di Sciascia editore si consegna quindi in questo libro, che i quadratini di copertina e le note editoriali dello scrittore raccoglie e distende come conversazione pubblica e privata insieme. Come nervatura di una biografia letteraria; se non di un'autobiografia disseminata nei libri che fecero la felicità di Sciascia lettore ed editore, e ricomposta in Catalogo e Biblioteca. Il fascino lento e la leggerezza strepitosa dell'erudizione seducono; e il lettore impegnano su «fatti diversi di storia letteraria e civile». In un altro modo può essere letto il libro. Come il racconto, per capitoli più o meno minimi, della storia di un'impresa editoriale inventata dalla letteratura di Sciascia, e che ora celebra se stessa nell'occasione congiunta del trentennale della morte dello scrittore e del cinquantesimo anniversario della casa editrice." (Salvatore Silvano Nigro)

Il console onorario

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
GIALLI

15,00 €
Per un errore, Charley Fortnum, console onorario britannico in una lontana località dell'Argentina, è stato rapito dai ribelli paraguayani invece dell'ambasciatore americano. A questo punto i guerriglieri non possono più tirarsi indietro. E Fortnum è così poco rilevante che nemmeno i governi e gli apparati hanno voglia di fare un passo per salvarlo. Nessuno è interessato a prenderlo per quello che è: una persona. Tranne l'individuo dal cui punto di vista, non sempre imparziale, è ricostruita tutta la storia: il giovane medico, mezzo inglese mezzo paraguayano, Eduardo Plarr. Attorno si agita una piccola comunità di persone che hanno conosciuto il console onorario e tutti, anche gli autoctoni, sembrano relitti di un naufragio abbandonati per caso in una terra «troppo vasta per gli esseri umani». Un movimento narrativo che intreccia tanti temi, dialoghi, situazioni, personaggi, in modo tale da aver attratto il cinema, ma la vicenda serve anche all'autore per analizzare, con straziante profondità, l'ambiguità umana, come sia illusoria la possibilità di distinguere con sicurezza e di prendere posizione. Con una nota di Alessandro Baricco.

Ogni riferimento è puramente casuale

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
NOVITA NARRATIVA

13,00 €
Tra realismo grottesco e thriller psicologico sette racconti sull'industria culturale, critici, sarcastici, che idealmente si ricollegano alla visione polemica di Sull'orlo del precipizio contro il cinismo e la speculazione che minacciano la libertà dei libri; ma in essi soprattutto si sente l'inventiva di un grande scrittore e la capacità di attrarre e imprigionare nella purezza del raccontare.

Il cuoco dell'Alcyon

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
GIALLI

14,00 €
"Tutto è indecidibile, sogno e realtà, vero e falso, maschera e volto, farsa e tragedia, allucinazione e organizzata teatralità di mosse e contromosse beffarde, in questo thriller che impone al lettore, tallonato dal dubbio e portato per mano dentro la luce fosca e i gomiti angustiosi dell'orrore, una lettura lenta del ritmo accanito dell'azione. Tutti si acconciano a recitare, nel romanzo: che si apre drammaticamente con i licenziamenti degli impiegati e degli operai di una fabbrica di scafi gestita da un padroncino vizioso e senza ritegno, detto Giogiò; e con il suicidio, nello squallore di un capannone, di un padre di famiglia disperato. Da qui partono e si inanellano le trame macchinose e la madornalità di una vicenda che comprende, per «stazioni», lo smantellamento del commissariato di Vigàta, la solitudine scontrosa e iraconda del sopraffatto Montalbano, lo sgomento di Augello e di Fazio (e persino dello sgangherato Catarella), l'inspiegabile complotto del Federal Bureau of Investigation, l'apparizione nebbiosa di «'na granni navi a vela», Alcyon, una goletta, un vascello fantasma, che non si sa cosa nasconda nel suo ventre di cetaceo (una bisca? Un postribolo animato da escort procaci? Un segreto più inquietante?) e che evoca tutta una letteratura e una cinematografia di bucanieri dietro ai quali incalza la mente gelida di un corsaro, ovvero di un più aggiornato capufficio dell'inferno e gestore del delitto e del disgusto. «L'Alcyon (...) aviva la bella bitudini di ristari dintra a un porto il minimo 'ndispensabili e po' scompariri». Il romanzo ha, nella suggestione di un sogno, una sinistra eclisse di luna che incombe (detto alla Bernanos) su «grandi cimiteri». La tortuosità della narrazione è febbrile. Prende il lettore alla gola. Lo disorienta con le angolazioni laterali; e, soprattutto, con il tragicomico dei mascheramenti e degli equivoci tra furibondi mimi truccati da un mago della manipolazione facciale. Sorprendente è il duo Montalbano-Fazio. Il commissario e l'ispettore capo recitano come due «comici» esperti. «Contami quello che capitò», dice a un certo punto Montalbano a Fazio. E in quel «contami» si sente risuonare un antico ed epico «cantami»: «Cantami, o Diva, del pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei (...)». Il cuoco dell'Alcyon è «una Iliade di guai»." (Salvatore Silvano Nigro)

La congiura dei loquaci

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni  
NARRATIVA

13,00 €
Con una Nota di Andrea Camilleri. Novembre 1944. Un anno dopo lo sbarco in Sicilia gli americani hanno ormai sgomberato l'isola. In un paese dell'entroterra siciliano viene ucciso in piazza con un colpo alla nuca il sindaco: in odore di mafia, tessitore d'affari, con grossi interessi nelle miniere di zolfo. Del delitto viene subito accusato «Centoedieci» (il soprannome lo deve al nonno, uno dei pochi che sapeva leggere e scrivere), privato del lavoro alla miniera, nemico giurato del sindaco. Indizi, testimoni, voci: convergono tutti in maniera sin troppo univoca e perciò sospetta nell'indicare Centoedieci come autore del delitto. Testimone anomalo di tutta la vicenda è Benjamin Adano, tenente delle truppe alleate, nonni siciliani emigrati negli Usa, spedito nell'isola per indagare su alcuni camion rubati. Adano si trova ad essere spettatore e attore di quella indagine dagli esiti drammatici sino a provare una dolorosa repulsione per quell'«isola presuntuosa alla quale il mondo intero potrebbe finire per assomigliare.

Pugni

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni

13,00 €

Un messaggero per l'Europa

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
«Dobbiamo ricostruire l'idea dell'Unione europea, dobbiamo criticare la situazione presente e dobbiamo offrire una visione degna di essere realizzata. Senza conoscere le ragioni storiche del Progetto Europeo, senza una vera analisi della crisi, e senza l'idea concreta di un futuro desiderabile, possiamo solo riprodurre e riprodurre e riprodurre l'esistente: una multipla crisi». Una riflessione sull'Europa che rovescia tutti i luoghi comuni antieuropeisti, mostrando come le accuse contro la UE vanno bensì applicate alle politiche degli Stati nazionali. Ciò non significa che il progetto europeo sia perfetto e concluso così com'è. Al contrario esso ha bisogno di dirigersi verso una nuova democrazia, sotto la formula di un'Europa delle regioni, verso una democrazia postnazionale. Mentre gli stati nazione risultano infatti invenzioni abbastanza recenti, realtà ben più tangibili sono da tempo sia le entità locali sia il continente Europa. L'avversario, oggi come ieri, è il nazionalismo, premessa di guerre e tragedie umanitarie. Il serrato argomentare, come una conferenza dal vivo, è la prima caratteristica dello stile dell'austriaco Robert Menasse, scrittore di romanzi e di saggi storici e politici, riconosciuto per quest'opera con il Prix du Livre Européen del 2015. Egli parte di volta in volta dal precedente storico e sembra circondare i diversi temi con spirali sempre più stringenti. Con particolare efficacia, per esempio, quando dimostra che, diversamente dalle accuse, populiste e sovraniste, non è l'UE «un'Europa del capitale», viceversa le istituzioni della democrazia europea fungono da difesa contro i disegni degli stati nazionali di smantellare il welfare; oppure quando rivela come i veri colpi contro la sovranità popolare e la democratizzazione provengono dai governi dei vari paesi. Conclude il volume un'immaginaria conferenza stampa in cui l'autore sintetizza tutte le domande e le risposte emerse durante gli incontri e le tavole rotonde effettivamente seguiti alla prima pubblicazione del Messaggero per l'Europa.

I siciliani nella Resistenza

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni

22,00 €
Non è vero, come vuole una idea diffusa, che la Sicilia non partecipò alla Resistenza. Ragioni storiche impedirono che nell'isola questa assumesse la forza, i caratteri, soprattutto la partecipazione che trovò al Centro-Nord, perché la Sicilia l'8 Settembre del '43 si era trovata già liberata dal nazifascismo. Ma essa non mancò di dare il suo contributo al grande evento alla base del futuro assetto civile, politico e costituzionale italiano. Certamente, nei modi in cui ciò fu possibile. E sono questi modi specifici, di una effettiva stagione fondativa, che questo volume studia e mette in luce. Esso raccoglie i molti interventi ad un convegno sull'argomento dell'Istituto Gramsci Siciliano. Dal vasto orizzonte che fornisce il testo emergono le due polarità del caso siciliano: da un lato il non freddo o occasionale coinvolgimento di molti nella guerra di liberazione, dall'altro una visibile assenza di consenso a questa lotta da parte dell'establishment, con ciò segnando quella differenza rispetto ad altre parti di Italia che lascerà tutta la sua impronta nel dopoguerra. Vanno a combattere i nazifascisti, i vecchi oppositori della dittatura, alcuni grandi leader formatisi nella politica antifascista (diventati in certi casi leggenda: come Pompeo Colajanni, il comandante Barbato o come Mommo Li Causi), ma a questi «grandi» si aggiungono schiere di giovani e di gente comune, che al Nord e all'estero scelgono di continuare la lotta nel campo della democrazia piuttosto che dell'oppressione o che hanno scoperto la guerra come inganno e come crudeltà, e quindi assumono le ragioni dell'antifascismo. D'altro canto, tanto la Sicilia non è fuori dalla Resistenza, quanto non lo è dalla vicenda della Repubblica di Salò: importanti funzionari provenienti dalla Sicilia, soprattutto poliziotti, avranno incarichi di responsabilità nella RSI; inoltre, il fascismo fino all'ultimo potrà godere dell'appoggio di influenti giuristi, burocrati, intellettuali ed accademici siciliani; e questa compromissione non avrà quasi mai conseguenze nelle loro carriere dopo la liberazione, anche quando complici degli aspetti peggiori del regime. Il clima di ipocrita tolleranza così generato verso la dittatura passata sarà determinante per «il difficile ritorno»: a fine conflitto non solo i volontari della libertà non ritroveranno comprensione, tantomeno gratitudine, ma per lo più le autorità guarderanno a loro con una preoccupazione a volte grottesca. Questo volume offre dunque un quadro di realtà storica che contrasta la visione di una Sicilia immobile e chiusa in se stessa, separata dai grandi appuntamenti; visione alimentata dalle due sponde opposte dell'anti-meridionalismo e della retorica sicilianista. Scritti di: Carmelo Albanese, Massimo Asta, Luca Baldissara, Tommaso Baris, Antonino Blando, Vittorio Coco, Giovanna D'Amico, Claudio Dellavalle, Matteo Di Figlia, Michele Figurelli, Rosario Mangiameli, Andrea Miccichè, Santo Peli, Toni Rovatti, Gaetano Silvestri.

Honorine

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni

13,00 €

Cause e cure delle infermità

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in 3 giorni

14,00 €
Ildegarda di Bingen fu colta da visioni fin dai primi anni dell'infanzia, ma visse a lungo senza renderle pubbliche e, tanto meno, fissarle per iscritto. Fu solo nel 1136, all'età di trentotto anni, che la religiosa benedettina - diventata badessa del convento di Disibodenberg, sulle rive del Reno - decise di offrirsi allo sguardo dei suoi contemporanei nei tratti di una profetessa in contatto con l'aldilà celeste. Allora, le sue pagine furono sottoposte al giudizio del pontefice Eugenio III e, ottenuto l'avallo papale, cominciarono ben presto a diffondersi nel mondo cristiano. Ildegarda divenne consigliera di uomini fra i più noti e potenti di quegli anni al punto che Federico Barbarossa la invitò nel suo palazzo di Ingelheim per consultarla - e predicò in chiese e cattedrali di molte città, fra cui Treviri, Magonza e Colonia. Tuttavia, non è Ildegarda visionaria e profetessa quella rimasta a noi più vicina; bensì quell'altra Ildegarda i cui libri, all'epoca, furono sottratti dalla raccolta delle sue opere inviate a Roma per il processo di canonizzazione. Erano libri che - come nel caso illustre di "Cause e cure delle infermità" - racchiudevano testimonianza di un'attività più terrena: quella di erborista e medica, che, per la sua familiarità col corpo e con gli elementi della natura, aveva ben motivo di suscitare inquietudine, tanto sembrava avvicinarsi a un sapere sotterraneo, confinato fra le tenebre. Il ritratto di Ildegarda finisce per riassumersi nei termini di una contraddizione inevitabile, scrive Angelo Morino nell'introduzione al volume, da un lato - dalla parte della santa la trasmettitrice di parola divina celebrata da papi e imperatori, e dall'altro - dalla parte della strega - la studiosa di un mondo dalle luci prossime alla notte più scura o, meglio, ritenute tali se ad avventurarvisi era una donna.

Di passaggio

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni

13,00 €

I tempi nuovi

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni  
GIALLI

14,00 €

Vento in scatola

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
NOVITA NARRATIVA

14,00 €
Una commedia da camera si potrebbe definire "Vento in scatola", solo che in questo caso la camera, l'ambiente chiuso in cui tutto si svolge, è molto grande: un carcere. Le celle, i corridoi, «l'aria», le zone degli assistenti, la stanza del dirigente, i luoghi di punizione (non c'è in questo carcere la tremenda «cella liscia»): qui i detenuti interagiscono tra di loro e con i sorveglianti, cercano di stabilire gerarchie e simpatie, e di passare il tempo. Al centro di questa vicenda corale, che non ha niente di autobiografico pur avvalendosi di esperienze vissute, c'è un giovane che si forma cittadino: un tunisino, abile broker nel suo paese, in carcere per un reato che non ha commesso ma impunito per una truffa di cui è colpevole. Mentre trascorre normalmente la pena, gli capita una cosa che mette i brividi e lo costringe a una scelta. Questo libro nasce dall'incontro, durante un corso di scrittura tenuto nel carcere di Pisa, tra Marco Malvaldi e Glay Ghammouri, un ex militare tunisino dalla carriera stroncata in patria per motivi politici e oggi detenuto in Italia a causa di un grave delitto. Mette assieme la sperimentata capacità di divertire mediante intrighi con la conoscenza interna minuziosa della situazione carceraria di chi ci vive. Ma non chiede commozione e pietà. Vuole soltanto mostrare l'interno di un carcere mettendo in scena la quotidianità, la sua giustizia e la sua ingiustizia («per essere autenticamente liberi occorre conoscere il carcere»). Ed è un libro rigenerante, di questi tempi in cui muri di odio si sollevano contro chiunque sia un diverso. Il suo senso è che, così come non si può tenere il vento in scatola, non si può imprigionare l'umanità che è in ciascuno di noi.

Lo strano caso di Henri Girard

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
NOVITA NARRATIVA

18,00 €
Un triplice omicidio commesso nel 1941 in Dordogna vide accusato e poi scagionato un ragazzo viziato e incostante, Henri Girard. Philippe Jaenada ha studiato l'inchiesta e il processo, scovato nuovi indizi, gettando una luce nuova sulla vicenda con questo romanzo, a metà tra reportage e saga famigliare, che ha vinto nel 2017 il Prix Femina. Una mattina di ottobre del 1941, in un castello isolato in Dordogna, il giovane Henri cerca soccorso: durante la notte il padre, la zia e la cameriera sono stati massacrati a colpi di roncola. Lui è il solo sopravvissuto. Tutte le porte sono chiuse, nessun segno di scasso. Il ragazzo due giorni prima aveva chiesto in prestito ai vicini l'arma usata per il crimine. Dopo l'omicidio dei suoi parenti è diventato a ventiquattro anni l'unico erede delle fortune di famiglia: il castello, numerosi immobili, terreni, milioni in azioni e obbligazioni. Nel 1943, in piena guerra, alla fine di un processo clamoroso e torbido, Henri Girard viene assolto e l'inchiesta chiusa nonostante l'opinione pubblica fosse convinta della sua colpevolezza. Nel 1947 parte per il Venezuela e tornerà in Francia dieci anni più tardi. Porta con sé il manoscritto di un romanzo firmato con lo pseudonimo di Georges Arnaud, "Il salario della paura", che avrà grande successo e da cui verrà tratto un celebre film con Yves Montand. La vita di Girard riserverà ancora molte sorprese, diventerà giornalista, autore di testi teatrali, sosterrà la causa algerina, e morirà a Barcellona nel 1987. Il mistero del triplice omicidio nel castello di Escoire non è stato mai risolto e intorno alla vita dell'unico sospettato è nato un mito di ambiguità nera e demoniaca. Philippe Jaenada ha vestito i panni dell'investigatore e si è immerso negli archivi, ha scovato indizi, ha studiato l'inchiesta e il processo sullo sfondo della Francia degli anni '40. Il suo Girard è un uomo tormentato e brillante, insopportabile e combattivo, un difensore dei deboli e degli sventurati, sempre in guerra con quelli che simboleggiano l'ordine, la serietà, la legge. Da questa immersione profonda nei fatti, nelle parole e nei silenzi, scaturisce un racconto che contamina il reportage con l'umorismo, il romanzo di famiglia con l'arte della digressione, ed è il ritratto fluviale e appassionante dell'intera, enigmatica esistenza di Henri Girard.

Maternità

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni  
NOVITA NARRATIVA

16,00 €

Exit

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in libreria  
GIALLI

14,00 €

Rien ne va plus

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in libreria  
GIALLI

14,00 €
Scompare, letteralmente nel nulla, un furgone portavalori. Era carico di quasi tre milioni, le entrate del casinò di Saint-Vincent. Le dichiarazioni di una delle guardie, lasciata stordita sul terreno, mettono in moto delle indagini abbastanza rutinarie per rapina. Ma nell'intuizione del vicequestore Rocco Schiavone c'è qualcosa - lui la chiama «odore» - che non si incastra, qualcosa che a sorpresa collega tutto a un caso precedente che continua a rodergli dentro. «Doveva ricominciare daccapo, l'omicidio del ragioniere Favre aspettava ancora un mandante e forse c'era un dettaglio, un odore che non aveva percepito». Contro il parere dei capi della questura e della procura che vorrebbero libero il campo per un'inchiesta più altisonante, inizia così a macinare indizi verso una verità che come al solito nella sua esperienza pone interrogativi esistenziali pesanti. Il suo metodo è molto oltre l'ortodossia di un funzionario ben pettinato, e la sua vita è piena di complicazioni e contraddizioni. Forse per un represso desiderio di paternità, il rapporto con il giovane Gabriele, suo vicino di casa solitario, è sempre più vincolante. Lupa «la cucciolona» si è installata stabilmente nella sua giornata. Ma le ombre del passato si addensano sempre più minacciose: la morte del killer Baiocchi, assassino della moglie Marina, e il suo cadavere mai ritrovato; la precisa, verificata sensazione di essere sotto la lente dei servizi, per motivi ignoti. Sembra che in questo romanzo molti nodi vengano al pettine, i segreti e i misteri; ed in effetti, intrecciate al filone principale, varie storie si svolgono. Così come si articolano le vicende personali (amori, vizi, sogni) che sfaccettano tutti gli sgarrupati collaboratori in questura di Rocco. Una complessità e una ricchezza che danno la prova che Antonio Manzini si proietta oltre il romanzo poliziesco, verso una più universale rappresentazione della vita sociale e soprattutto di quella psicologica e morale. Ed è così che il personaggio Rocco Schiavone, con il suo modo contorto di essere appassionato, con il suo modo di soffrire, di chiedere affetto, è destinato a restare impresso nella memoria dei suoi lettori.

Un mondo migliore

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni  
ROMANZO STORICO

15,00 €

Vicolo dell'immaginario

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
Clelia è una ragazza di poco più di vent'anni, vive in un paesino della Bassa, in provincia di Reggio Emilia e lavora in una fabbrica di giostre. In questo modo sostiene la famiglia, una madre vedova, incattivita col mondo, che non perde occasione per incolparla di tutto, e la sorella Marisa, affetta da poliomielite. La giovane ha però una vita laterale, un punto di osservazione tutto suo dal quale si immerge nei sentimenti, nelle opportunità, nei grandi cambiamenti che avvengono alla fine degli anni '50, e poi le prime rivendicazioni sociali degli anni '60 col presagio di un periodo più buio e conflittuale. Un amore perduto la porterà ad abbandonare l'Italia, a voltare pagina e a inventarsi una nuova vita, diventando Amalia. Amalia giunge a Lisbona all'inizio degli anni '70 cercando di capire il perché di una piccola e nitida ombra nera che l'accompagna da qualche tempo. Per sopravvivere si prende cura di una signora anziana, Francisca Josefa, ammalata d'amore, che attende l'arrivo della nebbia che sale dal fiume Tago accompagnando il ritorno di Sebastiano I, il re condottiero scomparso in battaglia alla fine del XVI secolo. Nei ritagli di tempo Amalia cuce abiti e alla sera lavora nella trattoria di Tia Marga, nel Beco do Imaginàrio, il vicolo dell'immaginario, che l'accoglie nella sua particolare comunità. Lì incontra Antonio, un ragazzo che porta sempre un garofano all'occhiello, e i suoi amici, studenti universitari appassionati di letteratura e di politica. Nella trattoria si consuma un'attesa legata alla leggenda delle anime del fiume che si mischiano ai viventi nelle notti in cui la bruma scende a coprire strade e case. Tornano per cenare e discutere, per affrontare rimorsi e rimpianti. Baldelli reinventa con naturalezza le atmosfere del realismo magico, racconta lo scontro tra la paura e la passione, tra i desideri e lo smarrimento della fine di un'epoca, e sancisce il primato della fantasia e della letteratura come materia e fondamento di ogni gesto quotidiano. Insieme, con sorprendente realismo, dipinge una città, la sua storia, la sua atmosfera, e la trasforma nella casa solida e concreta di un sogno collettivo.

Dodici rose a Settembre

Sellerio Editore Palermo 2019

Disponibile in libreria  
NOVITA NARRATIVA

14,00 €
«Mi chiamo Flor, ho undici anni, e sono qui perché penso che mio padre ammazzerà mia madre». Gelsomina Settembre detta Mina, assistente sociale di un consultorio sottofinanziato nei Quartieri Spagnoli di Napoli, è costretta a occuparsi di casi senza giustizia. La affiancano alcuni tipi caratteristici con cui forma un improvvisato, e un po' buffo, gruppo di intervento in ambienti dominati da regole diverse dall'ordine ufficiale. Domenico Gammardella «chiamami Mimmo», bello come Robert Redford, con un fascino del tutto involontario e una buona volontà spesso frustrata; «Rudy» Trapanese, il portiere dello stabile che si sente irresistibile e quando parla sembra rivolgersi con lo sguardo solo alle belle forme di Mina; e, più di lato, il magistrato De Carolis, antipatico presuntuoso ma quello che alla fine prova a conciliare le leggi con la giustizia. Vengono trascinati in due corse contro il tempo più o meno parallele. Ma di una sola di esse sono consapevoli. Mentre Mina, a cui non mancano i problemi personali, si dedica a una rischiosa avventura per salvare due vite, un vendicatore, che segue uno schema incomprensibile, stringe intorno a lei una spirale di sangue. La causa è qualcosa di sepolto nel passato remoto. Il magistrato De Carolis deve capire tutto prima che arrivi l'ultima delle dodici rose rosse che, un giorno dopo l'altro, uno sconosciuto invia. Mina Settembre e gli altri sono figure che Maurizio de Giovanni ha già messo alla prova in un paio di racconti. In "Dodici rose a Settembre" compaiono per la prima volta in un romanzo. Sono maschere farsesche sullo sfondo chiassoso di una città amara e stanca di tragedie. Un mondo di fatica del vivere che de Giovanni riesce a far immaginare, oltre all'intreccio delle storie, già solo con il linguaggio parlato dai vari personaggi di ogni strato sociale: ironico, idiomatico, paradossale, immaginoso.

Una nave di carta

Sellerio Editore Palermo

Disponibile in 3 giorni  
NOVITA NARRATIVA

16,00 €