Elenco dei prodotti per la marca Gangemi

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9 itinerari x 100 architetture del '900

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40,00 €
Il volume è il risultato di una rilevante attività di schedatura del patrimonio architettonico regionale del Novecento da parte delle Sezioni Basilicata e Puglia del Do.co.mo.mo Italia, realtà radicate in un territorio antico.

Materiali made in Italy. Avanguardia italiana...

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38,00 €
«Per essere un grande architetto non è necessario tentare di trasformare in Panteon una casa di pigione, né inventare per ogni costruzione una nuova finestra, né scapricciarsi attorno dei dettagli con la foga di un pasticciere. L'architettura di un edificio moderno viene esaminata e definita in scala piccola: il cosiddetto dettaglio decorativo non esiste; esiste soltanto l'intelligente e ben vigilato dettaglio tecnico. La base estetica (sociale e tecnica nello stesso tempo) dell'architettura moderna è riportata nella pianta: cosa difficile a capire dagli spiriti latini, depauperati della primordiale "ratio" romana dopo tanti secoli di ubbriacature di forma». (Giuseppe Pagano)

I re etruschi di Roma

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15,00 €
Quale importanza hanno avuto gli etruschi nella prima fase storica di Roma? È vera la leggenda di Demerato, il padre di Tarquinio Prisco? Come ha raggiunto il potere Tarquinio Prisco? Servio Tullio era veramente etrusco di sangue oppure era un uomo latino, preso sotto la protezione di Tarquinio stesso? Quali sono state le riforme di Servio, così importanti al tal punto da fare sì che il sovrano fosse stato definito un secondo Romolo? Chi ha ucciso veramente Servio Tullio? L'episodio di Lucrezia è verità storica o è leggenda? Cosa sono i libri sibillini? Quali sono state le mosse tattiche di Tarquinio il Superbo per tentare di riprendersi il trono? Questo manoscritto è un'indagine sulle figure degli ultimi tre re di Roma, i re etruschi. Le loro origini, le loro vicende storiche. Con una panoramica di indagine anche sulle figure di Porsenna e di Aristodemo di Cuma, e i loro ruoli rispettivi nella storia iniziale di Roma.

Il vegliardo neonato. Confidenze e confessioni...

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20,00 €
In vista del capolinea è probabilmente naturale darsi un'occhiata alle spalle e interrogarsi sul significato complessivo della propria esistenza. Qui l'autore, con una certa meraviglia, trova che la vita non è un percorso rettilineo, ma un disegno ciclico. La vita finisce là dove era cominciata. Il vegliardo si scopre neonato, non distingue più fra giorno e notte, perde il controllo dei suoi movimenti intestinali, farfuglia e inventa una sua lingua che nessuno riesce a capire. Dal neonato al vegliardo, e viceversa, la vita continua, il desiderio s'accende, la speranza non muore.

Roma. Esquilino 1870-1911 ...e nel centro del...

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30,00 €
L'Esquilino è un "quartiere" di Roma geometricamente definito, a maglia regolare, realizzato ex novo sui colli orientali della città dopo il 1870, in un territorio di ben più antica frequentazione umana, le cui prime tracce risalgono alla Roma arcaica dell'ottavo secolo a.C, fornendo così un eccezionale esempio di stratificazione storica plurisecolare. Nella storia dell'Esquilino moderno, dal 1870 ad oggi, è possibile individuare più fasi di formazione: una fase iniziale durante la quale il nuovo "quartiere" viene progettato per segnare il passaggio tra la Roma pontificia e la Roma italiana, rielaborando di fatto quanto già avviato durante il pontificato di Pio IX; tale fase che travalica nel secolo XX sino agli anni che vedono al governo della città, in Campidoglio, Ernesto Nathan, il primo sindaco veramente laico della città dopo Luigi Pianciani; una seconda fase di assestamento in cui l'Esquilino, ridimensionato nei suoi confini amministrativi, vivendo gli anni della Grande Guerra prima, il regime fascista e l'esperienza bellica dopo, definisce e completa la maglia del suo tessuto socio-economico ed urbanistico giungendo sino agli anni Sessanta del secolo scorso, contrassegnati dal boom economico nazionale; una terza ed ultima fase, infine, ancora in atto, in cui l'Esquilino, multietnico e multiculturale, viene vissuto come zona di confine svolgendo un suo ruolo di cerniera tra una Roma ormai città-metropoli europea e le periferie povere del mondo, come una "grande porta urbana" attraverso cui ci si interscambia con le aree centrali della città. In questa lettura della formazione dell'Esquilino moderno, molto spazio viene dedicato a piazza Vittorio Emanuele II - che l'Esquilino "evoca, rappresenta e rimanda" - e che costituisce a tutti gli effetti la polarità di riferimento privilegiato, il baricentro da cui si originano quei virtuali cerchi concentrici di storia che si sono dipanati in successione temporale nel corso dei circa 150 anni di storia nazionale, a partire da quel 20 settembre 1870 in cui i bersaglieri del generale Cadorna penetrarono in Roma attraverso la breccia di Porta Pia per fare della città dei papi la capitale del nuovo Stato italiano.

InfraBIM. Il BIM per le infrastrutture

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39,00 €
Grazie ai contributi raccolti in questo volume, l'obiettivo degli autori è quello di porre l'attenzione su due elementi essenziali per l'industria delle costruzioni 4.0: l'innovazione, attraverso il Building Information Model/Modeling (BIM) e l'interoperabilità dei dati tra le persone e tra gli strumenti; le infrastrutture, quale volano di sviluppo per il Paese, caposaldo dal quale non si può assolutamente prescindere. Da qui il titolo del volume "InfraBIM. Il BIM per le infrastrutture", con considerazioni di carattere sia generale che di dettaglio, relative alla metodologia di lavoro che pone nel valore della conoscenza le basi essenziali per un sistema delle costruzioni al passo con il cambiamento tipico dell'epoca digitale (Industria 4.0). Il volume è strutturato in quattro capitoli che illustrano le ragioni del cambiamento, attraverso il contributo di players importanti sul territorio nazionale in tema di infrastrutture e di diverse realtà professionali italiane che operano anche all'estero e che utilizzano il BIM nell'attività quotidiana. Infine, vengono introdotti possibili scenari futuri legati non solo all'Industria 4.0 ma anche e soprattutto alla Società 5.0 in relazione alle disruptive technologies e all'impatto che esse potranno avere nell'industria delle costruzioni. Nella collaborazione per questo lavoro, gli autori hanno consolidato l'idea che l'innovazione tecnologica è inevitabile. Sta ai singoli decidere se coglierla come opportunità o subirla come imposizione. Si tratta chiaramente di gestire una complessità, che deve essere affrontata con buona volontà e con un giusto investimento di risorse umane e tecnologiche. Risulta pertanto essenziale traguardare il futuro, anziché arroccarsi sul passato, anche perché, per quanto testimoniato dai diversi contributi del volume, emerge chiaramente che "il futuro è oggi".

Gerace. Città magno-greca delle cento chiese....

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24,00 €
«Gerace, Città Magno-Greca delle Cento Chiese, è avvincente e suggestivo per molti motivi. Appare anzitutto come un viaggio in un paese della provincia italiana, in una regione percepita come periferica, come la Calabria. E qui iniziano le prime sorprese, nello scoprire una vitalità umana, sociale e culturale inattesa; popolata da presenze attive e consapevoli, in un viaggio che è al tempo stesso nella memoria del suo autore ma anche nella storia del nostro Paese. Storia vista attraverso la lente accessibile e a misura d'uomo di vicende e storie locali, in cui tuttavia si sente l'eco di un periodo in cui l'Italia viveva grandi cambiamenti. Il tutto corredato da interventi di diversi geracesi - alcuni dei quali divenuti figure culturali di spicco, spesso lontano da Gerace - cui l'autore dà sapientemente voce perché ciascuno racconti un aspetto della sua città. E così che si forma un caleidoscopio di sguardi e di impressioni, la cui progressione - conclusa da alcune note familiari dell'autore - porta a un risultato inaspettato e paradossale: quello di far gradualmente evaporare la nitida immagine di Gerace. Immagine che evapora perché si afferma sempre più il senso di sfogliare una storia che potrebbe essere quella di mille borghi d'Italia, e di raccontare una memoria che potrebbe essere quella di ognuno di noi.» (Prof. Lorenzo De Sio)

Ve lo vojo dì... Prima che me scordo. Poesie,...

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15,00 €
"Visto che, come si dice a Roma, 'a pagà e a mori' c'è sempre tempo', ho pensato che il titolo di questa raccolta di proverbi, detti popolari e poesie romanesche potesse non essere considerato malaugurante, ma addirittura scaramantico... Iersera stamio tutti core a core davanti a 'n tubbo de Frascati secco co' Peppe, Ristodemo, Sirvio e Checco studianno le proposte der trattore. Ner tramontà sur monno che scolora, diceva er sole ar pino: 'Io m'avvio, conserveme `sti raggi frate mio fin'a domani che risorto fora'."

L'arte ritrovata. L'impegno dell'Arma dei...

Gangemi

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25,00 €
"L'arte ritrovata" raccoglie materiali archeologici databili in un lunghissimo arco di tempo compreso fra la tarda età del Ferro etrusca (fase orientalizzante) e il periodo imperiale romano. Nell'impianto dell'allestimento, suddiviso in tre sale, nella prima si rende omaggio a una scultura di grande valore artistico conservata al Museo Nazionale Romano, l'Artemide marciante. La seconda sala accoglie parte della fronte di un pregevole sarcofago con scena di Amazzonomachia di età romano-imperiale, custodita nell'Antiquarium comunale del Celio, da tempo chiuso al pubblico; accanto il rilievo sempre imperiale con Ercole e Onfale dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L'ultima sala accoglie due spazi dedicati all'archeologia. Da un lato i resti degli affreschi in II stile pompeiano testimoniano la depredazione del patrimonio culturale attorno alla città di Pompei: i tre frammenti di parete dipinta con ariosa scenografia architettonica appartengono a uno o più ambienti di una villa extra-urbana, di cui sono noti altri resti purtroppo non rientrati in Italia, stilisticamente affine ad alcune sale della villa imperiale di Oplontis, la cosiddetta Villa di Poppea. Dall'altro lato della sala troviamo invece una sintesi di reperti provenienti dal sequestro Horiuchi, compreso nella complessa operazione "Andromeda", elementi che originariamente componevano corredi funebri preromani profanati in Puglia settentrionale, Sicilia ed Etruria meridionale.

Tesori aquileiesi dal Kunsthistorisches Museum...

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25,00 €
La Fondazione Aquileia è stata istituita nel 2008 in seguito all'accordo tra il il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Oltre al Ministero e alla Regione, soci della Fondazione sono il Comune di Aquileia e l'Arcidiocesi di Gorizia. Obiettivo della Fondazione è la valorizzazione dei monumenti, dei musei e del sito archeologico di Aquileia, iscritto dal 1998 nella World Heritage List dell'UNESCO, oltre che la creazione di un parco archeologico integrato con il tessuto urbano attuale. La Fondazione promuove inoltre la conoscenza dell'antica città con numerose iniziative, tra le quali le mostre organizzate in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale, l'Aquileia Film Festival, conferenze ed altri eventi di carattere culturale che nel 2019, in particolare, saranno dedicati ai 2200 anni di Aquileia. Fondata dai Romani nel 181 a.C., divenne, infatti, una delle più importanti città dell'Impero, oltre che un centro di irradiamento del Cristianesimo e sede di quella che per secoli fu la più grande diocesi della Chiesa, estendendosi dal Lago di Como all'Ungheria. Il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia fu istituito nel 1882 per ospitare la già cospicua raccolta di reperti archeologici provenienti dagli scavi e dai ritrovamenti effettuati ad Aquileia e nel territorio circostante, continuamente arricchitasi fino ai giorni nostri. Il percorso espositivo, rinnovato nel 2018, permette di ripercorrere la storia di una delle più importanti città romane dell'Italia settentrionale, della quale rimane testimonianza nelle rilevanti opere di scultura in pietra, nell'artigianato artistico in ambra, vetro e pietre semipreziose, oltre che nella ricca collezione di epigrafi e mosaici. Il Museo è un istituto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è assegnato al Polo Museale del Friuli Venezia Giulia. Il Kunsthistorisches Museum Wien, uno dei musei più grandi e importanti del mondo, fu fondato nel 1891 dall'Imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali e custodisce un enorme patrimonio artistico. Oggetti realizzati nell'arco di cinque millenni, dall'epoca egizia passando per l'antica Grecia e Roma fino al XIX secolo, testimoniano la passione degli Asburgo per il collezionismo. Particolare interesse è rivolto all'arte rinascimentale e a quella barocca. Di estrema suggestione per il visitatore sono la sontuosa architettura del Museo situato sulla Ringstrasse e il ciclo pittorico lungo l'imponente scalinata di rappresentanza.

Quella luce nella notte. Storia di una donna...

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18,00 €
Questo è il romanzo di una donna, la Ste, che ha attraversato gran parte del Novecento sapendo vivere pienamente il suo tempo e proponendo al mondo la forza del suo sorriso alla vita, malgrado i tanti drammi personali. Ma questa è anche la storia di una famiglia per metà lombarda e per metà pugliese, con i suoi momenti felici, le sue tragedie, i suoi eroi di guerra, gli esempi di solidarietà, le improvvise inimicizie. E infine questo racconto è lo specchio della società italiana e della borghesia che l'ha caratterizzata per un secolo intero, tra successi, fallimenti, progressi sociali e persistenti arretratezze culturali. Le vicende narrate prendono vita attraverso una sorta di appassionato dialogo a distanza tra la Ste e suo figlio Cesare: un dialogo che risale il corso degli anni mettendo in luce momenti talvolta felici, talvolta difficili e dolorosi, e anche, in alcuni casi, decisamente comici. E la stessa Ste interviene nel racconto direttamente con la sua voce, proponendo a chi legge i suoi punti di vista sulle vicende di cui è stata, volente o nolente, protagonista.

Le cartoline della Grande Guerra. Posta...

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30,00 €
Grandi storie in un piccolo spazio. La storia si può raccontare in tanti modi, ma un periodo narrato grazie a piccoli rettangoli di carta è un'impresa alquanto originale. Le cartoline, ormai un lontano ricordo, hanno ancora per noi che le abbiamo utilizzate, un immenso fascino. Ed è grazie a loro che in questo libro torniamo indietro, al tempo della Grande Guerra. Una storia tutta da guardare dove l'immagine, allora come oggi, diventa comunicazione.

Berlino 1908-1933. Itinerari di architettura...

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30,00 €
«Sulla facciata degli edifici non è scritta soltanto la data della loro nascita, ma sono scritti gli umori pure, i costumi, i pensieri più segreti del loro tempo», scriveva Alberto Savinio, sostenendo che la memoria è intimamente legata ai luoghi e che l'architettura, veicolandone il ricordo, aiuta l'uomo a definire il suo rapporto col tempo. Questo libro ha per oggetto l'architettura moderna a Berlino negli anni della Repubblica di Weimar. È incentrato su ventisei opere realizzate nella capitale tedesca dagli inizi del Novecento all'ascesa del nazionalsocialismo, periodo in cui la città sperimenta una straordinaria vitalità culturale. La scelta è caduta su opere di Behrens, Mies, Mendelsohn, Poelzig, i fratelli Taut e Martin Wagner che hanno lasciato una profonda impronta sugli sviluppi dell'architettura contemporanea, ma anche su lavori di Muthesius, Schmitthenner, Scharoun, Häring, Gutkind, Krämer e Höger, autori che la storiografia ha relegato a un ruolo secondario per aver preso le distanze dall'ortodossia modernista. Il volume ruota intorno ad alcuni temi ricorrenti: la modernità dialettica che fa di Berlino, ancora oggi, una città unica nel panorama dell'architettura europea, l'idea di funzione oltre il significato di mera rispondenza all'uso, il rapporto con la tradizione, la perizia costruttiva come fonte di creatività; tutti temi che inducono a riflettere sulle abusate classificazioni che hanno pesato non poco sul destino storiografico dei protagonisti di quella stagione. Presentazione di Paolo Portoghesi.

L'inquisizione romana e i suoi archivi. A...

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38,00 €
L'apertura nel 1998 dell'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede (ACDF) alla libera consultazione degli studiosi diede avvio a una stagione completamente nuova di ricerche sull'Inquisizione romana. A quel tempo, l'evento fu celebrato con una solenne Giornata di studio presso l'Accademia Nazionale dei Lincei, conclusa dal suo principale fautore, l'allora prefetto del Dicastero cardinale Joseph Ratzinger, oggi pontefice emerito Benedetto XVI. Nel ventennale dell'inizio di quell'avventura, si è tenuto dal 15 al 17 maggio 2018 il convegno internazionale L'Inquisizione Romana e i suoi Archivi. A vent'anni dall'apertura dell'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede. L'appuntamento, il quarto del ciclo Memoria Fidei, dedicato alla valorizzazione degli archivi ecclesiastici, è stato ospitato dalla Biblioteca del Senato, nella cornice dell'Insula Dominicana di Roma, che comprende anche la Biblioteca della Camera dei Deputati, la Biblioteca Casanatense e lo storico convento dei Frati Predicatori attiguo alla basilica di Santa Maria sopra Minerva. Una quarantina circa di studiosi, fra pionieri della prima ora e giovani ricercatori, si sono confrontati su vent'anni di indagini condotte in Archivio, gettando al contempo uno sguardo allo stato presente e all'avvenire degli studi. Si è delineato così un panorama quanto mai ricco di risultati: dalla storia delle idee religiose alla censura della letteratura, dall'approfondimento degli aspetti istituzionali al ruolo imprescindibile degli archivi nella ricerca storica, dalla psicanalisi alla santità canonizzata e non, dalla storiografia tra propaganda e censura al ruolo delle immagini sacre nella trasmissione della fede, dai rapporti fra Cristianesimo ed Ebraismo alla questione dei "cristiani nuovi", dall'immagine infine dell'Inquisizione nella coscienza collettiva alla letteratura e la pubblicistica intorno ad un argomento che continua a suscitare ampio interesse e a produrre risultati sempre nuovi e sorprendenti.

Il tempo sulla pietra

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30,00 €
La raffigurazione dei mesi dell'anno è un tema che vanta una storia molto lunga. Le sue origini sono da ricercarsi nell'antichità, ma è in pieno medioevo che si registra il suo sviluppo più significativo. Quando, sul finire dell'XI secolo, la scultura diventa un veicolo privilegiato della Chiesa per accogliere grandi programmi figurativi indirizzati a presentare ai fedeli le chiavi della salvezza, i mesi entrano infatti "di diritto" nella decorazione di importanti edifici sacri, dialogando con le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, e facendo emergere, in controluce, la temporalità dell'uomo sulla terra. Il libro vuole sottolineare l'importanza della scultura quale mass medium per la diffusione dei cicli monumentali dei mesi nell'Europa dei secoli XII e XIII, e la ricchezza di significati che essi trasmettevano. Solo in apparenza meramente descrittive delle attività stagionali che scandiscono il passaggio del tempo, queste immagini, corrispondenti ai proverbi dei mesi ancora oggi in uso, ma la cui origine si perde nella notte dei tempi, erano infatti capaci di evocare di volta in volta numerose e diverse associazioni. In questo vasto e diversificato orizzonte polisemico, c'è però spazio per una nuova interpretazione, la quale poggia su un duplice piano, insieme simbolico e precettistico, e si lega, per certi versi, e sorprendentemente, all'improvviso cambiamento climatico definito dagli studiosi Massimo Solare Medievale.

Il bastone dell'antenata

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18,00 €
Il racconto del potere di un bastone antico accompagna le generazioni prendendo esempio da quelle che lo hanno visto come sostegno degli equilibri passati. Presente nei momenti più significativi dell'esistenza dei protagonisti il vecchio legno racchiude tutta la vigoria che rappresenta nell'espressione scolpita della giovane capretta che conclude il pomo di sostegno. Un'allegoria che è danza dei sentimenti. Un mondo aristocratico e contadino, del tempo che fu e si ritrova oggi. Mondo che rappresenta il volto orgoglioso della caparbietà di esistere. Ciascuno ricerca nel bastone ritrovato, a volte per caso a volte con intenzione, la storia della propria vita nelle espressioni che le si attribuiscono. Storia che si evidenzia nel romanzo attraverso le donne della famiglia. Padri, fratelli, mariti, amanti scivolano nel contesto di una Basilicata carica di pregiudizi, ma anche aperta a ciò che avviene al di là delle sue terre. Intraprendenti e fiere le donne non usano il bastone per sorreggere il loro abbandono, ma lo innalzano come simbolo di un'audacia che della intraprendenza ne ha fatto vanto. E l'uomo le sostiene.

Giorgio de Chirico. Ritorno al futuro....

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35,00 €
La mostra Giorgio de Chirico. Ritorno al Futuro, Neometafisica e Arte Contemporanea propone un dialogo tra la pittura neometafisica di Giorgio de Chirico e le generazioni di artisti che, in particolare dagli anni Sessanta in poi, sono stati influenzati dalla sua opera, riconoscendolo come il maestro che ha ispirato la loro nuova visione. La mostra mette in relazione le opere di de Chirico con tendenze dell'arte italiana e internazionale come la Pop art di Andy Warhol, Valerio Adami, Franco Angeli, Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Ezio Gribaudo, Gino Marotta, Ugo Nespolo, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Emilio Tadini. La mostra presenta anche un grande prosecutore della Metafisica come Fabrizio Clerici, la pittura di Renato Guttuso e di Ruggero Savinio insieme ad artisti internazionali come Henry Moore, Philip Guston, Bernd e Hilla Becher. Il percorso presenta maestri dell'arte povera come Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto, le visioni concettuali di Fabio Mauri, Claudio Parmiggiani, Luca Patella e Vettor Pisani, fino ad arrivare alle ombre geometriche di Giuseppe Uncini, alla fotografia di Gianfranco Gorgoni, alle sculture di Mimmo Paladino, ai dipinti di Alessandro Mendini e di Salvo, al mistero di Gino De Dominicis, ai tableaux vivants di Luigi Ontani, a protagonisti delle ultime generazioni internazionali come Juan Muhoz, Vanessa Beecroft e Francesco Vezzoli. Oltre al prestito delle opere neometafisiche della Fondazione Giorgio e lsa de Chirico, la mostra presenta un'animazione digitale di Maurice Owen e Russell Richards insieme a opere di artisti contemporanei provenienti dalle collezioni della GAM di Torino e tra questi Claudio Abate, Gabriele Basilico, Luigi Ghirri, Franco Fontana, Fausto Melotti. Una piccola sezione della mostra, come un inserto prezioso, è riservata al tema della citazione e della copia, esercizio prediletto da de Chirico nella sua lunga ricerca sulla pittura dei grandi maestri e presenta un disegno originale di Michelangelo proveniente da Casa Buonarroti, insieme a disegni di de Chirico dedicati allo studio degli affreschi michelangioleschi della Volta della Cappella Sistina e a opere del famoso ciclo su Michelangelo di Tano Festa.

Lettere tra Paolo Giordano Orsini e Isabella...

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40,00 €
L'Archivio Storico Capitolino conserva tra i suoi fondi più importanti quello della famiglia Orsini (XII-XIX sec.). Durante il lavoro di riordinamento sono emerse più di cinquecento lettere scambiate tra Paolo Giordano Orsini I duca di Bracciano (1541-1585) e sua moglie Isabella de' Medici (1542-1576), figlia del Granduca di Toscana Cosimo I. Sono state anche rinvenute lettere spedite a Isabella dai fratelli, Lucrezia duchessa di Ferrara, Ferdinando cardinale, Francesco Granduca, oltre che da uomini e donne tra i più potenti del tempo, Caterina de Medici ed Elisabetta d'Asburgo regine di Francia, Enrico III, don Giovanni d'Austria, Caterina regina di Polonia, Margherita di Savoia e perfino da gente comune che le chiede protezione. Si tratta di una fonte molto importante non solo perché dimostra la funzione politica di entrambi i duchi di Bracciano nella Firenze e nella Roma del tardo Rinascimento, ma anche la complice intesa che li lega sin da bambini e la profonda attenzione che seppero dedicare agli affetti familiari. Queste lettere sono ancora quasi del tutto inedite, anche se l'autrice ne ha già utilizzato il contenuto per ricostruire le vicende dei due sposi che una lunga tradizione storiografica di matrice antimedicea aveva rivestito di tradimenti e delitti. In appendice lettere a Isabella dai fratelli, da sovrani, principi, ambasciatori e altri.

Mortali immortali. I tesori del Sichuan...

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30,00 €
Con forti effetti scenografici potenziati dal contesto monumentale dei Mercati di Traiano, si presenta la mostra che vuole far conoscere al pubblico occidentale la civiltà del popolo Shu attraverso l'esposizione di 145 reperti provenienti dalle maggiori istituzioni museali della Provincia del Sichuan. Allestita fino all'11 marzo 2019 a Napoli, la mostra ha messo in scena 145 opere mai presentate in Europa in una rassegna così estesa ed ora aggiunge, come omaggio alla Roma Imperiale, 15 nuovi oggetti cultuali, tra i quali si distinguono tre bellissime maschere in bronzo. Non è solo il numero delle opere a colpire lo spettatore, ma il loro valore artistico e l'antica storia che raccontano. Esse sono infatti costituite dagli eccezionali ritrovamenti venuti alla luce nel corso di indagini archeologiche condotte a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso nella provincia del Sichuan, in particolare nei siti di Sanxingdui e Jinsha e nei cimiteri di Qinqbaijiang Shuangyan e Xindu Majia. Gli oggetti, appositamente selezionati dai curatori cinesi, coprono un lungo periodo di tempo, andando dal 1600 a.C. (epoca Shang) al 220 d.C. (epoca Han), ovvero fino alla scomparsa della cultura Shu. Essi indicano come la cultura Shu sia stata permeata da profonda religiosità, esprimendo un mondo nel quale gli uomini vivevano in armonia con le divinità e la natura, interrotto dalla conquista e trasformato dalla "consapevolezza della natura umana".

L'enigma dell'opera poligonale con blocchi...

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20,00 €
Tra le mura poligonali quelle di Amelia interessano particolarmente perché contengono un notevole numero di blocchi concavi. Una pietra concava genera nel sistema murario una condizione di doppio vincolo stante il fatto che entra in contatto con quella adiacente su due lati anziché su uno. Pertanto i blocchi concavi rappresentano un'innovazione strutturale che inserisce nelle mura poligonali, in modo intenzionale, altrettanti punti di vincolo di grado superiore con il risultato di ottenere una maggiore solidità di tutta l'opera muraria. Quelle straordinarie di Cuzco - molto più recenti rispetto alle mura di Amelia e qui documentate insieme ad altre in Italia e nel resto del mondo - costituiscono un'eccellente dimostrazione di questo principio. Nel tratto delle mura poligonali di Amelia designato con le lettere E-F nelle tavole di rilievo, sono presenti due pietre concave che entrano in contatto tra loro addirittura su tre lati. Una rarità che ha meritato la copertina. Il rilievo delle mura di Amelia è stato eseguito nell'ambito dell'incarico del 1993 per la redazione del progetto del piano particolareggiato relativo alla parte Sud fuori le mura, finalizzato alla valorizzazione culturale-sociale e della viabilità, affidato dal Comune - Sindaco Luciano Lama - al Prof. Arch. Sergio Lenci (1927-2001) e all'ing. Enrico Marcucci (1932-1995). All'interno del gruppo di progettazione, Ruggero Lenci è stato incaricato del rilievo delle mura che ha eseguito negli anni 1993-94 con l'ausilio di tecniche fotografiche, informatiche e grafiche. I disegni fanno parte del Fondo del Prof. Arch. Sergio Lenci, curato e conservato dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio. Nell'ambito delle attività universitarie, La Sapienza ha finanziato per l'anno 2016 una ricerca di Ateneo finalizzata allo studio sull'opera poligonale all'interno della quale è stato dato ampio spazio alla pubblicazione dei disegni di rilievo delle mura di Amelia, oltre che alla documentazione del crollo di un tratto delle stesse verificatosi lungo via Nocicchia il 16 Gennaio 2006. Saggi di Ruggero Lenci, Gianluigi Lerza, Chiara Luchino.

Damnatio memoriae. Personaggi, luoghi, storie...

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48,00 €
Quando l'Imperatore moriva o veniva ucciso e quando il suo operato, la sua vita, lui stesso, veniva giudicato empio, dannoso per l'impero e l'immagine di Roma, veniva condannato alla damnatio memoriae. Tutte le sue immagini, il suo nome, le opere da lui firmate e dedicate, le statue ed ogni altra cosa che lo ritraevano o lo nominavano venivano distrutte: un processo di cancellazione, un tentativo di non-esistenza... Tuttavia qualcosa rimaneva: rimaneva forse il ricordo affidato alla memoria, rimaneva qualche traccia del suo passaggio, rimaneva qualche cicatrice in qualche cuore e in qualche luogo. La macchina fotografica diventa così un terzo occhio, una "liaison" spesso molto pericolosa tra la realtà e il ricordo: un frammento di un naufragio del quale tutto si vuole dimenticare e tutto si ricorderà: una Dannazione della Memoria.

Solo il dovere oltre il dovere. La diplomazia...

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28,00 €
"Nostra politica mira a difendere purezza della nostra stirpe ed a rafforzare negli italiani (,) che hanno conquistato un Impero in Africa (,) quella profonda coscienza di razza che è essenziale ai grandi popoli colonizzatori (.)" (Indicazioni del Ministero degli Affari Esteri all'ambasciata di Tokio, 1938) "sono stati 'eliminati' mediante l'impiego di gas tossico" (Giuseppe Pièche, generale, 1942) "Nessuno dei deportati ha mai dato segno di vita, e si ritiene che siano stati in gran parte soppressi." (Guido Romano, console generale a Vienna, 1943) "Sulla sorte ad essi riserbata... non possono nutrirsi molti dubbi." (Dino Alfieri, ambasciatore a Berlino, 1943) "hanno ormai solo gli occhi per piangere." (Roberto Venturini, console di Skopje, 1943).

Esuli

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12,00 €

Una vita nelle istituzioni. Montecitorio e...

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40,00 €
"È il racconto della mia vita, legata alla Camera dei deputati, ove ho trascorso gran parte della mia attività professionale. Si sviluppa in tre parti." (L'autore)

Il castello di Santo Stefano a Monopoli in...

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45,00 €
Il complesso monumentale dell'abbazia-castello di Santo Stefano sorge in Puglia, lungo il percorso della via Traiana, a 3 km a SE della città costiera di Monopoli e a circa 5 km dal sito archeologico di Egnazia.

I cantieri del POIN MiBACT. Vol. 2

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26,00 €
Il volume offre una panoramica di quanto programmato ed ammesso a finanziamento con il Programma operativo interregionale (POIn) "Attrattori culturali, naturali e turismo" 2007- 2013 e con il Piano di azione coesione (PAC) "Valorizzazione delle aree di attrazione culturale". Il principale obiettivo del POIn è stata la valorizzazione degli attrattori culturali e naturalistici delle Regioni Obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) con l'intento di rinnovare la competitività dei territori e innescare un meccanismo virtuoso utile alla rinascita del Mezzogiorno. Il presente contributo intende offrire una puntuale informazione sulle finalità perseguite con il POIn e con il PAC, che hanno visto il MiBACT-segretariato generale coinvolto anche in qualità di organismo intermedio, a seguito di delega conferita dall'autorità di gestione. La sfida che ci si è posta era quella di riprogrammare in modo efficiente ed efficacia il programma interregionale, che presentava significativi ritardi e criticità. L'impegno assunto non era affatto semplice, i soggetti attivi erano molteplici e le aspettative notevoli, sia in termini di risultati intermedi che di risultati finali. Si può dire che la sfida è stata vinta facendo leva su tre fattori principali: una governance forte e determinata, un partenariato con le regioni leale e collaborativo, una strategia di integrazione con il Piano di azione coesione (PAC). A seguito della fase oggettivamente faticosa di riprogrammazione del POIn, compiuta con l'obiettivo di migliorare l'efficacia e l'efficienza del Programma e recuperare i ritardi accumulati, si è avuta l'adesione al PAC, in cui è confluito un nutrito gruppo di interventi semplificando, uniformandola, la stessa governance del programma al fine di pervenire ad una azione tempestiva nella risoluzione di ogni eventuale criticità che si sarebbe potuta presentare agendo sull'uno o sull'altro programma. È possibile pertanto cogliere la strategia attuata tramite un'azione sinergica tra il POIn e il PAC che, congiuntamente, hanno costituito una piattaforma attuativa tramite la quale sono state fronteggiate situazioni anche complesse come il "Grande progetto Pompei", inserito nell'asse I del POIn. Entrambi i programmi hanno felicemente concluso gli interventi finanziati, contribuendo al rafforzamento fisico dell'infrastruttura culturale primaria del Mezzogiorno mediante interventi di tutele e conservazione, integrati strettamente con gli interventi di valorizzazione al fine del miglioramento delle condizioni di offerta e di fruizione del patrimonio culturale delle aree interessate, e di conseguenza all'aumento del numero dei visitatori e all'incremento degli impatti positivi sull'economia dei territori.

La didattica del design in Italia

Gangemi

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28,00 €
La complessità del nostro tempo richiede alle scuole di Design un aggiornamento continuo della didattica e un costante esercizio critico nell'approccio alla molteplicità dei processi di cambiamento di natura sociale, culturale ed economica. Si impone pertanto la ricerca di una didattica che affronti con consapevolezza i processi di innovazione tecnologica, sapendone valutare le frontiere più avanzate ma anche le problematiche correlate, legate all'impatto ambientale, al degrado e al depauperamento delle risorse naturali. Per confrontarsi su questi temi e sullo sviluppo della formazione del design in Italia, docenti che svolgono la propria attività di insegnamento negli ISlA, nelle università, nelle accademie di Belle Arti e in numerose scuole private di Design, si sono incontrati a Firenze in due giornate di studio promosse dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. Una iniziativa organizzata dall'lSIA di Firenze in collaborazione con la Conferenza Universitaria Italiana del Design (CUlO), la Società Italiana del Design (SID) e la Conferenza dei Presidenti e dei Direttori degli ISlA. Questa pubblicazione, inserita nella collana "Teoria e cultura del design" di Gangemi editore, ne raccoglie gli atti. Prefazione di Marco Bazzini (Presidente ISlA) e di Maria Letizia Melina (Direttore generale MIUR). Postfazione di Tonino Paris.

Fra orditi e trame. Le storie e gli intrecci...

Gangemi

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12,00 €
Dalla soffitta di una casa antica, tra trine di donne e armi di cavalieri, si dipana la storia di un'Italia familiare. Quattro secoli di casati noti, di corte pontificia, imperatori, principi e venturieri di potere.

Dubcek. Il socialismo della speranza. Immagini...

Gangemi

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15,00 €
Con una sessantina di foto di impatto emotivo, corredate da testi esplicativi e scritti dell'epoca, il volume fa rivivere l'appassionante atmosfera di attesa e di ricerca di cambiamento che animava la società cecoslovacca. Con un testo di Günter Grass.

Architetture ENI in Italia (1953-1962)

Gangemi

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28,00 €
La consistenza del patrimonio costruito Eni in Italia e il suo dominio territoriale, nonché l'imponente documentazione conservata nell'Archivio Storico Eni e in gran parte non ancora studiata, costituiscono premesse utili a rappresentare le potenzialità di questo caso nell'esplorazione delle pratiche costruttive italiane del secondo Novecento. Il villaggio per i dipendenti a Borca di Cadore, la rete di stazioni di servizio e di motel Agip, il complesso di uffici, servizi e residenze a San Donato Milanese, la sede romana all'Eur sono alcune delle opere più note del catalogo di architetture Eni sorte in una sequenza temporale che si apre nel 1953 con la fondazione dell'ente e si chiude nel 1962 con la morte di Enrico Mattei, e firmate da progettisti come Mario Bacciocchi, Marco Bacigalupo e Ugo Ratti, Edoardo Gellner, Marcello Nizzoli e dai tecnici del Servizio Costruzioni di Agip e di Snamprogetti. Attraverso cinque letture tematiche, che compongono la prima parte del volume, sono presentati il patrimonio e l'attività dell'Archivio Storico Eni, il contesto culturale nel quale prende vita la vicenda architettonica, le strutture operative deputate all'attuazione del programma edilizio dell'ente, le figure dei progettisti esterni, l'evoluzione tecnologica che accompagna la formazione del repertorio di architetture dell'Eni. Nella seconda parte sono analizzate alcune opere, selezionate sulla base del ruolo che assumono nel repertorio di manufatti dell'ente per singolarità e interesse degli aspetti costruttivi, o in ragione della rilevanza del programma edilizio di cui fanno parte.

Bomarzo. Guida al Sacro Bosco. Ediz. illustrata

Gangemi

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14,00 €
Una apparentemente insuperabile incertezza interpretativa nella individuazione delle vere fonti letterarie, filosofiche e artistiche di un complesso così strano e curioso, hanno fatto sì che per molto tempo restasse completamente ignoto il punto cruciale. Premessa di Claudio Strinati.

Le fate di Flora-Flora's fairies. Ediz. bilingue

Gangemi

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Il mondo delle favole non esprime solo la mera visione di un immaginario racconto in cui ricorrono miti, incantesimi, figure magiche, ma va interpretato come la chiave di lettura di una conoscenza che si rapporta alla verità delle cose.

Settembre... all'improvviso. Una vita mille vite

Gangemi

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Dettagliato excursus attraverso le tappe dell'esistenza del protagonista in un romanzo apparentemente autobiografico ricco di vicende di opposto segno a lasciare impronta profonda. Un racconto che attraversa i primi anni del secondo dopoguerra italiano con leggerezza ed ironia, unendo il profumo delle fettuccine domenicali al sapore amaro delle difficoltà del periodo storico. Uno spaccato dell'Italia piena di sogni e speranze che si intreccia con la vita del protagonista negli anni '50-'60.