Elenco dei prodotti per la marca Gangemi

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Il Pastura nel duomo di Tarquinia....

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30,00 €
A due anni e mezzo di distanza dalla conclusione dell'ultimo restauro degli affreschi nel Duomo di Tarquinia - la cui relazione tecnica è peraltro ancora in itinere - la Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia promuove questa pubblicazione con l'intento di offrire nuovi contributi alla conoscenza dell'opera di Antonio del Massaro detto il Pastura. Oltre a presentare un'analisi accurata del ciclo mariano tarquiniese, il volume si sofferma sui principali presupposti storico-artistici dell'ultimo lavoro del Pastura. Ne evidenzia le relazioni con la situazione culturale e politica romana e con le collaborazioni prestate in trent'anni di carriera a Pinturicchio e ad altri protagonisti della pittura dell'Italia centrale a cavallo dei secoli quindicesimo e sedicesimo. Come è noto, a seguito dell'incendio del 1643, le "Storie di Maria", dipinte dal Pastura per la cappella dei Vitelleschi in presbiterio, vennero scialbate e nascoste ai fedeli e agli studiosi per duecentotrenta anni. Un'attenzione particolare, sostenuta anche dalla trascrizione di documenti inediti, è pertanto dedicata allo scoprimento del 1874 e al primo intervento di restauro degli affreschi così ragguardevoli. Viene infine presentato il pregevole ritratto scolpito sulla lastra tombale di Bartolomeo Vitelleschi, nipote del cardinale Giovanni, restaurato insieme con la pictura in presbiterio toto di cui fu il primo committente.

Ve lo vojo dì... Prima che me...

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15,00 €
"Visto che, come si dice a Roma, 'a pagà e a mori' c'è sempre tempo', ho pensato che il titolo di questa raccolta di proverbi, detti popolari e poesie romanesche potesse non essere considerato malaugurante, ma addirittura scaramantico... Iersera stamio tutti core a core davanti a 'n tubbo de Frascati secco co' Peppe, Ristodemo, Sirvio e Checco studianno le proposte der trattore. Ner tramontà sur monno che scolora, diceva er sole ar pino: 'Io m'avvio, conserveme `sti raggi frate mio fin'a domani che risorto fora'."

Una vita nelle istituzioni....

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40,00 €
"È il racconto della mia vita, legata alla Camera dei deputati, ove ho trascorso gran parte della mia attività professionale. Si sviluppa in tre parti." (L'autore)

Tesori aquileiesi dal...

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25,00 €
La Fondazione Aquileia è stata istituita nel 2008 in seguito all'accordo tra il il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Oltre al Ministero e alla Regione, soci della Fondazione sono il Comune di Aquileia e l'Arcidiocesi di Gorizia. Obiettivo della Fondazione è la valorizzazione dei monumenti, dei musei e del sito archeologico di Aquileia, iscritto dal 1998 nella World Heritage List dell'UNESCO, oltre che la creazione di un parco archeologico integrato con il tessuto urbano attuale. La Fondazione promuove inoltre la conoscenza dell'antica città con numerose iniziative, tra le quali le mostre organizzate in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale, l'Aquileia Film Festival, conferenze ed altri eventi di carattere culturale che nel 2019, in particolare, saranno dedicati ai 2200 anni di Aquileia. Fondata dai Romani nel 181 a.C., divenne, infatti, una delle più importanti città dell'Impero, oltre che un centro di irradiamento del Cristianesimo e sede di quella che per secoli fu la più grande diocesi della Chiesa, estendendosi dal Lago di Como all'Ungheria. Il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia fu istituito nel 1882 per ospitare la già cospicua raccolta di reperti archeologici provenienti dagli scavi e dai ritrovamenti effettuati ad Aquileia e nel territorio circostante, continuamente arricchitasi fino ai giorni nostri. Il percorso espositivo, rinnovato nel 2018, permette di ripercorrere la storia di una delle più importanti città romane dell'Italia settentrionale, della quale rimane testimonianza nelle rilevanti opere di scultura in pietra, nell'artigianato artistico in ambra, vetro e pietre semipreziose, oltre che nella ricca collezione di epigrafi e mosaici. Il Museo è un istituto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è assegnato al Polo Museale del Friuli Venezia Giulia. Il Kunsthistorisches Museum Wien, uno dei musei più grandi e importanti del mondo, fu fondato nel 1891 dall'Imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali e custodisce un enorme patrimonio artistico. Oggetti realizzati nell'arco di cinque millenni, dall'epoca egizia passando per l'antica Grecia e Roma fino al XIX secolo, testimoniano la passione degli Asburgo per il collezionismo. Particolare interesse è rivolto all'arte rinascimentale e a quella barocca. Di estrema suggestione per il visitatore sono la sontuosa architettura del Museo situato sulla Ringstrasse e il ciclo pittorico lungo l'imponente scalinata di rappresentanza.

Solo il dovere oltre il dovere. La...

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28,00 €
"Nostra politica mira a difendere purezza della nostra stirpe ed a rafforzare negli italiani (,) che hanno conquistato un Impero in Africa (,) quella profonda coscienza di razza che è essenziale ai grandi popoli colonizzatori (.)" (Indicazioni del Ministero degli Affari Esteri all'ambasciata di Tokio, 1938) "sono stati 'eliminati' mediante l'impiego di gas tossico" (Giuseppe Pièche, generale, 1942) "Nessuno dei deportati ha mai dato segno di vita, e si ritiene che siano stati in gran parte soppressi." (Guido Romano, console generale a Vienna, 1943) "Sulla sorte ad essi riserbata... non possono nutrirsi molti dubbi." (Dino Alfieri, ambasciatore a Berlino, 1943) "hanno ormai solo gli occhi per piangere." (Roberto Venturini, console di Skopje, 1943).

Roma. Esquilino 1870-1911 ...e nel...

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30,00 €
L'Esquilino è un "quartiere" di Roma geometricamente definito, a maglia regolare, realizzato ex novo sui colli orientali della città dopo il 1870, in un territorio di ben più antica frequentazione umana, le cui prime tracce risalgono alla Roma arcaica dell'ottavo secolo a.C, fornendo così un eccezionale esempio di stratificazione storica plurisecolare. Nella storia dell'Esquilino moderno, dal 1870 ad oggi, è possibile individuare più fasi di formazione: una fase iniziale durante la quale il nuovo "quartiere" viene progettato per segnare il passaggio tra la Roma pontificia e la Roma italiana, rielaborando di fatto quanto già avviato durante il pontificato di Pio IX; tale fase che travalica nel secolo XX sino agli anni che vedono al governo della città, in Campidoglio, Ernesto Nathan, il primo sindaco veramente laico della città dopo Luigi Pianciani; una seconda fase di assestamento in cui l'Esquilino, ridimensionato nei suoi confini amministrativi, vivendo gli anni della Grande Guerra prima, il regime fascista e l'esperienza bellica dopo, definisce e completa la maglia del suo tessuto socio-economico ed urbanistico giungendo sino agli anni Sessanta del secolo scorso, contrassegnati dal boom economico nazionale; una terza ed ultima fase, infine, ancora in atto, in cui l'Esquilino, multietnico e multiculturale, viene vissuto come zona di confine svolgendo un suo ruolo di cerniera tra una Roma ormai città-metropoli europea e le periferie povere del mondo, come una "grande porta urbana" attraverso cui ci si interscambia con le aree centrali della città. In questa lettura della formazione dell'Esquilino moderno, molto spazio viene dedicato a piazza Vittorio Emanuele II - che l'Esquilino "evoca, rappresenta e rimanda" - e che costituisce a tutti gli effetti la polarità di riferimento privilegiato, il baricentro da cui si originano quei virtuali cerchi concentrici di storia che si sono dipanati in successione temporale nel corso dei circa 150 anni di storia nazionale, a partire da quel 20 settembre 1870 in cui i bersaglieri del generale Cadorna penetrarono in Roma attraverso la breccia di Porta Pia per fare della città dei papi la capitale del nuovo Stato italiano.

Quella luce nella notte. Storia di...

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18,00 €
Questo è il romanzo di una donna, la Ste, che ha attraversato gran parte del Novecento sapendo vivere pienamente il suo tempo e proponendo al mondo la forza del suo sorriso alla vita, malgrado i tanti drammi personali. Ma questa è anche la storia di una famiglia per metà lombarda e per metà pugliese, con i suoi momenti felici, le sue tragedie, i suoi eroi di guerra, gli esempi di solidarietà, le improvvise inimicizie. E infine questo racconto è lo specchio della società italiana e della borghesia che l'ha caratterizzata per un secolo intero, tra successi, fallimenti, progressi sociali e persistenti arretratezze culturali. Le vicende narrate prendono vita attraverso una sorta di appassionato dialogo a distanza tra la Ste e suo figlio Cesare: un dialogo che risale il corso degli anni mettendo in luce momenti talvolta felici, talvolta difficili e dolorosi, e anche, in alcuni casi, decisamente comici. E la stessa Ste interviene nel racconto direttamente con la sua voce, proponendo a chi legge i suoi punti di vista sulle vicende di cui è stata, volente o nolente, protagonista.

Percorsi nella letteratura...

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26,00 €
Posti nel crocevia tra folklore, spiritualità ed estetica, gli yokai - le creature soprannaturali del folklore giapponese - costituiscono un mondo dalle innumerevoli risorse e sfaccettature per il ricercatore o chi, più semplicemente, viene rapito dal loro fascino e valore culturale. Assurgendo nei secoli a mezzo espressivo di paure e ansie, ma anche curiosità, perversioni e tabù dei giapponesi, gli yokai sono portatori di valenze variabili a seconda del contesto in cui sono inseriti e dal ruolo che ricoprono. Il presente volume nasce con l'obiettivo di tale ampio panorama attraverso tre distinti percorsi nella letteratura fantastica giapponese, uno relativo ai demoni, uno agli animali del focolare domestico e uno alle bestie fantastiche. Seguendo le gesta di queste creature il volume indaga aspetti relativi alla storia socio-culturale, all'arte e al folklore in senso diacronico, attraversando epoche e filoni letterari.

Mortali immortali. I tesori del...

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30,00 €
Con forti effetti scenografici potenziati dal contesto monumentale dei Mercati di Traiano, si presenta la mostra che vuole far conoscere al pubblico occidentale la civiltà del popolo Shu attraverso l'esposizione di 145 reperti provenienti dalle maggiori istituzioni museali della Provincia del Sichuan. Allestita fino all'11 marzo 2019 a Napoli, la mostra ha messo in scena 145 opere mai presentate in Europa in una rassegna così estesa ed ora aggiunge, come omaggio alla Roma Imperiale, 15 nuovi oggetti cultuali, tra i quali si distinguono tre bellissime maschere in bronzo. Non è solo il numero delle opere a colpire lo spettatore, ma il loro valore artistico e l'antica storia che raccontano. Esse sono infatti costituite dagli eccezionali ritrovamenti venuti alla luce nel corso di indagini archeologiche condotte a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso nella provincia del Sichuan, in particolare nei siti di Sanxingdui e Jinsha e nei cimiteri di Qinqbaijiang Shuangyan e Xindu Majia. Gli oggetti, appositamente selezionati dai curatori cinesi, coprono un lungo periodo di tempo, andando dal 1600 a.C. (epoca Shang) al 220 d.C. (epoca Han), ovvero fino alla scomparsa della cultura Shu. Essi indicano come la cultura Shu sia stata permeata da profonda religiosità, esprimendo un mondo nel quale gli uomini vivevano in armonia con le divinità e la natura, interrotto dalla conquista e trasformato dalla "consapevolezza della natura umana".

Lettere tra Paolo Giordano Orsini e...

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40,00 €
L'Archivio Storico Capitolino conserva tra i suoi fondi più importanti quello della famiglia Orsini (XII-XIX sec.). Durante il lavoro di riordinamento sono emerse più di cinquecento lettere scambiate tra Paolo Giordano Orsini I duca di Bracciano (1541-1585) e sua moglie Isabella de' Medici (1542-1576), figlia del Granduca di Toscana Cosimo I. Sono state anche rinvenute lettere spedite a Isabella dai fratelli, Lucrezia duchessa di Ferrara, Ferdinando cardinale, Francesco Granduca, oltre che da uomini e donne tra i più potenti del tempo, Caterina de Medici ed Elisabetta d'Asburgo regine di Francia, Enrico III, don Giovanni d'Austria, Caterina regina di Polonia, Margherita di Savoia e perfino da gente comune che le chiede protezione. Si tratta di una fonte molto importante non solo perché dimostra la funzione politica di entrambi i duchi di Bracciano nella Firenze e nella Roma del tardo Rinascimento, ma anche la complice intesa che li lega sin da bambini e la profonda attenzione che seppero dedicare agli affetti familiari. Queste lettere sono ancora quasi del tutto inedite, anche se l'autrice ne ha già utilizzato il contenuto per ricostruire le vicende dei due sposi che una lunga tradizione storiografica di matrice antimedicea aveva rivestito di tradimenti e delitti. In appendice lettere a Isabella dai fratelli, da sovrani, principi, ambasciatori e altri.

Le cartoline della Grande Guerra....

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30,00 €
Grandi storie in un piccolo spazio. La storia si può raccontare in tanti modi, ma un periodo narrato grazie a piccoli rettangoli di carta è un'impresa alquanto originale. Le cartoline, ormai un lontano ricordo, hanno ancora per noi che le abbiamo utilizzate, un immenso fascino. Ed è grazie a loro che in questo libro torniamo indietro, al tempo della Grande Guerra. Una storia tutta da guardare dove l'immagine, allora come oggi, diventa comunicazione.

L'inquisizione romana e i suoi...

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38,00 €
L'apertura nel 1998 dell'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede (ACDF) alla libera consultazione degli studiosi diede avvio a una stagione completamente nuova di ricerche sull'Inquisizione romana. A quel tempo, l'evento fu celebrato con una solenne Giornata di studio presso l'Accademia Nazionale dei Lincei, conclusa dal suo principale fautore, l'allora prefetto del Dicastero cardinale Joseph Ratzinger, oggi pontefice emerito Benedetto XVI. Nel ventennale dell'inizio di quell'avventura, si è tenuto dal 15 al 17 maggio 2018 il convegno internazionale L'Inquisizione Romana e i suoi Archivi. A vent'anni dall'apertura dell'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede. L'appuntamento, il quarto del ciclo Memoria Fidei, dedicato alla valorizzazione degli archivi ecclesiastici, è stato ospitato dalla Biblioteca del Senato, nella cornice dell'Insula Dominicana di Roma, che comprende anche la Biblioteca della Camera dei Deputati, la Biblioteca Casanatense e lo storico convento dei Frati Predicatori attiguo alla basilica di Santa Maria sopra Minerva. Una quarantina circa di studiosi, fra pionieri della prima ora e giovani ricercatori, si sono confrontati su vent'anni di indagini condotte in Archivio, gettando al contempo uno sguardo allo stato presente e all'avvenire degli studi. Si è delineato così un panorama quanto mai ricco di risultati: dalla storia delle idee religiose alla censura della letteratura, dall'approfondimento degli aspetti istituzionali al ruolo imprescindibile degli archivi nella ricerca storica, dalla psicanalisi alla santità canonizzata e non, dalla storiografia tra propaganda e censura al ruolo delle immagini sacre nella trasmissione della fede, dai rapporti fra Cristianesimo ed Ebraismo alla questione dei "cristiani nuovi", dall'immagine infine dell'Inquisizione nella coscienza collettiva alla letteratura e la pubblicistica intorno ad un argomento che continua a suscitare ampio interesse e a produrre risultati sempre nuovi e sorprendenti.

L'enigma dell'opera poligonale con...

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20,00 €
Tra le mura poligonali quelle di Amelia interessano particolarmente perché contengono un notevole numero di blocchi concavi. Una pietra concava genera nel sistema murario una condizione di doppio vincolo stante il fatto che entra in contatto con quella adiacente su due lati anziché su uno. Pertanto i blocchi concavi rappresentano un'innovazione strutturale che inserisce nelle mura poligonali, in modo intenzionale, altrettanti punti di vincolo di grado superiore con il risultato di ottenere una maggiore solidità di tutta l'opera muraria. Quelle straordinarie di Cuzco - molto più recenti rispetto alle mura di Amelia e qui documentate insieme ad altre in Italia e nel resto del mondo - costituiscono un'eccellente dimostrazione di questo principio. Nel tratto delle mura poligonali di Amelia designato con le lettere E-F nelle tavole di rilievo, sono presenti due pietre concave che entrano in contatto tra loro addirittura su tre lati. Una rarità che ha meritato la copertina. Il rilievo delle mura di Amelia è stato eseguito nell'ambito dell'incarico del 1993 per la redazione del progetto del piano particolareggiato relativo alla parte Sud fuori le mura, finalizzato alla valorizzazione culturale-sociale e della viabilità, affidato dal Comune - Sindaco Luciano Lama - al Prof. Arch. Sergio Lenci (1927-2001) e all'ing. Enrico Marcucci (1932-1995). All'interno del gruppo di progettazione, Ruggero Lenci è stato incaricato del rilievo delle mura che ha eseguito negli anni 1993-94 con l'ausilio di tecniche fotografiche, informatiche e grafiche. I disegni fanno parte del Fondo del Prof. Arch. Sergio Lenci, curato e conservato dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio. Nell'ambito delle attività universitarie, La Sapienza ha finanziato per l'anno 2016 una ricerca di Ateneo finalizzata allo studio sull'opera poligonale all'interno della quale è stato dato ampio spazio alla pubblicazione dei disegni di rilievo delle mura di Amelia, oltre che alla documentazione del crollo di un tratto delle stesse verificatosi lungo via Nocicchia il 16 Gennaio 2006. Saggi di Ruggero Lenci, Gianluigi Lerza, Chiara Luchino.

L'arte ritrovata. L'impegno...

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25,00 €
"L'arte ritrovata" raccoglie materiali archeologici databili in un lunghissimo arco di tempo compreso fra la tarda età del Ferro etrusca (fase orientalizzante) e il periodo imperiale romano. Nell'impianto dell'allestimento, suddiviso in tre sale, nella prima si rende omaggio a una scultura di grande valore artistico conservata al Museo Nazionale Romano, l'Artemide marciante. La seconda sala accoglie parte della fronte di un pregevole sarcofago con scena di Amazzonomachia di età romano-imperiale, custodita nell'Antiquarium comunale del Celio, da tempo chiuso al pubblico; accanto il rilievo sempre imperiale con Ercole e Onfale dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L'ultima sala accoglie due spazi dedicati all'archeologia. Da un lato i resti degli affreschi in II stile pompeiano testimoniano la depredazione del patrimonio culturale attorno alla città di Pompei: i tre frammenti di parete dipinta con ariosa scenografia architettonica appartengono a uno o più ambienti di una villa extra-urbana, di cui sono noti altri resti purtroppo non rientrati in Italia, stilisticamente affine ad alcune sale della villa imperiale di Oplontis, la cosiddetta Villa di Poppea. Dall'altro lato della sala troviamo invece una sintesi di reperti provenienti dal sequestro Horiuchi, compreso nella complessa operazione "Andromeda", elementi che originariamente componevano corredi funebri preromani profanati in Puglia settentrionale, Sicilia ed Etruria meridionale.

Innovazione democratica e...

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30,00 €
Il tema della partecipazione è stato all'origine di varie forme di innovazione democratica. Nel volume sono presentati esempi di attivazione dei cittadini e di istituzioni pubbliche che hanno prodotto innovazione democratica e rafforzato la democrazia rappresentativa. La prima tesi di questo lavoro, infatti, è che è errato contrapporre, come molti fanno, democrazia diretta a democrazia rappresentativa perché una tende a rafforzare l'altra. La seconda è frutto di un apprendimento: prima di essere realizzata, concretamente, ogni rivendicazione di democrazia diretta è sempre apparsa temibile, insopportabile, strana, cioè pericolosamente populista, salvo poi rivelarsi, naturale, sopportabile, domestica. Un tema trasversale della ricerca qui presentata è la problematizzazione della difficile relazione tra la cultura politica della Sinistra italiana e la questione della partecipazione. Storicamente, l'innovazione democratica e l'attivazione dei cittadini sono state discusse come un fattore di disintermediazione che negava il ruolo fondamentale di intermediazione del partito - nella selezione della classe dirigente e nella scelta delle strategie riformatrici - nonché la funzione direttiva del politico. Con un saggio di Francesca Gelli.

InfraBIM. Il BIM per le infrastrutture

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39,00 €
Grazie ai contributi raccolti in questo volume, l'obiettivo degli autori è quello di porre l'attenzione su due elementi essenziali per l'industria delle costruzioni 4.0: l'innovazione, attraverso il Building Information Model/Modeling (BIM) e l'interoperabilità dei dati tra le persone e tra gli strumenti; le infrastrutture, quale volano di sviluppo per il Paese, caposaldo dal quale non si può assolutamente prescindere. Da qui il titolo del volume "InfraBIM. Il BIM per le infrastrutture", con considerazioni di carattere sia generale che di dettaglio, relative alla metodologia di lavoro che pone nel valore della conoscenza le basi essenziali per un sistema delle costruzioni al passo con il cambiamento tipico dell'epoca digitale (Industria 4.0). Il volume è strutturato in quattro capitoli che illustrano le ragioni del cambiamento, attraverso il contributo di players importanti sul territorio nazionale in tema di infrastrutture e di diverse realtà professionali italiane che operano anche all'estero e che utilizzano il BIM nell'attività quotidiana. Infine, vengono introdotti possibili scenari futuri legati non solo all'Industria 4.0 ma anche e soprattutto alla Società 5.0 in relazione alle disruptive technologies e all'impatto che esse potranno avere nell'industria delle costruzioni. Nella collaborazione per questo lavoro, gli autori hanno consolidato l'idea che l'innovazione tecnologica è inevitabile. Sta ai singoli decidere se coglierla come opportunità o subirla come imposizione. Si tratta chiaramente di gestire una complessità, che deve essere affrontata con buona volontà e con un giusto investimento di risorse umane e tecnologiche. Risulta pertanto essenziale traguardare il futuro, anziché arroccarsi sul passato, anche perché, per quanto testimoniato dai diversi contributi del volume, emerge chiaramente che "il futuro è oggi".

Il vegliardo neonato. Confidenze e...

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20,00 €
In vista del capolinea è probabilmente naturale darsi un'occhiata alle spalle e interrogarsi sul significato complessivo della propria esistenza. Qui l'autore, con una certa meraviglia, trova che la vita non è un percorso rettilineo, ma un disegno ciclico. La vita finisce là dove era cominciata. Il vegliardo si scopre neonato, non distingue più fra giorno e notte, perde il controllo dei suoi movimenti intestinali, farfuglia e inventa una sua lingua che nessuno riesce a capire. Dal neonato al vegliardo, e viceversa, la vita continua, il desiderio s'accende, la speranza non muore.

Il tempo sulla pietra

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30,00 €
La raffigurazione dei mesi dell'anno è un tema che vanta una storia molto lunga. Le sue origini sono da ricercarsi nell'antichità, ma è in pieno medioevo che si registra il suo sviluppo più significativo. Quando, sul finire dell'XI secolo, la scultura diventa un veicolo privilegiato della Chiesa per accogliere grandi programmi figurativi indirizzati a presentare ai fedeli le chiavi della salvezza, i mesi entrano infatti "di diritto" nella decorazione di importanti edifici sacri, dialogando con le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, e facendo emergere, in controluce, la temporalità dell'uomo sulla terra. Il libro vuole sottolineare l'importanza della scultura quale mass medium per la diffusione dei cicli monumentali dei mesi nell'Europa dei secoli XII e XIII, e la ricchezza di significati che essi trasmettevano. Solo in apparenza meramente descrittive delle attività stagionali che scandiscono il passaggio del tempo, queste immagini, corrispondenti ai proverbi dei mesi ancora oggi in uso, ma la cui origine si perde nella notte dei tempi, erano infatti capaci di evocare di volta in volta numerose e diverse associazioni. In questo vasto e diversificato orizzonte polisemico, c'è però spazio per una nuova interpretazione, la quale poggia su un duplice piano, insieme simbolico e precettistico, e si lega, per certi versi, e sorprendentemente, all'improvviso cambiamento climatico definito dagli studiosi Massimo Solare Medievale.

Il castello di Santo Stefano a...

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45,00 €
Il complesso monumentale dell'abbazia-castello di Santo Stefano sorge in Puglia, lungo il percorso della via Traiana, a 3 km a SE della città costiera di Monopoli e a circa 5 km dal sito archeologico di Egnazia.

Il bastone dell'antenata

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18,00 €
Il racconto del potere di un bastone antico accompagna le generazioni prendendo esempio da quelle che lo hanno visto come sostegno degli equilibri passati. Presente nei momenti più significativi dell'esistenza dei protagonisti il vecchio legno racchiude tutta la vigoria che rappresenta nell'espressione scolpita della giovane capretta che conclude il pomo di sostegno. Un'allegoria che è danza dei sentimenti. Un mondo aristocratico e contadino, del tempo che fu e si ritrova oggi. Mondo che rappresenta il volto orgoglioso della caparbietà di esistere. Ciascuno ricerca nel bastone ritrovato, a volte per caso a volte con intenzione, la storia della propria vita nelle espressioni che le si attribuiscono. Storia che si evidenzia nel romanzo attraverso le donne della famiglia. Padri, fratelli, mariti, amanti scivolano nel contesto di una Basilicata carica di pregiudizi, ma anche aperta a ciò che avviene al di là delle sue terre. Intraprendenti e fiere le donne non usano il bastone per sorreggere il loro abbandono, ma lo innalzano come simbolo di un'audacia che della intraprendenza ne ha fatto vanto. E l'uomo le sostiene.

I re etruschi di Roma

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15,00 €
Quale importanza hanno avuto gli etruschi nella prima fase storica di Roma? È vera la leggenda di Demerato, il padre di Tarquinio Prisco? Come ha raggiunto il potere Tarquinio Prisco? Servio Tullio era veramente etrusco di sangue oppure era un uomo latino, preso sotto la protezione di Tarquinio stesso? Quali sono state le riforme di Servio, così importanti al tal punto da fare sì che il sovrano fosse stato definito un secondo Romolo? Chi ha ucciso veramente Servio Tullio? L'episodio di Lucrezia è verità storica o è leggenda? Cosa sono i libri sibillini? Quali sono state le mosse tattiche di Tarquinio il Superbo per tentare di riprendersi il trono? Questo manoscritto è un'indagine sulle figure degli ultimi tre re di Roma, i re etruschi. Le loro origini, le loro vicende storiche. Con una panoramica di indagine anche sulle figure di Porsenna e di Aristodemo di Cuma, e i loro ruoli rispettivi nella storia iniziale di Roma.

I cantieri del POIN MiBACT. Vol. 2

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26,00 €
Il volume offre una panoramica di quanto programmato ed ammesso a finanziamento con il Programma operativo interregionale (POIn) "Attrattori culturali, naturali e turismo" 2007- 2013 e con il Piano di azione coesione (PAC) "Valorizzazione delle aree di attrazione culturale". Il principale obiettivo del POIn è stata la valorizzazione degli attrattori culturali e naturalistici delle Regioni Obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) con l'intento di rinnovare la competitività dei territori e innescare un meccanismo virtuoso utile alla rinascita del Mezzogiorno. Il presente contributo intende offrire una puntuale informazione sulle finalità perseguite con il POIn e con il PAC, che hanno visto il MiBACT-segretariato generale coinvolto anche in qualità di organismo intermedio, a seguito di delega conferita dall'autorità di gestione. La sfida che ci si è posta era quella di riprogrammare in modo efficiente ed efficacia il programma interregionale, che presentava significativi ritardi e criticità. L'impegno assunto non era affatto semplice, i soggetti attivi erano molteplici e le aspettative notevoli, sia in termini di risultati intermedi che di risultati finali. Si può dire che la sfida è stata vinta facendo leva su tre fattori principali: una governance forte e determinata, un partenariato con le regioni leale e collaborativo, una strategia di integrazione con il Piano di azione coesione (PAC). A seguito della fase oggettivamente faticosa di riprogrammazione del POIn, compiuta con l'obiettivo di migliorare l'efficacia e l'efficienza del Programma e recuperare i ritardi accumulati, si è avuta l'adesione al PAC, in cui è confluito un nutrito gruppo di interventi semplificando, uniformandola, la stessa governance del programma al fine di pervenire ad una azione tempestiva nella risoluzione di ogni eventuale criticità che si sarebbe potuta presentare agendo sull'uno o sull'altro programma. È possibile pertanto cogliere la strategia attuata tramite un'azione sinergica tra il POIn e il PAC che, congiuntamente, hanno costituito una piattaforma attuativa tramite la quale sono state fronteggiate situazioni anche complesse come il "Grande progetto Pompei", inserito nell'asse I del POIn. Entrambi i programmi hanno felicemente concluso gli interventi finanziati, contribuendo al rafforzamento fisico dell'infrastruttura culturale primaria del Mezzogiorno mediante interventi di tutele e conservazione, integrati strettamente con gli interventi di valorizzazione al fine del miglioramento delle condizioni di offerta e di fruizione del patrimonio culturale delle aree interessate, e di conseguenza all'aumento del numero dei visitatori e all'incremento degli impatti positivi sull'economia dei territori.

Giorgio de Chirico. Ritorno al...

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35,00 €
La mostra Giorgio de Chirico. Ritorno al Futuro, Neometafisica e Arte Contemporanea propone un dialogo tra la pittura neometafisica di Giorgio de Chirico e le generazioni di artisti che, in particolare dagli anni Sessanta in poi, sono stati influenzati dalla sua opera, riconoscendolo come il maestro che ha ispirato la loro nuova visione. La mostra mette in relazione le opere di de Chirico con tendenze dell'arte italiana e internazionale come la Pop art di Andy Warhol, Valerio Adami, Franco Angeli, Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Ezio Gribaudo, Gino Marotta, Ugo Nespolo, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Emilio Tadini. La mostra presenta anche un grande prosecutore della Metafisica come Fabrizio Clerici, la pittura di Renato Guttuso e di Ruggero Savinio insieme ad artisti internazionali come Henry Moore, Philip Guston, Bernd e Hilla Becher. Il percorso presenta maestri dell'arte povera come Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto, le visioni concettuali di Fabio Mauri, Claudio Parmiggiani, Luca Patella e Vettor Pisani, fino ad arrivare alle ombre geometriche di Giuseppe Uncini, alla fotografia di Gianfranco Gorgoni, alle sculture di Mimmo Paladino, ai dipinti di Alessandro Mendini e di Salvo, al mistero di Gino De Dominicis, ai tableaux vivants di Luigi Ontani, a protagonisti delle ultime generazioni internazionali come Juan Muhoz, Vanessa Beecroft e Francesco Vezzoli. Oltre al prestito delle opere neometafisiche della Fondazione Giorgio e lsa de Chirico, la mostra presenta un'animazione digitale di Maurice Owen e Russell Richards insieme a opere di artisti contemporanei provenienti dalle collezioni della GAM di Torino e tra questi Claudio Abate, Gabriele Basilico, Luigi Ghirri, Franco Fontana, Fausto Melotti. Una piccola sezione della mostra, come un inserto prezioso, è riservata al tema della citazione e della copia, esercizio prediletto da de Chirico nella sua lunga ricerca sulla pittura dei grandi maestri e presenta un disegno originale di Michelangelo proveniente da Casa Buonarroti, insieme a disegni di de Chirico dedicati allo studio degli affreschi michelangioleschi della Volta della Cappella Sistina e a opere del famoso ciclo su Michelangelo di Tano Festa.

Gerace. Città magno-greca delle...

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«Gerace, Città Magno-Greca delle Cento Chiese, è avvincente e suggestivo per molti motivi. Appare anzitutto come un viaggio in un paese della provincia italiana, in una regione percepita come periferica, come la Calabria. E qui iniziano le prime sorprese, nello scoprire una vitalità umana, sociale e culturale inattesa; popolata da presenze attive e consapevoli, in un viaggio che è al tempo stesso nella memoria del suo autore ma anche nella storia del nostro Paese. Storia vista attraverso la lente accessibile e a misura d'uomo di vicende e storie locali, in cui tuttavia si sente l'eco di un periodo in cui l'Italia viveva grandi cambiamenti. Il tutto corredato da interventi di diversi geracesi - alcuni dei quali divenuti figure culturali di spicco, spesso lontano da Gerace - cui l'autore dà sapientemente voce perché ciascuno racconti un aspetto della sua città. E così che si forma un caleidoscopio di sguardi e di impressioni, la cui progressione - conclusa da alcune note familiari dell'autore - porta a un risultato inaspettato e paradossale: quello di far gradualmente evaporare la nitida immagine di Gerace. Immagine che evapora perché si afferma sempre più il senso di sfogliare una storia che potrebbe essere quella di mille borghi d'Italia, e di raccontare una memoria che potrebbe essere quella di ognuno di noi.» (Prof. Lorenzo De Sio)

Esuli

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Damnatio memoriae. Personaggi,...

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Quando l'Imperatore moriva o veniva ucciso e quando il suo operato, la sua vita, lui stesso, veniva giudicato empio, dannoso per l'impero e l'immagine di Roma, veniva condannato alla damnatio memoriae. Tutte le sue immagini, il suo nome, le opere da lui firmate e dedicate, le statue ed ogni altra cosa che lo ritraevano o lo nominavano venivano distrutte: un processo di cancellazione, un tentativo di non-esistenza... Tuttavia qualcosa rimaneva: rimaneva forse il ricordo affidato alla memoria, rimaneva qualche traccia del suo passaggio, rimaneva qualche cicatrice in qualche cuore e in qualche luogo. La macchina fotografica diventa così un terzo occhio, una "liaison" spesso molto pericolosa tra la realtà e il ricordo: un frammento di un naufragio del quale tutto si vuole dimenticare e tutto si ricorderà: una Dannazione della Memoria.

Dalla casa al paesaggio. Edilizia...

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I quartieri di edilizia residenziale pubblica hanno accumulato nel tempo significati e ruoli contrastanti. Interventi legati a programmi di welfare, sono stati occasione per sperimentazioni tipologiche ma spesso sono diventati spazi di degrado. Hanno saputo rivelarsi luoghi di socialità ma hanno anche determinato effetti segregativi. Hanno contribuito alla realizzazione di attrezzature collettive ma non di rado sono rimasti incompleti. Sono stati oggetto di discredito ma si sono rivelati nel tempo un'importante risorsa patrimoniale. Sono quartieri che occupano oggi una posizione strategica nella compagine urbana perché sono aree di frangia in cui si dissolve la città consolidata e si dilata un paesaggio esteso a scala territoriale con orizzonti che includono spesso ambiti agricoli. La città pubblica continua a rappresentare una sfida per il progetto dell'esistente. E richiede di accantonare vecchi pregiudizi per orientare il nostro sguardo ad individuare nel disegno degli spazi aperti e nella riconnessione di trame ambientali le nuove potenzialità di rigenerazione. A partire dal tracciato di due antiche vie consolari, la Salaria e la Casilina, il volume inquadra una porzione di territorio ai margini del Grande Raccordo Anulare di Roma, dove si addensano quartieri di edilizia pubblica, costruiti nel secondo Novecento, innervati da ampi spazi aperti non distanti dal corso dell'Aniene. I contributi raccolti invitano a riscoprire il legame con la geografia e la storia dei siti, a prendere atto delle stratificazioni sociali, ad attraversare e ri-conoscere nuovi paesaggi urbani per superare frammentazioni e intessere nuovi fertili dialoghi con i luoghi del nostro abitare.

Coaching. La valigetta degli strumenti

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45 schede di utili strumenti, ciascuna con la propria modalità di utilizzo, che consentono lo sviluppo di 15 capacità di base, necessarie ai manager, per svolgere efficacemente il proprio specifico ruolo organizzativo in azienda. Per esempio, il direttore di produzione e il direttore commerciale usano capacità che sono comuni a entrambi, ma altre sono diverse perché diversa è l'attività svolta. Quindi è importante allenare proprio quelle capacità che sono effettivamente necessarie a ciascuno, in quel tipo di ruolo. Questo libro si caratterizza inoltre per "poca teoria e molta pratica" e è una vera e propria "cassetta degli attrezzi", semplice e facile da usare.

Berlino 1908-1933. Itinerari di...

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«Sulla facciata degli edifici non è scritta soltanto la data della loro nascita, ma sono scritti gli umori pure, i costumi, i pensieri più segreti del loro tempo», scriveva Alberto Savinio, sostenendo che la memoria è intimamente legata ai luoghi e che l'architettura, veicolandone il ricordo, aiuta l'uomo a definire il suo rapporto col tempo. Questo libro ha per oggetto l'architettura moderna a Berlino negli anni della Repubblica di Weimar. È incentrato su ventisei opere realizzate nella capitale tedesca dagli inizi del Novecento all'ascesa del nazionalsocialismo, periodo in cui la città sperimenta una straordinaria vitalità culturale. La scelta è caduta su opere di Behrens, Mies, Mendelsohn, Poelzig, i fratelli Taut e Martin Wagner che hanno lasciato una profonda impronta sugli sviluppi dell'architettura contemporanea, ma anche su lavori di Muthesius, Schmitthenner, Scharoun, Häring, Gutkind, Krämer e Höger, autori che la storiografia ha relegato a un ruolo secondario per aver preso le distanze dall'ortodossia modernista. Il volume ruota intorno ad alcuni temi ricorrenti: la modernità dialettica che fa di Berlino, ancora oggi, una città unica nel panorama dell'architettura europea, l'idea di funzione oltre il significato di mera rispondenza all'uso, il rapporto con la tradizione, la perizia costruttiva come fonte di creatività; tutti temi che inducono a riflettere sulle abusate classificazioni che hanno pesato non poco sul destino storiografico dei protagonisti di quella stagione. Presentazione di Paolo Portoghesi.

Acea e Roma. 110 anni di luce....

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38,00 €
I 110 anni di Acea rappresentano un'occasione per ripercorrere la storia della Società dagli anni del Sindaco Ernesto Nathan e dell'assessore Giovanni Montemartini, ritenuti Padri fondatori di ACEA, attraversando gli anni della guerra, dell'espansione della città durante i quali si ebbe un notevole ampliamento e potenziamento degli impianti, fino ai giorni più recenti. È l'occasione per raccontare il legame con il nostro territorio, un legame profondo, unico e speciale, fatto di storie che non tutti conoscono ma che testimoniano il valore, l'impegno nella realizzazione di grandi opere che celebrano uno sviluppo oggi sempre di più al servizio del cittadino.

9 itinerari x 100 architetture del...

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40,00 €
Il volume è il risultato di una rilevante attività di schedatura del patrimonio architettonico regionale del Novecento da parte delle Sezioni Basilicata e Puglia del Do.co.mo.mo Italia, realtà radicate in un territorio antico.

2° rapporto «minori stranieri» e...

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Questo 2° Rapporto dedicato ai "minori stranieri" che entrano nel circuito penale rappresenta anzitutto l'impegno a riprendere ed approfondire, alla luce dei recenti e importanti interventi normativi in materia - la legge n. 47/17 ed il successivo decreto legislativo 220/17 - la riflessione e lo spazio di confronto avviati anni fa dall'allora Dipartimento per la Giustizia minorile su un tema complesso e delicato quale quello dei minori stranieri in Italia, con specifica attenzione ai minori stranieri che, commesso un reato, entrano in contatto con il sistema penale minorile italiano. Il profondo cambiamento intervenuto all'interno del Dipartimento, oggi per la Giustizia minorile e di comunità, impone di significare adeguatamente e con rinnovato slancio questo simbolico passaggio del testimone, conferendo nuovo impulso ai percorsi già tracciati, preziosi ed imprescindibili punti di partenza. Il lavoro precedentemente svolto si era strutturato attraverso interventi di complessiva ricognizione, per poi passare ad una più specifica lettura della tipologia di minori stranieri che, poiché entrati nel circuito penale, interessano ed impegnano direttamente l'azione della Giustizia minorile. Il tema dei minori stranieri, particolarmente sensibile sotto una molteplicità di profili, propone all'attenzione di tutte le istituzioni e della comunità sociale, delicatissime questioni, tra le tante, i diritti civili, il confronto sullo ius soli, per i minori stranieri nati in Italia, la tutela dei minori non accompagnati particolarmente esposti al rischio di sfruttamento o induzione a delinquere. Questo elaborato intende, pertanto, contribuire ad approfondire la conoscenza del fenomeno nel suo complesso anche attraverso una analisi delle risposte sino ad oggi fornite, prima tra tutte quella in sede legislativa, con particolare riferimento alla citata legge n. 47 intervenuta nell'aprile del 2017 anno che ha tra gli obiettivi anche quello di individuare puntuali ed omogenee forme di tutela per i minori stranieri non accompagnati.