Garibaldi Luciano

Garibaldi Luciano

Campo 10. La verità sul campo dell'onore

Borsani Benedetta
Solfanelli

Disponibilità Immediata

10,00 €
Al Campo 10 del Musocco, il Cimitero Maggiore di Milano, riposano più di mille uomini e donne, militari e civili, eroi di guerra e semplici cittadini, per la maggior parte assassinati a Milano e nei territori limitrofi all'indomani del 25 Aprile 1945. A partire dal 1965, dieci anni dopo la loro morte, anno dopo anno, i loro resti, fino ad allora sepolti in fosse anonime, furono sistemati al Campo 10 per una precisa scelta delle vedove, delle madri e dei genitori. Questo libro narra la storia del Campo 10.

Così affondammo la Valiant. La più grande...

Garibaldi Luciano
Lindau

Disponibilità Immediata

14,50 €
La seconda guerra mondiale ha portato all'Italia sconfitte e umiliazioni. Il Paese non era preparato al conflitto, gli italiani non lo volevano. I vertici militari, spesso incompetenti, erano divisi da rivalità e gelosie. Una cosa però è certa: moltissime volte i nostri soldati si sono comportati con coraggio, valore e grande dignità, tanto da meritare il rispetto e anche l'ammirazione dei nemici. È il caso degli uomini della Decima MAS, guidati dal principe romano Junio Valerio Borghese. Fra le tante imprese di questa piccola unità nel Mediterraneo, la più notevole fu l'attacco al porto di Alessandria d'Egitto, il 18 dicembre 1941. L'azione fu portata a termine da sei intrepidi che, letteralmente "cavalcando" tre siluri, affondarono due corazzate inglesi, la Valiant e la Queen Elizabeth. Quegli uomini erano il tenente di Vascello Luigi Durand de la Penne, il capitano del Genio Navale Antonio Marceglia, il capitano delle Armi Navali Vincenzo Martellotta, e i sottufficiali Emilio Bianchi, Spartaco Schergat e Mario Marino. Ma come si svolse esattamente l'operazione? Come fu progettata? Quali rischi corsero i nostri soldati? E, ancora, cosa voleva dire far parte della Decima MAS e operare agli ordini del comandante Junio Valerio Borghese?

Giano Accame. Nella storia e nella cultura del...

Garibaldi Luciano
Solfanelli

Disponibilità Immediata

9,00 €
«Nato a Stoccarda nel 1928 da madre tedesca e padre italiano, il 25 aprile 1945, all'età di diciassette anni non ancora compiuti, Giano Accame si arruolò volontario nella Marina della RSI. Ma la sera di quel giorno fatale fu catturato dai partigiani. Per sua fortuna, la formazione che lo aveva imprigionato non era formata soltanto da comunisti. Così, riuscì a salvare la pelle. Aderì, fin dalla sua fondazione, al MSI per poi lasciarlo nel 1956, stanco delle polemiche interne, e preferendo impegnarsi nel giornalismo, sua grande passione. Divenuto presto una delle più seguite firme de "Il Borghese" e di varie altre testate, gli fu affidata la direzione del "Secolo d'Italia" dal 1988 al 1990. Chiamato a dirigere "Nuova Repubblica", il settimanale fondato da Randolfo Pacciardi, divenne segretario nazionale dell'Unione Democratica per la Nuova Repubblica. Suoi punti fermi: portare avanti gli ideali di patria e giustizia sociale; perseguire la pacificazione. Questo libro è un omaggio postumo a un grande italiano che predicò la comprensione quando, per fare carriera politica, era richiesto l'odio: dagli anni giovanili a Genova, agli anni della maturità a Roma. Una figura da riscoprire in questo periodo di incertezze.»

Eventi e protagonisti del ventennio fascista

Garibaldi Luciano
Archivio Storia

Disponibilità Immediata

18,00 €
Ad oltre settant'anni dalla fine dell'Italia fascista è non solo possibile, ma doveroso, storicizzare uno dei periodi più intensi della storia della penisola. E quanto hanno fatto gli autori, fornendo del Ventennio un ritratto in controluce: né tutto male, né tutto bene. In effetti, in quegli anni furono varate leggi e realizzate riforme sicuramente positive come, ad esempio, il blocco dell'inflazione e della svalutazione della lira, l'istituzione della previdenza sociale, la bonifica delle paludi, la conciliazione tra Stato e Chiesa. Per contro, si verificarono eventi deprecabili come le leggi razziali, la fine della libertà di stampa, la folle entrata in guerra contro Francia e Inghilterra. Oltre alla storia del Ventennio, raccontata con stile giornalistico nei trenta capitoli dedicati agli "eventi" (dalla "marcia su Roma" alla morte del Duce sul lago di Como), il lettore potrà ripercorrere le brevi e stimolanti biografie degli ottanta principali personaggi della storia italiana del Ventennio: dalle figure più rappresentative del fascismo (D'Annunzio, Gentile, Ciano, Balbo, Badoglio, Graziani) agli esponenti più celebri dell'opposizione (De Gasperi, Pertini, Nenni, Togliatti, Matteotti, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli).

I giusti del 25 aprile. Chi uccise i partigiani...

Garibaldi Luciano
Ares

Disponibilità Immediata

14,00 €
Il libro, pubblicato in occasione del sessantesimo anniversario della Liberazione, è l'avvincente racconto dell'eroica vita e della tragica e misteriosa morte di Aldo Gastaldi «Bisagno», comandante della leggendaria Divisione Cichero che combatté contro fascisti e tedeschi sull'Appennino ligure-emiliano, di Ugo Ricci «il capitano», l'eroe della Resistenza in Val d'Intelvi, e di Edoardo Alessi «Marcello», comandante della Prima Divisione Alpina Valtellina. Tutti e tre ufficiali del Regio Esercito, erano uniti da una comune e intensa fede religiosa e ispirati a un progetto di pronta riconciliazione con il nemico sconfitto. Se fossero vissuti dopo la Liberazione, avrebbero sicuramente impedito che fosse sparso il «sangue dei vinti». Ma due di essi furono uccisi nel momento culminante della loro battaglia. Da chi? Dai fascisti o dai comunisti? E il terzo, la medaglia d'oro Aldo Gastaldi, ruzzolò o fu fatto ruzzolare sotto le ruote di un camion, che ne stritolò il corpo, mentre riportava a casa i ragazzi che avevano combattuto al suo fianco sulle montagne? Su questi autentici «gialli» della recente storia d'Italia, rapidamente archiviati dalla storiografia ufficiale, indaga il libro di Luciano Garibaldi, che si avvale delle testimonianze raccolte da Riccardo Caniato, Luigi Confalonieri e Alessandro Rivali.

O la croce o la svastica. La vera storia dei...

Garibaldi Luciano
Lindau

Disponibilità Immediata

18,00 €
Il primo religioso tedesco a finire in un lager fu il gesuita Josef Spieker. In una predica a Colonia, nel 1934, aveva esclamato: «La Germania ha un solo Führer ed è Cristo!». Il primo a essere eliminato dai nazisti fu monsignor Bernhard Lichtenberg, arciprete della cattedrale di Berlino: aveva pregato assieme a un gruppo di ebrei. Non fu che l'inizio di una sfida senza equivoci che si concluse con il sacrificio di quattromila sacerdoti e religiosi cattolici. Alla guida di questa eroica impresa, due grandi pontefici: Pio XI e Pio XII. Il presente libro racconta la vera storia dei rapporti tra la Chiesa e il Nazismo chiudendo definitivamente la disputa sui presunti silenzi di Pio XII, il papa che Reinhard Heydrich - il promotore della «soluzione finale del problema ebraico» - in un rapporto segreto definì «schierato a favore degli ebrei, nemico mortale della Germania e complice delle potenze occidentali». Sono molte le vicende puntualmente ricostruite da Luciano Garibaldi in queste pagine avvincenti: a cominciare dalla testimonianza del generale Karl Wolff, il comandante delle SS in Italia, che ricevette da Hitler l'ordine di arrestare Pio XII e trasferirlo nel Liechtenstein, ma riuscì, in maniera romanzesca, a vanificare quel progetto, meritandosi l'assoluzione a Norimberga. E poi i due enigmi che ancora accompagnano Claus von Stauffenberg, l'ufficiale che il 20 luglio 1944 tentò di uccidere il Führer: se cioè sia vero che il colonnello, fervente cattolico, prima di collocare la bomba si sia confessato dal vescovo di Berlino, ne abbia ottenuto l'assoluzione e si sia comunicato; e se si possa affermare che il Vaticano fu preventivamente informato dell'Operazione Valchiria. E ancora: la fiera opposizione del vescovo Clemens von Galen, il «leone di Münster», la rivolta ideale di Sophie Scholl e dei suoi compagni della «Rosa Bianca», la resistenza delle donne tedesche che si batterono per la fede e la carità contro l'antisemitismo nazista, la leale difesa compiuta da non pochi ebrei, anche famosi, di Pio XII, un papa ingiustamente diffamato; e infine, per una informazione completa e obiettiva, la storia di sacerdoti e monsignori che si schierarono a fianco di Hitler.

Così affondammo la Valiant. La più grande...

Garibaldi Luciano
Lindau

Disponibilità Immediata

14,50 €
La seconda guerra mondiale ha portato all'Italia sconfitte e umiliazioni. Il Paese non era preparato al conflitto, gli italiani non lo volevano. I vertici militari, spesso incompetenti, erano divisi da rivalità e gelosie. Una cosa però è certa: moltissime volte i nostri soldati si sono comportati con coraggio, valore e grande dignità, tanto da meritare il rispetto e anche l'ammirazione dei nemici. È il caso degli uomini della Decima MAS, guidati dal principe romano Junio Valerio Borghese. Fra le tante imprese di questa piccola unità nel Mediterraneo, la più notevole fu l'attacco al porto di Alessandria d'Egitto, il 18 dicembre 1941. L'azione fu portata a termine da sei intrepidi che, letteralmente "cavalcando" tre siluri, affondarono due corazzate inglesi, la Valiant e la Queen Elizabeth. Quegli uomini erano il tenente di Vascello Luigi Durand de la Penne, il capitano del Genio Navale Antonio Marceglia, il capitano delle Armi Navali Vincenzo Martellotta, e i sottufficiali Emilio Bianchi, Spartaco Schergat e Mario Marino. Ma come si svolse esattamente l'operazione? Come fu progettata? Quali rischi corsero i nostri soldati? E, ancora, cosa voleva dire far parte della Decima MAS e operare agli ordini del comandante Junio Valerio Borghese?

Foibe. Un conto aperto. Il testamento di Licia...

Mondoni Rossana
Solfanelli

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6,00 €
Licia Cossetto, sorella di Norma, la prima martire delle foibe, è stata trascinata nella tragedia che ha coinvolto anche suo padre e molti altri familiari, diventando portavoce e testimone di quella storia del confine orientale che, alla fine della Seconda guerra mondiale, ha coinvolto Istriani, Fiumani, Dalmati, strappandoli dalle loro terre solo perché volevano rimanere italiani e non erano disposti ad accettare il regime comunista del maresciallo Tito. Della storia delle sue genti, Licia rimase testimone coerente e fedele fino alla fine, condusse con coraggio molte battaglie per far emergere la verità dei fatti contro chi tendeva e tende a confondere e sminuire gli eventi storici. Donna molto forte e saggia, sapeva ricordare senza odiare anche se non temeva di chiamare con il loro nome gli assassini.

Gli anni spezzati. Il commissario Luigi...

Garibaldi Luciano
Ares

Disponibilità Immediata

14,80 €
"Garibaldi seguì negli anni la vicenda Calabresi con passione civile e rigore di cronista, ne fece una battaglia di principio e di verità storica. Anche grazie a testimonianze come la sua, a Calabresi fu data dal presidente Ciampi, con trentadue anni di ri

Gli anni spezzati. Il giudice. Nella prigione...

Sossi Mario
Ares

Disponibilità Immediata

14,80 €
Per 35 giorni in balia di due fantasmi incappucciati di cui si ignora tutto tranne la fredda determinazione: pronti a uccidere. Fu questa la condizione in cui visse, da giovedì 18 aprile a giovedì 23 maggio 1974, prigioniero delle Brigate Rosse, il giudice

Perché uccisero Mussolini e Claretta. La verità...

Servello Franco
Rubbettino

Disponibilità Immediata

16,00 €
Chi ordinò la fucilazione di Mussolini, l'assassinio di Claretta Petacci e le sedici uccisioni di Dongo? Come fu possibile definire "gerarchi fascisti" un capitano d'aviazione come Pietro Calistri e un impiegato ministeriale come Mario Nudi? Quale organo giudiziario emise quelle sentenze di morte? Nessuno. A 65 anni dai fatti che determinarono l'esordio dell'Italia postfascista, è forse arrivato il momento di conoscere la verità. Vi si impegnano, con questo libro, Franco Servello e Luciano Garibaldi. Pezzo forte del libro è la riscoperta delle coraggiose e, per molti versi, sensazionali inchieste pubblicate sul "Meridiano d'Italia" tra le quali quella sull'oro di Dongo: la sua consistenza (pari a 600 milioni di euro odierni), chi se ne impossessò, chi assassinò il "capitano Neri", la partigiana "Gianna" e tutti gli altri che si opponevano alla grande rapina. Fu quell'inchiesta a segnare la sorte di Franco De Agazio, assassinato a Milano dalla "Volante Rossa". Il libro è arricchito da un testo fondamentale, fino a oggi ignorato: le dodici puntate-scoop scritte per il "Meridiano" da uno di coloro che avrebbero dovuto essere fucilati a Dongo e che riuscì invece a sfuggire alla morte, pur assistendo, nascosto tra la folla, all'atto di nascita - tra l'oro e il sangue - della Prima Repubblica. Prefazione di Aldo Di Lello.

Genova e i mille

Garibaldi Luciano
De Ferrari

Disponibilità Immediata

10,00 €
Genova è stata in diverse occasioni centro di svolte fondamentali della Storia d' Italia, ma senz'altro quella più entusiasmante è stata la spedizione dei Mille. Organizzata nel corso di ventidue drammatiche giornate, tra incertezze, paure e disaccordi tra i capi, l'impresa si compì nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860: questo libro è la cronaca degli eventi dell'aprile-maggio di quell'anno, che gli Italiani di allora non poterono leggere sui giornali, per una volontaria omissione di notizie, atta a salvaguardare la riuscita dell'azione. Cronaca delle giornate durante le quali a Genova si aprì il capitolo fondamentale per il compimento dell'Unità d'Italia.

Nel nome di Norma. Norma Cossetto, la tragedia...

Garibaldi Luciano
Solfanelli

Disponibilità Immediata

12,00 €
Norma, studentessa istriana di ventitré anni, viene seviziata e gettata agonizzante in una foiba nella notte tra il 4 e 5 ottobre 1943 da una banda di partigiani comunisti seguaci di Tito, è il simbolo del martirio di tutto il popolo del confine orientale italiano. Fiore strappato dalla zolla, quando era sul punto di sbocciare. La sua sarà purtroppo solo l'inizio di una tragedia che mieterà, alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di vittime innocenti, colpevoli solo di sentirsi italiane e di rifiutare l'imposizione del credo comunista. Qui parlano i testimoni, facendo prevalere i fatti storici che hanno colpito un luogo d'Italia che iniziò il proprio calvario alla fine della seconda guerra mondiale, quando le grandi potenze liberatrici erano intente a spartirsi l.Europa seguendo le ciniche regole della ragion di stato, calpestando i diritti dei popoli. Le vicende narrate portano l'eco di un mondo che non vuole e non deve essere sepolto.

Venti di bufera sul confine orientale

Garibaldi Luciano
Solfanelli

Disponibilità Immediata

10,00 €
La storia del nostro Confine Orientale, nella parte finale della seconda guerra mondiale e negli anni successivi, è stata un argomento tabù per anni; anche i testi universitari raccontavano pochissimo dei gulag di Stalin e nulla su Tito e l'operazione foibe. Solo nelle ultimissime edizioni dei manuali di storia, si può trovare qualche cenno sulle foibe utilizzate per uccidere e far sparire molti Istriani, Fiumani e Dalmati. Tutto questo sovente è stato negato oppure giustificato, come la conseguenza di azioni violente compiute d al fascismo ai danni delle popolazioni slave. Solo da poco tempo, con la celebrazione ufficiale del Giorno del Ricordo, che ricade ogni 10 febbraio, si è rotto il velo su una verità per lungo tempo tenuta nascosta, aprendo la via alla narrazione della vera storia italiana. Trieste, Fiume, Pola, Zara sono luoghi ricchi di storia, che parte dai romani, attraverso la repubblica di Venezia, all'Unità d'Italia; fino ai nostri giorni quando col trattato di Osimo del 1975 caddero le ultime speranze che molte di quelle nostre terre potessero tornare a far parte dell'Italia. È importante conoscere questo pezzo di storia perché origine della nostra identità.

O la croce o la svastica. La vera storia dei...

Garibaldi Luciano
Lindau

Disponibilità Immediata

16,50 €
Il primo religioso tedesco a finire in un lager fu il gesuita Josef Spieker. In una predica a Colonia, nel 1934, aveva esclamato: «La Germania ha un solo Führer ed è Cristo!». Il primo a essere eliminato dai nazisti fu monsignor Bernhard Lichtenberg, arciprete della cattedrale di Berlino: aveva pregato assieme a un gruppo di ebrei. Non fu che l'inizio di una sfida che si concluse con il sacrificio di quattromila sacerdoti e religiosi cattolici. Il presente libro racconta la storia dei rapporti tra la Chiesa e il Nazismo chiudendo la disputa sui presunti silenzi di Pio XII, il papa che Reinhard Heydrich - il promotore della «soluzione finale del problema ebraico» - in un rapporto segreto definì «schierato a favore degli ebrei, nemico mortale della Germania e complice delle potenze occidentali». Sono molte le vicende ricostruite da Luciano Garibaldi in queste pagine: a cominciare dalla testimonianza del generale Karl Wolff che ricevette da Hitler l'ordine di arrestare Pio XII, ma riuscì a vanificare quel progetto, meritandosi l'assoluzione a Norimberga. E poi i due enigmi che ancora accompagnano Claus Von Stauffenberg, l'ufficiale che il 20 luglio 1944 tentò di uccidere il Führer: se cioè sia vero che il colonnello prima di collocare la bomba si confessò dal vescovo di Berlino, ne ottenne l'assoluzione e si comunicò; e se si possa affermare che il Vaticano fu preventivamente informato dell'Operazione Valchiria.

Operazione Walkiria. Hitler deve morire

Garibaldi Luciano
Ares

Disponibilità Immediata

13,00 €
Il 20 Luglio 1944 la Resistenza antinazista tentò di uccidere Hitler: l'attentato fallì e scatenò una spaventosa repressione con oltre settemila esecuzioni capitali. Il nuovo libro di Luciano Garibaldi non solo gettò luce sull'"Operazione Walkiria" con l'ineccepibile eloquenza dei documenti ma anche raccoglie le storie di quei figli della Germania che non vollero rassegnarsi all'ideologia. Questo libro è anche un atto d'accusa per come Americani, Inglesi e Russi impedirono alla Resistenza tedesca di accorciare di un anno la Seconda Guerra mondiale.

I giusti del 25 aprile. Chi uccise i partigiani...

Garibaldi Luciano
Ares

Disponibilità Immediata

12,00 €
Il libro, pubblicato in occasione del sessantesimo anniversario della Liberazione, è il racconto della vita e della tragica e misteriosa morte di Aldo Gastaldi "Bisagno", comandante della Divisione "Cichero" che combatté contro fascisti e tedeschi sull'Appennino ligure-emiliano, di Ugo Ricci "il capitano", l'eroe della Resistenza in Val d'Intelvi, e di Edoardo Alessi "Marcello", comandante della "Prima Divisione Alpina Valtellina". Due di essi furono uccisi nel momento culminante della loro battaglia. E il terzo, la medaglia d'oro Aldo Gastaldi, ruzzolò o fu fatto ruzzolare sotto le ruote di un camion che ne stritolò il corpo? Il libro di Luciano Garibaldi indaga su questi autentici "gialli" della recente storia d'Italia.

La pista inglese. Chi uccise Mussolini e la...

Garibaldi Luciano
Ares

Disponibilità Immediata

16,00 €
Sulla morte di Benito Mussolini e di Claretta Petacci restano ancora solo nuvole nere. Che cosa accadde veramente tra Dongo e Bonzanigo nella giornata del 28 aprile 1945? Chi ha materialmente premuto il grilletto? Chi fu l'effettivo mandante? Questo libro fa il punto sulla «vulgata» ufficiale, evidenziandone le contraddizioni sia nelle argomentazioni sia negli stessi fatti. Gli unici elementi certi sono che insieme con Mussolini scompaiono l'ingente tesoro e i documenti riservati che portava con sé; e che chiunque abbia abbozzato un tentativo di intervento a salvaguardia o recupero dell'uno o degli altri ha pagato nel sangue. Su tutti il valoroso «capitano Neri», capo di stato maggiore della brigata che arrestò Mussolini, e la «Gianna», sua inseparabile compagna d'armi. Fu a lei che toccò di catalogare il cosiddetto «oro di Dongo» al seguito del convoglio fascista, che autorevoli fonti finora sottaciute attribuiscono alla proprietà degli ebrei, spogliati dalla polizia prima della deportazione in Germania. Un patrimonio che, nell'ipotesi suggestiva dell'autore, suffragata da una molteplicità di testimonianze convergenti in un'unica logica ricostruzione, potrebbe essere finito nelle casse dell'allora Pci; col tacito benestare dei servizi segreti inglesi, ma in cambio della documentazione sui contatti se-greti che il capo del fascismo intrattenne con Winston Churchill fino a poco prima della fine. Un'ipotesi che ha affascinato Massimo Caprara, segretario per vent'anni di Palmiro Togliatti, il quale nel saggio conclusivo La pista inglese vista da Botteghe Oscure consegna importanti rivelazioni.

Adolf Hitler. Il tempo della svastica

Garibaldi Luciano
White Star

Disponibilità Immediata

19,90 €
Questo volume dedicato ad Adolf Hitler, al nazismo e alla parabola politica del Terzo Reich offre una narrazione coinvolgente e allo stesso tempo una ricostruzione storica obiettiva basata su fonti e documenti, indagati con rigore dagli autori. Si parte dall'infanzia di Hitler e dalle travagliate vicende della sua giovinezza di mancato artista a Vienna, per proseguire con la scoperta della vocazione politica a Monaco, la sublimazione della violenza come strumento di conquista del potere, il riarmo della Germania, la Seconda Guerra Mondiale. Fino alla apocalittica fine nel Bunker di Berlino e alla resa dei conti di Norimberga. È come se il lettore avesse tra le mani due libri in uno: da un lato la biografia del protagonista, dall'altro la storia del Terzo Reich, storia politica, militare, persino religiosa, e dei grandi eventi legati ai dodici anni di vita del "Reich millenario"..

Gli eroi di Montecassino. Storia dei polacchi...

Garibaldi Luciano
Mondadori

Disponibilità Immediata

11,00 €
Quando, il 1° settembre 1939, la Polonia fu invasa da Hitler e in seguito smembrata tra tedeschi e russi, molti giovani polacchi furono deportati in Unione Sovietica. Ma lo scenario del conflitto cambiò nell'estate 1941 quando, con l'Operazione Barbarossa, Hitler attaccò la Russia. Su pressione degli Alleati, e in particolare dei britannici, i prigionieri polacchi vennero liberati e andarono a costituire il 2° corpo d'armata, guidato dal generale Wladyslaw Anders e destinato ad avere un ruolo fondamentale nella liberazione dell'Italia dai nazisti. Combatterono infatti nella celebre battaglia di Montecassino (dove a testimonianza del loro sforzo esiste un cimitero militare polacco) e in quella di Ancona, e furono i primi a entrare nella città di Bologna. La loro vicenda, di grande importanza per l'andamento della guerra e per il destino del nostro Paese, è ricostruita da Luciano Garibaldi con attenzione e precisione in questo libro che, per la prima volta, svela un tassello poco conosciuto ma decisivo della storia d'Italia e dell'Europa intera.

Così affondammo la Valiant. La più grande...

Garibaldi Luciano
Lindau

Disponibilità Immediata

14,50 €
La seconda guerra mondiale ha portato all'Italia sconfitte e umiliazioni. Il Paese non era preparato al conflitto, gli italiani non lo volevano. I vertici militari, spesso incompetenti, erano divisi da rivalità e gelosie. Una cosa però è certa: moltissime

Perché uccisero Mussolini e Claretta. Oro e...

Servello Franco
Rubbettino

Disponibilità Immediata

16,00 €
Chi ordinò la fucilazione di Mussolini, l'assassinio di Claretta Petacci e le sedici uccisioni di Dongo? Come fu possibile definire "gerarchi fascisti" un capitano d'aviazione come Pietro Calistri e un impiegato ministeriale come Mario Nudi? Quale organo g

Principessa Mafalda. Titanic italiano

Garibaldi Luciano
De Agostini

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19,50 €
Il 25 ottobre 1927 poco lontano dalle coste del Brasile si inabissa il Principessa Mafalda, una delle più grandi e prestigiose navi passeggeri italiane. Cosi importante da portare il nome della secondogenita di Re Vittorio Emanuele III. Vent'anni prima una nave gemella, il Principessa Jolanda (dal nome della primogenita dei sovrani) era addirittura affondata il giorno stesso del varo, davanti ai cantieri di Riva Trigoso. Incidente? Errore? Qualcuno parlò - e se ne riparlerà anche per il Mafalda - persino di sabotaggio. Ma come mai del disastroso naufragio nelle acque dell'Oceano Atlantico non si sa quasi nulla? Registrò un numero di vittime dieci volte superiore a quello dell'Andrea Doria ma i suoi 314 morti - gran parte dei quali emigranti settentrionali in cerca di una nuova vita in Sudamerica furono rapidamente dimenticati. Il fatto è che non potevano essere "raccontati": ragioni politiche ed esigenze commerciali indussero infatti a nascondere le responsabilità, concentrando le attenzioni sull'eroismo del comandante e dell'equipaggio. Cento storie nella storia si intrecciano come in un romanzo, compreso un misterioso tesoro in monete d'oro, scomparso forse appena prima del naufragio, avvenuto con l'analogia dell'orchestra che suona mentre la nave affonda, proprio come sul Titanic... La tragica sequenza non si interrompe con il Mafalda. L'epilogo si ebbe nel 1944, quando la Principessa che aveva dato il nome alla nave morì in un campo di concentramento.

Un'altra storia

Borsani Benedetta
M & B Publishing

Disponibilità Immediata

11,00 €

Vita con Duce

Garibaldi Luciano
Effedieffe

Disponibilità Immediata

15,00 €

Dopo la guerra c'è solo la pace. Il coraggio e...

Mondoni Rossana
Solfanelli

Disponibilità Immediata

13,00 €
Ricordare e far conoscere ciò che è avvenuto durante la seconda guerra mondiale a Trieste, Gorizia, Pola e Fiume, in tutta l'Istria e la Dalmazia, oltre a dare una sorta di giustizia all'immane tragedia accaduta nel periodo 1943-1947 - riconosciuta dalla legge del 30 marzo 2004 n. 92 che ha istituito, ogni 10 febbraio, il "Giorno del Ricordo" -, diventa monito per le giovani generazioni a costruire un futuro di pace. Questo libro propone una ricostruzione storica degli eventi che stravolsero e colpirono molte famiglie istriane, in particolare la famiglia Cossetto, che è stata segnata dal cruento sacrificio del suo primo fiore che stava per sbocciare in tutto il suo splendore: Norma. Norma Cossetto, giovane studentessa istriana, vittima a ventitré anni di inaudite violenze, il cui coraggio ci insegna che la guerra, per qualsiasi ragione venga combattuta, causa danni immensi, in particolare sui civili inermi. Ieri come oggi, in molte altre parti del mondo: dalla Siria, all'Iraq allo Yemen. L'Istria alla fine della Seconda guerra mondiale diventa teatro della tragedia del Confine Orientale italiano, dove sono attestati i partigiani del maresciallo Tito, appartenenti al IX Corpus sloveno. Nell'avanzata di Tito i civili saranno i primi bersagli: i "titini" compiono violenze su migliaia di persone, che hanno la sola colpa d'essere e di sentirsi italiani, come ha detto nel 2007 il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dal 1947 in poi circa 350 mila donne, uomini e bambini saranno costretti all'esodo dalle proprie terre.