Storia del diritto

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Inside Parliament. La burocrazia...

Aravantinou Leonidi Giulia
CEDAM

Disponibile in libreria

42,00 €
Il volume traccia, in una prospettiva storica, un quadro della disciplina che regola nel Regno Unito il ruolo degli apparati di supporto all'attività del Parlamento di Westminster e delle Assemblee della devolution di Scozia, Galles e Irlanda del Nord. L'analisi si svolge nel contesto di trasformazione dello Stato contemporaneo e di evoluzione del ruolo dei Parlamenti, investiti da delicati problemi di adeguamento rispetto ai nuovi e maggiori compiti derivanti sul piano interno dai processi di disarticolazione territoriale e su quello sovranazionale dal processo di integrazione europea, interrottosi per il Regno Unito a seguito della Brexit. Attraverso l'analisi delle esperienze degli apparati burocratici del Congresso statunitense, del Parlamento canadese e del Parlamento australiano il volume si propone di offrire un contributo integrativo allo studio della burocrazia parlamentare nella prospettiva comparata, svolgendo dei rilievi e traendo alcune conclusioni preliminari circa lo stato dell'istituzionalizzazione della burocrazia parlamentare britannica rispetto a quella di altri ordinamenti appartenenti alla famiglia giuridica di common law. Lo studio dell'apparato tecnico-burocratico dei Parlamenti consente di evidenziare come lo status, le funzioni e le dimensioni degli apparati parlamentari contribuiscano a fornire elementi essenziali alla valutazione del ruolo assunto dalle istituzioni rappresentative e dell'espansione del loro ruolo nelle democrazie contemporanee quale frutto di una serie di elementi convergenti.

La transizione dall'antico al nuovo...

Mastroberti Francesco
Cacucci

Disponibile in libreria

28,00 €
Il passaggio dall'antico al nuovo regime nel Regno di Napoli fu realizzato durante il decennio francese (1806-1815) con le riforme introdotte da Giuseppe Bonaparte e da Gioacchino Murat che si scontrarono con una societmolto diversa da quella d'Oltralpe. Quali furono i momenti importanti della transizione e quali problemi sollevarono? Come fu visto e sentito dai contemporanei e dalle generazioni immediatamente successive il passaggio dall'Antico al Nuovo regime? Come lo vissero ed interpretarono soprattutto i giuristi, ossia coloro che subirono e dovettero gestire il cambiamento delle istituzioni e dell'ordinamento giuridico nella sfera della professione privata, nell'ambito delle magistrature oppure nel quadro della riflessione scientifica? A tali domande prova a dare qualche risposta questo volume che raccoglie alcuni saggi pubblicati in diverse sedi editoriali, separando due angoli prospettici in qualche modo complementari.

Storia della pubblica amministrazione

Silvestro Ciro
Edizioni Giuridiche Simone

Disponibile in libreria

15,00 €
Coltivare la conoscenza della storia della pubblica amministrazione italiana permette di seguire e capire, nei diversi periodi della evoluzione socio-politica ed istituzionale del nostro Paese, la coscienza e le azioni della P.A., le ragioni e gli strumenti delle sue espressioni, la forma e il livello delle sue risposte, i limiti delle sue prospettive e percezioni, nonché i mutamenti intercorsi nel suo rapporto con la comunità. Solo utilizzando la chiave storica possono realmente intendersi i dibattiti odierni e, in particolar modo, il riemergere della eterna questione di una vera riforma amministrativa, tra spinte all(TM)innovazione, resistenze corporative e deficit progettuali e culturali. Con l(TM)ulteriore, costante dato di fondo dell(TM)insoddisfacente rapporto dell(TM)amministrazione col sistema politico e delle sue difficoltà di risposta alla domanda sociale di servizi. Alla evidenziazione delle radici profonde di questi fenomeni è dedicato il presente volume, nell(TM)intento di fornire uno strumento per una lettura più consapevole delle trasformazioni in atto.

Stato regionale e finanza pubblica...

Grisostolo Francesco Emanuele
CEDAM

Disponibile in libreria

44,00 €
Le esperienze italiana e spagnola sono da tempo in dialogo sul percorso di costruzione di uno Stato regionale (o autonomico) caratterizzato da forti autonomie territoriali. Le reciproche influenze sono determinanti per comprendere la genesi dei due sistemi: a partire dai momenti costituenti, passando attraverso l'attuazione legislativa e la, sempre reciproca, attenzione all'elaborazione dottrinale. L'autonomia finanziaria - pietra angolare del sistema regionale (nelle parole di C. Mortati) - non puche essere lo specchio di tutta la complessit ma anche delle contraddizioni, del percorso che i due Stati hanno intrapreso. Le spinte centrifughe e centripete che investono ogni modello di ripartizione territoriale del potere si avvertono in maniera particolarmente intensa nelle esperienze, sempre per certi aspetti "in costruzione", dello Stato regionale. I due Paesi si trovano ora a fronteggiare la nuova sfida comune della sempre maggiore integrazione dell'Unione Europea e della costruzione di quello che si puormai definire un vero e proprio ordinamento finanziario multilivello, segnato dall'adozione di incisive misure di controllo della spesa e dell'indebitamento a seguito della crisi economico-finanziaria, che hanno portato alla modifica di entrambe le Carte costituzionali. Il volume cerca di dare conto dell'impatto di questi fenomeni sull'autonomia finanziaria e delle complesse interrelazioni che ormai corrono fra tutti i livelli di governo della finanza pubblica. Un capitolo appositamente dedicato ai principi costituzionali che innervano il sistema e alla loro interpretazione da parte dei giudici costituzionali in questa fase coscomplessa. Scelta originale del lavoro infine quella di tentare la costruzione di una categoria di "specialitfinanziaria" trasversale ai due ordinamenti, affrontando il tema delle asimmetrie finanziarie presenti negli stessi, meno approfondite in dottrina rispetto ai sistemi di diritto comune.

Costituzione politica del Regno...

Liberilibri

Disponibile in libreria in 3 giorni

13,00 €
L'11 febbraio 1848 viene promulgata la Costituzione politica del Reame delle due Sicilie. Con essa i suoi promotori vollero porre fine a una statualitrestaurativa eretta a difesa di un ancien rime superato dal mutamento dei tempi, per trasferirla nella dimensione della monarchia costituzionale. La nuova carta introduceva una forma di quel costituzionalismo d'impianto liberale che in precedenza era stato pivolte oggetto di numerose rivendicazioni, tutte puntualmente considerate imperfette e soffocate dalla Corona. Il documento prodotto a Napoli avrebbe aperto il passo a ulteriori e significativi elementi di modernizzazione elettorale e a piradicali riforme istituzionali che, nei mesi seguenti e con il contributo autonomo dell'indipendentismo in Sicilia, si inserirono a pieno titolo nel piampio contesto risorgimentale che precedette l'impresa dei Mille e la formazione del Regno d'Italia. L'esperimento partenopeo con la sua evoluzione siciliana, a cui nei primi mesi del 1849 avrebbe posto fine la dura repressione militare borbonica, resta un chiaro esempio della presenza e della vitalit anche nel Meridione d'Italia, di elevate norme di principio e di concrete garanzie istituzionali promosse in chiave liberale.

Il diritto al fronte

Roggero Federico
Rubbettino

Disponibile in libreria in 3 giorni

22,00 €
La Grande Guerra fu uno spartiacque nella storia italiana ed europea. Interrompendo un lungo periodo di pace, gettò le basi per la costituzione di nuovi equilibri tra gli Stati e chiuse definitivamente l'antico regime. Le trasformazioni prodotte dalla guerra nell'ordinamento giuridico e nella società italiana furono profonde e durature. Dalla necessità di affrontare l'emergenza del conflitto con leggi speciali e con il conferimento di poteri eccezionali al Governo scaturirono, infatti, novità istituzionali che ridisegnarono il volto del sistema e che assunsero poi carattere stabile. Dall'ordinamento penale e militare, a quello civile e commerciale, all'ordine pubblico, all'intervento statale nell'economia, ai rapporti con la Chiesa cattolica, la Grande Guerra fu affrontata come evento eccezionale capace di legittimare deroghe all'assetto ordinario dei poteri e degli equilibri.

Vindicta. Studi e testi sulla...

LED Edizioni Universitarie

Disponibile in libreria in 10 giorni

26,00 €
Il rapporto tra diritto e vendetta puessere inteso in almeno tre modi che corrispondono a tre dei modi con i quali, secondo N. Bobbio, si puintendere il rapporto tra diritto e guerra. La vendetta, coscome la guerra, puinfatti essere considerata come antitesi del diritto, come mezzo per realizzare il diritto, come oggetto del diritto. Il volume "Vindicta. Studi e testi sulla giustizia vendicatoria" indaga la rete di relazioni che legano il diritto alla vendetta, raccogliendo sette contributi (pubblicati tra il 1894 e il 1979) provenienti da tre aree: la storia del diritto (W. Robertson Smith, G. Tamassia, O. Brunner), l'antropologia giuridica (A. H. Post e J. Busquet), la filosofia (J. Gil e R. Girard). Il volume si prefigge lo scopo di fornire al lettore un vocabolario per comprendere la genesi, la struttura e il funzionamento degli ordinamenti della giustizia vendicatoria. Ciascuno dei sette contributi contenuti nel volume preceduto da uno studio che inquadra storicamente l'autore del testo e ne illustra le principali tesi. Autori degli studi introduttivi sono A. L. Callow, C. Nicolini Coen, I. Terradas Saborit, T. Marci, K. Tuori, R. Mazzola, S. Sammarco, R. Colombo.

Manuale per il corso di storia del...

Bucci Onorato
Edicusano

Non disponibile

27,00 €
Il volume ripercorre storiograficamente il percorso della dottrina a partire dalla definizione di Niccolò Cusano data all'epoca che va dal trasferimento delle insegne imperiali dalla Roma del Tevere nel 476 alla Nuova Roma sul Bosforo usque ad nostra tempora (quindi fino al XV secolo) di Media Tempestas, nella testimonianza del suo segretario Giovanni Andrea de' Bussi quando, chiosando le Opere di Apuleio, rilevò che così il Cardinale chiamasse questa epoca. Epoca complessa, dunque, perché il termine tempestas non ha mai voluto significare epoca buia come poi la storiografia illuministica ne ha fissato i contorni ma, lungo il significato di Terenzio, Heaut. 1,2, in fin., di pars aevi, intendendo tempestas come ricaduta linguistica di tempus originariamente derivante da templum, riandando quindi al vetusto valore del termine che aveva nelle XII Tavole di solis occasu diei suprema tempestas sesto. Libri augurum pro tempestate, tempestatem dicunt, supremuum augurii tempus (Ae. Forcellini, Totius Latinitatis Lexicum, t. IV, p. 682).

I generi letterari della...

Giappichelli

Non disponibile

45,00 €
Questo volume nasce dalla riflessione svolta da alcuni studiosi nel corso del Convegno della Società Italiana di Storia del Diritto (Catania, 9-11 novembre 2017) intorno a un tema cruciale della storiografia giuridica, rappresentato dall'analisi della produzione italiana, in particolare manuali e trattati, nel variegato panorama della letteratura didattica sorta in Europa negli ultimi due secoli. Al pari di quanto accade in altre discipline, anche nel campo del diritto il patrimonio di pensiero accumulatosi nei secoli non si presenta come un tutto indistinto, bensì articolato in generi letterari, ciascuno con determinate caratteristiche dettate da specifici parametri di organizzazione scientifica del sapere. Dall'esperienza di età romana a quella medioevale e moderna, lungo il corso di parecchi secoli, si diffondono nell'Europa continentale - attraverso complicati processi di circolazione e trasmissione testuale, non immuni da interventi manipolatori - opere di commento a leggi e ad autori precedenti, monografie, raccolte di definizioni e di regole, libri di analisi casistica e di discussione su problemi pratici, trattati, compendi e ancora altro. Su una di queste tipologie letterarie si è concentrata l'attenzione degli studiosi che, con i loro scritti, hanno contribuito alla nascita del presente volume. Tra l'Ottocento e il Novecento fiorisce sul suolo italico, come in altri Paesi europei, una manualistica di alto livello. La genesi di essa, le finalità didattiche e scientifiche perseguite dagli autori, l'analisi di trame e articolazioni interne delle singole opere, lo studio di alcune pagine significative, i differenti contesti sociali, politici, culturali che sono sullo sfondo, costituiscono l'oggetto di questo lavoro. In tal modo si è andato delineando un quadro complesso che, se non esaustivo delle molteplici problematiche emergenti dal tema, ne approfondisce gli aspetti fondamentali, offrendo importanti spunti di riflessione e nuovi stimoli alla ricerca storico-giuridica su metodi e contenuti della nostra tradizione scientifica, vale a dire sulla nostra stessa identità di giuristi.

Corti dei diritti e processo...

23,00 €
Il volume raccoglie gli atti del convegno internazionale tenutosi presso la Corte costituzionale il 20 aprile del 2017 in memoria del vice presidente emerito, professor Carlo Mezzanotte. I diversi contributi indagano i complessi rapporti intercorrenti fra i circuiti della deliberazione politico-parlamentare e le giurisdizioni 'costituzionali' dei diritti e provano a segnare le differenze rilevabili sul punto tra le giurisdizioni nazionali e le Corti internazionali. L'analisi abbraccia, in particolare, quanto al livello nazionale, le Corti costituzionali di Germania, Francia e Italia; su quello internazionale, la Corte Europea dei diritti dell'uomo e la Corte di Giustizia dell'Unione europea.

Tra diritto, politica e moralità....

Sartorello Luca
CLEUP

Non disponibile

19,00 €
La presente ricerca, allontanandosi dall'opinione che vorrebbe Medioevo e Rinascimento in forte opposizione tra loro, si associa all'idea che il pensiero giuridico e politico della Rinascenza, pur presentando indubbie novità, offra a uno sguardo attento altrettante sicure persistenze. Diritto e politica non possono non parlare ancora la medesima lingua, che continua a mutuare il suo intero lessico da quel solido deposito sapienziale chiamato civilis sapientia. Ciò non toglie che l'umanistica disputa sulle arti e la rilettura cui fu sottoposta l'Etica aristotelica lungo tutto il Quattrocento siano foriere di uno scollamento tra questa dimensione sapienziale e un piano più schiettamente prudenziale, in lenta ma costante emersione. Insomma, un itinerario, quello consegnato in queste pagine, che prova in una qualche misura a dar conto dei rapporti tra diritto, politica e morale agli inizi della modernità, e al cui centro è stato collocato significativamente Niccolò Machiavelli. Il pensatore politico fiorentino, infatti, anche se non sempre direttamente presente, rimane in questo studio il riferimento costante e centrale.

Manuale di filosofia del diritto....

Casadei Thomas
Giappichelli

Non disponibile

34,00 €
L'opera si propone di offrire, in forma sintetica e con un intento didattico, una ricognizione degli autori che con la loro riflessione hanno elaborato contributi decisivi sul concetto di diritto e sulle sue relazioni con la società e le forme del potere. Ogni autore è presentato mediante le categorie fondamentali del suo pensiero ma anche con specifico riguardo ai contesti dai quali queste emergono e sui quali hanno un impatto. La ricostruzione è, consapevolmente, collocata all'interno della storia europea e occidentale - dal mito di Antigone all'elaborazione di H.L.A. Hart fino ai principali nodi del dibattito contemporaneo - ma non rinuncia ad alcuni focus di approfondimento che vanno oltre questi confini: dal rapporto tra Atene e Gerusalemme agli articolati percorsi del pensiero 'asiatico', dalle riflessioni del mondo islamico agli effetti della Conquista delle Indie, dalle origini del femminismo al diritto coloniale, dall'epoca dei totalitarismi alle attuali configurazioni del mondo globale attraversato dalle nuove tecnologie. La riflessione filosofica sul diritto consente, del resto, una duplice possibilità: quella di inquadrare le forme di stabilizzazione e regolazione della convivenza, nonché i conflitti ad essa sottesi, e quella di esaminare con sguardo critico le sue configurazioni e i suoi effetti.

Elementi di storia del diritto europeo

Pene Vidari Gian Savino
Giappichelli

Disponibile in libreria in 3 giorni

34,00 €
Non è facile offrire ad uno studente alle prime armi col diritto una visione d'insieme della storia giuridica di oltre un millennio e mezzo, sino ai nostri giorni, per di più in un breve numero di lezioni del primo anno accademico. È presupposta perciò la persistenza di un minimo di nozioni storiche apprese in precedenza, congiunta con una ancora parziale conoscenza del diritto. Gli "inquadramenti" tendono per lo più a richiamare alla memoria conoscenze storiche, che dovrebbero far parte del patrimonio culturale di uno studente universitario ma sono stati - per prudenza - sintetizzati per far riemergere quanto già studiato e noto. La storia giuridica europea di circa 1500 anni presenta molteplici aspetti: è necessario perciò effettuare delle scelte, data l'esiguità del tempo a disposizione. È stato questo il problema più difficile e delicato da superare. È parso opportuno preferire quegli argomenti, che sono sembrati essenziali per la formazione di un attuale esperto di diritto. In questa prospettiva, sono stati considerati perciò maggiormente adatti quelli più legati ai nostri interessi presenti, o per la vicinanza cronologica o per l'attuale sensibilità, come quelli sulla posizione del giurista rispetto all'attività del legislatore, o del giudice entro l'ordinamento. Si tratta di una scelta senza dubbio opinabile, ma necessaria, per rispettare la programmazione didattica ma per cercare nello stesso tempo di illustrare i punti e i concetti ritenuti essenziali. Ne consegue che quanto esposto è tutto indispensabile per una conoscenza - anche solo elementare - degli aspetti fondamentali del diritto di un lungo periodo di oltre 15 secoli. Queste pagine sono destinate ad agevolare lo studente nell'apprendimento di quanto è più ampiamente esposto o sottolineato a lezione. I brani in corpo editoriale minore approfondiscono un discorso unitario e quindi - per quanto più particolari - sono da collegare agli altri in modo organico. Per facilitare studio e conoscenza in appendice sono state riportate alcune cartine storiche ed alcuni testi giuridici del periodo più collegato col nostro attuale diritto.

Magna carta libertatum

Caravale Mario
Il Mulino

Disponibile in libreria in 3 giorni

12,00 €
Nessun documento medievale ha conosciuto una fama paragonabile a quella della Magna Carta del 1215, nella quale si consolidavano alcuni dei diritti consuetudinari degli ordinamenti vigenti nel regno inglese all'inizio del secolo XIII. Oggi essa è vista come fonte di regole e di princìpi insostituibili per gli ordinamenti giuridici e come manifesto universale dell'inviolabilità delle libertà individuali.

Profili giuridici del fallimento...

Barbagli Alarico
Giappichelli

Non disponibile

32,00 €
Allorché, alla metà del XVI secolo, il giurista anconetano Benvenuto Stracca portò a compimento la risistemazione del diritto commerciale nel suo trattato sulla mercatura, una fondamentale sezione del quale era dedicata proprio al fallimento, già da molto tempo la dottrina giuridica si era, misurata con questo fenomeno, ponendosi domande, cercando soluzioni, elaborando costrutti, nozioni, principi e categorie. Risalente è la tradizione di studi che guarda al fallimento dal punto di osservazione dello ius proprium. Lungi dal contrapporsi come mondi autosufficienti e impermeabili l'uno all'altro, ius commune e ius proprium restavano complementari e progredivano entro un gioco dialettico in virtù del quale concetti, categorie e istituti giuridici operavano in osmosi, adeguandosi al continuo mutare delle condizioni sociali, economiche e culturali che dovevano regolare. Se il diritto statutario delle terre e città medievali svolse un ruolo decisivo nella maturazione del diritto fallimentare, allo stesso modo non può essere sottaciuto il contributo che la scientia iuris tra il Basso Medioevo e l'Età moderna fornì a quel processo formativo. Questo volume ripercorre il lungo travaglio subito dalla dottrina dei commentatori intorno ai diversi aspetti giuridici del fallimento, prima che si realizzasse la sistemazione nell'opera De mercatura di Benvenuto Stracca.

Dallo Stato di diritto al diritto...

Trifone Gian Paolo
Giappichelli

Non disponibile

26,00 €
Se un atto rivoluzionario si configura come rovesciamento radicale di un regime politico a favore della costruzione di nuovi ed originali assetti "costituzionali", per il fascismo, fuori dal propagandismo antiliberale e dalla polemica contro l'inane e decrepita democrazia parlamentare, di vera rivoluzione non si può parlare. Lasciando consapevolmente da parte le configurazioni che il regime avrebbe assunto nell'ultima sua fase, nel suo periodo di "fondazione", più che di un nuovo assetto totalitario, si è trattato di perfezionare caratteri che lo Stato liberale aveva già finito per assumere al tempo della sua crisi. L'indagine compiuta in questa sede vuole fare particolare (anche se non esclusivo) rifermento al lavoro della dottrina giuspubblicistica di formazione liberale alle prese col fascismo negli anni della sua affermazione e, come si suole dire, del "consenso". A parte i più intransigenti che vedono la dittatura come un "assoluto cominciamento", esiste un'ampia schiera di giuristi lungimiranti che considerano il regime come non sorto dal nulla e percorrente il cammino già intrapreso dalla nazione italiana. Si tratta di sussumere i nuovi contenuti "formalizzandoli" nel sistema già esistente: come sempre accaduto, la scientia iuris avrebbe dovuto fornire gli instrumenta per risolvere le criticità della politica entro le categorie della dommatica giuridica. A parole di N. Irti, «la forma è l'unica realtà sicura [...] poiché tutto è in grado di accogliere».

Società e istituzioni dal Medioevo...

Bellomo Manlio
Euno Edizioni

Disponibile in libreria in 3 giorni

35,00 €
Una vecchia e tradizionale storiografia ha immaginato e sostenuto che i due millenni già trascorsi debbano essere divisi in tre epoche principali: 'età romana' fino ai secoli VI-VII, 'medioevo' fino ai secoli XV-XVI ed 'età moderna' dai secoli XVII-XVIII ai nostri giorni, con la variante di una 'età contemporanea' non meglio definita. Il libro che ora si presenta richiama l'attenzione su una realtà storica profondamente diversa, soprattutto per quanto riguarda l'età medievale e l'età moderna. Centra l'attenzione sul medioevo per dividerlo in modo netto fra un 'primo medioevo' (secoli VI-XI) e un 'secondo medioevo', o 'inizio dell'età moderna' (dai secoli XI-XII in poi). L'inizio di questa nuova realtà, già moderna, si distingue per svolte radicali, soprattutto nel campo del diritto dove sono da ricordare almeno Irnerio, i 'quattro dottori', la nascita delle Università e molto ancora per un lungo tempo plurisecolare, e per la nascita delle nuove lingue europee, e per la letteratura a cominciare dai molti decenni che precedono Dante Alighieri e ne seguono l'esempio, mentre emergono nuovi interessi scientifici, come per la medicina, per la matematica, per la fisica.

L'alba del nuovo ordine. Temi...

Calabrò
Pacini Giuridica

Disponibile in libreria in 3 giorni

15,00 €
L'Autore conduce per mano il lettore in un dialogo quasi intimo con le grandi figure del medioevo giuridico da Tommaso d'Aquino a Duns Scoto e, attraverso la disputa sulla povertà, a Jacopone da Todi, per cogliere ed analizzare il tema della sovranità e della teoria della tirannide in Bartolo da Sassoferrato e approdare poi all'alba dei diritti soggettivi con Guglielmo d'Ockham nella nozione di tranquillitas di Marsilio da Padova. Il cammino srotola, così, temi e questioni che, sebbene trattenuti con forza entro un preciso contesto socio-politico, di continuo ricadono davanti a noi, facendo rivivere dibattiti laceranti e nello stesso tempo esaltanti. Il libro, infatti, si chiude affondando il pensiero nel concreto vissuto dei giorni d'oggi, alla ricerca di quegli "astri amici" per orientare di nuovo il nostro con-vivere in ordine e libertà.

Le ragioni del boia. Giustizia,...

Garofalo Giuseppe
Graus Edizioni

Disponibile in libreria in 3 giorni

20,00 €
Uno degli avvocati più illustri della città di Napoli si ritrova ai piedi del patibolo, condotto col cannale al collo, come una bestia da macello, pronto ad essere messo a morte in uno dei secolari teatri della giustizia, dalla scure del boia. Giudici, accusatori, vittime e regnanti, tutti sembrano essere nell'atto di recitare una tragedia invece che presenziare ad un processo di pena capitale. La scena teatrale non manca, Castel Capuano e Piazza Mercato sono solo tra le più citate scenografie davanti alle quali i sanguinosi atti di governo si consumano. È una narrazione fatta di processi giudiziari che si svolgono a cavallo tra il XVIII e XIX secolo nella Napoli borbonica, e i cui protagonisti sono vittime e colpevoli, non tanto di ciò di cui vengono accusati, quanto della giustizia che processa se stessa. La giustizia qui dipinta è quella delle leggi soggette ad interpretazione, dettata dall'arbitrio dei giudici, di una legalità fatta di concetti precettistici che sono incompatibili con la ben diversa realtà dei tribunali e del patibolo. Se i fantasmi che popolano quegli scenari di ferocia potessero parlare, reclamerebbero il coraggio difensivo mancato, l'azione individuale di uomini che hanno azzerato ogni credibilità nella giustizia, che li hanno infilati nella veste dell'infamia e mandati a morire. L'autore conduce il lettore nei meandri della giurisdizione, mostrandone il lato umano, crudele e privo di quella logica incisa nei libri, che raramente è presente nelle aule dei tribunali.

Declino e caduta del diritto penale...

Insolera Gaetano
ETS

Disponibile in libreria in 5 giorni

17,00 €
Filo conduttore del libro sono alcuni avvenimenti accaduti tra il 2014 e il 2018. È una sorta di diario di quanto occorso a un viaggiatore: e il viaggiatore di cui si vuole raccontare è il Diritto penale. Ogni racconto di viaggio comincia dalla descrizione e dalla storia dei luoghi che si lasciano. Si arresta con quella della tappa raggiunta. E, così, si parla del declino e della caduta del diritto penale liberale. Il pessimismo che il momento presente induce, quanto al sistema penale e alle nostre libertà, non deve corrispondere tuttavia ad una resa. Il penalista - per come qui lo si intende - ha un'unica e precisa deontologia: la difesa dell'individuo e dei suoi diritti inviolabili di fronte ad una sempre più potente e penetrante macchina punitiva. E non può non riconoscersi nei principi di un diritto penale liberale: sarà la constatazione del loro tradimento a dirci della qualità della nostra democrazia.

Atene a processo. Il diritto...

Pepe Laura
Zanichelli

Non disponibile

26,30 €
Gli antichi Greci non elaborarono mai una «scienza del diritto», né conobbero figure professionali di «esperti del diritto» in qualche modo paragonabili ai iurisprudentes romani. Questo tuttavia non significa che in Grecia mancò un pensiero giuridico; anzi. Significa soltanto che questo pensiero non venne incentrato su principi astratti; in effetti, esso ebbe come oggetto qualcosa di molto concreto: i nómoi, ossia le leggi. Quelle leggi che, approvate dai cittadini ed esposte nella pubblica piazza, erano parte integrante del tessuto civico e della vita della polis. Quelle leggi, ancora, che - almeno ad Atene, la città che meglio conosciamo - avevano un loro uso pratico nei tribunali, durante i processi, dove esse erano fatte oggetto di analisi, di discussione e di interpretazione nelle molte orazioni pervenuteci. Proprio grazie a queste ultime è possibile osservare e verificare in che modo il diritto veniva applicato, in che modo la legge veniva intesa, quali erano le prassi processuali più tipiche. Dunque, nell'impossibilità di ricostruire un «diritto» sulla base delle categorie a cui la romanistica ci ha abituato, l'esperienza giuridica greca potrà essere osservata da vicino tanto dalle leggi pervenuteci direttamente per via epigrafica, quanto attraverso i discorsi conservati che venivano pronunciati davanti ai giudici in un processo, e che restituiscono un'idea vivida di come i Greci guardavano al diritto, alla legge e alla sua applicazione pratica.

Le et? della Costituzione....

Tripodina Chiara
Franco Angeli

Disponibile in libreria in 10 giorni

25,00 €
La ricorrenza dei settant'anni della Costituzione italiana (1948-2018) induce a una lettura in parallelo del settantennio odierno con quello intercorso tra l'emanazione dello Statuto Albertino nel 1848 e il 1918, anno marcatempo, che in molti paesi europei segnl'ultimo atto della lunga crisi dello Stato liberale. Nella prima parte del libro vengono presi in considerazione i corsi e ricorsi storici dei due settantenni, nelle loro similitudini e nelle loro differenze, dal punto di vista della storia delle costituzioni, della storia delle idee, della storia delle istituzioni, della storia dei riti. La seconda parte dedicata a un'analisi in chiave storica e prospettica del costituzionalismo contemporaneo, con particolare attenzione a temi cruciali quali le idee costituzionali di Europa, l'uso della storia nella giurisprudenza costituzionale, le ultime parole della Costituzione e, guardando al futuro prossimo, il destino dei fondamenti della nostra Repubblica, a partire dal lavoro.

La professione forense nell'antica...

Tamburro Arcangela Maria
StreetLib

Non disponibile

13,99 €
L'opera racconta le origini della professione forense e ne ricostruisce gli aspetti giuridici e le peculiarità che la connotavano nell'antica Roma (precisamente, nel periodo che va dalla fine della Repubblica fino al tardo Impero), sia attraverso un ricco repertorio di celebri opere di personaggi illustri del mondo romano pervenute fino ai nostri giorni come testimonianze sia attraverso i testi di legge dell'epoca di cui sono rimaste tracce ancor oggi.

Breve storia degli extranei nella...

Russo Federico
Aracne

Non disponibile

12,00 €
Il vocabolo extraneus, preso in prestito da categorie concettuali di altre branche del diritto, può essere foriero di ambiguità. Esso definisce, appunto, un estraneo: un forestiero che ha fatto ingresso nella magistratura (o per lo meno nelle sue funzioni) attraverso una via eccentrica rispetto al tradizionale concorso. Lo studio si propone di ricostruire le origine storiche delle tre figure di extranei, nel senso sopra indicato, scil.: magistrati onorari da una parte e avvocati e professori universitari ammessi in Corte di cassazione ex art. 106 Cost. dall'altra. Nel volume è esaminata, inoltre, la riforma organica della magistratura onoraria (d.lgs. 116/2017), in particolare per quanto riguarda gli aspetti processuali.

La legge dell'imperatore Giustiniano

Angelini Paolo
Aracne

Non disponibile

10,00 €
La "Legge dell'imperatore Giustiniano" fa parte della codificazione promulgata dall'imperatore Stefano Dusan nel 1349. Composta da una trentina di capitoli, questa legge disciplina vari aspetti del diritto, con particolare riguardo ai rapporti agrari. Metà delle disposizioni sono una traduzione adattata del Nomos georgikos bizantino e di altri testi giuridici estratti dalle compilazioni giuridiche greco-romane. Il volume contiene il testo slavo-serbo tradotto in lingua italiana, comparato con il testo della versione bizantina e con il testo slavo-russo del Nomos georgikos, un commentario e un glossario giuridico.

Venezia e l'Inquisizione. Undici...

De Poli Francesca
Aracne

Non disponibile

15,00 €
Il libro segue, e in un certo senso completa e conclude, il precedente volume "Franceschina... e altri sei. Sette processi per eresia celebrati a Venezia negli anni 1548-1574. Il veneziano nei procedimenti: lingua o dialetto?" (Aracne, 2016). L'oggetto del lavoro è l'esame e la trascrizione per ampio transunto di 11 processi per eresia tenuti a Venezia dal 1554 al 1588. Dopo un'introduzione relativa alle procedure processuali della Repubblica di Venezia e alla diffusione a Venezia del luteranesimo, i processi sono studiati nella loro struttura e nel loro svolgimento. Inoltre, un'attenzione particolare è riservata al problema del rapporto lingua-dialetto, ancora oggi di piena attualità.

Il principio del «sibi imputet»...

Civello Gabriele
Giappichelli

Non disponibile

52,00 €
Argomenti trattati: le radici romanistiche del principio di auto-responsabilità; il principio di auto-responsabilità nel diritto romano-barbarico, canonico e comune; il principio di auto-responsabilità nel diritto civile moderno e contemporaneo; il principio di auto-responsabilità nel diritto penale moderno e contemporaneo; principio di auto-responsabilità, autodeterminazione della "vittima" e consenso dell'avente diritto; principio di auto-responsabilità e c.d. "interruzione" del nesso causale; principio di auto-responsabilità e imputazione obiettiva dell'evento; principio di auto-responsabilità e responsabilità omissiva impropria; il principio di auto-responsabilità quale corollario del generale principio di imputazione: una ipotesi di "pars construens".