Storia del diritto

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Giustizia politica e magistratura...

Scarpari
Il Mulino 2019

Disponibile in 3 giorni

22,00 €
Il volume ricostruisce l'evoluzione dell'atteggiamento della magistratura in tema di giustizia politica tra la Grande Guerra e il fascismo. L'autore prende in esame sia i dibattiti teorici apparsi sulla rivista di categoria, sia una serie di concreti processi politici, a partire da quelli contro socialisti e anarchici durante la Grande Guerra, dove era dipinto come incombente il pericolo dell'eversione di sinistra. Ciò indusse una diffusa comprensione per l'eversione armata del fascismo, cui era attribuita la scusante della finalità nazionale. Tale differenza di valutazione si ripercosse anche in parte della giurisprudenza e aprì la strada all'amnistia del novembre 1922 che cancellò i crimini fascisti antecedenti alla marcia su Roma, e a quella del luglio del 1925 che estinse i procedimenti in corso e trasformò in farsa quello contro gli assassini di Matteotti.

Mito e narrazioni della giustizia...

Forti
Vita e Pensiero 2019

Disponibile in 3 giorni

23,00 €
Lo sguardo di Ifigenia si perde nella distesa del mare. Così la ritrae un pittore tedesco dell'Ottocento legato, per cognome e parentela, a uno dei maggiori giuristi del suo tempo e di ogni tempo. Non potrebbe esserci immagine più emblematica per rappresentare, insieme, l'eternità dei miti della Grecia («queste cose non avvennero mai, ma sono sempre»), l'ammaliante e simbolica ambivalenza del rapporto con il mare di quella civiltà e l'interrogazione fondamentale, per il mondo del diritto e della giustizia, che la geografia dello spirito disegnata dai flutti dell'Egeo nel lambire quelle coste, quelle isole, incessantemente rivolge agli umani. Il lettore di quest'opera potrà trovare nella letteratura greca (da quella arcaica fino alla poesia neoellenica e alle riscritture moderne del mito), i «punti di riferimento tracciati dagli astri nella volta del cielo» (M. Detienne) per veleggiare «nell'arcipelago in cui iniziò il grande destino della civiltà occidentale» (M. Heidegger) e approdare ai lidi della giustizia. A questo «bel viaggio», «fertile in avventure e in esperienze» (C. Kavafis), a questo eterno tendere verso l'ideale Itaca dell'hesykía, in cui si ricompongano i conflitti, si plachino le contese, si allontani la hybris, non è certo chiamato il solo professionista del diritto. «Sempre devi avere in mente Itaca»: ognuno, ma proprio ognuno, ogni giorno, gettato nel mare dei fatti della vita, deve cercare il poros, la via. E, come nell'arte della navigazione, deve saper «giocare d'astuzia col vento, essere sempre sul chi vive, prevedere l'occasione migliore per agire». L'«intelligenza dalle mille sfaccettature», la gnome polybulos che, secondo Pindaro, è la virtù del pilota, lo è anche dell'essere umano proteso alla ricerca di 'parole giuste'.

La tutela della persona e della...

Sciacchitano Riccardo
Mimesis 2019

Disponibile in 3 giorni

28,00 €
Il volume affroIl volume affronta il problema della tutela dei diritti del cittadino relativamente alla persona fisica e alla proprietà nell'Atene di età arcaica. L'indagine parte dal mondo omerico, in cui la comunità scientifica riscontra diverse radici di vari sviluppi politico-costituzionali di età arcaica, per procedere poi con i momenti principali dell'evoluzione cittadina ateniese, ossia Draconte, Solone, Pisistrato, Clistene. L'aspetto della tutela dei diritti del cittadino è considerato alla luce delle iniziative comunitarie volte non soltanto a limitare ogni forma di autotutela ma più genericamente a salvaguardare il cittadino nella sua persona fisica e nella sua proprietà. A tal fine si prendono in esame sia aspetti di carattere politico, come leggi o istituzioni, sia aspetti di carattere informale, come pressioni o sanzioni sociali.

Piero Calamandrei e il nuovo Codice...

Calamandrei Piero
Il Mulino 2019

Disponibile in 3 giorni

25,00 €
Questo libro parla del nostro Codice di procedura civile. Un codice tuttora in vigore, che pur con le opportune revisioni è rimasto sostanzialmente immutato nell'impianto e nella visione complessiva. Messo a punto da una commissione di cui facevano parte Piero Calamandrei, Francesco Carnelutti e Enrico Redenti, per volontà di Dino Grandi, Guardasigilli fascista ma attento custode della tradizione romanistica contro la deriva del diritto libero germanico, fu presentato dallo stesso Grandi al re con una Relazione la cui traccia derivava da un testo autografo di Calamandrei. Un codice nato dunque in pieno periodo illiberale, concepito quando «a poco a poco nella nostra legislazione si introduceva la peste totalitaria». Codice «fascista», come alcuni studiosi hanno ancora di recente sostenuto, o «codice degli italiani», come ebbe a scrivere lo stesso Grandi a Calamandrei nell'agosto del 1943? Grazie a un'accurata ricostruzione storica e filologica predisposta da Giulio Donzelli, corredata da un saggio storico di Guido Melis e Antonella Meniconi e da saggi di esperti di diritto processuale civile quali Claudio Consolo e Romano Vaccarella, il volume propone una rilettura della Relazione, aiutando a distinguere quanto in quel testo sia da attribuire al giurista fiorentino e quanto al ministro e ai suoi collaboratori. E, soprattutto, permette di inquadrare storicamente l'impresa della gestazione del Codice e i rapporti fra Calamandrei e Grandi, grazie anche ad alcuni documenti inediti - riprodotti nell'Appendice - custoditi nella Biblioteca Archivio Piero Calamandrei di Montepulciano a cura della nipote Silvia, con la collaborazione di Francesca Cenni.

Giustizia straordinaria tra...

Nubola Cecilia
Il Mulino 2019

Disponibile in 3 giorni

34,00 €
Nella fase di impianto della democrazia repubblicana la necessità di «fare i conti» con il passato fascista si presenta come un'esigenza ineludibile. A questo scopo, già nel corso del conflitto vengono definiti organismi e prassi di giustizia speciale che hanno come obiettivo la punizione dei crimini avvenuti nel corso della seconda guerra mondiale. Da un lato, a pochi giorni dalla liberazione vengono istituite le Corti d'assise straordinarie, organismi responsabili a livello provinciale del giudizio sugli imputati accusati di collaborazionismo; dall'altro lato, la competenza sui crimini di guerra viene affidata all'attività dei tribunali militari sia italiani che alleati. Questo volume presenta una serie di studi e ricerche che, a partire dagli esiti dei processi istruiti da tali corti e tribunali, disegnano un profilo del fascismo repubblicano, si misurano con le modalità di occupazione nazista, si interrogano sui confini tra diritto e politica nel giudizio sulla transizione dalla dittatura alla democrazia.

Dalle barricate a Bava Beccaris....

Cassi A. A.
Il Mulino 2019

Disponibile in 3 giorni

23,00 €
Sulla base di una ricca documentazione inedita conservata presso archivi di Stato e fondazioni, il volume ricostruisce - spesso integrando e talora disattendendo le acquisizioni storiografiche precedenti - i molteplici aspetti dell'attività di Giuseppe Zanardelli (1826-1903). Giurista e statista dell'Italia del secondo Ottocento, prima insegnante di diritto e poi prestigioso avvocato, più volte ministro e presidente del consiglio, oltre ad aver legato il suo nome al primo codice penale postunitario (il «Codice Zanardelli», del 1889) egli fu protagonista, da politico e/o da giurista, di molte e importanti riforme dell'Italia postrisorgimentale (tra cui la legge elettorale del 1882 e la riforma dell'ordinamento giudiziario del 1890). Il saggio indaga anche la formazione culturale di Zanardelli e la sua visione della preparazione intellettuale del giurista.

Gaius noster. Nei segni del Veronese

CEDAM 2019

Disponibile in libreria  
DIRITTO

32,00 €
L'edizione (Firenze 2012), curata da Filippo Briguglio, di una riproduzione fotografica del celeberrimo Gai Codex Rescriptus in bibliotheca capitulari ecclesiae cathedralis Veronensis, effettuata con avanzatissime tecniche di ripresa digitale ed interamente finanziata dalla Facoltà di Giurisprudenza di Catanzaro, ha rappresentato lo sfondo dell'edizione 2012, la XV, del convegno di Copanello. "Nei segni del Veronese", importanti specialisti hanno ancora una volta interrogato luoghi salienti delle Istituzioni gaiane e mantenuto vivo il filo rosso che da secoli lega gli studiosi alle fondamentali pagine veronesi.

Le leggi delle donne che hanno...

Ediesse 2019

Disponibile in 3 giorni

20,00 €
Se non ci fossero state le donne, in questa nostra Repubblica, se non ci fossero state le loro tenaci battaglie di emancipazione e liberazione condotte attraverso un intreccio fecondo di iniziative delle associazioni, dei movimenti, dei partiti, delle istituzioni -, l'Italia sarebbe oggi un Paese molto più arretrato e molti articoli della Costituzione non sarebbero stati applicati. Questo debito che l'Italia ha nei confronti delle donne lo racconta in modo inedito questo libro scritto e curato dalle volontarie della Fondazione Nilde Iotti. Lo fa illustrando in modo rigoroso e semplice le tappe ed i contenuti delle conquiste legislative dall'inizio della Repubblica alla conclusione dell'ultima legislatura, che hanno cambiato la vita delle donne e l'assetto economico, sociale e culturale del nostro Paese. Il libro rammenta la battaglia per il diritto di voto e le "madri della nostra Repubblica", le donne elette nell'Assemblea Costituente, che diedero un contributo rilevante alla stesura della Costituzione. Sono citati gli articoli che più hanno favorito il cambiamento nella vita delle donne. Segue poi il racconto delle leggi con uno schema che ne indica la scansione in ordine cronologico dal 1950 al 2018, a cui si connettono le schede che ne illustrano i contenuti. Lo sguardo della battaglia delle donne è oggi e sempre più sarà quello europeo. Per questo il libro si conclude con una rassegna delle tappe e dei provvedimenti più significativi adottati dall'Unione Europea.

Processi politici

Fabre Giorgio
Il Mulino 2019

Disponibile in libreria  
POLITICA

19,00 €
La civiltà giuridica occidentale ha inventato il «reato politico» e, di conseguenza, ipocritamente, il «processo politico». Questa procedura ha contribuito a dare forma a un atteggiamento che è diventato man mano influente ben oltre lo stesso Occidente. Alcuni di tali processi, a partire da quelli che coinvolsero Socrate ad Atene e gli uccisori di Cesare a Roma, sono stati analizzati nel corso di un seminario svoltosi nel 2015 presso il Dipartimento di Storia dell'Università di San Marino. Lo scopo è stato di metterli a confronto e di documentarne evoluzione e sviluppi. Delle lezioni di quel seminario sono stati qui raccolti vari saggi. Oltre che dei due processi di Atene e di Roma, essi si occupano di alcuni intellettuali del Rinascimento italiano che analizzarono processi contemporanei (e uno, Savonarola, lo subì). Vi è poi il processo a Giordano Bruno; il cosiddetto «processone» a carico di Gramsci; quello ai nazisti che si svolse a Norimberga, e infine un «processo» del tutto anomalo, inflitto dalle Brigate Rosse al sequestrato Aldo Moro.

Il colore dell'inferno. La pena tra...

Curi
Bollati Boringhieri 2019

Disponibile in libreria  
DIRITTO

16,00 €
«Dove mai avrà termine, dove mai placata cesserà la furia di Ate?» L'interrogativo angoscioso di Eschilo non smette di risuonare dopo migliaia di anni. Abbiamo forse dimenticato il nome della funesta divinità greca che prima induceva gli uomini in errore e poi ne esigeva inclemente la punizione, ma della sua vendicatività rimane un'impronta nell'idea di giustizia a cui è ispirata l'attuale civiltà giuridica. La rassicurante contrapposizione tra vendetta e barbarie da un lato - la violenza sommaria del «sangue chiama sangue» - e giustizia e civiltà dall'altro tradisce infatti una infondatezza che sgomenta. Scrutando nel cono d'ombra dell'azione penale con lo sguardo penetrante di chi coglie ambivalenze e fratture nella presunta rotondità dei concetti, Umberto Curi vi rintraccia l'aspetto arcaico e irrisolto che tinge ancora il dispositivo della pena del «colore dell'inferno», secondo l'espressione di Simone Weil. Lungo il tragitto a lui familiare, che dalla grecità dei filosofi e dei tragici arriva a Nietzsche e al pensiero contemporaneo, Curi testa la resistenza, e la fragilità, del principio di giusta «retribuzione» del reato attraverso un castigo adeguato. L'equità che intende garantire era invocata anche dall'ingiunzione biblica «frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente» e dalla legge del taglione fissata dalle XII Tavole romane, ossia dai meccanismi che prevedevano la reciprocità del danno. Infliggere sofferenza al colpevole, sia per ristabilire l'ordine cosmico infranto sia, più modernamente, a scopo rieducativo o preventivo, oscilla tra una concezione sacrale della pena come espiazione e una visione compensativa che rimanda all'antica relazione tra debitore e creditore. Impostazioni che, tuttavia, sortiscono l'effetto-paradosso di assolvere la colpa, una volta estinto il debito con la pena, senza alleviare il dolore della vittima. Proprio alla fuoriuscita dalla logica del paradigma retributivo e di quello pedagogico lavora oggi la giustizia riparativa, che mette invece al centro il rapporto tra offensore e offeso. Perché si possa, infine, sottrarre alla crudele Ate l'insidioso terreno in cui prospera.

Giuochi e scommesse

Tammaro Pasquale
Giappichelli 2019

Disponibile in libreria  
DIRITTO

21,00 €
Bische clandestine a Genova all'indomani della proclamazione del Regno d'Italia, corse di cavalli sulle mura di Lucca nel 1898, antenati delle slot machine nella Milano dei primi del Novecento, pretori degli anni '20 con la passione per il poker, un arbitro che scappa inseguito dai tifosi di casa dopo il pareggio ospite al novantesimo nell'Italia nel Secondo dopoguerra... Queste, e tante altre storie di giochi e scommesse, raccontate con la viva voce di sentenze di cent'anni fa. "Pasquale Tammaro riempie un sicuro vuoto nell'editoria italiana, giuridica e non solo. Lo fa oltretutto con una scrittura leggera e aliena da inutili tecnicismi, ma precisa e mai banale. Ci riesce muovendo da una idea brillante nella sua semplicità: ha aperto, letteralmente, quei giacimenti culturali (vere e proprie caverne del tesoro da Mille e una notte) che sono i vecchi e pesanti testi giuridici e le polverose rassegne giurisprudenziali del passato". (Dalla prefazione di Geremia Casaburi)

L'insegnamento del diritto (secoli...

Cavina Marco
Il Mulino 2019

Disponibile in 3 giorni

32,00 €
Il volume prende le mosse da una recente edizione - svoltasi a Bologna e patrocinata dal CISUI-Centro interuniversitario per la storia delle università italiane - delle Journées internationales de la Société d'histoire du droit, una delle più prestigiose società internazionali di storici del diritto. Il tema scelto, l'insegnamento del diritto, è stato affrontato da ciascuno dei relatori nella più assoluta libertà cronologica e tematica, secondo le tradizionali usanze delle Journées. Ne risulta un mosaico estremamente vario, dai cui tasselli emergono importanti risultati originali insieme a suggestivi spunti per future ricerche. Il volume ne conserva memoria.

Governare gli italiani. Storia...

Cassese Sabino
Il Mulino

Disponibile in 3 giorni

14,00 €
Siamo tutti scontenti dello Stato italiano. Governi e opinioni pubbliche delle altre nazioni europee, stupiti dalla mancanza di solidità e compattezza delle istituzioni e dalla loro difficoltà a governarci. I governanti nazionali, le cui politiche rimangono parzialmente inattuate. I governati, che lamentano costi e inefficienze dei poteri pubblici. I burocrati, frustrati e impotenti, per di più accusati del malfunzionamento dell'amministrazione. L'alta dirigenza, identificata come una casta. Le ragioni di questa situazione sono state ampiamente ricercate dagli storici. Mancava però una ricostruzione dall'interno della macchina statale italiana e un esame degli eventi esterni che ne hanno condizionato lo sviluppo nel secolo e mezzo di storia unitaria.

Il re che parlava alle ninfe. Miti...

Lentano Mario
Pacini Giuridica 2019

Disponibile in libreria  
DIRITTO

24,00 €
Al cuore del mito di Numa Pompilio c'è la relazione intrattenuta dal secondo re di Roma con una misteriosa figura divina, la ninfa Egeria, che incontra di notte il suo amante nei boschi ai margini della città e suggerisce al sovrano le iniziative da assumere in campo legislativo e religioso. Variamente interpretata dagli stessi antichi, che ne fanno una dea protettrice delle nascite ma anche un demone, un genio tutelare e insieme una musa della poesia e del canto, la figura di Egeria e il suo peculiare rapporto con Numa hanno attraversato la cultura europea dell'età moderna, da Machiavelli alla rivoluzione francese, rivelandosi `buoni per pensare' i grandi temi della legge e dei suoi fondamenti e del rapporto complesso fra potere e religione. Al tempo stesso, Egeria si affianca ad altre figure, divine o semidivine, che il mito pone accanto ai diversi re di Roma nelle vesti di consigliere o di promotrici della loro ascesa al trono: indagare i racconti che riguardano l'amante di Numa diventa allora un modo per ripensare il ruolo del femminile e la posizione della donna nelle fasi più remote della storia e della cultura romana.

Il principio di legalità

Poerio Pasquale
La Rondine Edizioni 2019

Disponibile in 3 giorni

14,90 €
Il giovane penalista Pasquale Poerio presenta un volume di diritto penale, dal titolo "Il principio di legalità", nel quale tenta in modo chiaro e brillante di illustrare determinati elementi del complesso sistema penale italiano. Il testo nasce come risposta ad una forte passione dell'autore per la materia, il quale si pone l'obiettivo di individuare una norma regolatrice del sistema penale, sempre tenendo in considerazione il principio fondamentale della giustizia "Ius ars boni et aequi". L'autore procede analizzando il principio di legalità in generale, per poi esaminare i suoi sottoprincipi: la riserva di legge, la tassatività e la irretroattività. In tal modo l'autore vuole offrire uno spunto di riflessione su queste tematiche, con il proposito di interpretare in modo originale alcuni concetti cardine del campo giuridico, ponendosi delle domande e provando a darsi delle risposte, e soprattutto utilizzando una semplicità terminologica che permette di destinare la lettura sia agli esperti del settore, sia agli studenti universitari che si accingono per la prima volta allo studio della materia.

L'alba del nuovo ordine. Temi...

Calabrò
Pacini Giuridica 2019

Disponibile in libreria  
DIRITTO

15,00 €
L'Autore conduce per mano il lettore in un dialogo quasi intimo con le grandi figure del medioevo giuridico da Tommaso d'Aquino a Duns Scoto e, attraverso la disputa sulla povertà, a Jacopone da Todi, per cogliere ed analizzare il tema della sovranità e della teoria della tirannide in Bartolo da Sassoferrato e approdare poi all'alba dei diritti soggettivi con Guglielmo d'Ockham nella nozione di tranquillitas di Marsilio da Padova. Il cammino srotola, così, temi e questioni che, sebbene trattenuti con forza entro un preciso contesto socio-politico, di continuo ricadono davanti a noi, facendo rivivere dibattiti laceranti e nello stesso tempo esaltanti. Il libro, infatti, si chiude affondando il pensiero nel concreto vissuto dei giorni d'oggi, alla ricerca di quegli "astri amici" per orientare di nuovo il nostro con-vivere in ordine e libertà.

Diritto civile italiano. Due secoli...

Alpa Guido
Il Mulino 2018

Disponibile in libreria  
DIRITTO CIVILE

35,00 €
Prima delle codificazioni la storia della cultura giuridica italiana si confondeva con la storia del diritto europeo e anche dopo le codificazioni, lungi dal rinchiudersi nei confini nazionali, è stata vivificata dalle esperienze straniere. Il libro segue le trasformazioni del diritto civile italiano sullo sfondo delle vicende politiche e sociali succedutesi nel nostro paese e ne traccia il percorso evolutivo. Oltre all'influenza della cultura francese e di quella austro-tedesca, vengono analizzati i dibattiti del primo Novecento, il ruolo dei diversi organi di informazione e di discussione, la storia dell'avvocatura e dell'ingresso delle donne nella professione forense. Sono inoltre approfonditi i temi relativi ai rapporti tra legislatori e giudici, al diritto coloniale, ai primi tentativi di ricodificazione dopo la codificazione unitaria del 1865, per giungere ai nuovi confini del diritto civile contemporaneo nel quadro più ampio della cultura giuridica europea.

Cibo e pratiche alimentari tra...

Testuzza Maria Sole
Bonanno 2018

Disponibile in 3 giorni

14,00 €
Sotto il profilo terminologico e rispetto ai problemi che suscita, in che modo il cibo fu "oggetto" di una specifica attenzione nella lunga stagione dello "ius commune" Quali furono le categorie interpretative che questa secolare cultura giuridica approntò per disciplinare il suo uso? Quali le "domande di giustizia" a cui pretese di dare una risposta? Il consumo del cibo - profilo centrale di tutti i complessi religiosi per le sue ineludibili connessioni con il mondo degli affetti, degli istinti primari e della morale - rappresentò quasi naturalmente uno dei tanti pilastri intorno al quale la raffinatissima scienza giuridica di antico regime si interrogò su "facultates agendi" e articolò una rete protettiva di norme restrittive e permissive. Con uno speciale focus sulla riflessione canonistica e teologico-morale dell'età premoderna, guardando alla sua prospettiva teorica - contraddistinta nelle sue molte varianti dall'originaria tensione escatologica -, e al "soggetto" postulato dalla sua antropologia - tra permanenze e cambi di volto -, questo libro si propone di tematizzare (e problematizzare) alcuni aspetti di un paesaggio tanto resistente all'usura della "longue durée" quanto frastagliato nei suoi disseminati "tòpoi".

Un diritto per gli imprenditori. Il...

Teti Raffaele
Donzelli 2018

Disponibile in 3 giorni

25,00 €
A differenza di altre discipline giuridiche, l'evoluzione del diritto commerciale non è stata oggetto di studi approfonditi. Eppure seguire il percorso di questa branca del diritto risulta di particolare importanza in quanto mette in luce i conflitti tra gli interessi dei diversi soggetti economici. Attraverso la lettura di testi legislativi, dei progetti di riforma e dei contributi della dottrina, il libro segue le varie tappe del diritto commerciale, ossia il diritto privato della borghesia capitalistica, dal primo Codice di commercio, quello francese del 1807, che rappresentò il modello per la maggior parte delle codificazioni europee, fino al Codice civile italiano del 1942. Se il "Code de commerce" non conteneva una disciplina dei contratti commerciali, con il primo codice dell'Italia unita (1865) si assiste al progressivo affermarsi di regole diverse da quelle previste dal Codice civile e idonee a soddisfare le esigenze di celerità degli scambi e di tutela del credito proprie delle attività produttrici di nuova ricchezza. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, l'attenzione viene rivolta ai dibattiti sulla riforma del diritto commerciale, in un periodo in cui lo sviluppo della grande impresa industriale sollevava problemi inediti e faceva emergere nuovi interessi meritevoli di tutela. Successivamente, sotto il fascismo, si aprirà un'ampia discussione su come avrebbe dovuto essere il nuovo diritto commerciale nell'ordine giuridico del regime fascista. L'autore infine analizza il Codice del 1942, che realizzerà l'unificazione all'insegna della «commercializzazione del diritto privato»: quelle che un tempo erano regole riservate ai soli rapporti commerciali diventavano regole generali per i rapporti privati.

Ricerche sul «Consiglio di Stato e...

Aimerito Francesco
Giappichelli 2018

Disponibile in 3 giorni

42,00 €
Il Consiglio distato e dei Memoriali del Regno di Sardegna, così ufficialmente denominato nel 1749, costituisce l'evoluzione d'un preesistente Consiglio di Stato riorganizzato intorno al 1559, a sua volta erede del medievale "Consilium cum domino" dei Duchi di Savoia. In linea di principio, esso doveva consigliare e all'occorrenza coadiuvare il principe in tutti gli atti di governo di particolare importanza, fossero essi di natura politica, giurisdizionale o legislativa. La pratica di governo autocratica della dinastia determinò tuttavia un progressivo appannamento del suo ruolo politico, mentre ne rimase in stato di costante operatività - sino al 1831 - la 'sezione giuridica': un corpo polifunzionale di giuristi - i Referendari - posti agli ordini del Gran Cancelliere, prima carica della monarchia, anch'esso giurista. Destinato a generali funzioni di consulenza giuridica, l'attività primaria e quotidiana di quest'organo fu, lungo tutto il corso della sua storia, soprattutto quella dello studio e della relazione al principe dei ricorsi/suppliche ad esso direttamente indirizzati: i "memoriali", donde il nome di Consiglio dei Memoriali assunto nella prima metà del '700. Questi ricorsi consistevano in massima parte in richieste di deroga in via di grazia a specifiche previsioni del diritto positivo, ed involvevano in quanto tali l'esercizio d'una prerogativa riservata esclusivamente al principe, secondo le modalità tipiche della "giustizia ritenuta": in linea di principio, il Consiglio doveva verificare se, nei singoli casi, sussistesse una "iusta causa" idonea a giustificare l'esercizio da parte del sovrano delle proprie eccezionali e riservate potestà derogatorie. Si perpetuarono così per secoli, nel cuore dell'apparato di governo della monarchia, le teorie sulla "absoluta potestas" del princeps elaborate dai giuristi medievali.

Governare i migranti. La legge...

Freda Dolores
Giappichelli 2018

Disponibile in 3 giorni

28,00 €
"Lungo gli anni di studio che hanno condotto a questo volume, inevitabile e quasi automatico è stato il confronto tra la realtà italiana di inizio Novecento, caratterizzata da enormi flussi di emigranti in partenza, e quella attuale, di segno opposto, che vede il nostro Paese trasformato in meta ambita - soprattutto quale primo approdo di un più lungo viaggio verso il nord Europa - di sempre più massicce ondate migratorie. Nonostante, a più di cento anni di distanza, non manchino le analogie - causa di un sentimento di non poca frustrazione nel corso della ricerca -, rinvenibili nell'irresoluezza e nell'incapacità dello Stato di reperire soluzioni efficaci, nella cecità di una parte della politica che pretenderebbe di fermare i flussi, nei sentimenti contrastanti di pietà-paura-ostilità-disprezzo nei confronti del diverso che invade la nostra quotidianità (sentimenti complementari all'allarmismo, alla drammatizzazione e alla demonizzazione propri dei dibattiti politici, oggi alimentati dall'incubo terroristico), nell'illegalità dei traffici organizzati su scala internazionale (oggi in maniera ancora più penetrante grazie all'intensificarsi dei sistemi di trasporti globali), la profonda diversità del contesto storico non consente di avvicinare ulteriormente tali esperienze. Eppure, forse ricordare che un secolo prima erano gli italiani a partire, arrivando in Paesi estranei e lontani, spesso ostili, potrebbe aiutarci ad assumere un atteggiamento maggiormente equilibrato nei confronti di chi oggi arriva nel nostro Paese." (dall'introduzione)

Il diritto in una società che...

Grossi Paolo
Il Mulino 2018

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
"Quando nel febbraio del 2009 il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nominò lo storico del diritto Paolo Grossi giudice della Corte costituzionale, l'Accademico dei Lincei era un giurista italiano assai conosciuto anche al di là dei confini dell'Italia, con Lauree Honoris Causa da Università non solo italiane ma delle più varie parti del mondo: dal Brasile alla Svezia, dal Messico alla Germania, dal Perù alla Spagna; autore di centinaia di pubblicazioni diffuse in tutto il mondo; il volume I.: "Europa del diritto" pubblicato contemporaneamente in italiano, francese, inglese, spagnolo e tedesco. Giungeva alla Corte uno studioso che aveva innovato profondamente gli studi giuridici. Alla notizia della nomina mi venne in mente la figura del grande storico del diritto spagnolo, Francisco Tomas y Valiente, divenuto giudice e Presidente del Tribunal Constitucional, a cui Grossi aveva dedicato, in occasione della tragica scomparsa, meditate riflessioni sul contributo dato allo sviluppo del diritto costituzionale proprio grazie all'essere stato al contempo storico del diritto e giudice e Presidente dell'organo di giustizia costituzionale."

Giuristi romani e storiografia...

Schiavone A.
Giappichelli 2018

Disponibile in 5 giorni

39,00 €
Contributi di: Piero Guido Alpa, Massimo Brutti, Oliviero Diliberto, Giuseppe Falcone, Andrea Lovato, Massimo Luciani, Dario Mantovani, Valerio Marotta, Fara Nasti, Aldo Schiavone, Emanuele Stolfi.

L'avvocatura dei poveri nella...

Goria Federico Alessandro
Il Mulino 2018

Disponibile in 3 giorni

32,00 €
Il volume ripercorre lo sviluppo di una particolare istituzione volta alla difesa processuale degli indigenti, organizzata dal potere pubblico e da questo stipendiata, che potrebbe genericamente essere definita «avvocatura dei poveri». Sebbene le radici lontane di quest'istituto affondino nel diritto canonico e statutario del basso medioevo, finendo per essere recepite dall'imperatore e re di Sicilia Federico II nel «Liber Augustalis» del 1231, la sua continuità nel tempo venne assicurata quasi esclusivamente dai domini sabaudi, nei quali vennero creati, presso ogni tribunale superiore (o Senato), un avvocato e un procuratore dei poveri, più avanti coadiuvati da sostituti, per assicurare la difesa in campo penale, civile e commerciale a chi non fosse stato in grado di pagarsi un avvocato. Tale ufficio, regolamentato con precisione soprattutto dalle «Costituzioni di Sua Maestà» a partire dall'edizione del 1723, sopravvisse fino all'unificazione nazionale, quando, sia per ragioni di praticità e di bilancio, sia per l'opposizione del ceto forense, che ne metteva in dubbio l'imparzialità, soprattutto in campo penale, venne abrogato a favore del patrocinio gratuito, affidato alla buona volontà dei singoli professionisti. Presentazione di Francesco Marullo di Condojanni.

Fondamenti romanistici del diritto...

Petrucci Aldo
Giappichelli 2018

Disponibile in 3 giorni

39,00 €
"Gli argomenti trattati nel primo volume di questa Collana costituiscono aspetti centrali della disciplina generale del contratto nella nostra tradizione giuridica e nel diritto attuale, che da essa si sviluppa. I principi della buona fede, della ragionevolezza e della libertà contrattuale, la nozione stessa di contratto, il corretto svolgimento delle trattative precontrattuali, i requisiti di validità, la formazione tra assenti attraverso il meccanismo della proposta ed accettazione, la rappresentanza e l'interpretazione, la determinazione del contenuto. e l'incidenza di circostanze sopravvenute sull' esecuzione vengono, infatti. a comporre altrettanti tasselli essenziali del suo patrimonio genetico. Il fatto che per ciascuno di essi il diritto moderno abbia costruito delle categorie specifiche non vuol dire che gli stessi non fossero stati presi in considerazione nella scienza giuridica anteriore. Nel diritto romano, medievale e moderno anteriore alle codificazioni del XIX secolo, infatti, se ne trovano già alcuni fondamenti su cui si innestano, con percorsi più a meno tortuosi, le architetture giuridiche moderne in modo certamente più razionale e sistematico. Risulta pertanto di particolare interesse anche per i giuristi contemporanei - almeno mio giudizio - poter seguire gli andamenti di questi percorsi ed i risultati quali essi pervengono in taluni ordinamenti europei e nei Progetti di armonizzazione contrattuale, certamente non in un' ottica di continuità (come se il diritto fosse qualcosa di statico ed immobile), bensì con tutti i sussulti, le modifiche e le rotture che si verificano nella costruzione di ogni concetto giuridico legato com' è al contesto storico dove si forma e si applica. Termino con una constatazione. Il progressivo formarsi di un comune diritto contrattuale europeo appare oggi una realtà difficilmente contestabile, a prescindere dal naufragio dei numerosi progetti di unificazione finora presentati. Tra di essi quello più importante è stato certamente il Draft Common Frame of Reference of the European Private Law (DCFR), che sta effettivamente esercitando una certa influenza sulle codificazioni nazionali: i nuovi Codici civili adottati dalla Romania nel 2011, dalla Repubblica Ceca e dall'Ungheria nel 2014 e la significativa riforma della disciplina contrattuale e delle obbligazioni introdotta nel Codice civile francese dall'Ordonnance n. 2016-131 del. febbraio del 2016 ne hanno infatti recepito molti punti." (dalla prefazione dell'autore)

Stregoneria: crimine femminile. Il...

Montechiarini Monia
Penne & Papiri 2018

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
In questo saggio vengono illustrate le origini della stregoneria, fenomeno che ha reso pericolosa la donna quando, superato il culto delle divinità notturne e le abilità della conoscenza popolare, con l'arrivo del patto col demonio essa giunge a rinnegare il battesimo, causare la sterilità, eludere i giudici con astuzia. È un'indagine storica sui verbali di processi, realmente avvenuti tra medioevo ed età moderna, contro donne accusate di stregoneria ed eresia. Sul processo principale, celebrato nel 1588 vicino Viterbo ai danni di Prudentia, sospettata di essere una strega che succhia il sangue dei bambini, si innestano altri casi giudiziari d'Europa. Ciò consente di ipotizzare soluzioni per i delitti rimasti irrisolti, confrontandoli e superando i luoghi comuni di roghi immediati. Il testo vuole ridare voce alle donne del passato, la cui reputazione fu messa in discussione da vicini di casa e amici, che addebitarono loro epidemie e morti premature. Guardate con sospetto per l'abilità di ostetriche e di curatrici o perché forestiere senza figli, le streghe furono le colpevoli eccellenti di un'epoca di transizione in cui la donna aveva perso la sua sacralità. Prefazione di Luciano Osbat.

Il principio libertà nello Stato...

Ridola Paolo
Giappichelli 2018

Disponibile in 3 giorni

39,00 €
Questo volume si collega idealmente ai due precedenti Diritti di libertà e costituzionalismo e Diritti fondamentali. Un'introduzione, pubblicati nel 1997 e nel 2006 dalla stessa Casa Editrice. Con essi ha in comune il progetto ambizioso di tratteggiare i lineamenti delle esperienze costituzionali della democrazia pluralistica nella cornice della storia del costituzionalismo. Con alcune differenze importanti. Nel primo volume, l'attenzione si focalizzava sulle virtualità del principio costituzionale pluralistico, ed in particolare sui suoi riflessi nel processo politico e in dinamiche della partecipazione politica sempre meno egemonizzate dalle tradizionali forme di aggregazione partitiche. Nel secondo l'attenzione si era incentrata sui diritti, dei quali si è tentato di seguire storicamente l'itinerario che ha condotto, negli ordinamenti di democrazia pluralistica, alla stratificazione di molteplici dimensioni, le quali corrispondono al mutamento di ruolo ed alla estensione del contenuto delle costituzioni. In questo che ora vede la luce, il focus si sposta sul «principio libertà», nello sforzo di esplorare le risposte dell'esperienza giuridica alle domande di libertà (e di dignità), molteplici e spesso contraddittorie, che emergono dalle società complesse, in un contesto sempre più caratterizzato da interdipendenze che trascendono i confini spaziali, politici e culturali e le categorie dogmatiche della statualità.

Carcere e fabbrica. Alle origini...

Melossi Dario
Il Mulino 2018

Disponibile in 3 giorni  
DIRITTO

15,00 €
Pubblicato dal Mulino nel 1977, tradotto in più lingue, «Carcere e fabbrica» è universalmente ritenuto - a fianco di «Pena e struttura sociale» di Rusche e Kirchheimer e di «Sorvegliare e punire» di Foucault - un grande classico sulle istituzioni carcerarie e le loro origini storiche. Indagando i rapporti tra carcere e lavoro in Europa e in Italia tra il '500 e la prima metà dell'800, e le esperienze carcerarie degli Stati Uniti nella prima metà del XIX secolo, emerge come l'istituzione carceraria non faccia che proporre in maniera afflittiva modelli di organizzazione sociale ed economici già presenti nella società, che tendono a fronteggiare con strumenti repressivi le grandi masse di disoccupati e di sbandati. Il libro si correda ora di una nuova prefazione di Jonathan Simon e di due saggi inediti degli autori.

Europa senza diritti. Dalle origini...

Giannini Massimo Oronzo
Cacucci 2018

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
A meno di improbabili reincarnazioni o di spettrali reviviscenze, restiamo tentati di pensare che il medioevo e la storia del diritto, la Chiesa e le sue origini, i diritti dell'uomo e le prime carte siano legati indissolubilmente e inevitabilmente al comune destino dei propri defunti autori. Proprio questa tentazione settoriale e l'incomunicabilità di ritorno che si instaura tra tali discipline si frappone ad un pensare più inclusivo e meno autoreferenziale. In un tempo che ci vede raggiungere conquiste insperate negli ambiti più disparati - analogici o digitali - davvero possiamo pensare che i saperi e le vecchie e nuove realtà non debbano comunicare? In un contesto progressivo di invecchiamento diffuso della popolazione occidentale, il paradosso in cui si incorre è quello di un giovanilismo di facciata, che sgretola e sente la necessità di fare a meno di eventi, visioni, riflessioni e contesti che hanno il solo difetto di essere stati accantonati e per questo motivo non più analizzati.

Tempi del diritto. Età medievale,...

Giappichelli 2018

Disponibile in 3 giorni

39,00 €
Tempi del diritto è un nuovo manuale di storia del diritto rivolto agli studenti dei corsi di Laurea Magistrale in Giurisprudenza e di laurea triennale in Scienze Giuridiche. Il volume, diversamente da altri testi del genere, copre tutto l'arco cronologico della materia: medioevo, età moderna, età contemporanea (secc. V-XX). Attraverso un ragionato percorso di analisi critica, Tempi del diritto intende offrire una panoramica, generale ma non banale, delle più importanti tappe della cultura giuridica europea, con uno sguardo privilegiato all'Italia: norme, codici e costituzioni; dottrina giuridica e teorie politico-filosofiche, eventi e personaggi. Un indice dei nomi arricchisce la seconda edizione dell'opera.

Cittadini, imprese e pubbliche...

Cacucci 2018

Disponibile in 3 giorni

28,00 €
"Il tema dei rapporti fra cittadini, imprese e pubbliche funzioni è da sempre al centro delle riflessioni della dottrina giuspubblicistica e amministrativistica in particolare. Questo volume ha l'ambizione di fornire un possibile percorso di lettura di questi rapporti, seguendo il metodo storico e senza comunque limitare la riflessione al solo ordinamento nazionale. Ciò attraverso il confronto fra più 'voci' appartenenti a diverse generazioni di studiosi della medesima scuola. Così, il primo capitolo è costituito dagli scritti di Vittorio Ottaviano sul rapporto cittadino-amministrazione nello Stato liberale e nello Stato democratico. I contributi di Ignazio Maria Marino sui temi tra loro connessi del rapporto tra globalizzazione e democrazia nonché fra autonomie e democrazia compongono il secondo capitolo del volume. Il terzo capitolo è costituito dai saggi di Antonio Barone sull'amministrazione del rischio, sulla prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione e sul network della nomofilachia europea. Il quarto e il quinto capitolo sono dedicati ad analisi più di dettaglio del dato normativo, con alcuni lavori, realizzati da Antonio Barone e Raffaella Dagostino, sulla trasparenza amministrativa e sui contratti pubblici." (dalla premessa)

Dinastie e nobiltà europea. Atti...

Cecchetti R.
Pisa University Press 2018

Disponibile in 3 giorni

18,00 €
Questo volume raccoglie gli Atti del Sesto Convegno di studi di Diritto Nobiliare che si è tenuto nel 2017 presso la prestigiosa sede del Senato della Repubblica, Sala Zuccari, a Palazzo Giustiniani. Se la pubblicazione si colloca in continuità con quelle dei precedenti Convegni, lo stesso non si può dire per l'argomento trattato. Infatti, dopo aver affrontato negli anni scorsi l'ampia tematica della Nobiltà civica e di funzione, questo Sesto Convegno viene ad affrontare il tema delle Dinastie europee e della nobiltà ad esse connessa. Il tema appare percorrere la storia europea. Se è vero infatti che la Prima Guerra Mondiale segnò il tramonto di molti Stati monarchici esistenti in Europa nel 1914 (basti pensare, fra gli altri, all'Impero Russo, a quello Austro Ungarico,a quello Tedesco e all'Impero Ottomano) è anche vero che in molti Stati europei l'istituto monarchico si è mantenuto ed é vitale anche ai nostri giorni ( a tal effetto basti pensare, fra gli altri, al Regno Unito e a quello di Spagna). Ma sia che si parli di Dinastie che ancora occupano i troni dei loro Stati, sia che si tratti di Dinastie che non rivestono più questo ruolo, l'interesse dello studioso appare essere lo stesso. Infatti le regole di successione delle Dinastie, la loro genesi storica, le problematiche che ne derivano, i contrasti che si possono presentare fra i vari rami delle famiglie regnanti o ex regnanti, richiedono comunque un'analisi accurata e talora assai complessa, da effettuarsi alla luce di norme giuridiche che, sovente si sono stratificate nei secoli.

L'ombra lunga della tradizione....

Mastrolia Paola
Giappichelli 2018

Disponibile in 3 giorni

28,00 €
L'analisi giurisprudenziale del Titolo VI del codice napoleonico, relativo al divorzio, ha consentito di indagare il processo di francisation del Regno di Napoli e di accertare «l'esistenza [...] di una via [napoletana] della codificazione francese». Nonostante lo scompiglio generato dalla ondata laicizzatrice imposta dal Bonaparte, la tradizione giuridica partenopea preesistente alle riforme francesi non fu spazzata via di colpo dall'introduzione dei nuovi testi legislativi. Quelli della dominazione francese nel Regno di Napoli furono anni di transizione e non di assestamento: le novità si innestarono in un sistema che poteva contare sulla solidità di un'eredità sapienziale millenaria, e il nuovo codice fu applicato - per volere di Murat - da magistrati autoctoni in carica già prima della conquista francese. Nel 1819 le cose non mutarono radicalmente: la recezione del modello napoleonico passò attraverso una retorica giuridica di adeguamento della tradizione. Si sarebbe dunque confermata la tendenza già manifestatasi durante il Decennio, non nel segno di un rifiuto delle novità normative d'Oltralpe, bensì nell'ottica di un armonico e non traumatico svolgersi di quello che è indubbiamente stato un passaggio epocale. Passaggio che, svoltosi nel Regno di Napoli nell'ombra lunga e rassicurante della tradizione, avrebbe successivamente reso irrevocabile la scelta per la codificazione.

Storicità del diritto. Strutture...

Cerami Pietro
Giappichelli 2018

Disponibile in 3 giorni

44,00 €
L'intento sotteso alla realizzazione del presente volume - che si ricollega a precedenti studi realizzati nel corso degli anni - è quello di ripercorrere sinteticamente i tratti fondamentali della storia costituzionale romana individuando, al contempo, "forme concettuali" e "prassi consolidate" che, seppur sviluppate in quell'esperienza storica, hanno segnato anche le sorti di tutta la Tradizione giuridica successiva, e pertanto, dell'intera Tradizione giuridica Occidentale. Si tratta, infatti, di «uno strato tenacissimo di concetti e di pratiche» che hanno raggiunto «quei laboratori politici e istituzionali dei cui prodotti siamo i diretti eredi», secondo un percorso «di lunghissima durata e di portata tendenzialmente universale».

La Costituzione di Venezia

Cacciavillani Ivone
Il Poligrafo 2018

Disponibile in 3 giorni

24,00 €
Parlare di Costituzione per la Serenissima Repubblica di Venezia può apparire contraddittorio, poiché Venezia non si dotò mai di una Costituzione formale, intesa come legge fondamentale che regola la vita dello Stato. Eppure fu il fenomeno statuale più duraturo, con una storia di quasi quattordici secoli. Partendo da tale riflessione, Ivone Cacciavillani esamina la lunga vicenda lagunare, dai lontani periodi d'inizio - la Venezia emergente - ai fasti della Venezia trionfante, per indagare come sia stato possibile l'affermarsi e il consolidarsi del "mito di Venezia". Dove la Costituzione era solo il complesso delle regole di vita, che via via s'adattavano all'evoluzione del costume e del convincimento generale. Il tratto caratterizzante di questo fluido sistema normativo era il "senso dello Stato", reso vivo e attivo dalla partecipazione di tutti i cittadini. Una rigorosa elettoralità per i "carichi pubblici", una ferrea "contumacia" - divieto d'immediata rielezione allo stesso carico - e la brevità della relativa durata garantivano che, indistintamente, tutti potessero contribuire al governo della Repubblica.

Diritto romano e diritti europei....

Santucci Gianni
Il Mulino 2018

Disponibile in libreria  
DIRITTO

17,00 €
Paragonando il diritto romano ad un'anatra che s'immerge e si nasconde nell'acqua per tornare sempre a riapparire, Goethe coglieva poeticamente il ruolo che esso ha svolto, nelle sue diverse dimensioni, all'interno della tradizione giuridica europea e non solo. Nel dar conto della molteplicità di significati che l'espressione ricopre, il volume mostra come, cessata da oltre un secolo ogni funzione anche indirettamente normativa, il diritto romano costituisca oggi un fenomeno storico e dogmatico assai rilevante per la comprensione dei diritti moderni.

Notariorum itinera. Notai toscani...

Olschki 2018

Disponibile in 3 giorni

35,00 €
La ricchezza della documentazione notarile basso medievale toscana sta alla base di questo volume, interessato ad alcuni nuclei problematici: dimensione territoriale del lavoro notarile; rapporti con i molteplici poteri pubblici ed ecclesiastici (in città e nelle campagne)specializzazioni funzionali nelle attività per corporazioni di mestiere, confraternite e fabbricerie; differenziazioni negli usi scrittori e nei livelli culturali raggiunti. Il tutto nella prospettiva di altri ambiti regionali e per un complessivo progresso della ricerca al riguardo.

Il giurisdizionalismo dei moderni....

Luongo Dario
Giappichelli 2018

Disponibile in 3 giorni

38,00 €
"Il giurisdizionalismo napoletano affondava le sue radici in una tradizione plurisecolare: un'elaborazione teorica che aveva accompagnato di pari passo la vicenda storica dell'edificazione dello Stato meridionale. La forma mentis dominante nei giuristi d'Antico Regime attribuiva un valore normativo a tutto ciò che aveva salde radici nel passato. Fra gli argomenti frequentemente utilizzati dagli anticurialisti vi era perciò il richiamo ai precedenti: il riferimento ad alcuni momenti topici della storia dei rapporti fra Stato e Chiesa serviva a delegittimare le pretese ecclesiastiche e a farle apparire come abusi contrastanti con consuetudini consolidate e quindi dotate di un'insopprimibile forza normativa. Quelle posizioni erano sorrette da un asse teoretico che aveva un saldo radicamento nelle formae mentis precritiche..."

Interessi di parte e logiche del...

Passarella Claudia
Giappichelli 2018

Disponibile in 3 giorni

38,00 €
L'amministrazione della giustizia civile a Venezia nei secoli XV - XVIII costituisce un ambito di ricerca che si presta a differenti livelli di analisi giuridica. In primo luogo è indispensabile rivolgere l'attenzione alle molteplici magistrature che costellavano lo scenario giudiziario veneziano in età moderna, ciascuna delle quali era titolare di una sfera di competenze e attribuzioni destinata a mutare nel corso dei secoli. Un'ulteriore chiave di lettura è rappresentata dalla ricostruzione delle pratiche forensi e dei meccanismi processuali in uso nei tribunali e nelle corti della capitale e del suo Stato territoriale, ripercorrendo le diverse tappe di un iter che poteva rivelarsi anche piuttosto complesso. L'indagine in tema di contenzioso e litigiosità civile impone infine una disamina dei principali istituti di diritto privato che si prestano ad essere analizzati in una prospettiva dinamica nella quale gli interessi di parte dovevano talvolta piegarsi alle logiche del processo.

Alessandro Manzoni «avvocato». La...

Moscati Laura
Il Mulino 2017

Disponibile in 3 giorni

38,00 €
Nel 1845 l'editore fiorentino Felice Le Monnier ristampò i «Promessi Sposi» senza il consenso di Alessandro Manzoni, provocando una controversia giudiziaria durata vent'anni e ampiamente ricordata dal punto di vista storico e letterario. In questo libro Laura Moscati approfondisce, sulla base del materiale inedito conservato all'Archivio di Stato di Firenze e alla Biblioteca Nazionale Braidense, gli aspetti giuridici che hanno interessato solo marginalmente gli studiosi che si sono soffermati sul rinomato caso giudiziario. Infatti, l'esame delle fonti di prima mano ha evidenziato i lati oscuri del complesso svolgersi delle vicende, come è documentato dalla sezione «Testi», in cui è pubblicato il materiale edito e medito inerente alla causa, ripartito tra gli atti processuali, la corrispondenza epistolare intercorsa tra i protagonisti della controversia, nonché le memorie difensive relative alla lite e in particolare quella di Manzoni, che assunse per l'occasione i panni dell'avvocato di se stesso. L'analisi della causa, oltre a offrire nuova luce su un grande personaggio e sull'importante ruolo dell'avvocatura a lui coeva, dimostra come essa abbia rappresentato un momento significativo nello sviluppo italiano del diritto d'autore e abbia contribuito alla successiva e più compiuta elaborazione teorica della tutela dei diritti sulle opere dell'ingegno, anche sul piano internazionale.

Sa giustizia ti cruxat....

Oppus Umberto
Arkadia 2017

Disponibile in 3 giorni

30,00 €
Il volume, frutto della consultazione di migliaia di documenti, soprattutto negli archivi italiani e spagnoli, propone un viaggio nella storia del ducato attraverso la ricostruzione del ruolo esercitato dal feudatario nella gestione della giustizia. Una giustizia "delegata" dal re attraverso ampie concessioni, come quella allodiale. Un processo individuabile anche in Sardegna e che questo lavoro consente di analizzare, per il ducato, attraverso lo studio di una ricchissima e inedita documentazione a partire dal XIV secolo con la concessione del feudo alla famiglia Carroz. Un'analisi particolare è dedicata proprio allo studio della giurisdizione di primo e secondo grado, il rapporto con gli ufficiali regi, le frizioni tra Corona e feudatari. Il risultato finale è quello di un saggio che, oltre alla storia dei duchi, analizza le figure dei funzionari delegati alla gestione e amministrazione della giustizia (a partire dai regidores).

Piano di Costituzione, 1793. Testi...

Condorcet Nicolas de
Giappichelli 2017

Disponibile in 3 giorni

15,00 €
Combinare il moderno istituto della rappresentanza con un'idea non meno nuova di democrazia; immaginare votazioni oggi chiamate referendarie per difendersi dagli eccessi, o dagli errori, dei poteri elettivi; configurare il rapporto governanti-governati come conviene a «una Nazione illuminata sui suoi diritti»: il Piano di Costituzione che Condorcet presenta alla Convenzione affronta queste e molte altre sfide. Alla loro elucidazione è dedicata l'"Esposizione dei princìpi e dei motivi" che precede il progetto vero e proprio. Non ancora tradotta nella nostra lingua, sebbene ampiamente citata, è ora presentata insieme al testo costituzionale: così da restituirla alla sua funzione introduttiva, la stessa per cui Condorcet l'aveva ideata.

Animo Possidere. Studi su animus e...

Ferretti Paolo
Giappichelli 2017

Disponibile in 3 giorni

22,00 €
"La ricerca si compone di tre capitoli. Nel primo si ricostruiscono in breve le diverse teorie emerse in dottrina sul significato e sul ruolo del termine animus in materia possessoria: dall'indirizzo 'ortodosso', che scorge nell'animus (insieme al corpus) un elemento costitutivo del possesso, all'indirizzo 'eterodosso', propenso a vedere nell'animus un fattore esterno e alternativo al corpus, mezzo attraverso cui possedere. Sempre nello stesso capitolo, si cerca di delineare, anticipando le conclusioni, come le due opposte interpretazioni possano trovare un momento di armonizzazione nel percorso seguito dalla giurisprudenza classica nell'elaborazione della nozione di possessio. Il secondo capitolo è dedicato all'approfondimento del percorso appena accennato. Lo studio è condotto 'per giuristi', ossia cercando di comprendere e di valorizzare il loro contributo riguardo al termine animus e alla formazione del concetto di possessio. Tuttavia, senza seguire in maniera rigorosa il criterio della successione cronologica, viene dato innanzitutto rilievo ai giuristi per i quali le fonti documentano un minimo di riflessione intorno alla complessa tematica, in particolare agli ambiti dell'acquisto, della conservazione e della perdita della possessio. Gli altri, poi, vengono inseriti nel piano dell'opera attraverso avanzamenti e retrocessioni temporali, a seconda del tipo di apporto offerto. Si inizia con Gaio e si prosegue con Pomponio, Papiniano, Ulpiano e, infine, Paolo. In questa cornice, come detto, trovano inoltre spazio Labeone, Proculo, Nerva figlio, Nerazio, Celso, Africano, Marcello e altri. Il terzo e ultimo capitolo concerne origini e sviluppi della possessio animo retenta. Il punto di partenza è un'misterioso' testo di Ulpiano che cita Labeone [D. 41,2,6,1 (Ulp. 70 ad edict.)] a proposito del proprietario che, recatosi al mercato, si vede occupare la propria abitazione da un terzo." (Dall'Introduzione)

Rivoluzione fra mito e...

Allegri G.
Università La Sapienza 2017

Disponibile in 3 giorni

18,00 €
La nostra indagine, attraverso la sensibilità di studiosi di diversa formazione, prova a dar conto dell'importanza, nonché delle molteplici ambiguità, del mito rivoluzionario, della sua valenza storica e, al tempo stesso, della sua ambizione a trascendere la "Storia". Un'irriducibile tensione tra continuità e discontinuità, conservazione e rottura, ordine e disordine, "vecchio" e "nuovo", innovazione e reazione, che si riflette nella duplicità degli strumenti scelti per osservarla: quelli costituzionalistici e quelli storicistici. L'intento del volume è anche quello di far dialogare nuovamente, in una tensione intergenerazionale, giuristi - in particolar modo giuspubblicisti e costituzionalisti - con studiose e studiosi della storia del pensiero e delle istituzioni politiche dell'età moderna e contemporanea, nella comprensione delle trasformazioni economiche, sociali e istituzionali avvenute tra il XVIII e l'inizio di questo XXI secolo, a oltre due secoli dalla restaurazione europea del 1815 e a un secolo esatto dal 1917 della rivoluzione bolscevica.

La dottrina giuridica e la sua...

Faro S.
Giappichelli 2017

Disponibile in 3 giorni

40,00 €
Il volume si propone come contributo alla riflessione sul ruolo che oggi svolge la dottrina giuridica, approfondendo le metodologie della ricerca, i metodi di accesso e i futuri sviluppi relativi alla diffusione e condivisione dei lavori di analisi, delle riflessioni e delle idee dei giuristi; si caratterizza per un approccio interdisciplinare, coinvolgendo studiosi di differenti aree del diritto ed esperti nel settore dell'informatica giuridica; nasce con lo scopo di avventurarsi in un terreno che, malgrado abbia dato vita a una letteratura autorevole sul tema del ruolo della dottrina giuridica, merita, anche in virtù della continua evoluzione tecnologica, costante attenzione sul versante dell'accesso e della condivisione della dottrina e dell'educazione delle nuove generazioni di studiosi del diritto. Il risultato è un'opera suddivisa in tre sezioni: "Giuristi e dottrina giuridica", sul ruolo e i confini della dottrina giuridica e la posizione che essa ricopre nell'accademia e nell'ordinamento giuridico; "L'accesso alla dottrina giuridica: esperienze e prospettive", rivolta al presente e al futuro degli strumenti e delle tecnologie per la diffusione della dottrina giuridica; "Un caso di studio: la banca dati DoGi - Dottrina Giuridica", che presenta l'archivio bibliografico di spoglio delle riviste giuridiche italiane realizzato dall'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica del CNR (ITTIG-CNR) e le sue potenzialità anche in funzione delle diverse tipologie di utenza della letteratura giuridica.