ECONOMIA

Filtri attivi

Extra media. Immaginario collettivo...

Argante E.
EGEA

Disponibile in 3 giorni  
MEZZI DI COMUNICAZIONE

15,00 €
Il web mobile ha generato un sistema di informazioni fuori dal tempo, dal luogo e con modalità di accesso e contenuti estranee agli schemi editoriali. Diventerà primo attore dell'immaginario collettivo? È una minaccia per tradizionali centrali culturali? Intanto fa emergere significative domande sulle fonti (quindi sul controllo) e sugli aspetti legati alla responsabilità e al ruolo dei giornalisti. Tre tra i maggiori esperti del settore riflettono su questi temi.

Progettare oggi il mondo di domani....

Thackara John
Postmedia Books

Disponibile in 3 giorni

16,90 €
Questo libro descrive pratiche sociali che amano tutte le forme di vita, non solo la vita umana. L'incontro con i suoi personaggi infonde nuova fiducia su ciò che l'economia dovrebbe essere oggi, un economia che non abbia come priorità il possesso, il denaro e l'idea di una crescita senza limiti. John Thackara ci invita a guardare meglio, per rispondere alla domanda che ormai pochi si pongono nei suoi termini più radicali, ovvero: «Siamo proprio sicuri che i valori su cui stiamo costruendo il futuro del mondo occidentale siano i migliori?» (Stefania Garassini)

Amadeo Peter Giannini. L'uomo che...

Crapanzano Guido
Graphofeel

Disponibile in 3 giorni

18,00 €
La storia irresistibile e semisconosciuta di Amadeo Peter Giannini, che nel 1904 fondò la sua banca in un bar di San Francisco e prestando soldi a emigranti, braccianti e operai, rivoluzionò il sistema finanziario americano, fondando la Bank of America. Fu amico e sostenitore di Charlie Chaplin, Walt Disney e Frank Capra, che lo immortalò nel protagonista de La vita è meravigliosa. Con contributi storici di Roberto Fiorentini.

Neoliberismo

Mingardi Alberto
Marsilio

Disponibile in libreria  
MANUALI ECONOMIA

20,00 €
«Il mondo in cui viviamo si trova in una grave situazione, le idee che chiamiamo neoliberiste rischiano di portarci alla catastrofe, ovunque». Così si esprimeva il regista inglese Ken Loach, con toni apocalittici, ritirando la Palma d'oro vinta a Cannes nel 2016. Anche lui, come altri personaggi pubblici e non, utilizzava la parola magica per descrivere l'origine di tutte le storture del mondo: neoliberismo. Che si tratti della scomparsa del lavoro o del cambiamento climatico, ogni evento di cronaca è una buona scusa per puntare il dito contro gli effetti nefasti del libero mercato e della finanza globale. Sia a livello mediatico che politico, il pregiudizio verso questo presunto ordine mondiale lo dipinge come responsabile della distruzione di ogni garanzia sociale e di aver arricchito un ristretta cerchia di speculatori senza scrupoli, a scapito del novantanove percento del mondo. La soluzione per ovviare a queste tragedie sarebbe sempre la stessa: più leggi, più controlli e, quindi, più Stato. Alberto Mingardi ridimensiona il mito del mercato pervasivo e tirannico, e mostra come in realtà di politiche neoliberiste ce ne siano state meno di quanto si crede. Il che è paradossalmente un problema: è a quel poco di neoliberismo che dobbiamo crescita e prosperità.

Paolo Leon. Il ricordo, il lascito

Castelvecchi

Disponibile in 3 giorni

15,00 €
Nel giugno del 2016 è scomparso Paolo Leon, un protagonista delle vicende storiche, politiche ed economiche italiane dell'ultimo cinquantennio. Il libro contiene due parti: il ricordo e il lascito. Il ricordo raccoglie le testimonianze di persone che lo hanno conosciuto a fondo nei tanti cicli della sua vita politica, scientifica e professionale. Al tempo stesso commoventi ed eccezionali, ognuna rammemora un percorso di vita che dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso fino al 2016 ha visto Paolo Leon costantemente impegnato ad analizzare gli aspetti strutturali e socioeconomici dello sviluppo capitalistico, e di quello italiano in particolare: a partire dall'esperienza del primo centrosinistra degli anni Sessanta fino al drammatico impatto della grande recessione cominciata nel 2008. Il lascito racchiude gli articoli che la Fondazione Giacomo Brodolini ha pubblicato nella rivista «Economia & Lavoro» e che ripercorrono il suo pensiero come economista teorico e applicato.

Dirla tutta sul mercato globale....

Rodrik Dani
Einaudi 2019

Disponibile in libreria  
MANUALI ECONOMIA

19,00 €
Lo Stato-nazione sembrava essere condannato all'irrilevanza grazie alla globalizzazione e alla tecnologia. Ora è tornato, spinto da un coro populista mondiale. Rodrik, da sempre schietto critico di una globalizzazione economica andata troppo oltre, va al di là della reazione negativa populista e offre una spiegazione ragionata dei motivi per cui l'ossessione delle élite tecnocratiche per l'iperglobalizzazione abbia reso più difficili per gli Stati-nazione ottenere obiettivi economici e sociali legittimi a casa propria: prosperità economica, stabilità finanziaria ed equità. Egli rimprovera i globalisti per aver messo in pratica pessime scelte di politica economica, ignorando le sfumature dell'economia, che avrebbero dovuto indurre a piú cautela. Rodrik rivendica la necessità di un'economia mondiale pluralista, dove gli Stati-nazione possiedano un'autonomia sufficiente per formare i propri contratti sociali sviluppando strategie economiche pensate per i propri bisogni. Invece di invocare la chiusura delle frontiere o il protezionismo Rodrik ci mostra come ristabilire un equilibrio accorto tra una governance nazionale e una globale.

Crisi economiche e mutamenti...

La Grassa Gianfranco
Mimesis

Disponibile in 3 giorni

18,00 €
Questo libro nasce dall'esigenza di chiarire alcuni aspetti fondamentali generalmente trascurati delle crisi economiche. Oltre il piano strettamente finanziario c'è quello (geo)politico, che segna i "veri" sviluppi di una crisi in una data fase storica. I crolli finanziari vanno trattati come fenomeni epidermici, generati da sconquassi che avvengono nelle profondità dei rapporti di forza tra aree di paesi, egemonizzate da poli di potenza in crescente attrito. Le cadute in borsa, la volatilità dei titoli azionari, lo scoppio delle bolle speculative e il successivo "decadere" dei fattori reali dell'economia (arretramento della produzione, crescita della disoccupazione, fallimento degli operatori industriali, ecc.) indicano trasformazioni più vaste che modificano l'architettura (geo)politica del mondo. È, esattamente, quello che annuncia l'epoca in cui viviamo.

Austerità. Quando funziona e quando no

Giavazzi Francesco
Rizzoli 2019

Disponibile in libreria  
CRISI ECONOMICA

22,00 €
«L'austerità» scrive Ferruccio de Bortoli nella prefazione a questo libro «non è un'ideologia, uno stato d'animo o, peggio, una perversione dell'anima. È semplicemente uno strumento, o meglio un insieme di strumenti di politica economica, necessari ad affrontare una situazione d'emergenza, a recuperare efficienza, a innalzare il prodotto potenziale, a introdurre maggiore equità sulla strada di un rinnovato sviluppo.» Di certo, affermano gli autori, non ce ne sarebbe mai bisogno se i governi compensassero l'espansione fiscale durante una recessione con corrispondenti correzioni in fase di crescita. Alberto Alesina, Carlo Favero e Francesco Giavazzi hanno raccolto e analizzato centinaia di programmi di austerità attuati dai governi di sedici Paesi avanzati dalla fine degli anni Settanta a oggi, con un'attenzione particolare a quelli adottati in Europa dopo la crisi greca del 2010 e che in Italia includono gli anni difficili del governo guidato da Mario Monti. Emerge dall'analisi dell'esperienza di questi Paesi un risultato chiaro: tagliare le spese è molto meno dannoso che alzare le tasse. Può esistere anche un'austerità «espansiva», come testimoniano tra gli altri i casi di Belgio, Canada e Irlanda negli anni Novanta. In più, non necessariamente il rigore in economia rappresenta il «bacio della morte» per i governi che lo praticano: in Gran Bretagna, David Cameron vinse le elezioni dopo aver portato a termine un programma di riduzione della spesa pubblica. "Austerità" è un volume destinato a trasformare il dibattito sulle politiche di consolidamento fiscale, soprattutto in un Paese, il nostro, afflitto - ma non condannato - dal suo enorme debito pubblico.

Senza più valore. Indagine sui...

Serafin Davide
People

Disponibile in libreria  
INCHIESTE

14,00 €
La nuova "economia della condivisione" è diventata economia dei lavoretti. Lavoretti che si fanno per «aiutare tutti», per far risparmiare tempo. Chi svolge queste mansioni, così viene raccontato dalle società di food delivery, è felice di impiegare il proprio tempo libero in questo modo, correndo in bicicletta per la città. L'apparente flessibilità si scontra con la dura consistenza dei marciapiedi, del parabrezza di un autobus, della fredda pioggia di una notte di febbraio a Philadelphia, dove muore Pablo, giovane riders americano. E poi ci sono gli operatori dei beni culturali, gli "scontrinisti", e nella notte si muovono come ombre negli ipermercati gli scaffalisti. Non ci sono pause, non ci sono opportunità. È un grande cambiamento, che non sarebbe mai iniziato senza una grande crisi.

I signori del lusso. Giovanni...

Filippetti Simone
Sperling & Kupfer

Disponibile in 3 giorni  
BIOGRAFIE ECONOMIA

17,00 €
A Porto Santo Stefano, sull'Argentario, in una giornata d'estate di fine anni Settanta inizia la cavalcata di un giovane romano: Giovanni Tamburi. Oggi Tamburi è un guru di Piazza Affari: investitore, merchant banker, consulente. Personaggio sconosciuto al largo pubblico, è uno dei registi dietro al successo di Moncler, il caso mondiale del lusso, e dell'atteso sbarco in Borsa del fenomeno Eataly di Oscar Farinetti. Dalla Ferrari ai cacciaviti preferiti da Valentino Rossi, da Alpitour a iGuzzini, passando per gli abiti di Hugo Boss e gli yacht della Azimut-Benetti, TIP, Tamburi Investment Partners, un po' investment bank, un po' merchant bank, un po' fondo di investimento, ha messo in piedi un polo del Made in Italy. Ricco di retroscena, "I signori del lusso" ripercorre quarant'anni anni di Piazza Affari, dalla Bastogi alla Pirelli Cavi di Marco Tronchetti Provera fino alle alleanze e alle battaglie con Carlo De Benedetti. Questa non è solo la storia di Giovanni Tamburi & Alessandra Gritti, la donna più importante della finanza italiana, ma anche uno spaccato della politica economica, dei mali (tanti) e dei pregi (pochi ma ammirati) di un Paese che ogni giorno affonda nel declino, ma che svetta anche con i suoi marchi osannati in tutto il mondo. Tamburi ha escogitato un modo originale per finanziare le aziende, senza chiedere un euro al già tartassato contribuente: ha coagulato oltre cento famiglie ricche (non ricchissime) e le ha convinte a investire, invece di portare i loro soldi in Svizzera, come hanno fatto per decenni. L'Italia produce gioielli di imprese a cui però una pericolosa ritrosia ad aprirsi e una perenne mancanza di capitali impediscono di fare quel salto a industria globale in grado di sorreggere l'intero Paese. Tamburi e la sua TIP stanno in piccolo cercando di «fare sistema» in un Paese dove è facilissimo litigare e difficilissimo allearsi per contare di più.

Uomini e soldi. Il racconto di una...

Basilico Paolo
Rizzoli 2019

Disponibile in libreria  
BIOGRAFIE ECONOMIA

17,00 €
"La verità è che in alcune circostanze, quando si parla di denaro, noi abbiamo un'unica possibilità di salvezza: quella di legarci mani e piedi. Il suono che le Sirene emettono è semplicemente troppo forte per potergli resistere." A invitarci a seguire l'esempio di Ulisse, anzi a "tenere una copia dell'Odissea sulla scrivania", è Paolo Basilico, uno dei grandi protagonisti, in Italia e non solo, della finanza e della gestione del risparmio. Dopo la laurea alla Bocconi e uno stage a Wall Street, ha cominciato a lavorare in Borsa nel 1984, in coincidenza con il primo vero boom di Piazza Affari. Entrato nella Mediobanca di Cuccia, Maranghi e Braggiotti, partecipa alla prima grande ondata di privatizzazioni. Nel 1992 passa a una start-up anglo-italiana mentre si abbatte la tempesta perfetta di Tangentopoli, crisi del debito pubblico e svalutazione della lira. Da quando diventa imprenditore in proprio fondando il Gruppo Kairos, nel 1999, i crolli peggiori (lo scoppio della bolla di internet nel 2000, la tragedia delle Torri Gemelle nel 2001, il fallimento della Lehman Brothers nel 2008, i rischi di default nel 2011...) si alternano ai rialzi più esplosivi. Questo libro è il racconto di un movimentato viaggio al centro della finanza che diventa l'occasione per spiegare con estrema chiarezza come funziona la macchina economica e finanziaria, come possiamo sfuggire alle trappole logiche e psicologiche in cui finiamo fatalmente per cadere quando dobbiamo prendere decisioni che toccano i soldi, quali sono i principi a cui attenersi per investire con successo. Perché la finanza non è quella che ci raccontano e che si autocelebra attraverso miti e finzioni, non è un laboratorio di formule o di algoritmi: è l'essenza del rapporto fra uomini, fra i loro caratteri, le loro psicologie.

Neuroscettici. Perché uscire...

Becchetti Leonardo
Rizzoli 2019

Disponibile in libreria  
CRISI ECONOMICA

17,00 €
Siamo sicuri che la crisi italiana, il declino della classe media, gli stipendi che non bastano ad arrivare a fine mese, l'aumento del numero dei poveri siano tutti problemi riconducibili alla moneta unica e ai vincoli che ci pone Bruxelles? Per capire il fenomeno del "neuroscetticismo" occorre addentrarsi nel fantasioso mondo della propaganda no euro, andare a smontare uno per uno gli argomenti dei "profeti" sovranisti che descrivono il paradiso di un ritorno alla lira e di un'Italia finalmente fuori dall'Unione. Perché la "traversata" sarebbe un disastro e non è vero che l'unica soluzione rimasta per essere competitivi è la deflazione salariale. Non è vero che la riconquistata sovranità ci renderebbe totalmente liberi e ci permetterebbe di risolvere tutti i problemi stampando moneta. Non è sempre vero che chi ha una valuta nazionale sta meglio di noi (basta guardare a lavoratori e classi medie negli USA e in Gran Bretagna, per non parlare del Venezuela). E non è vero nemmeno, come sostengono alcuni politici e sedicenti economisti, che possiamo fare a meno degli investitori stranieri e pensare all'autarchia in un mondo finanziario irrimediabilmente globalizzato. Leonardo Becchetti ci spiega come districarci tra bufale più o meno "primitive" e leggende infondate o inconsistenti, fornendoci una cassetta degli attrezzi efficace. Strumenti utili ad avanzare proposte concrete e soluzioni percorribili per i problemi dell'Italia, e infine lanciare un manifesto per un'Europa nuova, solidale, sostenibile, generativa, felice.

I Rothschild. I banchieri più...

Bouvier Jean
Ghibli 2019

Disponibile in libreria  
BIOGRAFIE ECONOMIA

20,00 €
Napoleone è stato sconfitto sul campo di battaglia puramente finanziario. Dietro alla sconfitta di Waterloo, difatti, c'è lo zampino dei Rothschild. Sono loro a finanziare le operazioni militari del duca di Wellington che porteranno alla vittoria dell'esercito inglese. E, allo stesso modo, dopo l'uscita di scena di Napoleone, erogheranno prestiti per la restaurazione di Luigi XVIII in Francia. Ma ci si sbaglierebbe a credere che questa potentissima famiglia di origini tedesche facesse affari solo con uno schieramento. I loro prestiti venivano elargiti a dominati e dominatori, sconfitti e vincitori - una prassi che la famiglia saprà consolidare nel tempo. Nella ricostruzione di Jean Bouvier prende vita a partire dal Settecento l'epopea della famiglia che nel corso dell'Ottocento, quando era al suo apice, ha posseduto il più grande patrimonio privato al mondo.

Economia

Samuelson Paul A.
McGraw-Hill Education

Disponibile in 3 giorni  
MANUALI ECONOMIA

64,00 €

L'economia spiegata facile

Rover Costantino
Gingko Edizioni

Disponibile in 3 giorni  
MANUALI ECONOMIA

19,70 €
Libro illustrato destinato ai non addetti ai lavori e a chi vuole approfondire gli argomenti di economia che stanno condizionando le nostre vite; lo Spread, le banche e il denaro, i titoli tossici, la disoccupazione, il debito pubblico, la corruzione, i tagli alla spesa pubblica, la crisi, le tasse, la sovranità, la BCE, l'Euro e la Lira, i derivati, gli NPL, la competitività, l'inflazione, il quantitative easing, i mercati finanziari, il lavoro e l'impresa, ecc.Costantino Rover nasce nel 1974 a Torino, veneto d'adozione, attivista in ambito sovranista ed esperto in comunicazione e mass media, dopo l'incontro con Paolo Barnard si è specializzato nella divulgazione economica riuscendo a raggiungere milioni di italiani con il suo progetto L'economia spiegata facile. Collabora con economisti ed esperti in materia da oltre cinque anni con l'obiettivo di tradurre il linguaggio economico in materia comprensibile a tutti.

La notte della sinistra. Da dove...

Rampini Federico
Mondadori 2019

Disponibile in libreria  
POLITICA

16,00 €
Ci fu un tempo in cui sinistra e popolo erano quasi la stessa cosa. Adesso in tutto il mondo le classi lavoratrici, i mestieri operai vecchi e nuovi, cercano disperatamente protezione votando a destra. Perché per troppi anni le sinistre hanno abbracciato la causa dei top manager, dell'Uomo di Davos; hanno cantato le lodi del globalismo che impoveriva tanti in Occidente. E la sinistra italiana da quando è all'opposizione non ha corretto gli errori, anzi. È diventata il partito dello spread. Il partito che tifa per l'Europa «a prescindere», anche quando è governata dai campioni della pirateria fiscale. È una sinistra che abbraccia la religione dei parametri e delle tecnocrazie. Venera i miliardari radical chic della Silicon Valley, nuovi padroni delle nostre coscienze e manipolatori dell'informazione. Tra i guru «progressisti» vengono cooptate le star di Hollywood e gli influencer sui social media, purché pronuncino le filastrocche giuste sul cambiamento climatico o sugli immigrati. Non importa che abbiano conti in banca milionari, i media di sinistra venerano queste celebrity. Mentre trattano con disgusto quei bifolchi delle periferie che osano dubitare dei benefici promessi dal globalismo. Non rispondetemi che «quegli altri» sono peggio - scrive Federico Rampini -, non ditemi che è l'ora di fare quadrato, di arroccarsi tra noi, a contemplare con orgoglio tutte le nostre sacrosante ragioni, a dirci che siamo moralmente superiori e che là fuori ci assedia un'orda fascista. Quand'anche fosse vero che «quelli» sono la peste nera, allora dobbiamo chiederci: com'è stato possibile? Come abbiamo potuto regalare a «loro» l'Italia più gli Stati Uniti, l'Inghilterra più la Svezia e in parte la Francia? Se davvero una barbarie reazionaria sta dilagando in tutto l'Occidente, dov'eravamo noi, cosa facevamo mentre questo flagello si stava preparando? (Aiutino: spesso eravamo al governo). C'è qualcosa di malsano nel pensare che una maggioranza degli italiani sono idioti manipolati da mascalzoni: come si costruisce su queste basi una convivenza civile, un futuro migliore? Attingendo alla sua formazione giovanile nel Pci di Enrico Berlinguer, fine anni Settanta; poi alle sue esperienze successive di reporter globale a Parigi, Bruxelles, San Francisco, Pechino e ora New York, Federico Rampini prende di mira alcuni dogmi politically correct. E spiega che la sinistra può ripartire. Deve farlo. Il tracciato verso la rinascita parte dalle diseguaglianze, e abbraccia senza imbarazzi una nuova idea di nazione.

Economia fondamentale....

Collettivo per l'economia fondamentale
Einaudi 2019

Disponibile in libreria  
MANUALI ECONOMIA

17,50 €
L'economia fondamentale è la base materiale del benessere e della coesione sociale. È quel che ogni giorno dovremmo poter dare per scontato: acqua potabile sicura, energia elettrica non razionata, servizi sanitari evoluti e accessibili, istruzione avanzata gratuita, infrastrutture e trasporti pubblici efficienti, servizi di cura per bambini e anziani, mercati alimentari orientati al benessere dei consumatori e dei produttori di cibo. Da molti anni i Paesi europei seguono una strada diversa: l'economia fondamentale è messa al servizio del business, esasperando competitività e orientamento al profitto. Il prezzo che paghiamo è l'inasprimento delle disuguaglianze, la dissoluzione dei legami sociali, la deriva populista e nazionalista. Rinnovare l'economia fondamentale richiede un enorme sforzo di immaginazione istituzionale. Questo libro lo prefigura, offrendo una piattaforma per un nuovo riformismo progressista, non liberista, di scala europea.

L'economia è cura. Una vita buona...

Praetorius Ina
Altreconomia 2019

Disponibile in 3 giorni

12,00 €
L'economia è cura. E prendersi cura, di sé e degli altri, è il primo passo per un radicale cambio di prospettiva: la reciprocità e la dipendenza consapevole dall'altro/a sono l'antidoto più sovversivo all'individualismo. Per una vita buona. "Il passaggio da una società di mercato centrata sulla produzione di merci e sul profitto a una società di economia domestica, centrata sul bisogno e sulla libertà-in-relazione di tutti gli esseri umani, significa il cambio di paradigma decisivo della nostra epoca." Il libro "L'economia è cura" di Ina Praetorius è un invito a cambiare paradigma, a partecipare a una "care revolution" che costruisca un linguaggio e un'economia differenti, alla ricerca di una "felicità interna lorda" e di un sistema economico e sociale capace di soddisfare i bisogni di tutti, senza discriminazioni. Scrive nella postfazione il filosofo Roberto Mancini: "quando Praetorius afferma che l'economia è cura non sta semplicemente proponendo un'altra economia, ci sta richiamando a vedere il senso del modo umano di stare al mondo". Contro la logica del potere (maschile), Praetorius "ci fa riconoscere che esiste la coralità umana e dei viventi". Un libro che non solo auspica una profonda e radicale trasformazione del sistema di vita che oggi informa il mondo globalizzato, ma che ci chiede di prenderci cura?di tale transizione. Saggio introduttivo di Adriana Maestro. Prefazione di Luisa Cavaliere. Posfazione di Roberto Mancini.

Il reddito di base

Van Parijs Philippe
Il Mulino

Disponibile in libreria  
ANTROPOLOGIA SOCIALE

29,00 €

Per amor proprio. Perché l'Italia...

Fubini Federico
Longanesi 2019

Disponibile in libreria  
ANTROPOLOGIA SOCIALE

16,00 €
La politica nel nostro Paese è piena di odio e colpi bassi, ma tutti riconosciamo nell'Italia la nostra identità comune. Dobbiamo accettare che lo stesso valga per l'Europa, perché è la nostra realtà del ventunesimo secolo. Rendere tabù qualunque dubbio sulle scelte di Bruxelles¸ come fanno gli europeisti a ogni costo secondo i quali noi italiani abbiamo sempre torto e gli altri sempre ragione, non ha fatto che regalare il monopolio della critica a chi l'Europa vuole distruggerla. E rendere tabù l'amor proprio nazionale ne ha lasciato l'esclusiva a chi lo usa come una clava. Per l'Italia, invece, la scelta non è fra Bruxelles e la via sovranista, ma fra l'integrazione con gli europei e la sottomissione all'impero degli altri: russi, cinesi, americani o i colossi del Big Tech. Per gli italiani è arrivato il momento di capire che se vogliono davvero fare i propri interessi devono imparare a rivendicarli con forza e determinazione, senza che questo significhi in alcun modo indebolire o distruggere il sistema europeo. Per farlo occorre però prima di tutto togliere l'Europa ai sovranisti e agli europeisti di professione, per restituirla ai nostri figli, e a noi stessi. Senza arroganza, né complessi di inferiorità. "Per amor proprio" è un saggio sulla crisi d'identità di noi italiani e il bisogno di ritrovare il senso del nostro posto in Europa.

Che cosa è la bioeconomia

Bonaccorso Banos Ruiz
Edizioni Ambiente 2019

Disponibile in libreria  
GREEN

15,00 €
Cambiamenti climatici, aumento della popolazione, degrado dei suoli, perdita di biodiversità. Sono le principali sfide che l'umanità è chiamata ad affrontare in questo inizio di millennio. La bioeconomia è una delle chiavi per affrontarle e vincerle, riconciliando economia, ambiente e società. Basata sull'impiego delle risorse biologiche rinnovabili come materie prime per la produzione industriale, energetica, alimentare e mangimistica, secondo l'Unione europea ha il potenziale per creare almeno un milione di posti di lavoro entro il 2030. Il libro di Mario Bonaccorso e Irene Barios Ruiz traccia un quadro preciso e aggiornato del concetto di bioeconomia, delle sue origini, delle connessioni con la sostenibilità e l'economia circolare e delle molteplici applicazioni che ritroviamo in diversi prodotti della nostra vita quotidiana. Ci guida inoltre nelle importanti ripercussioni che questo nuovo modello economico e sociale sta avendo sul mondo della formazione, della finanza e delle politiche di sviluppo locale. Prefazione di Philippe Mengal. Introduzione di Marc Palahì.

Innovare con l'arte moderna. Il...

Carè Deborah
EGEA 2018

Disponibile in 3 giorni

24,00 €
Come l'arte contemporanea può generare innovazione in azienda? In questo volume, attraverso l'attività della Fondazione Ermanno Casoli (FEC) con artisti, formatori e aziende, gli autori articolano un Metodo di lavoro, nato da un'esperienza decennale sul campo, che documenta l'efficacia della collaborazione tra il mondo dell'arte e quello dell'impresa. I temi fondamentali di questo volume sono il rapporto tra arte e opportunità di rinnovamento dell'identità individuale e professionale all'interno delle organizzazioni, di cambiamento dei processi di apprendimento volti all'innovazione, per arrivare al contributo dell'arte nella definizione di una nuova prospettiva sulla performance di impresa. L'arte contemporanea è analizzata come una chiave attraverso cui è possibile attuare questi processi, focalizzandosi di più sulla persona, sul modo di lavorare e di ripensare le proprie azioni e i relativi risultati. Per ogni argomento, il volume presenta una dettagliata descrizione degli interventi artistici organizzati dalla FEC nelle aziende, le implicazioni manageriali per un'efficace progettazione degli stessi e i risultati che si sono ottenuti, con un linguaggio rivolto sia al mondo dell'arte che a quello aziendale.

Economia «informale» e politiche di...

Ferrante V.
Vita e Pensiero 2018

Disponibile in 3 giorni

22,00 €
Una quota di lavoratori, sicuramente rilevante ma difficile da stimare nella sua esatta consistenza, non compare mai nelle statistiche ufficiali, perché dedita ad attività non dichiarata agli organi di Vigilanza del lavoro. Seppure non si può dire che l'economia sommersa (o 'informale') sia un fenomeno solo italiano, è chiaro come la mancata rilevazione di una percentuale di lavoratori, che in certi settori si stima sino al trenta per cento, viene ad alterare il corretto funzionamento del sistema dell'incontro fra la domanda e l'offerta di lavoro, dell'apparato fiscale e previdenziale, delle politiche di promozione dell'occupazione, impedendo altresì all'Italia di porre in essere una seria politica di contrasto alla povertà. Il volume si prefigge di indagare questi aspetti dal punto di vista del quadro normativo, in relazione ai settori più a rischio (appalti, immigrati, lavoro in agricoltura) e alle iniziative legislative più recenti, anche europee, che hanno avuto di mira il contrasto all'economia 'informale' attraverso un'articolata serie di misure (creazione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, contrasto agli appalti di servizi transnazionali, normative per la legalità e la trasparenza degli appalti).

Un capitalismo per tutti. La...

Maifreda Germano
Guerini e Associati 2018

Disponibile in 3 giorni  
BIOGRAFIE ECONOMIA

25,00 €
L'ascesa e il declino della Montedison di Mario Schimberni. Enorme conglomerato di oltre 100.000 dipendenti da sempre al centro di brame politiche e finanziarie nazionali e internazionali, negli anni Ottanta l'impresa andò incontro a una pesantissima ristrutturazione che la riportò all'utile. Dopo uno storico accordo con l'ENI per la divisione fra chimica pubblica e privata, si svilupparono costruttive relazioni con i sindacati, si rilanciò la ricerca scientifica, si riprogettarono le attività industriali (Himont) e terziarie: supermercati, banca e finanza. Le quotazioni a Wall Street e le clamorose acquisizioni di Bi-Invest e la Fondiaria minacciarono di sconvolgere il panorama del capitalismo italiano, da sempre improntato alle logiche del «salotto buono» di Mediobanca. Fino alla scalala di Raul Gardini, che pose fine al sogno di Schimberni e del suo top management di fare della Montedison la prima public company italiana. Utilizzando ampia documentazione inedita (verbali del Consiglio di amministrazione e degli organi direttivi, lettere, testimonianze dirette dei tanti protagonisti aziendali dell'epoca e un memoriale segreto di Schimberni stesso, che in prima persona commenta - non senza colpi di scena - il suo rapporto con Enrico Cuccia), il volume ripropone all'attualità un progetto imprenditoriale di respiro mondiale. Come argomenta il saggio introduttivo di Giulio Sapelli, se Montedison fosse diventata una public company oggi l'Italia sarebbe un Paese diverso.

La maestra e la camorrista. Perché...

Fubini Federico
Mondadori 2018

Disponibile in 3 giorni  
ANTROPOLOGIA SOCIALE

17,50 €
Tre forze silenziose dominano oggi la società italiana: la ricchezza patrimoniale di milioni di famiglie, la povertà demografica di un Paese nel quale le nascite di nuovi bambini sono sempre più rare (mentre i giovani emigrano) e la fragilità culturale evidente in una proporzione di laureati e diplomati fra le più basse dell'Occidente. Il modo in cui queste forze si combineranno fra loro è destinato a decidere del nostro futuro. L'Italia di oggi è un Paese pietrificato, dove la mobilità sociale è bloccata e i discendenti di chi in passato ha costruito grandi fortune sono ancora al vertice, mentre i pronipoti delle classi popolari di un tempo sono sempre fermi sui gradini più bassi. È quanto emerge da uno studio di due ricercatori della Banca d'Italia che, confrontando la Firenze attuale con quella quattrocentesca dei Medici, hanno fatto la clamorosa e desolante scoperta che le famiglie più ricche e quelle più povere sono rimaste le stesse di sei secoli e venti generazioni fa. Per capire come mai un Paese a democrazia matura e welfare avanzato come il nostro presenti una tale rigidità sociale, Federico Fubini ha condotto una serie di test, soprattutto su bambini e ragazzi in età scolare, per verificare quali sono i maggiori ostacoli che impediscono ai più svantaggiati di cambiare la propria condizione d'origine. Per esempio, quanta fiducia in se stessi, nella loro intelligenza, nel futuro e nel prossimo hanno gli allievi di un prestigioso liceo classico milanese e di un collegio universitario esclusivo del Nord, e quelli di un istituto professionale di Mondragone (Caserta), uno di quell'1,5% di comuni italiani in cui si guadagna di meno e dove si registra un alto tasso di criminalità? O, nel quartiere più giovane di Napoli, infestato dalla camorra, fra bambini appartenenti a famiglie che vivono nella legalità, e figli di genitori che vivono fuori o ai margini della legalità? La risposta è sempre impietosamente la stessa e conferma l'influenza decisiva dell'ambiente nel tracciare, fin dalla più tenera età, il successivo percorso di vita: «Già a cinque anni l'attitudine a fidarsi, investire, interagire nel proprio interesse, era molto diversa in base al luogo di nascita». A partire da questa consapevolezza, però, Fubini mostra che esistono non solo problemi radicati nella storia, ma anche soluzioni pratiche. Se l'Italia stenta a riprendersi dalla crisi economica, afflitta com'è da un debito pubblico che lievita in modo inversamente proporzionale alla crescita, dal drammatico calo delle nascite, dai patrimoni dinastici e da «una povertà educativa sorprendente per una nazione con la nostra storia», l'immobilismo sociale è un'ulteriore, inaccettabile complicazione che penalizza e paralizza le nuove generazioni. Per risolverla, è necessario che la scuola porti il suo aiuto molto presto e con più efficacia, sapendo che un asilo d'infanzia «rende più di un bond». Perché è solo nei primi anni di vita che si può cambiare una mentalità e, quindi, un destino.

Denominazione di origine inventata....

Grandi Alberto
Mondadori 2018

Disponibile in 3 giorni

18,00 €
Il Parmigiano Reggiano più simile a quello creato tanti secoli fa dalla sapienza dei monaci emiliani? È il Parmesan prodotto nel Wisconsin, in USA. E quella meraviglia dolce e succosa, coccolata dal sole e dall'aria della Sicilia, che si chiama pomodoro di Pachino? È un ibrido prodotto in laboratorio da una multinazionale israeliana delle sementi. Per non dire del Marsala: fu inventato, commercializzato e prodotto su larga scala da un commerciante inglese che aggiunse alcool al vino al solo scopo di conservarlo meglio durante il trasporto verso la madrepatria. E tutto quel gran sbattersi per definire il vino DOC, DOP o IPG in base a presunte e millenarie tradizioni dei vigneti? Un nobile intento che però finge di non sapere che nella seconda metà del 1800 un parassita distrusse tutte le vigne presenti sul territorio italiano ed europeo. Dovendo ripartire da zero, i nostri viticoltori usarono obbligatoriamente viti non autoctone e innesti vari. Alberto Grandi, professore dell'Università di Parma, svela quanto marketing ci sia dietro lo strepitoso successo dell'industria gastronomica italiana. I tantissimi prodotti tipici italiani, gran parte dei piatti e la stessa dieta mediterranea sono buonissimi, ma le leggende di storia e sapienza che li accompagnano sono invenzioni molto più recenti, scaturite dalla crisi industriale degli anni Settanta: è in quel momento che imprenditori e coltivatori italiani si alleano per inventare una presunta tradizione millenaria del nostro cibo e il conseguente storytelling per sostenerla. «Denominazione di Origine Inventata» è un libro che farà arrabbiare - ma forse anche ragionare - tutti coloro che sono fideisticamente innamorati del grande mito della tipicità italiana.

Come organizzare l'assistenza del...

De Belvis Antonio Giulio
Vita e Pensiero 2018

Disponibile in 3 giorni

17,00 €
La gestione per processi e i percorsi clinico assistenziali (PCA) sono requisiti ormai ineludibili per il miglioramento della qualità di ogni organizzazione sanitaria, nel rispetto delle logiche della governance clinica. Lo richiedono i pazienti, lo prevede la normativa nazionale, lo auspicano medici e manager sanitari. Questo libro illustra le modalità con cui uno dei più grandi ospedali italiani, che fa della centralità del paziente uno dei temi fondanti della sua mission, ha promosso, nella sua recente riorganizzazione, un modello di gestione dell'assistenza strutturato secondo percorsi dedicati a specifici problemi di salute. Tale esperienza ha portato la struttura ad assumere un ruolo di riferimento a livello nazionale e può offrire esempi e spunti di riflessione per supportare il management e gli operatori delle aziende sanitarie pubbliche e private operanti nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale italiano nelle diverse fasi dell'implementazione dei PCA.

La fine delle banche. Il denaro, il...

McMillan Jonathan
Mondadori 2018

Disponibile in 3 giorni  
CRISI ECONOMICA

19,00 €
È possibile immaginare un futuro senza banche? È realistico ipotizzare un sistema finanziario indipendente dall'attività bancaria? E, soprattutto, è possibile scongiurare una nuova crisi come quella che nel 2007-2008 ha trascinato l'economia mondiale in una delle più gravi e a tratti perduranti fasi recessive della storia, con costi sociali altissimi che i governi, in particolare quelli dei paesi occidentali, da un decennio stentano a fronteggiare? Jonathan McMillan, nom de plume dietro il quale si celano due esperti del settore - un accademico e un investment banker -, sembra non avere dubbi. Il nostro sistema bancario, sostiene McMillan, è fondamentalmente instabile, soggetto a ogni genere di speculazione finanziaria e, come hanno dimostrato i tanti fallimenti di importanti istituti di credito, capace di sottrarsi alla vigilanza dei vari organi di controllo e alle valutazioni delle agenzie di rating. La rivoluzione digitale, poi, ha complicato tutto, rendendo le transazioni bancarie più complesse, i flussi di denaro meno trasparenti, i prodotti finanziari sempre più aleatori. Difficilmente, quindi, un settore così esposto e deregolamentato potrà sopravvivere a lungo. Tuttavia, secondo McMillan è proprio questa la buona notizia, perché l'inevitabile fine delle banche così come le abbiamo conosciute negli ultimi trent'anni suggellerà l'inizio di un sistema finanziario moderno, sicuro e funzionale. Affinché questo veda la luce sono sufficienti alcune regole e innovazioni molto semplici, che vanno dalla ridefinizione del ruolo del settore pubblico e delle banche centrali a nuovi criteri nell'erogazione del credito - come l'adozione di piattaforme peer-to-peer per l'allocazione dei prestiti -, dall'introduzione di norme finalizzate a scoraggiare le speculazioni finanziarie alla sempre maggiore diffusione della moneta elettronica, dal reddito incondizionato o «di base» per assicurare la stabilità dei prezzi a una cornice legale che garantisca un monitoraggio continuo e sicuro dell'attività creditizia. L'obiettivo, sostiene McMillan, è la disintermediazione bancaria, cioè la possibilità per famiglie e imprese di accedere al credito in forme nuove, creative e funzionali, spezzando quel legame tra credito e creazione di moneta che costituisce oggi una delle principali criticità del sistema bancario. La fine delle banche offre dunque un ventaglio di soluzioni innovative, non convenzionali, forse addirittura rivoluzionarie. Secondo alcuni critici, assolutamente irrealistiche e impraticabili. Ma perché attendere la prossima crisi finanziaria per metterle in atto? Forse, allora, potrebbe essere troppo tardi.

Le vie della crescita. Corporate...

Corbetta Guido
EGEA 2018

Disponibile in 3 giorni  
MANUALI ECONOMIA

35,00 €
In Italia, troppe imprese dimostrano ancora scarsa consapevolezza dell'importanza delle strategie di diversificazione, sia a livello di business sia a livello geografico. Questo impedisce di sfruttare appieno il loro potenziale di sviluppo verso una dimensione multibusiness e frena i processi di internazionalizzazione. Richiamando i più autorevoli studi sul tema e sulla base dell'esperienza di imprese italiane di successo, questo volume propone un approccio originale alle decisioni di corporate strategy e alla loro execution, nell'intento di incoraggiare percorsi di crescita profittevole e sostenibile all'interno delle aziende. Imprenditori, manager, dirigenti, consulenti, analisti finanziari e studenti della materia possono trovare qui una panoramica esaustiva delle opzioni disponibili quando si tratta di prendere decisioni in ambito corporate. Il libro è accompagnato da una ricca sezione online con casi e approfondimenti sul tema.

Contro il negazionismo. Perché in...

Cahuc Pierre
Università Bocconi Editore 2018

Disponibile in 3 giorni

16,00 €
Viviamo in un'epoca in cui il progresso scientifico avanza a velocità straordinaria. Eppure non sempre le decisioni politiche incorporano le conoscenze migliori e più aggiornate, e l'opinione pubblica non solo non è adeguatamente informata ma spesso, disattenta e alla ricerca di risposte facili, cade vittima di credenze errate e in contrasto con il consenso scientifico. Paradossalmente, il fenomeno sembra essersi accentuato con la diffusione di Internet. Il problema esiste in tutti i campi ma è particolarmente rilevante in economia, dove sono in gioco grandi interessi e dove organizzazioni, gruppi di potere e imprese hanno spesso un forte incentivo a manipolare l'opinione pubblica e a influenzare le decisioni politiche - molte volte riuscendovi. I fenomeni economici e sociali sono inoltre estremamente complessi e difficili da prevedere, e ciò contribuisce a diffondere l'idea che la scienza economica non abbia nulla di rilevante da dire. Senza contare che le implicazioni pratiche dell'economia riguardano ambiti che sono oggetto di visioni ideologiche. Il risultato è che le conoscenze economiche stentano a informare il dibattito politico, e l'opinione pubblica resta in balia di pregiudizi o convinzioni smentiti dal sapere consolidato della scienza economica. Questo libro illustra il problema attraverso numerosi esempi lampanti, ne discute le conseguenze e propone alcuni possibili rimedi.