Montenero Giulio

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Processo contro me stesso. Quattro...

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Battello Stampatore

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Difetti ed errori, da me diligentemente riscontrati, nel corso dei 95 anni della mia lunghissima esistenza, vengono qui confessati, per giustificarmi di fronte ai figli e al nipote, e per motivare, almeno in parte, le derisioni del buffo aspetto e del comportamento da timido imbarazzato, da me subite, che hanno pregiudicato la credibilità di un convinto e faticatissimo operato. (G. M.)

Parlandone da amico. Trieste,...

Montenero Giulio
Lint Editoriale

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«Se per caso (per errore) si parlerà di me dopo la mia morte, e ci si ricorderà di com'ero da vivo, spero che non si racconti soltanto qualche spassoso aneddoto sulla mia buffa figura, sulle mie timidezze erotiche, sulle mie ingenuità e sulle mie gaffe. Per contrastare queste impressioni mi sono imbarcato nell'impresa del progetto della galleria d'arte moderna con Carlo Scarpa e in altre imprese altrettanto azzardate.» Una lettera iniziata nel 2004 e poi lasciata a mezzo, indirizzata al poeta vicentino e caro amico Fernando Bandini, si trasforma in un soliloquio lungo più di dieci anni. Con questo scritto, confessa Montenero, «ho tentato di riordinare pensieri e sentimenti, così da dare un po' di senso alla mia vita, per quanto poco ne abbia». Le proprie origini miste (e in parte misteriose), la formazione e la giovinezza vicentina, il lavoro di maestro elementare e giornalista, la politica, la famiglia e soprattutto, un flusso ricchissimo di pensieri sull'animo umano e i venticinque anni di direzione del Museo Revoltella di Trieste: quasi un secolo di vita, raccontato in modo onesto e profondo, «da bel principio fino alla mancata conclusione».