Elenco dei prodotti per la marca Biblioteca dell'Immagine

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I patriarchi. La spada e la croce....

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12,00 €
Quasi mille anni di storia dell'umanità sono stati convenzionalmente definiti "medio evo", ponendo come date di riferimento il 476, caduta dell'Impero romano d'Occidente, e il 1492, scoperta dell'America. Questa sequenza di secoli, a lungo vituperati per essere oscuri, riserva ancora delle sorprese a chi desideri conoscerne personaggi e vicende. Il medio evo di una vasta regione d'Europa, senza riferimenti agli attuali confini politici o nazionali e, persino, a quelli geografici, è il Patriarcato di Aquileia. Il cristianesimo, nato e diffuso in questa città, una della più grandi e fiorenti dell'Impero romano e collocata in una posizione strategica nell'alto Adriatico, nel suo raggio di "conversione" ha creato un vero e proprio "governo delle anime", presto divenuto "governo delle terre". Dopo che, nel 452, Attila con i suoi unni ha distrutto Aquileia, condannandola a essere sepolta, gli scavi archeologici ne hanno rivelato la straordinaria ricchezza culturale, già mantenuta viva dal Patriarcato come preziosa eredità. La leggenda fondatrice, il probante sangue dei martiri, la coraggiosa difesa di una identità teologica, hanno fatto dei patriarchi i protagonisti di un'utopia, la "res publica christiana". Un incancellabile segno nella storia.

Cimbri. Vicende, cultura, folclore

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15,00 €
Le storie dei Cimbri delle Montagne, che vengono narrate in questo libro, mostrano con grande evidenza che è esistito anche un Veneto tedesco, con un suo dialetto ostico e pieno di fascino, e un Veneto montanaro, legato ferocemente alla terra; che è esistito un Veneto protestante, austero e riformatore e che è inoltre esistito - ed esiste tuttora - un Veneto industriale: il Veneto del lavoro, della fabbrica, della tecnologia e - soprattutto se riferito al mondo cimbro nell'800 - il Veneto del riformismo sociale, del welfare aziendale, della modernità.

Storia di Pordenone. Dalle origini...

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12,00 €
Corre lungo il Noncello la storia asburgica di Pordenone, s'incrocia con quella del Meduna più Patriarchina e poi con quella della Livenza, singolarmente più veneta ed infine si mescola con quella della laguna veneziana con retrogusti d'oriente... Una ben singolare miscela che ravviva nei secoli questo modesto porto sorto per necessità di traffici commerciali, fino a costruire una giovane città di legno fatta di magazzini, piccoli locali dove vivere, laboratori artigiani, locande. Il legno abbonda ovunque attorno al fiume ed alla ragnatela di rogge che vi confluiscono. Il materiale da costruzione è a portata di mano, lo si usa per creare anche spazi per gli animali. Il legno è duttile, flessibile, facile da lavorare ma è pure pericoloso quando lascia andare la linfa che contiene e si secca. Basta una disattenzione di chi sorveglia il focolare domestico, o un fulmine, o soltanto una favilla, lucciola volante, che si posa nel posto sbagliato ed ecco che il fuoco divampa, improvviso, violento, e si veste di fumi neri del lutto. La piccola città di legno non c'è più ma dalle ceneri lasciate dal disastro ne sorgerà una di pietra, più ricca e più bella, per molti anni isola asburgica in mezzo al Patriarcato, presa da Venezia e ricatturata dagli Imperiali per poi essere ciò che non era mai stata: un feudo, con un Signore Risorgimentale che pur tuttavia la terrà per poco. Questo libro del porto, della città di legno e poi di pietra, ne racconta la storia, dalla sua origine singolarmente incerta, sino ai nostri giorni.

Buon giorno. Il coraggio del...

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12,00 €
"Buongiorno" raccoglie le riflessioni di don Padovese. Una vita serena non dipende mai da grandi eventi, ma dall'impegno di rendere straordinario ogni momento ordinario della propria esistenza. Infatti non si può sperare di essere felici, nel segno della serenità, della pace, dell'amore, se non si costruisce giorno per giorno, attraverso le piccole cose, una identità adulta, intensa, fatta anche di tempi posseduti e non espropriati, non rovinata da continue competizioni, da rancori, rivalse. E così vanno cercare le buone relazioni. Prima di tutto con se stessi, da cui ricavare, ancora giorno per giorno, le energie, spesso sconosciute, per vivere anche con sentimento la propria vita. Accettare le diversità, l'originalità di ogni persona, a partire dalla propria, e di ogni realtà, come fonte di arricchimento umano, misterioso, da esplorare con pazienza e umiltà. Persone, soprattutto, con cui rapportarsi partendo da fiducia e apertura, specie con quelle più vicine. Occorrono i giorni del dialogo, dell'accoglienza, non solo a parole. Tutto quanto con tenerezza.

Storia di Alghero dalle origini ai...

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14,00 €
«Bonta, por mi fè,y bien asentada (bella, in mia fede, e ben costruita)». Questa frase pronunciata dall'imperatore Carlo V in occasione della sua visita ad Alghero il 7 ottobre del 1541 è probabilmente la sintesi più intrigante di una città unica in Italia. Chi mai potrebbe immaginare che fra antiche mura, in un lembo di una nostra isola, che un ampio mare separa dalla terraferma, si celi la ricchezza di una delle sei varianti della lingua catalana, custodita come tesoro di una identità ricca e orgogliosa? Come è stato possibile che questa tutela si tramandi da oltre sei secoli senza che niente e nessuno siano riusciti ad intaccarne le radici profonde? Questa è Alghero, poco meno di 50 mila abitanti, in Sardegna, separata da Barcellona da 525 chilometri di mare la cui immensità, in questa terra più che altrove, sembra cancellare l'inganno del tempo: il passato e il futuro perdono i loro veli e tutto diventa quello che è, uno sconfinato presente dove ad ognuno sembra di ritornare a casa. Alghero è indissolubilmente legata alla Catalogna dalla 'llengua', una parlata che, a sentirla, spesso indurisce per poi illanguidirsi nella dolcezza di una antica lingua romanza. Ma Alghero è anche Sardegna, terra dei grandi silenzi. I silenzi delle donne vestite di nero che ancor oggi abitano i paesi della Barbagia; i silenzi dei nuraghi che si alzano verso il cielo, dei giganti di Mont'e Prama, del mistero che ancor oggi avvolge il popolo degli Shardana; dei grandi altipiani ricoperti dalle querce da sughero, delle vele che vanno per quel mare che l'abbraccia tutt'intorno. Un universo dove natura e spiritualità si fondono in un mondo "altro" e sorprendente.

Istria, le isole del vento

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12,00 €
Istria, le isole del vento raccontate da Nicolò Giraldi e disegnate da Pierfranco Fabris. Nella baia di Martinscica sull'isola di Cherso esistono i resti di una tonnara. Fino a circa gli anni Sessanta qui veniva praticata la pesca del tonno e i racconti delle persone anziane sull'epica delle battaglie tra uomo e Natura si sprecavano. Gli uomini e le donne anziani un tempo parlavano un dialetto strano, costruito sulle inflessioni istrovenete o quarnerine, e vivevano sospesi tra le dominazioni che quest'isola aveva conosciuto nel corso del Novecento. Ci sono le istriane, da Parenzo fino ai dintorni di Pola, passando per l'arcipelago rovignese e la magia delle Broni. C'è lo scoglio della Galiola, l'epica di Nazario Sauro, prima di avventurarsi verso il mare aperto, alla scoperta delle sabbie di Sansego, o degli americani di Ilovik, le statue greche in fondo agli abissi, l'acqua smeraldo e uccelli migratori. Isole dove nascono monaci medievali, galee affondate e battaglie navali; ci sono imperatori e carabinieri, grifoni e sameri (asini in dialetto rovignese), piròni e forchette, e ancora, la voglia di spostare per una volta il punto di vista su quello che non c'è, la narrazione sconosciuta, le tombe dei cimiteri, i dettagli collezionati in tutti i viaggi che fin da bambino ho compiuto in queste terre.

Storia della Carnia dalle origini...

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14,00 €
Carnia, un nome che viene dalla notte dei tempi, da prima della storia. Una terra, la Carnia, che intreccia la sua storia con quella del Passo di Monte Croce Carnico. Da qui sono transitati i Romani alla conquista dell'Europa. Da qui sono calati i Barbari alla conquista dell'Italia. Ogni passaggio ha lasciato qualcosa che nel crogiolo della storia ha dato vita e forma al "popolo duro" dei carnici. Il racconto della storia di questa terra si snoda ricordando chi l'ha scritta con le sue gesta, ma soprattutto la gente di Carnia che l'ha subita e sofferta. Quando vivere era sopravvivere, di generazione in generazione, la gente si è venuta identificando con una terra "ove non si trovano se non sassi", ma che comunque ne ha consentito la vita. Per questo, una terra amata, con un attaccamento ancestrale alle radici, conservato, malgrado tutto, attraverso secoli di emigrazioni. Una storia scritta facendo eco al Carducci "sognando l'orme d'un tempo che fu... del comun la rustica virtù", vista però come uno specchio, nel quale si riesce a vedere il passato, senza voltarsi per compiacersene, ma ricavandone stimoli e suggestioni per vivere il presente, per riprendere a immaginare e costruire il futuro.

Le Dolomiti friulane. Il viaggio...

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"La stagione alpinistica 1902 sta per finire. Sotto una pioggia battente, dopo diverse ore trascorse dentro una carrozza carica all'inverosimile, compressi fra altri viaggiatori io assieme al mio amico Wolf finalmente arriviamo a Longarone. È una gioia per noi riuscire, non senza combattere, ad emergere da quel guscio e poter festeggiare la nostra liberazione con un lauto pranzo. Vogliamo però sfruttare il pomeriggio per guadagnare strada e quota arrivando sino a Cimolais." (Gunther Von Saar). Prende così avvio la grande scalata alle Dolomiti Friulane, e al loro gioiello, il Campanile di Val Montanaia; luoghi di pietra, i più arcaici e incontaminati dell'intero maestoso arco alpino... Questo volume ne traccia la storia, i personaggi, le vie, le scoperte.

Pane e ferro. Il Novecento, qui da noi

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Paesenovo sta tra Veneto e Friuli, nella grande pianura padana... come da sempre ripetono Enea, suo padre, sua madre e i molteplici protagonisti di "Pane e ferro". Un microcosmo che ha visto passare tra le campagne sterminate, le strade di sassi e polvere e le case sorte a lato del grande fiume il Novecento intero, portando in quel piccolo borgo contadino due guerre mondiali e una epocale migrazione dai campi alle fabbriche, unica rivoluzione vissuta e accettata "qui da noi". "Pane e ferro" racconta un'epopea famigliare lunga un secolo, dall'alba del 1895 al tramonto del 1999, dal nonno, vecchio patriarca, che nei due conflitti mondiali vive la tragedia del suo tempo, fino al figlio e al nipote, chiamati a ripercorrere l'intero secolo breve nei ricordi e sulla pelle, così da lasciarne testamento. Pagine vive e toccanti che dipingono il quadro di un mondo ormai lontano, dove la terra è stata solcata dalla "grande storia" ben più che altrove, e dove le "storie minime", intime e umane, parlano delle fatiche e delle conquiste di un popolo dimenticato: i "metalmezzadri". Donne e uomini con la schiena piegata sulla terra da coltivare e i corpi nel ferro da costruire.

Storia di Chioggia dalle origini ai...

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Con un numero di abitanti che da qualche anno è di poco al di sotto dei 50mila, Chioggia, la città più popolosa del Veneto fra quelle non capoluogo di provincia, è giustamente riconosciuta "Città d'arte" grazie ad un patrimonio artistico e architettonico unico. Assieme a Venezia e all'intero ambito lagunare fa parte del Patrimonio mondiale dell'Unesco per le variegate peculiarità dell'ambiente che la circonda e per l'originalità della conformazione urbanistica, caratterizzata dall'area storica, che si sviluppa fra canali, ponti, calli e campielli, che, si diramano attorno all'elegante Corso, e dall'area turistica di Sottomarina che può contare su una lunga spiaggia, apprezzata per le qualità psammoterapiche e per l'efficiente organizzazione logistica dei suoi molti stabilimenti balneari. La pesca rappresenta la principale attività economica della città, con una flotta particolarmente attrezzata e un mercato ittico fra i maggiori in Italia, affiancata da una spiccata vocazione orticola che trova nel radicchio a "Indicazione geografica protetta" il suo indiscusso fiore all'occhiello. Celebrata da Carlo Goldoni ne "Le baruffe cbiozzotte", si fa apprezzare per la colorita simpatia dei suoi abitanti, per le tradizioni, per la rinomata cucina e per gli eventi di grande richiamo, a cominciare dall'antica "Sagra del pesce" e dal celebre "Palio della Marciliana". Questa città, le cui origini si perdono nella leggenda, ha alle spalle una storia importante che si è costantemente intrecciata con quella della vicina Venezia e si è sviluppata attraverso eventi, storie, personaggi che qui si è cercato di raccontare compiutamente sino a giungere ai giorni nostri.

Storie di vino e di Friuli Venezia...

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Il Friuli Venezia Giulia è una terra di "romanzi" vissuti, intimi, famigliari, non raccontati, a volte dimenticati. Storie di vino è una raccolta che si muove nello spazio del necessario, di ciò che serve per toccare l'anima profonda di una terra troppo spesso nascosta a se stessa, capace di enormi profondità ma anche di terribile superficie. Sono storie raccolte andando ad ascoltare la voce delle persone, sentendo i rumori delle osterie, guardando la faccia del paesaggio, lasciando però a casa ogni retorica. Il vino, in queste pagine, diventa un medium, una chiave, un collante che permette una lettura delle identità e dei territori e che permette alle diverse voci di esprimersi. Non solo, il vino e il suo potere evocativo, trovano qui, abbinati di capitolo in capitolo, decine di citazioni da retroscena: indicazioni letterarie, cinematografiche, musicali, enologiche e territoriali. Storie di vino durano il tempo di un bicchiere, il tempo che ognuno si concede per ascoltare e parlare, come accade tutti i giorni nei bar dei nostri paesi.

Una saga veneziana

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Salvatore è un mercante che abbandona Firenze per Venezia nei primi decenni del '300 a seguito di un'oscura vicenda che, fino alla sua morte, rimarrà segreta anche per i figli. Ma è pure il capostipite di una famiglia di mercanti e armatori veneziani che in breve si farà talmente ricca e importante da imparentarsi con le più potenti famiglie patrizie. Dagli anni difficili e tormentati dell'immigrazione, dalle fortune iniziali in gran parte derivate dall'essere sopravvissuti alla terribile peste nera che ha spopolato la città, il romanzo segue le vicende dei discendenti di Salvatore fino ai primi anni del '500. Non solo nella loro ascesa sociale ma anche nelle loro vicende umane. Si susseguono così donne che sono mogli, amanti, cortigiane o monache tormentate; uomini che trascorrono la vita più in mare che a terra, che fanno della vita unicamente una rincorsa al denaro e al potere, che cercano la pace nella normalità più banale o rischiano il rogo per un sospetto di omosessualità. Con sempre il rischio di perdersi o di perdere tutto in agguati reali o politici. Insomma quotidianità, felicità, amori e dolori in una società e in una Venezia che è al massimo della potenza e della ricchezza. Una Venezia aperta e laica che forniva a tutti l'opportunità di una vita migliore alla sola condizione di accettare un principio basilare: Prima so' venexiàn e dopo cristiàn.

Storia di Bologna dalle origini ai...

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Bologna nei secoli. Per conoscere il carattere di una città spesso basta osservare nelle ore di punta il barista della macchina espresso o il salumiere, cioè i mestieri da nervi a pezzi. Bene, il barista riesce a conversare con i clienti nella vertigine dei ristretti, lunghi, caldi in tazza fredda, macchiati, corretti, che smazza come carte da briscola. Il salumiere col negozio intasato, butta sulla bilancia, incarta, si toglie la biro dall'orecchio e dice battute in dialetto, un cliente, una battuta. Ci tornate il giorno dopo per vedere se era roba da repertorio. Macché è proprio uno che si diverte a tener banco, lavorando convulso come una macchina oleopneumatica.

Storia di Mestre dalle origini ai...

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Più di 200mila abitanti negli anni Settanta del secolo scorso ed oggi circa 180mila; Mestre è la terza città più popolosa del Veneto ed è anche quella non d'arte che accoglie più turisti in Italia. Ma popolosa, intraprendente e cosmopolita ante litteram lo è sempre stata perché è sorta e si è sviluppata in un'area strategica che fin dai tempi antichi si è caratterizzata come crocevia di grandi, importanti arterie. Ultimo baluardo a difesa della Repubblica Serenissima, ha subìto ripetuti attacchi da parte di quanti proprio Venezia intendevano conquistare e non riuscendovi hanno messo in atto pesanti ritorsioni contro la città al di qua della Laguna.

Storia del Veneto dalle origini ai...

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Mentre nel centro Italia, sulla sponda sinistra del Tevere, un modesto villaggio sta muovendo i primi passi di un lungo e luminoso cammino che lo porterà a diventare una delle più grandi potenze di tutti i tempi, la Roma imperiale, a nord lungo il corso dell'Adige è già fiorente da secoli una civiltà di straordinario profilo, quella atestina. Mette radici lì la corposa ed esemplare storia di un Veneto che ha alle spalle un percorso di oltre tremila anni. Una storia che passerà via via da un ruolo di punta ai tempi di Roma, alle devastanti invasioni barbariche; dalla fertile stagione dell'autonomia comunale, alla millenaria e gloriosa vicenda della Serenissima; dalle lotte risorgimentali a una Grande Guerra combattuta per intero sul suo territorio; dalla grande miseria al grande boom economico; fino al confronto-scontro attuale con l'odierna Roma.

Guerra quotidiana. Cronache di vita...

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Una storia della Grande Guerra, non quella combattuta al fronte, con aerei che bombardano le linee nemiche, carri armati, baionette e fucili; ma quella quotidiana di una popolazione chiamata a resistere alla fame, alla paura, alle privazioni, agli sconvolgimenti della vita di ogni giorno. Il campo di battaglia è Padova, città coinvolta, a livelli diversi ma pur sempre significativi, dall'evolversi del conflitto. Una lotta per la sopravvivenza, che tocca tutti gli aspetti, economici e sociali; dall'inarrestabile aumento dei prezzi alla povertà crescente; dalle furbizie dei commercianti alla disperazione impotente dei consumatori; dalle difficoltà delle scuole ai drammi dei poveri, famiglie abbandonate, vecchi, bimbi, ragazzi; dalla precarietà dell'economia bellica all'impegno cittadino nel segno della solidarietà sussidiaria. Infine, l'amara constatazione che per Padova, essere divenuta "Capitale al fronte", più che un onore o un merito, è stato un ulteriore aggravio di fatiche e sofferenze.

Venezia da San Marco a Sant'Elena....

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Piazza San Marco il cuore del mondo. Dopo "Venezia, il Canal Grande", Pier Alvise Zorzi e Pierfranco Fabris continuano la narrazione della più bella città del mondo, arrivando a Piazza San Marco, definita "Il salotto d'Europa", descrivendo per storia e immagini l'antico splendore della piazza e dei suoi immensi palazzi, fin dentro le vicende famigliari della nobiltà veneziana.

1948 l'anno che ha cambiato la...

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Primo gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione e inizia la nuova Italia democratica. "Fare un Quarantotto" significa fare una rivoluzione e quell'anno in Italia cambia tutto. Dodici mesi intensi. Le prime elezioni libere, dopo un'accesa campagna elettorale, vedono il trionfo della Democrazia Cristiana contro la Sinistra unita nel Fronte Popolare. Il mondo fa i conti con la guerra che si è appena lasciato alle spalle e già è diviso dalla "cortina di ferro" che passa anche per i confini orientali italiani e taglia Trieste. L'attentato a Togliatti e la vittoria di Gino Bartali al Tour che, racconta la leggenda, placa le tensioni e allontana il rischio di guerra civile. Dalla fame e la disperazione alla speranza della ricostruzione. L'Italia affronta il suo anno cruciale tra banditismo, processi clamorosi, omicidi nel bel mondo, criminali di guerra alla sbarra, miss e sport. È l'anno del Grande Torino e di Coppi che arriva sempre solo al traguardo, delle Olimpiadi di Londra, le prime della pace, e dell'oro di Consolini nel disco. Una storia di grandi protagonisti, sempre contrapposti: De Gasperi-Togliatti, Coppi-Bartali, Truman-Stalin... L'Italia di oggi è nata quell'anno.

I Rossi

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«...Ruppe gli indugi e affrontò decisa la strada deserta. Giunta alla chiesetta, girò a destra per imboccare il viale ombreggiato dai platani che attraversava il parco. L'atmosfera serena di quel giardino romantico sciolse per un istante l'angoscia che le toglieva il respiro. Si guardò intorno: all'ombra degli alberi l'aria era frizzante e profumava di fiori di maggio e d'erba novella. A lei parve che nessuno l'avesse vista giungere fin lassù e in seguito sì appurò che, in effetti, nessuno la scorse percorrere il viale alberato e nemmeno scendere la lunga scalinata che dal parco portava alla piazza. Da quel momento, insomma, nessuno la vide più.» La sera prima si era svolta una festicciola nel magazzino d'ortofrutta di Giorgio Chemello, due stanzoni imbucati in una stretta via del centro storico. Una cosa alla buona, un incontro fra amici. Ed è stato proprio da lì, da quella innocente riunione fra ragazzi, che ha preso avvio la tragica vicenda segnata dal susseguirsi d'efferati omicidi. Chi è il colpevole? E qual è il movente? Il maresciallo Giovanni Piconese indaga, in un'estate al tempo stesso torrida e piovosa, intuendo un po' alla volta che dietro alla catena di delitti si nascondono altre trame e altre persone, più pericolose di quanto lui stesso abbia fino a quel momento immaginato. Siamo nel 1970, l'anno che dà inizio al progressivo tramonto della grande voglia di libertà e di cambiamento del decennio precedente: l'inquietudine di quei giorni di mezzo, sospesi tra le speranze degli anni Sessanta e i primi segnali di terrore, permea l'intera vicenda. L'inchiesta ben presto si complica, il mistero s'infittisce e coinvolge altri luoghi, altre persone, altri orizzonti: dall'Altovicentino al Salente, da Milano a Francoforte, da Cesenatico a Reggio Emilia...

I signori della notte. Partigiani...

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A piedi nei luoghi della Resistenza friulana. Dove andavano i partigiani quando salivano in montagna? Per rispondere a questa domanda ho intrapreso un viaggio nei luoghi della storia, tra valli e casere, sentieri e boschi, osservando e ascoltando le storie di testimoni e partigiani. Ho messo i miei piedi al servizio delle loro voci. "I signori della notte" è un lungo viaggio di racconti e immagini nei luoghi della Brigata Osoppo, tra montagne, valli, malghe, casere e paesi, ascoltando le storie dalla voce diretta di chi c'è ancora. Da Tolmezzo alla Val d'Arzino, da Verzegnis alla Val Tramontina, da Piancavallo alle Prealpi, questo volume ripercorre le vicende della drammatica ed eroica storia della Osoppo nella Resistenza friulana.

Le ville friulane, istriane e...

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Sono 435 le ville friulane. A queste se ne aggiungono altre centinaia, istriane e dalmate, tra Spalato e Traù. Un vero e incredibile patrimonio che il mondo ci invidia. Purtroppo alcune sono dimenticate e non poche maltrattate. Qui ne trovate, raccontate e disegnate, molte. Da quelle famose a quelle meno note ma tutte sono state scelte perché ognuna di loro ha una storia incredibile. Da Villa Manin, definita da Dino Buzzati "enigmatica balena bianca maestosamente accovacciata sulla piatta pianura del Basso Friuli" costruita dai Manin così ricchi e potenti che Pietro Gradenigo, appartenente a una delle famiglie più antiche e illustri di Venezia, disse "Iga fato dose un furlàn, la republica xe morta". Previsione funesta ma vera perché sarà proprio Ludovico Manin, la sera del 12 maggio 1797, consegnando al valletto la cuffietta di lino bianco che si calzava sotto il corno dogale a dire "Tolè, questa no la usaròpiù". Ma se questa storia è ben conosciuta meno nota è la vicenda che vede protagonista Giacomo Casanova nel 1744. Casanova si trova a Orsera (Vrsar) in Istria, a Villa Borisi dove lascia un "regalo" alla governante di don Gerolamo la quale lo distribuisce con generosità a tutto il paese. Mesi dopo Casanova ritorna sul posto e il medico del paese lo riconosce e lo ringrazia infinitamente. Il "regalo" aveva reso ricco il medico avendo dovuto curare tutto il paese e chiede a Casanova la bontà di elargire di nuovo il suo dono perché le guarigioni avrebbero compromesso la continuazione del lauto guadagno. Sono tante e tante le storie raccontate e disegnate che rendono questo libro particolarmente intrigante.

Le ville venete. Ediz. a colori

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3803 sono le ville venete. Strabiliante. Un patrimonio incredibile che tutto il mondo ci invidia. Qui ne trovate, raccontate e disegnate molte. Da quelle famose a quelle dimenticate ma tutte sono state scelte perché ognuna di loro ha una storia incredibile. Sono così numerose e straordinariamente belle le ville Venete che dovremmo ringraziare continuamente coloro che le edificarono. Un patrimonio che tutto il mondo ci invidia. Un viaggio dentro le storie raccontate e disegnate per comprendere come sono state costruite, da chi, quali funzioni avevano e oggi come sono e di chi sono. Un libro costruito in due anni di lavoro.

Viaggio in Carnia

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"Nella mia giovinezza, di ritorno da una villeggiatura in Carinzia, alla fine dell'estate, scendendo in treno per la valle del Fella verso Udine, nell'ora prossima al tramonto, ci si fermò a una stazione che porta questo nome: 'Stazione per la Carnia'! Mio padre mi indicò un'ampia vallata che si apriva sulla destra e mi disse che là dentro a essa si estendeva la Carnia, terra di gente tenace e di ottimi formaggi. In quel punto il torrente Fella si unisce al Tagliamento, che scende dalla Carnia, le vaste ghiaie dell'uno si intessono alle vaste ghiaie dell'altro. È come un grande lago bianco di sassi, dal quale si elevano imminenti i monti, che fanno da quinte allo sfondo di altre montagne lontane, che apparivano contro l'ultima luce del giorno."

Feltre visitata e raccontata

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Piazze, strade, monumenti, giardini, storie, aziende, personaggi e persone che hanno fatto Feltre. Leggendo "Feltre visitata e raccontata", anche chi non ha esperienze e ricordi di questi luoghi, imparerà ad amarli e vorrà visitarli e conoscerli. Jori lo accompagnerà in un percorso tra l'immaginario e il reale in cui si mescolano descrizioni dell'attualità e squarci di eventi di un passato remoto, personaggi che hanno lasciato un segno e non solo a Feltre: Bernardino da Feltre, Vittorino Tomitano, Panfilo Castaldi o in tempi più recenti Carlo Rizzarda, Tancredi, Silvio Guarnieri. Il tutto composto attorno a un filo logico, dallo splendore rinascimentale alla decadenza attuale passando attraverso gli anni della Serenissima, gli orrori della Grande Guerra, la tragedia del Fascismo, la Resistenza e la Ricostruzione.

Hanno ucciso l'orsa

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"A difesa della Terra, e delle sue creature. Il 12 agosto 2017, un uomo in divisa imbraccia una carabina con il colpo in canna. La croce di mira si posiziona sul cuore dell'orsa. Una deflagrazione squarcia il silenzio della montagna. È stata uccisa un'orsa, un animale con un valore biologico altissimo, una specie particolarmente protetta che nessuno può toccare. Eppure qualcuno ha deciso che si doveva abbattere. Un fatto gravissimo che ha visto coinvolta l'orsa uccisa e tutte le persone che, in veste diversa, hanno avuto a che fare con questa specie e con questo soggetto. La conservazione e la tutela degli animali selvatici mi sta molto a cuore così ho voluto occuparmi a modo mio dell'orsa uccisa: ho immaginato di parlare con la sua voce. Sono andato nella foresta e sono diventato l'Orsa, poi l'Istituzione che ne ha decretato la morte e l'Uomo in divisa che le ha sparato." (L'autore)

I senzastoria. Il Friuli dalle...

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"Per tutta la nostra vita, dalla nascita alla morte, noi siamo dentro la storia. Quando veniamo al mondo abbiamo già una storia e quando ce ne partiamo lasciamo ai nostri figli una storia. La storia dell'uomo è innanzitutto la storia delle sue condizioni di vita: la pioggia che cade abbondante in Friuli è importante come la spada di un Patriarca, la patata, arrivata in Friuli alla fine del '700, è sullo stesso piano del trattato di Campoformido, i boschi che cadono sotto le scuri o sotto le alluvioni, non sono inerte materiale per navi o per case o mobili, ma sono strumenti che generano cambiamenti nel suolo e nel clima e quindi agenti attivi sulla vita dei nostri antenati. Nella storia, i buoni e i cattivi non hanno nessun senso. Barbari, invasori, civilizzatori, tribù e popoli. Quando si studiano le tradizioni dei nostri popoli, si dà il nome di folklore, se si studiano quelle di popoli lontani, di un diverso grado di civiltà (non incivili, solo diversi) si deve chiamare quegli studi antropologia." (Titto Maniacco)

Venezia. Le isole incantate

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Da Murano a Sottomarina sono raccontate e disegnate tutte le isole dalle più note a quelle totalmente dimenticate. Tante storie si intrecciano e formano la storia magica, incredibile e ancora poco nota delle tante "Isole incantate". Da Murano che nel Cinquecento ospitava trentamila abitanti ridotti ai quattromila di oggi al Buel del Lovo dove, nel 1797 ultimo anno di vita della Serenissima, c'era un fortino in legno per la difesa di Venezia. Da Sant' Erasmo isola agricola, estranea al turismo forsennato e abitata da neppure mille residenti, che continua ad essere l'orto di qualità di Venezia alla famosa San Giorgio Maggiore dove ha sede il più bel convento benedettino della laguna. E poi l'avvincente storia di San Lazzaro degli Armeni, la piccola Armenia, concessa nel 1717 dalla Repubblica ad un gruppo di monaci Armeni guidati dall'abate Mechitar (il consolatore) e la gemma lagunare Poveglia abbandonata da decenni. Come dimenticare l'isola delle Vignole detta anche "delle sette vigne", data la cultura prevalente della vite e Burano così bella, delicata e colma di colori pastello... Un libro dedicato a coloro che vogliono uscire dai percorsi "obbligati" per andare a vedere e capire le tante "Piccole Venezie".

Sogni d'acciaio

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Quando ha spiegato che prima di pagare le tasse aveva retribuito fornitori e collaboratori il giudice di Pordenone non ha avuto un attimo di esitazione: lo ha assolto dall'accusa perché il fatto non costituisce reato. L'ultimo capitolo della densa e forte storia di Diego Lorenzon - erede di una famiglia di imprenditori veneti - è questo; ed è apparso nelle prime pagine di tutti i quotidiani d'Italia che lo hanno citato come un simbolo dei nostri tempi. Diego, partendo dagli antenati "carradori" abituati a usare legno, fuoco e ferro, racconta come l'azienda del nonno "moro" (nero perché bruciato dal sole e dalla fucina), del padre Giannino diventi - anche con il suo contributo e quello dei fratelli - una delle realtà metalmeccaniche internazionali importanti del Nordest. "Ma voglio anche che si sappia della mia discesa all'Inferno - ha insistito l'imprenditore che è stato Vicepresidente dell'Associazione Industriali di Venezia e Presidente dell'Associazione Piccole e Medie Imprese - della crisi che ha sconvolto la mia azienda, una regione e migliaia di famiglie." Quelle ferite sono narrate dall'imprenditore in un rosario di continue emozioni e fatti. Un'analisi lucida, a volte spietata che comprende inquietudini, errori, solidarietà, senso dell'impresa. Tutti elementi che assieme all'etica, l'educazione, il valore delle radici e della famiglia permettono ad un giovane uomo di rialzarsi in piedi. "Ma senza fratelli, amici, collaboratori, mia moglie non ce l'avrei mai fatta: racconto tutto, mi metto a nudo per condividere il senso di futuro che la crisi mi ha consegnato". La sua azienda oggi è salva e dà lavoro a una quarantina di persone. Diego, forse anche per la cruda battaglia che ha dovuto combattere, è morto a metà del 2017. Aveva 54 anni e stava lavorando a questo libro.

Prato

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Pistoia

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Venezia. Il Canal Grande

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Dalla sua nascita ai giorni nostri, il Canal Grande è il polo più attrattivo di Venezia. Più volte chiamato "La strada più bella del mondo", rappresentava le due anime dei veneziani: splendido corso fiancheggiato da ricchi palazzi e al tempo stesso porto globale su cui si affacciavano magazzini, fondachi, mercati. Per 3200 metri Fabris ha disegnato il lato sinistro e il lato destro e Zorzi, usando prezioso inchiostro, ha narrato la storia e le storie di ben 106 palazzi. In più, se ciò non bastasse, trovate in bianco e nero il lavoro del Moretti, eseguito nel 1827, che consente di capire le trasformazioni avvenute negli ultimi due secoli. In quest'opera, autori ed editore, hanno messo tutta la passione possibile perché il Canal Grande è una continua emozione.

Livorno

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Caporetto. La grande battaglia. 24...

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Alle 2:00 del 24 ottobre 1917 ebbe inizio una delle più grandi battaglie della Prima guerra mondiale: Caporetto. 257.000 soldati con 1.342 cannoni per l'Italia. 350.000 soldati con 2.518 cannoni per l'Austria. Oltre 40.000 furono i morti e feriti italiani. Oltre 50.000 furono i morti e feriti austriaci. Più di un milione i profughi civili. Ecco il racconto di quei terribili giorni.

Trieste. La città imperiale

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Se le lingue del passato a volte scompaiono, sepolte sotto metri di oblìo, lo stesso non si può dire dei palazzi, delle anime urbane e del sonno rumoroso degli abitanti che musicano le città. Esse sono immagini che vediamo ogni giorno mentre ci mettiamo in cammino tra le vie dell'urbe, nei vicoli nascosti, nelle periferie del centro. Sono gli incensi nelle chiese, il vento che accarezza i capelli, le vele del mare. Profumano di caffè, raccontano di quando le automobili inquinavano e di come si pescava un tempo. A volte, se dimostriamo attenzione, si tramutano in epifanie, nuvole di vapore nei mercati del Levante. Quando meno te l'aspetti ti chiedono precisione, oppure ti invitano a prendere il sole. Sono gli occhi di questa città. I palazzi e le piazze, i templi e le voci dal sottosuolo, i cimiteri dove riposano le genti di questo bazar che fu, di quel futuro che potrà palesarsi. E una parte di Trieste. Piccola ma disegnata con lo stesso amore di quando s'era bambini. Di quando insomma si guardano le cose per quello che sono.

Il tempo di Narciso. Memorie del...

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L'autore ha riannodato i fili della memoria famigliare, ha scartabellato archivi e giornali così da accompagnare il lettore nel Novecento veneto ormai scomparso. "Il tempo di Narciso" intreccia vicende quotidiane e grandi avvenimenti storici, vissuti dentro una corte contadina veronese, palcoscenico dove si celebravano i riti domestici: le nascite, i matrimoni, la lissia, l'impasto del pane, l'uccisione del maiale, il filò e quelli del lavoro dei campi: l'aratura, la semina, i raccolti; le fiere del paese; e infine la guerra e l'inizio di una nuova epoca.

Storia di Genova dalle origini ai...

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Così scrive Giuseppe Gorani nel XVIII secolo: "Di tutte le repubbliche mercantili, quella di Genova è la più invidiata, la più denigrata e la meno conosciuta". Soprattutto nella sua ultima parte l'affermazione è ancora valida oggi. Eppure conoscere la storia di Genova non riveste solo un interesse localistico, ma molto più ampio: non a caso Braudel ha definito la città "il sismografo ultrasensibile di ciò che accade nel Mondo". Emporium romano, Repubblica marinara, incontrastata Signora del Mare: la storia della Superba si snoda in una rete di commerci e battaglie, crociate e arditi intrallazzi che ne fanno una delle grandi potenze medievali del Mediterraneo; poi ecco la città della finanza, il "secolo d'oro" dei Genovesi, grandi banchieri e splendidi palazzi; il decollo ottocentesco come porto industriale infine, e l'evoluzione più recente in Polo siderurgico. Se tutti conoscono la magniloquente descrizione data dal Petrarca: "Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del Mare", pochi citano però le righe immediatamente successive: "La sua stessa potenza, come è già accaduto a molte città, le nuoce e le reca danno, perché offre materia alle contese e alle gelosie cittadine". Al poeta non era sfuggito come le difficoltà insite in un territorio serrato tra il mare e la montagna avessero finito per influire pesantemente sul carattere dei suoi abitanti. Genio degli affari e spirito di indipendenza: la storia di Genova è infatti quella dei Genovesi, popolo attento al portafoglio ma al tempo stesso indomito, dagli antichi Liguri alle rivalità medievali fra fazioni, passando per complotti e rivolte fino al grido di libertà del Balilla, quindi alle lotte operaie, e alla Resistenza. In questo libro l'autrice ha cercato non solo di rievocare in modo chiaro ed esaustivo i momenti salienti di questa millenaria storia, ma di dar voce anche a personaggi a prima vista secondari, a notai e anonimi poeti, e non ultimo alle donne, che raramente appaiono in prima persona nel volgersi ufficiale degli eventi ma che al pari degli uomini ne sono state partecipi. Città di mercanti e di cantautori, di eroi piccoli e grandi, splendide ville affrescate e buia umidità dei "caruggi": in queste pagine Genova rivive in una narrazione ricca di aneddoti e curiosità, che in tono lieve fa scoprire ai Genovesi come ai "foresti" quella che a detta dello storico contemporaneo Edoardo Grendi è "una città bellissima, ma che, per una ragione o per l'altra, non si scopre mai".

Storia di Milano dalle origini ai...

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Una storia dalla fondazione della città fino al Novecento. La parte del libro relativa agli ultimi decenni si stacca nettamente da quella precedente: Castellaneta aveva dato una progressione cronologica al suo scritto, Marzo Magno ha suddiviso l'aggiornamento per argomenti, anche per non rischiare di scimmiottare quanto scritto in precedenza. Ripercorrere la storia di Milano non è solo importante, deve anche essere godibile, perché tutti abbiano consapevolezza di quanto abbia contato e continui a contare questa città.

Storia di Como dalle origini ai...

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La piccola Como e l'omonimo lago sono da secoli, e meritatamente, tra le mete più gettonate del turismo culturale. Stendhal, Flaubert, Listz, Bellini, Rossini, Foscolo e tanti altri scrittori e artisti hanno intensamente amato questi luoghi per la loro bellezza e per la frenesia della vita sociale nei palazzi del centro e, soprattutto, nelle celebri ville suburbane che decorano le rive del lago. La città di Como è patria dei due Plinii, che tanto diedero alla scienza e alle arti. Fu soprattutto Plinio il Giovane a lasciarci toccanti testimonianze su Como: spesso lontano per lavoro e stressato dal ritmo frenetico della sua vita di antico romano, egli ci ha più volte trasmesso la nostalgia che provava per la sua terra e per la bella vita che si faceva a Como e nelle celebri Ville di Delizia sparse per il Lago. Como fu la città di Alessandro Volta, il pacifico rivoluzionario che ha completamente trasformato, con le sue scoperte ed invenzioni, la vita delle generazioni venute al mondo dopo di lui. Como e il lago, seppure così famosi, stupiscono ogni volta il visitatore, perché riescono a superare le sue aspettative non appena egli ne incontri la Storia, iniziata tremila anni fa, così coinvolgente, piena di ritmo e colpi di scena. Como è città piccola: eppure, fin da tempi remotissimi, osò tener testa alla sua scomoda vicina, la prepotente e fagocitante Milano, arrivando nel medioevo persino a sfidarne la grandezza. E una storia appassionante quella di Como e del suo lago: essa cattura i lettori in un susseguirsi di intrighi e alleanze, tradimenti e lotte, distruzioni e rinascite, che superano l'immaginazione dei più abili sceneggiatori cinematografici.

Storia delle Alpi

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Le Alpi sono una catena di milleduecento chilometri di cime che si alzano tra i 600 e i 4800 metri di altezza nel mezzo della vecchia Europa. Nonostante l'aspetto selvaggio sono state lungamente trasformate dal pensiero e dalla mano dell'uomo fino alla soglia dei ghiacciai, e ancora oggi sono la catena montuosa più abitata al mondo. Alla stupefacente ricchezza degli ambienti naturali distribuiti tra valli, laghi, foreste, praterie, rocce e nevi perenni, si affianca un'analoga ricchezza di ambienti umani, insediamenti, architetture, coltivazioni, pascoli, culture, tradizioni e lingue. Si tratta della plurimillenaria colonizzazione di ambienti difficili nel cuore verde del continente, il più riuscito adattamento dell'uomo all'alta quota. In ripetute epoche storiche le Alpi hanno accolto le genti della pianura ispirando vere e proprie forme di civiltà.

Racconti di campagna e di cucina....

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In un'epoca in cui il cibo è un'ossessione sia per chi lo mette al centro della propria esistenza sia per chi lo rifiuta, questo libro ne riporta una visione più equilibrata. Attraverso racconti e storie vere, l'autrice ci mostra come il cibo sia importante per accompagnare e migliorare le relazioni umane e, elemento naturale di vita, sia occasione per dimostrare interesse e cura, per offrire affetto, riconoscenza, per dire grazie, per fare festa a fine giornata. Racconti che si snodano in un percorso che vede una grande casa, Santa Caterina, al centro degli eventi, nel susseguirsi delle stagioni e dei personaggi. Un libro per conoscere o ricordare momenti di vita quotidiana della campagna friulana spesso irrimediabilmente cambiati. Un modo per rivivere ciò che abbiamo perduto, ma con uno sguardo al futuro che dà vitalità, perché in fondo, alle persone, in qualsiasi epoca si trovino, possono bastare una tavola accogliente e il profumo di una pietanza preparata con amore per ritrovare un po' di gioia.

Firenze

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Arrivederci

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L'ultima Anguàna

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È nell'estate del '56 che ha avuto inizio la vicenda? O è stato invece nel '48, nell'atmosfera di odi e rancori che la guerra aveva lasciato dietro di sé? Il brigadiere Baldelli viene incaricato di indagare su quei vecchi avvenimenti e torna nella piccola valle alpina dove aveva iniziato la propria carriera. La valle si è ormai trasformata: sono scomparsi i campi e i prati e un fitto bosco selvatico avvolge le contrade, sempre più deserte e desolate. Eppure quando nel '56 i tre fratellini Vito, Pino e Marilù, erano andati lassù in villeggiatura, una bucolica atmosfera alpestre aveva fatto da sfondo ai loro giochi infantili. I boschi e i monti parevano popolati da esseri magici e da alberi fatati, e ovunque aleggiava la presenza delle Anguàne, le favolose ninfe delle fonti, metà donne e metà serpenti. In quella valle appartata ogni luogo, ogni parola, rimandava all'antico dialetto tedesco dei mitici Cimbri, i Tzimber, il popolo dei boschi, delle miniere e delle fucine. Ma cosa accadde lassù in quell'estate lontana? Come mai la spensierata vacanza prese improvvisamente una piega drammatica? Il brigadiere Baldelli investiga, cerca, interroga, e un po' alla volta scopre le verità inconfessabili, i rancori tenaci, i delitti nascosti che hanno avviluppato tutti i protagonisti di quella storia in una tragica ragnatela.

Serenissime. Le donne illustri di...

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Tra le tante città rappresentate da leoni, destrieri, volatili - maschi e crudeli - la Serenissima si contraddistingueva per essere raffigurata in forma di giustizia: femmina e misericordiosa. Era una repubblica e non un regno, era governata da una classe sociale, i patrizi, e non da una famiglia. Forse è per questo che nel corso della sua storia a Venezia le donne hanno trovato molto più spazio che altrove. Non bisogna fraintendere: il concetto di parità fra i sessi era ben al di là da venire, ma nell'ultramillenaria storia della repubblica si susseguono figure femminili che hanno avuto un ruolo fondamentale negli avvenimenti della loro epoca e spesso anche in quelli successivi. Le "Serenissime" ripercorre le vite di dodici grandi donne, dal medioevo ai giorni nostri, da Marietta Barovier, la vetraia che inventa le perle di vetro colorate - antenate delle odierne murrine - a Nicoletta Strambelli, la contante nota come Patty Pravo. Alcune di loro hanno stabilito record di cui tutta Italia dovrebbe andare fiera: Elena Lucrezia Corner Piscopia, la prima laureata del mondo, o Elisabetta Caminer, la prima direttrice di giornale in Italia. Altre sono figure discusse, come Margherita Sarfatti, cofondatrice del fascismo a fianco di Benito Mussolini, e insigne storica dell'arte. Quasi tutte però hanno un tratto comune: sono state più o meno dimenticate. Questo libro vuole mantenerne viva la memoria.

Storia degli eretici veneti. I...

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«Fortunato tu, perché sai che presto morirai. Pensa invece all'infelice che vive tranquillamente nel peccato, e improvvisamente muore, e va all'inferno. Tu, invece, hai il tempo di pentirti, e procurarti la vita eterna.» Questa era la formula impiegata dai cosiddetti "confortatori", i religiosi incaricati di accompagnare i condannati a morte nel loro ultimo viaggio. In essa era racchiusa l'essenza stessa di quella grandiosa tragedia che fu la lotta alle eresie. "Storia degli eretici veneti", firmato dalla prestigiosa penna di Roberto Gargiulo, narra le incredibili vicende dell'eresia e dell'Inquisizione nel territorio che sarebbe coinciso con l'attuale regione del Veneto, per un arco di tempo compreso tra le origini del fenomeno e il Settecento, con particolare attenzione ai secoli tra l'XI e il XVII, i più cruenti e bui della lotta alle stregonerie.

Chioggia

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