Fascismo e Nazismo

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Il questionario

Salomon Ernst von
Edizioni Settecolori

Disponibile in libreria

32,00 €
Nel 1951, quando la Germania Ovest viveva ancora lo status di Paese occupato, a nemmeno sei anni dal crollo del regime hitleriano e a meno di due dalla nascita della Repubblica federale, uno scrittore che, ancora giovane, aveva conosciuto un grande successo sotto la Repubblica di Weimar, ma di cui negli anni Trenta si erano perse le tracce, pubblicò un libro che subito si impose al grande pubblico, sorta di best seller ante-litteram. L'autore, Ernst von Salomon, aveva allora 49 anni, "Der Fragebogen", "Il questionario", era il titolo, ricavato dai 131 quesiti elaborati e raccolti sotto quell'etichetta dalle autorità alleate nell'intento di stilare una «radiografia del nazismo» applicata al popolo tedesco, una sorta di screening-interrogatorio di massa nel nome della «denazificazione»... L'idea di servirsi di quel canovaccio per raccontare la propria vita e denunciare la miopia imbecille dei vincitori, per mostrare e dimostrare che non erano poi così migliori dei vinti, per rendere note le ingiustizie e i maltrattamenti inflitti ai tedeschi, era intelligentemente perversa e/o controcorrente, in rotta con tutti i conformismi, forte di una requisitoria che se non risparmiava il nazismo, non faceva però sconti agli americani e ai loro alleati. Tutto ciò farà di "Der Fragebogen" il primo libro veramente discusso, con traduzioni in più lingue, del dopoguerra tedesco. "Il questionario" torna ora ristabilito nel suo titolo originale e nella traduzione ormai classica di Pietro Gerbore e a settant'anni di distanza si rivela anche un ritratto in controluce dell'anima profonda tedesca, miserie e grandezze comprese.

Il caso bianco. L'invasione della...

21 Editore

Disponibile in libreria

23,00 €
Nel 1939 Hitler decide di invadere la Polonia. Il caso bianco fu nome in codice scelto per l'invasione. L'esercito polacco è stato spesso considerato antiquato e sulla base di questo pregiudizio gli storici hanno spesso liquidato in poche righe la narrazione degli aspetti militari dell'invasione della Polonia, affermando che le forze armate polacche furono rapidamente surclassate dalla Wehrmacht. In realtà l'esercito polacco era ben equipaggiato e dotato di un armamento moderno. I polacchi possedevano più carri armati degli inglesi e avevano abilmente decifrato il cifrario della macchina tedesca Enigma, avendo così l'opportunità di conoscere le mosse del nemico con sufficiente anticipo, un prezioso lavoro che gli inglesi avrebbero proseguito con successo. Sebbene l'assalto combinato dalla Germania e dall'Unione Sovietica abbia rapidamente portato alla sconfitta della Polonia, esso non riuscì a fiaccarne lo spirito combattivo e migliaia di soldati e aviatori fuggirono, per lo più in Romania, per passare in occidente e combattere in seguito al fianco degli alleati su altri fronti. Utilizzando una vasta gamma di fonti, Robert Forczyk, racconta dettagliatamente l'intera storia dell'invasione che ha scatenato il più grande conflitto della storia.

L'anno in cui i nazisti hanno perso...

Nagorski Andrew
Newton Compton Editori

Disponibile in libreria in 3 giorni

9,90 €
Il 1941 è un anno cruciale che ha contribuito a cambiare per sempre il destino del mondo come lo conosciamo oggi. All'inizio del 1941 le armate naziste occupavano gran parte dell'Europa. Il Regno Unito di Churchill era in una condizione di isolamento, ormai ultimo baluardo di resistenza a Hitler, ridotto allo stremo dagli attacchi dei bombardieri e dei sottomarini tedeschi. Stalin, nel rispetto del patto di non belligeranza, era ancora un semplice spettatore, mentre Roosevelt si riproponeva di tenere gli Stati Uniti fuori dal confitto. In questa situazione, Hitler era convinto che la vittoria fosse ormai vicina. Alla fine del 1941, lo scenario era completamente diverso. Hitler aveva giocato d'azzardo e aveva ripetutamente perso: invadendo l'Unione Sovietica nella stagione dell'anno meno opportuna e commettendo una serie di disastrosi errori militari; facendo dell'assassinio di massa e del terrore le sue armi preferite e affrettandosi a dichiarare guerra agli Stati Uniti dopo l'attacco del Giappone a Pearl Harbor. La Gran Bretagna, così, si era guadagnata due potenti alleati: la Russia e gli Stati Uniti. La Germania era ormai condannata alla sconfitta.

La macchina imperfetta. Immagine e...

Melis Guido
Il Mulino

Disponibile in libreria

20,00 €
Lo Stato fascista è studiato qui nei suoi meccanismi essenziali. I cambiamenti e le continuità che lo caratterizzano: nei ministeri, nei nuovi enti pubblici, nel rapporto contraddittorio fra centro e periferia. E in primo piano il nuovo soggetto che ambiguamente penetra nello Stato e al tempo stesso se ne lascia penetrare, statalizzandosi: il Partito fascista. E poi le élites, fra continuità e innovazione: burocrazie, gerarchie politiche centrali e periferiche, magistrature ordinaria e amministrativa, podestà, sindacalisti e capi delle corporazioni, autorità scolastiche, sovrintendenti alle belle arti, uomini dell'impresa pubblica e del parastato. Uno Stato ben lontano dall'essere la «macchina perfetta» che vorrebbe sembrare. Nell'affresco, ricco di particolari, emerge una visione complessa di quel che volle e non riuscì a essere lo Stato. Stato «fascista» ma al tempo stesso Stato «nel fascismo».

Il nemico dell'uomo nuovo....

Benadusi Lorenzo
Feltrinelli

Disponibile in libreria

15,00 €
Il mito dell'"uomo nuovo" occupa un ruolo fondamentale nell'ideologia fascista: l'italiano sotto il regime non doveva avere nulla in comune con quello del passato, il quale era considerato il prodotto di un lungo periodo di decadenza politica, militare e morale e andava cancellato per lasciare il posto all'italiano virile, capace di combattere per la nazione. Questo progetto di rivoluzione antropologica individuò nell'omosessuale l'antitesi vivente del modello fascista di virilità. L'omosessualità divenne una vera e propria motivazione repressiva, spesso usata per coprire un movente politico: di omosessualità erano tacciati gli oppositori, i borghesi riluttanti a conformare il proprio stile di vita a quello imposto dal regime, gli ebrei, i popoli democratici, considerati degenerati e decadenti perché privi di alta fecondità demografica. Grazie all'intreccio di materiale a stampa e documentazione archivistica, discorsi ufficiali, lettere, confessioni private, leggi, massime e circolari, fonti eterogenee e spesso inedite, Benadusi riesce a legare l'indagine sugli aspetti istituzionali con la ricostruzione di vicende personali, giuridiche, poliziesche, mantenendo però costante attenzione al legame tra sessualità e politica, tra ideologia e mentalità diffusa.

I fantasmi del fascismo. Le...

Levis Sullam Simon
Feltrinelli

Disponibile in libreria

19,00 €
Gli intellettuali sono per definizione anticonformisti? Un'indagine sulle trasformazioni, le azioni e le inazioni di quattro grandi protagonisti della cultura italiana tra fascismo e dopoguerra e su come fecero i conti con il passato del Ventennio: Federico Chabod, Piero Calamandrei, Luigi Russo e Alberto Moravia.

Hitler

Chapoutot Johann
Laterza

Disponibile in libreria

16,00 €
«Abbiamo cercato di considerare Hitler un condensato, o se si preferisce come il catalizzatore di forze che si sprigionano dalla vertiginosa mutazione di quei sistemi economici, sociali e cognitivi che costituiscono l'Europa - in particolare l'Europa di mezzo - tra la fine dell'Ottocento e la Grande Guerra e che hanno trasformato il continente, le sue modalità di 'gestire' le masse umane, di nutrirle, guidarle, controllarle e di pensare la dimensione politica. Ciò che si delinea è quindi la storia di un uomo, di un destino, ma anche, per suo tramite, di un oggetto che abbracciò l'Europa e che si autodenominò 'Terzo Reich'. Nel destino di quest'uomo si mescolano infatti militantismo frenetico, speranza imperiale, conquista dell'Europa, guerra ripugnante, inaudito genocidio.»

Il fascismo in persona. Italo...

Baravelli Andrea
Mimesis

Disponibile in libreria

26,00 €
Tra i gerarchi del regime Italo Balbo è probabilmente quello maggiormente studiato. Eppure, ogni qualvolta ci si avvicina alla sua figura, ci si rende conto che ancora molto rimane da fare. Tanto più che, specie se lo si guarda avendo come obiettivo quello di raggiungere una più profonda conoscenza dei meccanismi di funzionamento del regime, dell'ambiguità del rapporto tra centro e periferia o dell'importanza del mito quale strumento dell'agire politico, l'analisi della vita e dell'opera di Italo Balbo appare forse ancor più decisiva di quella dello stesso Mussolini. Insomma, se indagato ponendosi domande nuove, il gerarca nato a Quartesana può rappresentare una sorta di passe-partout per accedere alle stanze rimaste in penombra: la ripresa d'interesse per Balbo promette di riservare molte sorprese. Il volume intende essere il punto di partenza per l'avvio di un nuovo cantiere di ricerca, potenzialmente in grado di offrire scoperte molto fruttuose.

Gestapo. La storia segreta....

McDonough Frank
Newton Compton Editori

Disponibile in libreria

12,00 €
Da uno dei massimi storici inglesi contemporanei, uno sguardo ravvicinato sulla più spietata struttura repressiva del Terzo Reich: la Gestapo. Come funzionava la polizia segreta nazista? In che modo reclutava i suoi uomini e chi impartiva le direttive? Quali metodi utilizzavano i suoi membri? Come riuscivano a ottenere notizie e come funzionava la loro rete di informatori? Grazie a un'innovativa ricerca su documenti desecretati da poco, Frank McDonough (già autore di diversi saggi sulla Germania di Hitler) ci rivela in queste pagine tanti dettagli inediti sul funzionamento della Gestapo, e su chi - spesso a costo della propria vita - ha tentato di opporsi alle sue violenze. Ma, al tempo stesso, ci mostra anche le falle in quello che era all'epoca il sistema organizzativo e di controllo migliore al mondo, considerato una punta di diamante nell'assurda macchina di morte dei nazisti. La punta di diamante della macchina di morte nazista.

Claretta l'hitleriana. Storia della...

Serri Mirella
Longanesi

Disponibile in libreria

19,00 €
Di lei hanno detto di tutto: che era una ragazza semplice e un po' folle; che fu il suo amore cieco per Mussolini (da cui la separava una differenza d'età di quasi trent'anni) a condurla alla morte; che era una fanatica esaltata; che era tanto bella quanto insidiosa. Ma si tratta di una Storia scritta dagli uomini. La nuova indagine di Mirella Serri offre un'immagine differente, restituendo a Claretta Petacci il vero ruolo politico da lei giocato sullo scenario degli eventi che condussero il leader del partito fascista dalla gloria indiscussa alla sconfitta. Non una sciocca, non soltanto una delle «mantenute di Stato» - le amanti del Duce che percepivano uno stipendio dal regime - ma un'abile e astuta calcolatrice. Pronta ad avvalersi delle informazioni riservate di cui era depositaria per gestire attività ad altissimo livello (antisemita convinta diede il suo apporto al traffico di certificati falsi da vendere alle famiglie ebree più facoltose; cercò di avviare accordi per l'estrazione di petrolio in Romania). Avveduta e intrigante, a Salò sposò la causa del Reich e tentò di porsi come diretta interlocutrice di Hitler. Claretta Petacci, una delle protagoniste del Novecento, emblema femminile del volto buio e tragico del secolo passato, rivive in queste pagine con la sua avidità, i suoi errori, la sua sensualità e le sue astuzie, finalmente libera dagli stereotipi con cui è stata finora raccontata.

Le ultime ore di Mussolini

Baima Bollone Pierluigi
Rusconi Libri

Disponibile in libreria

18,00 €
Chi ha ucciso Benito Mussolini? Con quale arma e con quanti colpi? Il suo corpo e quello di Claretta Petacci sono stati sottoposti, prima o dopo la morte, a violenza? Dopo uno studio durato anni, già presentato in convegni e trasmissioni televisive, il criminologo Baima Bollone ricompone tutti i documenti e le testimonianze sull'argomento utilizzando nuovi reperti e tecniche moderne di ricostruzione fotografica. Emergeranno così particolari finora non considerati, grazie anche alla competenza di medico legale che l'autore ha dimostrato nei suoi studi sulla Sacra Sindone e sulla vita e la morte di Gesù Cristo.

Credere, obbedire, combattere....

Galli Giorgio
Rusconi Libri

Disponibile in libreria

17,00 €
Credere, obbedire, combattere è da considerare l'imperativo categorico fascista teso a esprimere il disprezzo assoluto per la democrazia rappresentativa. Questo motto aveva il pregio (forse involontario) di sbandierare l'asserito carattere totalitario del Regime sorto con la Marcia su Roma. Il Fascismo italiano fu un fenomeno assai complesso e ambivalente. Nato da una scheggia del movimento socialista e forgiato nel primo dopoguerra, lo Stato mussoliniano tentò l'impossibile: creare un'alternativa al comunismo e alle democrazie liberali. In realtà finì per cadere vittima delle sue stesse contraddizioni. Dalla nascita dei Fasci di combattimento (1919) al drammatico epilogo di piazzale Loreto (1945), questo saggio ripercorre tutte le tappe fondamentali dell'esperienza fascista, illuminandone non solo i percorsi fattuali ma anche i risvolti filosofici, nel tentativo di dare una risposta alla domanda cruciale: cosa è davvero stato il Fascismo italiano?

Bastardi senza storia. Le origini...

Gentili Valerio
Castelvecchi

Disponibile in libreria

17,50 €
È opinione comune che la marcia al potere dei fascismi europei non abbia trovato avversari in grado di fronteggiarla. In realtà, movimenti "irregolari" contesero ai fascisti in tutta Europa non solo il monopolio della violenza di strada ma un progetto politico di guerriglia, oltre che un intero immaginario fatto di simboli, liturgie, marce, divise, slogan. Dagli italiani Arditi del Popolo ai tedeschi della Lega dei combattenti rossi di prima linea, passando per le organizzazioni del combattentismo progressista attive in Spagna, Austria, Francia e Inghilterra. Bastardi senza storia, che vede oggi la sua seconda edizione a dieci anni dalla prima, svolge un'opera metodologica di vaglio e filtro di molte "verità" ultimamente autocostituite nel web e le legge anche antropologicamente come la testimonianza dell'urgenza e della vitalità di quei miti antifascisti. In una singolare chiave comparatistica, riscontra la persistenza di questo universo di prassi di lotta, figure e simbologie politiche nei gruppi anarcocomunisti odierni, europei ma anche russi. Una bibliografia internazionale e aggiornata e il ricorso a preziose fonti archivistiche fanno dell'opera un testo destinato a far entrare nel dibattito storiografico scientifico temi non più confinabili alla mera militanza.

Sotto un cielo di piombo. Memorie...

Jelincic Dusan
LEG Edizioni

Disponibile in libreria

20,00 €
I volti dell'antifascismo sono molteplici, così come lo sono le storie di resistenza. Questo libro ci proietta all'interno delle vicende storiche che segnarono la lotta antifascista condotta dai popoli sloveni e croati annessi al Regno d'Italia dopo la Prima guerra mondiale. Nel periodo tra le due guerre, i territori del confine orientale furono oggetto di una violenta campagna di snazionalizzazione ad opera delle autorità fasciste, che poco alla volta smantellarono le istituzioni di riferimento della comunità slovena e croata, dalle associazioni alle scuole, fino a privarla di una propria identità. A queste usurpazioni si opposero i membri del TIGR, l'organizzazione rivoluzionaria che riuniva le comunità della Venezia Giulia sotto l'acronimo di Trst-Istra-Gorica-Reka (Trieste-Istria-Gorizia-Fiume). Zorko Jelin?i?, autore di queste pagine, ne fu uno dei fondatori e come tale fu subito in prima linea nella lotta al fascismo e per la difesa dell'identità di questi popoli, divenuti improvvisamente minoranza - non riconosciuta - in territorio italiano. Sotto un cielo di piombo raccoglie le memorie dell'autore, dai ricordi di gioventù legati alla Prima guerra mondiale alla caduta del fascismo, passando per la dura esperienza del carcere, dove venne rinchiuso per nove lunghi anni. La redazione delle memorie ebbe origine su iniziativa della storica Milica Kacin Wohinz, che fu la prima a riconoscere al TIGR l'importanza storica che merita. Già nel 1961 contattò Jelin?i?, ormai malato, convincendolo a mettere su carta le sue esperienze leggendarie, per evitare che quella tragica, ma anche catartica epoca del popolo sloveno cadesse nel dimenticatoio. Jelin?i? si dedicò alla stesura delle memorie appena nel 1964, come se avesse presagito che la sua ultima ora fosse vicina, e le completò due settimane prima della morte, il 13 luglio 1965. Con una grafia tremante, a causa della malattia, e spesso incomprensibile, riempì dei semplici quaderni di scuola con le copertine nere, ora conservati nell'Istituto per la storia contemporanea dell'Archivio della Repubblica di Slovenia a Lubiana. Attraverso le sue memorie, l'autore ci restituisce un racconto intimo e appassionato, ma al contempo attento al contesto storico, di un vissuto che appartiene alla memoria collettiva delle comunità slovene e croate della Venezia Giulia. Questa prima edizione italiana si apre con una lunga nota di Paolo Rumiz, e raccoglie inoltre l'accorata testimonianza di Dusan Jelin?i?, figlio di Zorko, e un quadro storico ad opera di Milica Kacin Wohinz.

Il diciannovismo fascista. Un mito...

Ventura A.
Viella

Disponibile in libreria in 5 giorni

19,00 €
Nell'immaginario storiografico la nascita del "vero" fascismo è collocata nel 1920-1921 e numerosi studi considerano il movimento del 1919 come un confuso e informe magma di sinistra. Nell'Italia del centenario della nascita dei Fasci italiani di combattimento, i mass-media hanno utilizzato questa interpretazione per parlare di estremismi, populismi e governi instabili. In questo quadro, il volume scava e identifica - quasi con metodo archeologico - i pluridecennali sedimenti discorsivi che si sono stratificati sul fascismo diciannovista, e torna a scriverne la storia. Il libro ricostruisce le pratiche e l'ideologia del primo fascismo svelandoci tutti i limiti del mito politico diciannovista.

Nascita e avvento del fascismo....

Tasca Angelo
Neri Pozza

Disponibile in libreria

28,00 €
Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1938 con il titolo "Naissance du fascisme", a distanza dunque di più di ottanta anni dalla sua apparizione, questo libro non cessa di stupirci per la sua puntuale ricostruzione della nascita del fascismo e delle ragioni che ne permisero l'affermazione. Militante socialista dopo essere stato espulso dal Partito comunista alla fine degli anni Venti, Tasca era riparato a Parigi nel 1926. Lontano dall'Italia, per comporre l'opera si era affidato alle memorie personali e alle testimonianze degli esuli antifascisti come lui. Un materiale limitato che, tuttavia, diede origine alle pagine forse più avvincenti dal punto di vista narrativo, e più chiare nell'argomentazione storica, che siano state scritte sull'avvento del fascismo. Il libro narra degli eventi intercorsi tra il 1918 e il 1922, quattro anni destinati a cambiare la storia del nostro paese e del mondo, e ad approntare la barbarie poi naufragata nella tragedia della Seconda guerra mondiale. Quattro anni narrati attraverso una cronaca serrata, in cui le circostanze e i fatti decisivi si susseguono lasciando il lettore senza respiro: ecco dunque la «rivoluzione democratica del 1919», il movimento sorto nel primo dopoguerra con le rivendicazioni dei reduci, le proteste operaie e la richiesta di Costituente, un movimento per l'emancipazione sociale e civile del paese che non trovò alcuna espressione politica degna di questo nome; ecco il «biennio rosso», l'occupazione delle fabbriche, la fine dell'ondata rivoluzionaria e l'insorgere della violenza squadrista nelle stesse zone «rosse»; ecco, infine, la «Caporetto socialista» dell'estate del 1922, con la sconfitta definitiva del movimento operaio e la dilagante reazione fascista culminata poi nella marcia su Roma. Ciò che, tuttavia, colpisce di più in questo libro, ed è tuttora una imprescindibile lezione per la difesa della democrazia, è l'argomentazione delle ragioni sociali della sconfitta del movimento operaio e dell'avvento del fascismo. Le forze socialiste, non l'imbelle fronte liberale, avrebbero certamente potuto impedire la barbarie fascista se solo avessero fatto davvero propria l'affermazione di Marx per la quale una classe è davvero rivoluzionaria soltanto quando non è «una classe particolare, bensì la rappresentante dei bisogni generali della società». Durante tutta la crisi postbellica il socialismo, come rappresentante dei bisogni generali della società, fu del tutto assente, col risultato che, avendo la società «"orrore del vuoto", se lo si lascia sussistere troppo a lungo, le forze più selvagge, attratte e moltiplicate da esso, si affrettano a colmarlo». Prefazione di Ignazio Silone.

La bella morte. Gli uomini e le...

Oliva Gianni
Mondadori

Disponibile in libreria

22,00 €
Per la vulgata dell'Italia repubblicana i «ragazzi di Salò» hanno rappresentato il «male assoluto». Hanno assorbito su di sé tutte le colpe storiche del fascismo, facendo da schermo ai tanti opportunisti che durante il Ventennio hanno accumulato ricchezze e onori, ma non si sono compromessi con la Repubblica sociale. Settant'anni fa Italo Calvino, partigiano combattente, scriveva invece: «Quel furore antico che è in tutti noi è lo stesso che fa sparare i fascisti, con la stessa speranza di riscatto. Ma allora c'è la storia. C'è che noi, nella storia, siamo dalla parte del riscatto, loro dall'altra». Sdoganata prima dal presidente della Camera Luciano Violante, poi dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la questione dei «ragazzi di Salò» anima da due decenni un dibattito spesso strumentale, sospeso tra demonizzazioni e riabilitazioni ugualmente improprie. Gianni Oliva ne propone quindi una lettura storiograficamente equilibrata, rintracciando le motivazioni dei volontari che scelsero di continuare a combattere accanto a Mussolini una guerra persa: i valori sedimentati dall'educazione di regime (la sacralità della patria e dell'onore, la lealtà alla parola data, il rispetto per i caduti in battaglia) si intrecciano con il disgusto morale per il «tradimento» dell'8 settembre, la volontà di vendicarsi dei voltagabbana, dei doppiogiochisti, dei funamboli dell'abiura. In questo coacervo di suggestioni e sentimenti, si sviluppa un'esperienza storica condizionata dal vassallaggio alla Germania nazista, dalla rassegnazione del duce restituito controvoglia al protagonismo politico, dai contrasti interni alla dirigenza di Salò, e, soprattutto, dalle asprezze di una guerra civile determinata proprio dalla creazione del governo della Repubblica sociale. «Cercare la bella morte» diventa la prospettiva drammatica di un percorso che si esaurisce nella furia di piazzale Loreto: è la storia di una scelta sbagliata, che per il numero di adesioni e per il significato storico non può essere rimossa, né considerata residuale.

Anime nere. Due donne e due destini...

Foa Renzo
Marsilio

Disponibile in libreria

17,00 €
Roma, 23 marzo 1944. A via Rasella esplode una bomba che uccide trentatré soldati tedeschi. Da Berlino un ordine atroce: per ogni membro delle SS, Hitler vuole la testa di dieci italiani. Celeste Di Porto, giovane ebrea amante di un fascista, aiuta a scovare nel Ghetto i suoi stessi vicini di casa, che con disprezzo la chiamano «Pantera Nera». Nella città liberata una ricca donna tedesca, Elena Hoehn, viene accusata di spionaggio, colpevole di aver dato rifugio a un carabiniere ricercato per aver arrestato Mussolini dopo la sua destituzione. Nello stesso carcere, alle Mantellate, le due inizieranno un percorso che le porterà a cercare, con sorti alterne, una nuova avventura nel solco di Chiara Lubich e dell'emergente ideale focolarino. Ma sono davvero due donne che affrontano un viaggio spirituale o si tratta di due carnefici dalle mani insanguinate? Corrisponde a verità la leggenda che vuole Celeste rancorosa e incapace di discernere tra il bene e il male, salvata da un'anima pia e compassionevole come Elena? Il desiderio ostinato di entrambe di riscattarsi e calcare il «palcoscenico del mondo» e la brama di riscrivere il proprio trascorso gettano ombre sulle conversioni religiose. Tra delazioni, tradimenti e tentativi di redenzione, attraverso le vicende di figure ai margini della Storia, Anna Foa e Lucetta Scaraffia si addentrano in territori inesplorati del nostro passato e restituiscono, nell'ambiguo rapporto di amicizia fra Celeste ed Elena e nella loro ricerca tormentata di una nuova vita, lo specchio di una società che, sebbene anelante a un rinnovamento spirituale, tendeva a dimenticare le colpe e a rimuovere i delitti.

Il fascismo e il governo del...

Vigilante
Il Mulino

Disponibile in libreria

19,00 €
Sin dall'inizio il fascismo si scagliò con forza contro l'«atomismo» della società liberale e la conflittualità tra le classi che la caratterizzava. Tra i suoi obiettivi ci fu dunque subito quello di aggregare la litigiosissima borghesia e di risolvere nella potenza dello Stato i contrasti tra capitale e lavoro. Lungo il ventennio, nel discorso pubblico del regime si consolidò la rappresentazione di una società pacificata in nome della grandezza nazionale. A partire da un angolo visuale rovesciato (quello di una realtà estremamente periferica), il volume si domanda se e come quel progetto fascista sia stato realizzato. La ricostruzione dei lineamenti e delle dinamiche del regime in una delle più remote periferie italiane com'era quella lucana, caratterizzata da poteri economici, politici e culturali «deboli» (e perciò certo anche più facilmente permeabili), permette di guardare all'Italia fascista «dal basso», nella prospettiva del rapporto tra centro e periferia. Come in una radiografia penetrante, che mostri da vicino le viscere più nascoste del regime.

I gerarchi del fascismo. Storia del...

Innocenti Marco
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Disponibile in libreria

14,00 €
Sono trascorsi quasi ottant'anni da quel 25 luglio 1943, quando in una Roma stremata dallo scirocco e dalla guerra, il Gran Consiglio del fascismo abbatte Mussolini. Ma chi sono i gerarchi che, nell'emergenza, ritrovano la capacità di decisione e autonomia politica che forse non hanno mai avuto? E quelli che non hanno partecipato alla svolta ma che, insieme agli altri, hanno accompagnato l'ascesa del regime e affiancato il Duce per un ventennio? Fedeli fino alla fine o invece pronti a "tradire", ognuno di loro ha incarnato una diversa anima del fascismo e ne ha influenzato il corso: la mondanità e l'azzardo in politica estera di Ciano; l'audacia di Balbo; la diplomazia di Grandi; l'approccio intellettuale di Bottai; Starace in camicia nera e Farinacci l'amico fedele dei tedeschi; infine, i "gregari" e i "dimenticati", nelle cui vicende c'è comunque un pezzo imprescindibile della parabola del regime. Marco Innocenti, cultore appassionato di storia del Novecento, presenta in questo libro una carrellata dei loro ritratti di eterni secondi, e il modo in cui alcuni hanno cercato di prendere in mano il gioco. Ma solo per poco: Mussolini era giunto al capolinea e loro con lui.

Fascismo. Dalla nascita all'eredità...

Mieli Paolo
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Disponibile in libreria

14,00 €
Cento anni fa, il 1921, fu un anno fondamentale nella storia del fascismo. Il movimento politico dei Fasci italiani di combattimento, fondato il 23 marzo del 1919, completò allora il suo processo di "istituzionalizzazione" e si trasformò nel Partito Nazionale Fascista, dando inizio al cosiddetto Ventennio. Una parabola, dagli esordi fino al regime, passando per la marcia su Roma, che ha segnato la storia dell'Italia del Novecento. In questo libro, in occasione del centenario della fondazione del partito, il 9 novembre 1921 a Roma, Paolo Mieli mette in luce i momenti fondamentali di questa storia, evidenziandone le ombre ma soprattutto mettendo in rilievo le vicende chiave dimenticate o mistificate nel tempo: dall'immagine ambigua del primo fascismo all'esercizio del potere, dalle opposizioni al rapporto con gli intellettuali, dal crollo del regime alle verità ancora nascoste di un periodo storico che continua a influenzare e a far dibattere il nostro Paese. Un'analisi profondamente documentata, che restituisce al lettore il ritratto delle contraddizioni di un'Italia che ancora oggi, dopo un secolo, non ha finito di fare i conti con un capitolo essenziale della sua storia.

Almirante. Biografia di un fascista

Grandi Aldo
DIARKOS

Disponibile in libreria in 3 giorni

20,00 €
Figlio di attori di teatro, giornalista apprezzato durante il Ventennio, fascista convinto e mai pentito, funzionario della Repubblica di Salò, Giorgio Almirante fu per vent'anni segretario nazionale del Movimento sociale italiano e per quaranta parlamentare di spicco della "Prima repubblica". Questo libro vuole essere il tentativo di restituire alla storia e alla cronaca la vicenda di un uomo che ha attraversato i momenti più significativi del Novecento - prima da vincitore poi da vinto, ma sempre protagonista -, rappresentata in tutta la sua complessità grazie a un'analisi e a un racconto esaurienti, approfonditi e documentati. Ne esce un lavoro completo e meticoloso, che ne ricostruisce passo a passo la vita, le scelte e le idee, soffermandosi senza sconti sui punti più controversi.

Mussolini, il primo fascista

Woller Hans
Carocci

Disponibile in libreria

19,00 €
Mussolini è vivo nel ricordo degli italiani, nelle librerie e in molti negozi di souvenir. Ma Mussolini è vivo anche nella memoria collettiva mondiale, che spesso non sa neppure di fare riferimento a lui. Il termine "fascista", da lui coniato e riferito alla sua persona, è onnipresente e serve a identificare tutto quanto può essere considerato di destra, autoritario e populista. Ma chi è stato Mussolini? Il despota spietato che resse l'Italia dal 1922 al 1945 con il pugno di ferro derubandola del suo futuro? Il modernizzatore che per il suo paese conquistò un impero innalzando l'Italia al rango di grande potenza? L'alleato più importante di Hitler, che lo considerava suo maestro e con lui mise il mondo a ferro e fuoco? Una marionetta, una vittima del Führer? Il dittatore carismatico, colui che ha costruito uno Stato totalitario di tipo nuovo, fondato sul consenso e sul più cupo, lucido terrore, che è servito da modello per molti altri autocrati?

L'ossessione della memoria. Bartali...

Pivato Marco
Castelvecchi

Disponibile in libreria

13,50 €
Nel 2013 Gino Bartali viene riconosciuto dallo Yad Vashem come Giusto fra le nazioni: da dopo la sua morte, infatti, si racconta che fra il 1943 e il 1944 "Ginettaccio", già vincitore di due Giri d'Italia e un Tour de France, abbia collaborato alla rete clandestina che consentì a molti ebrei di sfuggire alla deportazione. È una delle storie simbolo della Giornata della Memoria, eppure, secondo gli autori, non è solo storicamente infondata: è palesemente falsa. Alla fine del Novecento si è avviato un processo che oggi sembra compiuto: il divorzio fra storia e memoria. La ricostruzione del passato non è più compito esclusivo degli storici, ma si affida a memorie ripescate a distanza di decenni, a voci di seconda o terza mano, al sentito dire; le informazioni false, grazie alla rete, si rincorrono fuori dal ritmo prudente e meditativo della storia. E così, secondo gli autori, può succedere che la favola del campione coraggioso che usa la sua bicicletta per salvare vite diventi, nell'immaginario degli italiani, una realtà.

La guerra di Mussolini. La disfatta...

Carioti A.
Solferino

Disponibile in libreria

17,00 €
Il 10 giugno 1940 Benito Mussolini annuncia l'entrata in guerra dell'Italia contro la Francia e la Gran Bretagna, al fianco della Germania nazista che allora appariva vittoriosa. Si apre così una fase decisiva della nostra storia, che però non ha trovato molto spazio nella coscienza nazionale. Non si ricordano volentieri le aggressioni a danno di altri popoli, le sconfitte a volte umilianti, i lutti e le sofferenze. Eppure è proprio tra il 1940 e il 1943 che si consuma il fallimento del regime fascista, premessa necessaria per la rinascita dell'Italia all'insegna della democrazia. Il libro di Antonio Carioti e Paolo Rastelli ripercorre quegli eventi tragici, analizza le cause del disastro, sottolinea le responsabilità del dittatore e della classe dirigente, ricorda gli atti di valore che pure non mancarono. Completano il volume interviste a quattro storici (Emilio Gentile, Nicola Labanca, Andrea Santangelo, Maria Teresa Giusti) e una raccolta di documenti d'epoca su una terribile catastrofe, ricca di insegnamenti anche per l'Italia di oggi. Prefazione di Marcello Flores.

Muoio per te. Cavriglia, 4 luglio...

Boni Filippo
Longanesi

Disponibile in libreria

19,00 €
Primavera 1996. Giuseppe Boni, 72 anni, macellaio in pensione, sta morendo, vinto da un cancro. Riempie con una certa premura le pagine di un diario che ricompongono una tragedia macchiata di rosso. Una tragedia di cui lui fu testimone e che solo pochissimi conoscono fuori dal borgo in cui vive. Una tragedia che si è consumata durante una tragedia ancora più grande e che, per questo, è stata dimenticata. La sua memoria va all'estate del 1944, quando compaesani, amici e parenti - il suo stesso padre - vennero rastrellati nelle proprie case, mitragliati e bruciati dai reparti tedeschi della Divisione Hermann Göring. Senza nessuna spiegazione. Senza nessuna giustizia. Giuseppe quel giorno si salvò, scappando nel bosco e nascondendosi vicino all'accampamento di alcuni partigiani. Suo padre, invece, convinto che il figlio fosse morto si consegnò ai tedeschi. Lo trovarono ricoperto di sangue, con la catena di un orologio a cipolla in tasca che Giuseppe ha custodito per tutta la vita. Le maglie di quella catena gli ricordano ora le tappe che portarono all'eccidio: gli spostamenti dei partigiani, l'arrivo dei tedeschi nelle settimane precedenti il 4 luglio, la pianificazione del massacro e l'inferno di quella mattina. Ma gli ricordano anche le storie incredibili di chi non ebbe tempo neppure di salutare, di chi, come don Ferrante, offrì la propria vita in cambio di quella degli altri, di chi si salvò in modo rocambolesco, come Gino che la madre travestì da donna e di chi invece morì tragicamente, per sbaglio, per un colpo di vento, per una finestra chiusa male, per una spiata di un traditore o per un eccesso di buona fede. Perché il ricordo di tutto quel dolore non svanisca per sempre, Giuseppe il macellaio si fa narratore, e trasmette al nipote, l'autore di questo libro, l'accorata testimonianza di un atroce massacro di cui nessuno si era mai occupato.

I servizi segreti delle SS. Nascita...

Blandford Edmund L.
Newton Compton Editori

Disponibile in libreria

12,00 €
All'inizio degli anni Trenta, Hitler comprese che per soddisfare le proprie ambizioni di potere in Europa sarebbe stato assolutamente necessario riuscire ad avere il controllo totale sulla situazione interna della Germania. Affidò dunque questo delicato compito a Heinrich Himmler, il capo delle SS, che intuì le potenzialità di un servizio segreto di informazioni interno che controllasse i membri del partito nazista e le fazioni antinaziste. Il Sicherheitsdienst (SD) nacque proprio con questo scopo. Il suo artefice fu Reinhard Heydrich: sotto la sua direzione scrupolosa, precisa e spietata, il SD divenne uno dei servizi spionistici più temibili del mondo. Questo volume ne ricostruisce la nascita, la lotta contro le organizzazioni rivali, fino ai trionfali successi in Europa, comprese le fortunate operazioni di spionaggio nei Paesi Alleati. Particolarmente interessanti risultano alcuni eventi accaduti alla fine dell'estate del 1940, allorché Hitler individuò negli esuli Duca di Windsor e Wallis Simpson dei potenziali alleati nella sua battaglia contro la Gran Bretagna. Fu quindi elaborato un piano per riuscire a fermare la coppia in Portogallo prima che la loro nave salpasse per l'Atlantico. Si tratta di un episodio molto avvincente, che coinvolse gli agenti di Hitler, la Spagna, il Portogallo, Churchill e il Servizio Segreto Britannico. Il libro rivela molti particolari inediti ed è destinato ad appassionare tutti gli studiosi della storia del Terzo Reich e di spionaggio. I temi trattati nel libro: L'Abwehr; La Gestapo; Un "servizio informazioni"; La notte dei lunghi coltelli; Missioni all'estero; Un falso magistrale; Il SD in Inghilterra; Ricatto; "Gruppi di azione"; «Fatelo fare a Naujocks!»; SD contro MI6; Il SD e il Duca di Windsor; "Operazione Polo Nord"; La morte di Heydrich; La fine di Canaris.

Breve storia del fascismo. Dalla...

Salotti Guglielmo
Bompiani

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16,00 €
Scrivere una storia del fascismo - non limitata al periodo ottobre 1922-luglio 1943, ma fatta iniziare nel marzo 1919, con la nascita dei Fasci di combattimento, e conclusa con l'appendice della Repubblica Sociale Italiana nel 1943-45 - equivale a scrivere una storia d'Italia, una vicenda ultraventennale legata ad una specifica realtà come quella della società italiana del tempo. Una storicizzazione del fascismo, dunque, come fenomeno tutt'altro che avulso dalla realtà politica e socioeconomica italiana, una tipica espressione dei fermenti creati dalla Grande Guerra, un tentativo di risposta italiano al clima di crisi del primo dopoguerra.

Il massacro. L'orrore nazista...

Lower Wendy
Rizzoli

Disponibile in libreria

19,00 €
Nell'agosto 2009 Wendy Lower portava avanti le proprie ricerche presso l'archivio dello United States Holocaust Memorial Museum, a Washington DC: voleva trovare le prove per incriminare il più alto ufficiale delle SS ancora in vita. Non avrebbe mai immaginato di ritrovarsi per le mani ciò che le mostrarono due giornalisti di Praga: una fotografia, scattata a Miropol, in Ucraina, il 13 ottobre 1941, in cui si assiste all'esecuzione di una famiglia di origini ebraiche da parte di due militari tedeschi spalleggiati da alcuni collaborazionisti locali. Il genocidio compiuto dai nazisti e dai loro alleati è uno degli orrori meglio documentati della storia, eppure sono poche le immagini che mostrano gli aguzzini in azione. Quella che la Lower aveva davanti era una testimonianza tanto unica quanto straziante; un istante di barbarie cristallizzato sulla pellicola, a rammentare in modo vivido e atroce una realtà particolare dell'Olocausto: le fucilazioni di massa perpetrate tra il 1940 e il 1941 nell'Europa dell'Est, prima che iniziassero le deportazioni nei campi di sterminio. Per ricostruire quella vicenda sepolta tra le tragiche pieghe della Shoah - la donna appena colpita, ancora china a tenere la mano del figlio, la testa avvolta dalla nuvola di fumo che si alza dai fucili; i volti degli astanti, tra il compiaciuto e l'indifferente; a terra i vestiti di un uomo, che con tutta probabilità era finito nella fossa comune prima di lei... - Wendy Lower decise di imbarcarsi in una ricerca che si sarebbe rivelata decennale, e l'avrebbe portata dagli Stati Uniti all'Ucraina, dalla Slovacchia alla Germania, fino in Israele. Oggi, grazie a questo immane lavoro di indagine, è pronta a restituire alla storia il nome di vittime, carnefici e testimoni, fotografo compreso. Partendo da una semplice fotografia, una studiosa è riuscita a gettare uno sguardo nuovo e inquietante sul momento più tragico della storia novecentesca.

Gli eroi di Mussolini. Niccolò...

Grandi Aldo
DIARKOS

Disponibile in libreria

18,00 €
La Scuola di Mistica fascista, istituita nel 1930, aveva lo scopo di ordinare il magma ideologico e formare la nuova classe dirigente del regime fascista attraverso il culto fanatico e fideistico del suo duce. In questo volume si ricostruisce la storia di Niccolò Giani, il suo fondatore, e di quei giovani intellettuali che, cresciuti nel Ventennio, credettero, obbedirono e combatterono - fino alla morte - in nome di Mussolini, del fascismo e dei progetti di dominazione italiana. Il libro si basa su una ricca documentazione di diari e carteggi privati ed è completato da un'appendice di documenti inediti, fra i quali il diario dal fronte di Giani e le lettere dalla guerra dei giovani volontari di Mistica.

Il dossier Hitler. La biografia...

UTET

Disponibile in libreria in 5 giorni

20,00 €
30 aprile 1945: quando l'Armata Rossa è ormai a pochi metri dal bunker sotterraneo della Cancelleria di Berlino, Adolf Hitler si suicida con un colpo alla testa. Ma l'altro grande dittatore del Novecento, Josif Stalin, detto "la tigre" dallo stesso Führer, non si rassegna alla notizia della morte del nemico e rivale: lo sente simile a sé, in una sorta di «affinità spirituale» che lo affascina fin dalla sfrontata e rischiosa aggressione alla Russia del 1941. Dominato dall'inquietudine, Stalin chiede i documenti delle autopsie, fa interrogare ufficiali e civili e, alla fine dell'anno, ordina ai servizi segreti politici l'avvio dell'"Operazione Mito": un'ambiziosa e dettagliata ricerca sulla vita e la carriera politica del Führer. Il 29 dicembre 1949 il "dossier Hitler" è sulla sua scrivania. Da allora il documento n. 462a, a suo modo sospetto e compromettente, è stato sempre tenuto nascosto negli archivi sovietici, da cui emergerà solo nei tardi anni Novanta. Scopriamo così una sorprendente biografia di Hitler, basata sui ricordi estorti ai suoi assistenti di campo personali, Otto Günsche e Heinz Linge, che restarono al suo fianco fino alla fine, al punto da occuparsi di bruciare il suo cadavere. Le testimonianze dei due restituiscono, oltre ai pettegolezzi di partito e alle strategie belliche, anche gli aspetti più umili e quotidiani della vita del dittatore: gli umori discontinui e le abitudini alimentari, gli scoppi d'ira e le piccole miserie del suo fragile stato di salute. Tutte queste rivelazioni vanno a comporre una curiosa biografia redatta per un solo lettore, e da quell'unico lettore condizionata. Il dossier glissa infatti opportunamente su idee e dottrine non conformi al pensiero comunista, esalta le scene drammatiche e si premura di riportare maldicenze, anche triviali o infondate, pur di soddisfare e blandire il suo lettore. Così, da quello stesso testo, finiscono per emergere in controluce anche la figura, gli interessi e le idiosincrasie di Stalin. In un gioco di specchi sulfureo e affascinante, II dossier Hitler restituisce tutto il sottile antagonismo tra i due dittatori: un contrasto di personalità simili e opposte, un'insolita chiave d'accesso alla tragica storia del XX secolo. Prefazione di Horst Möller. Con e-book scaricabile fino al 31/12/2020.

La «guerra parallela»....

De Risio Carlo
IBN

Disponibile in libreria in 3 giorni

16,50 €
Una guerra autonoma, parallela a quella della Germania, con l'ambizioso obiettivo di assicurare all'Italia una "finestra" sull'Oceano. Il Mediterraneo doveva, comunque, rimanere precluso ai Tedeschi. Questo figurava nei disegni di Mussolini, al momento di sfoderare la spada. Non se ne fece niente e prevalse, a dispetto di Hitler, l'idea di andare a cogliere allori militari attaccando la Grecia; con i risultati ben noti. Delusioni sul mare, prima che gli Inglesi con una sventagliata di siluri, dimezzassero in porto metà della nostra flotta da battaglia. Infine il collasso della 10a Armata in Libia. Sconfitte incompatibili con le risorse finanziarie devolute, in quegli anni, per le forze armate, pari a oltre il 34% del bilancio dello Stato.